Buona pompa di calore = buon impianto ?

Siamo reduci di notti insonni per la scelta del tipo di PdC, e dobbiamo di nuovo spaccarci la testa per decidere marca e modello della pompa di calore?

Dobbiamo, e non è finita.

impianto pompa di calore

Purtroppo per ottenere un ottimo impianto a pompa di calore non è sufficiente un’eccellente pompa di calore.

  • conoscete bene vantaggi e svantaggi del sistema pompa di calore?
  • conoscete i limiti della pompa di calore? nonchè le variabili di sorgente quali aria, terra e acqua?
  • pensate che i dati forniti dal costruttore siano quel che basta?

I costruttori di pompe di calore possono fornire molti dati importanti, ma non esiste, o quasi, un progetto standard da replicare:

  • ogni impianto a pompa di calore richiede un progetto per sfruttare e prelevare le massime prestazioni della vostra pompa di calore.

Non basta leggere il COP, il COP identifica la prestazione di una pompa di calore, intesa come rapporto fra potenza termica fornita dalla PdC al vostro impianto e l’energia elettrica  necessaria . In parole povere un COP pari a 3 significa che abbiamo prelevato dal nostro contatore di energia elettrica 1kWh e ne abbiamo sottratto gratuitamente dalla natura 2 kWh (a certe condizioni di temperatura impianto e sorgente esterna (aria, terreno, acqua)).

Chiariamoci le idee con un esempio:

Un’abitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a pavimento

Un’altra bitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a radiatori

Due case identiche, con impianti diversi, ma entrambe con pompa di calore ARIA-ACQUA di 6kW con una temperatura esterna di +7°C esterni.

Consideriamo che il carico termico massimo si ha per 18 °C ambiente lasciando il resto fornito dagli apporti interni, e solari: la potenza di picco della casa è pari a ca. 5 kW

  • l’impianto radiante a pavimento lavora a 35°C
  • l’impianto a radiatori lavora a 55°C

Se scegliamo il riscaldamento a pavimento la pompa di calore funziona ed è bilanciata per quasi tutto il periodo invernale, se invece installiamo i radiatori, che lavorano ad una temperatura più alta ( a 55 °C ) quando all’esterno ci sono solo 2 °C  la nostra pompa di calore risulta sottodimensionata:

pompa di calore impianti a confronto

Lo vediamo chiaramente nel grafico sopra (ascissa = temperatura aria esterna,  ordinata Watt): la scelta dell’impianto è molto importante rispetto al fabbisogno dell’edificio.

Se ci facciamo progettare la coibentazione, dopo l’involucro facciamoci progettare gli impianti: i soldi della progettazione non sono un costo in più, solo sbagliare è un costo in più.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉  e sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer   federico_sampaoli_espertocasaclimacom   ipha_member   

+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn di Marco e LinkedIn di Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di Federico su Pinterest.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  1. Buon giorno Sig. Maury,
    per comprendere se prevedere un sistema pompa di calore o pompa di calore ibrida quindi con supporto caldaia è sempre da valutare con il suo tecnico in funzione al fabbisogno di riscaldamento invernale e magari anche estivo.
    Non risulta corretto poter rispondere alla sua domanda senza delle verifiche puntuali energetiche, ma le possiamo consigliare di scegliere solo la pompa di calore e non un sistema ibrido. Se il vostro tecnico sceglie bene la taglia può semplicemente decidere di utilizzare la pompa di calore mentre se pensate di tutelarvi potete aggiungere un altro generatore a gas, ma non ne vedo l’utilità anche alla luce di due manutenzioni annuali.
    Cordiali saluti
    Marco de Pinto

  2. Ho fatto un appartamento a modena di 140m sopra al mio capannone (muri e tetto in classici pannelli prefabbricati in cemento )cappotto esterno di 10 cm di stiferite e cappotto interno di 12 CM in fibra di LEGNO densità 160 kg e sopra al tetto 10 cm stiferite e dentro controsoffitto con 20cm fibra di legno densità 160 kg , riscaldamento a pavimento e vmc zendher e vetrate triplo vetro , lei metterebbe una pompa di calore o una ibrida ? GRAZIE

  3. ho una casa singola di 200mq con impianto a pavimento riscaldamento-raffreddamento.Attualmente con gas metano spendo 2000euro l’anno solo per risc. con 19°.cosa mi cons. da montare,pdc o fotovoltaico,e quanto mi verrebbero a costare?La ringrazio per la sua risposta.

  4. Buonasera signor Marco,
    mi scusi la stranezza della domanda dovuta all’ignoranza in materia, le PDC monoblocco potrebbero stare anche in un ambiente chiuso tipo una veranda di 20mq chiusa ai lati con teli in PVC? Viceversa, l’unità interna di una PDC split potrebbe stare all’esterno dentro una casetta in legno coibentata?
    Grazie

  5. Buon pomeriggio Sig. Ugo
    prevedere un impianto ibrido è possibile ma la pompa di calore dovrebbe lavorare sul sistema radiante a pavimento e non sul sistema a radiatori.
    Non conosco i consumi di metano con la caldaia quindi non le posso dire il risparmio al quale potrebbe ambire.
    Tenga presente che un sistema completo pompa di calore inteso come sistema, tubi accumulo acs coibentazione, impianto elettrico, nuovo contatore etc, si aggira intorno ai 20.000 €.
    Se lei spende per ipotesi 1100 €/anno di metano con la sola pompa di calore spenderebbe all’incirca 700 € con la pompa di calore, quindi con un risparmio di ca. 400 € al quale deve togliere l’aumento del fisso del contatore.
    Collegare la pompa di calore al sistema fotovoltaico a parole risulta ad oggi ancora semplice ma riuscire a far dialogare la propria pompa di calore con il sistema fotovoltaico ci vogliono degli accorgimenti, in prima battuta la P.C. deve possedere il simbolo SG, e secondo se lei ha un fotovoltaico di picco pari a 2.4 kW l’assorbimento elettrico massimo della pompa di calore deve essere identico, altrimenti se superiore non vi sarà mai (a parte alcune p.c.) la possibilità che queste si accendano con l’energia elettrica del fotovoltaico.
    Io consiglio sempre di scegliere tra un sistema e l’altro in quanto altrimenti avrebbe due manutenzioni etc etc e dovrebbe far dialogare i due sistemi.
    In ogni caso prima di scegliere una pompa di calore deve chiedere ad un tecnico di fiducia che metta per iscritto con calcoli sia il risparmio economico e il ritorno economico VAT-TIR.

