Archivio mensile:luglio 2017

Qualità del tubo corrugato per aerazione e ventilazione

Che si sia scelto un impianto di ventilazione centralizzato o una semplice ventilazione meccanica puntuale (decentralizzata) che possa servire a raggiungere un secondo locale installando una sola macchina, sarà necessario decidere la qualità del tubo corrugato per aerazione e ventilazione.

Con molta probabilità arriverà in cantiere tutto il necessario per l’installazione e non ci si dovrà preoccupare di nulla, ma non è raro che capiti di rendersi conto nel bel mezzo del lavoro che la metratura del tubo sia insufficiente.

Stiamo parlando di aerazione e di ventilazione, quindi NON possiamo risolvere la situazione andando al più vicino magazzino edile per prendere i metri di tubo corrugato mancanti. La qualità del tubo è importantissima per la salute!

Ci vuole un tubo a doppia parete in polietilene ad alta densità (troverete la sigla HDPE) con l’ interno liscio e l’ esterno corrugato e dev’essere prodotto con con materie prime vergini.

La qualità di queste tubazioni per vmc ha una funzione igienica: il trattamento interno è antimicrobico (garantisce un abbattimento > 99% della carica batterica presente sulle superfici interne dei condotti). Questo particolare evita la formazione di batteri e funghi. L’impiego di zinco piritione (biocida) evita l’insorgere dei cattivi odori.

Non chiudiamo un occhio se viene installato qualche metro di tubazione di diversa qualità! deve essere assolutamente un tubo con proprietà antimicrobiche, antibatteriche, antistatiche ed autoestinguenti in conformità con il D.M.n.174 del 04/2004 e con la normativa europea EN 61386-24

Se vi imbattete in altri riferimenti normativi ricordate che

  • VDI 6022 (07/2011) è una Norma rilasciata dall’associazione degli ingegneri tedeschi che prescrive i requisiti di igiene per gli impianti di ventilazione e condizionamento.
  • SWKI VA104-01 (04/2006) è una Norma rilasciata dall’associazione svizzera degli ingegneri civili che riporta i requisiti di igiene per gli impianti di ventilazione e condizionamento.
  • ÖNorm H602 (09/2003) è una Norma austriaca che detta i metodi e le specifiche per salvaguardare la pulizia degli impianti di ventilazione.
  • ÖNorm H6038 (02/2014) è una Norma austriaca che fornisce le linee guida per la progettazione, installazione, messa in opera, utilizzo e manutenzione degli impianti di ventilazione

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nel mio impianto di VMC


           

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Isolare il lastrico solare anche contro il caldo, chi paga?

Il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano è quello che più avverte il surriscaldamento estivo e più vive le problematiche delle elevate dispersioni invernali.

Nel caso in cui lo stabile si decida per il rifacimento del lastrico solare è proprio il proprietario dell’ultimo piano ad essere il diretto interessato alla qualità dell’intervento:

  • una nuova impermeabilizzazione garantirà molti anni senza infiltrazioni ma nessun miglioramento dal punto di vista energetico estivo ed invernale
  • un minimo isolamento termico con materiali di sintesi garantirà un certo contenimento delle dispersioni invernali e temperature superficiali interne dei soffitti molto più confortevoli
  • una corretta progettazione con materiali isolanti adatti anche alla protezione dal veloce surriscaldamento dei locali sottostanti garantirebbe un confort migliorato in tutte le stagioni e dunque un investimento utile per tutti i 12 mesi dell’anno

Riuscire a garantire una buona inerzia termica per smorzare correttamente la radiazione solare estiva si esprime in ore di sfasamento sufficienti a prolungare il tempo dell’arrivo dell’onda termica negli ambienti sottostanti.

Il problema del surriscaldamento estivo, lo abbiamo ormai capito tutti, non è esclusivo delle regioni meridionali, ma piuttosto delle isole di calore create dalle città senza sufficiente verde.

Io spingo sempre per ottenere almeno almeno 12 ore di sfasamento, in modo che l’onda termica raggiunga l’interno verso sera, quando sarà nuovamente possibile fare ventilazione naturale. Sì lo so anch’io che certe sere e anche certe notti si boccheggia e fuori fa ancora più caldo che dentro – che volete che vi dica? abbiamo cementato tutto, abbiamo tagliato gli alberi perchè sporcano… questo ci meritiamo!

