Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Giulio

Scrive Giulio:

Ho una questione non simpatica da esporre e che spero non renda vano l’investimento fatto e le scelte tecniche prese per la realizzazione del sopralzo ed in particolare della copertura. Il problema che è apparso dopo aver finito tutto, ultimo intervento sono state le finestre, manca solo di arredare e colorare:

La mansarda realizzata soffre di inquinamento acustico.

 Succede che i rumori entrano con estrema facilità, per esempio in confronto al piano inferiore dove tutto tace o quasi, se il vicino accende la pompa di calore, che dista circa 6metri, il rumore si sente, se l’altro vicino accende la caldaia esterna (circa da una distanza di 4 metri) si sente su quel lato della casa.   Quando tutto tace si sente sempre un rumore di sottofondo, credo delle auto in lontananza.  Se passa un’auto sulla strada che dista 35 metri, la si sente molto bene.

 Tutti questi rumori non si sentono, o si sentono minimamente, al piano inferiore sui medesimi lati.  Questi rumori sono sempre più forti più ci si avvicina ai lati bassi delle stanze. Mi sembra proprio che il rumore entri dal legno del tetto, travi o perlinato.

Aggiungo che, mentre il condizionatore del vicino si sentiva anche in precedenza, il rumore di fondo è apparso solo dopo l’installazione delle finestre verticali con vetro 33.1/20 gas argon/33.1 (le Velux erano già installate). Provvisoriamente le finestre erano state sigillate e nastrate con del polistirene da 5cm. All’atto del montaggio, tra tealio finestra (in PVC) e muro vi era meno di 5mm, chiuso con del silicone).

La stratigrafia parete della mansarda, con i fori finestra, è10cm cappotto in eps + 25cm poroton riempito con perlite sopra e sotto corea + 6cm di lana di roccia + 1cm aria + 8cm forato + 2cm intonaco ciclo calceclima ambiente.

Non ci dormo la notte. L’unica speranza è che la causa sia la casa vuota, ma anche sotto è vuota, ed è silenziosa. Oppure che il ponteggio ancora presente in 3 lati  peggiori l’acustica, anche se la parte dove si trovano i passafuori non c’è nessun ponteggio.

 Ho chiesto ai miei tecnici, e mi hanno detto che è la prima volta che un tetto in legno ha questi problemi…

Il tetto l’hai fatto in parte tu, quindi sai bene come sia stato fatto.

***

 Ho fatto consulenza per questa copertura, 2 aspetti erano da correggere urgentemente:

  • nel computo era indicata una barriera al vapore sul lato caldo che non solo avrebbe trasformato il pacchetto tetto in un pacchetto tetto non traspirante, con i relativi rischi, ma non garantiva la tenuta all’aria dell’involucro riscaldato (la mansarda)
  • la coibentazione non era definita nella qualità del materiale e sicuramente insufficiente a garantire una protezione dal veloce surriscaldamento

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Ho proposto

  • una soluzione per ottenere la tenuta all’aria con la posa di un telo freno al vapore a diffusione igrovariabile con funzione di barriera all’aria (le infiltrazioni d’aria in una copertura in legno sono la prima causa di condense interstiziali e ammaloramento delle parti lignee): il telo posato sulle perline sotto l’isolante, ora rigira verso il basso ed è sigillato alla muratura creando una continuità della linea di tenuta all’aria
  • una stratigrafia con pannelli in fibra di legno con calore specifico di ben 2400 J/kgK per offrire la massima protezione dal caldo estivo e uno spessore migliorato dall’originario 8+8cm a 10+10+2cm capaci di offrire almeno 14ore di sfasamento anzichè meno di 8

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fasi esecutive per ottenere la tenuta all’aria sulla linea di gronda:

  • parete in Poroton P800 e getto della corea con casseri in Celenit (fissato con ancore in plastica o spirali metalliche)
  • nastratura del manto sullo spessore interno del cordolo e risvolto volante verso l’esterno (utile anche per proteggere la muratura verticale dalle intemperie durante i lavori)
  • chiusura orizzontale/inclinata del pacchetto verticale con Celenit da rasare e lisciare
  • posa del tavolato sulle travi (tra la perlina e il Celenit lisciato posare un nastro autoespandente BG1)
  • risvoltare il manto sul tavolato per realizzare il pacchetto tetto

Per esperienza personale, dopo un intervento di coibentazione generale (non ho una casa con tetto in legno) la percezione dei rumori post intervento è radicalmente diversa: sono il tipo di rumori a cambiare. Dedicherò un nuovo articolo per descrivere queste sensazioni. Molti lettori che hanno fatto interventi in case già precedentemente abitate potranno riconoscersi.

