La protezione dal caldo si ottiene con tanta massa ?

Marco G., preoccupato per la scelta dei materiali isolanti da posare sulla soletta in laterocemento del sottotetto scrive

<< I materiali che io conosco (fiocchi di cellulosa, lana di vetro o di roccia, palline di EPS), da posare sulla soletta di copertura hanno comunque tutti una massa ridotta e in quanto tale non sono adatti per la protezione al caldo. Mi può suggerire un materiale idoneo? Una ditta mi ha proposto un liquido bicomponente che posato diventa schiuma: ISOL 40 (poliolo formulato avente OPD=0) 40 kg/mc, lambda 0,023….. Però ha sempre una massa ridotta… Il termotecnico che sta facendo la legge 10 sostiene che anche con materiali come l’EPS per ottenere un’idonea protezione dal caldo basta aumentare lo spessore… >>

Beh, una cosa è certa: per ottenere idonea protezione dal caldo con l’EPS, o qualunque materiale isolante non proprio adatto a questo scopo, basta aumentare lo spessore così tanto che anche lo sfasamento risulti soddisfacente.

sottotetto protezione dal caldo

Prendiamo come esempio una soletta in latero cemento di un sottotetto con spessore 18cm (fissiamo la Resistenza termica sup interna Rsi [m2K/W] a 0,10 e la Resistenza termica sup esterna Rse [m2K/W] a 0,10):

  • lo stato di fatto parla chiaro: discomfort in tutte le stagioni – in inverno alte dispersioni (trasmittanza U = 2,11 W/mqK) e in estate forte surriscaldamento (sfasamento di appena 4 ore)
  • lo stato di progetto? si deve progettare… calcolare… confrontare…. decidere… e applicare! (sì anche pagare… anche chi progetta va pagato, non solo chi si sporca le mani!)

Il termotecnico che sta facendo la legge 10 non ha sbagliato, anche con l’EPS si ottiene la protezione dal caldo – basta aumentare lo spessore!

Certo! se non sono capace di progettare e non conosco le caratteristiche dei materiali e non so se un coibente sia adatto o poco adatto ad evitare il surriscaldamento uso anche un materiale poco idoneo con uno spessore tale che diventa idoneo. Molti progettano in questo modo.

Ecco allora che con

  • mezzo metro (50cm) di polistirolo ottengo comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,07 W/mqK) e in estate poco surriscaldamento (sfasamento di 12 ore) (l’ attenuazione resta comunque da migliorare).

Mi domando – e questa è una critica – ma non si fa un’analisi delle prestazioni invernali e della protezione estiva per un adeguato comfort in tutte le stagioni (Prestazione Energetica Estiva – Metodo dei parametri qualitativi)? Non si fa una verifica delle prestazioni della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)?

Le norme, i DPR, i DM sono solo una gran rottura di *****? Convengo! Ma allora sediamoci e progettiamo meglio!

Come si progetta la protezione dal caldo?

Marco G. è a caccia di materiali coibenti che non abbiano massa ridotta – è convinto che con tanta massa il problema del surriscaldamento estivo sparirebbe.

sottotetto protezione dal caldo

La massa gioca un ruolo nella partita contro il caldo, ma non l’unico! Potrei avere uno sfasamento > di 12 ore costruendo 3 solai uno sopra l’altro con una massa per metroquadro di quasi 600kg. (i trulli insegnano!).

La via corretta per ottenere una ottima protezione dal caldo evitando il surriscaldamento estivo è cercare materiali coibenti che offrano tanta capacità termica massica, quei materiali con elevato calore specifico (c) espresso solitamente in J/kgK.

Il calore specifico dipende solo dalla sostanza di cui è costituito:

  • il calore specifico è il rapporto tra la quantità di calore scambiata da un corpo conseguentemente ad una variazione di temperatura (t) e il prodotto della massa per la variazione della temperatura.

Tanto per prendere come esempio il primo materiale menzionato da Marco G. posso dire che i fiocchi di cellulosa hanno proprio il pregio di avere elevato calore specifico, ben 2110 J/kgK.