Ma torniamo allo sfasamento! Quello che è tipico di un edificio con muri incredibilmente spesso si può ottenere con un’oculata progettazione: da cosa dipende il valore di sfasamento di un pacchetto isolante?

beh, dipende da un mix di caratteristiche importanti:

  • conduttività  termica
  • densità
  • capacità  termica massica

Ma chi dovrà sostenere le spese per questo utile intervento? in gran parte utile alle abitazioni dell’ultimo piano.

Saranno i millesimi a determinare la quota di spesa di ciascuno? Ecco quanto ho letto in un estratto del Il sole 24 ore:

La proiezione in verticale determina le spese per rifare il terrazzo di uso esclusivo.

Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha ribadito che i 2/3 delle spese per il lastrico solare di uso esclusivo sono a carico dei condomini proprietari individuali delle singole unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico stesso.
1/3 dei costi sarà a carico del proprietario esclusivo e i rimanenti 2/3 a carico dei proprietari delle unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico alle quali funge da copertura.

Ciò non toglie che chi cade nella proiezione del terrazzo è pur sempre un condomino a tutti gli effetti e, come tale, è obbligato a concorrere alle spese generali del condominio secondo i millesimi di proprietà.

La ripartizione delle spese secondo la Corte d’appello:

Abbiamo un fabbricato composto da 2 scale (“scala A” e “scala B”).

La lite nasce per la ripartizione delle spese relative al lastrico solare di proprietà esclusiva della “scala B”. Tale lastrico, a quanto pare, serve da copertura non solo agli appartamenti sottostanti, relativi alla “scala B”, ma anche ad alcuni beni comuni ai due corpi scala (galleria pedonale, portico pedonale, portineria, atrio, piani interrati, corselli dei box).

Secondo la Corte d’appello, i costi per il rifacimento del lastrico solare devono essere sostenuti, per 1/3, dal proprietario esclusivo del lastrico e, per i rimanenti 2/3, da tutti i restanti condòmini (ovvero sia da quelli rientranti nella “scala A”, sia da quelli della “scala B”.

Poiché nella proiezione del lastrico solare si trovano beni di proprietà comune ai due corpi scala, è logico che i costi per la ripartizione debbano essere ripartiti tra tutti i condomini.

L’art. 1126 cod. civ. stabilisce espressamente che «quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per 1/3 nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri 2/3 sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno».

Il problema dell’individuazione dei soggetti tenuti al pagamento dei rimanenti ?:

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 10 maggio 2017, n. 11484, ha dettato il principio di diritto in base al quale i 2/3 delle spese devono essere ripartiti esclusivamente tra i proprietari delle unità immobiliari che si trovano nella proiezione verticale del terrazzo esclusivo (Cass., Sez. II, sent. 25 febbraio 2002, n. 2726; sent. 4 giugno 2001, n. 7472; sent. 15 aprile 1994, n. 3542; sent. 29 gennaio 1974, n. 244; sent. 16 luglio 1976, n. 2821).

La Cassazione peraltro sottolinea che l’art. 1126 cod. civ. non è compreso tra le disposizioni inderogabili richiamate dall’art. 1138 cod. civ. (l’art. 1126 cod. civ. è derogabile). Conseguentemente il regolamento del condominio può dettare modalità diverse per la ripartizione delle spese relative alla manutenzione del lastrico solare di uso esclusivo, ponendo le stesse a carico di tutti i condòmini e introducendo un’apposita clausola nel regolamento di condominio.

il Tuo condominio ha in programma interventi di efficienza energetica?

 

            

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Spostare l’economia dell’investimento dagli impianti all’involucro

E’ spesso la lacuna di un progetto di costruzione: lasciare agli impianti l’onere di risolvere i problemi di un edificio.

Principalmente sono problemi di dispersioni elevate invernali e veloce surriscaldamento estivo. Questo approccio è anche quello solito del costruttore: quando ha quasi terminato il suo lavoro sa che arriverà il medico curante, l’impiantista.

