Costruire con un buon blocco porizzato senza cappotto con i nuovi limiti di trasmittanza termica del DM 26.6.2015

Costruire un edificio in laterizio con elevata classe energetica significa per forza scegliere una muratura e prevedere un sistema termoisolante a cappotto?

No.

Oggi possiamo scegliere tra molti blocchi in laterizio con elevata capacità di contenere le dispersioni invernali!

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Una costruzione tradizionale, in laterizio, ad umido, non necessariamente deve utilizzare i mattoni della nonna e tanta malta di allettamento. Il mattone pieno dei nostri nonni aveva certamente una massa enorme, ma nel nostro clima una parete di mattone pieno disperde molta energia d’inverno e si surriscalda d’estate. Il trucco dell’intercapedine d’aria tra due file di mattoni migliorava la situazione in entrambe le stagioni, ma in definitiva l’edificio rimaneva energivoro e poco adatto alla protezione dal caldo. Un forte spessore di muratura diventava ottimo d’estate, ma rimaneva scarso d’inverno e poco confortevole in primavera.

Oggi possiamo progettare edifici in laterizio molto performanti molto facilmente.

Come?

Investendo nella qualità del blocco e nelle sue prestazioni termiche.

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Sicuramente una buona notizia per quanti odiano l’idea di avere un cappotto esterno, anche della migliore qualità. Appiccicare l’isolante sulle facciate è la migliore forma di protezione dal caldo e dal freddo scegliendo opportunamente materiali e spessori da impiegare, ma in generale questa tecnica non piace:

  • e per il costo
  • e per la sensazione di poca durata
  • e per la vecchia idea che i muri non possono respirare
  • e se vogliamo, anche per il brutto suono che produce la parete quando si bussa a testarne la consistenza.

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 cappotto

Le antipatie sono abbastanza diffuse. Le simpatie verso i sistemi termoisolanti a cappotto sono solo per la bassa bolletta energetica: spesso unica consolazione dopo tanto investimento.

Avendo la possibilità di scegliere il tipo di muratura con cui edificare, possiamo fin dalla fase progettuale prevedere di rinunciare all’isolamento dall’esterno e puntare tutto sulle prestazioni del blocco – blocco di tamponamento o portante sismico che sia (il blocco per tamponamento, quello che viene utilizzato in un edificio con struttura portante in calcestruzzo armato, è sensibilmente più spinto come isolamento rispetto al suo gemello blocco portante sismico).

Ho ricordato all’inizio che oggi possiamo progettare edifici in laterizio molto performanti investendo nella qualità del blocco e nelle sue prestazioni termiche.

Se avete già fatto qualche ricerca a questo proposito, o ricevuto qualche proposta da qualche costruttore, avrete sentito parlare di laterizio porizzato. Si fa così:

  • l’impasto viene alleggerito additivando all’argilla cruda degli alleggerenti, prima della formatura, e poi cotto.

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Queste macro porizzazioni si possono ottenere miscelando

  • polistirolo in forma di piccole sfere (nella cottura brucia scindendosi in anidride carbonica ed acqua)
  • farine fossili, farine di cellulosa, farine di legno ed altri alleggerenti di natura organica e non.

I blocchi porizzati sono pieni di macropori o micropori tra loro non comunicanti, privi di depositi carboniosi e contenenti solo aria.

Non c’è dubbio che i blocchi fatti con argilla e farina di legno vergine diano più garanzie ad un ambiente che vuole essere biocompatibile. 

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Con un blocco porizzato e rettificato posato con malta speciale possiamo ottenere le prestazioni che vogliamo?

Dipende!

In questo articolo non voglio prendere in considerazione i blocchi rettificati riempiti con lana di roccia, la lana di roccia non mi piace e anche se potrei optare per i blocchi riempiti con perlite preferisco analizzare il laterizio in sè, con la sua struttura, i suoi alveoli, i suoi pori e il suo spessore.

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Quando un blocco è rettificato significa che ha facce di appoggio superiori ed inferiori “rettificate” (perfette per planarità e parallelismo) e questa perfezione permette di avere giunti di 1 solo mm e la posa con malta speciale: meno giunti e meno malta = meno ponti termici e migliori prestazioni.

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Cominciamo a dare i numeri?

Qual’è il dato che ognuno vorrebbe conoscere? Sì, al di là del prezzo.. La trasmittanza U che si potrebbe ottenere.

Ricostruiamo, con 2383 Gradi Giorno siamo in zona climatica E:

demolizione-riscotruzione-platea-calda-fondazione-isolamento-terreno-tradizionale-02

essendo in vigore il DM 26.6.2015 già dal 1° ottobre scorso dobbiamo per forza riferirci ai nuovi limiti di trasmittanza previsti quando ragioniamo sulle strutture opache verticali verso l’esterno:

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Per contenere le dispersioni dobbiamo garantire una trasmittanza U inferiore a 0,30 W/mqK.

