Utilizzare il pannello cassero in copertura

Un pannello cassero in eps per realizzare solai in cemento armato (calcestruzzo) di copertura ha un isolamento termico variabile: lo spessore variabile del sottotravetto è da scegliere in funzione della coibenza termica desiderata (4-8cm di eps 100).

termosolaio ponti termici

I vantaggi di questo sistema di costruzione sono:

  • la leggerezza dei pannelli
  • velocità di movimentazione e posa
  • pochi puntelli da movimentare
  • l’autoportanza durante le fasi di lavorazione (di getto)

Secondo me, un ponte termico è una parte dell’edificio dove il flusso di calore cambia. Ogni volta che lo strato coibente cambia spessore c’è un ponte termico geometrico.

termosolaio ponti termici

Il coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico determinato dal travetto potrei calcolarlo così:

  • dove abbiamo lo spessore totale del pannello termosolaio mi trovo con 32 cm di esp e trasmittanza 0,11 W/m²K
  • dove abbiamo il travetto in cls lo spessore totale del pannello termosolaio è 8 cm di esp e trasmittanza 0,40 W/m²K

quindi: trasmittanza 0,40 W/m²K – trasmittanza 0,11 W/m²K = 0,29 W/m²K

termosolaio ponti termici

il ponte termico  vale: 0,29 W/m²K * 11 cm. (larghezza travetto in cls) = 0,032 W/mK

 

Ma cosa vuol dire un ponte termico pari a 0,032 W/mK ???

vuol dire che ho una copertura piena di ponti termici ???

  •  se ho 30 travetti da 10 metri l’uno, ho 300 metri di ponti termici.
  • quindi le dispersioni termiche causate da questa struttura saranno 0,032 W/mK * 300metri * 57kKh/a * 1

cioè 547 kWh/anno

Costruire ponti termici free è una scelta progettuale, nient’altro

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


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…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

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20 pensieri su “Utilizzare il pannello cassero in copertura

  1. Salvo

    Ma la massa del solaio con cassero in eps potrebbe andare bene anche se inferiore al laterizio?
    Avrebbe inferiormente anche un controsoffito in fibrogesso.
    La scelta di tale tecnologia è legata al minor peso in opera rispetto al laterizio.
    Si dovrebbe compensare con un maggiore isolamento esterno?

  2. Federico Sampaoli Autore articolo

    se il progetto è realizzare un lastrico solare con efficace protezione dal caldo si deve stabilire che tipo di costruzione e relativo spessore calcolando la prestazione estiva (sfasamento, attenuazione) che può garantire lo strato di coibentazione esterna (estradosso solaio).
    La massa del solaio, protetto dal surriscaldamento, tornerà molto utile nel periodo estivo perchè sarà proprio lo strato interno a farsi carico dell’energia di troppo prodotta nell’ambiente interno da chi abita.

  3. Salvo

    Salve, intanto complimenti per il blog e per la sua grande preparazione che mette a disposizione di tutti.
    Mi chiedevo in merito ai pannelli cassero in eps da utilizzare per realizzare un solaio di copertura piano, se la scelta fosse dettata solamente da un problema di contenimento dei pesi sulla struttura intelaiata sottostante già esistente in cls armato?
    (Stato di fatto: demolita struttura prefabbricata piano terra su piano cantinato intelaiato in cls armato e spiccati pilastri in cls armato in continuità con i sottostanti, da eseguire travi, solaio di copertura piano e tamponamenti esterni)
    Quali sono le alternative per una struttura leggera?
    Quale sarebbe una stratigrafia ottimale anche per il caldo torrido in un edificio unifamiliare in zona c della provincia di Catania?
    Grazie anticipatamente

    Salvo

  4. Alessandro

    ….ahahahah….simpaticissimo, quindi secondo lei anche non “inglobando” le travi in legno ma coibentando tra loro (no xps) si riesce ad ottenere un buon risultato? che soluzione adotterebbe considerando il pacchetto esistente?
    La ringrazio ancora.
    Alessandro.

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    per minuziosa intendo ben fatta. altrimenti ci ritroviamo come ora con dei dubbi sulla tenuta all’aria.
    Si possono chiarire con un blower door test o con una termografia, ma se si farà un buon lavoro all’interno è superfluo investigare sul passato.
    si può progettare benissimo dall’interno.

    per progettare un tetto con xps interno dovrete rivolgervi ad un altro esperto casaclima. io mi oppongo 🙂

  6. Alessandro

    Agire dall’ esterno sarebbe troppo costoso per vari motivi, impianto fotovoltaico esistente, lattoneria da modificare, abbaini, velux, ponteggi ecc. Per un discorso estetico e di latezza preferivo coibentare tra le travi con isolante tipo fibra di canapa o di legno a bassa densità di spessore 10-12 cm, mettendo sotto un pannello in gessofibra, il tutto sostenuto ai lati da listelli chiodati alle travi. Il problema che mi ponevo era il freno a vapore ed è anche vero che ho dei dubbi sull’ attuale tenuta all’ aria; che soluzione intendi per ottenere una minuziosa tenuta all’ aria ? secondo il tuo parere come soluzione è fattibile o intravvedi delle problematiche eventuali ? E se mettessi un xps per ovviarvi ?

