Tetto fresco d’estate combinando materiali di diversa densità?

Come quella di molti professionisti anche la mia casella di posta elettronica è bombardata di pubblicità per soluzioni edili di ogni tipo. In questa stagione le più gettonate sono le soluzioni di isolamento termico che riguardano la protezione estiva, quindi si parla di sfasamento.

Ricordiamoci che lo sfasamento è il tempo impiegato dall’onda termica per passare dall’ esterno all’interno di un edificio, si misura in ore ed è influenzato dalla scelta dei materiali e dalla loro posa in opera.

+ SFASAMENTO = LENTO SURRISCALDAMENTO

Vi sembra un buon consiglio quello di impiegare lana di roccia con elevata densità a supporto dell’ EPS con grafite dalle elevate prestazioni isolanti?

 Ad esempio, per l’isolamento di un tetto in legno, è di moda suggerire un pannello in EPS con canali di ventilazione, accoppiato a un pannello in lana di roccia. Un pacchetto veloce, semplice e all’apparenza prestazionale che è un “inno” all’ottimo isolamento termico dell’EPS e all’alto valore di sfasamento grazie alla ventilazione e alla densità della lana di roccia.

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,025 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 lana di roccia 0,100 0,036 1030 110
4 EPS con grafite 0,080 0,031 1500 15

Ma siamo veramente sicuri di avere uno SFASAMENTO OTTIMALE ?

Se andiamo a calcolare lo sfasamento ottenibile con questa stratigrafia ci possiamo accorgere alla svelta che in estate la prestazione sarà molto deludente, pur soddisfando senza difficoltà quanto richiesto dal nuovo DM 26.6.2015 in fatto di limitazione dei fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenimento della temperatura interna degli ambienti (trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K)

Fattore di decremento (attenuazione) fd [-] 0,747
Ritardo fattore di decremento (sfasamento) ? [h] 5,02
Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] 0,131

L’UTILIZZO COMBINATO DI MATERIALI DI DIVERSA DENSITÀ, PER OTTENERE UN EDIFICIO CONFORTEVOLE SIA IN ESTATE CHE IN INVERNO

è un suggerimento da seguire per non sbagliare il pacchetto tetto?

Il pacchetto tetto con lana di roccia + EPS ha uno spessore di 18cm, senza contare quanto crescerà per lo strato di ventilazione e lo spessore del manto di copertura.

Non si poteva suggerire nulla di meglio impiegando veramente bene quei preziosi 18cm disponibili?

Vediamo che prestazioni estive si possono ottenere scegliendo materiali più idonei alla protezione dal caldo. Inseriamo nella stratigrafia la migliore qualità di due pannelli in fibra di legno dove il più sottile, esterno e ad alta densità è il pannello più idoneo ad essere pedonabile durante i lavori in copertura:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,025 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 fibra di legno 0,160 0,039 2400 150
4 fibra di legno 0,019 0,046 2400 230

Non siamo certamente al top delle prestazioni richieste ad una copertura, ma se confrontiamo i risultati precedenti con quelli ottenibili utilizzando fibra di legno ci rendiamo conto che abbiamo ottenuto un miglioramento vistoso.

Fattore di decremento (attenuazione) fd [-] 0,277
Ritardo fattore di decremento (sfasamento) ? [h] 11,73
Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] 0,057

Ecco un motivo per diffidare e valutare con estrema cautela una soluzione di isolamento termico spacciata per OTTIMALE in tutte le stagioni, sia contro il caldo che con il freddo.

Ovviamente un produttore di maglioni di lana tenterà di convincerci che staremo freschi indossandoli anche tutta l’estate. Facciamoci progettare la stratigrafia solo e sempre da chi non ha interessi commerciali in gioco.

Ricordiamo sempre che pannelli isolanti con scarsi valori di calore specifico (espresso in J/kgK) non potranno mai e poi mai avere prestazioni estive eccellenti

