Tetto traspirante o non traspirante, questo è il dilemma

No non è un dilemma, un pacchetto edilizio, anche, e a maggior ragione, se coibentato, è bene che sia traspirante. C’è un’enorme confusione sul tema, ed io ho già pubblicato alcuni articoli sull’argomento per aiutare a capire il comportamento del vapore:

Non intendo fare un ripasso generale, anche se per completezza ricorderò alcuni punti da tenere a mente – voglio far notare un aspetto particolare che riguarda soprattutto chi abita in zone calde, dove l’inverno, seppur presente, non fa la parte del leone essendo breve e poco rigido.

I punti da tenere a mente:

  • la permeabilità al vapore di un materiale è descritta dal valore [µ], maggiore è il valore µ tanto maggiore sarà la resistenza che oppone il materiale al passaggio del vapore.
  • l’ impermeabilità all’acqua non significa che un telo sia o non sia permeabile al vapore.
  • per valutare la permeabilità al vapore di uno strato della stratigrafia non basta leggere il µ, ogni strato ha un preciso spessore. Lo spessore (in metri) del materiale va moltiplicato al valore µ del materiale: ecco trovato il valore Sd, che è lo spessore di aria ecquivalente.
  • quando scelgo i materiali di una stratigrafia devo tenere d’occhio il loro valore Sd (traspirante = Sd < 0,3m., freno al vapore = 2 < Sd < 20m.,  barriera al vapore = Sd > 100m)
  • la regola insegnata è che ad ogni strato, dall’interno verso l’esterno, il valore Sd diminuisca, ecco l’importanza di scegliere bene anche la finitura esterna del cappotto che non deve (per errore di progettazione) essere un freno al vapore più forte di quanto lo sia lo strato sottostante di rasatura e coibente.
  • quindi la regola è: che la naturale migrazione del vapore verso l’esterno durante il periodo di riscaldamento sia facilitata dal decrescere del valore Sd.

tetto traspirante

Chi abita in zone calde, dove l’inverno è breve e poco rigido, come deve progettare?

allo stesso modo?

Io sostengo di no, non proprio allo stesso modo:

se nella mia zona climatica E, dal punto di vista igrometrico, penserei di utilizzare in copertura un freno al vapore magari con sD = 2 sul lato caldo (il lato interno) e un telo più traspirante ed impermeabile all’acqua sul lato freddo (esterno) prima dell’intercapedine ventilata del tetto sotto le tegole, in un clima caldo farei un’altra cosa:

  • con freno al vapore con sD = 2 sul lato caldo (il lato interno)
  • un identico freno al vapore con sD = 2 sul lato freddo (esterno)
(questo potrebbe essere un  sistema per offrire sia in periodo di riscaldamento e sia in estate, dove l’ambiente interno si presume più fresco, una equilbrata igrometria del pacchetto tetto in qualsiasi mese dell’anno senza rischiare mai di intrappolare il vapore nella stratigrafia).
La migliore soluzione:
L’ utilizzo di manti a diffusione igrovariabile è sempre una delle migliori soluzioni, appunto perchè favorisce continuatamente la migrazione del vapore al cambiare delle stagioni.

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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30 pensieri su “Tetto traspirante o non traspirante, questo è il dilemma

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    giusto ieri ho scritto di questo argomento rispondendo ad una lettrice: può esserle molto utile leggere da questo link.
    a quello che leggerà sui materiali isolanti in lana di roccia e altri dettagli costruttivi importanti posso aggiungere che nel suo caso e nel suo clima 20 cm di lana di roccia non sono un gran che se analizzati sotto l’aspetto della protezione dal caldo.
    ripeto anche che la formazione di muffa succede solo a causa di infiltrazioni o condense interstiziali e questi due fenomeni sono legati a difetti di posa o progettazione senza l’idea di cosa sia la tenuta all’aria.
    l’aspetto del surriscaldamento estivo è ovviamente tanto più preoccupante quanto l’edificio presenti o non presenti un sottotetto.
    se esiste un sottotetto non abitabile, sarà lui a surriscaldarsi. ma se così fosse lo stato di fatto varrebbe la pena fermarsi e progettare la coibentazione del solaio del sottotetto.
    ricordi anche che lo starto di ventilazione deve prevedere un colmo ventilato o dei displuvi ventilati per funzionare correttamente.

