Yearly Archives: 2014

Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (VA)

Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI):

fibra di legno interna in copertura leggera con originaria coibentazione esterna in lana di roccia (insufficiente):

Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-02 Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-05 Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-04 Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-03 Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-01

materiali: Pavatherm, ProClima

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Foto posa parete strutturale – Zona Climatica E – GG 2613 – Pizzoli (AQ)

Foto posa parete strutturale in x-lam – Zona Climatica E – GG 2613 – Pizzoli (AQ):

Le più diffuse case in legno seguono due tipologie:

  • parete in x-lam (parliamo di una struttura in legno vera e propria)
  • parete a telaio (parliamo di una struttura che più che di legno è costituita da isolante in telaio in legno)

Qui sotto una parete in x-lam appena posata e in fase di registrazione:

Foto posa parete strutturale in x-lam

Qui sotto una parete in x-lam in fase di scaricamento dal mezzo di trasporto:

Foto posa parete strutturale in x-lam

I lettori interessati alle costruzioni in x-lam possono leggere altri articoli dedicati a questa tipologia.

foto, archivio di cantiere, offerte da:
Piazzon case e tetti in legno
PIAZZON Case e tetti in legno
via Cono 11, 35020 Tribano (PD)
per contatto diretto: sede 049.9585651  fuori sede 335.6810995 

< > Per una richiesta diretta al costruttore Giovanni Piazzon usa il modulo qui sotto, altrimenti commenta gli articoli nel riquadro che trovi al piede di ogni post pubblicato:

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Scrivi la tua richiesta qui

Come partecipare al Sondaggio sulla conoscenza dello standard Passivhaus

Vi piace l’argomento “efficienza energetica” in generale? Vi siete informati e avete letto molto? Amate l’idea di una casa che si comporti come una barca a vela? Conoscete già molti aspetti di una casa passiva?

Potrebbe piacervi la sfida di partecipare al sondaggio sulle conoscenze sulla Progettazione secondo lo standard Passivhaus. Questo sondaggio è parte del progetto finanziato dal programma Erasmus + : SEEDpass (partnership strategica del sud-est europeo per la formazione professionale e l’organizzazione di corsi sulla progettazione secondo lo standard Passivhaus). Il questionario ha lo scopo di individuare eventuali lacune di conoscenza tra i nostri gruppi di interesse.

L’indagine non include la raccolta di dati personali e permette di vincere un software PHPP (Pacchetto di Progettazione Passivhaus) ed il relativo Manuale utente, appositamente sviluppato come strumento per il calcolo del bilancio energetico e per la progettazione di case a basso consumo energetico.

I risultati del sondaggio, così come il vincitore, saranno annunciati qui nel corso del mese di gennaio 2015.

Forza! partecipate al sondaggio! è sempre un modo per capire meglio la casa passiva.

NB: se utilizzate lo stesso indirizzo IP, potete uscire dal questionario e ritornarci in qualsiasi momento!

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Come recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto

Molti proprietari di casa sono definitivamente convinti dell’utilità del cappotto: senza un sistema di isolamento termico è inutile sperare di avere comfort tutto l’anno, sia in inverno che d’estate, senza bollette energetiche sempre più elevate.

Ma quali sono le difficoltà nella progettazione di un cappotto esterno in una riqualificazione energetica? Sicuramente sono legate alla forma più o meno favorevole dell’edificio. Una costruzione di forma semplice di solito non presenta molti ostacoli, tranne uno veramente frequente:

  • lo scuro del foro finestra.

E’ certamente una bella preoccupazione trovarsi davanti all’idea di sostituire tutti gli scuri per colpa dello spessore del cappotto! E non solo economicamente perché è una spesa imprevista.

Allora che fare? Io di solito ragiono con l’applicatore per il recupero al 100% dei vecchi scuri e mi invento una soluzione ad hoc in base allo stato di fatto e allo stato di progetto della facciata. Ecco alcuni schizzi che ho preparato! Sono da seguire per non perdersi d’animo e non mollare sull’idea del sistema a cappotto:

  • situazione ideale: il foro finestra libero che permette la posa del cappotto in facciata con il risvolto nell’imbotte fino ad andare in battuta al serramento esistente o nuovo che sia

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-10

la soglia della porta finestra resta ponte termico non risolto se non si decide la demolizione, e a volte la quota non permette miglioramenti

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-05

situazione normale: sono stati tolti gli scuri esistenti per il recupero successivo, si è rivestita la spalletta con il pannello isolante isensibile all’umidità e all’acqua

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-09

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-08

la luce del foro finestra è diminuita per colpa dello spessore dell’isolante! per recuperare gli scuri abbiamo bisogno però della stessa dimensione del foro originario…

ci vuole un montante in legno fissato alla parete proprio a filo vecchio foro finestra per tornare ad avere la larghezza originale adatta agli scuri da recuperare.

il cappotto in facciata presenterà una risega

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-01 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-02 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-03 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-04

per lasciare invariata l’altezza dello scuro da recuperare, bisogna eseguire la stessa risega anche in alto

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-06 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-07




lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

La contabilizzazione nell’ impianto termico centralizzato

Tutti parliamo di risparmio energetico e quando abitiamo in un condominio con impianto centralizzato siamo convinti che nulla si possa fare:

valvole termostatiche impostabili

invece

in merito alla contabilizzazione di calore, l’articolo 5 del D.P.R. 551 rende obbligatoria la contabilizzazione del calore negli edifici di nuova costruzione.

secondo il D.P.R. 59 tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4 unità, in caso di ristrutturazione dell’impianto termico devono realizzare se possibile la contabilizzazione.

L’ articolo 4, comma 6, lettera f) del D.P.R.74 ricorda che in ogni singola unità immobiliare ci deve essere un sistema di contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente dell’unità immobiliare stessa dotato di un programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli di detta temperatura nell’arco delle 24 ore.

 E’ la norma UNI 10200 che indica il principio per la corretta ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda sanitaria in edifici condominiali.

 La Direttiva 2012/27/UE indica che in maniera obbligatoria dovranno essere previsti sistemi di contabilizzazione per edifici residenziali centralizzati entro il 31.12.2016.

 Norma Regionale PIEMONTE : D.G.R. n° 85- 3795 del 27 aprile 2012 – scaduta 01.09.2014

L’ applicazione di queste normative possono permette risparmi energetici e quindi di spesa dei singoli condomini fino a un 40 % e infatti gli interventi necessari alla contabilizzazione possono essere detratti fiscalmente al 50% o al 65 %.

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli,

marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer
- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Dai dati del Q2 2014 European Architectural Barometer reportsecondo gli architetti, nei prossimi cinque anni in Italia sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento, seguita dal riscaldamento a pavimento e dal fotovoltaico. In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore e le soluzioni adatte al recupero del calore.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Ma in che mani siamo? E’ l’architetto che solitamente accompagna il committente nel più o meno lungo percorso verso la nuova casa. E’ lui che ascolta le esigenze, i sogni e le aspettative e diventa la prima figura in fatto di proposte e soluzioni.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento

  • che dire? anche il più imbecille che è andato all’ IKEA sabato scorso si è reso conto che la lampadina con tecnologia LED consuma 10 volte meno di quella che ha a  casa (e senza completare studi di architettura).

il riscaldamento a pavimento

  • non per dire che sono stato il primo, ma senza sapere nulla di risparmio energetico già nel lontano ’96 avevo deciso che i termosifoni sarebbero rimasti un ricordo della casa di mia mamma e infatti ho posato uno dei primi pavimenti radianti a Padova. Ammetto di non averlo gestito bene e di aver buttato tanti soldi in un pannello di controllo tanto avveniristico quanto inutile per gestire orari, giorni, settimane e stagioni per zone: 200mq gestiti male, ma a pavimento… (cattivi consiglieri, cattivi consigli). Dal 2005 sono alla gestione del mio secondo personale impianto radiante, senza pannello di controllo stile Soyuz Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico e senza sonda esterna: il pilota sono io. Grande comfort e grande risparmio in casa energivora.  Sottolineo: e-ner-gi-vo-ra, energivora! Molto disperdente, per capirci. Spero che gli architetti che prevedono largo uso di radiante  a pavimento conoscano bene le esigenze di case più coibentate che negli anni passati riguardo l’inerzia e la gestibilità dell’impianto in relazione agli apporti solari diversi per ogni edificio e per ogni zona climatica.

e il fotovoltaico

  • sì, ma quanto fotovoltaico? per quale consumo? per quali esigenze?

In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore

  • la caldaia a condensazione si è fatta un nome nel campo del risparmio energetico! e poi la caldaietta ce la fa sempre: “nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, ripongo la mia fiducia in te ora e per …” Allora? le pompe di calore non danno fiducia agli architetti perché dietro ci dev’essere una buona progettazione? Eppure è il futuro!

e le soluzioni adatte al recupero del calore

  • ho incontrato di rado (mai) architetti favorevoli alla ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Sono veramente preoccupato per il comfort dei loro committenti.

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Quanto costa un kW/h di una utenza domestica?

In Germania un’utenza domestica (consumo annuale di circa 3.500 kWh) paga il kWh quasi 0,30 €. E noi?

Quanto costa un kW/h di una utenza domestica

Da anni controllo alcuni consumi elettrici personalmente. Non è che l’autocontrollo mi faccia consumare di meno, ma mi piace leggere i numeri.

Per controllare i consumi di un certo apparecchio uso uno strumento un po’ meno recente di questo MISURATORE  di CONSUMO ELETTRICO che mi permette la visualizzazione in Watt, Volt, Ampere, Herz e anche il consumo totale di potenza e, previa impostazione delle tariffe, una stima in euro del consumo effettivo.

  • Visualizzazione carico energia,
  • potenza
  • ciclo di lavoro totale

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

50% per le ristrutturazioni e 65% per la riqualificazione energetica prorogati per il 2015

Il livello di disuguaglianza del reddito negli Usa raggiunge picchi mai visti da prima della Grande depressione:

  • prima della crisi finanziaria del 2008, l’1% dei cittadini deteneva più del 65% dei guadagni del reddito nazionale totale.
  • nel 2010 l’1% deteneva il 93% del reddito aggiuntivo creato dalla cosiddetta “ripresa”.

bonus fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie e quello del 65% per la riqualificazione energetica

Chi guadagna bene e sta bene e accumula ricchezze stenta a credere che il suo destino sia collegato a quello dell’altro 99%. Stiglitz (Il prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro) chiede che l’America torni agli ideali economici e politici che l’hanno resa grande: la disuguaglianza è il risultato dell’interazione di forze di mercato e di manovre politiche. 

E come sta l’Italia? Come stanno gli italiani? Qual’è la percentuale di italiani che detiene gran parte della ricchezza?

Sono convinto che le agevolazioni fiscali agevolino soprattutto chi bisogni di agevolazioni non ha. Ecobonus qui _ ecobonus là… chi non ha reddito nessuna agevolazione avrà!

Non era più equo eliminare l’IVA dai materiali che sono indispensabili ad ottenere prestazioni energetiche migliori? Togliere l’IVA dai materiali per coibentazione era una manovra troppo complessa? Lasciamo perdere – chi sono io per giudicare?

Italiani, guardate ai vostri risparmi, usate le vostre risorse, non lasciate capitali mal investiti o dormienti – rischiate su voi stessi, puntate sulle vostre case, puntate sulla famiglia, fino all’ultimo centesimo! E se potete, se potete, approfittate a piene mani del  bonus fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie e quello del 65% per la riqualificazione energetica (prorogati per il 2015 con la Legge di stabilità).

I più lesti l’hanno già fatto: Ecobonus 65%, nel 2013 interventi aumentati del 35% rispetto al 2012!

Ma è solo il 2% del PIL che deriva dalle riqualificazioni (parole del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi). Il ministro è convinto che all’Italia i lavori di riqualificazione servano per uscire dalla crisi e per rimettere in moto i consumi dei cittadini – io penso che riqualificare un intero patrimonio edilizio sia un modo per liberare le famiglie dalla schiavitù energetica e dal discomfort domestico.

Il Governo punta a prorogare per il 2015 il bonus del 50% per le ristrutturazioni edilizie e l’ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica. Gli italiani devono mettercela tutta per investire nella propria casa – chi ce l’ha. L’investimento è certamente più proficuo e sicuro di tanti altri! Lasciate perdere obbligazioni e mercato azionario, non fate altro che foraggiare quell’ 1% di cui parlava Stiglitz all’inizio!

Un italiano che ha una casa riqualificata non è ricattabile energeticamente! è un uomo libero! la sua famiglia ha un tetto caldo! Sì, dovrà sottostare ai balzelli vari, le tasse sulla casa, vecchie e nuove… ma la casa sarà calda e accogliente d’inverno e fresca e rilassante d’estate, senza bollette da paura che viste a diec’anni non rappresentano cifre da mutuo bancario!

Liberatevi dalla schiavitù energetica, non lasciate denaro liquido in mani altrui, reinvestitelo nella vostra casa, il posto più sicuro di tutte le piazze affari del mondo! Agite, decidete e intervenite nelle vostre possibilità, ma fate qualcosa, prima che la bolletta energetica vi strappi via dalla vostra casa e vi getti in mezzo a una strada.

Tentennare equivale a rinunciare poi per sempre.

Non esigo che domani tutti trasformiate la vostra casa in una casa passiva, ma quello che potete dovete farlo! e dovete farlo adesso!

Non risparmierete tanto da cambiare vita, ma almeno non sarete ricattabili!

E non guardate qualche macchinone nuovissimo per la strada pensando chi sa quanto consuma e quanti soldi deve avere chi lo guida per permettersi di fare il pieno… Il mondo è cambiato! Ci sono le case passive e ci sono le auto elettriche, o quelle ibride!

bonus fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie e quello del 65% per la riqualificazione energetica

Vi sentite risparmiosi e umili perchè guidate una Panda? Il mondo è cambiato vi dico! Se vi passa di fianco una Mercedes-Benz S lunga più di 5 metri non pensate che consumi più della vostra Panda… magari è una Hybrid. E’ vero che costa 80.900€ ma sotto il cofano c’è solo un 4 cilindri turbodiesel 2.143cc + un motore elettrico da 20kW con 750Nm. Non è leggera come una Panda, anzi pesa ben 2.015kg., ma va a passeggio consumando solamente 4,4litri ogni 100km! E se vuole raggiunge i 240km/h e in 7,6 secondi è a 100 km/h.

Avete mai guidato qualcosa di comodo e silenzioso che consuma 4,4litri ogni 100km?

Il mondo è cambiato. Non stiamo immobili a lamentarci! << Se vuoi contribuire al benessere del mondo, comincia a mettere a posto la tua casa >> diceva Gandhi.

Non lasciamo che solo l’1% viva in case passive e guidi auto ibride. Anche loro hanno diritto a non sentirsi soli!

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Acqua calda sanitaria, anzi caldissima

Chi è passato ai piani cottura ad induzione conosce certamente il lusso della velocità, chi è passato dalle piastre elettriche all’induzione si è liberato della fastidiosa inerzia della vecchia piastra elettrica. E non sarebbe un sogno aprire il rubinetto della cucina e disporre di acqua bollente a 100° C?

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Si può installare un bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

L’apparecchio ha un consumo di circa 32 watt, più o meno quanto una lampadina”, e fa risparmiare nei tempi e nei costi energetici perché non hai più da far bollire l’acqua – ovviamente risulta molto comodo per riempire qualsiasi pentola o altro direttamente dal rubinetto.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Paura delle scottature? questo sistema di acqua calda ha raccordi speciali. L’acqua calda passa in un tubo isolato built-in, in modo che il rivestimento metallico non scotti.

Paura del prezzo? Beh, qui c’è da avere un po’ di fifa… le cucine lussuose che lo prevedono tra gli optional chiedono circa 1500€, ma pensando che si tratta di un aggeggio senza manutenzione… la cosa può essere interessante.

La cucina ce l’avete già? perchè non valutare l’installazione di un bel miscelatore monocomando da 1/2″ per lavello con Boiler GROHE Red® per acqua bollente istantanea

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

con 2 canali di distribuzione dell’acqua separati con maniglia separata per erogazione acqua bollente con un serbatoio da 3 litri di acqua bollente

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

(alimentazione 230 V 50 Hz 30 VA - potenza 2100 W - consumo in stand-by di 15 W)?

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn Marco LinkedIn Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale

Studi tedeschi indicano che 3/4 degli impianti di riscaldamento consumano più del dovuto. La bolletta energetica confrontata con quella di 13 anni fa, sembra raddoppiata. Sì molta parte è dovuta all’aumento dei combustibili, ma se più di tre quarti degli impianti di riscaldamento consuma troppa energia cosa possiamo fare?

valvole termostatiche impostabili

Evitiamo il tema delle ripartizioni dei costi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria negli impianti centralizzati dei condomini e anche quello dei costi energetici riferiti alla pessima coibentazione delle tubazioni (il 45% dei consumi complessivi).

Quasi tutte le caldaie sono impostate in modo errato e quindi consumano troppa energia. Un sondaggio della società di consulenza energetica co2online dice che solo una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale.

valvole termostatiche impostabili

  • Nelle vostre caldaie è stata impostata correttamente la curva climatica?
  • funziona la sonda esterna – sempre che vi sia?

La curva climatica impostata correttamente permette all’acqua che scorre nei radiatori di avere una temperatura corretta in funzione delle condizioni climatiche esterne. Si deve indicare la curva climatica corretta in funzione al fabisogno energetico dell’edificio abbinato alla tipologia impiantistica da voi utilizzato.

valvole termostatiche impostabili

  • è stata determinata la potenza termica richiesta in ogni ambiente?
  • sono corrette le vostre abitudini di ventilazione?
  • è stata regolata la temperatura di mandata ottimale del radiatore esistente e quindi l’acqua di riscaldamento di mandata della caldaia?
  • è stata calcolata la prestazione ottimale della pompa in base alla distribuzione delle tubazioni e alle sue resistenze al flusso?
  • sono state regolate le valvole termostatiche – sempre che vi siano?

Se il vostro idraulico di fiducia vi ha preparato un preventivo da paura per le nuove valvole termostatiche, acquistatevele da soli! anche le più ricche di funzioni hanno un prezzo veramente basso:

valvole termostatiche impostabili


vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli,

marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer
- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Stato di fatto

Un edificio del ’55 in mattone pieno che già nell’85 venne restaurato per la prima volta.

prospetti

Ecco che 30anni dopo si ricomincia daccapo, questa volta per migliorare l’involucro e fare un po’ di vera efficienza energetica. In parte per una visione a medio lungo termine di questa casa di famiglia – in parte per condividere una frase di William Burroughs:

stato di fatto

Il 2014 sta volgendo al termine ed è servito “solo” a mettere a fuoco l’intervento nella mia immaginazione. E’ così facile decidere per i propri clienti, ed è così difficile decidere per se stessi…

Sono così forti e chiare le convinzioni nei progetti per loro, e sono così sfocate nel progetto per casa nostra…   Mia moglie è dalla mia parte – qualsiasi sarà la stratigrafia…

1955  >> 1985  >>  2015… è un buon ritmo.

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Per fare il cappotto ci vuole il ponteggio

Per fare un tavolo ci vuole il legno

per fare il legno ci vuole l’albero

per fare l’albero ci vuole il seme

per fare il seme ci vuole il frutto

per fare il frutto ci vuole un fiore

ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,

per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.

Per fare un fiore ci vuole un ramo

per fare il ramo ci vuole l’albero

per fare l’albero ci vuole il bosco

per fare il bosco ci vuole il monte

per fare il monte ci vuol la terra

per far la terra vi Vuole un fiore

per fare tutto ci vuole un fio-r-e

per fare il cappotto ci vuole il ponteggio

per fare il ponteggio ci vuole la manutenzione straordinaria

per la manutenzione ci vuole la fatturazione

per la fatturazione ci vuole l’aliquota IVA del 10%.

Ho rovinato la vecchia filastrocca di Gianni Rodari? Volevo solo trovare un modo diverso per ricordarvi che il noleggio delle opere provvisionali ( il ponteggio + il montaggio e lo smontaggio) anche commissionato direttamente dalla committenza è soggetto alla stessa IVA applicata all’appalto relativo alla realizzazione delle opere, quindi quella agevolata: 10%

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Una casa più ” nature “, meno rischi e più salute

I materiali per edilizia sono migliaia e migliaia, come destreggiarsi nella scelta e come riuscire ad evitare di portare nuovi veleni dentro la nostra casa?

E’ importante la coibentazione ad ogni costo
oppure è più importante la salute ad ogni costo?

materiali sani in edilizia

Coibentare non è sempre sinonimo di avvelenare, come pitturare non è sempre sinonimo di intossicare. Invece di puntare i piedi davanti a qualsiasi materiale oppure chiudere gli occhi e accettare ogni tipo di proposta, anche la più insalubre, cerchiamo di essere più sensibili a questo tema alzando l’asticella delle pretese sul tavolo dei nostri progettisti o al banco del nostro magazzino edile. I materiali buoni ci sono – come ci sono i funghi porcini, nel bosco si trovano anche quelli rossi con i puntini bianchi… – dallo scaffale procuriamoci i materiali più salubri.

Mai sentito parlare della certificazione CasaClima Nature? è una valutazione di sostenibilità degli edifici, perciò non si limita a vietare l’uso di alcuni prodotti, fa un ragionamento ben più largo, per esempio controlla la distanza della provenienza di alcuni materiali (Materiali in pietra, prodotti entro 200 km di distanza dal cantiere (luogo di scavo delle pietre, lavorazione e fornitura) - Materiali in laterizio, prodotti entro 500 km di distanza dal cantiere (luogo di estrazione dell’argilla, produzione, lavorazione e fornitura) - Materiali in legno con certificato FSC/PEFC o prodotti entro 500 km di distanza dal cantiere (luogo di abbattimento degli alberi, lavorazione e fornitura).

Ecco i materiali non ammessi in tutto l´edificio (incluso finiture interne ed esterne):

  • non è consentito l’utilizzo di prodotti (schiume, isolamenti schiumati) contenenti sostanze (p.e. cloro-fluoro-carburi CFC, idro-bromo-fluoro-carburi HBFC, idro-cloro-fluoro-carburi HCFC, idro-fluoro-carburi HFC) dannosi per lo strato dell’ozono. Le sostanze sono definite nei gruppi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII e “Nuove Sostanze”; comunicazione della Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C224/3 del 05.08.2000, allegato 1.
  • non è consentito l’utilizzo di prodotti che contengono esafluoruro di zolfo (SF6).
  • non è consentito l’utilizzo di legno tropicale.

Una misurazione finale negli ambienti interni, qualora il committente soffrisse di qualche patologia, sarebbe costosa e tardiva.

I materiali da mettere sotto la lente d’ingrandimento sono:

  • quelli a base di legno incollato: valore massimo di emissione di formaldeide [50-00-0] HCHO: 0,05 ppm (0,062 mg/m³),
  • pannelli grezzi o rivestiti,
  • compensati,
  • travi,
  • pannelli di rivestimento,
  • pavimenti
  • vernici,
  • pitture,
  • impregnanti,
  • lacche, primer, ecc.