  6. Salve Sig. De Pinto,
    io ho una casa in fase di fine ristrutturazione in provincia de L’Aquila che ha un impianto di riscaldamento radiale a pavimento su circa 100 m2 (zona giorno e notte) con caldaia a condensazione da 24KW, uno studiolo di 16m2 posto sul terrazzo, con tappetino elettrico di riscaldamento nel sotto-pavimento. Vorrei integrarlo con una pompa di calore posta nel seminterrato che ha un impianto normale a radiatori non ancora terminato e dei pannelli FV posti su una falda del tetto dello studiolo, esposto a SSE (con 8 pannelli ad alta efficienza circa 300W).
    Il mio sogno è realizzare un impianto ibrido che mi permetta di utilizzare l’impianto a pavimento anche per raffrescare gli ambienti d’estate e risparmiare sulla bolletta del gas in inverno, spendendo poco :).

    Secondo lei, quale sarebbe la soluzione migliore x rendere i più efficienti possibile gli impianti esistenti?
    Grazie,
    Ugo

  7. Buona sera Sig.Paolo
    non si preoccupi tanto se la sua unità esterna rimanga al sole o in ombra pescherà sempre la stessa aria esterna che la circonda. Diverso sarebbe (per assurdo) se l’unità esterna è posizionata al centro di un parcheggio con asfalto nero in quel caso il manto riscalderebbe ulteriormente l’aria, ma nel suo caso non si preoccupi.
    Verifichi piuttosto quanto definito con ‘’ appartamento è dotato di riscaldamento a pavimento e sfrutterà l’energia solare tramite pannelli elettrici’’.
    Verifichi che la sua pompa di calore ne sia in grado ovvero che preveda la sigla SG.
    In secondo luogo verifichi che l’assorbimento elettrico della stessa pompa di calore non sia superiore al suo fotovoltaico.
    Verificare e chiedere all’assistenza della sua pompa di calore che imposti il set-point dell’accumulo ad un valore basso affinchè durante l’utilizzo del fotovoltaico possa caricare il serbatoio ad una temperatura superiore.
    Faccia attenzione che molte volte si dice solo che il fotovoltaico integra la pompa di calore poi il tutto decade da una cattiva regolazione . Chiedere sempre un report timbrato e firmato dei dati inseriti per la regolazione.

  8. Salve, in questi mesi sto definendo gli impianti per il mio appartamento che è in costruzione. L’appartamento è dotato di riscaldamento a pavimento e sfrutterà l’energia solare tramite pannelli elettrici, in più nell’appartamento non sarà utilizzato gas. La ditta costruttrice inizialmente aveva posizionato la pompa di calore nella parete esposta a Nord e comunque in una zona di ombra e areata. Adesso per motivi relativi a possibili rumori per vibrazioni con serramenti vicini, hanno deciso di spostare la pompa di calore nella parete esposta ad Est senza nessuna ombra (la parete si affaccia nel giardino). Io penso che con tale esposizione in estate dovrò consumare molta più energia per raffrescare l’appartamento, con buona pace del risparmio energetico. Le chiedo cortesemente un suo parere in quanto esperto. Grazie in anticipo. Distinti Saluti. P

  9. Buon giorno Sig. Antonio
    Una casa Passivhaus ha come media degli edifici costruiti un costo maggiore compreso tra il 5% e 8%.
    Ottima la scelta della valutazione iniziale riferito al fatto di comprendere e verificare ogni aspetto prima di iniziare la realizzazione qualsiasi sia la tipologia costruttiva preferita.
    Per quanto riguarda il suo professionista condivido la pompa di calore (fotovoltaico risulta un obbligo).
    La pompa di calore se ben dimensionata risulta essere l’unica fonte di calore e va benissimo non si preoccupi. Prevedere sistemi ibridi a mio avviso sembra ed è un escamotage per fare contenta la norma e rilassa il tecnico in quanto due sistemi sono sempre meglio di uno dicono.
    Buona giornata.

  10. Buon Giorno Sig.Marco,

    ringrazio per la gentile risposta, comprendo bene che, realizzando una Casa Passiva si otterrebbero delle performance eccezionali, a fronte però di un investimento iniziale significativamente più elevato (dettato da coibentazioni specifiche ulteriormente maggiorate, infissi triplo vetro e una serie di ulteriori accorgimenti che quoterebbero in modo significativo sul costo finale della casa). L’obiettivo al quale tenderei ( ricordo sempre che sono un profano in materia ), sarebbe la realizzazione di una casa in “semplice classe A” abbastanza performante anche se non “passivehaus”, tale scelta è dettata unicamente dal budget attualmente disponibile che mi condurrebbe in tale direzione al fine di non rischiare di “uscire economicamente fuori strada”. Preciso che vivo attualmente in una casa a schiera fine anni ’90 zeppa di dispersioni termiche, riscaldata gas-caldaia a condensazione-termosifoni e su più piani quindi decisamente antieconomica e non pratica (anche per problemi legati alla mia salute) dalla quale sono fermamente deciso di andarmene e quindi la soluzione casa nuova cosi come descritta nel mio precedente “post” mi sembrerebbe “un giusto compromesso”.
    Sempre nella Sua precedente risposta, non ho compreso cosa intendesse dicendo “Ottima la scelta,la valutazione iniziale”, ovvero se riferito unicamente al fatto di comprendere ogni aspetto prima di muoversi o anche se con il termine “valutazione iniziale” si riferisse anche alle “case in legno” a scapito di altre tipologie. Detto quanto sopra, comprendo di essere molto confuso, ma dovendo impegnare elevate risorse che coinvolgerebbero non solo me ma anche mia moglie e mia figlia di 10 anni…non vorrei fare passi falsi; allo stato attuale sono nelle mani di questo professionista “che mi ispira fiducia” il quale avrebbe proposto la realizzazione già citata in precedenza con laterizio rettificato, pompa di calore aria acqua,fotovoltaico; anche se non sarebbe “l’optimum”, cosa ne pensa nel complesso ??? Mi farebbero piacere , se potrà, Sue ulteriori considerazioni e….anche in questo caso sarebbe sufficiente unicamente la Pompa di calore ?? Ringrazio ancora per lo spazio occupato e la considerazione, Cordialmente, Antonio