Possiamo rispettare questo limite usando un blocco porizzato rettificato senza cappotto? Anche senza intonaco esterno termoisolante?

Andiamo a scoprirlo.

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Con un blocco porizzato rettificato di spessore 45 cm (conducibilità termica pari a 0,09 W/mK) è facile rispettare i limiti di trasmittanza garantendo una trasmittanza U di circa 0,20 W/mqK:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 intonaco calce fine 0,001 0,540 1000 1350
2 intonaco calce 0,011 0,700 1000 1350
3 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
4 blocco porizzato rett 0,450 0,094 1000 780
5 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
6 intonaco calce cemento 0,017 0,890 840 1850

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015-02 38cm

Ma anche con un blocco porizzato rettificato meno imponente e di spessore 38 cm (conducibilità termica pari a 0,09 W/mK) è facile rispettare i limiti di trasmittanza garantendo una trasmittanza U di circa 0,23 W/mqK:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 intonaco calce fine 0,001 0,540 1000 1350
2 intonaco calce 0,011 0,700 1000 1350
3 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
4 blocco porizzato rett 0,380 0,090 1000 780
5 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
6 intonaco calce cemento 0,017 0,890 840 1850

Un blocco porizzato modulare non rettificato, posato con malta tradizionale e di spessore 35 cm (conducibilità termica pari a 0,257 W/mK) invece non riesce in nessun caso a rispettare i limiti di trasmittanza e per garantire una trasmittanza U di circa 0,24 W/mqK ha bisogno di un sistema a cappotto di ben 8cm di spessore se utilizziamo un performante pannello in EPS con grafite:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 intonaco calce fine 0,001 0,540 1000 1350
2 intonaco calce 0,011 0,700 1000 1350
3 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
4 blocco porizzato malta tr 0,350 0,257 1000 860
5 collante 0,005 0,540 1111 1150
6 EPS grafite 0,080 0,031 1500 15
7 rasante 0,005 0,540 1111 1150
8 finitura silossani 0,002 0,700 1000 1800

Che si decida per blocco + cappotto o blocco rettificato, stiamo sempre parlando di spessori oltre i 40cm.

intonaco calce fine 0,10   intonaco calce fine 0,10   intonaco calce fine 0,10
intonaco calce 1,10   intonaco calce 1,10   intonaco calce 1,10
calce rinzaffo 0,30   calce rinzaffo 0,30   calce rinzaffo 0,30
blocco porizzato malta tr 35,00   blocco porizzato rett 38,00   blocco porizzato rett 45,00
collante 0,50   calce rinzaffo 0,30   calce rinzaffo 0,30
EPS grafite 8,00   intonaco calce cemento 1,70   intonaco calce cemento 1,70
rasante 0,50            
finitura silossani 0,20            
               
               
               
               
               
               
               
spessore cm. 45,7   spessore cm. 41,5   spessore cm. 48,5

In realtà il blocco modulare non rettificato potrebbe anche essere usato nell’altro verso formando una muratura di 25cm di spessore + 8cm di cappotto, ma la protezione contro il caldo è per me appena accettabile con 12 ore di sfasamento e sarebbe indicata per una parete esposta a Nord.

Ma a proposito! le tre stratigrafie come si comportano d’estate?

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 sfasamento

Il valore di sfasamento per tutte 3 le soluzioni è molto buono:

  • oltre 28 ore per il blocco porizzato rettificato di spessore 45 cm (conducibilità termica pari a 0,09 W/mK)
  • oltre 24 ore per il blocco porizzato rettificato meno imponente e di spessore 38 cm (conducibilità termica pari a 0,09 W/mK)
  • oltre 16 ore per il blocco porizzato modulare non rettificato, posato con malta tradizionale e di spessore 35 cm (conducibilità termica pari a 0,257 W/mK) con cappotto

Si deve ammettere che la prestazione energetica estiva è ottima anche per il blocco modulare con cappotto (l’EPS non è proprio un materiale indicato per la protezione dal caldo).

Qual’è l’unico aspetto estivo che si potrebbe sottolineare a favore della stratigrafia blocco porizzato + cappotto?

Proprio il fatto che questo tipo di blocco non sia eccezionale come prestazioni!

La sua massa è protetta dal sistema a cappotto (isolante esterno + muratura interna sono la migliore prerogativa per un involucro fantastico in tutte le stagioni).

Tanta massa sul lato interno non è solo importante in periodo di riscaldamento a garantire temperature interne con poche oscillazioni e ottimale capacità di accumulo (inerzia) – è molto utile d’estate perchè possiamo scaricare nella muratura tutta l’energia in eccesso proveniente dall’interno! Quell’energia che senza accorgercene produciamo abitando la casa (dal calore corporeo al calore degli elettrodomestici).

I carichi interni:

Avete mai riflettuto su questo aspetto? Tra le valutazioni da fare, anche questo è un aspetto importante!