Quando si scelgono prodotti liquidi da applicare alle superfici interne controlliamo sempre:

  • il contenuto massimo di VOC (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

limiti di contenuto massimo di VOC per prodotti liquidi

( BA significa che la viscosità è regolata mediante l’uso di acqua, mentre BS significa che la viscosità è regolata attraverso l’utilizzo di solventi organici.)

  • la presenza delle frasi di rischio (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

Frasi di rischio

  •  la presenza di metalli pesanti (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

metalli pesanti

  • il contenuto totale di formaldeide libera [50-00-0] che non deve superare i 10 ppm.
  • la presenza di composti organici (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

Composti organici

Per informarsi meglio, l’unica via è l’analisi delle schede tecniche, delle schede di sicurezza e/o certificazioni con indicazione dei dati di emissione (il certificato deve avere almeno 3 anni).

Avete il sospetto che in casa ci sia formaldeide? Potete togliervi il dubbio senza chiamare un tecnico facendo da soli il test formaldeide:

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

La Co2 non si vede ma si sente, installiamo una vmc !

Siamo preoccupati per la formazione delle muffe e tentiamo di risolvere il problema della condensa superficiale nelle zone più fredde con un’ ottima coibentazione. E’ un consiglio che do sempre anch’io! Le muffe trovano nelle superfici con leggera condensa il nutrimento ideale.

Una casa con un isolamento ben progettato ha risolto certamente tutti i ponti termici e i rischi di condensa interna sono veramente bassi.

Possiamo allora abbassare le armi? La ventilazione, se manuale, deve essere comunque fatta correttamente. Questa volta non per tenere a bada le muffe, ma per la nostra stessa salute: l’aria interna non ricambiata contiene livelli di Co2 troppo elevati e tutti i veleni contenuti o prodotti negli ambienti si concentrano ulteriormente.

monitorare aria co2

La vmc non serve solo come impianto antimuffa, serve a respirare aria fresca sempre! Il nostro primo nutrimento – non dimentichiamolo. L’aria non è un lusso.

Vi siete dotati di un termoigrometro per controllare il livello di umidità interna? Non ne potete più fare a meno? E dotarsi di un monitor che analizza anche la qualità dell’aria? Lo consiglio a tutti. E’ il modo più veloce per migliorare le proprie abitudini e conoscere in ogni momento la concentrazione di CO2 in casa:

monitorare aria co2

Questo aggeggio, non troppo costoso, in due secondi misura il contenuto di anidride carbonica, temperatura e umidità presente nell’aria con il suo sensore CO2: NDIR (raggi infrarossi non dispersivi). Ecco cosa fa il rilevatore della qualità dell’aria (CO2) BZ25:

  • misura da 0 a 9.999 ppm CO2 con la precisione di 1 ppm (±75 ppm o ±5% del valore di misurazione): valore massimo e minimo + la funzione di allarme per CO2!
  • misura la temperatura con precisione 0,1 °C (±0,5 °C)
  • misura l’umidità relativa dell’aria con precisione 0,1% umidità rel. (max ±3% umidità relativa)
  • tutto con un intervallo di misurazione di 2 secondi
  • data e ora
  • tutto con display retroilluminato (infatti si attacca alla spina).

Un’alternativa economica è il Autopilot APCEM Monitor CO2 qui sotto:

monitorare aria co2

Raccontatemi le vostre esperienze!

Sospettate che ci sia anche formaldeide in casa? Potete fare un test formaldeide da soli:

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Conviene rientrare nella detrazione del 50% piuttosto che quella del 65% ?

Odiate la burocrazia quanto la odio io? Preferirei rientrare nella detrazione del 50% piuttosto che in quella del 65% … meno pratiche burocratiche!

Attenzione !!!

isolamento a cappotto e tetto

Parliamo ad esempio del “sistema a cappotto”, l’isolamento dall’esterno, il più profiquo in assoluto.

I lavori di “recupero del patrimonio edilizio” :

  • manutenzioni straordinarie,
  • ristrutturazioni,
  • restauro e risanamento conservativo,

godono della detrazione Irpef del 50% e sono destinati agli immobili residenziali.

I lavori di “riqualificazione energetica” (sia per immobili residenziali che strumentali), godono del 65%.

Approfittare del 50% come “recupero del patrimonio edilizio” invece del 65% come “riqualificazione energetica” significa contenere al minimo il costo degli oneri tecnici:

  • nessuna redazione dell’attestato energetico,
  • nessuna compilazione,
  • nessun invio online dei documenti all’Enea che provano il miglioramento energetico dell’edificio.

Purtroppo (Legge90/2013, all’art.2, comma 1,l-vicies quater) in caso di intervento edilizio che coinvolga più del 25% della superficie dell’involucro dell’edificio si tratta di “Ristrutturazione importante” e come tale necessita obbligatoriamente dell’ Attestato di Prestazione Energetica (Ape) redatto da un certificatore terzo (estraneo alla progettazione e alla DL, direzione lavori).

E l’Ape (da non confondersi con l’aperitivo! ) va consegnato al Comune insieme alla domanda di agibilità, e inviato all’ufficio Regionale di competenza.

Insomma, per riqualificare è richiesto un certo risultato dimostrabile dai dati inseriti nell’ allegato A ( l’Attestato di Qualificazione Energetica ) sul sito dell’ Enea. Sono gli stessi dati già calcolati per l’Ape.

Detto ciò, ecco la buona notizia:

chi intende realizzare più interventi può godere sia delle detrazioni specifiche per la riqualificazione energetica (serramenti, isolamento,  caldaia, pannelli solari) e avere ancora a disposizione il tetto di spesa per ulteriori altri lavori di manutenzione straordinaria (ristrutturazione) diversi dai lavori elencati in precedenza.

Quindi forza! gambe in spalla!

  • pratica enea +
  • ape +
  • costo del tecnico =
  • conto corrente prosciugato, edificio isolato!

 

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Metto il condizionatore d’estate senza isolare

L’investimento maggiore che richiede un isolamento termico adatto alla protezione estiva è dovuto in gran parte al materiale che viene impiegato e non ad accorgimenti di posa particolari. Secondo la mia esperienza accadono 3 cose in Italia:

  • il committente non conosce la differenza tra i vari materiali per coibentazione disponibili sul mercato e dunque non distingue i coibenti che offrono anche protezione dal caldo
  • il committente impaurito dall’investimento sull’involucro con un intervento di efficienza energetica getta la spugna e rinuncia (da qui la frase ricorrente <<metto il condizionatore d’estate e non faccio l’isolamento! >>)
  • il committente non possiede un’abitazione singola e gli altri proprietari non intendono partecipare all’intervento

 Negli edifici con diversi appartamenti è noto che alcuni appartamenti sono a rischio surriscaldamento, mentre altri muoiono di freddo.

Le mansarde sono un tipico ambiente a rischio surriscaldamento per mancata o sbagliata coibentazione termica.

Poche sono le famiglie inclini alla sofferenza perpetua dovuta al caldo estivo e il risultato lo abbiamo tutti davanti al naso: condizionatori installati qua e là ovunque.

isolamento dal caldo

 La Cassazione parla di innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, e come tale vietata, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio.

Pensate che la sentenza n. 20985 del 6 ottobre 2014 ha rigettato il ricorso presentato da due cittadini condannati alla rimozione di condizionatori apposti sulla facciata del condominio e all’integrale ripristino dello stato dei luoghi (applicazione dell’art. 1120 c.c.)

Si deve ricordare che “i rapporti tra l’esecutore delle opere e la pubblica autorità investita della tutela urbanistica non possono interferire negativamente sulle posizioni soggettive attribuite agli altri condomini dall’art. 1120 c.c., comma 2, per la preservazione del decoro architettonico dell’edificio.

isolamento dal caldo

e non sono solo gli occhi a soffrire! sono anche le orecchie! addio silenzio e nervosismo assicurato!  Sventoliamo bandiere della pace e poi la pace ce la lasciamo rovinare dal vicino di casa! Ribelllliamoci!

 immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel

I condizionatori non possono comportare immissioni in direzione della proprietà vicine: le immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel ad eccedere la rumorosità di fondo (insieme dei rumori di diversa origine che sussistono ‘normalmente’ nel contesto) sono vietate.

La condanna penale può scattare nei confronti di coloro che installano impianti di condizionamento rumorosi (reato di disturbo della quiete pubblica verso le persone che risiedono negli alloggi limitrofi, anche se a lamentarsi dell’eccessiva rumorosità sia un solo nucleo familiare).

Pensate che esistono regolamenti comunali con il divieto di installare condizionatori sulle sezioni esterne di tutti gli stabili del centro storico. In Italia? Non ci posso credere…

Basta impianti! Pensiamo a come e con cosa isolare le case.

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

La VMC non funziona, ottobre 2014, nord est

Uno strano ottobre questo del 2014 – le temperature non si abbassano (buone notizie per la bolletta del gas) e l’umidità resta elevatissima. Inutile lamentarsi visto che Genova e Parma sognerebbero di avere il problema della troppa umidità, invece sono costrette a spalare fango e svuotare le zone allagate.

Alluvione Genova angeli del fango

Chi ha installato una vmc e non ha esperienze di anni passati resterà probabilmente deluso dal suo funzionamento: la prima impressione è che la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore non faccia nulla, anzi che faccia aumentare l’umidità indoor. In realtà l’aria è comunque

  • rinnovata,
  • filtrata,
  • e contiene un livello molto più basso di Co2 (come descritto qui).

Avrete già capito che questo bel periodo umido e temperato non è molto confortevole, nè per chi ha una vmc, nè per chi non ce l’ha:

  • la differenza di temperatura tra esterno ed interno è quasi inesistente, e dunque anche lo scambiatore di calore della vmc nulla di miracoloso può fare!

Ricordate che la vmc non è un deumidificatore, anche se si comporta come tale appena le condizioni meteo sono più normali. Leggi anche questi articoli sull’argomento:

Appena il cielo tornerà terso e la stagione cambierà, tutto sarà diverso e la vmc darà il meglio di sè, almeno fino a maggio giugno.

Quindi per il momento attenzione a non aumentare il livello di umidità già critico (a causa del clima) con panni stesi o tanto cucinare.

 finestre aperte! e monitorare umidità e temperatura interna: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

Se la situazione è insostenibile l’unico impianto che può cambiare la situazione è un deumidificatore, possibilmente professionale:

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta.



federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Foto posa intonaco interno – Zona Climatica E – GG 2173 – Porano (Terni)

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio – Zona Climatica E – GG 2173 – Porano (Terni)

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-02

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-01

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-03

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-04

link alle foto di cantiere sul sito del progettista

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Sistemi di costruzione consigliati o no?

Chi ha l’occasione di partire da zero non deve solo decidere il livello di isolamento termico della sua futura casa, deve anche scegliere il tipo di costruzione.

Navigando in internet, ed evitando le costruzioni in legno e in laterizio, si incontrano soluzioni ben presentate e largamente pubblicizzate che esaltano le loro caratteristiche fino ad infatuare diversi lettori. Non sono conoscitore di tutto e nemmeno di esperienza senza limiti. Ma se posso criticare con qualche motivazione, allora lo faccio volentieri.

Andiamo a scoprire queste nuove, e a mio avviso terribili, tecnologie per costruire:

Partiamo dal cuore della casa, il punto più interno e intimo, quello che ci separa dai nostri cari che dormono, studiano o giocano nell’ambiente accanto – la parete divisoria interna:

nuove tecnologie per costruire-01

un pannello in EPS con due reti elettrosaldate collegate tra loro con connettori passanti intonacato con 2 cm per lato.

Il polistirene espanso sinterizzato autoestinguente non è ovviamente materiale indoor da suggerire, ma certamente leggeremo che l’ EPS utilizzato è dotato di “Certificato di eco-compatibilità e di lunga durata”.

Andiamo sul perimetro della casa, la parete che ci “difende” dall’esterno, la nostra terza pelle – la parete portante sterna:

nuove tecnologie per costruire-02

Un cassero a perdere in EPS pre-armato per realizzare pareti coibentate che prevede un getto di cemento armato tra le lastre in EPS. Così sul lato interno degli ambienti ci troviamo due reti di acciaio strutturale, e sul lato esterno due reti elettrosaldate come portaintonaco.

La nostra casa… un corpo in conglomerato cementizio ordinario, ferro ed EPS.

Prendiamo in debita considerazione che per un ulteriore risparmio economico si utilizzino intonaci cementizi anche all’interno e una tinteggiatura normale… – forse queste nuove tecnologie sono più adatte alla casa di chi ci vuole male, come si usa dire a Napoli.

A volte, è meglio restare nella propria vecchia casa, magari senza fondamenta, con qualche acciacco, con i muri di mattone pieno, intonaco di calce e una vecchia pittura a calce – questa sì che è eco-compatibilità a lunghissima durata:

nuove tecnologie per costruire-03

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Serramenti e detrazioni

Aprendo una pratica edilizia per lavori di:

  • manutenzione ordinaria,
  • manutenzione straordinaria
  • risanamento conservativo

per il proprio immobile di residenza non si è costretti a farsi fornire gli infissi all’interno del contratto d’appalto per ottenere le agevolazioni fiscali. Ognuno può acquistare i serramenti che vuole e la spesa di sostituzione degli infissi è detraibile anche se non all’interno di un contratto d’appalto.

Circa l’agevolabilità IRPEF, la Circolare n. 121/1998, Ministero delle Finanze stabilisce che “il contribuente che esegue in proprio i lavori ha comunque diritto alla detrazione, sia pure limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali utilizzati”.

Le cessioni di beni finiti da destinare ad interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria applicano l’ IVA al 22%.

L’ IVA al 10% si applica se i lavori riguardano:

  • restauro e risanamento conservativo,
  • ristrutturazione edilizia
  • e ristrutturazione urbanistica.

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Valutazione dei ponti termici

 Nella Nuova UNI TS 11300 – 1, i ponti termici si valutano solamente attraverso i coefficienti lineici. Addio utilizzo della maggiorazione percentuale semplificata e addio utilizzo dell’abaco della norma UNI EN 14683.

ponti termici si valutano solamente attraverso i coefficienti lineici

Le valutazione del coefficiente lineico dev’ essere fatta con calcolo agli elementi finiti o con atlanti dei ponti termici realizzati in accordo con la UNI EN ISO 14683. Si può utilizzare metodi di calcolo manuale per edifici esistenti.

Qui potete scaricare la versione DEMO del software Anit.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

I pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo

Le ristrutturazioni che riguardano l’ultimo piano dello stabile possono prevedere di contenere le dispersioni verso l’alto e proteggersi dal caldo estivo coibentando la soletta del sottotetto. Intervenire all’estradosso dell’ultimo solaio è senza dubbio il progetto migliore in assoluto:

  1. non devo lavorare dentro all’appartamento
  2. posso scegliere tra tantissimi materiali e posarli con estrema facilità
  3. abbatto i costi
  4. non abbasso l’altezza interna degli ambienti

Naturalmente i ponti termici perimetrali non sono corretti e li devo correggere in fase progettuale se non voglio rischiare condense superficiali e con passar del tempo vedere formazione di muffa.

Con la soluzione di posare l’isolamento termico nel sottotetto – sempre che lo spessore garantisca adeguato sfasamento – il comfort estivo sarà molto elevato: tutta la massa del solaio diventa uno strato non surriscaldato dall’ambiente esterno disponibile per l’energia che non sappiamo dove scaricare all’interno degli ambienti.

pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo-01

Non avendo diminuito l’altezza interna è possibile che si prenda in considerazione l’installazione di pannelli radianti a soffitto: i nuovi pannelli radianti prefabbricati per installazioni a secco a soffitto si collegano tra di loro con due semplici “clack”. Ultimamente questo impianto radiante a soffitto è sempre più utilizzato:

  • non tanto perchè scaldi meglio l’ambiente,
  • ma perchè è più facile da posare quando non si vogliono toccare i pavimenti
  • e funziona meglio quando si utilizza per raffrescare.

pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo-02

Il progetto non fa una piega? Sì una piega purtroppo la fa!

  • nella stagione invernale il soffitto risulta ancor meno disperdente perchè il valore di trasmittanza termica U è ulteriormente migliorato grazie allo strato in eps dei pannelli radianti: tutto bene.
  • nella stagione estiva se il pannello radiante è in funzione per il raffrescamento non mi accorgerò di nulla: tutto bene.
  • nella stagione estiva con pannelli radianti spenti mi accorgerò che il comfort estivo peggiora sensibilmente: male.

Qual’è l’errore progettuale in questa ristrutturazione con ottimo isolamento del sottotetto e impianto di riscaldamento e raffrescamento a soffitto?

L’errore sta proprio nello strato “imprevisto” che viene ad aggiungersi alla stratigrafia iniziale

prima del progetto impiantistico avevamo:

intonaco gesso sabbia
solaio latero cemento
isolamento termico

dopo il progetto impiantistico con pannelli radianti a soffitto:

cartongesso
EPS
strato d’aria
intonaco gesso sabbia
solaio latero cemento
isolamento termico

La capacità termica areica interna di queste due stratigrafie è profondamente diversa!

  • la prima ha un elevato valore di capacità termica areica interna, quasi 70 kJ/m2K
  • la seconda stratigrafia ha una capacità termica areica interna ridotta a 14 kJ/m2K (molto peggiore)

Il solaio intonacato all’interno e coibentato all’esterno, con una capacità di assorbire calore internamente pari a 70 kJ/m2K, offre una prestazione fantastica per il comfort estivo passivo.

La Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) si esprime sempre con K1 [kJ/m2K]

L’ultima decisione dovrebbe essere presa in base al vero utilizzo della casa insieme ai committenti.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Scegliere lo spessore della parete in x-lam per un buon comfort estivo

La casa in legno piace sempre di più e chi vuole costruire da zero spesso è maggiormente invogliato da un cantiere pulito, svelto, profumato e ordinato senza le lungaggini e gli imprevisti di una costruzione tradizionale.

costruire-in-legno

La domanda che ci si pone più spesso è << quale tipo di casa in legno devo costruire nel clima italiano per avere ottimo comfort estivo? >>. La maggior parte degli aspiranti proprietari di una nuova casa in legno si orienta direttamente in una costruzione con pareti in x-lam evitando di prendere in considerazione le case a telaio dove il legno è limitato alla sola struttura ed in definitiva si tratta di una costruzione in materiale isolante.

casa in legno massa interna

L’idea di una parete massiccia in x-lam a strati incrociati (strati ortogonali di tavole di abete), preferibilmente senza collanti e sostanze chimiche, rassicura molto i committenti sul buon comportamento estivo. Eppure si trovano spesso di fronte alla scelta dello spessore di tale parete – per non sbagliare stiamo nel mezzo: << facciamola da 20 cm., quasi 100 kg/mq >>.

In realtà la scelta di solito verte su 4 tipologie:

  • una parete massiccia in x-lam da 14,3 cm
  • una parete massiccia in x-lam da 20 cm
  • una parete massiccia in x-lam da 25,7 cm
  • una parete massiccia in x-lam da 31,4 cm

La parete non è tutta qui naturalmente! Ci sono almeno 4 strati da tenere in considerazione:

  1. l’intonaco esterno
  2. l’isolamento termico sul lato esterno
  3. la parete massiccia in x-lam
  4. il rivestimento interno

parete massiccia in x-lam

Il 2° strato è dedicato all’isolamento termico vero e proprio, quello che ha il compito di contenere le dispersioni nel periodo di riscaldamento (trasmittanza termica) e di attenuare la quantità di calore che vorrebbe entrare nel periodo estivo (fattore di attenuazione) e che entrerà con un certo ritardo (ore di sfasamento).

Tale compito è importantissimo ma se prendessimo questo valore come unico importante per ottenere ottimo comfort estivo prenderemmo un bel granchio! Il fattore di attenuazione e lo sfasamento ci raccontano solo quanto siamo protetti in estate dal clima esterno. Chi è il nemico in estate? il sole? solo lui? l’umidità asfissiante? il sole e l’umidità? In parte sì, sono loro i nemici del comfort. Ma in parte siamo noi il nemico insospettabile.

Perchè dico questo? Posso progettare la migliore stratigrafia, con il migliore sfasamento del mondo, anche superiore alle 24 ore, ma ho solo tenuto fuori il sole! Non è lui l’unico colpevole! Ripeto che siamo noi! noi siamo i colpevoli!

Certo, se siamo via tutto il giorno, pranzando e cenando fuori e usando la casa come un albergo, la stratigrafia che ci protegge dal caldo estivo potrebbe anche funzionare e soddisfarci pienamente.  Se invece viviamo la casa intensamente abbiamo bisogno di un progetto ben più accurato!  Noi, per il solo fatto di esistere a 37° C di temperatura corporea siamo degli intrusi surriscaldanti – e poi c’è il cucinare, il lavare, lo stirare, accendendo qua e là luci ed elettrodomestici che peggiorano ulteriormente la situazione interna. Il surriscaldamento è dietro l’angolo!

Abbiamo raccontato al nostro progettista il nostro stile di vita? no? male! Si deve conoscere il nemico per sconfiggerlo!

Consiglio sempre di progettare l’involucro edilizio tenendo conto del problema del surriscaldamento interno degli ambienti. Non si può e non ci si deve limitare ad ottenere una certa trasmittanza termica U – questo sarebbe un progetto banale e sciocco. Anche progettare con un soddisfacente sfasamento dell’onda termica sarebbe riduttivo! Il sole sta fuori, ma noi siamo dentro! e siamo dei fornellini !

La progettazione del benessere estivo, quello passivo, ben inteso – non sto parlando di impianti di raffrescamento! troppo facile riempire la casa di impianti perchè il progetto è scarso! – è da concentrare sulla qualità del materiale del lato più interno, il più vicino a noi, i primi centimetri della stratigrafia.

Cosa possono quei primi centimetri del lato interno? farsi carico dell’energia che noi stessi produciamo all’interno!

Torniamo allo spessore della parete in x-lam:

più lo aumentiamo e meno bisogno di coibentazione abbiamo sul lato esterno! Di solito, chi arriva a sognare di avere una casa in legno sogna anche prestazioni da casa passiva… e la trasmittanza termica della parete vorrebbe essere U = 0,15 W/mqK (questo dato indica il poco che disperde la parete) – andiamo a vedere quanto isolante termico devo posare esternamente per ottenere questa buona prestazione al variare dello spessore dell’ x-lam:

stratigrafia x-lam fibra legno

  • x-lam da 14,3 cm + fibra di legno cm. 20 con sfasamento estivo di  ore 19 e fattore di attenuazione 0,06
  • x-lam da 20 cm + fibra di legno cm. 18 con sfasamento estivo di  ore 21 e fattore di attenuazione 0,03
  • x-lam da 25,7 cm + fibra di legno cm. 17 con sfasamento estivo di  ore 23,2 e fattore di attenuazione 0,02
  • x-lam da 31,4 cm + fibra di legno cm. 16 con sfasamento estivo di  ore 26,5 e fattore di attenuazione 0,01

che dire?