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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33 pensieri su “Tetto fresco d’estate combinando materiali di diversa densità?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    per fare un confronto numerico delle prestazioni in regime estivo e invernale tra la situazione attuale e quella post operam si dovrebbe calcolare una stratigrafia inserendo gli strati esattamente come lei vorrebbe intervenire.
    in questo modo, invece che immaginare, potrà riflettere e decidere con tranquillità.
    con 10 cm disponibili penso che si possa ottenere un beneficio veramente godibile.
    quello che mi preme scriverle è però un’altra cosa: la migrazione del vapore è un aspetto insidioso.
    io non conosco esattamente la situazione di fatto e sto solo intuendo il lavoro che vuole cominciare.
    se lei interviene per un ulteriore isolamento della veranda è il momento di progettare (forse non è mai stato fatto) la tenuta all’aria di questo volume riscaldato.
    un telo con funzione di tenuta all’aria e freno al vapore ha il computo di gestire il passaggio del vapore e salvaguardare la struttura dalle condense interstiziali quindi prima di coprire il nuovo isolante interposto tra le travi lei dovrà sigillare perfettamente le superfici con un telo.
    sarebbe intelligente andare a connettersi verticalmente ai telai dei nuovi serramenti per garantire un lavoro perfetto (naturalmente io non conosco la tipologia di parete e di posa dei serramenti).
    buon lavoro

  2. Marco

    Buongiorno,
    Sig. Sanpaoli, leggo con interesse il suo ormai da tempo. Non essendo un tecnico del settore mi scuso anticipatamente per eventuali errori di terminologia. Vivo al nord Italia in classe climatica E.

    Ho un locale di 24mt circa (che in origine doveva essere una veranda) adibito a cucina il cui tetto al centro è altro circa 4,5mt. Il tetto è in legno ed è isolato esternamente con qualche centimetro di XPS (non credo più di 5cm). Superfice totale del tetto 40mq circa.

    Ho sempre avuto problemi si caldo estivo e freddo invernale. Un paio di anni fa, ho cambiato i serramenti (superfice vetrata totale di circa 5mq in PVC) e la situazione è notevolmente migliorata.

    Ora vorrei intervenire sul tetto che internamente si presenta con le classiche travi a vista e perline. Per delle ragioni che non stò ad elencarvi non posso intervenire esternamente. Pensavo quindi di utilizzare della fibra di legno da inserire tra i travetti, e di ricoprire poi tutto con delle perline (più magari travetti finti per ragioni estetiche).

    In questo modo dovrei aumentare lo sfasamento e ottenere benefici estate e inverno. Vengo alla domanda: lo spessore massimo di materiale che penso di riuscire a inserire tra i travetti è di circa 10cm. Ho trovato del materiale ad alta densita che Coefficiente di conduttività termica ?D W/(m·K) pari a 0,050 ed una Resistenza termica RD (m²·K)/W pari a 0,20.

    Ora mi chiedo: 10cm di materiale, sono sufficienti far cambiare drasticamente le prestazioni del tetto o posso aspettarmi solo un piccolo miglioramento? Di solito che spessori si usano?

    grazie

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    grazie.
    chi l’ha spinta ad abbandonare l’idea della fibra di legno a favore della lana di roccia non conosce la fisica tecnica.
    il passaggio di una canna fumaria attraverso un pacchetto isolante infiammabile è una cosa seria, ma una cosa ben più seria è la tenuta all’aria del suo tetto: cosa poco o per niente progettata nella stragrande maggioranza dei tetti.
    il tetto va a fuoco solo se si pensa di non progettare la canna fumaria e l’attraversamento del pacchetto tetto.
    per non fare nomi (in perfetto stile espertocasaclima.com) Schiedel offre soluzioni CERTIFICATE, UNIVERSALI E SPECIFICHE per la protezione dal fuoco.

    una stratigrafia tetto traspirante prevede per forza uno strato di ventilazione, ma non è da vedere come una complicazione in più: un tetto ventilato permette la posa delle nuove tegole con massima garanzia (30anni) e permette di smaltire meglio il calore e il vapore che attraversa il pacchetto.

    Guaine bitumose, teli traspiranti, barriere… come deve essere chiusa correttamente la stratigrafia? beh, qui si apre un oceano di argomenti, per me interessantissimi, per altri noiosi: la rimando a qualche articolo interessante per lei:
    http://espertocasaclima.com/2017/10/26/materiali-tetto-qualita-teli-resistenza-raggi-uv/
    http://espertocasaclima.com/2016/08/12/tetto-coibentato-non-ventilato-legno-guaina-ardesiata-vapore-infiltrazioni/
    http://espertocasaclima.com/2015/07/15/passi-buon-tetto-legno-ventilato/