Può un blocco porizzato rettificato e ad alte prestazioni offrire la stessa capacità di assorbire energia sul lato interno di un blocco semplice con un cappotto esterno? Già dal fatto che i due blocchi rettificati hanno bassissima conducibilità termica e ottimi valori di sfasamento estivo possiamo capire che rispetto al blocco semplice con cappotto non siano dei campioni di capacità areica interna (così si chiama la capacità di assorbire calore sul lato interno):

Capacità termica periodica del lato interno:
la capacità areica interna
K1 [kJ/m2K]
45,5     36,2     36,5
Per evitare il surriscaldamento estivo,
meglio alti valori di capacità di assorbire calore sul lato interno
     

Dobbiamo per questo rivedere tutti i nostri ragionamenti?

Io direi di no, o almeno non per questo. La più scarsa prestazione dei blocchi rettificati in fatto di accumulare / assorbire energia, da un lato è compensata da molte ore di sfasamento in più a disposizione e da un lato è un valore che si corregge facilmente con la scelta dell’intonaco per il lato interno.

Non occorre disperare e cambiare progetto.

A dire tutta la verità ho visto molto molto raramente (leggi mai) un progettista arrovellarsi per offrire al cliente una stratigrafia che dia attenzione a questo importante valore.

chilo Joule su metro quadro Kelvin… e che sarà mai? una nuova trovata?

Si potrebbe dire che

  • il blocco porizzato rettificato da cm 38 di spessore equivale un po’ al blocco modulare da cm 35 + cappotto da 8 cm,
  • mentre il blocco porizzato rettificato da 45 cm di spessore sia veramente qualcosa in più.

E lo dicono anche i numeri: 392 ore di costante di tempo termica per il blocco col cappotto e ben 558 ore per il blocco porizzato rettificato con spessore 45 cm.

Costante di tempo termica
T [ h ]
392     428     558
Misura l’inerzia della struttura, l’indifferenza al clima esterno      

E se parlassimo anche dell’aspetto igrometrico?

Quando l’isolante è sul lato esterno dell’involucro (caso del blocco modulare con cappotto), la massa interna, oltre ad essere importante per il comfort, gioca un ruolo fondamentale nell’accumulo igroscopico. Un isolante sul lato esterno come l’EPS ha curva di adsorbimento bassa) quindi è il laterizio ad avere tutto l’onere di accumulo igroscopico ad evitare i rischi di condensa.

Davanti a qualsiasi scelta costruttiva teniamo a mente che il comfort estivo è offerto dalla stratigrafia

  • con maggiore inerzia termica sul lato interno,
  • e dunque con maggiore capacità areica interna
  • e con maggior numero di ore di sfasamento (una parete che si surriscalda velocemente a causa del calore del sole non potrà mai offrire sul lato interno una decente capacità di assorbire ulteriore energia!)

Pensate ai trulli! una elevata inerzia interna garantisce sempre temperature superficiali interne e operanti più basse rispetto alle soluzioni con porizzati ad alte prestazioni riempiti con isolante o mattoni in calcestruzzo porizzato o pareti in legno e isolante: e d’estate, avere qualche grado °C in meno in ambiente fa la differenza.

Sono state fatte diverse analisi sui blocchi porizzati di ultima generazione e si consoce ormai il loro comportamento in ogni stagione e in ogni ora del giorno:

in estate:

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 -08

in inverno:

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 -07

La cosa più entusiasmante delle analisi è che le oscillazioni di temperatura sul lato interno praticamente non si fanno sentire.

Questo articolo non vuole dirvi come dovete costruire,

vuole raccontarvi come potete costruire!

Fin qui ho parlato delle caratteristiche della muratura, delle prestazioni invernali ed estive che si ottengono, abbiamo completamente sorvolato sulle soluzioni per attenuare i ponti termici più forti.

Una bella parete omogenea senza variazioni di direzione o parti strutturali o fori finestra garantisce ottimamente tutti i valori indicati sopra a proposito di dispersioni termiche e conseguenti valori di trasmittanza termica U.

Ma le case non sono delle scatole e ogni dettaglio va analizzato e progettato.

Se il piede della muratura è un dettaglio relativamente facile da risolvere:

Anfaenger_Trionic_02_a3eb9e5c16

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costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 -09

Lo è meno un foro finestra, dove tutto il contorno rappresenta un ponte termico di parecchi metri lineari.

Schermata 2016-03-31 alle 15.20.24

Come affrontare il ponte termico di installazione del serramento in una muratura porizzata?

Come individuare la posizione del telaio perchè il valore Uwi sia il più favorevole?

Nel prossimo articolo, con l’aiuto del termotecnico Marco De Pinto andremo a vedere approfonditamente questo dettaglio.