Un tecnico del suono da me interpellato lo chiama “effetto Venezia”: cos’è che è cambiato? sono cambiate le frequenze: in parole povere, alcuni rumori non si sentono più e altri invece, che prima erano confusi nel rumore di fondo, emergono e si fanno notare. A Venezia è assente l’enorme rumore di fondo del traffico su gomma ed emergono i trolley, le voci, le stoviglie, le scarpe e i tacchi – sentite il rumore delle scarpe voi in una città normale?

Ma torniamo al tema principale, la mansarda di Pietro non è esente da infiltrazione di rumori esterni. Ora tutti sappiamo che uno strumento musicale è solitamente in legno, e non perchè il tuo vicino di casa possa bruciarlo facilmente dopo avervi sentito suonare! Ma prima di prendercela con la struttura portante è opportuno verificare che non ci siano buchi in casa, quali potrebbero essere?

  • il canale passante dell’aspiratore in cucina
  • il canale di sfiato dei bagni
  • il canale dell’impianto antenna
  • il telaio fisso dei due Velux
  • il telaio fisso dei serramenti che chiudono le pareti

Un test di tenuta all’aria potrebbe dare una verifica di tutti questi punti critici.

Sono anch’io infastidito facilmente dai rumori, il computer che ho davanti mi irrita, come il frigo o la testina del collettore del riscaldamento a pavimento – il bilancio dell’effetto Venezia dopo l’intervento di casa mia non l’ho ancora fatto. Potrebbe essere positivo, pur ammettendo che il fruscio rilasciato dai veicoli che corrono in strada mi appare enorme (un torrente) – i motori invece sembrano zittiti. Ne riparleremo.

Qualunque commento competente è gradito.

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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  1. Grazie. Indici da tenere ben presenti. Dovrei essere in classe 2 o 3, credo 2.
    Il ricorso alla legge sarà presa in considerazione come ultima spiaggia. Non posso pero’ fare causa al comune per il rumore di sottofondo del mattino generato dalla mole di automobili che si muovono per andare al lavoro. Nelle altre case non si sentono….. .
    Mi piacerebbe intervenire ed eliminarlo. ….grazie

  2. un committente appena entrato in casa nuova ha scoperto che il suo vicino di casa non ama il rastrello o la scopa di saggina, preferisce usare il soffiatore, ogni pomeriggio.
    ha serramenti in legno ed isolamento in intercapedine: nulla da fare contro il rumore.

    un committente appena traslocato nel suo antico occhio di portico in centro ha scoperto che le notti non sono proprio tranquille, tacchi, qualche risata, chiaccherio, scooter maleducati, trolley e qualche portone sbattuto lo perseguitano.
    ha serramenti in legno di ultima generazione e intonachino di calce sul lato interno mattone pieno.

    un committente indeciso sulla spesa per un sistema a cappotto esterno ha sostituito per ora solo le guarnizioni dei serramenti in legno, ancora buoni.
    il suo dirimpettaio ha invece sostituito il suo climatizzatore, sistemando una nuova unità esterna (unità condensante).
    nulla da fare contro il rombo incessante del compressore.

    Pare che non esista un diritto al silenzio assoluto, ma il D.P.C.M. 1 4 novembre 1997 sulla determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore, ne stabilisce i criteri.

    Sono considerate 6 classificazioni del territorio comunale in riferimento alla loro conformazione, e nello specifico abbiamo:

    CLASSE I – sono le aree più protette dove il silenzio è l’elemento di base, come aree ospedaliere, scolastiche, di riposo e di svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc.

    CLASSE II – destinate ad un uso residenziale con maggiore prevalenza, caratterizzate da un traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, senza attività industriali ed artigianali e con poche attività commerciali.

    CLASSE III – sono aree miste, con traffico veicolare locale e di attraversamento, mediamente popolate, con attività commerciali, con uffici, poche attività artigiane e prive di attività industriali. Aree rurali dove si impiegano macchine operatrici.

    CLASSE IV – aree con alta attività umana, aree urbane con intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e di uffici, con attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie.

    CLASSE V – aree prevalentemente industriali con scarsi insediamenti abitativi.

    CLASSE VI – aree industriali prive di insediamenti abitativi.

    In relazioni a queste classi ci sono 3 tabelle del rumore che ne stabiliscono i livelli massimi. La prima si riferisce all’emissione del rumore, la seconda all’immissione e la terza ai valori di qualità.
    Nel caso specifico del rumore emesso dal climatizzatore, la tabella dell’emissione del rumore stabilisce il criterio per il quale i rilevamenti devono essere effettuati in corrispondenza degli spazi utilizzati dalle persone e dalla comunità.

