Criteri ambientali minimi (CAM), capacità termica areica interna periodica, DM del 26.6.2015

Da sempre scrivo, consiglio e insisto sul fatto che la capacità areica del lato interno di una stratigrafia ha un’importanza enorme sul comfort e il buon funzionamento della casa in periodo estivo, e anche invernale.

Se volete una re – infarinatura sul concetto di capacità areica del lato interno potete rileggere questi miei articoli.

Anche il nuovo DM 26/6/2015 in vigore dal 1° ottobre non dà molta importanza a questo valore, preferendo ribadire i limiti di trasmittanza U per le varie zone climatiche: questa tendenza la possiamo anche notare nei nuovi modelli di Relazione tecnica (Allegato 2 Relazione tecnica) dove si andranno a descrivere tutte le informazioni minime necessarie per accertare l’osservanza delle norme vigenti da parte degli organismi pubblici:

dm 26 6 2015 involucro relazione tecnica copia

Nel riquadro della Relazione tecnica avrete visto che nell’ultima riga compare il valore di Trasmittanza termica periodica Yie (anch’essa espressa in W/mqK) secondo la norma tecnica UNI EN ISO 13786 –

  • Udyn è una proprietà termica dinamica – è l‘inerzia termica dell’involucro: cioè la capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nelle 24h (il nuovo DM del 26.6.2015 impone < 0,10 (eccetto zona F) e in copertura < 0,18 (W/mqK) oppure Ms > 230kg/mq)

Questi due valori di trasmittanza ci dicono certo qualcosa su come si comporterà la parete, ma se progettiamo una delle più brutte, squallide e meno confortevoli stratigrafie (muro freddo esterno + lana di roccia interna + cartongesso interno) il valore di trasmittanza U e il valore di trasmittanza periodica UYie non ci danno nessun allarme sulla debolezza di questa soluzione!

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 Cartongesso 0,0125 0,250 1000 900
2 RockWool Acoustic 225+ 0,050 0,033 1030 70
3 Mattone pieno UNI 12.6.25 0,3000 0,495 1000 1675

infatti:

  • come vuole il DM del 26.6.2015 la trasmittanza periodica U Yie  è ben < 0,10 (W/mqK)
  • e la trasmittanza U, che indica la capacità di contenere le dispersioni termiche invernali, dimostra che le dispersioni post operam sono solo 1 terzo rispetto a prima

Tutto bene allora?

Una stratigrafia del genere significa che il mio ambiente interno è confinato verso l’esterno da uno strato di lana di roccia e un vecchio muro freddo.

Potrò avere comfort?

In inverno starò meglio di prima, soprattutto mentre leggo la nuova bolletta del gas – ma d’estate? Vivere nell’isolante offre poco in termini di comfort estivo: nell’isolante non posso cedere energia in eccesso, mi mancherà la massa.

Questo aspetto lo si nota immediatamente analizzando bene una stratigrafia muro freddo esterno + lana di roccia interna + cartongesso interno: basta leggere il valore di capacità areica interna:

Capacità termica periodica lato interno k1 [kJ/m2K] 14,1
  • 14,1 kJ/mqK è un valore veramente basso, veramente deludente

Un progettista dovrebbe correggere la stratigrafia se volesse offrire qualcosa di più al suo committente, qualcosa di più che rispettare il DM 26.6.2015, offrire più comfort.

E’ veramente raro che si analizzi profondamente una stratigrafia e si tenga in debito conto il valore di capacità areica interna: pochi sottolineano l’importanza di questo dato. Fortuna che già dal principio della mia carriera ho potuto arricchirmi di validi insegnamenti: ringrazio l’arch. Matteo Pontara e l’ing. Andrea Ursini Casalena)

La buona notizia:

I CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM) PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI DI PROGETTAZIONE E LAVORI (Decreto Min. Ambiente 24 dic 2015)

I Criteri ambientali minimi in edilizia tengono ben presente il valore di capacità areica interna:

Capacità termica periodica lato interno  k1 [kJ/m2K] 14,1
  • 14,1 kJ/mqK è un valore basso, veramente deludente ed infatti INACCETTABILE !

I contratti pubblici che citano esplicitamente nell’oggetto dell’appalto il Decreto Ministeriale 24 dicembre 2015 e che includono i criteri di base ivi definiti, sono anche classificati come verdi ai fini del monitoraggio dell’ANAC.

Andiamo a vedere:

CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM) Edilizia – Specifiche tecniche

ASPETTI ENERGETICI DIRETTI (FASE D’USO)

Prestazione energetica (½):

  • I progetti di nuova costruzione, ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 mq, demolizione e ricostruzione, manutenzione straordinaria di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 mq, ampliamenti superiori al 20% del volume riscaldato, ferme restando le norme e i regolamenti più restrittivi (es. regolamenti urbanistici e edilizi comunali, ecc.), devono garantire le seguenti prestazioni:
  1. L’indice di prestazione energetica globale EPgl deve corrispondere almeno alla classe A2.
  2. La capacità termica areica interna periodica, calcolata secondo la UNI EN ISO 13786: 2008 deve avere un valore di almeno 40 kJ/m2K.

avete notato questo valore minimo?

Capacità termica periodica lato interno k1 [kJ/m2K] 40,0

 E’ naturale che per i produttori di laterizio questa notizia sia musica per le loro orecchie:

criteri-ambientali-minimi-cam-capacita-termica-areica-interna-periodica-dm-26-6-2015

Anche per le mie orecchie.

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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4 pensieri su “Criteri ambientali minimi (CAM), capacità termica areica interna periodica, DM del 26.6.2015

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    con la tenuta ermetica delle case e la ventilazione meccanica controllata con recupero del calore e post trattamento dell’aria, si ha aria fresca e pulita a qualsiasi ora della giornta….
    la sola vmc, in periodo estivo con temperature esterne elevate porta sì aria fresca in ambiente, ma anche un incremento di umidità.

    per entrare nel merito della stratigrafia, volendo passare alla fase operativa, secondo lei, è pensabile applicare alla parete in xlam grezza i pannelli preaccoppiati EPS+0SB venduti per la coibentazione dei tetti (2240x1220mm) mediante fissaggio meccanico e su questa fissare il secondo strato di isolamento mediante procedura standard (da manuale cortexa per intenderci)? o ci sono rischi?……

    non ci ho mai riflettuto! lo farò

  2. alberto panissidi

    Gentile Sampaoli

    intanto la ringrazio per la risposta, veloce e chiara; in merito alla sua conclusione finale, io ritengo che, con un attima attenuazione, lo sfasamento risulti praticamente superfluo: se, si riuscisse a massimizzare l’attenuazione, azzerando l’oscillazione termica, a cosa mi servirebbe sfasare una temperatura massima che non c’è? io, ma mi sbaglierò, ritengo sia prioritario ridurre l’oscillazione; inoltre, da quello che ricordo, lo sfasamento ha un senso perchè bisogna portare la massima temperatura sulla faccia interna ad un ora in cui, con la ventilazione naturale notturna si riesca ad asportare il calore in eccesso; ormai, però, con la tenuta ermetica delle case e la ventilazione meccanica controllata con recupero del calore e post trattamento dell’aria, si ha aria fresca e pulita a qualsiasi ora della giornta, quindi che necessità c’è di sfasare di 8, 10, 12 o 24 ore? ma attendo smentita!

    A questo punto approfitto per entrare nel merito della stratigrafia, volendo passare alla fase operativa, secondo lei, è pensabile applicare alla parete in xlam grezza i pannelli preaccoppiati EPS+0SB venduti per la coibentazione dei tetti (2240x1220mm) mediante fissaggio meccanico e su questa fissare il secondo strato di isolamento mediante procedura standard (da manuale cortexa per intenderci)? o ci sono rischi? magari ho detto una banalità, ma di fasi operative e di procedure di installazione non ne so nulla.

    La ringrazio nuovamente e le porgo cordiali saluti.

    Alberto

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    sì,
    per ottenere
    – un miglioramento del Fattore di decremento (attenuazione) che non è altro che un rapporto tra trasmittanza periodica e trasmittanza ( f = Udyn/U ) e rappresenta la riduzione di intensità della quantità di calore che attraversa una struttura (ottimo < 0,15) - un migliore sfasamento ( la quantità di calore che attraversa una struttura giunge all'interno con un ritardo di alcune ore) inserire uno strato diverso, come ad esempio l'OSB, fa reagire la prestazione estiva ma non allo stesso modo in tutte le sue posizioni possibili. ricordo una stratigrafia con 30cm di spessore di fibra di legno flessibile (che offre comunque calore specifico più elevato di quanto possa l'eps): inserendo un pannello di OSB3 da 15mm si poteva notare che - il miglior valore di attenuazione si poteva avere tenendo 14cm di fibra di legno flessibile sul lato interno e 16cm dopo l'OSB sul lato esterno - il miglior valore di sfasamento si poteva avere tenendo 24cm di fibra di legno flessibile sul lato interno e 6cm dopo l'OSB sul lato esterno ma si trattava di una parete in legno massiccio da 45mm sul lato interno. ora il dilemma sarebbe decidere se dare più importanza al valore di attenuazione o alle ore di sfasamento! una cosa è certa, uno strato di materiale con caratteristiche diverse dagli altri componenti della stratigrafia ha la capacità di muovere i numeri (non tutti ovviamente).

  4. alberto panissidi

    Buon pomeriggio,

    intanto vorrei fare i complimenti per gli articoli, la chiarezza e quella leggerezza che, di tanto in tanto, non guasta.
    Scrivo perchè mi sto documentando sulla questione della gestione del caldo in periodo estivo.
    Mi è chiara la questione della capacità termica areica interna e dell’importanza di garantire massa internamente che (spero di non sbagliarmi) funga da buffer termico.
    E’ chiara la funzione dell’isolamento dall’esterno, per regolare i flussi di calore da fuori a dentro, e mi è chiara l’importanza dello sfasamento e dell’attenuazione.
    Con un software di calcolo, ho provato a fare un po’ di simulazioni con differenti stratigrafie per verificare l’effetto dei materiali e delle loro posizioni e i risultati mi hanno stupito; a questo proposito chiedo un chiarimento.
    struttura base dall’interno:
    gessofibrato 12,5mm xlam 100mm EPS300mm lastra in cemento fibrorinforzato 12,5mm (la scelta dell’EPS è legata ad un confrnto con altro sistema costruttivo)
    risultati:
    U 0,119 W/mqK; trsmittanza periodica 0,035 W/mqK; attenuazione 0,296; Cta interna 39.95 kJ/MqK
    trasmittanza e capacità termica mi soddisfano, ma l’attenuazione è scarsa: ho una temperatura di 39°C sulla faccia interna.
    Le ho provate tutte, finchè non ho deciso di interporre, nella lastra di EPS, un pannello in OSB;
    variante: 250mmEPS 12mmOSB 50mmEPS; risultato: trasmittanza e capacità termica interna invariate, attenuazione e trasmittanza termica periodica dimezzate
    Se sposto l’OSB verso l’esterno, in questo modo: 200EPS 12 OSB 100 EPS, la situazione migliora ancora: U 0,117 W/mqK; trsmittanza periodica 0,013 W/mqK; attenuazione 0,112; Cta interna 39.49 kJ/MqK.

    se invece sposto l’OSB a ridosso dell’XLAM torno a valori scarsi di attenuazione; è possibile? o è il software che uso che non funziona? me lo riesce a spiegare?

    so di essere stato prolisso, spero di non avervi tediato e di ricevere presto un chiarmiento.

    la ringrazio

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