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+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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36 thoughts on “Costruire con un buon blocco porizzato senza cappotto con i nuovi limiti di trasmittanza termica del DM 26.6.2015

  1. Federico Sampaoli Post author

    il cordolo continuo all’intersezione tra solai e pareti può essere arretrato di circa 6cm dal filo esterno.
    detto tra noi, in tutti i cantieri tedeschi si posa xps e si tassella anche.
    non sarebbe una cattiva idea valutare la stiferite.

    se l’arretramento è maggiore si potrebbe posare davanti al cordolo (opportunamente rivestito di un pannello isolante sottile) un blocco di spessore 8cm per tramezze rettificate (meglio se riempito con isolante sfuso) per un ammorsamento ideale con i blocchi rettificati del tamponamento

  2. Francesco Moretti

    Buonasera Dr. Sampaoli,
    torno se possibile all’argomento del mio commento del 18/10/216.
    Prevedendo l’utilizzo dei blocchi Porotherm spessore 38 cm e ipotizzando una struttura a telaio in cls con pilastri spessore 30 cm, mi chiedo quale sia la miglior soluzione da adottare per attenuare il relativo ponte termico e non perdere in prestazione assoluta della parete.
    In breve, con cosa riempire questi 8 cm di rientranza tra filo esterno del laterizio e filo esterno del pilastro (tenendo conto anche di eventuali problemi legati alla discontinuità dei materiali da intonacare, come fessurazioni ecc)?
    Grazie mille!

  3. Federico Sampaoli Post author

    terrazze piuttosto generose sono l’occasione per progettare strutture autoportanti e termicamente staccate dall’edificio.
    questo dettaglio non è ancora tradizione nella costruzione italiana e diventa proponibile solo in edifici di taglio nuovo e moderno (aggettivo delicato e spinoso, cosa vuol dire moderno? dei tempi di Charlie Chaplin?).
    per seguire la tradizione, ma evitare tanti metri lineari di ponte termico costruttivo da attenuare, ci si deve per forza indirizzare verso gli elementi per l’isolamento termico di balconi a sbalzo che prevedono un perfetto taglio termico.

  4. Marco Redaelli

    Ma i ponti termici dei balconi saranno così facilmente risolvibili come per i pilastri della struttura portante o il piede della muratura? Avendo 2 metri di profondità di balconi forse converrà pensare ad una struttura esterna “autoportante” e semplicemente ancorata alla muratura.
    Grazie per una riflessione!!!

  5. Marco Redaelli

    Buongiorno!
    Per caso sono venuto a conoscenza dei blocchi di legno cemento. … mi sembrano interessanti per la questione dell’annullamento dei ponti termici e per l’eliminazione del cappotto. Certificano anche una buona traspirabilità, intorno a 5 (nonostante vadano rimpiti di cls in opera!) Qual è l’inghippo? Li ha mai usati?
    Grazie!
    Marco Redaelli

  6. Giovanni

    Buonasera sig. Sampaoli, riallaciandomi al tema del costruire con laterizio, secondo lei tra una muratura di tamponamento monostrato dello spessore di cm. 45 a fori verticali ed incastro (posta con malta termica, conducibilità termica equivalente della parete senza intonaco 0 ,106 W/mK, trasmittanza parete intonaco tradizionale (intonaco 1,5+1,5 cm) 0 ,225 W/m2K, trasmittanza termica periodica 0 ,003 W/m2K, sfasamento 26,130 ore, con correzione adeguata dei ponti termici con eps-xps cm 8 su travi e pilastri + mattone cm 6 esterno) o muratura da cm 30 + isolamento a cappotto esterno in eps cm 10 (trasmittanza 0.21 W/m2K, trasmittanza termica periodica 0 ,000 W/m2K, sfasamento -3,45 ore) quale sceglierebbe? E secondo lei i valori della muratura monostrato possono essere veritieri considerando che sono paragonabili alla muratura con isolamento?
    Grazie

  7. vincenzo

    Come da titolo del tuo articolo: “senza capotto” con un termointonaco, ma invece di tinteggiare, lui vuole pistrellare perchè anche se costa di più, risparmia nella manutenzione futura ed in effetti è vero.
    Mi potresti consigliare un’alternativa che lo possa accontentare senza pistrellare? In rete ho trovato la così detta “pietra traspirante” ma mi sembra una trovata commerciale. Vorrei proporgli un rivestimento che richieda poca manutenzione, ma che allo stesso tempo sia traspirante: idee?

  8. Federico Sampaoli Post author

    la migrazione del vapore verso l’esterno non deve essere ostacolata da un ultimo strato non permeabile al vapore anche se tutta la massa di laterizio potrebbe farsi carico del vapore che lentamente attraversa la stratigrafia nel periodo invernale.

    non credo che piastrellare le facciate sia più economico di un intonaco, e a parte questo l’isolamento termico come sarà ottenuto? con il blocco?