  11. Buon giorno Sig. Antonio
    Ottima la scelta la valutazione iniziale cercando di comprendere quali sono i vantaggi e gli svantaggi e cercando di percorrere una strada con meno dubbi possibili.
    Posso dirle che oggi come oggi è possibile progettare prima e costruire poi edifici con ottime prestazioni portate al sistema Passivhaus (in questo sito troverà case certificate http://www.passiv.de) .
    Lo standard passivhaus è a livello mondiale e per calmare le sue preoccupazioni le dico che tanto più l’esterno è freddo il cielo è sempre sereno quindi avrà a disposizione molta energia solare per scaldare la sua abitazione. L’energia solare accumulata dalla sua abitazione, se passiv, è molto maggiore delle perdite di calore. Quando il cielo è coperto le temperature esterne sono più miti ed in questo caso le perdite sono maggiori degli apporti.
    Una passiv haus di 120 m2 la scalda nel periodo peggiore con 40 candeline ecco la forza di una passivhaus.
    Ovviamente per raggiungere tali prestazioni tutte le strutture devono avere una trasmittanza inferiore a 0.15 W/m2K e devono essere studiati ponti termici, VMC, serramenti , vetri e fattori solari con il software PHPP.
    La pompa di calore è tranquillamente in grado di somministrare l’energia necessaria sia per il riscaldamento sia per il fabbisogno di acqua calda sanitaria.
    Ricordatevi che l’acqua sanitaria per un edificio prestante diventa prioritario e nello stesso tempo i costi fissi dei contatori possono essere la parte dominante. Illuminazione e apparecchiature elettriche hanno una incidenza similare al fabbisogno di riscaldamento e acqua calda sanitaria se parliamo di passiv.
    La pompa di calore è una ottima macchina e non ha bisogno di nessun supporto se ben progettata e valutata. Il fotovoltaico rimane un elemento necessario per il D.lgs28, ma non è per nulla necessario per la stessa pompa di calore. Se l’edificio consuma 100 € di riscaldamento e 200€ per acqua calda sanitaria non vedo il motivo di ridurre tali costi anche alla luce di una contatore che ha come costo fisso circa 500 €/anno.
    Buona giornata
    Marco

  12. Buona sera Sig.Marco,

    approfitto di questo blog per , se possibile ottenere delle indicazioni “di base”
    posseggo un lotto di terreno in Piemonte/biellese a circa 450 m di altitudine ove vorrei realizzare una casa singola, mono piano senza interrato, di circa 120 metri quadrati “calpestabili”
    Dopo aver valutato alcune Ditte di case in legno (vedi Rubner e simili) e un’opzione di casa passiva “eps/cemento armato/eps”, sto prendendo ora, in considerazione con un architetto locale l’idea di costruirla con laterizio rettificato “Wienerberger bio-plan” da 45 cm + intonaco termico ove verrebbe garantita una trasmittanza di 0,20 W/m2K, tetto “ventilato con materassi in fibra di legno e pannello termoriflettente di 18 mm, infissi di qualità doppio vetro (non triplo), pompa di calore aria -acqua +vmc recupero calore/deumidificazione + 6 KW di impianto fotovoltaico ( anche per, se possibile essere totalmente svincolati dal gas e al contempo usare una cucina ad induzione).
    Ovviamente, penso si capisca, non sono del mestiere, gradirei sapere gentilmente un “punto di vista ” in merito a quanto sopra; inoltre, sono confuso su quest’altro aspetto: ho letto/ sentito che in molti casi di clima-zone rigide , in pieno inverno la pdc non è sufficiente e va supportata con una piccola caldaia tradizionale ( che non vorrei), una stufa pellet o altro ( pena: il freddo in casa) cosa mi si può dire in merito ?
    Ringrazio dello spazio concessomi per scrivere queste righe e resto in attesa ( ove possibile) di una risposta. Cordialmente, Antonio

  13. E di quale altro dato ha bisogno per avere una idea approssimativa del Kilowattaggio necessario?
    Mi rivolgevo a Lei proprio per verificare le tesi del tecnico che essendo anche un venditore…vabbè fa nulla.
    Grazie

  14. Buona sera Sig. Antonino
    Dimensionare e trovare la pompa di calore coerente al suo fabbisogno con pochi dati non risulta possibile purtroppo, chieda al suo tecnico di fiducia che le ha previsto il cappotto ed i serramenti per comprendere quale sia il suo carico termico.
    Si ricordi il deumidificatore altrimenti nel periodo estivo rischia che si bagni !!!.
    Buona serata
    Marco

  15. Salve
    Vivo a Catania e ho da poco ristrutturato casa.
    Le spese maggiori sono state per la coibentanzione delle pareti, gli infissi ad alta efficienza termica (andiamo da 0,7 a 1,10) ed un impianto di riscaldamento/raffrescamento a soffitto.
    La casa è di circa 115 metri quadrati pari ad un volume da riscaldare di 300 mc circa. È esposta a nord (dove vi è un cappotto da 14 cm) ed a ovest (cappotto da 8 cm). Il pavimento è coibentato con xps da 8 cm.

    Mi sapreste dire l’adeguato dimensionamento della pompa di calore in Kilowatt?

