La resistenza termica della perlite espansa in granuli

La perlite espansa è caratterizzata dalla proprietà di aumentare la resistenza termica con il diminuire della temperatura.

perlite espansa

Se per esempio la perlite espansa in granuli ha conduttività termica lambda 0,045 W/mK a temperatura 25° C, con 4° C aumenta la resistenza termica offrendo una conduttività termica pari a 0,042 W/mK.

Quando una malta a base di calce è mescolata con perlite per diventare un intonaco termoisolante, e la perlite può costituire anche oltre il 50% in volume, anche l’intonaco  aumenta la resistenza termica offrendo una conduttività termica migliore (più bassa).

Naturalmente questo effetto è ben sfruttabile se si tratta di una coibentazione esterna, dove lo strato di intonaco termoisolante è ben più esposto alle basse temperature.

Un motivo in più per progettare con un termointonaco minerale a cappotto,

  • naturale
  • traspirante
  • deumidificante.

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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20 pensieri su “La resistenza termica della perlite espansa in granuli

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    la velocità è tutto.
    sì, la domanda se la perlite trasporti anche i sali è lecita. non ho esperienze!
    sarebbe bello se qualcuno ne avesse e ci scrivesse.
    proviamo ad aspettare.

  2. Corrado

    Grazie per la risposta, fa sempre piacere trovare qualcuno che risponda velocemente. La mia domanda però era un’altra e forse mi sono spiegato male. Volevo capire se la perlite inserita nell’intercapedine tra una parete in laterizio ed un muro in pietrame interessato da risalita capillare mi crea un trasporto di sali dal muro in pietrame al laterizio. Mi spiego meglio; attualmente la parete in laterizio è staccata dal muro in pietrame di circa 5cm e quindi c’è uno strato di aria che non mette in contatto le due strutture. Inserendo la perlite nell’intercapedine metto in contatto le due strutture e non so se la composizione chimica della perlite riduce o amplifica la formazione o il trasporto di sali provenienti dal muro in pietrame. (Non ho problemi di migrazione di umidità dall’ambiente interno al muro in quanto all’interno ho un’altra contro parete in silicato di calcio “naturale”)

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    premesso che in occasione di riqualificazione energetica o altri lavori come il riempimento dell’intercapedine di isolante bisogna trovare qualche soluzione all’umidità di risalita del piede delle murature esistenti, per esempio progettando un drenaggio perimetrale che permetta alla muratura di non avere terreno bagnato sempre a contatto..
    premesso questo, la perlite sfusa è l’isolante ideale da inserire nell’intercapedine. il granulato riesce a garantire anche una conducibilità pari a 0,048 W/mK anche in opera (considerando una assunzione di umiditá del 15%
    essendo un minerale, la condensa che può succedere durante la migrazione del vapore dal laterizio caldo alla pietra fedda sarà assorbita dal granulato (non può marcire) per poi asciugare.

  4. Corrado

    Buongiorno Federico, volevo chiederle se ha informazioni in merito al comportamento della perlite inserita nell’intercapedine di circa 5cm posta tra un muro in pietrame (verso l’esterno) ed una contro parete in laterizio (verso l’interno). Non so se la perlite fa da ponte tra il muro in pietrame interessato da risalita e la contro parete trasportando i sali delle eflorescenze verso la contro parete e quindi verso l’interno.

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    sarei indeciso anch’io sulla scelta, si dovrebbe fare ogni stanza con un termo intonaco diverso per capire a pelle se è avvertibile una differenza.
    di certo eviterei il termo intonaco con perle in eps, anche se è certamente la miscela più economica, di solito è una malta composta da cemento grigio Portland, perle in EPS e inerti calcarei ed additivi.
    quindi meglio optare per miscele minerali, che sono anche deumidificanti e molto traspiranti:

    – termo intonaco a base calce con vetro espanso
    – termo intonaco a base calce idraulica naturale e miscela di silici amorfe
    – termo intonaco a base calce naturale, legante minerale, pozzolana amorfa naturale
    – termo intonaco a base a base di cocciopesto, calce idraulica naturale, calce idrata fiore e sughero
    – termo intonaco a base a base di cocciopesto, calce idraulica naturale e perliti termoespanse.