E la massa?

Gran parte della massa sta sotto (quella del solaio) utilissima per scaricarci energia dall’interno quando ne producessimo in eccesso. E i fiocchi di cellulosa quanta massa offrono? Un peso piuma? dipende! Se i fiocchi di cellulosa vengono sparati dentro ad un’intercapedine creata ad hoc sulla soletta nel sottotetto con una macchina per insufflaggio posso anche arrivare a 65kg/mc, ma se voglio una posa libera dei fiocchi (senza costruire l’intercapedine) riuscirò ad ottenere una densità media di circa 34-40kg/mc con i seguenti risultati:

  • 30cm di fiocchi di cellulosa 65kg/mc: comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,122 W/mqK) e in estate ottima protezione dal surriscaldamento (sfasamento di quasi 16 ore)
  • 30cm di fiocchi di cellulosa 40kg/mc: comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,122 W/mqK) e in estate buona protezione dal surriscaldamento (sfasamento di oltre 13 ore)

Con soli 20cm di fibra di legno ottengo prestazioni simili. Anche questo materiale ha elevata capacità termica massica, e anche buona densità (110kg/mc, ma anche di più). Si può scegliere una densità maggiore, ad un costo maggiore, e prestazioni eccezionali.

Non perdo tempo a confrontare le prestazioni della schiuma ISOL 40 che pubblica una scheda tecnica che aiuta a non capirci nulla (o almeno io non ci capisco nulla e soprattutto non trovo i dati per me più interessanti). Lascio perdere.

Nota per i produttori:

  • alcuni produttori nascondono le schede tecniche nella sezione download con password e iscrizione. Che se le tenessero pure sotto il cuscino! Intanto chi fa ricerca trova altri materiali (PIU’ TRASPARENTI !!!!).
  • alcuni produttori pubblicano schede tecniche con dati mancanti. Che se le tenessero! Intanto chi fa ricerca trova altri materiali (PIU’ TRASPARENTI !!!!).
  • i produttori da premiare pubblicano sempre dati completi e di più… senza mancare mai conduttività termica, calore specifico e densità del materiale. A loro il mio personale grazie!

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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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24 pensieri su “La protezione dal caldo si ottiene con tanta massa ?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    come motivare con il costruttore uno strato di isolante poliuretanico maggiore:
    lei deve immaginare di avere una grande e utile massa nello strato interno della stratigrafia mentre sopra è posato l’isolante.
    è assolutamente indispensabile proteggere questo strato (solaio in latero cemento) dal surriscaldamento perchè una volta innalzata la temperatura della massa difficilmente potrà diminuire prima del mese di settembre.
    il nodo tetto parete è importante per progettare l’attenuazione dei ponti termici geometrici e strutturali che porterebbero a condense superficiali interne.

  2. Alessio

    Grazie mille
    Sul capitolato non mi pare ci siano informazioni circa il perimetro del tetto, mi riservo di verificare meglio, unitamente alla composizione dei muri perimetrali (mi pare in mattoni forati).
    Con i dati di sfasamento e attenuazione, perché ritiene solo accettabile l’isolamento estivo? Vorrei capire come motivare con il costruttore uno strato di isolante poliuretanico maggiore. Grazie ancora per la disponibilità e competenza.
    Alessio

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    il pacchetto di stratigrafia del tetto piano è chiuso al passaggio del vapore dalla membrana barriera al vapore che poi sarà lo strato collante per la posa dei pannelli in Stiferite class B.
    dunque il vapore che può accumularsi nel solaio è libero di asciugare d’estate verso l’ambiente interno dove l’intonaco svolge la funzione di tenuta all’aria e freno al vapore.
    prevedere un intonaco interno privo di cemento e a base calce.

    abbiamo parlato della stratigrafia dove è omogenea, ora io non conosco i dettagli del perimetro di questo tetto piano, nè conosco il materiale da costruzione delle pareti perimetrali, nè come è stato progettato il nodo tetto-parete.

