Isolamento termico con materiali di nanotecnologia, Aerogel

Non è il mio campo. Non sono preparato – solo un po’ spaventato. Per il principio della cautela, ogni cosa che non mi convince o mi appare rischiosa la evito – o almeno non corro a consigliarla.

Ho isolato il mio tetto con l’aiuto di due uomini sempre presenti – con due braccia, e neanche tanto forti, non si va da nessuna parte. Abbiamo lavorato con la sega, con i morali di abete in 3 misure, con l’avvitatore, con i nastri e con i teli, un cutter, viti di tre tipi e tanti pannelli in fibra di legno. Sul tetto è come lavorare fuori dal mondo, le giornate sono più piacevoli, la luce è migliore, l’aria più pulita, il traffico disturba poco. Le ore sul tetto sono state intense ma piacevoli. Il momento più fastidioso è stato il taglio delle tegole per i displuvi, che faceva volare troppa polvere per i miei gusti. Questione di attrezzatura.

Isolamento termico… con quanti materiali è possibile contenere le dispersioni di un edificio? La scelta è veramente ampia, ma come ho detto all’inizio, evito di progettare con diversi tipi di materiali concentrandomi su tutti gli altri – che non sono pochi.

Chi si è informato un po’ avrà già scoperto che per ottenere una certa prestazione di isolamento termico si deve per forza prevedere un certo spessore e dunque anche un certo ingombro, al di là della spesa per il materiale coibente.

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L’Aerogel (al di là della spesa) è la soluzione ideale a tutti i problemi dovuti allo spessore, basta leggere le sue prestazioni elevatissime di conducibilità termica pari a 0,014 W/mK.

Ci sono rischi per la salute?   Usare o non usare Aerogel?

Lo abbiamo usato in un cantiere. Sul lato interno. Come al solito tutte le protezioni consigliabili sono state allegramente ignorate (la solita scena di cantiere: si lavora! non è un posto per femminucce con mascherine guantini, cremine e occhialini, qui si lavora, si suda, si puzza, si fuma e si beve, se il capo è girato).

Vi dico una cosa sola:

Accettate (e seguite) i consigli che potete leggere anche nelle SDSnon fate gli uomini:

  • Evitate la formazione di polvere.
  • Garantite una corretta aspirazione in prossimità delle macchine per la lavorazione.
  • Mettete a disposizione possibilità di lavarsi/acqua per la pulizia degli occhi e della pelle.
  • Proteggete preventivamente la pelle con apposite pomate.
  • Evitate contatti prolungati e intensi con la pelle.
  • Evitate il contatto con gli occhi.
  • Lavate le mani prima dell’intervallo o a lavoro terminato.
  • Tenete lontano da cibo, bevande e foraggi.
  • Durante il lavoro è vietato mangiare, bere, fumare, fiutare tabacco.

Quindi, se fate le femminucce, forse, potreste anche usare l’Aerogel contro il mio principio!

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L’Aerogel non è un mostro a 3 teste, è un gel di silice amorfo impregnato in un tessuto non tessuto. In nanotecnologia si parla di nanoparticelle, qui parliamo di un isolante che presenta dei vuoti e questi vuoti incorporati nella matrice della silice amorfa sono in scala nanometrica,  tra i 2 e i 50 nanometri - insomma dei “nanovuoti”. Ecco perchè è anche detto nanoporoso.

(0.001 micrometri = 1 nanometro)

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Dunque siamo nel mondo dei nani, ma non delle nano particelle!

Ma come la mettiamo con le polveri che si liberano da questi materassini o pannelli in Aerogel? Chi l’ha inalata non l’ha più dimenticata. Comunque ho letto che nelle polveri troviamo solo particelle più grandi di un nanometro.

Servono enormi quantità di energia per separare le particelle di Aerogel dal loro stato originario di forte aggregazione – forse è da qui il prezzo elevato?

Ma torniamo alle polveri liberate dai prodotti Aerogel mentre si posa, si taglia, si strappa ecc.: ho letto che la minima dimensione rilevabile delle particelle è stata di 8 micron. Ho anche letto che con una macinazione possiamo ottenere particelle di 0.6 micron (600 nm).

La polvere di Aerogel che sta sul pavimento mentre tutti vanno su e giù con gli scarponi non credo possa macinarsi così finemente, ma peccato che per colpa delle correnti d’aria sia sempre in movimento e in sollevamento! Facile respirarla senza vederla. E chi farà mai la bonifica dell’ambiente? e delle zone intorno alle aperture?

Comunque gli studi dicono che non si può affermare con accuratezza che l’ Aerogel contenga zero nanoparticelle.

Ci possiamo fidare della la silice amorfa sintetica (SAS)?

  • Le forme di SAS vengono eliminate rapidamente dal tessuto polmonare durante e dopo un’esposizione per inalazione prolungata di cavie animali…
  • La somministrazione orale e cutanea di SAS e di silicati amorfi non ha causato mortalità alle dosi massime testate (LD0 da 3300 a 20000 mg/kg nei ratti).
  • Quanto alla sua cancerogenicità, non si prevede che rappresenti un rischio data la sua natura amorfa. 

Il fatto che gli effetti sulla salute della silice amorfa sintetica siano molto differenti da quelli della silice cristallina dovrebbe tranquillizzarci. Ora siamo noi a dover prendere le decisioni, e ad adottare ogni protezione consigliata nel caso si decida per l’ultizzo di Aerogel.

Lo IARC considera la silice amorfa non classificabile quanto alla sua cancerogenicità sull’uomo (Gruppo 3).

Chi ha già usato Aerogel in cantiere può raccontare le proprie esperienze scrivendo un commento. Grazie del contributo!

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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One thought on “Isolamento termico con materiali di nanotecnologia, Aerogel

  1. antonio

    0.014 è pazzesco!!!! nessun altro materiale mi risulta avere una conducibilità inferiore!!!!!

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