Le batterie di un’auto elettrica invecchiano? e la manutenzione di una e-auto?

Mi domando se le batterie delle auto elettriche siano più serie di quelle che troviamo nei nostri telefoni. Ho letto su teslarati.com che una Tesla Model S con oltre 300mila km percorsi ha perso il 6% di efficienza.

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300mila km sono un bel po’ po’ di strada… e i costi di manutenzione? 

Model S has had little to no maintenance costs, cioè, in italiano, quasi nessun costo di manutenzione. Questo è ancora più interessante dell’invecchiamento della batteria, se pensiamo a tutte le manutenzioni occorrenti ad un auto con motore a scoppio…

Mi sono incuriosito ed ho scaricato “Tesla Model S – Manuale del proprietario” per andare a leggere cosa dicono le pagine della manutenzione programmata (1a sola pagina)

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Manutenzione programmata:

7.2 MANUALE D’USO E MANUTENZIONE MODEL S

Intervalli di manutenzione:

La manutenzione periodica è importante per garantire l’affidabilità e l’efficienza di Model S. Recarsi presso Tesla agli intervalli di manutenzione programmata ogni 12 mesi oppure ogni 20.000 km

Sostituzione dei liquidi:

  • Liquido dei freni: ogni 2 anni o 40.000 km
  • Liquido di raffreddamento della batteria: ogni 4 anni o 80.000 km

Controlli giornalieri e mensili:

  • Controllare il livello di carica della batteria visualizzato sul quadro strumenti
  • Controllare il corretto funzionamento di tutte le luci esterne, dell’avvisatore
  • acustico, degli indicatori di direzione e dei tergicristalli e lavacristalli
  • Verificare il funzionamento dei freni, compreso il freno di stazionamento
  • Verificare il funzionamento delle cinture di sicurezza 
  • Verificare che sotto Model S non siano presenti macchie dovute a perdite di liquido. 

Qualche lettore ha esperienze personali in fatto di auto elettriche?

Il proprietario di una casa ad alta efficienza energetica che cosa nasconde in garage?

che auto guida? quale sarà la sua prossima auto? come la sceglie?

Luca Mercalli (l’unico privato italiano attualmente ad averla acquistata) guida una Peugeot iOn e ci ricorda che

<< Faremo bene al Pianeta e al nostro portafoglio. Basta pensare che in Italia la bilancia commerciale energetica, cioè le spese per l’importazione di petrolio e metano, è in rosso per 60 miliardi di euro l’anno. Migliorare del 10% la nostra efficienza significa risparmiare 6 miliardi/anno. Un traguardo facile da raggiungere, se non da superare, senza grandi investimenti. E se si ha maggiore disponibilità la tecnologia attuale ti permette di arrivare a sfiorare le emissioni zero. A dimostrarlo è la mia casa e la mia mobilità. >>



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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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5 thoughts on “Le batterie di un’auto elettrica invecchiano? e la manutenzione di una e-auto?

  1. Marco de pinto

    Non siamo poi così bravi con l’energia elettrica questo è doveroso dirlo. Letti in questo modo esposto coerente fa solo colpo ma non risulta comparabile con quello che ci circonda in Europa che fanno molto di più con meno sole.
    l’Italia importa energia nucleare per una percentuale compresa tra il 6 e il 7% del proprio fabbisogno. L’Italia è il paese europeo (sesto al mondo) maggiormente dipendente dal petrolio per la produzione di energia elettrica.
    Produciamo energia ma con combustibili gasolio e gas preso all estero siamo dunque completamente dipendenti .
    La fonte rinnovabile più forte rimane sempre quello idroelettrico direi naturale ed esistente il fotovoltaico 11% circa sul complessivo. Siamo al dodicesimo posto in Europa pure dietro la Spagna . Direi che rispetto a quanto possibile è limitato dai dati messi a confronto vedi dati gse etc.

  2. Federico Sampaoli Post author

    sì, da qualche tempo Enel pubblica in bolletta i suoi mix medi e ognuno può leggere i dati.

    a livello economico la delusione per Enel è la quota di spese fisse, ma non so come sia la fatturazione da parte di altri gestori.

    vorrei sapere: chi in italia offre il miglior prezzo del Kw con spese fisse basse o non presenti? che in realtà sarebbe l’unico vero stimolo forte a consumare sempre di meno!

  3. Francesco Moretti

    La composizione del mix medio nazionale utilizzato per la produzione di energia elettrica nel 2015 è stata la seguente:

    - Fonti rinnovabili 41,58% (43,11% nel 2014)
    - Carbone 19,57% (18,98)
    - Gas naturale 29,29% (28,56)
    - Prodotti petroliferi 1,30% (1,00)
    - Nucleare 5,16% (4,64)
    - Altre fonti 3,10% (3,71)

    Io per esser certo di consumare energia elettrica effettivamente green ho abbandonato Enel da un paio d’anni, siglando un nuovo contratto che mi assicura la fornitura certificata del 100% da fonti rinnovabili.

  4. Federico Sampaoli Post author

    è davvero così “green” l’energia elettrica?

    per quel pochissimo che so, non è affatto green. anzi.
    ma le strade sono insopportabilmente irrespirabili, specialmente per chi non è seduto in auto con i finestrini alzati.
    i pedoni ed i ciclisti hanno diritto ad un’aria più decente mentre si muovono.

    ecco, per il mio modo di vedere, la produzione elettrica NON green non porta le emissioni direttamente a 50cm dal marciapiede, dall’entrata del panificio, della scuola ecc… quindi sarebbe un sensibile miglioramento per molti.

  5. vincenzo

    Rispondo al titolo: e la ricarica di una e-auto quanto costa? Davvero si riesce a ricaricare le batterie col solo fotovoltaico che di notte non produce? C’è bisogno almeno di una batteria che immagazzini l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico durante il giorno.
    E per chi non ha il fotovoltaico? Ricordo che gran parte dell’energia elettrica italiana, purtroppo, deriva dalla combustione del carbone o acquistata dai Paesi che la producono con centrali nucleari: è davvero così “green” l’energia elettrica?
    Rappresenta certamente il futuro ma non siamo ancora pronti.
    Mi risulta inoltre che l’eolico sia “tagliato” solo per le grandi multinazionali che vengono ad investire in Italia, visti gli ingenti investimenti iniziali (per pale a partire da 1 Mw). Lo stesso dicasi per il fotovoltaico dove i costi iniziali sono notevolmente diminuiti e per tale ragione sono spariti gli incentivi (e quando parlo di incentivi non mi riferisco certo alle detrazioni ma al conto termico).

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