    circa la prestazione estiva del tetto piano con 12 cm di isolante poliuretanico è accettabile ma sicuramente aumenterei lo spessore se possibile

  4. Alessio

    Salve, sto valutando l’acquisto di un attico con tetto piano. Il mio dubbio ovviamente è relativo all’isolamento, in particolare modo durante l’estate (vivo in zona E), in pianura padana l’umidità è elevata (sempre) ed il caldo pure.
    La stratigrafia prevede:
    1) Duraflex ardesiata (0.45 cm)
    2) sottofondo di cemento magro (7cm)
    3) Stiferite Class B (12cm)
    4) Prominent ALU poliestere (0.4 cm)
    5) Massetto in calcestruzzo con rete (4cm)
    6) Soletta in laterizio (20 cm)
    7) Intonaco (1 cm)

    I parametri di sfasamento (15 h), attenuazione (0.080), trasmittanza periodica (0.015 W/mq K), massa (524 kg/mq) direi che siano buoni.
    Come permeanza (0.033) sono sicuro di non avere problemi di condensa?
    Grazie in anticipo

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’idea di isolare dall’esterno con questo sistema a secco basato sulla costruzione di montanti in legno fissati alla parete grezza con fibra di legno come isolamento termico interposto e finitura esterna con pannelli in legnocemento.
    è una tentazione che ho avuto anch’io nel momento di decidere il cappotto di casa: il mio sogno era evitare anche la rasatura armata esterna per la semplice diffidenza della durata senza crepe e cavillature della finitura esterna. in questo caso il pacchetto è chiuso da un telo impermeabile e traspirante sigillato da mascherare con una facciata ventilata a piacere.
    il sistema da lei indicato sembra aver ottenuto la certificazione internazionale ETA (puoi approfondire qui http://espertocasaclima.com/2009/04/15/sistema-cappotto-certificato-etag-004-eta-etics/) quindi direi che la fiducia è ben riposta.

    tornando a parlare della stratigrafia completa invece direi che la domanda più spinosa da farsi è: quale betoncino è stato impiegato sul lato interno, quella superficie che poi avremo dentro all’abitazione.

    nella ipotesi fortunata avremo uno strato interno di 3cm di betoncino strutturale, antiritiro e ad alta resistenza meccanica, di calce idraulica naturale con inerti: miscela perfetta per le murature esistenti e manufatti storici che ha il pregio di essere esente da cemento (infatti compatibile con le murature storiche).

    nell’ipotesi sfortunata avremo un intonaco armato con rete elettrosaldata e betoncino cementizio che porta un incremento delle rigidezze del fabbricato (fino al 2007 circa, è stato molto utilizzato e con molte problematiche).
    gli intonaci cementizi armati con reti metalliche elettrosaldate danneggiano le costruzioni storiche proprio a causa della loro rigidezza (fessure distacchi ed espulsioni dovute alla incompatibilità chimico-fisica tra muratura esistente e il cemento.

    prevedere un isolamento anche sul lato interno è di per sè valido solo nel caso che la casa non sia abitata in modo continuativo, ad esempio una casa per i fine settimana. se invece diventerà la residenza meglio concentrare l’isolamento sul lato esterno e godersi la massa sul lato interno.

    naturalmente non abbiamo affrontato il tema dei ponti termici: per esempio il piede della muratura, pur se la parete sarà isolata sul lato esterno, avrà una temperatura bassa e a rischio condensa superficiale interna fino alla quota 60-100cm

  6. Fabio

    Buongiorno Sampaoli,
    approccio con estremo interesse i suoi articoli, ma con assoluta incapacità di approfondire “i numeri” che correttamente governano le stratigrafie.
    Le sottopongo un’idea, perché mi suggerisca se ha senso.
    Ho acquistato un rustico nella campagna toscana le cui pareti sono state consolidate con maglia elettrosaldata 10×10 sia all’interno che esterno e sono allo stato grezzissimo – le ho trovate così.
    Spessori: circa 3 cm betoncino nei due lati, cm 35 muratura in mattoni pieni (misti a poca pietra).
    Pensavo di finire l’esterno con un sistema a secco, senza realizzare alcun intonaco: sistema isolamento termo-acustico in BetonWood e FiberTherm su telaio in legno come specificato su questa scheda:

    http://www.betonwood.com/pdf/sistemi-edili-parete-esterna/Scheda_tecnica_sistemi_parete_esterna_BTW-FTH-su-muratura.pdf

