Coibentare dall’ interno con fibra di legno o con lana di roccia?

Se non possiamo coibentare dall’esterno, allora arrendiamoci e progettiamo dall’interno. Non sarà facile, ma con un po’ di attenzione ai particolari più delicati anche questo tipo di intervento offrirà un comfort fino a prima sconosciuto.

Prima di cominciare dobbiamo fare una grande scelta, una scelta che ci accompagnerà per molti molti anni: l’isolamento interno non è un maglione che dimenticheremo nell’armadio appena non ci piacerà più! Ce lo dovremo tenere addosso per sempre. Pensiamoci bene allora!

Fibra di legno o lana di roccia si comportano in modi diversi e si posano, come coibentazione interna, in modo diverso.

Mentre la fibra di legno con il suo strato di fondo e il suo strato finale si comportano insieme come una “terza pelle“, un regolatore naturale dell’umidità, la lana di roccia va assolutamente protetta sul lato caldo da un manto che ha il compito di regolare e dosare, se non bloccare, il passaggio del vapore.

Mentre il pacchetto di coibentazione con fibra di legno offre solo materiali naturali, il pacchetto con lana di roccia non è esattamente un materiale naturale:

la lana di roccia  è un materiale isolante a base di fibre minerali composto per il 97% da diabase, basalto e dolomite.

lana di roccia

La roccia viene fusa a 1.400°C e quindi filata in fibre minerali artificiali. E’ per dare stabilità di forma alle fibre che si usa il legante bakelite (resina fenolo-formaldeide).

La stabilità di forma resta ottima se il materiale isolante è protetto contro l’umidità. Di per sè, il pannello in lana di roccia è molto permeabile al vapore (µ = 1-2) quindi si deve proteggere. Senza questa attenzione di progettazione e di posa è facile che il veloce passaggio di vapore attraverso la coibentazione “sbatta” sulla parete fredda esterna condensando. La condensa interstiziale all’interno della nuova stratigrafia sarebbe un problema irrisolvibile.

Tra l’1% e il 4% è il peso del legante. Le concentrazioni di formaldeide risultano comunque inferiori al valore indicativo di 0,1 ppm. Per aiutare la fusione viene impiegato solfato di sodio. I pannelli isolanti per esterno, non è il nostro caso, vengono anche sottoposti ad un trattamento impermeabilizzante con sostanze idrofobizzanti a basa di silicone o oli minerali (max 1 %) . Gli oli utilizzati legano anche le polveri di fibra.

Durante i lavori si produce polvere, quindi mascherina, occhiali e guanti protettivi sono una buona idea.

Solo in caso di un montaggio ermetico si evita qualsiasi inquinamento dell’aria in ambiante.

L’inquinamento ambientale provocato dalla produzione riguarda soprattutto il consumo di energia necessario per la fusione.  Le polveri di fibra minerale artificiale sono oggetto di discussioni critiche a livello internazionale a causa del loro possibile potere cancerogeno. Non è chiaro se le polveri di fibra presentano un sufficiente grado di biodegradabilità, e quindi una permanenza soltanto breve all’interno dall’organismo umano.

Durante la lavorazione delle fibre minerali si avverte una sensazione di irritazione della pelle dovuta all’azione meccanica dalle polveri di fibra minerale. Irritazione a carico delle vie respiratorie e degli occhi. La posa della lana di roccia deve contenere il rilascio di fibre fini.

Che dire?

Preferisco materiali naturali, ma soprattutto aiutare un committente a scegliere, informandolo un po’ di più.

Capita troppo spesso di incontrare famiglie che hanno acquistato abitazioni nuove senza conoscere nemmeno il materiale della coibentazione.

Ma come si può non informarsi su un aspetto talmente importante? Avete mai conosciuto qualcuno che ha acquistato un’auto usata o magari nuova senza chiedere se fosse benzina o diesel? o di che colore fosse?


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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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11 pensieri su “Coibentare dall’ interno con fibra di legno o con lana di roccia?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    con la prospettiva di un isolamento sul lato interno, il nuovo serramento dovrebbe essere in linea con la linea della coibentazione, quindi arretrato verso l’interno

  2. Vincenzo Di fresco

    Grazie per la sua gentile e celere risposta. Approfitto della sua competenza facendole una ulteriore magari “ignorante” domanda: per la sostituzione dei serramenti sono intenzionato anche a eliminare i vecchi controtelai e cercare di risolvere il problema dei ponti termici magari con dei monoblocchi termoisolanti. Ho pero visto che sono più o meno tutti progettati per cantieri nuovi o ristrutturazioni anche di facciate esterne, ma esistono monoblocchi che non “intaccano” (mi scusi il termine) il lato esterno delle pareti (sulle quali non posso ovviamente intervenire)? Il monoblocco mi riduce necessariamente la luce della finestra?
    Grazie in anticipo.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    Il fatto di dover affrontare l’intervento di riqualificazione dall’interno e di installare un impianto radiante a pavimento in base alla nuova normativa le offre:

    – valori limite delle trasmittanze incrementati del 30%
    – le altezze minime dei locali possono essere derogate fino ad un massimo di 10cm

    La progettazione dell’isolamento interno deve tenere conto molto seriamente delle zone in cui l’isolamento è interrotto o termina, avendo cura di risvoltare la coibentazione per una trentina di cm sui divisori e a soffitto.
    Sicuramente prenderei in considerazione la posa di almeno una vmc decentralizzata con breve canalizzazione per servire un secondo o magari anche un terzo locale per tenere moderato il livello di umidità interna e migliorare la qualità dell’aria.