  • uno spessore più che doppio della parete in x-lam ci permette di risparmiare 4cm di fibra di legno esterna. si potrebbe dire che non ne vale proprio la pena dato il costo della parete!
  • se però guardo anche lo sfasamento che ottengo e l’ottimo valore del fattore di attenuazione devo ammettere che la costosa parete in x-lam da 31,4 è eccezionale!

qualcuno penserà: e aumentare lo spessore del cappotto per ottenere simili risultati? più parete o più cappotto? più legno o più isolante? (io che conosco già il risultato aggiungo che si dovrebbe conoscere la zona climatica per prendere una saggia decisione) vediamo:

valori simili a quelli della parete in x-lam da 31,4 cm + fibra di legno cm. 16 (sfasamento estivo di  ore 26,5 e fattore di attenuazione 0,01) si ottengono con la parete più sottile in x-lam da 14,3 posando ben 34 cm di fibra di legno esterna (più del doppio di isolante):

  • x-lam da 31,4 cm + fibra di legno cm. 16 con sfasamento estivo di  ore 26,5 e fattore di attenuazione 0,01
  • x-lam da 14,3 cm + fibra di legno cm. 34 con sfasamento estivo di  ore 26,3 e fattore di attenuazione 0,01

Perchè ho detto che si dovrebbe conoscere la zona climatica per prendere una saggia decisione? semplicemente perchè con l’enorme spessore di isolante la sottile parete in x-lam da 14,3 cm raggiunge una trasmittanza record di U = 0,10 W/mqK, forse utile in zona climatica F.

Portafogli alla mano, penso che sia più economico un grosso cappotto anzichè una grossa parete portante in x-lam, o mi sbaglio?

Comunque non era questo il tema di questo articolo – volevo parlare di comfort estivo:

Tutte le soluzioni offrono ottima protezione dal caldo estivo! ma, come anticipato, si deve migliorare il più possibile la stratigrafia sul lato interno. Il benessere estivo passivo, si ottiene con la qualità dei primi centimetri della stratigrafia, quelli in grado di farsi carico dell’energia che noi stessi produciamo all’interno! e lo spessore dell’ x-lam è utile o no in questo senso? più è grossa la parete in x-lam e più comfort estivo otterremo? La risposta è no!

Tutta la sfida si concentra sulla lastra in fibrogesso! Attenzione attenzione… alcune aziende per risparmiare propongono addirittura il cartongesso sul lato interno! Tanto è la stessa cosa, dicono!

Se ascoltate il mio consiglio, il minimo accettabile dev’ essere una lastra in fibrogesso, ma è bene sottolineare che 12,5 mm di fibrogesso offrono sì una certa capacità di assorbire calore internamente, ma per evitare il surriscaldamento estivo meglio alti valori di capacità termica areica interna!

La capacità termica areica interna di una stratigrafia non è un valore di sensazioni o di esperienza – è proprio un valore da calcolare e da confrontare! e questo valore non dev’essere letto da solo: immaginate una parete di mattoni pieni, ovviamente ha un valore ben più alto di una lastra in fibrogesso, ma se i mattoni non hanno ricevuto una protezione dal caldo estivo sul lato esterno con un adeguato sistema a cappotto nulla potranno fare per noi pur dimostrando un elevato valore di capacità termica areica interna!

Tutte le pareti esaminate prima:

  • x-lam da 14,3 cm + fibra di legno cm. 20 con sfasamento estivo di  ore 19 e fattore di attenuazione 0,06
  • x-lam da 20 cm + fibra di legno cm. 18 con sfasamento estivo di  ore 21 e fattore di attenuazione 0,03
  • x-lam da 25,7 cm + fibra di legno cm. 17 con sfasamento estivo di  ore 23,2 e fattore di attenuazione 0,02
  • x-lam da 31,4 cm + fibra di legno cm. 16 con sfasamento estivo di  ore 26,5 e fattore di attenuazione 0,01

prevedendo di posare sul lato interno una lastra da 12,5 mm di fibrogesso offrono una  capacità di assorbire calore internamente pari a 35 kJ/m2K

La Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) si esprime con K1 [kJ/m2K]

per migliorare il comfort estivo la prima cosa che può venire in mente di fare è posare una 2° lastra da 12,5 mm di fibrogesso raggiungendo una capacità termica areica interna pari a 41 kJ/m2K:

notate che il valore di capacità termica areica interna è cresciuto di quasi il 20% con pochi millimetri!

E’ diventato un articolo lunghissimo (spero non noioso), ma quello che volevo trasmettervi è il concetto che non basta comperare una casa di legno per avere un isolamento incredibile e star bene d’estate! Le variabili da tenere in considerazione sono molte e tutte contemporaneamente, la qualità e le caratteristiche dei materiali vanno decise con cura per chiudere la fase progettuale senza future delusioni.

Rieccovi l’immagine che rappresenta meglio di 1507 parole questo concetto un po’ sconosciuto – nella casa di legno si deve progettare tanta massa:

casa in legno massa interna

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Coefficienti di resistenza termica R e di trasmittanza termica U

I Coefficienti di resistenza termica R e di trasmittanza termica U sono due valorei che spesso vengono pubblicati insieme ad esempi pratici di applicazione di materiali termoisolanti in funzione degli spessori trovati.

Quindi succede che

  • in qualche ricerca si trovi il materiale X con esempi di spessori applicati a dimostrazione della resistenza termica R che si ottiene
  • in qualche ricerca si trovi il materiale Y con esempi di spessori applicati a dimostrazione della trasmittanza termica U che si ottiene

Senza masticare giornalmente queste grandezze ci si trova un po’ spiazzati e in confusione nel momento del confronto e della scelta del materiale!

Le cose sono più semplici di quanto appaiano:

premesso che

  • ogni strato di materiale ha una resistenza termica che dipende dalla conducibilità termica di tale materiale e dallo spessore che si posa
  • ogni strato di materiale disperde una certa quantità di energia

resistenza termica R = mqK/W che si calcola dividendo spessore per conducibilità termica  m/(W/mK)

trasmittanza termica U = W/mqK che si calcola dividendo conducibilità termica per spessore (W/mK)/m che non è altro che 1/R

infatti se abbiamo un solo strato di materiale omogeneo e ci viene detto che ha una certa trasmittanza termica U, ma noi vorremmo conoscere la sua conducibilità termica per capire se si tratta di un materiale termoisolante spinto o no, è sufficiente moltiplicare la trasmittanza termica per lo spessore U*m.

Spesso vi sarà capitato di scegliere tra diversi massetti leggeri termoisolanti confezionati, quelli che vanno a riempire gli strati dove passano gli impianti e che poi ricevono il massetto dove si poserà che so.. il legno o la piastrella o altra finitura interna per pavimenti. I produttori spesso preparano delle tabelle per i confronti – ora saprete leggere con più consapevolezza e destrezza tutti quei numeri – ecco un esempio di tabella con riportati gli spessori del sottofondo termoisolante in riferimento a 7 diversi prodotti in sacco da miscelare:

  • le prime 7 righe rappresentano la resistenza termica R = mqK/W in funzione dei cm. di spessore di ogni materiale
  • le 7 righe sotto rappresentano la trasmittanza termica U = W/mqK in funzione dei cm.  di spessore di ogni materiale

Coefficienti di resistenza termica R e di trasmittanza termica U

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

La protezione dal caldo si ottiene con tanta massa ?

Marco G., preoccupato per la scelta dei materiali isolanti da posare sulla soletta del sottotetto, visita da qualche giorno il mio blog di informazione tecnica. In un post scrive

<< I materiali che io conosco (fiocchi di cellulosa, fiocchi di lana di vetro o di roccia, palline di EPS), da posare sulla soletta di copertura hanno comunque tutti una massa ridotta e in quanto tale non sono adatti per la protezione al caldo. Mi può suggerire un materiale idoneo? Una ditta mi ha proposto un liquido bicomponente che posato diventa schiuma: ISOL 40 (poliolo formulato avente OPD=0) 40 kg/mc, lambda 0,023….. Però ha sempre una massa ridotta… Il termotecnico che sta facendo la legge 10 sostiene che anche con materiali come l’EPS per ottenere un’idonea protezione dal caldo basta aumentare lo spessore… >>

Beh, una cosa è certa: per ottenere idonea protezione dal caldo con l’EPS basta aumentare lo spessore.

sottotetto protezione dal caldo

Prendiamo come esempio una soletta in latero cemento di un sottotetto con spessore 18cm (fissiamo la Resistenza termica sup interna Rsi [m2K/W] a 0,10 e la Resistenza termica sup esterna Rse [m2K/W] a 0,10):

  • lo stato di fatto parla chiaro: discomfort in tutte le stagioni – in inverno alte dispersioni (trasmittanza U = 2,11 W/mqK) e in estate forte surriscaldamento (sfasamento di appena 4 ore)
  • lo stato di progetto? si deve progettare… calcolare… confrontare…. decidere… e applicare! (sì anche pagare… anche chi progetta va pagato, non solo chi si sporca le mani!)

Il termotecnico che sta facendo la legge 10 non ha sbagliato, anche con l’EPS si ottiene la protezione dal caldo – basta aumentare lo spessore!

Certo! se non sono capace di progettare e non conosco le caratteristiche dei materiali e non so se un coibente sia adatto o poco adatto ad evitare il surriscaldamento uso anche un materiale poco idoneo con uno spessore tale che diventa idoneo. Molti progettano in questo modo.

Ecco allora che con

  • mezzo metro (50cm) di polistirolo ottengo comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,07 W/mqK) e in estate poco surriscaldamento (sfasamento di 12 ore) (l’ attenuazione resta comunque da migliorare).

Mi domando – e questa è una critica – ma non si fa un’analisi delle prestazioni invernali e della protezione estiva per un adeguato comfort in tutte le stagioni (Prestazione Energetica Estiva – Metodo dei parametri qualitativi)? Non si fa una verifica delle prestazioni della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)?

Le norme, i DPR, i DM sono solo una gran rottura di balle? Convengo! Ma allora mettiamo la testa sul collo e progettiamo meglio per i nostri clienti!

Come si progetta la protezione dal caldo?

Marco G. è a caccia di materiali coibenti che non abbiano massa ridotta – è convinto che con tanta massa il problema del surriscaldamento estivo sparirebbe.

sottotetto protezione dal caldo

La massa gioca un ruolo nella partita contro il caldo, ma non l’unico! Potrei avere uno sfasamento > di 12 ore costruendo 3 solai uno sopra l’altro con una massa per metroquadro di quasi 600kg. (i trulli insegnano!).

La via corretta per ottenere una ottima protezione dal caldo evitando il surriscaldamento estivo è cercare materiali coibenti che offrano tanta capacità termica massica, quei materiali con elevato calore specifico (c) espresso solitamente in J/kgK.

Il calore specifico dipende solo dalla sostanza di cui è costituito: il calore specifico è il rapporto tra la quantità di calore scambiata da un corpo conseguentemente ad una variazione di temperatura (t) e il prodotto della massa per la variazione della temperatura.

Tanto per prendere come esempio il primo materiale menzionato da Marco G. posso dire che i fiocchi di cellulosa hanno proprio il pregio di avere elevato calore specifico, ben 2110 J/kgK.

E la massa?

Gran parte della massa sta sotto (quella del solaio) utilissima per scaricarci energia dall’interno quando ne producessimo in eccesso. E i fiocchi di cellulosa quanta massa offrono? Un peso piuma? dipende! Se i fiocchi di cellulosa vengono sparati dentro ad un’intercapedine creata ad hoc sulla soletta nel sottotetto con una macchina per insufflaggio posso anche arrivare a 65kg/mc, ma se la voglio posare i fiocchi a mano per risparmiare sul noleggio della macchina e sull’operatore che deve anche costruire l’intercapedine riuscirò ad ottenere una densità media di circa 34-40kg/mc con i seguenti risultati:

  • 30cm di fiocchi di cellulosa 65kg/mc: comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,122 W/mqK) e in estate ottima protezione dal surriscaldamento (sfasamento di quasi 16 ore)
  • 30cm di fiocchi di cellulosa 40kg/mc: comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,122 W/mqK) e in estate buona protezione dal surriscaldamento (sfasamento di oltre 13 ore)

Con soli 20cm di fibra di legno ottengo prestazioni simili. Anche questo materiale ha elevata capacità termica massica, e anche buona densità (110kg/mc). Si può scegliere una densità maggiore, ad un costo maggiore, e prestazioni eccezionali.

Non perdo tempo a confrontare le prestazioni della schiuma ISOL 40 che pubblica una scheda tecnica che aiuta a non capirci nulla (o almeno io non ci capisco nulla e soprattutto non trovo i dati per me più interessanti). Lascio perdere.

Nota per i produttori:

  • alcuni produttori nascondono le le schede tecniche nella sezione download con password e iscrizione. Che se le tenessero pure sotto il cuscino! Intanto chi fa ricerca trova altri materiali (PIU’ TRASPARENTI !!!!).
  • alcuni produttori pubblicano schede tecniche con dati mancanti. Che se le tenessero invece! Intanto chi fa ricerca trova altri materiali (PIU’ TRASPARENTI !!!!).
  • i produttori da premiare pubblicano sempre dati completi e di più… senza mancare mai conduttività termica, calore specifico e densità del materiale. A loro il mio personale grazie!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Capire la muffa

Prima di combattere le muffe è bene conoscerle.

Capire la muffa

E’ un argomento che interessa gran parte dei lettori del blog, che convivono con questo pericoloso ospite. Saranno le finestre nuove, sarà lo stile di vita di oggi, saranno i difetti di costruzione – fatto sta che molte famiglie convivono con questi microrganismi senza trovare soluzioni. Certo non tutti possono permettersi di portare la loro casa in Classe A risolvendo tutti i ponti termici ed evitando le condense superficiali interne – e non tutti possono installare un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Ma è la casa che per prima deve risolvere il problema della muffa oppure è l’uomo che deve migliorare il suo comportamento in casa? Prima l’uovo o la gallina?

Come per i computer non è tanto un virus il pericolo, siamo noi che facciamo operazioni incaute! Noi siamo il vero pericolo per il computer e non i virus che ti cancellano l’hard disk, trojan o malware che ti rubano dati sensibili dal computer: non hanno propria autonomia, non riescono a fare azioni o replicarsi senza il nostro intervento. Ciò vale anche per il phishing, solo il buon senso aiuta ad evitare di seguire link di email dove vengono richiesti dati bancari…

Capire la muffa

Vi chiederete, cosa centrano i virus con le muffe?

Beh, i virus non li vogliamo nel nostro PC e le muffe non le vogliamo in casa! Allora serve un antivirus? no, se stiamo un po’ attenti. Se abbiamo un trojan nel computer siamo stati noi a farlo entrare con atteggiamenti poco cautelativi! Idem per le muffe!

Le spore di muffa ci sono sempre, pensate che in 1 metro cubo d’aria ci sono da 10 a oltre 100 spore! La miglior difesa è la conoscenza!

Conoscere la muffa:

Ho appena scritto che le spore fungine sono sempre presenti nell’aria, ma quando è che diventano un problema igienico sanitario in casa? quando l’ambiente in cui volano offre le condizioni ottimali per trasformarsi in muffe.

In natura la muffa decompone e ricicla le materie organiche, svolge un ruolo importante nel nostro ecosistema. Allo stato embrionale è unicellulare (ife), poi per divisione cellulare diviene visibile ad occhio nudo (micelio). Riproducendosi produce le spore che vengono portate in giro dalle correnti d’aria.

Allora, come i virus dei computer, le spore ci sono sempre – sta a noi non dargli da mangiare e da dormire! Noi siamo la causa prima delle muffe!

Capire la muffa

Condizioni ottimali per le spore che si trasformano in muffe:

  • la temperatura ottimale sta tra i 15 e i 30° C, ma anche temperature più basse e più alte sono gradite
  • l’umidità relativa dell’ambiente deve superare il 60%
  • l’umidità deve rimanere alta per soli alcuni giorni perchè si formi la muffa (periodo di incubazione)
  • superfici con ph neutro o acido sono le zone preferite
  • l’aria che contiene materiale organico (proteine, polvere) è ulteriore nutrimento

Le muffe producono sostanze tossiche liberando micro-tossine: sulla nostra salute hanno sia effetti immediati che effetti cronici, patologie che perdurano anche a lungo nel tempo dopo la bonifica degli ambienti.

Fermiamo la formazione di muffa!

Capire la muffa

Cosa possiamo fare?

  • cambiare abitudini per ottenere un livello di umidità ambientale basso
  • tenere qualche termoigrometro in casa (meglio più di uno) per rendersi ben conto della percentuale di umidità e anche della temperatura (più elevata sarà e meno condense superficiali ci possono essere!)
  • non asciugare il bucato in casa
  • non asciugare gli asciugamani nei bagni
  • non avere troppi vasi con terra umida in casa
  • non avere acquari
  • non cucinare senza arieggiare
  • non uscire senza arieggiare
  • non rimanere in un ambiente più di un’ora senza arieggiare
  • non uscire al mattino senza arieggiare tutti gli ambienti
  • non evitare di arieggiare la camera dei bimbi perchè sono profumati
  • non fare ventilazione naturale in modo inadeguato o insufficiente

Notate che non ho parlato di isolamento interno, di materiali con ph elevato, di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, di scarsa qualità costruttiva della casa e presenza di ponti termici a rischio condensa.

Ho parlato solo di cosa possiamo fare noi, in prima persona, con il nostro comportamento quotidiano ora che conosciamo meglio cosa sono le muffe.

Muffe: se le conosci, le eviti.

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Acquistare una vmc o un deumidificatore ?

Una macchina per ventilazione meccanica decentralizzata con recupero di calore, vmc, non potrà mai deumidificare l’aria durante la stagione estiva dove, sia di giorno che di notte, le temperature esterne sono più elevate della temperatura interna.

Acquistare una vmc o un deumidificatore

Ciò nonostante resto più favorevole ad una vmc puntuale piuttosto che utilizzare un deumidificatore mobile. Questo per il fatto che la qualità dell’aria trattata da un deumidificatore resta quella che è – il suo contenuto di Co2 non cambia e nemmeno può eliminare le emissioni in ambiente delle vernici, dei mobili ecc ecc. Se l’ambiente dove vorreste abbassare l’umidità interna è un ambiente poco frequentato allora posso anche convenire che installare un deumidificatore sia una soluzione efficace.

Per tutti gli altri ambienti, dove passiamo alcune ore o addirittura dormiamo, non potrei mai consigliare l’uso di un deumidificatore - la sensazione di livello di umidità interna confortevole potrebbe ingannare sulla qualità dell’aria invogliando a non arieggiare correttamente i locali.

Aria più secca, ma anche aria più insalubre perchè inquinata non può essere la soluzione!

Naturalmente consiglio a tutti di monitorare l’umidità e la temperatura interna in modo da capire meglio come cambiare le proprie abitudini per arieggiare correttamente gli ambienti in modo manuale: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

In conclusione, se avete necessità di asciugare un ambiente o più ambienti comunicanti tra loro  o avete tinteggiato in un momento stagionale non troppo favorevole per necessità, allora affidatevi ad un buon deumidificatore , possibilmente professionale, silenzioso, affidabile e con scarico dell’acqua in continuo (lasciate perdere le vaschette che appena riempite interrompono il funzionamento della macchina).

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta sottocosto, ma il risultato è tutta un’altra cosa e anche se non lo si userà tutto l’anno, quando serve funziona egregiamente.

Non vi serve un deumidificatore  così potente? Affidatevi ai granuli ad alto tasso di assorbibilità tipo silice SiO2 oppure alla Bentonite (roccia granulare) oppure ai minerali argillosi come la Montmorillonite con elevata capacità di assorbimento d’acqua:


Nota: il Biossido di Silicio è noto per le sue proprietà adsorbenti ed essiccanti ed è spesso presente negli alimentisì ce lo mangiamo senza conoscerlo.. fortuna che il biossido di silicio amorfo non viene assorbito, né recuperato dall’organismo umano ma viene escreto per la sua scarsa solubilità. Tutt’altra cosa sono le applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio nelle filiere alimentari e la relazione tra dimensione delle particelle e loro effetti – per ora la Commissione Europea ha chiesto un’opinione scientifica alla European Food Safety Authority (EFSA) sui potenziali rischi della nanotecnologia negli alimenti.


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Illuminare la casa con LED, bolletta della luce -90%

Una bella fetta di persone odia l’illuminazione a led per la tonalità fredda e fastidiosa tipica di alcune luci a led.
Non è però un buon motivo per non prenderle in considerazione in ambiente domestico e continuare ad illuminare gli ambienti con le solite lampadine a basso consumo. Sono anch’io favorevole a luci calde e morbide e sono anch’io infastidito da illuminazioni sbagliate.

lampadine led 1-01
Liberatevi delle lampadine a basso consumo contribuendo a diminuire l’elettrosmog in casa! Nella sostituzione di una lampadina a basso consumo non rompete il corpo di vetro perchè contiene vapori di mercurio! (leggi anche questo post o questo).

Vi ho convinti a ripensare al led in casa?

Tagliare la bolletta della luce anche di 10 volte, grazie al led, mi sembra un traguardo interessante ed è un piano che si mette in pratica facilmente in un solo week-end senza installatori o altre spese annesse. Pensate… svitiamo la vecchia lampadina da 60W e avvitiamo la nuova lampadina led sempre con attacco E27 da 6,3W! e con un bel flusso luminoso da 400 lm! La stessa cosa con i vecchi faretti da 25W a 12V che possono essere sostituiti da un nuovo faretto da 2,2W con 2700 kelvin e un flusso luminoso da 90 lm sempre con attacco GU4.

lampadine led 1-02
Per non sbagliare tonalità e non spendere molto, oggi come oggi, trovo poche alternative ai prodotti IKEA (che potete acquistare anche on-line):

lampadine led ikea

Siete lettori innovativi sempre al passo con la tecnologia? Seguite con passione o sola curiosità gli eventi Apple dove si presentano le ultime novità?

luci led

Conoscete bene lo stile Mac creato dal vecchio Steve Jobs? Allora potete godervi in pieno questo bel filmato che presenta il nuovo catalogo IKEA 2015 prendendo in giro le abitudini di Apple

“Introducing the 2015 Ikea catalog. It’s not a digital book or an e-book. It’s a book book.”


Allora buoni lavori in casa! le giornate si stanno accorciando, fa buio più presto – quale momento migliore per pensare alle luci di casa?

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Foto posa isolamento esterno e vmc – Zona Climatica E – GG 2815 – Valli del Pasubio VI

posa isolamento esterno in eps con grafite e vmc – Zona Climatica E – GG 2815 – Valli del Pasubio, Vicenza:

posa isolamento esterno e vmc – Zona Climatica E – GG 2815 – Valli del Pasubio VI-05 posa isolamento esterno e vmc – Zona Climatica E – GG 2815 – Valli del Pasubio VI-04 posa isolamento esterno e vmc – Zona Climatica E – GG 2815 – Valli del Pasubio VI-03 posa isolamento esterno e vmc – Zona Climatica E – GG 2815 – Valli del Pasubio VI-02 posa isolamento esterno e vmc – Zona Climatica E – GG 2815 – Valli del Pasubio VI-01

materiali: Baumit, Meltem

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Sigillare il serramento come si deve e come non si deve, nastri autoespandenti

State facendo montare i nuovi serramenti? Siete riusciti a trovare un installatore attento al metodo di posa? Vi ha rassicurato che le finestre saranno installate con tutte le nastrature necessarie? Tra il materiale avete visto che farà anche uso di nastro autoespandente quello che viene chiamato BG1?