    -10 cm fibra di legno (densità 160 kg/m3 | Conduttività termica dichiarata ?D[W/(m*k)] 0,039 | Calore specifico c 2.100 J/kg K)
    – lastre cemento legno 2 cm ( 1350 kg/m3 | Conduttività termica dichiarata ?D[W/(m*k)] 0,26 | Calore specifico c 1.880 J/kg K)
    – rasatura 4 mm con rete densità 360 g/m3
    E sono ancora più dubbioso sull’interno: intonaco o pannelli in silicato di calcio su telaio in legno? E riempimento fra i pannelli ed il betoncino? E barriere al vapore?
    Sono conscio di aver dato poche ed approssimative informazioni, ma le sarò grato se riuscirà a mettere ordine fra le sciocchezze che ho pensato e darmi qualche suggerimento.
    Grazie tantissime
    Fabio

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    noto che specialmente al sud vengono proposti spesso questi isolanti sottili termoriflettenti multistrato.

    tra i dati tecnici

    – si legge che il materiale è stabile ai raggi UV per 48 ore, quindi attenzione al programma di cantiere! se il materiale non viene coperto subito rimarrà danneggiato.
    – non si legge invece nulla sulla traspirabilità
    – non sono riportati i valori di sfasamento estivo
    – si legge che si comporta come un pannello lana minerale da 13cm di spessore (quindi contro il caldo estivo sarà analogamente molto scarso)

    Non dimentichiamo che qualsiasi sia la stratigrafia definitiva si deve eseguire il progetto della tenuta all’aria del tetto in legno, compresi i particolari esecutivi.

  8. Marco

    Salve Federico,

    Avrei bisogno di un suo prezioso consiglio. Vivo in zona climatica B con 800 gradi giorno. Sono in procinto di ristrutturare la mia villetta. Ho incaricato un tecnico che si occuperà di realizzare un nuovo sottotetto abitabile con travi in legno; mentre perimetralmente sarà realizzato un cappotto (kerakoll klima expert con pannelli in eps da 6cm). E’ doveroso specificarle che alcuni anni fa è stato effettuato un isolamento nell’intercapedine dei muri con della schiuma isolante che ha migliorato notevolmente la coibentazione.

    Stasera ho appreso il materiale “hi-tech” che il tecnico propone di farmi installare per il tetto.
    Wurth Wutop multitermico 15. Qui la scheda tecnica: http://www.wuerth.it/products/0681_001_15.pdf
    La stratigrafia del tecnico prevederebbe:
    -Perlinato
    -Isolante Wurth
    -5cm di strato per la ventilazione
    -Ondulina sottocoppo
    -Tegola portoghese

    Vorrei sapere gentilmente cosa pensa di questo tipo di isolanti e se fosse adatto per la mia zona climatica. Nel suo sito non sono riuscito a trovare un articolo che ne parli. Eventualmente potrei accoppiarlo ad altri tipi di isolante? In cantina posseggo 60mq di lana di roccia rockwool durock C da 10cm di spessore. Sono pannelli inutilizzati, mi piacerebbe sfruttarli. Potrei acquistare la differenza di mq per completare il tetto e aggiungere così 10cm di lana alla stratigrafia propostami dal tecnico?

    Attendo una sua gentile risposta.