  4. Maurizio

    Egregio dottor Sampaoli, mi complimento anche io per il suo blog, preziosissima fonte di informazioni!
    Mi trovo a dover scegliere la stratigrafia per il mio tetto in legno con isolamento all’estradosso. Il problema maggiore, essendo in zona E, e dovendo recuperare un sottotetto molto basso per adibirlo a zona notte, è l’isolamento dal caldo. Inutile dire che ne ho sentite di tutti i colori per quanto riguarda il miglior materiale isolante ma, fatte le mie ricerche, sono giunta alla conclusione che la fibra di legno sia la soluzione giusta per me.
    Le espongo, però, alcuni dubbi che ancora mi attanagliano:
    1. Quasi tutti i professionisti che ho consultato mi hanno spinto ad abbandonare l’idea della fibra di legno a favore della lana di roccia, evidenziando l’alto rischio di infiammabilità della prima (La fonte principale di riscaldamento della casa, oltre al gas, sarà una stufa a legna ad accumulo posta al centro dell’abitazione, con una canna fumaria debitamente isolata). È così alto il rischio che il tetto vada a fuoco? Come potrei dormire sonni tranquilli?
    2. Secondo lei nella stratigrafia è opportuno prevedere la ventilazione oppure no? Anche in questo caso mi è stato consigliato il tetto caldo, anche per limitare il rischio incendio di cui sopra, ma è davvero la soluzion migliore?
    3. Guaine bitumose, teli traspiranti, barriere… come deve essere chiusa correttamente la stratigrafia?

    La ringrazio con d’ora per tutte le informazioni che vorrà darmi.
    Cordialmente
    Maurizio

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    progettare la tenuta all’aria significa che devo decidere tutte le soluzioni per ottenere un involucro ermetico ai passaggi d’aria incontrollati (spifferi per capirci bene).
    senza questo progetto “anti spifferi” il suo tetto rischia delle condense interstiziali nei punti “non a tenuta” e legno e condensa NON sono buoni amici.

    i ponti termici sono un’altra cosa e non essendo eliminabili si devono attenuare.

    il sistema a cappotto va deciso nello spessore analizzando le stratigrafie comprensive di muratura e sua qualità e spessore.

  6. Antonio

    Grazie Dott. Sampaoli per la risposta.
    Cosa intende precisamente per progetto di tenuta dell’aria?
    Si riferisce all’eliminazione dei ponti termici tra tetto e parete?

    Riguardo le pareti esterne avrei pensato ad un cappotto esterno, anche se non so nè il tipo nè lo spessore della muratura e dell’isolante.

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    questo è esattamente il mio lavoro.
    sono sicuro che la sua nuova copertura in legno abbia come obiettivo primario la protezione dal surriscaldamento, quindi dovrà chiedere un pacchetto isolante in fibra di legno.
    trattandosi di un tetto in legno, prima di decidere la struttura lignea si deve progettare la tenuta all’aria perchè non succeda che il vapore degli ambienti riscaldati d’inverno possa uscire dall’edificio nel perimetro del nodo tetto-parete.
    fino a che il progetto di tenuta all’aria non è fatto è inutile continuare.
    a seconda dell’inclinazione delle falde si dovrà stabilire lo spessore del canale di ventilazione sotto tegola che permette al pacchetto isolante traspirante di funzionare correttamente.
    circa lo spessore dell’isolante bisogna calcolare una stratigrafia precisamente con i pannelli che si sceglieranno e le loro prestazioni e poi eseguire una verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015

    stabilito il pacchetto si devono decidere tutti i fissaggi e ancoraggi meccanici in base agli spessori previsti.

    infine il trattamento del legno a vista sia interno che esterno:
    meglio evitare prodotti della categoria vernici ed impregnanti cat. 1/e per finiture interne esterne che pur rispettano il valore limite UE della categoria A/e di 130 grammi per litro di VOC (Composti Organici Volatili)
    optando per prodotti di origine vegetale, senza elementi di sintesi o elementi pericolosi per l’uomo e l’ambiente.

  8. Antonio

    Salve Dott. Sampaoli,
    mi trovo in zona B, gradi giorno 729 e altitudine 60.

    Possiedo un rustico a due elevazioni fuori terra e devo realizzare la copertura. L’obiettivo è di avere un tetto in legno a vista, evitando la realizzazione di un solaio in cemento armato.

    Se non è troppo, potrebbe consigliarmi una stratigrafia su cui basarmi per chiedere dei preventivi?