    I aree particolarmente protette
    45 dB Diurno (06.00-22.00)
    35 dB Notturno (22.00-06.00)

    II aree prevalentemente residenziali
    50 Diurno (06.00-22.00)
    40 Notturno (22.00-06.00)

    III aree di tipo misto
    55 Diurno (06.00-22.00)
    45 Notturno (22.00-06.00)

    IV aree di intensa attività umana
    60 Diurno (06.00-22.00)
    50 Notturno (22.00-06.00)

    V aree prevalentemente industriali
    65 Diurno (06.00-22.00)
    55 Notturno (22.00-06.00)

    VI aree esclusivamente industriali
    65 Diurno (06.00-22.00)
    65 Notturno (22.00-06.00)

    globalmente osservo una rumorosità piuttosto elevata e persistente,
    forse sto invecchiando, forse il mio rispetto per il silenzio è cresciuto, forse la gente non dà il giusto valore al silenzio, forse la maggioranza è maleducata.

    leggi anche http://www.crbnet.it/FisicaTecnica/didattica/lezioni/fisica_tecnica_Nicolini/Normativa_Rumore.pdf

  3. Buongiorno sono Giulio committente dei sopra lavori fatti. Grazie dei commenti.
    Ho fatto il test della tenuta all’aria, in depressione, in compressione con fumo e senza fumo, con risultati soddisfacenti. ????
    In questi giorni mi sono trasferito e ho iniziato a passare le prime notti. Purtroppo il rumore e’ rimasto con anche i mobili e la rimozione del ponteggio. Ad ‘orecchio’ la rimozione del ponteggio ha peggiorato la situazione.
    Avendo una buona tenuta all’aria del tetto, delle velux ma non eccezionale per due porta finestra potrei far sistemare le due porta finestra. Ma questo non risolverebbe in quanto il rumore che entra e ben presente anche nelle stanze dove non ci sono le porta finestra, quindi il problema di fondo e’ sicuramente un altro. Lo scarico bagno e’ esterno realizzato con foratini da 8cm e con tubazioni in plastica. La parte superiore e ‘ comunque coperta da cappotto. Il cappottp e’ lana di roccia e non eps quindi riduce il rumore.
    Gli scarichi dell’aspirazione fumi cucina escono orizzontalmente, sotto al soffitto tra piano rialzato e mansarda, non possono portare rumore in mansarda.
    Grazie

  4. Buongiorno.
    Nella mia applicazione Il nastro BG1 o similare non è stato messo tra incontro cappotto e passafuori in legno e tra cappotto e perlina. E’ sto sigillato con schiuma puliuretanica a spot (dove visivamente serviva).
    Che devo fare per recuperare questo errore?
    Faccio un giro tutt’attorno di silicone?
    Grazie,

  5. condivido questo approccio del test di tenuta all’aria che avrebbe una duplice importanza:

    – testare l’esecuzione di tutte le sigillature in modo da scoprire anticipatamente eventuali difetti di tenuta che nel tempo diventano zone a rischio condensa interstiziale
    – testare la posa dei serramenti

  6. nei precedenti commenti si trova la soluzione più rapida per individuare le potenziali problematiche origine delle anomalie acustiche ;

    normalmente ove vi è un passaggio di aria vi e’ anche il passaggio delle onde sonore e come tale esiste una correlazione tra un blower door test e un collaudo acustico ;
    sarebbe lecito effettuare un rapido test di pressione all’aria con una macchina del fumo, abbinato ad una lettura con termocamera e anemometro per individuare le principali vie di trasmissione dell’aria/suono quali la giunzione perimetrale dei passafuori, le forometrie passanti o la più insidiosa perdita diffusa tra le giunzioni delle perline, se la tenuta all’aria risultasse difettosa.

    Qualora la prova non dia alcuno stimolo si può indagare con maggiore attenzione consultando un tecnico acustico ed eseguendo una mappatura acustica della struttura che ha il compito di discriminare i punti prioritari di passaggio del rumore

  7. Purtroppo l’acustica non si può discutere se non con collaudi e misure.
    Certo è che i tetti in legno, per loro conformazione (la presenza di ventilazione) possono creare parecchi inconvenienti ed esere via preferenziale per il passaggio del rumore.
    Consiglio quindi di contattare un tecnico competente in acustica ambientale per svolgere delle indagini del caso.

  8. parlando con il tecnico D.P. del problema, e considerando che il sistema a cappotto esterno in eps non è un campione di acustica, ci si domandava se l’applicatore del cappotto avesse avuto la cura di nastrare con nastro autoespandente BG1 la linea d’incontro tra cappotto e passafuori in legno e tra cappotto e perlina, ad evitare sia la fessurazione nel tempo, sia il riverbero dei rumori di facciata sugli elementi lignei.