Non tutti i costruttori sono uguali

Leggiamo 3 concetti scritti dal costruttore Mirko Taglietti, CEO di AKTIVHAUS-Gruppo Nexlogic:

Isolamento a cappotto esterno oppure no?

al bivio in cui ci si trova è richiesta una risposta ad un quesito fondamentale:

  • risparmiare soldi sui consumi significa creare benessere abitativo?

La risposta e’ quasi sempre no:

  • avere impianti performanti ed involucri che disperdono ingenti quantità di energia e’ un meccanismo contro natura, e la natura ci insegna che uno dei suoi principi fondamentali e’ la conservazione dell’energia, una legge, che governa i fenomeni naturali sinora noti. In brevi parole, meglio investire sull’involucro  (cappotto, serramenti, etc) che manterrà le sue proprietà almeno per 50-100 anni, anzichè negli impianti che tra meno di 20 anni saranno obsoleti o inservibili. Le leggi europee e talune nel mondo vanno tutte verso questa tipologia costruttiva (passivhaus, aktivhaus, Nzeb,etc) esprimendo la banale idea che l’unico kilowattora importante e’ quello che non si consuma.

benessere abitativo = benessere e salute per l’essere umano che ci abita

Il benessere abitativo e’ semplicemente impagabile e deriva fondamentalmente dall’avere un involucro ben isolato che “conservi” l’energia spesa per riscaldarlo e raffrescarlo, con sistemi a bassissima potenza (di fatto spostando l’economia dell’investimento dagli impianti all’involucro). Se possibile, consiglio di fare sempre 2 business plan a lungo termine! così da confrontare le 2 scelte considerando che in solo uno di questi dovrà inserire la voce “salute” inesprimibile in termini economici.

 
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per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

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La tenda oscurante come soluzione all’ombreggiatura e al buio

Ombreggiatura e serramento vanno progettati insieme.

Quando si tratta di pianificare la posa del serramento in una parete isolata (ora non scendiamo nel particolare del sistema di isolamento termico e nell’ analisi della posa ideale per ogni sistema) si scopre che

  • se è diventato relativamente facile e semplice decidere il dettaglio di posa del telaio fisso del nuovo serramento nel foro finestra (e la semplicità allontana gli errori e le spese inutili, sia di tempo che di denaro)
  • è diventato abbastanza complicato e costoso affrontare la posa dell’elemento ombreggiante.

Non importa se l’ombreggiatura è assicurata da antoni, per seguire la tradizione della facciata, o da semplici avvolgibili disponibili in una infinità di varianti e qualità, l’ombreggiatura resta un nodo difficile e costoso in termini

  • di particolari di posa
  • e di elementi speciali necessari alla posa.

Se devo esprimermi più chiaramente lasciatemi dire: “evitiamo l’elemento ombreggiante, quando possibile, ed integriamolo nel nuovo serramento”. Un serramento più costoso, questo è certo, ma una soluzione facile da applicare in cantiere senza errori e senza difficoltà.

Non è facile semplificare il problema in questo modo quando il committente è una persona sensibile alla mancata oscurità totale: chi vuole un buio completo è spesso deluso da una corretta ombreggiatura:

  • l’ombreggiatura controlla l’irraggiamento diretto o indiretto ma non riesce a garantire il buio.

C’è chi ama il buio! e c’è chi ha paura del buio 😉

In tutti questi casi si potrebbe risolvere il problema con un monoblocco per tenda oscurante:

si riesce a regolare l’apporto solare e, in base al materiale, anche a garantire il buio, o quasi.

Ma che compito ha una tenda oscurante avvolgibile?

La tenda oscurante suddivide l’energia solare luminosa e termica in 3 parti:

  1. energia riflessa (Rs e Rv): il tessuto riflette e “allontana” una parte dell’energia
  2. energia assorbita (As e Av): il tessuto trattiene una piccola parte di energia
  3. energia trasmessa (Ts e Tv): il tessuto lascia passare una parte di energia che è quella che trasmette ancora calore e luce nell’ambiente.

Un monoblocco che risolve la posa della tenda a rullo + l’ eventuale zanzariera + il nuovo serramento nel foro finestra è un bell’aiuto: un elemento in più, come voce di spesa, ma da prendere in seria considerazione nel caso ci sia un cantiere con serramenti zanzariere oscuranti ecc in arrivo.