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    credo che la membrana traspirante riflettente e impermeabile che chiude il pacchetto coibente sia sufficiente e il manto di copertura metallico un’ulteriore garanzia contro le infiltrazioni.
    la protezione dal surriscaldamento è ancora scarsa (quasi 12 ore di sfasamento non sono abbastanza), deve ricordare che si tratta di un tetto in legno e non in latero cemento, mentre il contenimento delle dispersioni invernali è molto buono.

  10. Andrea

    buonasera, dovendo realizzare una copertura in legno a Pescara volevo realizzare una stratificazione cosi composta:
    travatura in legno
    perlina da 25 mm
    telo freno vapore 150 gr
    coibentazione in fibra di legno 180 mm densità 140
    membrana traspirante riflettente 200 gr
    camera di ventilazione h 50 mm
    tavolato grezzo 25 mm
    membrana traspirante 3D
    copertura in alluminio aggraffato.
    quello che mi chiedo è se la trasmittanza e lo sfasamento siano sufficienti per una zona in cui è prevalente il caldo ( consideri che oggi eravamo a ca 30 gradi ed il tetto è esposto sempre ai aggi diretti del sole ) che non il freddo.
    la ringrazio della sua risposta

  11. marco de pinto

    Buongiorno Raffaele
    La prestazione dell’impianto fotovoltaico installato su un tetto in legno non aumenta e non diminuisce.
    Cambia la prestazione se esposto bene, se correttamente ventilato se pulito o sporco ma non in funzione a a quale tetto è installato. Meglio tenere i pannelli ventilati ma nello stesso tempo potrebbero essere integrati e non dipende dalla progettazione. L’efficienza e sopratutto il risultato che si chiede al fotovoltaico cambia per altri aspetti molto più importanti

  12. raffaele

    Salve e grazie per la chiarezza con cui ci fa capire molte cose. Quali effetti produce, a livello prestazionale, l’ installazione di un impianto fotovoltaico su un tetto il legno già progettato e realizzato a regola d’ arte? Viste le elevate temperature che i pannelli raggiungono, specie in estate, nella progettazione di un nuovo tetto è un parametro da tenere in considerazione? Meglio un impianto integrato o impianto non integrato? Grazie

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    sismicamente parlando non è una buona idea caricare ulteriormente un tetto progettato per determinati carichi.
    è conveniente applicare una stratigrafia ottimamente progettata per lo scopo.
    un tetto dovrebbe avere una vita minima di 30anni. meglio far meglio

  14. vincenzo

    Grazie per la risposta.
    Preciso che il solaio è da 25 e non da 30. Dal calcolo viene fuori che occorrerebbe uno spessore di 8,5 cm per le tavelle o in alternativa 5,5 cm di fibra di legno per raggiungere l’obbiettivo di 12 h di sfasamento.
    Anche se non raggiungo l’obbiettivo di 12 h comunque con le tavelle che possiedo miglioro la mia stratigrafia in estate.
    I miei dubbi però sono inerenti a questa mia “invenzione”:
    – le tavelle devo incollarle o posso semplicemente “poggiarle” sul solaio?
    – quando fisserò i pannelli in EPS+OSB sarò costretto a bucare le tavelle: non rischio di creare dei ponti termici?

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    il solaio in laterocemento da 30cm possiede già una bella massa e se non fessurato o forato per impianti è questo strato ad occuparsi di frenare il vapore e a garantire la tenuta all’aria del volume riscaldato.
    le dispersioni invernali saranno contenute grazie allo strato di eps.
    lo sfasamento estivo resta scarso, intorno alle 10ore

    per scoprire la prestazione estiva e valutare il miglioramento eventualmente offerto dalle tavelle disponibili si deve fare il calcolo della stratigrafia:
    superare le 11ore non è certo un peggioramento, ma fin che il materiale isolante non è adatto alla protezione estiva, poco cambierà

  16. vincenzo

    Ho commesso un errore nel riportare la stratigrafia:
    – solaio in laterocemento 20+5
    – tavelle sp. 3 cm
    – EPS sp. 10 cm
    – camera ventilata
    – OSB sp. 1,2 cm
    – freno al vapore
    – lamiera.

  17. vincenzo

    Coibentazione del tetto in laterocemento contro il caldo riutilizzando delle vecchie tavelle.
    Pre motivi economici sono costretto ad utilizzare l’antipatico EPS preaccoppiato con OSB con ventilazione monodirezionale.
    Posseggo delle tavelle sp. 3 cm (quindi costo 0), rinvenienti da una precedente ristrutturazione, che vorrei riutilizzare interponendole tra il solaio e la coibentazione come segue:
    – solaio in laterocemento 20+5
    – tavelle sp. 3 cm
    – EPS sp. 10 cm
    – OSB sp. 1,2 cm
    – freno al vapore
    – camera ventilata
    – lamiera.
    Domande sulle tavelle: vanno fissate o posso semplicemente “poggiarle”? devo prevedere un telo sotto o sopra le tavelle? complessivamente è una buona idea?