    Cordiali Saluti,

    Marco Amaldi

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    prevedere 12cm di xps e un ulteriore massetto per rendere pedonabile il ripostiglio / soffitta forse rispecchia le esigenze di un sottotetto in ordine e ben eseguito.
    termicamente parlando invece si potrebbe fare qualcosa di più leggero e a secco ottenendo prestazioni estive anche doppie.
    fibra di legno e cellulosa sono i migliori materiali per ottenere protezione dal surriscaldamento estivo grazie alla elevatissima capacità termica massica (dai 2100 J/(kgK) in su)
    circa la sollecitazione a compressione al 10% di deformazione [kPa] si può arrivare anche a 150: basta scegliere il pannello per la sua funzione.

    trattandosi di un ripostiglio è facile prevedere di ricoprire lo strato isolante con un pannello rigido, anche in OSB3 privo di formaldeide per spendere poco, e ottenere una superficie uniforme e calpestabile quanto si vuole.

  10. Paolo

    Buonasera,
    sto per realizzare una nuova costruzione in zona climatica E con sottotetto non abitabile adibito a ripostiglio, pertanto avremmo pensato di isolare l’abitazione a livello del solaio superiore.
    Il tecnico mi ha proposto la seguente stratigrafia (trasmittanza 0,25; sfasamento 11,3h):
    1-Massetto ripartitore in calcestruzzo con rete 5cm
    2-Pannelli di XPS 12cm
    3-Cls di sabbia e ghiaia 5cm
    4-Soletta in laterizio 18cm

    Da quel poco che ho imparato grazie ai suoi preziosissimi consigli, ho chiesto di sostituire l’XPS con dei pannelli il fibra di legno, per migliorare le prestazioni estive ed avere un ambiente più naturale.
    Mi è stato però risposto che la fibra di legno, avendo resistenza alla pressione di circa 70KPa, non si addice molto come pavimentazione di un locale destinato a ricevere dei carichi come un ripostiglio. Ha qualche consiglio da darmi in merito? Un massetto sovrastante ripartitore di carico (come mi era stato proposto con XPS) non potrebbe andare ugualmente bene?

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    la più bella stratigrafia ha
    – sul lato interno un intonaco di qualità posato su blocchi di laterizio che non sono altro che impasti di argilla che viene cotta
    – sul lato esterno la coibentazione.

    questa stratigrafia è ottimale in regime invernale e ottimale in regime estivo dove l’ambiente è circondato da tanta massa e materiali di qualità.

    ora la sua ditta le sta proponendo di “guastare” questo buon progetto.

    Legga l’articolo dedicato: http://espertocasaclima.com/2016/02/ditta-peggiora-stratigrafia-parete/

    circa il tetto piano, per un commento professionale dovrei calcolare la stratigrafia e leggere i risultati.
    provi a leggere le prestazioni termiche che le hanno prospettato per la copertura piana e legga se offre almeno sufficiente sfasamento estivo.

  12. Luca

    Buongiorno Sampaoli,
    complimenti per il supporto che fornisce a tutti noi lettori.
    Sono in procinto di realizzare una villa singola in zona E, provincia di BS.
    La ditta mi ha proposto le seguenti stratigrafie:
    – Perimetrali: Cappotto da 15cm/poroton da 20cm/ intercapedine da 6cm (ospitera’ impianti e canalizzazione vmc) verranno riempiti gli spazi vuoti con lana di roccia/ lastra di cartongesso da 1,25 / freno vapore / lastra di cartongesso da 1,25.

    La copertura’ dell’abitazione sara’ con tetto piano rovescio in latero cemento e cosi costituito dall’interno: lastra di cartongesso/ intercapedine di 20cm che ospitera’ la canalizzazione vmc/ solaio in laterocemento / guaina impermeabilizzante / stifferite dal 15cm / guaina impermeabilizzate ardesiata / 20cm di ghiaia di fiume tonda lavata

    Secondo lei e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo?

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    indossando una mascherina e portando le confezioni nel sottotetto sarà facile la posa a mano libera.
    ovviamente non si raggiungerà una densità molto alta, di solito sui 30kg per metrocubo.
    questo dato può aiutare a capire la quantità di fiocchi da ordinare per l’intervento nel sottotetto e lo spessore che si intende raggoiungere per ottenere un buon sfasamento estivo.