  2. Enzo

    Salve dovrei isolare una copertura in legno e L isolamento scelto è la lana roccia . Questo perché ho timore della fibra di legno , visto che pur essendo il materiale per eccellenza come isolamento contro caldo freddo traspirazione ecc. ho paura che con il tempo e il normale invecchiamento dei materiali possa creare tutte le problematiche di un materiale naturale, come attacco da muffe insetti e magari rischio di incendio.La stratigrafia pensata ,è (perlinato 2cm ,telo freno vapore ,20 cm di lana roccia 150 kg/ m3,telo,murali di areazione ,ondulina ,tegole. La mia zona è a4 km dal mare ,centro sud tra Roma e Napoli ,per capirci, Se sto facendo cavolate accetto consigli tenendo conto delle mie perplessità riguardo la fibra di legno. Grazie

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    grazie.
    il pacchetto isolante per tetto piano da lei descritto diventa un pacchetto traspirante solo verso l’interno e solo nella stagione estiva.
    la condensa sotto il manto sintetico può accadere se c’è un passaggio incontrollato di aria proveniente dal volume riscaldato sottostante, ecco perchè un freno al vapore igrovariabile deve garantire la tenuta all’aria e gestire il vapore che nel periodo invernale tenderà ad entrare e attraversare il pacchetto.
    se il solaio è integro, senza fori e senza crepe, già lui si comporta come uno strato di tenuta all’aria (come l’intonaco per una muratura).
    se l’ambiente sottostante è mantenuto nella stagione estiva raffrescato con impianti tecnologici (con temperature artificialmente basse) può migliorare la stratigrafia con la posa di un secondo freno al vapore igrovariabile interposto tra il primo strato e il secondo di fibra di legno.
    per sua completa tranquillità può richiedere al suo tecnico di fare una verifica termo-igrometrica dinamica secondo UNI EN 15026.

    circa il pannello in fibra di legno, le consiglio per una più facile cantierizzazione dell’intervento, di decidere per un pacchetto che preveda pannelli di eguale spessore per ottimizzare gli sfridi + il pannello sul lato freddo con idonee caratteristiche di resistenza alla compressione

  4. Giacomo

    Dott. Sampaoli davvero complimenti per il suo blog.Tante persone dovrebbero leggere i suoi articoli onde incappare venditore del fumo di turno.
    Io ho un’abitazione con tetto in laterocemento di circa 25 centimetri di spessore piano, zona climatica C (Napoli). avevo intenzione di mettere 18 cm di fibra di legno calpestabile, il commerciale mi fornisce anche il manto poliolefinico, ma quando gli dico di mettere un manto igrovariabile tra la fibra di legno e il solaio mi dice di non mettere assolutamente un freno vapore.Mi dice che già a tanti si è marcita la fibra di legno con una stratigrafia simile, mi dice che anche se poco, la condenza si ferma sotto il manto poliolefinico, mi dice che la telo sotto deve essere freno e quello sopra traspirante e non il contrario,quindi in questa configurazione lui consiglia assolutamente una barriera vapore. Io sarei tentato di mettere il telo igrovariabile per far asciugare il pannello, ma come mi devo muovere? posso mai rischiare di buttare tutti i pannelli nel giro di 2/3 anni?

  5. Benito

    Grazie con il consiglio sia a Federico che a Matteo. Seguendo le vostre indicazioni ho elaborato questa stratigrafia:

    Pareti:

    Fibrogesso Fermacell 25mm (2 lastre da 12mm) – oppure pavaroom da 30mm (una sorta di cappotto interno intonacabile)… voi quale dei due consigliate?
    Intesana evo
    Fibra di legno swissisolant 230kg/m3 (6 pannelli da 19mm l’uno per uno spessore totale di 114mm, terminerebbe in linea con i pilastri in legno)
    Pannello diffutherm da 10cm intonacabile 230kg/m3 (che avvolgerebbe anche i pilastri, fungendo da cappotto esterno)

    Spessore totale 24 cm circa (escludendo l’eventuale vano tecnico che potrei prevedere), non so però se mettere un qualche tipo di freno o membrana tra l’ultimo strato di swissisolant e il pannello diffutherm. Cosa mi consigli?

    Per il tetto invece (29% di pendenza):

    Assito
    Intesana evo
    Fibra di legno swissisolant 230kg/m3 (11 pannelli da 19mm l’uno per uno spessore totale di 209mm)
    Membrana traspirante (sapete consigliarmi un modello, possibilmente della Naturalia Bau?)