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    prima di prendere decisioni esecutive consiglio di farsi fare dal tecnico almeno la verifica della prestazione estiva inserendo tutti gli strati della stratigrafia

  19. elio

    Le chiedo un’ultima cosa, per avere un discreto comfort in estate, che spessore dovrei realizzare? 30/40cm?
    Grazie ancora
    Elio

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    non trattandosi di un’intercapedine da riempire, i fiocchi di cellulosa avranno una densità massima di circa 30kg/mc.
    questa soluzione non è solo valida, è la migliore. con il suo calore specifico insuperabile

  21. elio

    Grazie per la celere risposta, per il solaio un isolamento con fiocchi di cellulosa può essere valido?
    Saluti
    Elio

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    a parte il nodo tetto parete che è tutto da progettare,
    consiglierei di eseguire l’isolamento termico sul solaio del sottotetto, e di prevedere per le falde in laterocemento solo un nuovo manto impermeabile e traspirante per la successiva posa su listellatura delle nuove tegole.
    naturalmente il volume riscaldato sotto il sottotetto deve garantire la tenuta all’aria senza passaggi incontrollati tra ambiente e sottotetto.

  23. elio

    Buongiorno,
    a breve dovrei rifare la copertura della mia casa, attualmente non c’è alcun isolante ed il tetto è in latero cemento. La soffitta è utilizzata solo come ripostiglio, l’altezza è di circa 2 metri al colmo, quindi abbastanza alta. Secondo lei se isolassimo il tetto con eps e isolassimo il solaio con fiocchi di cellulosa, sarebbe una buona soluzione anche per l’estate? La prima opzione era quella di isolare con la fibra di legno, ma per contenere un po’ i costi avevo pensato all’eps più la cellulosa.
    Saluti
    Elio

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    i pannelli in eps sono economici ed offrono elevate prestazioni invernali, se si vuole ottenere una buona protezione estiva si deve optare per pannelli in fibra di legno che offrono valori di calore specifico e densità ai massimi livelli

  25. Federico Sampaoli Autore articolo

    una falda unica è di lavorazione ben più facile rispetto a forme più complesse, e necessita di meno accorgimenti.
    la spesa per i lavori contiene manodopera e materiali + spese accessorie prevedibili e impreviste.
    la voce di spesa del solo pannello per coibentazione è anch’essa un spesa ma, non muove l’ago della bilancia così sensibilmente.
    quindi vale la pena, almeno prima di decidere, di valutare eventualmente una stratigrafia diversa idonea per coibentazione esterna con materiali salubri e naturali, chiedendo, in base agli spessori, la analisi delle prestazioni invernali e protezione estiva per un adeguato comfort in tutte le stagioni (si chiama Prestazione Energetica Estiva – Metodo dei parametri qualitativi) .

  26. Roberto

    Mi sono stati proposti su un tetto a falda con soletta di cemento armato di 25 cm un isolamento in polistirene da 25 cm e copertura in alluminio. Dai calcoli effettuati sembra il miglior compromesso con ottime prestazioni soprattutto in inverno (non mi è ancora ben chiara la prestazione estiva) e spesa. La domanda che le faccio è possibile trovare un’altra soluzione che sostituisca l’isolante plastico con qualcosa di naturale mantenendo la prestazione estiva ed invernale e la sostenibilità economica?

  27. Federico Sampaoli Autore articolo

    poliuretano espanso a spruzzo…
    e se un giorno volessi mettere le mani a questa stratigrafia? io non avrei il coraggio di far eseguire questo tipo di intervento.
    comunque, per coperture ventilate (doppia listellatura) meglio che l’altezza della camera di ventilazione sia 5-7 cm (dipende anche dall’inclinazione).

    il fatto che gli spessori dell’isolante rispettino la normativa dice ancora poco sui risultati che lei otterrà.
    immagino comunque che 16cm di lana di roccia offrano scarse prestazioni estive.

    dalla sua descrizione ” Il tetto attualmente consiste di travi in cemento su cui poggiano dei tavelloni in laterizio, e
    sopra delle marsigliesi ” mi sorge il dubbio che si tratti di una copertura che insiste sul sottotetto: in questo caso varrebbe la pena progettare la coibentazione nel sottotetto per evitare che il volume riscaldato abbia sopra un volume non riscaldato e delle falde isolate.

    in ogni caso la stratigrafia tetto in lana di roccia

    -telo impermeabile e traspirante
    -doppio strato listoni 6×8 cm incrociati
    -doppio strato di 8 cm di pannelli rigidi di lana di roccia (lambda 0,039) densita’ 150 kg/mc
    – secondo telo impermeabile aperto alla diffuzione del vapore acqueo sd ca. 0.02m
    -listoni di 4 x 6 cm per la ventilazione

    dovrebbe diventare

    -freno al vapore con funzione di tenuta all’aria
    -doppio strato listoni 6×8 cm incrociati
    -doppio strato di 8 cm di pannelli rigidi di lana di roccia (lambda 0,039) densita’ 150 kg/mc
    -telo impermeabile e traspirante sd ca. 0.02m
    -guarnizione per viti nei punti di fissaggio dell’orditura primaria (dove si fora il manto impermeabile)
    -listoni di 4 x 6 cm per la ventilazione
    -listelli portategola

  28. Paolo

    Devo rifare il tetto e mi sono state proposte due soluzioni, questo suo bell’articolo mi
    ha fatto venire un dubbio su quale isolamento sia il migliore durante il periodo estivo.

    Il tetto attualmente consiste di travi in cemento su cui poggiano dei tavelloni in laterizio, e
    sopra delle marsigliesi.

    La prima soluzione prevede una gettata in cemento di 6 cm sui tavelloni, su cui vengono posati dei
    listoni d’abete 10 x 15 cm, entro questi listoni viene messo poliuretano espanso a spruzzo
    con lambda 0,022 (densita’ 35/40 kg/mc) per uno spessore di 10 cm; vengono lasciati quindi 5 cm per
    la ventilazione.

    La seconda soluzione prevede:
    -telo impermeabile e traspirante
    -doppio strato listoni 6×8 cm incrociati
    -doppio strato di 8 cm di pannelli rigidi di lana di roccia (lambda 0,039) densita’ 150 kg/mc
    – secondo telo impermeabile aperto alla diffuzione del vapore acqueo sd ca. 0.02m
    -listoni di 4 x 6 cm per la ventilazione

    Secondo un ingegnere da me contattato le due coperture dovrebbero essere entrambe
    a normativa.
    Anche il ritardo e l’attenuazione possono essere considerate equvalenti?
    grazie
    cordiali saluti
    Paolo

  29. Federico Sampaoli Autore articolo

    a livello economico non penso che i 3€/mq del pannello in fibra di legno possano essere una ragione per fare due forniture distinte su un tetto.
    circa la sensibilità all’acqua non esiste stratigrafia che possa avere vita lunga se a rischio infiltrazioni.
    uno strato di xps è da sconsigliare in un pacchetto traspirante per non ostacolare la normale migrazione del vapore.

  30. Salvatore

    Intendevo in sostituzione del solo pannello in fibra di legno di 1,9 cm con la densità di 230 kg/mc in funzione alla loro massa superiore.
    Analizzare infatti se questa o altre opzioni possano essere un buon compromesso, magari risparmiando qualcosa e capire cosa cambierebbe in termini di prestazioni.
    La “delicatezza” tanto criticata alla fibra di legno rispetto alla sensibilità all’acqua è fondata? Si potrebbe migliorare con uno strato superiore con caratteristiche differenti?
    Se non ricordo male in qualche suo articolo aveva scritto di un ulteriore strato in xps a protezione dell’impermeabilizzazione

  31. Federico Sampaoli Autore articolo

    i pannelli in lana di legno mineralizzata possono essere previsti per la loro funzione acustica oppure per la loro funzione antincendio ma sicuramente non in sostituzione del pannello termoisolante in fibra di legno.
    in ogni caso si deve analizzare il calcolo della stratigrafia compreso lo strato in lana di legno mineralizzata.

  32. Salvatore

    Considerando materiali di diversa densità come recita l’articolo si potrebbe pensare di utilizzare al posto della fibra di legno alla massima densità la lana di legno mineralizzata che possiede densità maggiore?
    E forse anche costi minori?
    Si dovrebbe cercare il giusto compromesso costo/prestazioni

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