    Grazie
    Antonino

  16. Salve sig.marco…spero che il messaggio per Erika sia per me…cmq intendono proprio 30 kva di energia al giorno di pdc….periodo invernale sui 1000 kva al mese…come é possibile???
    Che significa un volano termico??
    Grazie mille marzia

  17. Per la Sig.ra Erika .
    Buona sera Sig.ra Erika avere 30 kWh/giorno (attenzione di energia termica SPERO e non elettrica) in media per 50 m2 per soddisfare il fabbisogno di riscaldamento e acqua calda sanitaria significa spendere circa 3 €/giorno.
    Nel caso il dato dei 0.6 kWh/giorno m2 sia davvero una media corretta del periodo invernale significa avere una casa da 100 kWh/anno circa .
    Avere un accumulo per l’acqua sanitaria e un volano termico per l’impianto è correttissimo.
    Avere una valvola miscelatore per il riscaldamento a pavimento è forse poco utile e funzionale.
    Avere una valvola miscelatrice per l’acqua calda sanitaria risulta indispensabile.

  18. salve….volevo farvi una domanda…
    Io ho un abitazione con pompa di calore acqua/aria…la casa isolata con cappotto in sughero e serramenti con isolazione.Bene noi abbiamo consumi molto elevati circa 30 kva al giorno per scaldare 50 mq di casa…la mia domanda è…con un impianto così è giusto avere un accumolo per acqua sanitaria e uno per l impianto a pavimento?? e abbiamo anche un miscelatore che molti me lo hanno sconsigliato….
    grazie per la cortesia

  19. > salve ho una domanda da porle si potrebbe modificare un boiler a pompa di calore come quello dell ariston attaccandolo ai caloriferi a bassa temperatura con una pompa di ricircolo comandata da un termostato l acqua dei caloriferi non supera i venti litri mentre l accumulo è da 100 potrebbe funzionare?

  20. Riferimento GAP 74
    Il rendimento della caldaia Atag pari al 109 % è corretto ma riferito al potere calorifico superiore.
    I pannelli solari contribuiscono alla riduzione dei consumi della caldaia certamente, ma nel periodo estivo avrà un eccesso di produzione che difficilmente riuscirà ad utilizzare. Rimane da verificare gli ombreggiamenti delle montagne, rispetto ai collettori solari.
    In quale percentuale riescono a contribuire i suoi collettori solari deve chiedere al suo progettista.
    Per rispondere alla domanda da lei fatta :
    Qual è il limite di consumi elettrici della P.D.C. per non avere necessita del secondo contatore?
    A questa domanda deve chiedere al suo progettista, in quanto implica diverse informazioni.
    Per rispondere alla domanda da lei fatta :
    La preoccupazione che abbiamo per la scelta di questo impianto sono gli effetivi rendimenti e quindi i consumi proprio per la nostra zona climatica E dove abitiamo (non conosciamo nessuno che abbia la p.d.c. , visto la diffusione recente del prodotto nelle nostre zone).
    I consumi e quindi i costi vanno valutati sempre dal vostro tecnico, la scelta di una pompa di calore è sicuramente una tecnologia ottimale da utilizzare e progettare con attenzione.
    Il vantaggio e l’applicazione della pompa di calore non è in discussione è una ottima tecnologia.
    Per quanto riguarda il raffrescamento a pavimento è certamente un sistema efficace ma dipendente dai carichi estivi del suo edificio pertanto mi risulta difficile rispondere, chieda sempre al suo tecnico di fiducia.
    Il suo Architetto consiglia un sistema di climatizzazione in quanto conosce il suo edificio e quindi ritorniamo ai carichi estivi somministrati al suo edificio. La climatizzazione non dipende solo dal suo cappotto ma dall’esposizione, dalla tenuta all’aria, dal rendimento di recupero VMC, dai carichi endogeni etc etc, pertanto risulta difficile rispondere alle sue domande.
    Chiedete informazioni ai vostri tecnici che sicuramente conoscono il vostro edificio meglio di chiunque.
    Cordiali saluti

  21. Rileggendo i suoi interventi, quando prospetta i consumi per la caldaia , ha indicato come rendimento il 95%.
    Nella scheda tecnica del modello Atag Qsolar Q25SC io trovo addirittura un rendimento del 109% (Rendimento EN677 su P.C.I. a carica parziale (Tm/Tr=36/30°C)) ,lo ritiene un dato poco veritiero per un riscaldamento a pavimento? I 10mq di pannelli solari d’inverno , nella zona climatica E contribuiscono veramente a ridurre i consumi della caldaia , se si in che percentuale?
    Per la P.D.C. il consumo di 500 euro/anno da lei indicato ( 2600 KW con cop medio 3 ) mi sembra di capire che faccia riferimento all’uso di un secondo contatore dedicato. Vero?
    Qual è il limite di consumi elettrici della P.D.C. per non avere necessita del secondo contatore?
    La preoccupazione che abbiamo per la scelta di questo impianto sono gli effetivi rendimenti e quindi i consumi proprio per la nostra zona climatica E dove abitiamo (non conosciamo nessuno che abbia la p.d.c. , visto la diffusione recente del prodotto nelle nostre zone).
    A parità di costo dell’alternativa (Caldaia Atag + pannelli solari di 10mq per i requisiti di legge Decreto Rinnovabili 28/11 ) il vantaggio della P.D.C. è il raffrescamento già incluso, anche se ho qualche dubbio sull’efficacia del raffrescamento a pavimento soprattutto nelle nostra zona (E nord di milano) dove abbiamo picchi di caldo che durano pochi giorni, o settimane L’Arch. consiglia cmq la climatizzazione perchè sostiene che essendoci un buon cappotto (16 cm in polistirene e blocchi di muratura 30 cm BIOCLIMA) ci possano essere problemi di non fuoriuscita del caldo nel periodo estivo, lei ha qualche consiglio a riguardo?