Diverso invece è il discorso se si deve pianificare solo la posa del serramento nuovo, in questo caso il monoblocco è una spesa evitabile senza rimpianti.

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Troppa illuminazione stradale, il troppo storpia

Illuminazione stradale: progetto per migliorare la visibilità notturna.

Il progetto “Pavement Surface characterisation for smart and efficient road lighting” vuole fornire le conoscenze per illuminare meglio ogni via asfaltata, riducendo il rischio di incidenti e limitando i consumi energetici.

Ci penserà l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) a studiare quanta luce e quanti lampioni servono per una buona visibilità notturna a seconda del tipo di asfalto. E’ la giusta illuminazione a determinare la capacità di distinguere la strada dal terreno circostante e di rilevare eventuali ostacoli presenti in carreggiata.

Ho letto che la normativa europea risale a 40 anni fa, e certamente è così – ma se ci mettiamo a migliorare le condizioni di guida attraverso un’accresciuta visibilità notturna del manto stradale, cosa succederà? diminuiranno gli incidenti o permetteremo agli automobilisti di correre come se fosse giorno?

Mi pare che i limiti di velocità autostradale scendano in caso di pioggia o di nebbia.. allora perchè non investire in segnaletica intelligente e rallentare il traffico in caso di scarsa visibilità notturna? anche il rumore si abbasserebbe.

Il Creatore ha fatto il giorno e poi la notte, vogliamo tornare un po’ sui nostri passi o dobbiamo impazzire tutti completamente?

illuminare meglio ogni via asfaltata ???

ma siamo diventati matti? lasciateci il buio che già è poco.

Oggi l’Europa ha dotato di illuminazione notturna quasi la metà dei 5,5 milioni i chilometri di strade asfaltate.

Propongo di investire la stessa cifra su altri fronti, non mancano.

Quanto ho commentato è frutto della mia piccola opinione sull’argomento.

Se vi interessa leggete quanto scrive Mario Di SoraPresidente UAI, che si è tolto la curiosità di verificare se è proprio vero che i posti più illuminati siano quelli con percentuali minori di incidenti (in base ad alcuni dati raccolti è emerso che, il più delle volte, così non è).

E i pipistrelli? scommetto che li avevate dimenticati! e poi a chi piacciono? Signori, devono essere protetti in maniera rigorosa (art. 2 della L. 157/1992; all. II e III della Convenzione di Berna, resa esecutiva con la L. 503/1981; all. II della Convenzione di Bonn, resa esecutiva con la L. 42/1983; all. B e D del D.P.R. 357/1997; Accordo sulla conservazione delle popolazioni di pipistrelli europei, reso esecutivo con la L. 104/2005). Potete approfondire l’argomento ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE NOTTURNA E TUTELA DEI CHIROTTERI andando al link.

Tuteliamo l’oscurità naturale notturna!

sei d'accordo con l'obiettivo di illuminare meglio ogni via asfaltata?

 

            

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Casa con sconto Irpef del 20% sul prezzo di acquisto

Agevolazioni Fiscali per chi Compra o Ristruttura Casa:

  • Compri una casa entro fine 2017? classe energetica A o B o migliore?
  • se poi la dai in affitto, avrai uno sconto Irpef del 20% sul prezzo di acquisto!

Chi compra la sua prima casa paga Iva agevolata (2% da un privato o 4% dal costruttore), ma chi compra la seconda terza quarta o ventesima casa e l’affitta per almeno 8 anni recupera 1/5 della spesa (deduzione Irpef pari al 20% del costo di acquisto) e ciò, vale anche per un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione o  restauro e risanamento conservativo, che diventa di classe energetica alta.

Il costo d’acquisto non deve superare i 300mila euro, IVA compresa. In questa cifra possono anche esserci 2 immobili, per esempio due appartamenti.

La deduzione Irpef pari al 20% si applica anche agli interessi passivi dell’eventuale finanziamento, sempre nella misura del 20% e verrà recuperata in 8 anni dal momento in cui comincia il rapporto di locazione residenziale che deve iniziare entro 6 mesi.

eh no, non vale affittare l’immobile ad un parente di primo grado.

una ennesima agevolazione fiscale legata all'efficienza energetica

 

            

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