Se il giorno del montaggio siete incuriositi e presenti in cantiere date un’occhiata al modo di lavorare e intervenite subito se notate qualche errore! Cosa sono servite altrimenti le notti insonni a navigare in internet per informarsi fino ai denti sulla posa a regola d’arte di un serramento moderno?

Nell’immagine qui sotto l’installatore sta preparando sul telaio fisso del serramento l’applicazione di un sottile nastro con funzione autoespandente colore antracite srotolandolo da un lato all’altro senza interruzioni:

serramento nastro autoespandente

l’errore sta proprio nella mancata interruzione del nastro autoespandente alla fine di ogni lato: in quel punto, nell’angolo, il nastro non riuscirà mai ad autoespandersi e se doveva spingere bene per sigillare il nodo spalletta e architrave, lì resterà un piccolo passaggio. Un passaggio di aria, di umidità, di rumori…

Meglio far meglio!


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

L’ acqua calda sanitaria da caldaia istantanea a metano è costosa?

Chi utilizza una caldaia a metano per riscaldamento e per acqua calda sanitaria istantanea in realtà non conosce bene i propri consumi differenziati per riscaldamento e ACS, anzi spesso non li tiene nemmeno sotto controllo e si limita a pagare le bollette, sicuramente lamentandosi.

Le lamentele non hanno alcun senso fino a che non si tiene d’occhio il proprio consumo stagionale o mensile!

Tra le tipiche reazioni alla bolletta del gas metano per riscaldamento, almeno per chi ha un impianto autonomo, c’è la solita: << quest’anno metto i pannelli solari sul tetto e non ci penso più, almeno l’acqua calda! >>. Sfruttare l’energia del sole… chi sono io per dire che è sbagliato?

consumo acqua calda

L’impianto solare ci offre veramente l’acqua calda gratis, il sole non si paga. L’impianto comunque non ci arriva dal sole! Nè la sua manutenzione e nè lo spazio che ci occupa in casa l’accumulo. E l’impianto fa sì il suo dovere nei mesi più caldi ma porta solo un aiutino nei mesi più freddi, almeno in zona climatica E. Avete mai monitorato i consumi di gas metano nei mesi estivi per l’acqua calda delle vostre docce e della cucina? Se non lo avete mai fatto, cominciate almeno con il 1° di settembre (potete usare questo modello).

Ho monitorato personalmente il consumo di giugno luglio agosto della mia caldaia istantanea Immergas e posso dire che in 3 persone la lettura del gas segna un consumo medio giornaliero di 0,15 mc/ giorno – in tre mesi estivi abbiamo bruciato 13 mc abbondanti. Che valore vogliamo dare a questi 13 mc di gas metano per l’acqua calda sanitaria? 13,00 €?

Per risparmiare 13 € dovrei affrontare le spese di installazione di un impianto solare termico? Sì non devo dimenticare che anche negli altri mesi dell’anno c’è una certa resa dell’ impianto. Ma sono convinto che se voglio tagliare fortemente i costi del gas o mi decido ad isolare la casa o non vado da nessuna parte.

Presto scriverò un articolo sulle docce fredde, le docce del futuro!

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Blower Door Test, Test di tenuta all’aria degli edifici Secondo UNI 13829

Come una perfetta coibentazione dell’edificio è inutile, se d’inverno il calore può disperdersi attraverso fughe o fessure non controllate, così una perfetta protezione dell’edificio dai raggi solari è inutile, se d’estate l’aria calda può penetrare attraverso fughe o fessure non controllate.

I lettori spesso domandano cosa ci si deve aspettare da un preventivo per un test di tenuta all’aria:

  • 1 TEST DI TENUTA ALL’ARIA Tipo ‘’B’’ secondo UNI EN ISO 13829
  • 1 TEST DI TENUTA ALL’ARIA Tipo ‘’A’’ secondo UNI EN ISO 13829

sono due diverse fasi:

test Tipo ‘’B’’ secondo UNI EN ISO 13829

(1° sopralluogo), viene creata e mantenuta una differenza di pressione tra l’interno e l’esterno costante di 50 Pa; durante questa fase viene ispezionata l’intera superficie dell’involucro edilizio alla ricerca dei punti non ermetici che causano le maggiori perdite di carico termico per infiltrazione - Test di permeabilità all’aria dell’involucro edilizio con calcolo di ricambio d’aria orario a 50 Pa (n50) - Localizzazione dei punti critici di maggiore perdita per infiltrazione/dispersione e di discontinuità di tenuta all’aria dell’involucro con ausilio di un handfogger ( la macchina del fumo ).

test Tipo‘’A’’ secondo UNI EN ISO 13829

(2° sopralluogo), viene generata un depressione decrescente, a partire da valori pari a circa 70 Pa e si prosegue a passi di 5 Pa sino a raggiungere un valore finale di 25 Pa. Per ogni step vengono registrati i volumi d’aria che si perdono attraverso i punti di permeabilità e viene calcolato l’indice di quantità d’aria penetrata in un ora (n50); - nella 3a fase viene creata una sovrapressione e viene ripetuta la sequenza di cui alla fase precedente. Questo per valutare anche le dispersioni dovute alle diverse guarnizioni. Il risultato finale del test rappresenta il numero di ricambi orari del volume di aria interna che si ha attraverso le fessure dell’involucro, la cui sommatoria definisce la perdita totale - Elaborazione dati e reporting delle attività d’indagine sopra esposta.

questo è generalmente l’iter del Blower door test.

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli,

marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer
- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

I primi passi verso l’isolamento termico della propria casa

Si sente l’esigenza di pensare all’isolamento della propria casa ma non si sa da che parte cominciare?

In effetti non basta avere un capitale disponibile oppure un finanziamento accessibile e il miraggio del godimento delle agevolazioni fiscali per partire con i lavori.

Spesso si parte da qualche ditta conosciuta in passato per raccogliere un primo preventivo – da qui la richiesta di altro preventivo a qualche concorrente e poi il blocco. Cosa fare? cosa decidere?

Quasi sempre le offerte che si ricevono sono diverse: e per spessori e per tipo di materiali – inoltre le comparazioni delle stratigrafie contemplano lo stato di fatto (la nostra parete) in modo differente. Ecco perchè un confronto  e ogni ulteriore valutazione è impossibile o inutile.

Ma quale sarebbe il giusto approccio nella direzione dell’isolamento termico?

Io penso che almeno una piccola progettazione di fondo sia doverosa:

  • solitamente una coibentazione dal basso in un edificio esistente non è presa in considerazione, quindi accantoniamo questa voce.
  • il tetto: è sano e magari rifatto qualche annetto fa in occasione della posa di impianti tecnologici come solare termico o fotovoltaico? pensiamo al sottotetto.
  • il sottotetto: offre una superficie piana non utilizzata? si può progettare una coibentazione all’estradosso solaio (sul pavimento del sottotetto) – una delle soluzioni più facili e più economiche tra tutte: l’importante è ottenere anche la protezione dal caldo. quale materiale e quale spessore?
  • il tetto da rifare: quale occasione migliore per rivedere tutto il pacchetto tetto fino alla tegola? anche qui la cosa più importante è prevedere una coibentazione che offra anche la protezione dal caldo. quale materiale e quale spessore?
  • le pareti da fuori non possono essere toccate: ecco che si è costretti a progettare una coibentazione dall’interno, per alcuni versi più facile, per alcuni più difficile. quale materiale e quale spessore?
  • il sistema a cappotto esterno: è termicamente la via migliore in assoluto, esige un ponteggio in facciata. quale materiale e quale spessore?
  • i serramenti nuovi: che si tratti di coibentazione interna o si tratti di coibentazione esterna la posa dei serramenti deve essere progettata insieme alle altre scelte in modo che la posizione delle nuove finestre sia termicamente la migliore rispetto all’isolamento delle pareti. quale posizione e quali sigillature?
  • i soli serramenti nuovi: se le finanze non permettono tutti gli interventi necessari è bene valutare il non rimandabile. le vecchie finestre hanno troppi spifferi e portano troppi rumori in casa. cominciamo a progettare il nuovo serramento con la posa più idonea  cercando già di prevedere un imbotte caldo e un davanzale con taglio termico

Ecco, fatta un po’ di progettazione è ora di aprire le danze ai preventivi! I preventivi vanno richiesti per gruppi omogenei, per cose simili!

Se voglio 10 finestre nuove devo chiedere 3 preventivi con precise caratteristiche e non 1 preventivo in legno doppio vetro e zanzariera, 1 preventivo in pvc doppia camera,  1 preventivo in alluminio con taglio termico e oscurante nel vetrocamera. Sarebbe un confronto impossibile (pere con mele).

Idem per l’isolamento termico!

Decidere gli spessori della coibentazione fa parte della progettazione, ci sono spessori minimi da rispettare in base alla zona climatica di appartenenza per godere delle agevolazioni fiscali per risparmio energetico.

Naturalmente per una coibentazione dall’interno consiglio di moderare la spinta verso uno spessore esagerato ed accontentarsi delle agevolazioni fiscali per opere di straordinaria manutenzione.

Se non vi fidate di nessuno e preferite saperne voi una più di Bertoldo sulle cose di casa prendetevi un po’ di tempo per studiare questi argomenti! Le vostre conoscenze sui vari temi saranno veramente all’avanguardia e potrete partecipare attivamente alla progettazione e alla realizzazione dei vari interventi che state valutando. Per tutto il resto… ci sono sempre io.



lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Nuova tariffa D1 per pompe di calore

Chi non vorrebbe risparmiare qualcosina in bolletta?

Il 1° luglio 2014 è iniziata la sperimentazione della nuova tariffa elettrica D1  per i clienti domestici che utilizzano esclusivamente pompe di calore per il riscaldamento della casa.

Ma il 1° luglio non doveva sparire anche il roaming dalle tariffe telefoniche? ah no, quello era uno scherzo.

La differenza dalle normali tariffe è che il prezzo per chilowattora resta uguale, a prescindere dal volume di energia consumato. La tariffa D1 sembra interessante per un consumo elevato, ma se si consuma poco perché il clima è più favorevole o perché si è investito molto sull’isolamento termico? La nuova tariffa D1 potrebbe anche risultare più cara: meglio valutare bene.

tariffa D1 per pompe di calore

Inutile nascondercelo: quando avremo provveduto ad un ottimo isolamento termico: tetto, pareti, fondamenta, serramenti – il nostro bisogno di energia sarà talmente contenuto che

  • il tipo di tariffa applicata
  • il prezzo per chilowattora
  • e gli aumenti che verranno comunicati nei prossimi 30 anni
  • o altri balzelli all’italiana

avranno un’importanza completamente marginale, insignificante. Immaginate di avere una bolletta energetica annuale per riscaldamento di 210 €. Cosa ci importa se per un qualsiasi motivo crescesse anche del 10% sul periodo precedente? Si tratterebbe di soli 20 €.  Isoliamoci !

La differenza tra un pannello in lana di legno e uno in fibra di legno

Disabituati, o affatto abituati, al vocabolario edile si può confondere la lana di legno con la fibra di legno. Ci si può lasciare trasportare dalla parola legno verso il mondo degli isolanti termici che non sono figli del petrolio, ma comunque si cade in errore.

pannello celenit

In commercio i pannelli in lana di legno sono di solito abete rosso, mineralizzato e legato con cemento Portland, sono rigidi e pesanti – versatili soprattutto:

  • possono essere utili in una stratigrafia di un tetto in legno perché portano un po’ di massa in più e allo stesso tempo isolano anche termicamente.
  • possono essere posati per correggere un forte ponte termico e nascosti sotto l’intonaco.
  • possono essere utili per migliorare la prestazione acustica di un muro divisorio
  • possono essere anche ordinati colorati in colori standard o colori biologici “suggellati” NaturePlus

pannello celenit colori nature plus

  • oppure anche fotocatalitici, perfetti per chi capisce l’arte moderna (e chi la capisce?)

pannello celenit colori

Ma torniamo al tema di questo articolo: Non è da confondere un pannello coibente in fibra di legno con un pannello in lana di legno di abete rosso, mineralizzata e legata con cemento Portland.

Tanto per non fare nomi parliamo dei famosissimi pannelli Celenit:

  • non nego che anche un pannello in lana di legno e cemento abbia una certa resistenza termica… ma non è proprio un isolante termico, quindi non confondiamoci! se vogliamo un pannello Celenit, bene, ordiniamolo – ma non ordiniamolo per errore credendo di ordinare un pannello coibente in fibra di legno (nota che anche Celenit ha a catalogo alcuni pannelli in fibra di legno).

Ogni cosa serve per qualcosa ed è specifica per qualcosa: occhi aperti e attenzione ai nomi ed ai significati di ogni parola.

Ma quale è la prestazione di un pannello in lana di legno mineralizzato come isolante termico?

  • Resistenza termica 0,60 m2 K/W (riferito a 4cm di spessore)
  • sempre inferiore ad un vero e proprio pannello coibente: Resistenza termica 1,05 m2 K/W (riferito a 4cm di spessore).

 

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Foto posa serramenti in pvc filo isolamento esterno – Zona Climatica E – GG 2862 – Provincia LC

posa serramenti in pvc filo isolamento esterno – Zona Climatica E – GG 2862 – Provincia LC

posa serramenti in pvc filo isolamento esterno

materiali: Internorm

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Non regolare il termostato e risparmiare sul riscaldamento

Ho spiegato in diversi articoli che un termostato che permette mille regolazioni è completamente inutile ai fini del comfort e del risparmio sulla bolletta. Migliaia di famiglie cercano di regolare il termostato in dotazione sperando di trovare il compromesso ideale tra risparmio di metano e temperatura confortevole.

NETATMO NTH01-FR-EC - Termostato

L’errore sta proprio nello smanettare sulle impostazioni del termostato:

  • è la regolazione della temperatura di mandata della caldaia che dev’essere ben gestita,
  • sono le valvole dei corpi scaldanti che devono essere chiusi o aperti fino all’equilibrio completo dell’impianto nei vari ambienti.

Ho scritto di queste regolazioni del riscaldamento in articoli passati, seguiteli e tentate di avvicinarvi alla completa regolazione di equilibrio.

So benissimo che molti di voi possiedono uno Smartphone o un iPhone di ultima generazione e vorrebbero collegarlo al riscaldamento di casa, poter interagire a distanza dà un senso di potere e di efficienza. Non è così che io intendo l’efficienza energetica perchè lo sapete, sono più favorevole al funzionamento senza interruzioni degli impianti: temperature più basse e tempi lunghi sono la mia filosofia per ottenere più comfort, più stabilità di temperatura interna e temperature superficiali delle pareti perimetrali ben più elevate. Questa è anche la strada corretta per allontanare il rischio condense e il rischio muffa: quando le strutture riescono a stabilizzarsi a temperature più alte il gioco è fatto. Perciò io sono contrarissimo al on off on off on off dei termostati.

Convengo che un termostato standard non ha un design da urlo e molti di voi lo cambierebbero solo per non vederlo più, oppure per l’ebbrezza di farlo funzionare con il telefonino. Se resistete a tutto tranne che alle tentazioni potreste decidervi per il termostato connesso NTH01-FR-EC di Netatmo che permette di controllare il riscaldamento a distanza, o da fuori città.

Disegnato da Philippe Starck, NETATMO NTH01-FR-EC – Termostato è compatibile con smartphone, tablet e computer e con la maggior parte delle caldaie a combustibile, gas e legno. Non credo si possa risparmiare fino al 25% in termini di consumo energetico a furia di click… ma è un bell’oggetto.

Compatibilità: iPhone 5, iPhone 5c, iPhone 5s, iPhone 4, iPhone 4s, iPad mini, iPad (4ª generazione), iPad (3ª generazione), iPad 2, iPod touch (5ª generazione), smartphone Android 4.0 (minimo) con accesso a Google Play.

 

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Cambiare finestre è intervento di manutenzione straordinaria, 65%

Sostituire le finestre è un intervento di manutenzione straordinaria e sotto il profilo urbanistico serve una Dia (denuncia di inizio attività) articolo 3 comma 1, lettera b, Dpr 380/2001, a seconda del regolamento edilizio del comune.

Cambiare finestre detrazioni 65

Cambiare gli infissi con nuovi ad alta efficienza energetica rientra nella detrazione del 65% ai sensi dell’articolo 1, commi 344-352, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 Finanziaria 2007, così come modificata dalla Legge n. 90 del 3 agosto 2013 (di conversione del DL n. 63 del 4 giugno 2013 “Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE, sulla prestazione energetica nell’edilizia”). La Legge di Stabilità 2014 ha prorogato l’agevolazione al 31 dicembre 2014 (30 giugno 2015 per i condomìni).

Cosa deve essere documentato nel caso di singole unità immobiliari?

  • il non superamento dei valori limite prescritti dal D.M. 26/1/10, quindi la certificazione del produttore della finestra: trasmittanza degli infissi vecchi e nuovi (documento da conservare).
  • la scheda informativa semplificata (o allegato F al “decreto edifici”, da compilare a video, anche a cura dell’utente finale senza l’ausilio del tecnico, e da inviare all’ENEA via web). E’ richiesto il valore della trasmittanza termica delle finestre comprensive di infissi (Uw) che deve rispondere ai valori in tabella 2 del D.M. 26/1/10.

Se siete decisi per la sostituzione dei serramenti e non volete vedere errori durante la posa leggete i miei precedenti articoli sulla posa del serramento, oppure documentatevi con questo ottimo e comprensibilissimo autorevole testo: Sistema finestra

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Anche se non si vede, la VMC abbassa il livello di Co2

Ogni committente che si prepara per una ristrutturazione o qualche opera interna vede nella ventilazione meccanica controllata, anche solo puntuale – o decentralizzata come si dice, l’apparecchio ideale per riuscire a diminuire il livello di umidità interna nel periodo invernale.

Tutti i committenti di nuove costruzioni vedono nell’impianto di vmc l’apparecchio ideale per fare l’ultimo salto verso l’alto nella classe energetica dell’edificio.

Tutto esatto e corretto. Sono rari invece i committenti che si rivolgono a questa tecnologia di rinnovo dell’aria con recupero di calore perché preoccupati del livello di Co2 negli ambienti – la VMC.

VMC abbassa il livello di Co2

L’alto tasso di concentrazione di Co2, specialmente nelle camere da letto padronali dove due adulti consumano molto ossigeno per molte ore consecutive, non si vede. Il livello di Co2 si può monitorare naturalmente, ma non si vede, è invisibile.

Il problema di troppa Co2 non è solo un problema della camera da letto, il pianeta sta soffrendo di livelli mai conosciuti:

la VMC abbassa il livello di Co2

Leggi di più sul tema qui: Atmospheric carbon dioxide is at its highest level in human history and is changing our climate before our eyes. NASA’s new Orbiting Carbon Observatory-2 space satellite will probe the carbon cycle like never before, telling us where the carbon is going and giving us clues as to where we will end up.

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Disaccoppiamento acustico come garanzia di comfort interno

Acustica imperfetta?

Tra i più gravi difetti in edilizia dobbiamo riconoscere i ponti termici, con tutti i problemi che ne derivano: lievi o forti condense superficiali sul lato interno a seconda del livello di umidità interna che si fanno notare con zone scure o comparsa di muffa.

I ponti termici non vanno sottovalutati – ma i ponti acustici?

isolamento acustico delle pareti interne

Una cattiva progettazione acustica non si fa vedere, ma si fa sentire. Se ho investito molto per spiegare con quali materiali e con quali stratigrafie si ottiene un ottimo comfort interno in estate e in inverno non dovrei dimenticarmi del comfort ambientale che posso ottenere con tante piccole attenzioni nel disaccoppiamento acustico. Il rumore tende a propagarsi facilmente e non conosce i confini tra unità immobiliari diverse – meglio studiare bene le soluzioni attuabili.

In una ristrutturazione è assai difficile interrompere la continuità degli elementi edili esistenti, e spesso i divisori in laterizio esistenti offrono loro stessi scarso isolamento acustico, naturalmente anche per colpa dell’unione meccanica al resto della struttura.

Se in una ristrutturazione si prevedono

  • nuovi divisori a secco sarà molto più facile ottenere un’acustica migliorata potendo prevedere dei collegamenti con elementi non rigidi.
  • nuovi divisori tradizionali si può prevedere il taglio acustico inferiore, superiore e laterale – senza dimenticare che anche lo strato di intonaco è un ponte acustico: usando profilati di polipropilene che nello stesso momento servono da guida per l‘intonaco si migliora sensibilmente l’isolamento acustico delle pareti interne non portanti.

isolamento acustico delle pareti interne-05 isolamento acustico delle pareti interne-04 isolamento acustico delle pareti interne-03 isolamento acustico delle pareti interne-01 isolamento acustico delle pareti interne-02

Di solito le trasmissioni acustiche più fastidiose risultano dal pavimento: se si prevede un nuovo sottofondo è il momento giusto per scegliere bene come realizzare  il disaccoppiamento – anche in questo caso, a seconda che si preveda di lavorare a secco o a umido.

Lavorando a secco posso certamente usare con facilità materiali più salubri e naturali. Siamo poco abituati ai sottofondi a secco, pur se questa soluzione offre innumerevoli vantaggi, anche pratici.

Poter contare su nuovi pavimenti, acusticamente disaccoppiati, galleggianti come si dice, sia inferiormente, sia in battuta alle pareti, sia nel punto di passaggio tra ambienti diversi, è già un grande passo verso un’acustica perfetta.

isolamento acustico delle pareti interne

Tubazioni e scarichi non sono meno colpevoli del discomfort acustico, quindi anche in queste zone si deve ragionare per ottenere sufficiente disaccoppiamento:

isolamento acustico delle pareti interne 8-01 isolamento acustico delle pareti interne 8-02

Per farsi una cultura su questo complesso argomento, acustica in edilizia, segnalo questi due testi:

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Usiamo la bici, sempre

Mentre in Italia regna la maleducazione nel traffico, in altri paesi si fanno progetti.

Usiamo la bici sempre

Mentre in Italia le zebre sono animali e le biciclette cose noiose da schivare, il ministro dei Trasporti Frédéric Cuvillier stimola l’uso delle due ruote: diecimila impiegati sono già coinvolti per un esperimento di “al lavoro in bicicletta” che durerà fino a dicembre. Un incentivo di 25 centesimi a chilometro per chi va al lavoro in bicicletta, cumulabile con il rimborso per l’abbonamento ai trasporti pubblici.

L’indemnité est fixée à 25 centimes par km parcouru.