  14. marco

    Buongiorno,
    vorrei isolare da solo con i fiocchi di cellulosa il mio solaio che è al grezzo in cemento.
    Posso fare il lavoro da solo? La cellulosa come va distribuita? Deve prima essere impastata o cosa?
    Grazie

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    è un progetto delicato.
    l’isolamento interno un po’ spinto porta la struttura esistente a temperature veramente basse!
    ripenserei alla possibilità di un intervento esterno prima di affrontare tutto il lavoro.

    la vecchia guaina posata sul tavolato sarebbe da alzare per vedere lo stato di salute del legno prima di investirci dei soldi.
    solitamente il legno coperto da una barriera al vapore e senza coibentazione ha una salute compromessa dalla migrazione del vapore che non riesce a sfogare verso l’esterno.

    ora che le ho rovinato i sogni, aggiungo: gli interventi in oggetto non costano due soldi, val bene la pena rifletterci a lungo prima di lanciarsi.

  16. christian

    buonasera, intanto grazie per il suo tempo. volevo esporle la mia questione…sto ristrutturando casa e non potendo intervenire dall’esterno (bifamiliare) e per comodità (rifacimento impianti) opterò per un isolamento interno. i muri esterni sono così composti:
    p. terra roccia calcarea cm 42 (compreso intonaco esterno)
    1° piano mattone pieno in cotto cm 30 (intonaco compreso)
    2° piano mattone pieno in cotto cm 15 (intonaco solo esterno)
    stesso discorso per la copertura composta da tegole in cemento, guaina bituminosa e tavolato da 25mm
    pensavo di addossare alle pareti 4 cm di fibra di legno da 160 kg/mc
    in intercapedine della controparete lana di vetro da 60 mm con carta kraft
    chiudere in doppia lastra di cartongesso
    per il 2° piano aumentare lo spessore della lana di vetro almeno a 100 mm (i muri verranno rinforzati con 50 mm di betoncino armato solo sul lato interno)
    in copertura pensavo a 80 mm di legno 160 kg/mc e 80/100 mm di lana di vetro con carta kraft e chiudere con un lastra singola di cartongesso mm 12,5
    premesso che per far passare gli impianti mi risulta difficile usare isolanti ad alta densità come posso aumentare la capacità areica interna? potrebbe essere sufficiente una terza lastra di cartongesso? i valori si sommano avendo lo stesso materiale? o anche per più materiali? (scusi l’ignoranza)
    per costi/benefici cosa mi consiglierebbe? zona climatica E, 2434 gradi giorno. s. lucia di piave (TV)
    per la copertura è consigliabile solo fibra di legno e un tessuto freno vapore o meglio barriera vista la presenza di guaina? tenuto conto che non vorrei gravare troppo sulla struttura lignea del tetto, la casa ha 100 anni..
    grazie

  17. Valeria88

    Si, ci sono i vari teli e nastri che ho tralasciato nella descrizione della parete…

    Al posto della lana di roccia cosa consiglia?

    Ho controllato il valore delLa capacità termica areica interna della copertura che è di 32 kJ/mqk… Eh niente argilla qui…

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    infatti non riuscirei a prendere sonno pensando a quelle fibre…
    con tutti i bellissimi materiali che esistono su questo pianeta perchè mai dovrei imbottirmi la casa di lana di roccia?

    nell’intercapedine impianti va posato un coibente flessibile.
    mi sembra che manchi lo strato di tenuta all’aria e freno al vapore.

    tornando al tema.., l’argilla spiega tutto: lei dimostrerà al suo amico quanto vale questa stratigrafia

  19. Valeria88

    Il calcolo è stato fatto sia con il foglio di calcolo casaclima che con quello di Andrea Ursini Casalena (link trovato nei suoi preziosi articoli).
    La stratigrafia da dentro a fuori è così composta:
    – Intonaco in argilla 2 cm
    – Pannello fibrogesso 1,25 cm
    – Pannello celenit(intercapedine impianti) 4 cm
    – Controventamento in compensato 1,5 cm
    – Struttura portante/lana di roccia 16 cm
    – Controventamento in compensato 1,5 cm
    – Cappotto in lana di roccia 20 cm
    – Finitura intonaco 1 cm

    So che storcerà il naso sulla lana di roccia, e lo capisco, però mi da quella sicurezza di iputriscibilità che la fibra non riesce a darmi.