    Grazie

  22. Pompa di calore HPSU compact 508
    Taglia (potenza): 6 kW = informazione commerciale
    Potenza termica a -7 °C e temperatura di riscaldamento a 35 °C = 4.29 kW – COP 2.85
    Potenza termica a +2 °C e temperatura di riscaldamento a 35 °C = 4.56 kW – COP 3.54
    Potenza termica a +7 °C e temperatura di riscaldamento a 35 °C = 6.22 kW – COP 4.6
    Accumulo termico Rotex 500 litri HYC 544/32/0
    – Durata d’acqua calda senza reintegro con prelievo 12 litri/min, ingresso acqua fredda 10 °C, uscita acqua calda a 40 °C e accumulo a 50 °C = 272 litri
    Cosa possiamo capire da questo accumulo :
    Vediamo gli utilizzi medi di acqua calda:
    Vasca da bagno (170×70) 160÷200 l
    Doccia 50÷60 l
    Lavabo 10÷12 l
    Bidet 8÷10 l
    Lavello da cucina 15÷20 l
    Premetto che avere un accumulo termico a 50 °C come sopra esposto e preso dalla scheda tecnica, non è raggiungibile dalla sola pompa di calore. Sono intervenute le resistenze termiche. Supponiamo 42 °c di accumulo e ipotizziamo 230 litri di produzione ACS.
    Possiamo quindi permetterci di lavare i piatti e fare una vasca da 180 litri circa, poi per il ripristino dell’accumulo , se all’esterno ci sono 2°C e la potenza della pompa di calore è pari a 4.56 kW dovremmo aspettare circa 4 ore.
    VEDIAMO UNA ALTERNATIVA – senza mettere la Marca
    Potenza termica a -7 °C e temperatura di riscaldamento a 35 °C = 4.5 kW – COP 3.5 (+ 20 %)
    Potenza termica a +2 °C e temperatura di riscaldamento a 35 °C = 6.06 kW – COP 4.56 (+22%)
    Potenza termica a +7 °C e temperatura di riscaldamento a 35 °C = 7.02kW – COP 5.3 (+15%)
    Prevedere accumulo di capacità 300 litri potrebbe essere una soluzione. Vediamo cosa accade :
    Accumulo di acqua calda a 42 °C ……..quindi un utilizzo di 350 litri a 36 °C. (+35%)
    Il ripristino dell’accumulo , se all’esterno ci sono 2°C e la potenza della pompa di calore è pari a 6.06 kW dovremmo aspettare nemmeno due ore.

  23. Buona sera
    Lindab risulta essere una ottima Marca inerente la diffusione dell’aria quindi effetto coanda , bocchette serrande etc e da meno tempo tratta la ventilazione meccanica. La domanda che mi pongo è se serve prima di tutto la deumidificazione e nello stesso tempo se deve soprattutto occuparsi della deumidificazione dell’aria esterna in estate oppure dei carichi latenti interni e quale è il limite della macchina oltre alla regolazione della stessa. Mi spiego meglio, il raffrescamento e quindi la deumidificazione tramite VMC (oltre al rumore agiuntivo del compressore) funziona secondo la condizione di umidità in ambiente oppure alla sola temperatura ? non dimentichiamoci del consumo elettrico. Prediligo la taratura della portata d’aria VMC necessaria agli ambienti e una deumidificazione separata, in quanto quando abbiamo un compressore ON-OFF deve lavorare entro certi campi di portata d’aria che potrebbero risultare eccessivi per l’abitazione. Usare free-cooling, ombreggiare bene l’edificio sono ottimi sistemi naturali, oppure usare materiali a base di argilla sono ”essenze” con costi energetici minori.
    Per quanto riguarda i 10 mq di pannelli solari ritengo siano eccessivi per la produzione di ACS. Mediamente a livello del centro italia si necessitano circa 1.0 m2 a persona, chieda conferma al suo progettista di fiducia. Per quanto riguarda l’integrazione del 20% sul fabbisogno di riscaldamento con il solare termico ha costi eccessivi e poco funzionali , soprattutto per appartamenti o villette, meglio integrare con il suo fotovoltaico essendo il 20% un valore molto basso nel suo caso.
    Per quanto riguarda invece la scelta tra caldaia+solare e P.C. rimane una scelta economica di investimento, manutenzione, funzionalità e scelta di utilizzare il raffrescamento. Se entrmbi i sistemi riescono a soddisfare i requisiti di legge la scelta economica è assolutamente al secondo posto.
    Ripongo i costi che lei ha scritto :
    A livello di preventivo i prezzi che ci sono stati prospettati sono:
    -caldaia atag e pannelli con vmc e condizionamento 24000 euro.
    -pdc rotex +solare+vmc 21000 euro
    Se la domanda è cosa farebbe lei, le direi la cosa più semplice e funzionale e con minor costi di manutenzione e che non arrechi rumore nella mia abitazione. Verifichi le rumorosità delle VMC che ha descritto e le confronti con altre…tipo Helios-Pluggit-Zhender etc…..anche i costi.
    Controlli bene il solare termico probabilmente servono 4.4 m2.
    Verifichi se la pompa di calore Rotex con accumulo da 500 litri le permette di fare la vasca prima a voi e poi ai vostri figli senza che rimanete senza acqua calda.
    Lo slogan, meno impianti più involucro è corretto, in quanto dobbiamo puntare più alla coibentazione, la massa, la tenuta all’aria < n.50= 1, la taratura degli impianti VMC e di riscaldamento alla termoregolazione e non tanto a prevedere tanti impianti.
    Scegliamo prima cosa desideriamo, scegliamo di usare meglio la casa, scegliamo di ventilare in free-couling , scegliamo le coibentazioni delle nostre tubature, scegliamo un contatore elettrico minore.
    Il solare termico, per rispondere alla domanda, rischio stagnazione è dovuto a una non corretta progettazione, l'eccesso di produzione anche visto che non sappiamo dove smaltire l'eccesso e la domanda è serve produrre più di quanto si consuma ? Cederla è sicuramente un bene ma sorge il problema che nel momento in cui non vi è un eccesso comunque dovete interrompere l'afflusso e questo deve essere fatto o manualmente o con sistemi di termoregolazione , i quali hanno un costo.
    Per darvi una idea un cliente residente in zona F (temperatuta minima esterna -18°C) ha costruito un suo appartamento calcolato con PHPP e non prevede alcuna sistema di riscaldamento in questo momento. Nel momento di bisogno di riscaldare utilizza un fornelletto elettrico per il suo appartamento di 150m2 costo 40€, manutenzione nulla, consumo quasi nullo visto il bassissimo consumo pari nel periodo peggiore a 1300 Watt.
    Con questi dati c’e’ uno di questi due impianti che si sentirebbe di consigliare o sconsigliare?
    Caldaia, solare termico 2 pannelli max, VMC delle marche sopra esposte , coibentazioni delle tubazioni almeno 20/30mm e la taratura assolutamente.
    Grazie

