L’ ultima auto a benzina, la mia prima Hybrid

Uno studio norvegese dice che per soddisfare gli obiettivi climatici l‘ultima vettura a benzina dovrà essere venduta entro il 2035, e questo per mettere il mondo sulla buona strada, limitare il riscaldamento globale a raggiungere l’obiettivo più rigoroso impostato dai leader mondiali nel 2015.

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Il carburante da trasporto emette circa il 14% delle emissioni di gas serra mondiali.

Se vogliamo rispettare il vertice di Parigi e l’ obiettivo di limitare l’aumento delle temperature a 2 gradi Celsius l’ultima auto diesel o benzina dovrà essere venduta entro il 2035 per vedere circolare gli ultimi veicoli a combustibili fossili nel 2050.

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E’ troppo grande questo cambiamento in tutta l’industria automobilistica? 

Toyota ha una “sfida a zero emissioni di anidride carbonica” per i nuovi veicoli in base al quale si propone di ridurre le emissioni dei suoi veicoli del 90% entro il 2050 (dai livelli del 2010).

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Altrimenti come abbassare il termostato globale entro la fine del secolo? Il 2016 è il più caldo mai registrato, con temperature intorno ai 1°C (1.8F) sopra ai tempi pre-industriali.

Siamo al 5% come quota di veicoli elettrici nell’Unione europea. Che fare?

Mi sono reso conto che la rete di ricarica elettrica è troppo scarsa al momento, poi, il tempo di una ricarica veloce è comunque troppo lungo. Volevo fare da pioniere, ma si può fare i pionieri nella vita di tutti i giorni? Forse da single sì!

Forse, per molti di noi, è tempo di passare all’ hybrid, anzi che all’elettrico!

Devo ammettere che fino ad oggi non ho mai pensato all’ibrido – mai! Sogno di viaggiare in elettrico e acquisto un’auto ibrida? Che senso ha? Il motore a combustibili fossili non lo voglio più vedere, non lo voglio più sentire, non lo sopporto più. Per me il suo tempo è passato, è out. Ed ora che la penso così dovrei guidare un auto con il motore vecchio aiutato e assistito dal motore elettrico?

Mai e poi mai!

Bestemmiare e poi sedersi in chiesa? Che senso ha? Se vuoi bestemmiare vai al bar, se vuoi ringraziare vai in chiesa.

Un’ auto con il motore vecchio aiutato e assistito dal motore elettrico? Mai e poi mai!

Poi ho prenotato un test drive alla Toyota:

Mi attendeva nel piazzale una CH-R 1.8 Hybrid 2WD che non avevo mai visto dal vero.

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Vista davanti – mozzafiato. Il responsabile ci ha lasciati attendere fuori (la famiglia mi aveva seguito) mentre faceva manovra per girare l’auto verso il cancello d’uscita. E’ stato quello il momento più emozionante della prova, siamo rimasti a bocca aperta vedendo questo grosso mostriciattolo di 4 metri e oltre girare su se stesso in assoluto silenzio: un’astronave di un pianeta più avanzato del nostro? No – un’auto ibrida!

Saliamo, allaccio la cintura, nascondo il piede sinistro sotto il sedile e premo start. Non succede nulla, ma poi ci muoviamo. E poi ci muoviamo di più e poi di più e poi di più e poi il responsabile mi avverte che anche il motore termico sta lavorando.

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Era proprio l’idea di passare dal volo elettrico al volo con combustibile che aveva da sempre instillato nella mia fantasia un momento di discomfort, di delusione, di – ah che schifo lo sapevo che non era piacevole – prima il silenzioso rotolare dei pneumatici e poi il solito rombo del motore a scoppio..

Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid 2WD ci stava portando a spasso per le strade di campagna in un relax incredibile, con una docilità indescrivibile. Il cambio cinetico si è comportato come un infinito elastico, assolutamente non fastidioso e non paragonabile ad uno scooter – l’auto sembrava correre sul sapone, e teneva la strada!

Tra l’emozione della prima ibrida sotto il sedere e la guida attenta non ho avuto il tempo di fissare tutte le informazioni del cruscotto e le varie spie avveniristiche: ho potuto solo auscultare il motore (che pareva sempre elettrico) e sentire attraverso il sedile, in lontananza, le irregolarità dell’asfalto. I suoi ruotoni (pneumatici 225/50 R18) regalavano sensazioni di mooooolta sicurezza.