E noi? Nella mia città, nel corso degli ultimi trent’anni ogni possibile parcheggio è divenuto Divieto di sosta o Sosta a pagamento: risultato? Un esercito di scooter ha invaso le strade, i portici e i marciapiedi. Emissioni soffocanti per tutti e rumore garantito.

Eh sì, senza pianificazione nulla andrà mai nella direzione voluta, o si voleva vendere tanti scooter?

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

due account Dropbox sullo stesso Mac

Lo spazio tra le nuvole non è mai abbastanza! Ecco una utilissima procedura per adottare 2 differenti account Dropbox sullo stesso Mac: intanto crea il primo account! …facilissimo e velocissimo.

Tips: come configurare due account Dropbox sullo stesso Mac

dropbox doppio account

Vi ricordo che anche con amazon Cloud Drive, l’archiviazione di foto, video, documenti e altri file digitali nel cloud è rapida e semplice: 5 GB di spazio gratuito!

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

dichiarazione con il modello 730/2014

L’Agenzia delle Entrate chiarisce in merito allo svolgimento dell’assistenza fiscale per la presentazione della dichiarazione con il modello 730/2014: povera Italia… paese d’incertezze.

Forse i governanti pensano che i chiarimenti aiutino le decisioni d’investire, peccato che sortiscano l’effetto contrario!

Ma cosa possiamo fare se non sopportare la loro inefficienza?  Sù… informiamoci:

A seguito di alcuni quesiti recentemente pervenuti, dai sostituti d’imposta, dai Centri di assistenza fiscale, dai professionisti abilitati e da altri operatori del settore, in merito allo svolgimento dell’assistenza fiscale nel corrente anno si forniscono alcuni chiarimenti in particolare rispetto alle novità introdotte dalle recenti modifiche normative.

puoi scaricare da qui la RISOLUZIONE N. 57/E del 30 maggio 2014

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Saldatura per elettrofusione di una tubazione in PE

Nelle mie cose non è che io sia come Gastone, il fortunatissimo cugino di Paperino. La fortuna me la devo sempre sudare.

Ho recentemente dovuto cambiare il percorso di un tubo in PE, quei tubi neri in Polietilene ad alta densità.

Saldatura per elettrofusione di una tubazione in PE-03

Non sapendo nulla di saldature per tubi in PE ho affidato il lavoro al mio idraulico di fiducia. Movimenti sicuri, tagli veloci, una corsetta in magazzino per i pezzi, ripresa dei lavori. Dopo qualche ora dall’arrivo saluto con la mano il furgone che esce dal mio giardino.

Saldatura per elettrofusione di una tubazione in PE-01

<< Dai un’occhiata se tutto funziona domani! >> << Sì certo, ciao >>

Un paio di giorni dopo butto l’occhio sulla linea di scarico, guardo il pavimento: un laghetto!  La giuntura gocciola.

Dopo una sola telefonata vedo il furgone davanti al cancello: 1 tubo, 2 viaggi…

<< Mai successo! >> << Sì certo, proprio a me doveva… >>

Movimenti sicuri, tagli veloci, una corsetta in magazzino per i pezzi, ripresa dei lavori. Dopo qualche ora dall’arrivo saluto con la mano il furgone che esce dal mio giardino.

Non farò mai l’idraulico, ma per curiosità volevo sapere se esistesse una regola dell’arte anche in questo piccolo lavoretto di idraulica (o si dice impiantistica?)

Saldatura per elettrofusione di una tubazione in PE

ahimè c’è! In questo video ho visto una serie di attrezzi ( arrotondatori, allineatori, raschiatori, marcatori, materiali per pulizia, cose da fare e cose da mai fare) per procedere alla elettrofusione di due tubi in PE ed ho subito capito due cose:

  • perchè gocciolava quel giorno
  • e quanto sia precario il punto di giuntura prontamente riparato.

Buona visione:

AGGIORNAMENTO del 22 ottobre 2016:

  • la elettrofusione dei due tubi in PE ha tenuto un paio d’anni, poi…, lo scarico cucina ha allagato la cantina.

AGGIORNAMENTO del 24 ottobre 2016:

  • la condensa grassi era satura: ecco perchè il tubo giuntato, intasato, pesante e non fissatto al muro (trattenuto solo dalla giunzione) si è ribellato.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Il tetto e la guaina ardesiata

Nel 90% dei committenti l’idea di rinunciare ad una buona guaina ardesiata in copertura equivale ad un grosso rischio di infiltrazione futura. Quasi tutti sono convinti che o si posa la guaina, e allora si può dormire sonni tranquilli, o si rischia un tetto che non è un tetto.

Ma se stiamo sognando un tetto migliore, se stiamo intervenendo per posare dei materiali migliori di ieri perchè vogliamo a tutti i costi pagare un costruttore che salga sul tetto a posarci la buona vecchia guaina ardesiata? Un materiale del genere rappresenta una barriera al vapore e una barriera al vapore è sempre un rischio in una stratigrafia.

Se possiamo cambiare alcune voci del computo metrico che ci hanno presentato in occasione dei lavori di rifacimento tetto facciamolo! e facciamolo al meglio! Che si tratti di un tetto in legno o di una copertura in laterocemento, ma a maggior ragione se si tratta di un tetto in legno perchè il materiale deve essere opportunamente salvaguardato, lasciamo che la normale migrazione del vapore possa funzionare senza barriere.

Di cosa abbiamo bisogno per evitare di utilizzare una guaina ardesiata?

  1. dobbiamo decidere le caratteristiche di un materiale alternativo.
  2. dobbiamo trovarlo e controllarne le caratteristiche nella scheda tecnica.
  3. dobbiamo riscrivere il computo metrico
  4. dobbiamo essere attenti che non venga posato come se fosse un altro materiale analogo, quindi va letta la scheda di posa

membrana traspirante

Il grande servizio di una guaina ardesiata, oppure di una membrana bituminosa (la prima di solito armata con tessuto non tessuto di poliestere autoprotetto con scaglie di ardesia colorata – la seconda realizzata da uno speciale compound elastomerico) è l’impermeabilizzazione, ma sono un’ assoluta barriera al vapore.

Di solito sono chiamato a proporre una stratigrafia dove è compresa la coibentazione – progetto il pacchetto di coibentazione – ma capita anche che i lavori si facciano a step successivi:

  • quest’ anno si deve sistemare il tetto che soffre di infiltrazioni
  • un altr’anno decideremo come coibentare e rifinire dall’interno

La guaina non è l’unico materiale – possiamo fare di meglio e soprattutto garantire una certa traspirazione, sì, anche se vogliamo posare i vecchi coppi o le vecchie tegole con la malta o la schiuma. Se il tetto è in legno e stiamo lavorando sulle perline possiamo garantire più durata senza rischi di condensa.

decidere le caratteristiche di un materiale alternativo:

  • deve essere una membrana impermeabile,
  • deve offrire alta traspirazione,
  • deve avere alta grammatura in modo da garantire elevata resistenza meccanica,
  • deve essere stabile all’esposizione ai raggi UV,
  • deve essere resistente alla pioggia battente
  • deve essere pedonabile senza creare rotture o lacerazioni.

Se il telo è anche ruvido è perfetto per impermeabilizzare un tetto a falda in laterocemento non coibentato con posa di coppi o tegole con la malta o la schiuma poliuretanica. La microventilazione assicurerà una buona asciugatura.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Il risparmio energetico dentro casa: lavatrice

In questo sito ho scritto moltissimi articoli sui materiali per isolamento termico e sulle soluzioni che permettono alla casa di disperdere meno energia. Ho scritto anche di come gestire il riscaldamento e come fare una corretta ventilazione manuale senza sprecare più energia del dovuto. Ho scritto anche parecchio sul come proteggersi dal caldo per non dover consumare energia raffrescando.

Energia non dispersa” è anche non consumarne più del necessario! La lavatrice la gestisco sempre io, programmi, riempimento, svuotamento, acquisto detersivi, NON acquisto ammorbidenti, stesura dei panni.  perchè? è un lavoro da femmine?

Programmi espertocasaclima:

  • cotone / colorati 30°   centrifuga 1000 giri/’
  • sintetici 30°   centrifuga 1000 giri/’
  • lana e pregiati 30°   centrifuga 800 giri/’

faccio sempre e solamente lavaggi a bassa temperatura, a 30° C

Scarica il pdf di istruzioni per ottimi lavaggi a 30° e condividolo via mail con i tuoi amici!

Sembra che io non sia il solo ad essere fissatto sulla bassa temperatura in casa: andate a vedere meglio30.it

aderisci anche tu alla campagna: partecipa al concorso e diventa ambasciatore
di #MEGLIO30!

Non dimentichiamo che il risparmio deve iniziare subito, ancora prima del primo lavaggio: all’ acquisto! Non lasciamoci prendere in giro, sfruttiamo i SOTTOCOSTO !

sottocosto

oppure, se abitiamo fuori mano, acquistiamo con un click senza andare a destra e a sinistra in macchina per fare l’acquisto in negozio. Usiamo quel tempo per fare una passeggiata!

io compro sempre Bosch, per principio, anche mia nonna così faceva.

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

La migrazione del vapore, meglio una valutazione dinamica

L’analisi del rischio condensa superficiale e interstiziale è obbligatoria per tutti gli interventi sull’involucro. Di solito le verifiche statiche basate sul diagramma di Glaser (norma UNI EN ISO 13788) forniscono una sovrastima del fenomeno.

La norma UNI EN 15026 propone un metodo sofisticato basato su un’analisi dinamica della migrazione del vapore attraverso gli strati di una struttura, e in effetti si avvicina di più al fenomeno nella realtà: la valutazione in regime variabile tiene conto delle variazioni orarie ambientali interne ed esterne e anche delle caratteristiche di igroscopicità dei materiali ( i “buoni” materiali).

Per non andare in cerca di guai, iniziamo subito con una corretta progettazione igrotermica dettata dal buon senso e da una certa sensibilità per i “buoni” materiali!  Poi decidiamo se verificare il lavoro con il metodo tradizionale (Glaser) o con metodi più avanzati (analisi dinamiche).

La verifica dinamica serve proprio per capire e valutare la bontà di un progetto di isolamento dall’interno.

migrazione del vapore in una valutazione dinamica

Quindi è possibili prevedere il rischio di condensa? Certo – con uno dei metodi sopra descritti!

Ma se voglio fare pochi errori ed evitare calcoli che non sono capace di fare, quanto mi devo preoccupare della condensa?

Dipende.

Se mi metto a coibentare dall’interno con materiali isolanti poco adatti protetti da barriere al vapore, sicuramente sto preparando una stratigrafia rischiosa (se il palloncino si buca, scoppia!).

Se invece sono stato molto attento alla scelta iniziale dei materiali e sono stato in grado di trovarne con buona conducibilità capillare, con ottime proprietà igroscopiche che permettono il normale e diffuso trasporto del vapore nei due sensi a seconda della stagione (verso l’esterno in periodo di riscaldamento e verso l’interno in periodo estivo), allora posso stare molto più tranquillo sul problema della condensa.

Il vapore entra nel pacchetto isolante per tutto il periodo invernale, ma sarà libero di asciugare nel periodo estivo: è una cosa completamente naturale e non dannosa e soprattutto non insidiosa.

Impieghiamo più tempo nella scelta dei materiali piuttosto che ai mezzi per fermare il vapore: il risultato sarà qualitativamente migliore.

Una delle criticità del modello di verifica di Glaser è proprio la sua sottovalutazione delle buone caratteristiche dei buoni materiali.

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Ho deciso per il cappotto e per isolare il tetto

E’ sufficiente decidere per l’isolamento a cappotto delle pareti esterne e per la coibentazione del tetto, trovare gli applicatori che fanno al caso nostro e partire…. oppure le cose non sono tanto semplici?

Le cose sono ben più complicate: ci vuole il professionista.

Bisogna gestire la parte amministrativa per poter realizzare un cappotto esterno nella propria abitazione, così come per intervenire sulla copertura.

isolamento a cappotto e tetto

Ecco l’elenco delle pratiche edilizie:

Presentazione comunicazione di inizio attività libera per le opere di manutenzione straordinaria al fabbricato:

  • analisi corrispondenze: catastali, liceità volumi strumenti urbanistici del fabbricato esistente
  • verifica del rilievo
  • redazione elaborati per istanza amministrativa/edilizia, previa rielaborazione disegni
  • conferimento con tecnici istruttori settore edilizia privata del Comune
  • documentazione fotografica e individuazione coni ottici di ripresa fotografica
  • redazione elaborati grafici (planimetria di individuazione, estratti: catastali, di Prg, tavole ambientali…)
  • stato di fatto, progetto, comparativa di piante, sezioni…
  • calcolo delle dispersioni termiche della facciata per richiede la deroga alle distanze tra fabbricati
  • pratica amministrativa e presentazione progetto all’U.t.c. (l’ufficio tecnico comunale)

Calcolo delle dispersioni termiche per presentazione pratica ENEA e APE:

  • redazione calcolo delle dispersioni termiche per presentazione pratica telematica al sito dell’ENEA per detrazione 65%
  • redazione calcolo delle dispersioni termiche per presentazione nuovo APE (Attestato di Prestazione Energetica) secondo nuove direttive in vigore dal 1° maggio 2014 e registrazione telematica presso il sito della Regione.

Applicare un isolamento termico sulle facciate o isolare il tetto sono attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta (art.105 del D.L.81/2008), quindi è necessario un Piano di sicurezza e coordinamento con Notifica obbligatoria allo SPISAL (l’organo di difesa e promozione della salute dei lavoratori che si occupa della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali) e Ispettorato del Lavoro:

Coordinamento sicurezza D. Lgs. 494/96:

  • compilazione e invio notifica preliminare allo SPISAL ed Ispettorato del Lavoro
  • coordinamento in fase di progettazione e in fase di esecuzione dei lavori
  • Piano di Sicurezza e Coordinamento; individuazione, analisi e valutazione dei rischi

Con tutti questi oneri documentali è chiaro che il fai da te è impossibile, chiediamo immediatamente qualche preventivo di spesa a qualche tecnico in zona per gestire la parte amministrativa e poter realizzare le opere accedendo

  • subito all’iva agevolata per le fatture da ricevere
  • e alle agevolazioni fiscali poi.

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Umidità per risalita capillare

L’umidità di risalita capillare è un problema di tante strutture, antiche e non, dove la base dei muri non è separata dal terreno umido. La presenza di acqua nel muro si fa vedere nel tempo con danni all’intonaco, più o meno gravi. Per esperienza devo ammettere che quasi sempre la finitura esterna non è adatta e nemmeno l’intonaco, il muro deve essere messo in grado di lasciare uscire una certa quantità di umidità evitando di intrappolare sotto la finitura il vapore che vorrebbe uscire.

Sono per il risanamento più che per altri interventi – il mio modesto parere. Prima il drenaggio per ristabilire un equilibrio nel terreno, poi la nuova finitura delle pareti.

In commercio esistono tanti metodi “non edili” per risolvere il problema della risalita capillare. Elettrosmosi?

elettrosmosi risalita capillare

Domando, a chi ha già installato apparecchiature che creano un campo magnetico tale da far ridiscendere le particelle di umidità liberando i capillari dall’acqua e quindi asciugando definitivamente le murature, se sono soddisfatti e se l’edificio non mostra più difetti. Leggendo qualche preventivo ho notato che il costo si aggira sui 50€ per metroquadro di superficie dell’edificio, non capisco bene perchè non sia calcolato a metro lineare, ma non discuto.

elettrosmosi risalita capillare

Raccontate ai lettori le vostre esperienze “pollice su o pollice giù” con un commento, non dovete registravi, dovete solo scrivere.

 Ricordo ai lettori che una certa umidità nei muri rientra nella normalità, potete misurare voi stessi, con uno strumento da due soldi, il livello contenuto. E’ sempre la qualità della finitura (della tonaca del muro) a stabilire quanta umidità è sopportabile e smaltibile, fino ad un certo limite.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Nella pittura naturale c’è biossido di titanio ?

Il biossido di titanio è usato come pigmento bianco (infatti si dice bianco di titanio). Un tempo si usava il bianco di piombo o il solfato di bario o di calcio.

E’ usato anche come colorante alimentare con il numero E 171, ma lo troviamo anche nei cosmetici, nelle creme, nei dentifrici ecc (del biossido di titanio negli alimenti puoi leggere questo documento in inglese): quando il biossido di titanio ha particelle di dimensione < 100 nm è un nanomateriale (nano TiO2). Non so se e quanto il nano TiO2 sia tossico. Perchè la UE non impone l’indicazione dei nanomateriali sulle etichette? L’EFSA ha pubblicato le prime linee guida pratiche per valutare le applicazioni delle nanotecnologie in alimenti e mangimi.

Comunque stiano le cose il biossido di titanio resiste agli acidi senza essere tossico, ha un alto indice di rifrazione ed è un ottimo catalizzatore in grado di degradare per ossidazione numerosi composti organici, lo sporco, inquinanti e vari microorganismi: ma non so se le polveri del biossido di titanio possano entrare nel nostro organismo, pur non essendo pigmenti volatili!

biossido di titanio

Se fino a ieri non ci siamo preoccupati del biossido di titanio, possiamo preoccuparcene da oggi!

Oppure possiamo sfruttare tutti gli aspetti positivi che questi pigmenti bianchi portano con sè:  con la luce la pittura diventa un catalizzatore (pittura fotocatalitica) e decompone molte sostanze nocive, in particolare gli ossidi di azoto (NOx), formaldeide, composti volatili benzene ed altri (VOC)!

Ma se il biossido di titanio ha anche un effetto antibatterico perchè decompone le pareti cellulari dei batteri non potrebbe decomporre anche noi umani? piano piano poco alla volta?

Forse nel dubbio è preferibile ordinare una pittura naturale, magari alla calce, che offre salubrità, elevata basicità ed elevata permeabilità al vapore.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Il fotovoltaico nel catasto

Non ho mai nascosto il mio pensiero sul fotovoltaico:

  • tecnologia fantastica
  • fortuna che qualcuno ci abbia investito dei quattrini e che la tecnologia sia potuta migliorare
  • fonte energetica strategica: chi può fermare un popolo armato di energia?
  • bello da vedere sui tetti
  • brutto da vedere a terra
  • sbagliato se visto come fornitore di energia per edifici energivori - prima seguiamo il mio motto: + involucro – impianti!

fotovoltaico nel catasto

Ma sanno tutti che esiste una natura “fiscale” del fotovoltaico? Possono gli impianti solari essere considerati beni immobili? L’Agenzia delle entrate con la circolare 36/E del 19 dicembre 2013 sostiene l’obbligo di accatastamento: il fotovoltaico insieme all’unità immobiliare produce un reddito temporalmente rilevante.

La stranezza è che nell’ambito dell’attività professionale il fotovoltaico rientra nei beni mobili strumentali (aliquota di ammortamento pari al 9%, ammortizzando il costo in 11 anni) mentre l’impianto fotovoltaico in catasto si trasforma in bene immobile. Ma se è un bene immobile si dovrebbe applicare un’ aliquota di ammortamento pari al 4% annuo, come per i fabbricati destinati all’industria, in 25 anni.

Ho chiamato questo articolo “il fotovoltaico nel catasto”, avrei dovuto chiamarlo “il fotovoltaico nella catastrofe”.

Questa Repubblica delle banane ci costringerà ad installare il fotovoltaico di nascosto! o a smontarlo alla luce del sole.

In questo caos normativo

non installerei un impianto fotovoltaico
installerei comunque un impianto fotovoltaico
installerei un impianto fotovoltaico senza accatastarlo

Ognun s’arrangi…

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Scoprire la trasmittanza Uw dei serramenti esistenti

Oggi che non si parla altro che di trasmittanza termica si potrebbe aver voglia di conoscere la qualità dei nostri attuali serramenti. Ma come fare? Ai tempi dell’installazione non era tradizione scrivere questi dati sul serramento stesso. E nemmeno la marcatura CE.

serramenti per casa passiva-03

Non possiamo fare altro che cercare qualche documentazione risalente all’acquisto o anche solo il preventivo dei serramenti scelti allora. Una volta trovato qualcosa si noterà che il dato che ci interessa maggiormente manca – proprio il dato Uw, la trasmittanza termica del serramento completo di telaio e vetro, non c’è scritto.

Se siamo fortunati però, troviamo

  • la descrizione del telaio e quindi il valore Uf
  • la descrizione del vetro e quindi del valore Ug

Ora possiamo trovare il valore corrispondente Uw in questa tabella tedesca dove Rahmen indica il telaio e Glas indica il vetro:

tabella Uw serramenti

Avete avuto successo? Avete scoperto il valore Uw dei vostri serramenti?


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Scelta serramenti e importanza dell’ombreggiatura

Chi ha la fortuna di realizzare una casa con ottime soluzioni di coibentazione ad un certo punto deve anche fare la scelta dei serramenti. Fino a dieci anni fa si cercava di installare un serramento migliore del precedente e tutta la ricerca si concludeva qui.

serramenti e ombreggiatura-01

Oggi una casa ben progettata e ben coibentata ha nuove esigenze:

Il serramento ad alte prestazione è fondamentale specialmente se le parti vetrate sono di metratura importante: tutta la superficie trasparente non può pregiudicare il comfort quando le temperature esterne scendono.

serramenti e ombreggiatura-02

Ecco che il triplo vetro, ormai abbastanza conosciuto, risolve proprio questo aspetto: contiene le dispersioni termiche e offre temperature superficiali interne veramente elevate – ha talmente poche dispersioni che la terza lastra esterna può risultare appannata al mattino, come le auto parcheggiate sotto le stelle.

serramenti e ombreggiatura-04

Le vetrate che danno ad est e ad ovest però, possono risultare colpevoli di un veloce surriscaldamento, anche d’inverno se è presente un impianto di riscaldamento radiante a pavimento.

serramenti e ombreggiatura-03

Ma allora non sarebbe più sensato scegliere un doppio vetro con un fattore solare g maggiore di 0,62 capace anche di ridurre il carico di radiazione solare estiva?

serramento apporti solari

Un triplo vetro, solitamente, ha un fattore solare pari a circa 0,5 e solo con costi aggiuntivi raggiunge il 0,62.

serramenti e ombreggiatura-05

 La cosa più sensata è

  • lavorare bene con gli ombreggiamenti, sia trovando il modo più piacevole per il committente di schermare i raggi solari, sia prevedendo che siano mobili
  • mantenere un triplo vetro che specialmente nel periodo invernale, nelle vetrate grandi, migliora la temperatura superficiale e quindi il comfort.
I tuoi nuovi serramenti come sono?

Triplo vetro
Triplo vetro ma non conosco il fattore solare
Doppio vetro
Doppio vetro ma non conosco il fattore solare

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

L’isolamento interno in cartongesso e lana di roccia di Valter

Valter racconta che in una ristrutturazione di circa 6 anni fa, hanno isolato l’abitazione dall’interno (gran parte dei muri perimetrali sono di mattone faccia vista) con intercapedine in cartongesso e, probabilmente, lana di roccia.

muffa dietro al cartongesso-01

Alla parete Nord (cieca) all’esterno sono fuoriuscite delle macchie giallastre, sul lato interno di questa parete hanno degli armadi, c’è un po’ di muffa negli angoli dell’intercapedine e i muri divisori ed è chiaro che nonostante l’isolamento interno la zona dietro i mobili rimane comunque molto fredda. Il dubbio è che il materiale isolante dietro l’intercapedine sia deteriorato.

muffa dietro al cartongesso-02

Ora, la prima soluzione che è venuta in mente è quella di realizzare un isolamento a cappotto in tutta quella parete.