  24. Per prima cosa la ringrazio molto per la risposta.

    Per quanto riguarda la vmc l’unico dato che ho é la marca, che é Lindab, costo 6500 euro(sono due impianti con batteria di raffreddamento e deumidificazione).
    I 10 mq di pannelli solari nella soluzione. con caldaia a condensazione. sono stati previsti di quella metratura per soddisfare i requisiti di legge(50% energia rinnovabile per acs e 20%per risvaldamento).
    Il dubbio sulla soluzione con caldaia é: i 10mq di pannelli riescono nel periiodo invernale a far risparmiare effettivamente su riscaldamento e acs , e avere dunque un rendimento come quello della pdc da lei prospettato?
    A livello di preventivo i prezzi che ci sono stati prospettati sono:
    -caldaia atag e pannelli con vmc e condizionamento 24000 euro.
    -pdc rotex +solare+vmc 21000 euro
    Per l’utilizzo estivo solo acs i pannelli selettivi atag mi sembrano sovradimensionati. Non si corrono rischi di ‘stagnazione’ dell’impianto?Per ovviare a questa eventualità. e per ammortizzare il costo dei pannelli,avevamo pensato di alimentare i sanitari per i due bagni(due come i nostri) della casa attigua(di parenti).
    Con questi dati c’e’ uno di questi due impianti che si sentirebbe di consigliare o sconsigliare?
    Grazie mille ancora

  25. Dimenticavo
    le VMC sia Rotex che Atag non sono ad alta efficienza …. controllate i certificati .
    Prevedere 4 pannelli solari 10 mq……non esageriamo con 10 m2 si riescono a fare 3/4 appartamenti .

  26. Per rispondere al Sig. GAP74 – Cosa scegliere come impianto?
    Prima di tutto partiamo dal fabbisogno del suo edificio che lei ha riportato
    Fabbisogni di energia termica:
    riscaldamento involucro QH,nd= 5.364,0KW/h probabilmente annuo
    Acqua calda sanitaria Qh,W = 2.368,6 KW/h probabilmente annuo
    Significa 5364+2369 = 7733 kWh/anno diviso superfice 132 m2 = circa 60 kWh/m2anno
    Ma avete fatto un impianto di ventilazione meccanica controllata ad alta efficienza? (che avete previsto la ventilazione è scritto ma non sembra alta efficienza) sembrano dati elevati rispetto agli spessori previsti per la sua abitazione. In ogni caso vediamo come scegliere.
    Prevedere pompa di calore o caldaia?
    Prima soluzione che vi danno:
    1- pompa di calore aria/acqua Rotex Hpsu COMPACT 508 Accumulo 500 litri con unità esterna inverter da 6 o 8 kw + 2 pannelli solari kit solaris 2*V26 5,2MQ (IT.160710R)+
    Vmc con deumidificazione e recupero calore
    Risposta : Se lei ha soffioni doccia elevati o vasche probabilmente quello che le potrà dare l’accumulo tecnico è insufficiente se vuole circa 20 litri al minuto vuole fare due vasche filate. L’accumulo presentato è un recipiente , non in pressione, dove vengono semplicemente immersi degli scambiatori per la produzione istantanea di ACS, (si ricordi di caricare ogni anno il recipiente in quanto evapora) e due belle resistenze elettriche se non erro da 2kW/cad. Presenta valori COP teorici mediocri. Risulta importante nel clima della pianura padana , dal momento che è proprio nel campo di temperature esterne da 5°C fino a 0°C che risulta massima la formazione di brina. Da diversi diagrammi si può notare che in media circa il 10% dell’energia viene richiesta dallo sbrinamento con prestazioni peggiori con la modalità di inizione di caldo (per fare lo sbrinamento) . Si nota poi come la temperatura più penalizzante sia quella di 2 °c con punte del 15%. Quindi scegliere la pompa di calore è importante affinchè risulti davvero efficiente nel suo funzionamento.
    Controllate la potenza fornita dalla pompa di calore nel periodo più freddo della vostra zona, in quanto una P.C. tipo la 8 kW fornisce 8 kW quanto all’esterno sono +2°C, mentre fornisce circa 4 kW circa quanto fuori ci sono -5 °C ….sono abbastanza ? controllate le curve. Ovviamente quando con la stessa potenza riscaldate l’accumulo e quindi passa del tempo tre, quattro, cinque etc ore e ovviamente il riscaldamento si spegne, e se il tutto non è dimensionato correttamente ecco le resistenze elettriche di supporto.
    Ipotizziamo in ogni caso un COP medio stagionale pari a 3 e un consumo di Risc+ACS pari a 7733 kWh/anno significa consumare 260 kW di corrente elettrica pari a 500 €uro anno + il fisso del contatore 130 €uro .
    E la caldaia a metano ?
    7733 kWh/anno / (0.95*9.5) = 850 m3 di metano – costo annuo 850 €uro anno
    Differenza di costo annuo max circa 220 €
    Ora giro la domanda …qualè la differenza di prezzo tra i due sistemi…cosi si dovrebbe scegliere.
    Il vantaggio della pompa di calore è che funge da raffrescamento e può essere integrato da fotovoltaico abbinato a centraline che attivano le pompe di calore al massimo per accumulare calore.
    Esistono pompe di calore molto efficienti quali : IDM-Weishaupt-Dimplex-Viessmann etc, ma costano un 4-5 mila euro di più.
    Scegliere è prendere un compromesso … ultima considerazione….tra 15/20 anni deve sostituire la vostra apparecchiatura P.C. o caldaia..dovete almeno aver coperto il costo del maggior costo iniziale e del costo superiore nel nuovo acquisto.
    Chiedete al vostro tecnico di fiducia e non ai rivenditori. Chiedete sempre un calcolo ECONOMICO IN MOLTI PAESI EUROPEI I RIVENDITORI LO SVOLGONO QUESTO CALCOLO….IN ITALIA CHISSA’ QUANDO.
    Vedrete che difficilmente saranno in grado di offrirvi questo servizio e poi fatelo controllare dal tecnico.
    Buona serata