  6. alberto

    Come intonaco termoisolante quale consiglia.
    Ho visto il calce canapa o termointonaci con palline di eps.
    Sa consigliare un buon prodotto che isoli elasci traspirare le pareti.

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    certamente che si ottiene isolamento termico, e si ottiene anche una ottima traspirabilità. preparare una miscela fai da te di un termo intonaco fai da te equivale ad un esperimento: spero che lei abbia manualità e anche la mano, nel senso di esperienza, conoscenza!
    le miscele preconfezionate offrono una certa garanzia di buon risultato, mentre la sua miscela è garantita solo dalla sua buona mano: ma questo lei lo sa benissimo.
    per iniziare direi che sarà necessario dare alla parete in pietra una buona malta aggrappante per fondi disomogenei a base di calce idraulica naturale.
    per la sua miscela intonaco perlite suggerisco ovviamente che sia un intonaco non cementizio. idem per la finitura. e logicamente anche la pittura murale dovrà essere a base calce.
    se farà personalmente delle prove, le consiglio di documentarle anche fotograficamente per un’eventuale pubblicazione del suo lavoro fai da te

  8. alberto

    Buon giorno. Visto che devo reintonacare internamente una casa in pietra se miscelo l intonaco tradizionale con perlite espansa ottengo un po di isolamento termico?

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    non era descritto che si trattava di una parete in legno con intercapedine.
    se c’è tenuta all’aria i fiocchi di cellulosa saranno protetti e non c’è bisogno di cambiare materiale.

  10. Roberto

    Buongiorno, grazie del suo riscontro. Purtroppo la coibentazione dei ponti termici risulterebbe troppo laboriosa e quindi onerosa.
    Nel frattempo mi sono mosso con il termotecnico, il quale ha calcolato i parametri del sistema e considerando condizioni statiche (diagramma di Glaser) secondo UNI EN ISO 13788, (55% UR interna, T est -5 °C, T int 20 °C), si formerebbe un minimo di condensa interstiziale e superficiale sulla facciata interna del tavolato esterno nel mese di Gennaio. Il software di calcolo conferma che dovrebbe essiccare nei mesi successivi.
    Considerando di insuflare perlite nell’intercapedine, la stratigrafia considerata dall’interno all’esterno è: 15 mm intonaco calce e gesso – 80 mm tavolato – 50 mm perlite – 20 mm polistirene espanso (preesistente) – 120 mm tavolato esterno – 20 mm intonaco di cemento e sabbia. Purtroppo il termotecnico non ha i mezzi per simulare le condizioni dinamiche.
    Considerando che ad oggi (lo stabile ha 40 anni) non c’è alcun segno di deperimento dei materiali dovuto ad umidità (il polistirene appoggiato al tavolato esterno è ancora intonso) e visto il minimo rischio di formazione di condensa, vale la pena intervenire con la perlite, che dovrebbe oltretutto anche da volano igrometrico, oppure è meglio lasciare tutto com’è e non rischiare? L’idea che mi son fatto è che i benefici dell’intervento valgono un minimo rischio calcolato, ma mi piacerebbe avere il suo parere. Di nuovo grazie, a presto.

    Roberto

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    il difetto dell’insufflaggio è proprio quello di non risolvere i ponti termici e andare a riempire intercapedini con spessori diversi.
    il metodo è validissimo, è economico, è salubre, è valido contro il surriscaldamento ecc ecc.
    le malelingue che dicono che i fiocchi di cellulosa poi nel tempo non mantengono le caratteristiche promesse non sono da ascoltare.
    tra i due materiali, cellulosa e perlite, è da scegliere la cellulosa per il prezzo.

    non conosco l’edificio, ma si deve ricordare che l’eventuale presenza di umidità è incompatibile con i fiocchi di cellulosa.
    in questa eventualità devo consigliare un sistema di isolamento naturale minerale ad insufflaggio specifico per il risanamento termico di intercapedini murarie in presenza di umidità: un isolante a base di roccia vulcanica silicatica perlite.
    E’ un materiale naturale ed ecologico senza emissioni di VOC, che offre un elevato sfasamento estivo grazie alla sua densità.

    In conclusione, progettare una coibentazione interna dei ponti termici completa ottimamente un intervento di insufflaggio.