  9. vincenzo

    Ho un cliente “difficile” che nella decisione della stratigrafia della tamponatura, fermo restando il laterizio all’interno, sulla parte esterna:
    non vuole l’intonaco “perchè poi bisogna fare manutenzione”;
    non vuole la facciata ventilata perchè costa troppo.
    Accetterebbe il rivestimento con piastrelle in ceramica o marmo. Ma come la mettiamo con la traspirabilità.
    Mi racconta di un suo parente che (senza vmc) ha fatto un lavoro simile senza alcun problema di muffe interne, ma io ho un certo scetticismo.
    Vorrei che l’involucro “respirasse” a prescindere dalla presenza o meno di una vmc (che tra l’altro in estate non è dà contributo).

  10. Federico Sampaoli Post author

    questa idea ha stimolato, e tutt’ora lo fa, anche me.
    la piccola intercapedine tra muro vecchio e muro nuovo è presto risolta, resta da definire bene il nodo foro finestra che però non sarebbe difficile se contestualmente si cambiassero i serramenti o fossero installati con generoso telaio fisso.

    solo vantaggi

  11. Evelino

    Una curiosità, l’uso di mattoni rettificati mi incuriosisce. Avendone la possibilità (vincoli urbanistici e/o edilizi), se invece di fare un cappotto con pannelli applicati al muro, si realizzasse un cappotto addossando al muro esistente un muro di mattoni rettificati ? Quali, in linea teorica, i vantaggi e gli svantaggi ?

    Ringrazio per l’attenzione
    Evelino Bomitali

  12. Federico Sampaoli Post author

    nel caso di nuova costruzione con laterizio porizzato rettificato si potrebbe progettare un’intonaco termoisolante sul lato esterno, anche se di spessore minimo ammesso dalla scheda tecnica del prodotto: ciò sarebbe anche molto utile per completare al meglio il dettaglio dei fori finestra.

    all’interno si potrebbe portare ancora più massa considerando di intonacare in terra cruda.

  13. Francesco Moretti

    Buongiorno Dr. Sampaoli,
    innanzitutto complimenti e grazie davvero per questo blog che è una miniera continua di informazioni preziose.
    Per la ricostruzione previa demolizione di un fabbricato rurale in mattoni pieni in zona E ho letto e riletto diversi dei suoi articoli (questo in particolare) e infine mi sto orientando verso la muratura portante in laterizio con blocchi porizzati rettificati ad elevate prestazioni termiche, evitando il cappotto.
    Sto ragionando quindi sulla seconda stratigrafia esaminata nell’articolo, con il blocco portante sismico Porotherm da 38 cm e conducibilità termica 0,09, considerando, come più volte consigliato da lei, di agire sullo spessore dell’intonaco per migliorare la capacità areica interna.
    Per il calcolo ho un foglio excel preimpostato trovato in rete che mi pare molto completo.
    Utilizzando intonaco a calce con spessore 2 cm sia all’interno che all’esterno ottengo i seguenti dati:

    Fattore di decremento – attenuazione 0,0113
    Ritardo fattore di decremento – sfasamento 26,81
    Capacità termica areica lato interno 64,75
    Trasmittanza 0,223
    Capacità termica areica 400,99
    Costante di tempo 498,41
    Spessore totale muratura 42,70

    Mi sembrano valori più che soddisfacenti, ma se secondo lei ci si può lavorare ancora sono tutt’orecchi :)
    Grazie mille e buon lavoro.

  14. Federico Sampaoli Post author

    mi ha consigliato una stratigrafia composta da poroton da 25cm, eps da almeno 10cm e a mia discrezione la possibilità di aggiungere un mattone esterno da 8cm, di finalità puramente estetica per non avere la “fragilità del cappotto” sul muro perimetrale.
    …eps in intercapedine, meglio altri materiali coibenti. e poi il mattone esterno costa, l’investimento deve andare nell’isolamento.

    pompa di calore aria-aria abbinata a caldaia a condensazione
    …quando sento che il progetto d’impianti prevede tutto, senza farsi mancare nulla, mi domando perchè progettare l’involucro.

    modificare la soluzione proposta dal mio termotecnico con poroton bio da 30cm e all’esterno 14cm di eps, cercando di sostituire l’”inutile” mattone esterno con 5cm in più di massa interna e qualche centimetro di eps
    …già meglio

    in ottica di ridurre i consumi per il riscaldamento, in inverno potrei lasciar lavorare la pdc abbinata al fotovoltaico
    …meglio ridurre ulteriormente i consumi

    lei non vede di buon occhio l’abbinamento di un laterizio bio rettificato con il sistema a cappotto
    …non esattamente, sto facendo luce sulla possibilità di evitare un cappotto investendo sulla qualità dell’elemento edile.