    Per quanto riguarda la copertura non ho ancora verificato la capacità termica periodica lato interno ma il pacchetto mi permette di arrivare ad uno sfasamento di 24h un fattore di attenuazione pari a 0,024 una trasmittanza U di 0,109 W/m2K
    ed una trasmittanza periodica di 0,003 W/m2K

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    ahimè siamo tutti mortali.
    i dati elencati come prestazioni della costruzione in legno a telaio mi sembrano eccellenti.
    tanto da stupirmi nel valore Capacità termica periodica interno = 52 kJ/m2K

    naturalmente è possibile ottenere un valore così buono in una costruzione leggera. lei come ha previsto gli strati più interni per avere quel bel valore?

    il suo amico ovviamente ha piena ragione, ma forse non sapeva che lei avesse un valore di Capacità termica periodica interno = 52 kJ/m2K.

    naturalmente questo valore sarebbe ottimale ritrovarlo anche nella stratigrafia di copertura.

  21. Valeria88

    Buonasera, leggo i suoi articoli da molto tempo e le faccio i miei più sentiti complimenti per ciò che fà per noi poveri mortali…
    Ho la possibilità di costruire l’abitazione per la mia famiglia nella provincia di Treviso in zona climatica E, irradianza 285 e gradi giorno 2337…
    Sono/ero convinta per costruire in legno a telaio con una stratigrafia della parete che mi permette di ottenere i seguenti risultati:
    Attenuazione = 0,024
    Sfasamento = 21 ore
    Trasmittanza termica periodica = 0,003
    Capacità termica periodica interno = 52 kJ/m2K
    Trasmittanza = 0,109 W/m2K
    e una Massa superficiale di soli 160 kg/m2
    Dico soli perché da qui nasce il mio dubbio insinuatomi da un amico che mi ha detto:
    “attenta a costruire in legno, soprattutto a telaio, perché nn hai massa e soffri in estate. Costruisci piuttosto in laterizio e fai un bel cappotto”
    Ora, dopo essermi dilungata tanto, secondo lei con quei dati dovrei seriamente preoccuparmi per l’estate e abbandonare l’idea del legno?
    Il valore di Massa superficiale è così determinante?

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    fibra di legno o eps? più silenzio o meno silenzio? più sfasamento meno sfasamento? più natura o più petrolio? più materiale compostabile o più scarti da discarica? più fieri del proprio cappotto o comunque soddisfatti?
    la capacità areica interna è quasi identica, dipende sempre dai centimetri più interni.

  23. Marco

    Grazie molte per la spiegazione semplice ed esaustiva…. Nella ristrutturazione di casa mia sto facendo anche un ampliamento, andando a chiudere un terrazzo e ricavando una camera. Il nuovo muro verrà costruito con i Poroton P800 TS Fornaci Danesi: 850 kg/mc calore specifico 1.000 J /(kg*K) – 0,278 W/h con conseguente capacità termica di 250 Wh/metrocubo. Ora mi domando: cosa cambia se cappotto con EPS ottenendo una capacità termica di 262 o con pannello in fibra di legno (110 kg/mc) ottenendo una capacità termica di 314? Una aumento del 20% della capacità termica è da ritenersi significativo? Non ho ancora calcolato le pareti esistenti composte alcune da blocco svizzero da 24+ polistirolo da 2 cm+forato da 8 cm e alcune da blocco svizzero da 24+ lana di roccia (o vetro) da 5 cm (quella a bassa densità in rotoli con carta alluminio su un lato)+forato da 8 cm, intonacate sulle due facce.

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