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    Forse bisognerebbe valutare la spesa per “impianto cantiere” e aggiungere uno strato di coibente esternamente.
    Se invece ci sono dubbi sulla tenuta all’aria della copertura allora è il momento buono per progettare una coibentazione interna con una minuziosa posa dello strato di tenuta all’aria e freno al vapore.
    Le ore di sfasamento vanno ricalcolate con la nuova stratigrafia.

  8. Alessandro Zanotti

    Salve, complimenti per la competenza e la passione che emerge in ciò che asprime; abito a Verona e volevo migliorare la coibentazione del mio tetto ventilato.
    E’ così composto: perline + freno vapore + pannelli in sughero spessore 10 + telo impermeabile traspirante + ventilazione + ventilazione sottotegola.
    Vorrei agire dall’ interno senza inglobare totalmente i travi in legno di sezione 12*20, evitando condense, non gravando troppo sulla struttura ma migliorando lo sfasamento. Mi rendo conto che sono tante cose assieme.
    La ringrazio anticipatamente e complimenti ancora.
    Alessandro.

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    un triplo vetro è meno disperdente di un doppio vetro. certo che fa passare anche meno irraggiamento! meglio prevederli sul lato nord in molte zone climatiche.

  10. amedeo.bertolino

    inceve da un punto di vista termico tra un doppio e un triplo vetro cambia quancosa?naturalmente sempre bassi emissivi

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    La condensa può avvenire intorno al serramento se l’edificio è privo di coibentazione e in zona fermavetro se abbiamo elevata quantità di umidità interna.
    Le prestazioni di un serramento sono sempre descritte nella sua scheda tecnica che potete anche trovare in rete se il serramento è di marca.
    In genere, al contrario delle aspettative, il triplo vetro non assicura un isolamento acustico più elevato di una doppia lastra.

  12. amedeo.bertolino

    salve, > devo cambiare i vecchi infissi sono orientato verso infissi in alluminio taglio termico da 72 mm con triplo vetro 4-15-4-15-6/7 basso emissivo con aria. > Con tale tipo di infisso si formerà condensa? > che abbattimento sonoro avrò’? dato che abito in prossimità di una strada molto trafficata? > e meglio una vetratura 6/7-9-4-9-6/7? >

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    non so se difetti sia il termine giusto.

    voglio un pianeta pieno di auto o di biciclette? pieno di cemento o di terracotta? di eps o di fibra di legno?
    lo so anch’io che un’automobile è utile e comoda, ma non occorre per ogni spostamento.
    così il calcestruzzo, usiamolo per i ponti se altrimenti non stanno in piedi (di questo ci hanno convinti…) ma non per la camera da letto.

    oltre alla religione ci sono poi alcuni aspetti di fisica edile che sono propri dei materiali stessi.

  14. FABRIZIO

    Quindi preferiresti la muratura tradizionale con cappotto esterno, o il legno?

    ma quali difetti ha, a tuo parere, il cassero in EPS + C.A. rispetto al laterizio?

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    Scegliere come terza pelle eps calcestruzzo tondini di ferro eps può anche essere efficace energeticamente, ma non potrà mai essere la casa dei miei sogni.

    Una copertura traspirante senza difetti di progettazione ed esecuzione permette un limitato e corretto passaggio di vapore a prescindere dal resto dell’involucro edilizio.

  16. FABRIZIO

    Salve

    vorrei un suo parere sul metodo costruttivo con casseri isolanti in EPS e pareti in C.A. tipo “clima block” o analoghi?

    cosa ne pensa?

    Sono indeciso tra questo sitema e un sitema classico con laterizio + cappotto esterno.

    nel caso optassi per il cassero sarebbe indispensabile la VMC visto che la casa sarebbe completamente “rinchiusa” nella plastica (EPS) ? e un tetto in legno potrebbe avere dei problemi visto che l’umidità, immagino, voglia uscire tutta dal tetto?

    la ringrazio e complimenti per questo bel sito pieno di informazioni

    Fabrizio

  17. Andrea

    Grazie per aver approfondito l’argomento con un post dedicato.

    Quindi in copertura (se non si volessero utilizzare travi in legno) è preferibile un solaio in laterocemento con adeguata stratigrafia esterna: i ponti termici illustrati ci sarebbero ancora, ma molto ridotti vista la meno marcata differenza di trasmittanza tra travetto e pignatta. Inoltre all’interno ci sarebbe più “massa” disponibile. E’ esatto o mi sbaglio?

    Grazie
    Andrea

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