Per motivi di confini non possiamo superare i 4 cm. così abbiamo pensato alla STIFERITE per una maggiore coibentazione.

 Dopo la realizzazione dell’isolamento a cappotto, che cosa succede all’interno dell’intercapedine? La soluzione del cappotto esterno è valida? L’intercapedine interna puo’ rimanere o è il caso di rimuoverla?

Tutti sanno come la penso io – intanto non mi piace la scelta originale dei materiali per l’isolamento dall’interno:

Il progetto originale non ha tenuto in debita considerazione la migrazione del vapore: in tutto il periodo di riscaldamento l’umidità interna della stanza è lentamente passata attraverso al cartongesso oppure nei punti di passaggio come crepe o fori per tubazioni elettriche andando a sbattere (leggi condensare) sulla parete fredda retrostante. La lana di roccia lascia passare bene il vapore, ma in modo non controllato: non è un materiale igroscopico e capillare dove l’umidità si può ben distribuire prima di passare dal caldo al freddo, nè riceve sul lato freddo un fondo con le stesse caratteristiche di igroscopicità e capillarità adatte a ricevere alcuni grammi d’acqua.

Dietro al cartongesso, dunque non sappiamo esattamente cosa stia succedendo – certamente lì dietro tira una brutta aria.

muffa dietro al cartongesso-03

Passiamo all’idea della coibentazione esterna, la soluzione sempre più favorevole e raccomandabile:

Personalmente non andrei a posare un sistema che prevede l’uso dei pannelli in Stiferite class SK, pur godendo del Benestare Tecnico Europeo a garanzia del buon sistema certificato: ammetto che le caratteristiche di questo materiale sono ottime per il contenimento delle dispersioni termiche invernali, ma sono scarse in fatto di protezione estiva.

stiferite cappotto

Ci sono materiali naturali con doti e prestazioni ottime.

Detto ciò, l’intercapedine interna puo’ rimanere o è il caso di rimuoverla? Io la spazzatura la metterei in qualche bidone, non in camera da letto.

Eliminati questi materiali,

  • mi dedicherei a ristabilire la salubrità delle superfici  che sono state a rischio muffa rimuovendo le spore della muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni,

rimuovendo le spore di muffa

  • preparerei una nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali .

Se non si eseguirà l’isolamento esterno è da progettare una stratigrafia idonea per coibentazione interna e finitura interna con materiali salubri, naturali, igroscopici, capillari e traspiranti che regolano l’umidità indoor senza rilasciare sostanze volatili VOC: questo è l’unico modo per ottenere temperature superficiali interne più alte ed evitare nuove formazioni di muffa.

Ricordiamo sempre che la prima causa delle muffe siamo noi: i livelli troppo elevati di umidità interna in periodo invernale sono presto causa di condense superficiali e ambiente ideale per la proliferazione delle spore. Evitiamo di risolvere il problema continuamente con il primo spray antimuffa che troviamo e facciamo piuttosto attenzione al livello di umidità interna costantemente con un economicissimo termoigrometro come questo:

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Casa nuova, impianto nuovo

Quando l’involucro dell’edificio è performante…

nuova casa nuovo impianto-

Parliamo che si capisca tutti…  Quando la coibentazione della casa ha buoni spessori, e le dispersioni invernali sono molto ridotte, va a finire che il fabbisogno per riscaldamento incide magari per un 25 % circa, l’acqua calda sanitaria per un 40 % circa (mettiamo un po’ meno di 20 litri/giorno a 42 °C per persona) e l’eventuale raffrescamento per un 35 % circa dell’energia che consumiamo.

nuova casa nuovo impianto-

Il solito dilemma è scegliere la tipologia impiantistica più idonea e corretta: ogni scelta porterà alcuni vantaggi e alcuni svantaggi.

Ci sono committenti che partono a priori con un’idea fissa dell’impianto che sarà. Io ricordo sempre che quando avremo stabilito le caratteristiche dell’edificio, quello sarà il momento di parlare di progettazione d’impianti!

Ma come ragionare sugli impianti?

nuova casa nuovo impianto-04

Beh, il periodo di riscaldamento e raffrescamento saranno notevolmente ridotti, paragonando le esigenze di un edificio tradizionale molto disperdente, quindi anche l’impianto dovrà essere molto dinamico nel funzionamento!

Dinamico vuol dire che se ho bisogno di energia, la voglio, e subito! Non voglio inerzia, non mi serve! Il sogno di tutti noi abituati a case che necessitano di energia continuamente è il riscaldamento a pavimento.

Il riscaldamento a pavimento è veramente adatto ad una casa ben isolata?

nuova casa nuovo impianto-

che magari ha anche ottime vetrate con corretta esposizione? O si dovrebbe valutare un impianto a soffitto radiante? o a parete radiante? e a radiatori no? o a ventilconvettori?

Lanciamo la monetina? chiediamo a Mario? l’amico che sa tutto? E la figura del termotecnico Vi sembra proprio una spesa inutile? Chi meglio di lui può aiutarci ad analizzare i bisogni impiantistici della nostra nuova casa?

I sistemi di climatizzazione a scambio convettivo, che è maggiore per ventilconvettori (minore per radiatori e nullo per i radianti) sono molto reattivi: riescono a influire velocemente sulla temperatura dell’aria ambiente!

Con questi sistemi reattivi è possibile correggere la temperatura ambiente e di conseguenza quella operativa per portarla al valore ideale molto in fretta. Anche d’estate, se ci sono vetrate grandi, magari senza ottimi ombreggiamenti esterni o magari non correttamente posizionati manualmente, può capitare di aver bisogno di un impianto rapido nel riportare le condizioni ambientali ideali.

nuova casa nuovo impianto-

I sistemi radianti a pavimento sono una soluzione certamente ottimale per il comfort, ma immaginate se nessuno si è ricordato degli ombreggiamenti manuali… anche d’inverno, con belle giornate di sole, si va dritti verso il surriscaldamento dei locali, anche a 28 °C con cielo blu. E un bel massetto caldo di una casa ben isolata non si raffredda tanto facilmente!

nuova casa nuovo impianto-08

Per fare un esempio, se durante la notte il radiante a pavimento, con la sua temperatura, mantiene i 20 °C in ambiente (temperatura esterna 2 °C) e alle 10 della mattina entra il sole, il termostato ambiente si spegne – ma l’inerzia del pavimento già caldo non permette di assorbire la radiazione solare che passa dal vetro del serramento creando in questa maniera un surriscaldamento molto veloce e fastidioso.

nuova casa nuovo impianto-07

Il pavimento radiante, il tepore sotto i piedi, tanto a lungo sognato forse non è una buona scelta per la nostra nuova casa!

nuova casa nuovo impianto-05

I sistemi radianti a parete e a soffitto sono più lenti a modificare la temperatura dell’aria rispetto ai ventilconvettori e ai radiatori, ma sono più veloci rispetto al pavimento radiante.

E allora, devo tirare la monetina per decidere tra radiante a soffitto e radiante a parete? o per decidere di installare dei piccoli radiatori? e questi, in che punto li devo collocare per avere più comfort? quante colonne devono avere? posso prendere quelli nuovi belli e sottili che ho visto in alcune riviste?

Credo proprio che un buon termotecnico sia quello che ci vuole! E poi se il progetto di impianti non lo redige lui, che proposte riceverò dagli impiantisti direttamente? Di tutte e di più!

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori - dona anche Tu!

marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

nuovo Libretto di impianto

In materia sono ignorante anch’io, ma ho letto che il D.M. 10/02/2014 ha pubblicato i nuovi format di “Libretto di impianto” per tutti gli impianti termici di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e di “Rapporto di efficienza energetica”, entrambi applicabili dal 01/06/2014.

Questo nuovo Libretto di impianto si applicherà a tutti gli impianti per la climatizzazione, anche estiva, e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il nuovo Rapporto di efficienza energetica andrà compilato in occasione degli interventi di controllo e manutenzione.

Il libretto di impianto può essere scaricato in formato pdf da qui.


federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Il tetto in legno di Antonio in Sardegna

Ad Antonio hanno proposto questa stratigrafia per il tetto, abita in Sardegna zona C, gradi giorno 1232, altezza sul livello del mare 225 mt.

stratigrafia per il tetto in Sardegna zona C-05

Deve realizzare una copertura in legno a vista, in quanto la sua casa si sviluppa su un solo piano, il punto più basso del solaio sarà di 2,70 mt ed il punto più alto 3,50 mt. Questa è la stratigrafia che gli hanno consigliato:

stratigrafia per il tetto in Sardegna zona C-01

Già vedendo strati così sottili di coibentazione mi sorge il dubbio dell’effettivo valore di questa copertura.

stratigrafia per il tetto in Sardegna zona C-03

Sì non pioverà dentro, mi aiuterà a contenere le dispersioni termiche invernali, ma d’estate? Come si comporterà una stratigrafia simile in regime estivo?stratigrafia per il tetto in Sardegna zona C-02

Fin da subito ho avuto la sensazione che chi ha progettato questi strati si sia preoccupato solamente di rispettare i limiti di trasmittanza termica U imposti per legge in riferimento alla zona climatica C di appartenenza.

stratigrafia per il tetto in Sardegna zona C-04

Io ripeto sempre che

  • la trasmittanza U è un valore interessante perchè mi posso ben orientare nella progettazione concentrata sul contenere le dispersioni termiche invernali: quello che mancherà ad un edificio con trasmittanza termica media pesata X lo fornirà il mio impianto di riscaldamento, o il mio impianto di VMC se a livello di casa passiva
  • progettare contro il caldo è una cosa ben diversa perchè devo scegliere materiali adatti a questo scopo e consigliare spessori che possano davvero garantire sfasamento e quindi possano davvero contribuire ad evitare il surriscaldamento.

sbagliare la progettazione contro il caldo significa scoprire a posteriori che c’è bisogno di un impianto di raffrescamento.

Ad Antonio hanno proposto questa stratigrafia, o hanno poco materiale in magazzino, o vogliono tenerselo tutto per loro, o vogliono consigliarlo male:

Faccio queste affermazioni, non perchè sono fanatico della coibentazione o perchè voglio straffare: l’architetto dice 10cm. e io che faccio consulenza dico 12cm.,  l’architetto dice 20cm. e io che faccio consulenza dico 22cm. … nooo non è così.

La protezione estiva è un fattore importante, determinante e da prendere sul serio in quasi tutte le zone climatiche d’Italia, ma non perchè ce lo impone il legislatore, perchè ce lo impone il buon senso e potrebbe regalarci la soddisfazione di abitare un edificio senza essere costretti ad installare un impianto di raffrescamento. Vi pare poco?

Cosa dice la legge sul tema Protezione dal caldo – Prestazioni della copertura?

 La normativa prescrive di verificare che in tutte le zone climatiche, ad esclusione della F, il valore della massa superficiale delle pareti opache verticali, orizzontali o inclinate, sia superiore a 230 kg/mq (D.Lgs. 311/2006, Allegato I, comma 9, lettera b). La stessa norma prevede, in alternativa, di ottenere gli stessi effetti positivi derivanti dal rispetto del suddetto valore di massa superficiale, mediante «l’utilizzo di tecniche e materiali, anche innovativi, che permettano di contenere le oscillazioni della temperatura degli ambienti in funzione dell’andamento dell’irraggiamento solare. In tal caso deve essere prodotta una adeguata documentazione e certificazione delle tecnologie e dei materiali che ne attesti l’equivalenza con le predette disposizioni» (Ibidem, Allegato I, comma 9, lettera c).

 Il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva parla di

  • Massa superficiale pareti > 230 kg/mq
  • Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,12 W/m2K per le pareti
  • Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K per le coperture (assurdo ma è così… i valori dovrebbero essere invertiti imponendo i più bassi per le coperture!!)

il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva parla di

  • Sfasamento > 12 ore

Non diamo i numeri quando progettiamo! leggiamoli e miglioriamoli!


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Sintomi di non tenuta all’aria del tetto in legno e del cappotto

Il tetto in legno, al contrario di una copertura in laterocemento, è molto più delicato nella progettazione. Oltre agli strati del pacchetto di coibentazione si deve progettare nei minimi particolari come si garantirà la tenuta all’aria.

L’importanza della tenuta all’aria del tetto in legno è dovuta

  • alla deteriorabilità del legno in presenza continuata di umidità, gocciolio, muffe e marcescenze
  • alle perdite per ventilazione, in questo caso accidentali.

Si deve ricordare che in periodo di riscaldamento la migrazione del vapore avviene dall’interno verso l’esterno, e in presenza di difetti non avverrà lentamente e uniformemente attraverso il pacchetto traspirante che abbiamo progettato ma, accidentalmente e velocemente nei punti non correttamente sigillati. Come avviene in una pentola sul fuoco dove il coperchio non aderisce bene su tutto il bordo: in alcuni punti il vapore sbuffa visibilmente… sì poi si alza il coperchio e succede un disastro sui fornelli… ma questo è perchè ci sono 100°C.

Purtroppo questi difetti di progettazione si evidenziano a casa finita, a casa pagata e a casa vissuta un paio d’inverni. Si potrebbero identificare anche prima con un Blower-door test, il test di pressione all’aria, ma questo test di controllo non è la quotidianità. Se lo fosse, in giro non si vedrebbero difetti.

non tenuta all' aria

Descrivo un caso – più di un lettore si identificherà nel problema:

balcone sempre bagnato, pur se protetto da un generoso sporto del tetto: l’assito esterno completamente bagnato e un po’ ammuffito dal vapore che riesce a passare dall’ambiente sottotetto all’esterno.

non tenuta all aria tetto cappotto-04

il decoro dell’architrave sulla finitura esterna del sistema a cappotto mostra un filo d’acqua che scende dalla base della lanterna esterna: la coibentazione esterna (il cappotto) è stata forata per permettere il collegamento elettrico della lanterna e non si è provveduto a sigillare il passaggio: l’aria calda e umida interna attraverso le canaline dell’impianto elettrico ha trovato il modo di uscire
non tenuta all aria tetto cappotto-03

Durante tutto il periodo di riscaldamento cade la goccia sulla soglia in pietra: la goccia scava la pietra, gutta cavat lapidem.

non tenuta all aria tetto cappotto-02

il vapore interno che fuoriesce dalla predisposizione elettrica condensa a formare un rigagnolo in facciata:non tenuta all aria tetto cappotto-01E’ opportuno non sottovalutare la tenuta all’aria della casa, una stupidaggine come il passaggio elettrico dimenticato causa danni non da poco, e non mi riferisco al danno della doccia sulla soglia che sarà valutabile in un centinaio di anni, mi riferisco alla situazione nello strato della coibentazione, che non si vede e dipende da come è stata tagliata la canalina elettrica.

Sicuramente il caso appena descritto nasce da una dimenticanza dell’elettricista oppure dalla sua ignoranza in materia, di certo non è stata una furbizia per avere meno costi sul lavoro da eseguire: questo dettaglio della tenuta all’aria della tubazione elettrica ha un costo di 1,47€ se Pinco Pallino vuole acquistare il tappino su amazon!

Il difetto del tetto è invece veramente importante e spesso una soluzione di “rattoppo” non garantisce la soluzione al problema.



lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Occhi aperti in Classe A

Tiriamo le somme:

La targhetta CasaClima è senz’altro sinonimo di garanzia: la mia casa è stata veramente fatta come l’Agenzia CasaClima comanda. La targhetta a sinistra del portone è lì a riprova di tutti gli sforzi fatti e del traguardo raggiunto.

La casa “targhettizzata”, a pari caratteristiche della gemella di fianco, avrà anche un valore sul mercato immobiliare superiore, proprio perchè garantisce di essere qualitativa – e risparmiosa.

Attenzione!

CasaClima Nature

solo la targhetta CasaClima Nature garantisce anche che i materiali utilizzati offrano salubrità agli ambienti interni. Infatti sono richiesti precisi requisiti per la qualità dell´aria, per l´illuminazione naturale, per il comfort acustico e per la protezione dal gas radon.

Lasciamo da parte l’indice di efficienza dell’involucro (< 50 kWh/mqa) e l’indice di emissione di CO2 (< 20 kg CO2/mqa), CasaClima Nature impone negli ambienti interni materiali e prodotti che rispettano i limiti di emissione (VOC, formaldeide) come definiti in direttiva tecnica.

Questo aspetto è molto importante da ricordare, specialmente per chi non costruisce la sua casa con targhetta, ma per chi sta acquistando una casa con targhetta! Per assurdo – ma neanche tanto, per mia esperienza – si potrebbe essere così abbagliati dalla targhetta CasaClima in bella mostra all’entrata del condominio sfavillante da dimenticare di informarsi sul tipo e qualità di costruzione che stiamo andando ad acquistare:

Ci si può facilmente ritrovare proprietari di un appartamento in Classe A edificato da costruttori che pubblicizzano appartamenti confortevoli, protetti dal surriscaldamento, in grado di “offrire sensazione di benessere” (cito dal depliant : …per concretizzare il sogno di vivere ed abitare in modo sano e rispettoso dell’ambiente…) utilizzando:

intonaco interno: malta cementizia
materiale di costruzione dell’involucro: calcerstruzzo
materiale coibente: eps

Stratigrafia dei muri perimetrali, dall’esterno verso l’interno:

  • 12cm di polistirolo
  • 19cm di calcestruzzo
  • 6,5cm di polistirene
  • 1cm di lana di legno di abete, mineralizzata e legata con cemento Portland
  • intonaco interno in malta cementizia.

Anche in copertura, polistirolo e calcestruzzo.

Purtroppo bisognerebbe essere esperti di tutto per non inciampare nelle fregature della vita.

Dimenticavo: per la climatizzazione estiva sono previsti 2 apparecchi refrigeranti: zona giorno e zona notte.

Poveri acquirenti…

E Tu hai esperienze di case in classe A?

personalmente no, ma ho sentito di molte insoddisfazioni.
personalmente no, ma ho conoscenti molto soddisfatti.
personalmente no, ma darei più importanza ai materiali che alla classe energetica.
sì, e sono pienamente soddisfatto della scelta dei materiali.
sì, e non sono soddisfatto dei materiali.
sì, e sono parzialmente soddisfatto dei materiali.





federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Ragionamenti sul mini fotovoltaico

Come progettista della coibentazione penso sempre a come non fare uscire l’energia dall’involucro edilizio piuttosto che a come approvvigionarmene. Ma è pur sempre necessaria e non solo per riscaldarsi o raffrescarsi.

Dobbiamo allora buttarci tutti sul fotovoltaico? Per deformazione professionale vorrei consumare così poco da rimanere indifferente e alle offerte e ai prezzi dell’energia elettrica. Ma è pur vero che un tot di energia la usiamo e dobbiamo averla disponibile, comprata dalla rete o comprata dal sole, ci serve!

mini fotovoltaico

Allora ecco la domanda:

  • se il migliore impianto fotovoltaico è quello che massimizza l’autoconsumo non sarebbe intelligente calcolare il proprio consumo “certo” giornaliero e installare un fotovoltaico piccolo solo per coprire questa fetta di energia? 

 Così mi risponde gentilmente Alberto Berardi – Electrical Engineer – IRCI S.p.A. Engineering, PV O&M, Buyer, R&D e ESS (Energy Storage System):

occorre tenere in considerazioni diversi fattori. Ne riporto alcuni:

 Negli ultimi dieci anni una famiglia media con contratto di fornitura 3kW di potenza impegnata e consumo annuo 2700kWh (molto basso, quindi siamo molto cautelativi come dati iniziali) nel 2004 0,12euro/kWh (compreso costo energia, costi rete, oneri di sistema e imposte), nel 2013 siamo arrivati a 0,19euro/kWh… +58% di aumento del costo della bolletta in 9 anni (www.autorita.energia.it/it/dati/eep35.htm). Quindi mediamente +6,4% di aumento all’anno. Sono i primi dati su cui occorre riflettere per capire la bontà dell’investimento.

Detto ciò, occorre anche dire che oggi il costo dell’energia prelevata dalla rete nella fascia giornaliera F1 rispetto alla fascia serale-notturna-festiva F2-3 è di solo 0,01euro superiore, quindi non è “fondamentale” fare la lavatrice di sera (qualche anno fa senza “FV” la differenza era oltre il 30%)..

 Tralasciando il discorso degli utenti che consumano più di 4000kWh e il costo a kWh arriva a 0,35kWh.

Costo impianto FV 3kW, facciamo un bel impianto spendiamo 7.000e con iva, con detrazione 50% è come se ci “costasse” 3.500. Consideriamo che l’inverter “sfigato e fuori garanzia muore dopo 10-15anni”. Aggiungiamo altri 500e (costo ipotizzato dell’inverter tra 10-15 anni). Totale 4000e.

Consideriamo ora che l’impianto produca 3.000kWh per anno, per 25 anni (75.000kWh), dividiamo il costo dell’impianto per l’energia prodotta nella vita dell’impianto

4000 / 75000= “0,05 euro / kWh “.

 NB. tra 25 anni l’impianto non si spegne, funziona ancora, oppure può essere sostituito con un altro più performante..

 0,05euro/kWh fisso da oggi e per i prossimi 25 anni, senza inflazione, ecc.

 Questo è un dato su cui riflettere se avessimo autoconsumo 100%;  è il costo a kWh prodotto da tecnologia Fotovoltaica.

 ”Mentre senza FV, 6,4% * 25 = +160% di aumenti, costo del kWh 0,5euro”

 ovviamente sono ipotesi.. comunque c’è un fattore 10 tra costo di energia tra FV e senza.

 Il discorso accumulo serve per avvicinarci in maniera intelligente e profiqua dal punto di vista economico a questo obbiettivo, avere cioè un buon autoconsumo.

 Se rispostassimo i consumi da serali a metà giornata (lavatrici, lavastoviglie, forno) in estate spesso sarà acceso anche un climatizzatore, quest’ultimo compensa bene la maggiore produzione di energia elettrica FV in estate, più sole più caldo più produzione FV più consumo condizionamento.. (((nota mia: non installate raffrescamento, ma proteggetevi dal caldo! amen.)))

Già così la quota di autoconsumo potrebbe essere tra il 20-40%, con accumulo tale percentuali salgono al 60-80%.

@Federico (premessa credo doverosa sopratutto per i non addetti ai lavori), hai centrato in pieno la soluzione, ricreare/misurare il profilo giornaliero dei consumi che comunque in genere non varia molto nei mesi al massimo in estate aumenta.. da questo profilo di consumo, mettendo insieme i dati di produzione giornalieri da FV, mettendo insieme i dati del sistema di accumulo si fanno alcuni business plan aumentando e diminuendo FV, aumentando e diminuendo l’accumulo; alla fine si sceglie quello che fa risparmiare maggiormente il cliente.