    Eviterei di ordinare nuovi serramenti fino a che non è completamente definito il progetto di coibentazione in modo da progettare la posa in conseguenza alle scelte.

    Se possibile prevedere una coibentazione per minimizzare le dispersioni verso il basso.

  4. Vincenzo Di fresco

    Buongiorno, intanto complimenti per il suo blog, lo sto leggendo in lungo e in largo e lo trovo molto interessante. Sono in procinto di acquisto di un appartamento condominiale in una palazzina fine anni 70 che vorrei ristrutturare completamente e soprattutto riqualificare energeticamente. L’appartamento è sito al primo piano con esposizione su tre lati: est-nord-ovest (zona notte esposta a nord-est,nord, e nord-ovest) Non conosco la stratigrafia (ho solo potuto verificare che lo spessore delle pareti perimetrali è ca. 33-35 cm) ma in considerazione del fatto che le due stanze singole dei miei figli sono poco più di 9 mq ciascuna avevo pensato un isolamento perimetrale interno con fibra di legno spessore 40 mm e intonaco in argilla abbinato ad un riscaldamento radiante a pavimento e nuovi infissi in pvc. Premetto che non mi interessa raggiungere l’impossibile sul piano della prestazione energetica ma soprattutto il confort e evitare muffe (vivo da anni in una casa che è un frigo e con presenza di muffe). Grazie

  5. tomasoni daniele

    Salve. sto per costruire una casa passiva con struttura a telaio,la ditta che ho contattato usa fibra di legno, lana di roccia o misto ,fibra di legno internamente e lana di roccia esternamennte mi potreste consigliare quale miglior compromesso.considerando che abito in pianura padana con umidita importanti.grazie cordiali saluti.

  6. Federico Sampaoli Autore articolo

    creare un’intercapedine con un foratino sottile (attenzione alle altezze: se la quota supera un certo limite lo spessore troppo esiguo non si può posare) è la migliore delle idee:
    massa interna, isolamento in intercapedine, vecchio muro esterno.
    non si dimentichi che la tenuta all’aria e il freno al vapore sono l’intonaco stesso: quindi attenzione ai fori successivi o ai passaggi impiantistici che devono essere ben progettati.
    idem per i fori serramenti, da progettare con cura.

  7. Marco Vasina

    Ciao, io dovrei fare un isolamento interno in un palazzo costruito negli anni 45/50, quindi con muri non dotati di intercapedine. Ho pensato che avendo molta superficie calpestabile se perdo un pò di spazio costruendo un intercapedine dall’interno non perdo spazio abitativo più di tanto. Ma non vorrei usare cartongesso: pensavo di usare un pietrinfoglio spesso 5 cmm che racchiude un ‘intercapedine di 10 cm che riempirei di fibra di cellulosa. Che mi dici a proposito della fibra di cellulosa?

  8. Federico Sampaoli Autore articolo

    circa la preoccupazione per la lana di roccia nell’intercapedine:
    la lana di roccia non è salubre come materiale perchè c’è la possibilità che rilasci polveri e pericolose fibre nell’aria, che se respirate possono essere dannose per la salute.
    Nel caso si voglia comunque utilizzare lana di roccia è bene che il coibente lanoso sia ben sigillato : invece spesso è posizionato proprio nella zona più interessata dai fori di servizio come scatolette elettriche, prese e interruttori, scatole di derivazione, fori per punti luce o passaggio dati e antenna, scatole dei collettori per riscaldamento o collettori sanitari. Non proprio uno strato ben sigillato…

    circa la posa del camino chiuso (non è il mio campo) seguirei le istruzioni di un buon installatore o mi affiderei alle doti del rivestimento di silicato di calcio

  9. gabriele pelagracci

    Volevo fare una domanda in merito agli isolanti nominati.
    Quanto sono pericolosi lana di vetro e lana di roccia ed in che quantità?
    Le chiedo questo perché io ho costruito una casa che ha delle pareti portanti
    (sandwich) con all’interno lana di vetro, ed esternamente c’è la masonite e freno
    vapore all’interno con nastro isolante per ogni giunzione.
    Internamente alla parete c’è una lastra di fibra di legno e cartongesso.
    Non credo ci sia pericolo, in ogni caso le chiedo un commento ed insieme un
    consiglio, perché dovrò rivestire il camino che è un monoblocco di quelli da
    riscaldamento con vetro di chiusura a ventilazione forzata.
    Dietro al camino ho applicato per sicurezza un rivestimento di silicato di calcio
    mantenendo comunque 12 cm di distanza come diceva la scheda tecnica del
    produttore.
    considerato il costo delle lastre di silicato di calcio, preferirei usare nel rivestimento
    lastre di cartongesso ignifugo, mettendo poi come isolante interno all’intercapedine
    lana di roccia, non quella classica gialla, ma quella in pannelli più compatti verdi!
    Oltre alla pericolosità che come ha detto, non avendo la colorazione gialla, non
    è compattata da bakelite (formaldeide) non sò se è pericolosa, ha nominato il fatto
    che se non viene fermata l’umidità si rovinerebbe irrimediabilmente, come fare quindi?
    Non credo che sia consigliabile mettere un freno vapore, anche se non a contatto, ma
    comunque in prossimità del camino!
    lei consiglierebbe sostituire il tutto, con un rivestimento di silicato di calcio, anziché
    cartongesso, oppure la soluzione che le ho descritto andrebbe comunque bene?
    grazie

  10. Pingback: per una coibentazione interna sicuramente non penserei mai ad un materiale isolante composto da lana di vetro o lana di roccia | esperto Casa Clima

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