    Ovviamente sopra la membrana verrebbe la struttura per la ventilazione e i coppi o le tegole.

    Che ve ne pare? Avete dei consigli per migliorare la stratigrafia? Dai calcoli che ho fatto dovrei avere ottimi valori sia come capacità areica, che come trasmittanza periodica che come sfasamento e attenuazione. L’unico valore un po’ alto (0,20) sarebbe per la trasmittanza termica statica.

    Vi ringrazio in anticipo per i suggerimenti

  6. matteo pontara

    buongiorno federico,
    in qualsiasi sistema costruttivo è importante che la struttura si asciughi velocemente. in genere si asciuga più velocemente tanto più è traspirante.
    ricordo ai progettisti che da anni è richiesta nel certificato di agibilità la dichiarazione della “corretta asciugatura delle strutture”.. quanti ci metterebbero la mano sul fuoco?

    per i tetti ventilati in regioni calde? membrana traspirante e resistente agli UV esterna sicuramente.
    sull’interno meglio chiedere: quale spessore di tavolato? quale isolante?isolante traspirante? igroscopico?

    in genere INTESANA EVO con Sd tra 0,05 e 2 m è una ottima soluzione.

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    è vero che più scendiamo nella scala della zona climatica e più sarebbe intelligente valutare un po’ diversamente la migrazione del vapore.
    se in zona climatica F mi devo concentrare assolutamente sulla migrazione verso l’esterno perchè la stagione calda è limitata e breve e dunque il manto sul lato freddo deve agevolare la fuoriuscita del vapore con un valore sD molto basso,
    in zone climatiche più miti la stagione fredda e quella calda si equivalgono oppure la stagione calda è dominante.
    con stagione calda dominante il freno al vapore sul lato caldo è ideale se igrovariabile per permettere una veloce asciugatura con un passaggio del vapore agevolato.

    pur spendendo qualche centesimo in più, sul lato caldo poserei intesana evo (invece che intesana) con Valore sD a diffusione igrovariabile 0,05 – 2 m. mentre sul lato freddo una membrana traspirante e impermeabile che abbia resistenza permanente ai raggi UV.

    anche per proteggere la coibentazione in facciata si deve ragionare più o meno allo stesso modo scegliendo teli con resistenza ai raggi UV e alla pioggia battente.

  8. Benito

    Ciao Federico,

    secondo te è possibile utilizzare 2 manti igrovariabili (come Intesana di naturalia bau)? Oppure per il manto esterno è sconsigliato l’igrovariabile che d’inverno, viste le sue caratteristiche, potrebbe frenare il vapore più del previsto (poichè i manti igrovariabili col freddo dovrebbero innalzare il proprio SD)

    Inoltre, il freno al vapore esterno (in luogo della guaina traspirante) non potrebbe causare la trattenuta di vapore all’interno del coibente d’inverno, avendo un SD più alto della guaina traspirante?

    Infine, per una zona climatica D 1926gg che configurazione consigli, tenuto conto che l’isolante è composta da 20cm di fibra di legno avente ?=5? Sono indeciso tra le 3 soluzioni (2 manti sd=2, 2 manti igrovariabili oppure soluzione standard con freno al vapore e guaina traspirante all’esterno)

    E, queste soluzioni, sono adottabili anche per le pareti?

    Grazie

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    9 ore di sfasamento non sono malaccio.
    resta il fatto che progettare la protezione dal caldo può evitare il surriscaldamento e dunque permette di evitare impianti per raffrescamento.

    Il “Sistema a pannelli” costituito da un pannello termoisolante sottotegola in polistirene espanso stampato con aggiunta di grafite garantisce l’impermeabilità con la copertura in coppi e in caso di infiltrazione tra i coppi con le battute in sovrapposizione nel senso longitudinale e trasversale con canali di sgocciolamento.

    La pendenza deve essere adeguata!

    Ma ripeto, la trasmittanza è importante, lo sfasamento molto di più.