  27. Buongiorno,
    vi chiedo un consiglio su qual è l’impianto ottimale anche in termini di rendimento e dunque di risparmio sulle bollette tra i due che mi sono stati proposti per la mia casa indipendente in costruzione, tutto per soddisfare i requisiti di legge (50% energia rinnovabile per sanitari+20% energia rinnovabile per riscaldamento)
    Come preventivi il costo dell’impianto con pdc si equivale all’altro.
    Dati della casa:
    -zona climatica E (Brianza)
    -mq 132
    -isolamento con cappotto di 16 cm in polistirene espanso con particelle di grafite
    -serramenti in legno triplo vetro
    -tetto in legno con isolamento in sughero 17cm
    -fabbisogno energetico di 7250kw/h
    -l’impianto sara’ a pavimento
    Dati dei due impianti:
    1- pompa di calore aria/acqua Rotex Hpsu COMPACT 508 Accumulo 500 litri con unità esterna inverter da 6 o 8 kw + 2 pannelli solari kit solaris 2*V26 5,2MQ (IT.160710R)+
    Vmc con deumidificazione e recupero calore
    2- caldaia a condensazione ATAG Combinazione Q SOLAR 25 + SC380 N + 4 pannelli solari (tot.10 mq) Modello Collettore solare selettivo ATAG SOLE JODO 250+Vmc con recupero calore
    Idati del fabbisogno energetico sono questi:
    Fabbisogni di energia termica:
    riscaldamento involucro QH,nd= 5.364,0KW/h
    Acqua calda sanitaria Qh,W = 2.368,6 KW/h
    Raffrescamento involucro QC,nd 2.031,3 KW/h
    RISCALDAMENTO: fabbisogni energia primaria e rendimenti
    Energia primaria riscaldamento Qp,H 5.792,9 K
    Classe energetica riscaldamento B
    Energia primaria rinnovabile Qp,H,ren 622,411 KW/h
    Energia primaria totale Qp,H,tot 6.415,3 KW/H
    ACQUA CALDA SANITARIA
    Energia primaria ACS Qp,W 1.457,7 KW/h
    Energia primaria rinnovabile Qp,W,ren 1748.8 kw/h
    Energia primaria totale Qp,W,tot 3.206,5 KW/H
    FABBISOGNO GLOBALE
    Energia primaria globale Qp,HW 7.250,3 kWh
    Energia primaria rinnovabile Qp,HW,ren 2.371,2 kWh
    Energia primaria Qp,hw,tot 9.621,9 kwH
    Energia esportata alla rete Qel,exp 0.000kwH
    Come agevolazione ho solo iva 4%.
    I rendimenti della pompa di calore nella mia zona climatica sono cmq buoni e riesco cmq risparmiare?
    Non si corre il rischio con il contatore maggiorato come minimo 4,5 di spendere di più considerando anche i cicli di sbrinamento?
    Ho letto che il COP della pompa oltre alle temperature è influenzato anche al tasso umidità..che dalle mie parti nei periodi invernali tocca l’85% ho letto che i rendimenti calano notevolmente.
    Grazie mille

  28. Sto progettando una prefabbricata in x/lam classe A con ventilazione meccanica.Se accendo una stufa a legna in soggiorno, con l’attivazione della vmc devo aspettarmi che il calore si diffonda gradualmente in tutta la casa in modo significativo?
    Grazie

  29. Ciao Omonimo
    Hai perfettamente ragione che l’impianto deve funzionare costantemente, non credo che ho detto il contrario…è sempre per semplificare…altrimenti dovremmo parlare di inverter.
    Hai completamente ragione riguardo alle pompe di calore in Zona D, E, F che assorbono molta corrente, spesso e volentieri dovuto a dimensionamenti sbagliati, progetti inesistenti e tarature sconosciute e NON alle pompe di calore in se.

  30. @marco +involucro -impianti, se e’ passiva vera, riscaldamento ad aria , in seria alla vmc
    fv PICCOLO, ovvero tutto quello che puoi usare durante il giorno, non di piu. considera anche di metter invece il pellets come fonte rinnovabile, fai acs e riscaldamento anche se ha la scomodita’ di ricaricarla

  31. 2) ad un impianto che costa giusto, funziona a lungo, e fornisce la poca energia termica che serve:
    un grosso impianto che in un ora scalda una casa e per 23 sta spento… e’ un esborso economico assurdo. meglio uno che funziona 24 ore su 24 come un comodo pavimento radiante (nota bene: in case ancora ‘energivore’ non quelle che dovremmo costruire tutti gia ora).