  12. Roberto

    Buongiorno,

    devo provvedere all’isolamento dei muri perimetrali di un appartamento bi-esposto NE – SO tramite insuflaggio in intercapedine. Lo spessore della camera va da un minimo di 5 cm ad un massimo di 15 nei punti in cui le colonne portanti sono all’interno del perimetrale. Dopo aver vagliato varie possibilità sono giunto a scegliere tra cellulosa e perlite espansa. Per quest’ultima in particolare però non riesco a trovare molte notizie con le quali approfondire pro e contro dell’eventuale utilizzo. Ha qualche esperienza o consiglio che mi possa aiutare nelle scelta?. La mia preoccupazione maggiore nell’uso della cellulosa è la sua ‘organicità’ e quindi maggiore deperibilità rispetto ad un materiale inorganico. Inoltre ho sentito che nel corso del tempo il materiale insuflato, potrebbe ‘scendere’ nella parete appiattendosi e quindi lasciando scoperta una parte della parete stessa.

    Grazie in anticipo per l’interessamento

    RG

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    Uno strato d’aria (intercapedine) offre una certa Resistenza termica:
    per esempio 5cm di intercapedine d’aria vale una resistenza pari a 0,18 (m2 °K)/W
    se considere un semplice pannello di eps di pari spessore scopriamo che 5cm di eps (valore lambda 0.035W/mK) valgono una resistenza pari a 1,43 (m2 °K)/W

    1cm di intercapedine d’aria vale una resistenza pari a 0,15 (m2 °K)/W

    in effetti proporzionalmente molto più prestante di uno strato d’aria di 5cm (5 volte lo spessore)

    Credo che la spiegazione stia nei moti d’aria che si innescano nello strato dopo un alcuni millimetri (anche in una lastra in doppio vetro, aumentando lo spessore non migliora il valore Ug della lastra.

    Quindi
    un’intercapedine d’aria di 1cm è come se avesse lambda 0.067 W/mK (valore di conduttività termica equivalente)
    un’intercapedine d’aria di 5cm è come se avesse lambda 0.278 W/mK (valore di conduttività termica equivalente)

    Quando lo strato d’aria supera i 5cm di spessore posso anche eliminare dal calcolo della trasmittanza tale strato (così si legge per esempio nella direttiva tecnica Casa Clima).

    I valori di conduttività equivalente degli strati d’aria si ricavano dai valori di Resistenza Termica riportati nella norma UNI eN ISO 6946 da tabella e per interpolazione.

  14. Daniele

    Salve,
    il mio dubbio è il seguente: data la stratigrafia di una parete verticale esistente nella quale esiste una intercapedine chiusa di aria (lambda=0,026) come è possibile aumentare l’isolamento insufflando nell’intercapedine un materiale che ha un valore di lambda superiore all’aria (tipo perlite, cellulosa ecc.)?
    C’è qualcosa che non mi torna…cosa sbaglio?
    Grazie e buon lavoro
    Daniele

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    entrambi sono materiali ottimi sotto tutti i punti di vista.
    purtroppo l’insufflaggio di cellulosa o perlite non permette una coibentazione senza interruzioni e ogni interruzione della coibentazione equivale ad un ponte termico.

  16. Enteforma

    Siamo il IV anno di Termo Idraulica Istituto Professionale “FORMA”, e volevamo chiederle, cosa ne pensa sull’isolamento ad insufflaggio di cellulosa e perlite su intercapedine di muri perimetrali? Grazie cordiali saluti

  17. marco

    Sono dei blocchi in laterizio cavi, all’interno sono riempiti completamente con perlite e legante.I blocchi vengono tassellati al muro esistente e l’eventuale fessura viene riempita con perlite sfusa. I blocchi vengono usati come i pannelli isolanti di un cappotto. All’esterno viene fatto un normale intonaco. Il sistema è della ZWA.
    Grazie cordiali saluti

  18. marco

    Buongiorno e complimenti!Vorrei sapere cosa ne pensa del “cappotto”,se cosi’ si puo’ chiamare, in laterizio con perlite all’interno.E un prodotto tedesco che vendono come cappotto ma che in realta’ e’ una parete isolata tassellata ad un’altra parete.secondo lei e’ una buona soluzione? Grazie cordiali saluti

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