    Ci sono controindicazioni rispetto a un poroton normale?
    …se punto su un sistema a cappotto posso benissimo usare un più economico poroton normale

    Sono tuttavia sommerso da molti dubbi
    …io confronto sempre le varie possibilità stratigrafiche in un foglio excel facilmente leggibile, inutile sognare. i numeri mi diranno sempre la verità e poi io deciderò per i materiali più vicini ai miei sogni e alle mie aspettative.
    …nessuno mi costringerà mai ad usare materiali che non sento per me, per la mia casa, per la mia vita.

  15. Diego

    Salve,
    innanzitutto grazie per le informazioni preziosissime che pubblica su questo sito.
    Io sto ultimando la progettazione per la costruzione della mia villetta in zona climatica E (prov. Novara), nelle vicinanze di un fiume, cosa che mi spaventa per eventuali problemi legati all’umidità a cui potrei andare incontro.
    Il termotecnico a cui mi sono rivolto mi ha consigliato una stratigrafia composta da poroton da 25cm, eps da almeno 10cm e a mia discrezione la possibilità di aggiungere un mattone esterno da 8cm, di finalità puramente estetica per non avere la “fragilità del cappotto” sul muro perimetrale.
    Questa era la soluzione su cui ero orientato prima che la lettura del suo blog mi aprisse una serie di spunti interessanti, ma anche di altrettanti dubbi! E’ pensiero comune infatti quello di isolare il più possibile la propria abitazione solo per contenere i costi di riscaldamento dovuti al freddo invernale…
    Ho cercato di rivedere la progettazione, prendendo spunto dai suoi consigli, ruotando la casa in pianta per sfruttare l’esposizione a sud con ampie vetrate, orientandomi su riscaldamento a pavimento con pompa di calore aria-aria abbinata a caldaia a condensazione (a cui rinuncerei volentieri, ma mi è stata consigliata come fonte integrativa alla pdc e per non dipendere solo dall’energia elettrica), fotovoltaico e ventilazione meccanica controllata.
    Relativamente alla stratigrafia, dalla lettura di un suo articolo, veniva evidenziato il rischio di condensa del sistema ad intercapedine, oltre alle maggiori difficoltà di costruzione/riduzione dei ponti termici. Mi sono dunque informato meglio sul sistema a “cappotto”, pensando di modificare la soluzione proposta dal mio termotecnico con poroton bio da 30cm e all’esterno 14cm di eps, cercando di sostituire l’”inutile” mattone esterno con 5cm in più di massa interna e qualche centimetro di eps. In questo modo dovrei migliorare l’inerzia termica dei muri interni, avendone benefici sul comfort abitativo sia invernale che estivo. Oltretutto, mi corregga se sbaglio, ma in ottica di ridurre i consumi per il riscaldamento, in inverno potrei lasciar lavorare la pdc abbinata al fotovoltaico nei pomeriggi di sole, affinchè la muratura interna faccia da accumulo di calore che mi cederà durante la sera, quando il fotovoltaico non produrrà, evitando di far lavorare la pompa di calore nei momenti “sfavorevoli” della giornata.
    Da questo articolo però mi sembra di capire che lei non vede di buon occhio l’abbinamento di un laterizio bio rettificato con il sistema a cappotto. Ci sono controindicazioni rispetto a un poroton normale? Optando per un blocco di spessore maggiore per eliminare l’isolamento esterno, i valori di trasmittanza della parete peggiorerebbero molto, anche se ne gioverebbe lo sfasamento. Penso che ne gioverebbe anche la capacità di traspirazione della parete, magari con un bell’intonaco in biocalce, cosa che mi renderebbe anche più tranquillo per i problemi di umidità di cui le ho accennato all’inizio.
    Sono tuttavia sommerso da molti dubbi, dato che le tre soluzioni (intercapedine, cappotto esterno, solo laterizio bio) hanno ognuna i propri vantaggi e svantaggi. Lei su cosa si orienterebbe? Grazie

  16. Federico Sampaoli Post author

    naturalmente il blocco per tamponamento è più prestante in fatto di conducibilità termica: infatti il progetto di questo blocco è quasi unicamente dedicato all’isolamento termico.
    quando si deve utilizzare un blocco rettificato portante sismico, ad esempio il Porotherm BIO PLAN 45-25/19,9, ovviamente si deve fare un piccolo compromesso in più ed ottenere un isolamento termico meno eccellente.
    consiglio di recuperare un po’ di prestazione perduta utilizzando un termointonaco anzichè un intonaco tradizionale.

