Valutazione dei ponti termici

 Nella Nuova UNI TS 11300 – 1, i ponti termici si valutano solamente attraverso i coefficienti lineici. Addio utilizzo della maggiorazione percentuale semplificata e addio utilizzo dell’abaco della norma UNI EN 14683.

ponti termici si valutano solamente attraverso i coefficienti lineici

Le valutazione del coefficiente lineico dev’ essere fatta con calcolo agli elementi finiti o con atlanti dei ponti termici realizzati in accordo con la UNI EN ISO 14683. Si può utilizzare metodi di calcolo manuale per edifici esistenti.

Qui potete scaricare la versione DEMO del software Anit.

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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  1. sì certo.
    dove l’elemento costruttivo è già realizzato l’unico modo per attenuare correttamente il ponte termico (senza l’ elemento speciale a taglio termico) è isolare termicamente all’esterno superiormente, inferiormente e lateralmente con uno strato isolante con resistenza termica R2 ? 1,3 m²K/W posando materiale isolante di spessore almeno 5 cm e con ? ? 0,040 W/(mK) per una lunghezza minima di 1 metro

  2. Buonasera, in fase di progettazione si può adottare questo elemento. Dove abbiamo balconate già realizzate come intervenire? Nel mio caso ho degli aggetti di ml. 1.35, come posso intervenire e con che spessori di isolante?
    Grazie e Buon Natale.

  3. per attenuare il ponte termico del balcone non si può intervenire isolando solo l’intradosso.
    bisognerebbe sempre prevedere un elemento portante che funzioni come taglio termico. vedi http://www.schoeck.it/it/isokorb-xt

    come intonaco esterno, per rispettare la Bioedilizia, ci vuole un Rinzaffo a base calce, dopo 10 giorni un intonaco di fondo a base di calce idraulica naturale NHL5 per 15 mm e dopo 2 settimane, maturato l’intonaco, una rasatura armata per restauro di 3mm e successivamente un rivestimento colorato a base silicati-silossani.

  4. Buongiorno, vorrei farle una domanda riguardo una soluzione per ponte termico. Palazzina in fase di completamento, murature esterne complete con laterizio cm. 45 incastro, malta termica ed isolamento pilastri e travi effettuata accuratamente con pannelli poliyso cm 7 e cm 4. Ora si ha il problema del ponte termico delle balconate di larghezza 1,35 m, secondo voi come meglio isolarle? E’ sufficiente fare cappotto intradosso per 1,00 m in eps cm 6? Estradosso?
    Come intonaco esterno su muratura consigliereste a calce idraulica o calce-cemento?
    Grazie.

  5. confrontare le prestazioni di un sistema a cappotto con una muratura con doti di isolamento termico è possibile solo singolarmente perchè ogni materiale isolante facente parte di un sistema a cappotto ha le sue caratteristiche uniche.

  6. Anche se si aggiunge una fascia tagliagiunto?
    In termini di efficienza energetica, sfasamento, permeabilità, resistenza è più conveniente una muratura monostrato come precedentemente descritta o una convenzionale con cappotto?

  7. Purtroppo è una struttura esistente, quindi si cercherà di isolarla al meglio. Per quanto riguarda la correzione con celenit (rivestire travi e pilastri su tutti i lati) si sta optando per questa soluzione in quanto più traspirante dell’xps e sul sito dell’azienda calcoli fatti bastano pochi cm. Nascondere con laterizio esterno in modo da avere uniformità di materiale da intonacare ed assenza di fessurazione nei giunti. La muratura da 45 con blocco ad incastro verticale conviene posarlo con malta tradizionale e fascia tagliagiunto o con malta termica? Per quanto riguarda il ponte termico della soletta a sbalzo mi è chiaro che bisogna intervenire anche se non completamente. Secondo lei, meglio una tamponatura con unico blocco da cm. 45 come sopra citato (correzione ponti termici con celenit o xps o altri materiali?) o muratura da cm. 30 in linea con i pilastri, intonaco di regolarizzazione esterno e cappotto esterno in eps da 8 cm o 10 cm.? O altre soluzioni possibili?
    Grazie.

  8. la direttiva tecnica casa clima prevede che nel caso in cui, non si sceglie un elemento speciale a taglio termico, l’elemento costruttivo deve essere isolato termicamente all’esterno superiormente, inferiormente e lateralmente con uno strato isolante con resistenza termica R2 ? 1,3 m²K/W (materiale isolante di spessore minimo 5 cm e con conduttività max 0,040 W/(mK)) per una lunghezza minima di 100 cm

    rivestire di isolante il balcone sopra, sotto e ai lati porta esteticamente parlando a spessori spesso improponibili perciò si potrebbe scendere al compromesso di accorciare il rivestimento all’intradosso ed alleggerire visivamente l’attenuazione del ponte termico.

    l’ideale soluzione resta quella di prevedere un elemento isolante portante che presenta una conducibilità termica estremamente bassa e si comporta da taglio termico: elementi speciali a taglio termico con una resistenza termica R1 minimo 2,6 W/m²K (coibentazione minimo 8 cm e conduttività max
    0,031 W/mK o equivalente)

  9. usare il celenit per attenuare i ponti termici è una soluzione pratica in cantiere, certo che la sua conduttività non è eccezionale come l’xps.
    spesso c’è l’abitudine di rivestire l’isolante posato per attenuare un ponte termico con altro laterizio, ma la prestazione non è eccezionale.

    la scelta di posare blocchi porizzati con malta di allettamento tradizionale peggiora la prestazione della parete

    i pilastri ad angolo rivestiti totalmente vanno bene
    i pilastri in parete rivestiti sui 3 lati vanno bene

    Il problema della correzione del balcone a sbalzo da 1,40 ml…. coibentarlo completamente significherà uno spessore molto importante. esteticamente parlando si potrebbe accorciare la coibentazione in intradosso per alleggerire…
    la prossima volta sarà meglio progettare un taglio termico con un elemento isolante portante con conducibilità termica estremamente bassa.

  10. Buonasera, vorrei delle informazioni riguardanti un involucro edilizio.
    Mi appresto ad eseguire il completamento di una palazzina di 6 appartamenti+ piano garage+mansarda attualmente allo stato grezzo (pilastri, solaio), la scelta fatta ricade su una murutura monostrato di mattoni bio ad incastro nzeb dello spessore di cm 45 posti con malta tradizionale e fascia tagliagiunto (trasmittanza 0 ,225 W/m2K) ed intonaco interno ed esterno in calce idraulica bio. Il problema è la correzione dei ponti termici : pilastri ad angolo rivestiti totalmente con celenit n da cm. 5, pilastri in parete con celenit n da cm 5 esterno e gli altri lati da cm. 2,5, travi esterne celenit n. da cm 5, sottotrave ed interno trave da cm. 2,5 a completare un mattone da cm. 6 esterno per ricoprimento celenit. Cassonetti coibentati con spalla isolata, isolamento copertura con fibra di legno 8+8 . Il problema è per la correzione del balcone a sbalzo da 1,40 ml, se coibentarlo per tutta la larghezza o in parte con eps o similare. E’ migliore la soluzione unico laterizio rispetto al cappotto?
    E’ migliore la correzione del ponte termico con celenit come sopra citato o con eps o xps anche se di spessori maggiori?
    Grazie.

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