  10. Paolo

    In effetti sono stato un po’ approssimativo
    Il tetto non sarà in legno ma in muratura (6cm di laterizio e 4 di cemento). Nella relazione tecnica mi trovo indicato soltanto l’ultimo solaio e non il tetto. L’ultimo solaio ha uno sfasamento di poco meno di 9h (l’isolante è 10 cm, non 5 ho sbagliato). Se consideriamo l’isolante e la muratura del tetto non dovrebbe essere malaccio in complesso (credo).
    La soluzione che le sottoponevo (ho trovato la scheda tecnica http://www.fbm.it/prodotti/tetto-ventilato-fbm/sistema-tetto-a-pannello/sistema-tetto-a-pannello-specifiche-tecniche.html) mi ha posto un dubbio in quanto pur essendo di EPS si propone di essere impermeabile. Ora, ricordando il suo post http://espertocasaclima.com/2009/06/eps-e-xps-dove-sta-la-differenza/ mi fa paura l’EPS a contatto con l’acqua per quello le ho chiesto se fosse il caso di isolarli dall’acqua con una mebrana.
    Grazie

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    se il solaio non ha fori e crepe, sarà lui a svolgere la funzione di tenuta all’aria e freno al vapore.
    le caratteristiche termiche del pannello isolante Knauf Therm Tetto Th 33 sono ottime per contenere le dispersioni, ma scarse contro il caldo estivo.

    anche per i tetti a falda ci sono moltissime novità in questi ultimi anni. non posso giudicare tutti i sistemi “quasi pronti” disponibili sul mercato.

    quei pannelli in EPS con incastro e successiva posa di tegole agganciandole sul listello in acciaio zincato (Sistema Tetto a Pannello – Tegola Portoghese) sarà certamente testato e funzionante; naturalmente se fosse un tetto in legno mi preoccuperei di posare un manto con funzione di tenuta all’aria e freno al vapore all’estradosso dell’assito avendo cura di sigillare il nodo tetto-pareti.

    Resta il fatto che il progetto dell’isolamento mi pare scarso dal punto di vista estivo.
    E’ sempre opportuno usare materiali adatti alla protezione dal caldo, con analisi prestazioni invernali e protezione estiva per un adeguato comfort in tutte le stagioni (Prestazione Energetica Estiva – Metodo dei parametri qualitativi).

    E’ obbligatorio fare una verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

  12. Paolo

    Salve,
    mi trovo in zona climatica E e sto costruendo una nuova abitazione. Sto valutando l’isolamento del tetto in particolar modo.
    Il sottotetto non sarà abitabile quindi viene isolato l’ultimo solaio con dei pannelli tipo Knauf Xtherm Sol th 33 spessore 5 cm (che è possibile pensare di incrementare). Mi chiedevo se, dato che questo tipo di pannelli funge già da freno al vapore, fosse necessario inserire un ulteriore freno al vapore nell’intradosso del tetto.
    Inoltre per realizzare l’isolamento del tetto pensavo di utilizzare una soluzione di questo tipo (http://www.fbm.it/prodotti/tetto-ventilato-fbm/sistema-tetto-a-pannello/sistema-tetto-a-pannello-tegola-portoghese.html) che consente di posare velocemente i listelli. Mi chiedo però se non sia preferibile, ed i motivi per cui lo è, preferire una soluzione con un pannello isolante ed una membrana traspirante sopra di esso su cui posare i classici listelli di legno.
    Mille grazie
    Paolo

  13. daniele

    mi trovo a dover progettare una copertura piana pedonabile (finita in “chianche” in pietra) per un edificio nel sud italia (zona climatica C) e sono preso dal dilemma di prevedere o meno uno strato di schermo al vapore. Le premesse sono le seguenti:
    – soletta in calcestruzzo, strato isolante in EPS, strato impermeabilizzante e finitura
    – destinazione d’uso dell’edificio: casa vacanze per periodo estivo.
    L’utilizzo di isolante poco traspirante quale EPS spingerebbe verso l’adozione di uno schermo al vapore (telo in polietilene); il mio dubbio è legato al clima caldo e al fatto che l’edificio verrà utilizzato prevalentemente in estate, con utilizzo saltuario dell’impianto di riscaldamento. Esiste il rischio che lo schermo al vapore tra soletta e isolante abbia effetti negativi? l’utilizzo di isolante più traspirante (per esempio sughero) sarebbe sufficiente a scongiurare la necessità di schermi al vapore?

  14. Federico Sampaoli Autore articolo

    un cappotto interno in calcio silicato è un ottimo consiglio, anche con soli 2,5 centimetri le temperature superficiali interne cambiano sensibilmente.
    attenzione alla scarsa ventilazione manuale invernale.

  15. Ferruccio Coran

    Abito al piano terra di un condominio ed ho della muffa sulla parte bassa della parete della camera in corrispondenza del pluviale che è annegato in una colonna di cemento, il pluviale dopo una video ispezione sembra a posto e mi hanno proposto di installare un ”cappotto” interno di calcio silicato di 4-5 cm di spessore: ci sono altre soluzioni migliori ? Grazie. Distinti saluti
    Ferruccio Coran

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    qualsiasi materiale coibente può andare bene in zona F.
    la chiusura ermetica dell’involucro è la cosa più importante con grandi differenze di temperatura.

  17. AntonioDB

    Potrei avere problemi di condensa interstiziale con questa stratigrafia? Devo preoccuparmene?
    Qui problemi di caldo non ce ne sono… il riscaldamento a volte sta acceso anche ad Agosto.

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    in copertura è importante che non ci siamo passaggi d’aria sugli elementi passanti.
    se non avete problemi di surriscaldamento potete anche isolare con materiali leggeri.

  19. AntonioDB

    Cambieresti la stratigrafia?
    A cosa devo stare attento sugli elementi passanti?

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    Questo tetto sarà comunque un tetto non traspirante (guaina bituminosa).
    Il solaio in latero-cemento, con caldana in cls, sarà preparato con pulizia, rimozione di parti incoerenti, rettifica di avvallamenti e se giudicato in buono stato garantirà la tenuta all’aria proveniente dall’interno.
    Attenzione agli elementi passanti come i camini e sfiati o finestre sul tetto.

  21. AntonioDB

    In zona F, 3511 gradi giorno ho un tetto inclinato con questa stratigrafia (dall’interno all’esterno):
    – perline in abete 10mm
    – lana di roccia 25mm
    – solaio in laterocemento (travetti e pignatte) 220mm

    sul quale è stato previsto di montare:
    – uno strato isolante in XPS di 160mm
    – pannello di OSB
    – guaina bituminosa
    – tegole

    E’ necessario montare un telo freno al vapore o qualcosa d’altro tra il solaio in laterocemento e l’XPS?
    La stratigrafia è corretta?

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    celenit produce decine di materiali. lei probabilmente intende la lana di legno mineralizzata con cemento.

    a volte in cantiere si devono progettare ed inventare varie soluzioni.
    un sistema a cappotto per isolamento termico deve preferibilmente essere un sistema certificato in tutte le sue componenti e non un assemblaggio di materiali fai da te. questo può garantire funzionamento e durata di tutti i componenti.

  23. mattia

    Dal punto di vista di traspirabilità sarebbe scorretto o corretto un cappotto composto da 16 cm di lana di roccia e altri 7,5 di celenit?

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    anche tutto il sud italia è stato invaso dall’eps, senza alcun senso.

    contrastare il ponte termico del contorno finestra dall’interno è una cura, ma non può essere la progettazione.

  25. Michele

    Volevo farti un paio di domande:

    -i prodotti accoppiati EPS/GUAINA BITUMINOSA che tanto sono stati posati almeno nella zona di Verona per la velocità d’esecuzione sia su tetti in legno che in laterizio, quanto sono sbagliati???

    -un’altra domanda riguarda i cappotti su case con contorni in marmo già presenti; di solito fanno la rastrematura dell’isolante in corrispondenza della finestra( e qui si potrebbe scrivere un libro!), ma io mi domando a parte la soluzione di eliminarli completamente per poi posare solo il bancale, nel caso che volessi ricoprirli completamente anche con un minimo spessore all’interno del vano finestra, non sarebbe meglio?

  26. Federico Sampaoli Autore articolo

    il freno al vapore sul lato caldo, di 100 o mille goccioline permette d’inverno il passaggio solo a 2 goccioline.
    il freno al vapore sul lato freddo, di 100 o mille goccioline permette d’estate il passaggio solo a 2 goccioline.
    d’estate, l’aria a temperatura più calda che d’inverno, può contenere più umidità prima di raggiungere il momento della condensa.

  27. giorgio

    con questa soluzione dei due freni al vapore l’umidità non rimarrebbe sempre nel pacchetto coibente?
    soprattutto d’estate, in zone più calde, la casa trattiene molta umidità sia di giorno che di notte e questo fa sentire sulla pelle molto più le alte temperature, o sbaglio?

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