  17. elena bertinotti

    buongiorno, per una nuova costruzione non riesco a trovare un blocco porizzato rettificato portante, quasi tutti quelli molto isolanti non sono portanti. Lei mi saprebbe gentilmente indicare una marca che riesce a soddisfare questi due requisiti, di casa passiva con capacità portante? grazie e complimenti per il blog, lo seguo sempre

  18. Federico Sampaoli Post author

    è sempre bene ribadire che una casa coibentata offre un comfort diverso e questo aspetto dovrebbe essere la spinta ad intervenire.
    la trasmittanza di 0,41 W/mqK non mi sembra malvagia, forse altri interventi sarebbero più urgenti di un ulteriore isolamento di 8cm, sempre pensando al comfort.

    forse i serramenti non sono all’altezza, forse manca un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore.
    è probabile che altri interventi possano offrire migliori e più alte soddisfazioni.

    naturalmente ammetto di non conoscere l’immobile

  19. fabrizio

    Sarei dell’idea di fare il cappotto esterno con Eps da cm.8. La trasmittanza nella parete esterna passerebbe così da U=0.41 a U= 0.21.
    La differenza di dispersione termica sarà di 1861 KWh/anno pari a un risparmio annuo sulla bolletta di € 149 ( 1861/9.59x €0.77/mc).
    Ipotizzando una spesa per cappotto pari a € 8.800 ( mq 176 x € 50/mq) Il tempo di rientro dell’investimento sarà, con i benefici fiscali, di 29 anni (4.400/149).
    Questo nell’ipotesi di eliminare tutti i ponti termici, cosa assai improbabile nell’esistente. Le chiedo pertanto se il calcolo è esatto e se vale la pena di eseguire il lavoro o se, in alternativa, è meglio fare il cappotto interno sulle pareti più esposte. Grazie. Cordiali saluti a tutto lo staff.

  20. Federico Sampaoli Post author

    innamorarsi e sposarsi è bellissimo. a volte va anche bene.
    ma se si può meglio aspettare e ragionare su tutti gli aspetti prima di decidere.
    Se si vuole fare doping al blocco porizzato rettificato è sufficiente intonacare esternamente con termointonaco.

  21. Marco Redaelli

    Mi sto innamorando del porizzato da 45cm!… (e dire che prima pensavo ad una casa in legno a telaio!… ma tutta la massa del porizzato si sente in estate… e anche in inverno per la stabilità delle temperature superficiali interne!)
    Purtroppo però la trasmittanza totale non è sufficiente, in Lombardia (Zona E), per arrivare allo scomputo delle pareti dalla volumetria… il cappotto sembra proprio indispensabile :-(
    Ma se devo comunque fare il cappotto conviene ancora il porizzato? Ritorno al legno? Altro? Che dilemmi!!
    Grazie!
    Marco Redaelli

  22. Federico Sampaoli Post author

    tutti questi elementi devono essere rientranti, cioè la muratura sporgente di circa 6cm per permettere la posa di elementi speciali o isolanti progettati per l’attenuazione del ponte termico.

  23. Marco Redaelli

    Altro dubbio… nella soluzione senza cappotto come isolare le strutture in calcestruzzo e le architravi delle aperture di porte e finestre…
    …in ogni caso la soluzione senza cappotto resta molto interessante!
    Marco

  24. Federico Sampaoli Post author

    l’intonaco è la tonaca del muro, la pelle del muro garantisce la tenuta all’aria: ecco il motivo per cui è un errore non intonacare la parete esattamente da solaio a solaio.

    l’intonaco interno in argilla migliora la prestazione per la maggior massa.

    sì, c’è tempo per tutto tranne che per finire e pubblicare l’articolo serramento in muratura porizzata!

  25. Marco Redaelli

    Articolo moooolto interessante! Grazie!
    Resta l’attesa per il posizionamento del serramento.
    Un bell’intonaco di aegilla rimettwrebbe a posto anche la capacità aerica interna del blocco da 45, suppongo…
    Ma la tenuta all’aria è garantita in una muratura porizzata?
    Grazie mille!

  26. Federico Sampaoli Post author

    no si può sognare un manuale per evitare sorprese.
    si può consigliare di chiedere PRIMA della lavorazione o della firma di un capitolato la scheda tecnica del prodotto che verrà utilizzato:
    quando la scheda tecnica è ben redatta si vedono i componenti e le specifiche tecniche: già molto per fare ricerche online e capire un po’ di più che materiale ci stanno fornendo.
    ovviamente esiste un’infinità di tipologie di intonaci e di miscele. magari se sto valutando un intonaco per interni cercherò di evitare quelle miscele dove è incluso il cemento e magari se voglio investire qualche soldino in più eviterò quelle a base di gesso in favore di materiali più nobili..
    già conoscere il materiale precisamente ci permetterà di informarsi e confrontare con altre possibilità.

    io vedo che di solito è quasi sempre il peggiore materiale ad essere proposto – suppongo per paura di risultare troppo costoso.
    ma se la casa è la propria val bene la pena di investire qualcosa in più per ottenere salubrità e prestazioni migliori.

  27. raffaele

    bg e grazie per fantastico blog. quando lei parla di intonaco di qualità come facciamo a sapere se nelle nostre case hanno usato intonaco di qualità visto che ormai in cantiere arrivano quei silos di premiscelati e alla vista del profano sembrano tutti uguali?
    può darci un consiglio su come si realizza un prodotto di qualità?
    a cosa si va incontro,dal punto di vista della salute, vivendo in una casa con intonaco di scarsa qualità?
    grazie per le risposte.
    p.s. se ci sono altre cose da sapere su intonaco o documenti da leggere a tal proposito le sarei grato se potesse scriverle o segnalarmi.