Chi spende 0,35euro a kWh passatemi il termine è un “PAZZO” se ancora non ha installato un impianto FV con e senza accumulo, e ce ne sono tanti..

altro discorso se il kWh lo paga 0,20 e ha tutti i consumi spostati di sera o di notte..

Installare FV “piccolo” ha senso, ma più che piccolo lo chiamerei sufficiente e ottimizzato per il suo fine. L’impianto sufficiente ha il difetto che ha un costo per kW installato un pò più alto rispetto ad un impianto di potenza maggiore, si tratta di trovare l’ottimo caso per caso…

 Visto le detrazioni, personalmente penserei ad un bel impianto, non risicato, domani i consumi potrebbero anche aumentare…una volta in casa c’era un televisore, oggi…

La mia efficienza energetica è partita da

nuove finestre
isolamento del tetto
isolamento a cappotto
isolamento dall’interno
nuovo impianto di riscaldamento
solare termico
fotovoltaico

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Schiume in cantiere

Andiamo in cantiere; già leggere la scheda tecnica prende tempo che quasi sempre non c’è, figuriamoci leggere la scheda di sicurezza del prodotto che stiamo utilizzando…

Le schiume adesive poliuretaniche, quelle che si usano spesso per incollare pannelli isolanti per esempio, non hanno un odore che mette in guardia, anzi si può dire che sia piacevole. Ecco la trappola: il naso non ci da segnali di pericolo.

Ricordate di non utilizzare la schiuma in caso di scarsa ventilazione, indossate una maschera di protezione con filtro del gas appropriato (tipo A1 secondo EN14387)!

Filtri come questi, se ne trovano anche da 6 euro l’uno, non c’è motivo per non averli:

Filtro-Tipo-A1-CE


federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

In casa abbiamo troppi trasformatori, eliminiamoli.

Per ricaricare tutte le trappole elettroniche che abbiamo in casa senza vivere in compagnia di tanti trasformatori da inserire e da disinserire continuamente, possiamo installarci da soli una presa USB della bTicino:  forza! cacciavite e forbici!

presa usb

presa usb

 La bTicino, sia per la serie Living che per la serie Light, Axolute e International propone:

  • una presa alimentata a 220V, con caricabatterie interno (con singola USB (fino a 750 mA) e con doppia presa USB (occupa due moduli e può erogare fino a 1500 mA (750 mA per due devices contemporaneamente))
  • e una presa con quattro morsetti per il collegamento del bus USB.

Disponete di qualche presa comandata che non utilizzate? Montate la vostra presa USB proprio al posto di quella comandata: avrete la possibilità di togliere la corrente dal trasformatore tutte le volte che non lo state utilizzando evitando una inutile fonte di elettrosmog.

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Voglio avere la targhetta CasaClima

<< La mia casa sta venendo così bene.. e la coibentazione è diventata così spinta.. che quasi quasi mi viene voglia di chiedere la targhetta CasaClima. In fondo anche la targhetta della classe energetica ha il suo fascino – e poi un giorno magari la casa vale di più >>.  Sono frasi ricorrenti queste – il committente che è stato contagiato dal virus del risparmio energetico diventa lui stesso portatore sano della filosofia CasaClima.

targhetta CasaClima

Ma qual’è il corretto iter per ottenere la targhetta CasaClima?

Ma che costo ha la targhetta CasaClima?

E alla fine, quanto potrà costare seguire tutto il programma per arrivare alla certificazione Casa Clima?

Qualsiasi studio di progettazione è in grado di seguire l’iter della certificazione Casa Clima?

Secondo la Direttiva di Bolzano, l’iter burocratico è da svolgere PRIMA e non dopo aver costruito la casa.

Questo punto è fondamentale se si pensa ad una certificazione Casa Clima Bolzano con relativa targhetta energetica da attaccare sulla casa: non è possibile pensare e fare la Pratica Casa Clima al termine dei lavori!

 La tariffa per la certificazione CasaClima “standard” si calcola sulla base della superficie netta riscaldata da calcolo CasaClima (la superficie sarà verificata dall’Agenzia CasaClima durante l’iter di certificazione).

 Per una superficie riscaldata netta fino a 300mq ad esempio, la tariffa da pagare all’Agenzia è pari a 1.500 €.

 L’iter di certificazione CasaClima si suddivide in due fasi distinte:

  • Pre-Certificazione (Fase A): controllo e validazione preliminare del progetto
  • Certificazione (Fase B): controllo cantiere e certificazione del progetto

 La tariffa all’ Agenzia KlimaHaus si pagherà così:

  • Pre-Certificazione (Fase A): 60% dell’importo complessivo della certificazione
  • Certificazione (Fase B): 40 % dell’importo complessivo della certificazione

 Al ricevimento della documentazione richiesta per avvio dell’iter di certificazione (rif. Direttiva tecnica vigente) l´Agenzia CasaClima emetterà l’ordine di pagamento pari a quanto richiesto per la Fase A (Pre-Certificazione); l’incasso dell’ordine di pagamento darà l´avvio all’iter di certificazione.

CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione

Con l’incasso dell’ordine di pagamento della fase di pre-certificazione (Fase A) sará rilasciato al referente del progetto CasaClima il Logo ufficiale “CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione” che potrá essere utilizzato a scopi pubblicitari esclusivamente per il progetto per il quale si è richiesta la certificazione e secondo le specifiche contenute nel manuale d’uso che sará rilasciato con il logo stesso.

Per la certificazione CasaClima di edifici con una superficie fino a ( < ) 500 m² sono inclusi due sopralluoghi.

 La pratica però non va avanti da sola grazie al primo bonifico: ci vuole il Tecnico che sviluppa la Pratica Casa Clima!

Il tecnico dovrà svolgere la seguente mansione con un relativo costo di Progettazione :

  • il Modulo di Richiesta (da inviare in formato cartaceo e digitale)
  • la Lettera d’impegno
  • il Calcolo CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale), utilizzando la versione piú attuale del programma di calcolo CasaClima (Direttiva Tecnica CasaClima ).
  • il Progetto CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale) che contiene:
  1. la Planimetria con l’esatta indicazione del Nord geografico
  2. la Pianta di tutti i piani con evidenziate le superfici riscaldate con descrizione dell´involucro edilizio termico (tutti quegli elementi costruttivi del volume interno riscaldato che confinano con l´aria esterna, con i vani non riscaldati o con il terreno),
  3. le Viste delle facciate con indicazione degli elementi strutturali inseriti nel calcolo CasaClima;
  4. le Sezioni quotate con l´indicazione delle zone riscaldate e dei vani non riscaldati (indicare chiaramente i vani non riscaldati, i vani del tetto e dei locali attigui eventualmente non riscaldati) e possibili ombreggiature;
  5. i Dettagli in scala delle stratigrafie dei singoli elementi costruttivi inseriti nel calcolo;
  6. i Particolari costruttivi dell’attacco dei balconi, raccordo parete esterna – finestra e/o porta finestra, raccordo cassonetto – parete esterna, solaio piano interrato o contro terra– parete esterna, trave – pilastro verso l’esterno, tetto (ed in generale di tutti quei punti che possono costituire ponte termico), al fine di valutarne la corretta progettazione dei dettagli;
  7. una Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per evitare i ponti termici.
  • Il file .dwg/.dxf dovrà essere in scala 1:1 (1 unità = 1 mt) in tutte le sue parti. Anche i dettagli costruttivi dovranno essere rappresentati nella stessa scala.
  • l’ Impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (se esistente) con Breve descrizione dell’impianto di ventilazione: in pianta ed in sezione indicare con progetto il percorso dei condotti della ventilazione. Le principali caratteristiche dei condotti e le loro dimensioni, apparecchi di immissione ed espulsione; il livello di assorbimento sonoro previsto; la Descrizione dei ventilatori, caratteristiche delle prestazioni e della propria efficienza energetica; il Calcolo delle portate d’aria per i vari vani riscaldati; (i dati devono essere presentati sia in forma cartacea che in forma digitale).
  • Foto documentazione:
  1. Accurata foto documentazione delle principali fasi di costruzione e dei dettagli rilevanti ponendo particolare attenzione alla messa in opera degli elementi costruttivi: isolamento, finestre, attacco ultimo solaio-tetto, ecc. Nella foto documentazione vanno indicati, con l’utilizzo di metro, gli spessori dei materiali posati.
  2. Ogni particolare costruttivo va accuratamete foto documentato.
  3. Un esempio di come deve essere presentata la Forodocumentazione è scaricabile dal sito dell’Agenzia, clicca qui.

(Le foto fornite dovranno avere una risoluzione tale da consentire una adeguata lettura dei particolari e degli spessori misurati)

  • Check-list contenente i presupposti per ottenere la targhetta CasaClima;
  • Schede tecniche dei materiali, porte, finestre utilizzati;
  • Certificati di prova (non autodichiarazione del produttore!!) di tutti i materiali, porte, finestre utilizzati che abbiano un valore (U nel caso di finestre e porte) che superino i valori indicativi (vedi Servizi/Download documenti); i prodotti devono essere marchiati secondo la legislazione marchio CE;
  • Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per risolvere i ponti termici;
  • Crono – programma delle fasi del cantiere in cui si evidenzi le fasi cruciali ai fini della Certificazione CasaClima (posa dell´isolamento termico, posa dei serramenti, eliminazione dei “ponti termici” ecc.)
  • Delega (mandato o autorizzazione) del committente al fine di effettuare sopralluoghi in qualsiasi momento del cantiere e nell’edificio, sotto la propria responsabilità, per misurare, verificare e documentare l’avanzamento dei lavori con fotografie o con altri metodi, comprendendo tutti gli aspetti riferiti al marchio di qualità;
  • Bolle di consegna, etichette del pacco e del prodotto o ricevute che identifichino tutti i principali materiali utilizzati.
  • Documentazione digitale su Cd contenente:
  1. Programma di calcolo;
  2. Progetto CasaClima (*.dwg, *.dxf dell’intero Progetto CasaClima e stampa in *.pdf con esclusione della parte relativa ai particolari costruttivi)
  3. Impianto di ventilazione meccanica controllata (*pdf, *jpg, *doc);
  4. Altra documentazione (*pdf, *jpg, *doc).

E’ certamente una montagna di ore da dedicare a questo fidanzamento con l’Agenzia Casaclima. Alcuni studi di progettazione sono ormai abituati a queste pratiche e conoscono ottimamente l’iter da seguire.

Per cercare di dare un’idea di spesa aggiuntiva per questo percorso della certificazione CasaClima si potrebbe dire altri 4.000 € e a questa cifra si dovranno poi aggiungere le spese per sopralluoghi che dipendono dal luogo e dal numero di sopralluoghi necessari e quindi dalla capacità dell’impresa di lavorare bene senza richiedere continue assistenze in cantiere.

Tiriamo le somme:

La targhetta CasaClima è senz’altro sinonimo di garanzia: la mia casa è stata veramente fatta come l’Agenzia CasaClima comanda. La targhetta sullo stipite è lì a riprova di tutti gli sforzi fatti e del traguardo raggiunto.

La casa “targhettizzata”, a pari caratteristiche della gemella di fianco, avrà anche un valore sul mercato immobiliare superiore, proprio perchè garantisce di essere qualitativa – e risparmiosa.

Allora? Dobbiamo fare o no questa certificazione?

  1. Di certo non sono soldi buttati al vento. Quattro occhi vedono meglio di due! Il progetto e la sua realizzazione sono stati due volte verificati.
  2. Di certo il nuovo proprietario di casa aveva il sogno di avere davanti anni sereni, con piccoli costi per riscaldamento. Dalle migliaia di euro spesi per riscaldare la casa precedente passerà alla sua CasaClima che per riscaldamento richiede solo due-tre-quattrocento euro all’anno: un bel risparmio!  Peccato che i primi 15-20 anni di spese di riscaldamento sono già stati spesi per pagare la certificazione.





federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato scritto da federico sampaoli e diretto dal termotecnico marco de pinto,

relatore-marco-de-pinto-corsp-ceph-2012-zephir-copiapassive hause designer

vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Ufficio appeso alla parete

Forse non rispecchia il gusto di ognuno, ma è un mobile di altissima qualità (toccato con mano personalmente) e perciò lo pubblico. Mi ricorda il design pulito un po’ anni ’70 di certe manifatture.

FLATBOX wall-mounting secretary desk design Michael Hilger-03

La faccio breve – se state cercando qualcosa per avere un mini ufficio in casa che scompare all’occorrenza e lo stile va d’accordo con quello di casa vostra, ordinatevi questo  FLATBOX wall-mounting secretary desk disegnato da Michael Hilger.

FLATBOX wall-mounting secretary desk design Michael Hilger-04

(White, Natural Wood, H: 43.1 cm W: 71.7 cm D: 12.2 cm., Weight 18 kg)

FLATBOX wall-mounting secretary desk design Michael Hilger-02

Lo spessore di 12 cm. è un po’ troppo per il vostro ambiente? Vi serve qualcosa di simile ma molto sottile? 5 cm. vanno bene? Vi presento il FLATFRAME:

FLATBOX wall-mounting secretary desk design Michael Hilger-01

Se il designer Michael Hilgers ( Studio !Idee a Berlino ) vi piace scaricatevi il catalogo completo qui.

Quanto vale un metro quadrato di casa Vostra? Duemila? Tremila? Quattromila? Cinquemila euro? Di più? Più vale il vostro indirizzo e meno vi peseranno i circa 600 € o i 400 € di queste belle scrivanie che non occupano che pochi cmq. di spazio.

Che ne pensate?

Da espertoCasaClima mi aspetto altri argomenti.
Mi piace qualche consiglio anche di interiordesign.
Se parlando di coibentazione interna ogni cm di spessore conta – ben vengano consigli salvaspazio interni!


L’occasione di quasi 800 pagine rilegate per soli 15€ (meno di 2 eurocent a pagina). Un regalo da fare / farsi :

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

L’assorbimento d’acqua nei materiali termoisolanti

La preoccupazione di ogni progettista è l’assorbimento d’acqua dei materiali.

Quando ragioniamo sui materiali per coibentazione troviamo nelle schede tecniche di pannelli molto igroscopici la descrizione del livello di assorbimento d’acqua sopportabile.

La determinazione dell’assorbimento d’acqua dei materiali termoisolanti deve essere conforme alla norma europea EN 1609, metodo A (EN 1609: 1996-11 Thermal insulation products for building applications – Determination of short-term water absorption by partial immersion).

Per esempio l’assorbimento d’acqua medio per materiali con densità 30-60 kg/mc e spessore 10cm deve stare tra i 14,5 e i 35,19 kg per metroquadro.

misuratore di umidità assoluta

Con un misuratore di umidità assoluta con sensore sferoidale metallico è possibile fare misurazioni non invasive all’interno dei materiali fino ad una profondità di 4cm. Eccone uno abbastanza economico:

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Led retrò

Mi illumino di meno e meglio.

Better Mix Design Studio LED-01

Risparmiare energia ed essere efficienti senza rinunciare al piacere della vista di una vecchia lampadina ad incandescenza si può.

Better Mix Design Studio LED-04

Questa lampada da tavolo è in realtà una lampada a LED:

Better Mix Design Studio LED-02

La bella idea è di Better Mix Design Studio: un LED illumina la classica forma del bulbo ad incandescenza con una luce calda.

Better Mix Design Studio LED-03

In passato ho disegnato anch’io lampade che volevano il classico bulbo ad incandescenza, bello sarebbe poter montare LED speciali come questo.

CuCù, design federico sampaoli, lampada da sospensione in acciaio 20 x 8 cm; h 20 cm.:

lampada CuCù design federico sampaoli millepede-03 lampada CuCù design federico sampaoli millepede-02lampada CuCù design federico sampaoli millepede-01federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Eliminare la condensa dalla zona fermavetro del serramento

Chi ha installato nuovi serramenti prima del 2010 spesso si trova con un serramento ancora buono e quasi nuovo con il problemino della condensa proprio dove il vetro finisce e inizia il telaio della finestra.

condensa fermavetro serramento T-stripe

Di chi è la colpa? La colpa è dell’umidità relativa in ambiente e del non eccezionale fermavetro installato sulla finestra. Il ponte termico del fermavetro è così evidente che appena l’umidità interna si alza (durante la notte, o cucinando, o nei bagni) il vapore condensa immediatamente su quella linea.

Comprendo bene che buttare in discarica tutti i serramenti ordinati solo qualche anno fa, e ancora di ottimo aspetto, sia improponibile ed economicamente non affrontabile.

Ma come risolvere il problemino della condensa? Alla lunga, anche quella danneggerà il telaio.

Ci vorrebbe una striscia scaldante che posata di fianco al fermavetro alzasse la temperatura di quella linea di quei pochi gradi utili ad evitare la condensa – ecco fatto.

condensa-fermavetro

Se sei un lettore fai da te, potrebbe interessarti questo T-Stripe che non è altro che una resistenza a filo da installare sui serramenti che hanno questo problema:

condensa fermavetro serramento T-stripe-01

Il risultato estetico è buono e le possibilità di personalizzazione sono infinite:

condensa fermavetro serramento T-stripe

Anche i consumi elettrici per  il funzionamento di questa striscia scaldante sono interessanti: 5 finestre con questo T-Stripe di 3,5 metri per ognuna, funzionante per circa 1100ore ogni inverno (Test svolto a Vienna), consumano quasi 50€ di elettricità (0,22€/kWh). Teoricamente 2/3 dell’energia della striscia ci restano in casa come fonte di riscaldamento extra.

Guarda il video e poi decidi se ordinare tutto e provare - Io per fortuna non ne ho mai avuto bisogno:

Mi raccomando, che il T-stripe non diventi un pretesto per non seguire le vecchie e sane abitudini: arieggiare arieggiare arieggiare:

condensa fermavetro-01

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Attenzione alla condensa superficiale, il rischio muffa

Parlando di condensa superficiale interna, cosa succede se coibentiamo le pareti e il tetto SENZA SOSTITUIRE le finestre? Aumenta o diminuisce il rischio muffa?

condensa telaio

Il fatto di consumare più o meno tanto all’indomani dell’intervento, naturalmente dipende anche dagli apporti solari e dalle nostre abitudini.

L’umidità interna viene smaltita per un massimo di un 6 % attraverso le strutture dell’edificio, il resto deve essere eliminato aprendo le finestre oppure con un impianto VMC (la ventilazione è sempre necessaria).

Se la casa, dopo l’intervento, raggiunge una buona tenuta all’aria ovviamente non gode più degli spifferi (il ricambio dell’aria naturale) e bisognerà aprire con regolarità le finestre (sempre che non vi sia un impianto VMC centralizzato). Se questa operazione non viene fatta l’umidità in casa comincerà ad alzarsi e andrà a saturare le strutture o condensare sulle superfici più fredde: per esempio sui telai dei vecchi serramenti non sostituiti o sulle zone ponti termici non correttamente attenuati.

L’umidità negli ambienti chiusi si uniforma e ovviamente va là dove ve n’è di meno, per esempio nelle stanze mantenute più fredde o magari non riscaldate.

Se si riesce a mantenere un’ umidità ridotta non succede nulla nemmeno sulle pareti rimaste fredde perchè non coibentate.

Vediamo quando condensa una qualsiasi superficie e in quali condizioni :

  • Temperatura ambiente 20°C con il 65% di Umidità Relativa CONDENSA qualsiasi superficie ad una temperatura inferiore a 12.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 50% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 9.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 40% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 6.8 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 30% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 2.5 °C

Il rischio condensa poi dipende anche dallo strato liminare …vedasi i mobili aderenti alle pareti.

Morale della favola:

monitoriamo sempre temperatura e umidità interne negli ambienti più a rischio condensa in modo da conoscere bene e costantemente la situazione climatica interna per poterla correggere con una corretta ventilazione prima del verificarsi delle macchie di muffa. Per conoscere questi valori è sufficiente tenere in casa qualche termoigrometro come questo:




E se volete passeggiare per casa con un termometro al laser per individuare le temperature superficiali più a rischio condensa (e quindi muffa) potete usare questo:

o il più economico:



lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Riscaldare casa con la legna significa…

Riscaldare casa con la legna significa fare o acquistare legna. Nella nostra stufa Scan di medie dimensioni entra solo legna tagliata da 25.

accensione-corretta-legna-stufa-letto-caldo-041

Solitamente prendo faggio, poi del giardino taglio ogni ramo da me.

A proposito della stufa, tempo fa avevo descritto il modo migliore di gestire accensione e il fumo. Se vuoi leggi il mio articolo Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere.

Torniamo alla legna – noi abbiamo le scale in casa e ce la portiamo su a ceste, come nel medioevo. Chi ha una casa su un unico piano può trasportare e stoccare un generoso quantitativo di legna in modo molto più efficiente. Le belle immagini di questo porta legna su ruote parlano da sole:

porta legna su ruote porta legna su ruote-02

Le misure sono H: 110 cm W: 42 cm D: 58 cm., porta 60 kg di legna

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Coibentazione del tetto e delle pareti, i passi dalla A alla Z per avere le agevolazioni del 65% nel 2014

Quest’anno sono deciso a migliorare l’involucro della mia casa: Coibentazione del tetto e delle pareti. Cosa bisogna esattamente fare per ottenere le agevolazioni fiscali che fino al 31 dicembre sono del 65%? Conoscete tutti l’iter da seguire?

Anche l’Agenzia delle Entrate informa sulle Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: ecco l’aggiornamento al dicembre 2013.

Provo io a riassumere un vademecum pubblicato dall’ENEA, spero correttamente:

Ecco i passi dalla A alla Z per avere le agevolazioni del 65% nel 2014

REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO:

Devo sostituire o  modificare elementi già esistenti assicurando nuovi valori di trasmittanza termica (U) uguali o inferiori a quelli della tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010. Eccola qui:

valori limite trasmittanza U del D.M. 26 gennaio 2010

DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE:

  • o l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato iscritto al proprio Albo professionale, con il valore stimato di trasmittanza dello stato di fatto e il valore di trasmittanza del progetto.
  • oppure (in base alle nuove disposizioni di cui al D.M. 6 agosto 2009) la dichiarazione del Direttore dei Lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’Art.8, comma 2, del D.Lgs. n°192 del 2005);  esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici (che ai sensi dell’Art.28, comma 1, della Legge 10 del 1991 occorre depositare presso le amministrazioni competenti).

Ma un Direttore dei Lavori devo incaricarlo comunque per realizzare il sistema a cappotto esterno e l’isolamento del tetto? L’asseverazione del tecnico abilitato è una spesa in più o il Direttore dei Lavori, con l’asseverazione bell’e pronta già in mano, costa di meno?

  • tutte le fatture relative alle spese + le ricevute del bonifico recante come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero fattura e data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico:

il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero della fattura e relativa data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico

Ma quando clicco sul tipo del bonifico per agevolazioni fiscali non salta fuori questa legge finanziaria del 2007 ! E quale sarebbe questa legge finanziaria 2007 ? …forse si deve scrivere Art.1, comma 345 della legge finanziaria 2007 ?