    3) facciamo anche 2,5 restano 3,2kw al giorno per quella casa di media per tutto l inverno

    grazie del libro, ma preferisco i rilievi fatti da chi purtroppo in zona E se l’è trovata davvero la pdc succhia corrente.

    con google si trova, senza pubbliccizare un forum piuttosto che un altro…

  32. Sto costruendo una casa passiva, e sto pensando di mettere:
    -la VMC con recupero di calore e che abbia anche la funzione di deumidificatore,
    -una pompa di calore ,
    -fotovoltaico,
    -impianto a soffitto.
    Cosa ne pensate? Oltre la demotica per il controllo

  33. Va bene avere i dubbi e quindi li spiego ”o meglio si cerca” :

    15 kWh/m2anno x 100m2 = 1500 kWh/anno
    Pompa di calore COP = 2.5
    Significa consumare = 600 kWh/anno
    Il 10 % = 60 kWh/anno
    Costo energia elettrica 0.25 €/kWh MAX
    Quindi 15 € (va bene 25€ per margine)
    Gli sbrinamenti dipendono dall’U.R. dell’aria esterna e dal tempo di utilizzo della pompa di calore.

    2° Quesito:
    Le due ore erano intese medie per semplificare e per fare un esempio. Come ben sapete nei periodi più freddi funziona di più e nei periodi meno freddi funziona di meno.

    In ogni caso non comprendo perchè dice che è sovradimensionato! Rispetto a cosa ?

    3 ° quesito:
    Una pompa di calore ha un COP, bisognerebbe usarlo.
    Quindi 1500 kWh/anno / COP (esempio =3) = 500 kWh/anno di energia elettrica.

    Spero di esserle stato di aiuto.
    Comunque è molto interessata alla questione ed è una buona cosa (finalmente direi), se le fa piacere le posso indicare un libro di Renato Lazzarin (pompe di calore) http://www.libreriauniversitaria.it/pompe-calore-parte-teorica-parte/libro/9788889884157
    vedrà che questo signore saprà spiegarle molto meglio di me come funzionano le P.C. e i suoi dubbi o perplessità verrano dissolti.

  34. “Per un edificio da 15 kWh/m2a (esempio 100m2 di casa) il defrost al 10% (valore per pianura padana) costa all’utente circa 25 €/anno….”

    tralasciando che una PDC in una casa da 15kWh/m2a si deve proprio evitare e spender meglio quei soldi:
    il 10% = 25 euro porta ad un costo tot 250 euro …
    La sua scritta :
    “Tenere acceso una PdC 2 ore al giorno per 365 giorni incide circa 60 €.”
    2 ore al giorno?? un impianto che và cosi poco è del tutto SOVRADIMENSIONATO -> soldi sprecati
    e comunque non tornano i conti in euro 😉

    un ulteriore appunto,
    60euri spalmati su 2 ore per 365 giorni, . l inverno è di 180 giorni.
    mettendo anche tutti i 60 euro, al costo di 0,2 euro/kw, sono 830 W/ora, 1600 W al giorno di riscaldamento… (o metà se li spalma in un anno i 60 euro)
    alla casa da 15/kw/m2anno per 100m2 servono 1500kw/anno
    diviso i 180 giorni servono solo OTTO kw al giorno

    poi veda Lei …

  35. appunto non diamo informaziini sbagliate,
    una pdc aria-acqua senza preriscaldo geotermico in zona E e’ un bagno di sangue in bollletta.
    il 2% l ha provato in impianti veri o sulla teoria?

  36. Se pensiamo solo al defrost….lo chiamo sbinamento…è corretto ma se incide il 2% del fabbisogno complessivo del nostro edificio inteso come riscaldamento, rafrrescamento, ACS, illuminazione e ausiliari a voi la risposta.
    Un esempio:
    Tenere acceso una PdC 2 ore al giorno per 365 giorni incide circa 60 €.
    Per un edificio da 15 kWh/m2a (esempio 100m2 di casa) il defrost al 10% (valore per pianura padana) costa all’utente circa 25 €/anno….
    Non diamo informazioni sbagliate ma confrontiamoci sempre.

  37. I cicli di sbrinamento si possono calcolare e possono variare dal 2% al 12 % circa dell’energia fornita al vostro edificio e dipende dalla zona climatica e più correttamente alle condizioni di U.R. esterna .
    Ovviamente vale solo per pompe di calore acqua-aria e non per pompe di calore acqua-acqua o acqua-geotermico.

    L’enel rigrazia!!! Attenzione i cicli di sbrinamente e quindi i costi per l’utente finale dipendono ovviamente dal tempo di utilizzo e potenza della vostra p.c..

    Rimane importante ricordare che elettrodomestici e illuminazione in edifici ottimi incidono più del riscaldamento e raffrescamento, quindi pensiamo nel globale.

    Edifici Passivhaus, casa clima gold, Arca Platinum, Clima abita etc rimangono ottimi punti di riferimento.
    Sono certificazioni con vantaggi e svantaggi ma danno una via da seguire.

  38. EPBD,”Energy Performance of Buildings Directive
    ” ovvero la Direttiva europea 2010/31/CE , quella sulle case ad energia quasi zero
    (e il quasi è aggiunto dopo a colpa di matteoli …)

  39. la casa passiva con vmc mi sembra un ottimo investimento e una buona base di partenza…
    troppi impianti e soprattutto troppi costi di installazione e gestione vanno progettati con cura, altrimenti per ammortizzare l’intero impianto di solare, fotovoltaico, pdc, accumulatore, impianto a pavimento ecc. ecc. sono necessari anni e anni…
    io sto cercando di farmi un’idea su come integrare un appartamento con isolamento esterno e vmc…
    di proposte ce ne sono molte però vorrei trovare un buon compromesso tra costi e benefici.
    l’idea che ho in mente è quella di integrare l’impianto di vmc con riscaldamento ad aria (nello stesso canale), dove non arriva il recuperatore di calore della vmc; evitando così di posare un impianto a pavimento e i sui relativi accessori.

  40. quando l aria esterna è 6° la pdc comincia con i suoi belli&costosi cicli di defrost e l enel ringrazia.

    con l epdb che spinge, le notti posson esser insonni solo per i pensieri su casa passiva e risc ad aria 😉

Up Next:

Ponti termici e monoblocchi termoisolanti

Ponti termici e monoblocchi termoisolanti