  28. vincenzo

    Ogni promessa è un debito:

    “Come affrontare il ponte termico di installazione del serramento in una muratura porizzata?
    Come individuare la posizione del telaio perchè il valore Uwi sia il più favorevole?
    Nel prossimo articolo, con l’aiuto del termotecnico Marco De Pinto andremo a vedere approfonditamente questo dettaglio.”

    Quanto lo vogliamo pagare questo debito? Questo articolo è stato INTERESSANTISSIMO e merita una seconda puntata.

  29. Federico Sampaoli Post author

    con libertà di strati credo che si riuscirebbe ad equiparare le prestazioni di una parete leggera a secco con una pesante in laterizio.
    sarà sufficiente preparare le stratigrafie di base e variare gli spessori e la qualità dei materiali per ottenere quanto voluto.

    attualmente, secondo normativa si deve soddisfare almeno una delle seguenti verifiche, relativamente a tutte le pareti verticali opache con
    l’eccezione di quelle comprese nel quadrante nord-ovest / nord / nord-est:

    che il valore della massa superficiale Ms, di cui al comma 29 dell’allegato A, del decreto legislativo, sia superiore a 230 kg/m2;
    che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE, di cui alla lettera d), del comma 2, dell’articolo 2, del presente decreto, sia inferiore a 0,10 W/m2K;

  30. Salvatore

    Resterebbe un dubbio amletico:
    Si riuscirebbe ad equiparare, utilizzando la migliore stratigrafia, le prestazioni di una parete leggera a secco con una pesante in laterizio?
    Anche senza rispettare la prescrizione del D.Lgs. 311/2006, di massa superficiale delle pareti opache verticali, orizzontali o inclinate, superiore a 230 kg/mq?

  31. Federico Sampaoli Post author

    però!
    qualcuno legge con molta attenzione. e i dettagli importanti anche. allora non scrivo per nulla e nessuno!

    complimenti a lei.

    sì, è esattamente come lei ha appena riassunto.

    un blocco porizzato rettificato è a tutti gli effetti un fantastico mattone modernissimo ed infatti offre qualità e conduttività strabilianti.
    in teoria potrei andare in una zona climatica rigida o in un paese del nord europa ed usarlo tranquillamente (magari con spessore 50cm anzichè 38cm).

    ma la sua dote fantastica di contenere le dispersioni cos’è che penalizza? è di fatto un mattone che, così ben progettato, isola!
    e se vivo nell’isolante, d’estate non starò benissimo, perchè ho spesso bisogno di scaricare energia in eccesso nelle superfici che avvolgono il mio ambiente.

    dunque il suo forte (del blocco porizzato rettificato) non è certo la capacità areica interna! che però io, come progettista della stratigrafia, posso correggere! come se avessi davanti una parete di una casa a telaio in legno (tutto isolante e poco legno!) anche qui, io, come progettista della stratigrafia, posso correggere!

    quindi, in teoria, perchè sarebbe orribile farlo davvero, se il magnifico blocco porizzato rettificato è rivestito sul lato interno da una, due o tre lastre in fibrogesso ottengo una prestazione fantastica.
    ma meglio scegliere bene la qualità e lo spessore dell’intonaco! non è vietato dalla legge italiana superare i 15mm!

    tutto qua. soddisfatto?

  32. Salvatore

    Salve sig. Sampaoli mi complimento per il suo interessantissimo blog che leggo spesso e sono tanti gli interrogativi che mi pongo, tanti quanto sono le soluzioni edilizie possibili che mi creano confusione :-(

    In questo articolo per esempio non capisco il rapporto tra spessore e capacità areica interna
    •il blocco porizzato semplice da 35 cm di spessore offre ben 45,5 kJ/mqK
    • il blocco porizzato rettificato da cm 38 offre 36,2 kJ/mqK
    • il blocco porizzato rettificato da ben cm 45 offre 36,5 kJ/mqK
    mentre in altri articoli si legge che:
    “una lastra da 12,5 mm di fibrogesso offre una capacità di assorbire calore internamente pari a 35 kJ/m2K” e che “una 2° lastra da 12,5 mm di fibrogesso raggiunge una capacità termica areica interna pari a 41 kJ/m2K”
    cioè in 2,5 cm ho quasi la stessa prestazione del blocco porotizzato da 35cm e migliore di un blocco rettificato da 45cm?

    E poi…se la capacità termica areica interna “è un valore che si corregge facilmente con la scelta dell’intonaco per il lato interno” che caratteristiche dovrebbe avere?
    La prestazione dell’intonaco si somma a quella dello strato successivo? es. poroton o fibrogesso

    Grazie e scusi per essermi dilungato

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