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Le mie idee sull’auto ibrida, solide di anni, si sbriciolavano come biscotti. Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid regala la netta sensazione di guidare un auto elettrica…, aiutata da un motore a benzina.

Aiutata, in tutti i sensi: non solo per pigiare allegramente sull’acceleratore e ricevere una bella spinta! anche per non rimanere a piedi. Potrei decidere di saltare in macchina e guidare fino a S.Vito Lo Capo da Padova, cosa che la futura mini Tesla Model 3 non mi permetterà mai e poi mai.

Il sogno di guidare un’auto elettrica, semplice di componentistica, con pochi pezzi, e puliti, deve rimanere ancora un sogno. Se Hybrid significa anche libertà e indipendenza dalle rare stazioni di ricarica veloce, posso digerire questa pillola.

Le cose cambieranno in fretta. Quando iniziai la mia attività di consulenza 8anni fa, di isolamento termico in edilizia quasi non si parlava, un cappotto da 4cm sembrava per case passive – oggi invece… Così forse anche per l’auto elettrica! Sta a noi: acquistiamole, e ci verranno offerte anche le colonnine!

Siamo noi il cambiamento! Who else?

Alea iacta est!

conoscete la locuzione latina che significa “il dado è tratto”? Questa frase si cita quando si prende una decisione dalla quale non si può più recedere.

Ahimè, la mia prossima auto non sarà una Tesla, ma sarà certamente un’ Hybrid!

Ma quale?

La Toyota CH-R 1.8 Hybrid 2WD ha un muso fantastico, è alta quanto basta per stare al sicuro, un posto guida senza critiche,

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 ma l’aspetto così joung, aggresivo e japp, specialmente nel retro

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(dinamismo sì, non voglio discuterne! hanno fatto bene a disegnarla così, è bella, è nuova, è oltre, avanti così!) non credo vada bene con me, un ragazzino di mezza età. Un mese me la strapazzerei volentieri, ma non so se la vorrei tenere per anni.

Guardiamoci intorno, Toyota ha sulle spalle un bel po’ di esperienza sull’ibrido e sull’auto in genere, ma ci sono altri giocatori globali. Penso alla Hyundai Ioniq per esempio.

Andremo a provarla.       E voi? che auto guidate?

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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  1. Condivido assolutamente, però nel link che ha postato non leggo di 40 km/litro, ma:
    “Gli istruttori del Corso di Guida Ibrida …. sono persone in grado di guidare consumando facilmente meno di 4 lt x 100 km in pianura”

    Ed io con il mio (pur inquinantissimo, è vero!) diesel 1.6 riesco già a consumare già 25 km/litro con una guida pulita e costante

  2. quella storia delle cause alle case automobilistiche perchè i consumi dichiarati sono troppo ottimisti io non la sopporto!
    la mia auto consuma molto meno dei consumi dichiarati, ma la colpa è mia se consumo troppo poco e l’autonomia di un pieno si allunga.
    la guidasse un mio amico succederebbe tutto l’opposto.
    io sogno il record del consumo più basso, lui sogna una guida grintosa (e poco utile in fin dei conti).
    il fatto è che si vendono milioni di macchine, e milioni di automobilisti guidano come capita, come sono abituati, guidano così da sempre perchè cambiare? cambiano l’auto piuttosto.
    certo, ci vorrebbe una scuola. Quattroruote fa corsi di guida sicura, non fa corsi di guida per consumare meno.
    per imparare a consumare meno senza inventarsi i mille trucchetti utili si può investire il costo di un pieno in un corso di guida ibrida e finalmente cambiare stile una volta per tutte:
    Le auto ibride non necessitano di un corso specifico. Ma per imparare a guidare un’auto ibrida con una media di 2,5 lt x 100 km (40 chilometri con un litro!), dunque meno dei consumi dichiarati, consiglio un bel Corso di Guida come quello che vi suggerisco qui!

  3. bisogna vedere i consumi. da quanto ho letto finora sono poco veritieri tant’è che alcuni stanno facendo causa

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