  • ricevuta dell’invio all’ENEA (codice CPID) (garanzia che la documentazione è stata trasmessa), o ricevuta della raccomandata.

Ma invio di cosa esattamente?

  • schede tecniche.

Ma le schede tecniche dei materiali utilizzati per la coibentazione?

  • originali degli Allegati inviati all’ENEA firmati dal tecnico e/o dal cliente.

Ma quali allegati?

  • l’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica (secondo le modalità di calcolo di cui al D.P.R. 2 aprile 2009 n°59), fatto salvo nelle Regioni con proprie disposizioni normative in attuazione della direttiva 2002/91/CE”. Il tecnico compilatore dell’APE non deve essere coinvolto nei lavori.

Ma l’Asseverazione redatta da un tecnico abilitato iscritto al proprio Albo professionale, con il valore stimato di trasmittanza dello stato di fatto e il valore di trasmittanza del progetto serve o non serve? Si può sostituire con l’APE?   Pensavo che l’APE non servisse perchè comunque nell’allegato E inviato all’ENEA c’è il riferimento al consumo energetico prima dell’intervento e dopo l’intervento, l’APE classifica l’edificio nella nuova condizione quindi non aggiunge nulla al fine di individuare l’energia risparmiata con l’intervento di isolamento termico.

La redazione dell’APE è obbligatoria per accedere al bonus fiscale del 65% e l’APE stesso è detraibile.  D.L. 63/2013, Art. 6, comma 1 (estratto) “…Gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono dotati di un attestato di prestazione energetica (APE) al termine dei lavori…”.   Per Ristrutturazione importante si intende: D.L. 63/2013, Art. 2, comma 1-vecies-quater – “ristrutturazione importante di un edificio”: un edificio esistente è sottoposto a ristrutturazione importante quando i lavori in qualunque modo denominati (a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) insistono su oltre il 25% della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto o dell’impermeabilizzazione delle coperture. Quindi se l’intervento di coibentazione coinvolge più del 25% dell’involucro dell’edificio l’APE è obbligatorio.

 DOCUMENTAZIONE DA TRASMETTERE all’ENEA:

  • Attestato di qualificazione energetica redatto da un tecnico abilitato, con i dati di cui all’Allegato A al “decreto edifici”.

Ma l’Asseverazione redatta da un tecnico abilitato iscritto al proprio Albo professionale, con il valore stimato di trasmittanza dello stato di fatto e il valore di trasmittanza del progetto serve o non serve? Si può sostituire con l’APE?

  • Scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E al ”decreto edifici”).

Ma la descrizione dell’intervento non era già nell’Asseverazione redatta da un tecnico abilitato iscritto al proprio Albo professionale, con il valore stimato di trasmittanza dello stato di fatto e il valore di trasmittanza del progetto serve o non serve? Nell’APE non c’è questa descrizione?

Per riassumere:

quadro adempimenti

contenuto dell'asseverazione

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

La nuova casa di Ruggero

Ho fatto installare serramenti tutti con triplo vetro. Il costruttore dichiara trasmittanza totale Uw=1W/mqK. Ora, al mattino ho condensa all’esterno. Non capisco questa cosa: il lato interno è ovviamente asciutto perché se avesse condensa significherebbe che è freddo e che quindi il vetro non isola. Ma che senso ha la condensa all’esterno? Preciso che ora la casa non è riscaldata.

condensa esterna triplo vetro

Dunque,

questo scherzetto è tipico dei tripli vetri e al mattino: la doppia camera disperde molto molto poco e la lastra esterna è veramente fredda… ecco che durante la notte, nelle ore più fredde, l’aria esterna condensa sulla superficie esterna, appannando il nostro risveglio, una sorta di protezione ai nostri occhi dal mondo esterno fino a chè non avremo fatto colazione :-)

condensa esterna triplo vetro

Il doppio vetro invece, disperde un po’ di più, la lastra più esterna è scaldata dalla dispersione e non presenta quasi mai questo inconveniente.

Altra domanda. Abbiamo messo 14 cm di cappotto (eps, la lana di roccia costava troppo :-( ). Però mia sorella che vive già in casa ha due o tre punti con muffa e non me lo spiego. La casa è riscaldata ed il cappotto esterno dovrebbe farsi carico del salto termico maggiore mantenendo una temperatura della superficie del muro interno elevata. La temperatura dei termostati è sui 19° C, le pareti nelle zone senza muffa sono sui 17° C mentre dove ci sono le macchie siamo a 13° C misurati con termometro laser. Questa cosa è dovuta al fatto che le malte sono fresce e si stanno ancora asciugando? Ma cmq ha poco senso: se il muro è a 13 gradi non è abbastanza caldo?

Dunque,

la costruzione nuova di per sè chiede del tempo per asciugare (un tempo si consigliava di tinteggiare dopo due anni dalla costruzione), ma torniamo a parlare di temperature superficiali interne. Mantenere una temperatura interna di 19° C è già di 1 grado K inferiore ai canonici 20° C e di conseguenza anche le superfici dei muri sono meno calde dello stesso edificio mantenuto a 20° C.

E’ da tenere presente che il rischio muffa c’è sotto i 12,6° C quindi le temperature superficiali devono per forza essere mantenute più elevate per scongiurare il proliferare delle muffe.

Ma sempre e comunque è il tasso di umidità interna che porta ai problemi: le spore girano ovunque, se poi trovano zone dove la condensa si ripete spesso, allora mettono le tende.

Meglio governare la casa e l’arieggiare delle stanze tenendo più di un igrotermometro in casa per monitorare bene la situazione interna:

Se sono stati rilevati quei 13° C sulla superficie interna di qualche punto può solo significare che quella zona è costruita in materiale diverso, cemento armato probabilmente e il ponte termico si manifesta in questo modo: disperdendo di più e facendo scendere la temperatura di quella zona.

Nel caso che sia proprio un ponte termico si potrebbe rivestire quella zona con un paio di centimetri di calcio silicato. Un piccolo isolamento dall’interno che risolve il problema per sempre. Ecco fatto e risolto.

 federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

La nuova tariffa D1

Dal 1° gennaio 2014 è in vigore la nuova tariffa di rete per i consumi ad alta efficienza, non più legata al volume dell’energia elettrica utilizzata e più aderente agli effettivi costi dei servizi di rete ( trasporto, distribuzione, gestione del contatore).

tariffa D1

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha introdotto la tariffa ‘’D1’’ che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore.

La nuova tariffa è costante, a prescindere dai consumi. Puoi leggere il Comunicato stampa cliccando qui “Elettricità: dal 2014 la nuova tariffa di rete per il ‘riscaldamento sostenibile’”
federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Come dare una risposta professionale a questa domanda?

Nel 2008

  • ho coibentato la mia abitazione con intonaco termoisolante
  • ho fatto installare serramenti adeguati e vetri termici
  • ho installato un impianto fotovoltaico per 4,3 kw
  • ho installato una caldaia a condensazione, purtroppo con molti problemi.

Nell’estate 2013 ho deciso di cucinare ad induzione ed ora vorrei poter eliminare completamente l’utenza del gas optando per una pompa di calore in grado di gestire riscaldamento e produzione di acqua sanitaria.

Un tecnico consultato mi ha sottoposto costi elevatissimi – circa 19.000 euro – con la necessità di modificare anche l’impianto radiante a pavimento.

Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Al momento mi sono convinto dell’opportunità di separare produzione acqua sanitaria con apposita pompa di calore, dal riscaldamento e dal raffrescamento per il quale vorrei installare un climatizzatore multisplit ad alta efficienza energetica. Che fare?

La zona climatica è D-E, Umbria.

Dunque,

in linea di massima l’ impianto di riscaldamento a pavimento non deve subire alcuna variante o modifica per ricevere una pompa di calore. Nel caso l’ abitazione presentasse un impianto di riscaldamento con radiatori l’edificio andrebbe coibentato di più e poi si potrebbe installare la pompa di calore.

Ma facciamo un po’ di chiarezza

  • un pompa di calore per la sola produzione di acqua calda sanitaria (capacità 300 litri) può costare indicativamente fornita e posata circa 3.300 € escluse opere murarie per predisporre tubazioni di espulsione e presa aria esterna
  • una pompa di calore capace di soddisfare la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento, escluse opere edili, fornita e posata costerà intorno ai 15.000 € + altri 500 € per il nuovo contatore elettrico dedicato. Il tecnico consultato non ha sbagliato ad indicare la cifra di 19.000 €.

La valenza di una pompa di calore, rispetto alla sua attuale caldaia, dipende dal consumo economico attuale di energia.

Predisporre un impianto multisplit con circa 3 terminali può costare fornito e posato circa 4.500 €, opere elettriche comprese, opere edili escluse, quindi la pompa di calore costerebbe, decurtando questa spesa, circa 10.000 € e se si tiene conto anche della pompa di calore per la sola acqua calda sanitaria, la differenza di spesa sarebbe intorno ai 7.000 €.

La scelta deve essere fatta in funzione delle disponibilità economiche, del comfort richiesto (basso comfort con multisplyt), e del calcolo economico del progettista.

Sicuramente se si vuole una pompa di calore per acqua calda sanitaria e multisplyt opterei immediatamente per una pompa di calore generale: una sola manutenzione. Interessante in questo 2014 è la possibilità di accedere al contributo statale 65 % in 10 anni oppure al conto termico. E’ da tenere presente anche la spesa del tecnico ed eventuali domande al comune.

La scelta va fatta con calcoli economici.

Leggete anche Pompe di calore e detrazioni 55-65%, da Enea nuove FAQ

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto dal termotecnico marco de pinto, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Vespaio aerato, la stratigrafia ideale e i ponti termici

Subito dopo la decisione del vespaio aerato è il momento di descrivere gli strati successivi. Quale stratigrafia progettare?

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

La cosa che ogni progettista vorrebbe realizzare è un vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato, naturalmente è importante seguire questa soluzione con omogeneità su tutta la superficie: interrompere equivale a creare un forte ponte termico che per essere migliorato richiederebbe un ulteriore strato di isolante e di conseguenza nuovo spessore di cui tenere conto.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Il pacchetto è costituito da elementi che compongono una struttura autoportante a cui si aggiungono elementi isolanti che permettono di isolare le pareti laterali dei pilastrini che si vengono a formare nel punto di unione delle gambe. Può essere inserito un apposito elemento in EPS, SottoPiede, che permette di isolare la base dei pilastrini dal magrone. Sopra questa struttura a igloo vengono posati degli elementi isolanti che separano dal pavimento superiore. Il sistema prevede elementi di chiusura laterale che fanno da isolamento delle fondazioni.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Il sistema così composto può ricevere il getto in calcestruzzo.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

In un risanamento è molto frequente qualche impedimento alla realizzazione di questo vespaio con coibentazione integrata senza interruzioni: basti pensare all’esigenza di legare le fondazioni in un edificio che strutturalmente oggi lo richieda:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Teoricamente, sia nel risanamento che nella nuova costruzione, il solaio sopra il vespaio aerato e isolato è di per sè una buona soluzione contro le dispersioni verso il basso (non adatto a una casa passiva magari, ma rispetto alla stragrande maggioranza delle realizzazioni, efficace). E il nodo solaio sopra igloo – pareti perimetrali (e pareti di spina)?

L’ isolamento orizzontale che si riesce ad ottenere con il sistema del vespaio aerato già isolato non risolve il ponte termico del piede della muratura che rimane fredda:

  • se si tratta di un risanamento, le pareti perimetrali esistenti hanno il sacco di fondazione in contatto con il terreno e restano fredde
  • se si tratta di una nuova costruzione e non si è progettato un taglio termico del piede della parete sulla fondazione, qualsiasi cappotto esterno, anche con zoccolatura interrata non potrà mai risolvere adeguatamente questo nodo

vespaio aerato isolato

Il ponte termico va analizzato, studiato e risolto:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

è assolutamente necessario migliorare la stratigrafia delle murature portanti in contatto con il terreno anche sul lato interno. Quando manca la continuità tra sistema a cappotto esterno e l’isolamento orizzontale si deve intervenire e in qualche modo allungare la strada al freddo sul lato interno. Altrimenti le temperature superficiali interne troppo basse farebbero risaltare l’errore progettuale. All’esterno si può migliorare la coibentazione con pannelli in XPS anche poi interrandoli.

In conclusione, cerchiamo ed applichiamo sistemi innovativi ed efficaci senza dimenticare o nasconderci il senso completo del progetto di coibentazione: la continuità.

Proseguendo nella stratigrafia orizzontale sopra gli igloo si incontrano i problemi relativi al passaggio degli impianti:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato-01

gli impianti solitamente vanno annegati nel massetto alleggerito: il senso del massetto alleggerito è

  • portarsi alla quota decisa in fase progettuale
  • proteggere tutte le condotte impiantistiche
  • confinare le condotte impiantistiche in un ambiente a temperatura satbile

 Proprio per confinare le condotte impiantistiche in un ambiente a temperatura stabile consiglio di spingere sul primo strato di coibentazione che si poserà sulla cappa armata appena gettata evitando di aggiungere strati ulteriori più in alto: prima comincio ad isolare e prima ottengo buoni risultati!

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Decisioni per una casa efficiente o deficiente

Tanti italiani ne stanno parlando, in famiglia, al lavoro, con i conoscenti, nei forum: si dovrebbe decidere qualche intervento sulla casa! Le bollette sono alte, il meteo imprevedibile, la casa ha i suoi acciacchi, e qualche difetto.

2014 ultimo anno agevolazioni fiscali 65-06

Nessuno è costretto a fare nulla di nulla, e forse la casa più o meno funzionerebbe offrendo un sufficiente comfort. Si potrebbe tirare avanti. Son vent’anni che andiamo avanti così, si potrà andare avanti per altri trenta…

E’ qui l’errore. Non si va avanti altri trent’anni così! Forse nelle zone più calde del sud italia sì, ma nel resto d’italia no.

Chi ha già cambiato i serramenti e tinteggiato all’interno da qualche anno si è già reso conto che finiture interne rovinate dagli aloni neri dei ponti termici negli angoli freddi, e le muffe intorno ai fori finestra non possono essere il panorama interno dei prossimi decenni! Siamo noi o sono gli struzzi a mettere la testa sotto la sabbia?

2014 agevolazioni fiscali 65-03

Una casa energivora, pur amandola perchè è nostra, alla lunga stanca. Forse duemila euro di gas all’anno non spaventano, oggi. Ma sono 20mila in una decina d’anni. e l’energia non ha andamento decrescente. Sembra aumentare del 5-6% all’anno.

2014 agevolazioni fiscali 65-02

Possedere una casa efficiente o deficiente (nel senso di deficere, mancare, dal latino deficiens -entis) non è la stessa cosa. Non fraintendetemi: è una frase di compatimento e non un epiteto offensivo nei riguardi della vostra proprietà!

2014 agevolazioni fiscali 65-04

Non piangiamoci addosso, noi siamo gli attori, noi dobbiamo informarci, noi dobbiamo capire, noi dobbiamo decidere, noi dobbiamo trovare la soluzione ai nostri guai: nessuno suonerà il nostro piffero al nostro posto!  Beh, a proposito del piffero, quest’anno c’è chi lo suonerebbe al posto nostro – o almeno in parte! Il 2014 sarà l’ultimo anno delle agevolazioni fiscali al 65%. Lo stato è in vena di scherzare? E’ solo un poco ingiusto… come la vita stessa… – ma non perdiamoci in questi discorsi. Perchè non cogliere la palla al balzo?

2014 agevolazioni fiscali 65-09

Trovare un finanziatore a fondo perduto per gli interventi da fare in casa nostra è raro. Lo stato ci sta promettendo detrazioni fiscali pari al 65%:

investire 50 mila euro nella propria casa significa avere diritto alla detrazione fiscale di 32.500 euro, spalmati in 10 anni:

  • ogni anno fiscale posso evitare versamenti per oltre 3mila euro.

L’intervento sull’immobile costa, al netto, solamente 17.500 euro pur offrendo qualità, caratteristiche ed investimento da 50 mila.

Alternativa al rendere efficiente la propria casa… affrontare le seguenti spese:

  • spese per riscaldamento pari a 20 mila euro + adeguamento prezzi energetici, diciamo, senza certezza, 25 mila euro
  • versamenti allo stato per 32.500 euro

anche un bambino capirebbe che è più conveniente impiegare 17.500 euro per contenere le dispersioni termiche, anzichè bruciare 25 mila euro in bollette del gas per riscaldamento (magari anche 30 mila se i prezzi volano).

Guardate che quando i prezzi delle materie prime volano e noi dipendiamo da loro, noi siamo perduti. La storia insegna – a chi vuole imparare.

2014 agevolazioni fiscali 65-10

Soluzione A (“a” come “approfittane!”, come classe “A”, come “addirittura“):

  • investo 50 mila euro in interventi di effcientamento dell’involucro (lasciamo stare gli impianti per ora – l’involucro è ben più longevo di una caldaietta nuova)
  • eviterò versamenti al fisco per 32.500 euro, pari a 3.250 euro / anno
  • pagherò bollette per riscaldamento di tre quattro 500 euro / anno, diciamo 5.000 euro in dieci anni
  • conclusione: tra 10 inverni posso dire di aver speso 55.000 euro
  • e poi continuerò a vivere nella confortevolissima, efficientissima e parsimoniosissima casa per altri 10 e altri 10 e altri 10 anni e …… con bollette ridicole (5.000 + 6.300 + 8.000 euro)
  • conclusione: tra 40 inverni (io quasi novantenne) potrò ricordare di aver speso 74.300 euro

2014 agevolazioni fiscali 65-07

Soluzione S (“s” come “struzzo”, come “sabbia”, come classe energetica “S”):

  • non investo 50 mila euro in interventi di effcientamento dell’involucro (lasciamo stare anche gli impianti)
  • ma verserò al fisco 32.500 euro, pari a 3.250 euro / anno
  • pagherò bollette per riscaldamento di 2.500 euro / anno, diciamo 25.000 euro in dieci anni (magari anche 30 mila se i prezzi volano)
  • conclusione: tra 10 inverni posso dire di aver speso 57.500 o magari 62.500 euro (se i prezzi volano)
  • e poi continuerò a vivere nella non confortevole energivora casa per altri 10 e altri 10 e altri 10 anni e …… con bollette da paura (30.000 + 38.000 + 47.000 euro)
  • conclusione: tra 40 inverni (io quasi novantenne) potrò ricordare di aver speso 172.500 euro

Tra la soluzione A e la soluzione S ci sono 100 mila euro di differenza. Che dire?

2014 agevolazioni fiscali 65-05

I prezzi dell’energia dei prossimi decenni non li conosce nessuno, sappiamo che non diventeranno a buon mercato: la morale è sempre quella: se dall’energia dipendiamo poco, il prezzo è ininfluente, se divoriamo tanta energia perchè la nostra casa è un colabrodo energetico, il prezzo può anche costringerci a lasciare la casa!

Vogliamo essere pessimisti o realisti?

  • la nostra casa in classe energetica G (leggi S) nel 2024 che valore avrà?
  • quanto appetito farà al mercato immobiliare?
  • quanto sarà stimata dal mio istituto finanziario per concedermi un nuovo prestito?
  • come sarà giudicata la mia capacità di ripagamento di un prestito se avrò spese per riscaldamento stratosferiche?
  • la casa quanto inquinerà?
  • quanta Co2 emetterà in atmosfera?
  • e se le tasse del futuro tasseranno chi più inquina? se chi più inquina più paga?
  • che tipo di eredità sarà per i nostri figli?

Questo è l’anno per decidere, per cambiare le cose, per avere un futuro!

2014 agevolazioni fiscali 65-08

Volete un aiuto? sono qui a scrivere proprio per offrirvelo!

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Facile sopralluogo sul tetto o nel sottotetto

Una verifica sul tetto o una perlustrazione del sottotetto sono spesso un vero problema., logisticamente intendo. Spesso in cantiere si sfrutta la presenza di qualche operatore volonteroso, vestito e calzato adeguatamente, per spedirlo in missioni di scalata o arrampicata per sapere cosa c’è lì in alto. Salire su un tetto non è sempre facile, infilarsi in un sottotetto è altrettanto scomodo. E usare un Drone? Sì tutto il cantiere si fermerebbe a ridere, ma non è un’idea tanto stupida:

The Verge ha anticipato due novità di Parrot:

  • il Mini Drone, che può volare, camminare per terra o anche sul soffitto con le due ruote giganti e comandato via Bluetooth LE, con uno smartphone o un tablet:

Mini Drone

  • il Jumping Sumo, che non vola, è lo strumento perfetto da sottotetto. Con due ruote motrici gommate si muove a 360° e, grazie alla videocamera già integrata, offre visione remota di tutto. In caso di ostacoli, tipici dei sottotetti, riesce a saltare fino ad 80 cm da terra, salendo anche su superfici rialzate:

Jumping Sumo

Ecco i Parrot “da cantiere” in azione:

Se io arrivassi nel vostro cantiere con un Drone:

mi prendereste per matto
vi sembrerebbe estremamente innovativo
non credereste ai vostri occhi
lo consigliereste anche ad altri

Costruiamo un drone ?federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

Scelta green della coibentazione

Faccio molta attenzione quando si tratta di scegliere un tipo di coibentazione piuttosto che un altro, in parte per raggiungere le prestazioni che intendo ottenere, in parte per la salubrità dei materiali. E la sostenibilità ambientale degli isolanti?

Che un edificio debba essere protetto con materiali isolanti è fuor di dubbio, ma esiste una corretta metodologia unificata e codificata dell’analisi del ciclo di vita (LCA – Life Cycle Assessment) che mi sia da guida nella scelta del materiale coibente?

lca

Un committente che ha finalmente deciso per un intervento di efficientamento energetico riesce a valutare il reale impatto ambientale di un certo materiale e dei processi produttivi? allo smaltimento sicuramente non vuole ancora pensarci! Ha forse già sentito parlare di PEF (Product Environmental Footprint), l’impronta che ha ogni materiale sull’ambiente, ma come può scegliere in modo più green e rispettoso?

I principali metodi e protocolli per la misurazione della sostenibilità ambientale degli edifici ITACA, LEED, CasaClima Nature e le “ecolabels” derivati dall’applicazione delle norme della famiglia ISO 14000 sono conosciuti ? o restano pane per i convegni e riviste del settore?

Quanti conoscono il “Water Footprint” che analizza l’uso di acqua diretto e indiretto e degli effetti di inquinamento idrico correlati ad un determinato materiale e/o processo? Ricordate che ogni goccia conta!

Vi consolo così: che scegliate male o bene il materiale per coibentare la vostra casa, sappiate che a livello prestazionale globale avete fatto comunque un’ottima scelta, il contributo dei soli materiali per coibentazione è quello che ha il maggior peso nel bilancio termico dell’edificio! Le perdite (le dispersioni) attraverso la copertura, le pareti e il solaio verso terra (le perdite per trasmissione) sono la prima inefficienza energetica!

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw