Tetto traspirante, attenzione ai teli, alle guaine e ai manti

Rifare il tetto: chi si è avvicinato a questo tema ha ricevuto proposte diverse, più o meno costose, più o meno valide, più o meno efficienti.

Ma qual’è il miglior tetto?

Il miglior tetto non esiste: ogni zona climatica ha la sua esigenza e ogni coibente necessita della giusta stratigrafia. La stratigrafia, sempre e comunque, deve proteggere dal freddo, dal caldo e dai rumori. La copertura deve proteggere dalla pioggia.

Non di rado, mi vengono sottoposti diversi progetti perchè io indichi il progetto migliore. E’ in questa occasione, in qualità di consulente e non di progettista, che scopro quanta confusione ancora ci sia sulla gestione del passaggio del vapore acqueo e sul compito di ogni strato della stratigrafia del tetto:

  • i materiali coibenti,
  • i teli, le guaine, i manti.

Perciò il mio lavoro diventa:

  • correzione dei disegni, degli spessori degli strati
  • analisi delle qualità e delle funzioni dei manti
  • spiegazione e motivazione delle mie variazioni
  • progettazione della tenuta all’aria del tetto

Ecco per esempio, cosa succede in un tetto quando la tenuta all’aria non viene progettata:

tenuta-all-aria-tetto-difettosa

 Parliamo di un tetto traspirante in questo articolo!

Il tetto traspirante, lo dice la parola, non ha barriere al vapore, ma non è sufficiente cancellare dalla stratigrafia la voce BARRIERA perchè essa diventi automaticamente corretta e funzionante.

Dobbiamo capire il senso del tetto traspirante e dobbiamo capire il modo in cui il vapore acqueo tende a trapassare la struttura completa:

  • in inverno il vapore prenderà la direzione verso l’esterno (migra verso fuori)
  • d’estate il vapore prenderà la direzione opposta e tenterà di sfogare nell’edificio
  • in entrambe le stagioni la progettazione della stratigrafia deve permettere questi flussi, altrimenti il vapore può rimanere intrappolato e ammalorare il tetto.

Abbiamo capito che è bene lasciare il vapore passare da una parte all’altra senza bloccarlo: ma come? Dosandone il passaggio, ma permettendolo!

Non possiamo farlo passare tutto in qualche punto e non possiamo lasciarlo passare liberamente in quantità troppo elevate.

Ecco perchè nelle stratigrafie corrette troveremo sempre indicato un telo freno al vapore (AL e non A VAPORE!! le locomotive erano A vapore! i teli sono freni AL vapore!) e poi un telo traspirante impermeabile. Devo aggiungere che nelle migliori stratigrafie il freno al vapore è sostituito da un manto igrovariabile: si tratta di un telo intelligente: frena il vapore d’inverno e lo frena meno d’estate (quando il flusso s’inverte).

In funzione del valore sd i teli possono essere classificati in:

  • freni al vapore:  1 m < sd < 20 m freno al vapore (materiale semitraspirante al vapore)
  • barriere al vapore:  sd > 20 m barriera al vapore
  • oppure teli traspiranti:  sd < 0,1 m telo ad alta traspirazione

 Se sopra la coibentazione viene posato un telo adeguato (un telo traspirante) e il progettista prevede di posare direttamente un pannello OSB su di esso per proteggere il telo e costruire su di esso la camera di ventilazione la stratigrafia sarà diversa:   i pannelli di OSB offrono resistenza alla diffusione del vapore variabile tra 30 e 50, che per un pannello di spessore 30 mm significa avere un valore di sd variabile tra 0,9 e 1,5 m. Non è una “barriera al vapore” ma è un freno al vapore. Dipende dal tipo di OSB.

 La permeabilità al vapore di un materiale è misurato dallo spessore dello strato d’aria equivalente sd, (lo spessore di uno strato d’aria con la stessa resistenza alla diffusione del vapore acqueo di uno strato di materiale con spessore d e coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore µ (il rapporto tra i due parametri è

sd = µ * spessore in metri.

La formazione limitata di condensa è normalità, ma è bene progettare per limitare questo fenomeno: l’aria calda che si raffredda deve avere un contenuto di acqua il più possibile simile a quello dell’aria esterna (ecco perchè il freno al vapore và posto nella parte “calda” del tetto: tra tavolato e coibente). Sconsiglio sempre una barriera totale al vapore per garantire il passaggio nella direzione opposta in regime estivo.

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:



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99 thoughts on “Tetto traspirante, attenzione ai teli, alle guaine e ai manti

  1. giulio

    Grazie per la tempestiva risposta.

    la tenuta all’aria è stata pensata e nei punti di incontro tra parete e copertura il telo di tenuta all’aria sarà incollato con nastro adesivo. (inoltre le travi a vista non continueranno all’esterno)

    grazie ancora

  2. Federico Sampaoli Post author

    questa stratigrafia di per sè non è pericolosa in fatto di migrazione del vapore, ma potrebbe esserlo per un’eventuale imprecisione durante la posa della barriera al vapore o per un eventuale contenuto di umidità dei materiali dovuti al trasporto e alla posa.

    in un pacchetto tetto traspirante correttamente progettato la barriera al vapore, che è indicata al punto 9, va sostituita da un freno al vapore.

    dalla descrizione non si può capire se è stata progettata la tenuta all’aria del volume riscaldato: il perimetro del volume riscaldato, dove solitamente le pareti incontrano il tetto, deve garantire la tenuta all’aria per evitare rischi di condense interstiziali.
    questo dettaglio è importante quanto la stratigrafia intera.

  3. giulio

    Salve,
    vorrei chiederle una sua opinione in merito ad questo pacchetto della copertura:

    1. Lamiera di alluminio
    2. Strato separatore / antirumore
    3. Tavolato di legno sp.2,5 cm
    4. intercapedine d’aria 4 cm
    5. Telo di tenuta al vento impermeabile ma aperto alla diffusione del vapore
    6. fibra di legno sopra le travi sp. 32 mm, ? < 0,05 W/mK, densità 270 kg/m3, 5?, c = 2090
    7. fibra di legno sopra le travi sp. 60 mm, ? < 0,04 W/mK, densità 180 kg/m3, 5 ?, c = 2090
    8. fibra di legno tra le travi, sp. 80 mm ? < 0,04 W/mK, densità 180 kg/m3, 5 ?, c = 2090
    9. Barriera al vapore
    10. Pannelli in cartongesso sp.2,6
    11. Travi in legno

    grazie

  4. Federico Sampaoli Post author

    da comune mortale che sono, condivido il suo preambolo.

    stratigrafia tetto:
    tegole,
    camera di ventilazione spessa 4 cm,
    telo impermeabile, (correggo: E TRASPIRANTE CON GUARNIZIONI PER FORO VITI)
    tavolato di supporto ventilazione,
    isolamento termico in fibra di legno spesso 8+8 cm (in luogo della lana di roccia preferita dal costruttore,
    membrana freno al vapore impermeabile
    TAVOLATO ?

    credo che 16cm siano pochi,
    chieda al costruttore o verifichi nella documentazione se è stata eseguita una verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,18 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

    si assicuri anche che esista il progetto della tenuta all’aria del tetto in legno (corretta sigillatura di travi passanti da dentro a fuori e altri nodi critici o soluzioni strutturali alternative alle travi passanti per realizzare lo sporto del tetto)

  5. micaela

    Buongiorno e grazie per aver pubblicato questo utilissimo blog che evita ai committenti comuni mortali di essere in balia di progettisti e costruttori. Volevo chiederle cosa ne pensa della seguente stratigrafia del tetto inclinato a telaio ventilato propostomi per zona climatica c (senza distinguere tra lato nord e sud): rivestimento in tegole, camera di ventilazione spessa 4 cm, telo impermeabile, tavolato di supporto ventilazione, isolamento termico in fibra di legno spesso 8,8 cm (in luogo della lana di roccia preferita dal costruttore, membrana freno al vapore impermeabile. Grazie anticipatamente

  6. manuel faccio

    Buonasera sono Manuel… grazie per esistere…. Il mio problema è molto grave , ho acquistato casa nuova a ottobre scorso e in tutto lo stabile condominio di tre piani ha solo 1 anno e mezzo.
    Il tetto per capitolato è non ventilato e cisi composto:
    Travi portanti in pino lamellare
    Perline
    Barriera al vapore
    Fibra di legno 4cm
    Isolante 12 cm
    Tavolato
    Guaina ardesiata
    Tegole

    Inizialmente a maggio ho notato una consistente infiltrazione di acqua nel sottotetto con una formazione di una grande quantità di muffa (o funghi di colore tendente al rosa) tra le perline e il muro interno e col passare del tempo tutta la zona del sottotetto si è riempita di una coltre di muffa che mi ha costretto a disinfettare e lavare vestiti e scarpe che erano in questo locale.
    Dopo l’intervento del costruttore in questa zona ad oggi non ho avuto altri segni di infiltrazioni.
    L’acqua in questa zona entrava attraverso il passaggio di un tubo dei pannelli solari.

    Successivamente dopo pochi giorni notavo la presenza dello stesso fungo(in vari punti della zona lavanderia ,nel bagno e nel disimpegno in una fascia molto alta del tetto) che in presenza di piogge si riempiva di goccioline di acqua che macchiavano anche il pavimento.
    Interveniva a metà giugno il costruttore che faceva aprire con l’uso di motosega la zona interessata dalle infiltrazioni.
    Tagliando la guaina si notava sotto la stessa la presenza di acqua , il tavolato superiore era vistosamente bagnato, i pannelli isolanti erano anchessi bagnati, i murali in legno di contenimento erano completamente marci ( di colre nero cone fossero bruciati), la fibra di legno era molto baganta , la barriera vapore presentava chiazze bianche riconducibili al fungo di cui sopra, le perline e i travi sembravano intatti.

    L’area attorno alla zona aperta circa 4×3 è ancora con molta probabilità nelle stesse condizioni.

    Nell’area aperta sono stati sostituiti i pannelli isolanti (con lana di roccia),la barriera vapore, i murali ,il tavolato sono state ripristinate le guaine e sono stati creati 5 punti di micro-ventilazione.

    La zona immediatamente sotto al velux del bagno all’altezza del punto creato per la ventilazione presenta ancora murali vistosamente deteriorati.

    Sono stati creati due punti di mirco-ventilazione anche all’altezza del locale sottotetto.
    In questa zona immediatamente sotto la guaina vi era un lieve presenza di acqua il tavolato sembrava pressochè sano, i pannelli isolanti lievemente bagnati , la fibra di legno era molto umida. In questo punto non si vedevano murali di legno.
    Dopo la riparazione al primo acquazzone in un punto diverso si è riformato il famoso fungo… Mi so rivolto ad un legale ma la cosa assurda che non si sa quale sia il problema… Parlano di condensa… Progettualmente è corretto? La ringrazio per l’attenzione che mi darà e saro sicuramente riconoscente… Grazie Manuel…

  7. max

    Sopra le tavelle, per ripartire il carico mi hanno SCONSIGLIATO il cls in quanto dopo il getto ci può essere un percolamento e quindi sporcarmi e le tavelle che recuperò nel tetto esistente. Inoltre ho un problema anche di pesi. Mi hanno quindi indicato di stendere un OSB.
    - tavelle in laterizio;
    - osb;
    - telo igroregolabile;
    - fibra di legno cm.16
    - guaina traspirante.
    - ventilazione.
    Io ho dei dubbi nell’OSB per la traspirabilità… Cosa ne pensa del pacchetto?? Alternativa all’OSB??.. Ciao e grazie.

  8. Federico Sampaoli Post author

    sì, a volte gli errori sono in buonafede. ma perchè non farsi aiutare?

    lei si è aiutato da solo, leggendo la notte magari.

    le sue osservazioni sono tutte corrette:
    quel tetto manca sicuramente della tenuta all’aria in quanto mai progettata
    il telo sul lato caldo è in effetti da posarsi sul lato freddo perchè è impermeabile e altamente traspirante
    il materiale isolante è assolutamente inadatto ad un pacchetto tetto traspirante ed è inadatto alla zona climatica di appartenenza perchè non garantisce alcuna protezione dal surriscaldamento estivo

    buon per lei che si è schiarito le idee prima dell’acquisto
    e buon per il blog che riceverà il suo sostegno!

  9. Luca D.

    Dottissimo Dr. Sampaoli,

    devo ringraziarla per avermi, con le ricchissime informazioni messe a disposizione tramite questo suo sito, risparmiato un probabile triste futuro alle prese con la casa sbagliata.
    Scrivo qui per condividere la mia esperienza perchè penso possa essere utile ad altri in situazioni simili.

    Da oltre un mese giravo attorno al’idea di acquistare una villetta a schiera bilivelli in fase di ultimazione che mi sembrava rappresentare il mio ideale di casa.
    La casa aveva però una piccola incognita: la copertura spiovente in legno, per me una assoluta novità.
    Abituato a informarmi per quanto posso su ciò che ignoro (sono un tecnico informatico) ho trovato il Suo sito web attraverso cui sono riuscito a farmi una idea abbastanza chiara di quelli che potrebbero essere i problemi legati ad una copertura in legno mal realizzata.
    Ho quindi chiesto informazioni dettagliate al costruttore sul tetto ormai in fase di copertura finale.
    Costui risulta essere una persona gradevole e genuina; il tipo di piccolo impresario edile che costruisce le case una alla volta dedicandovi tutto il suo impegno. Mi ha dato l’impressione di aver cercato a suo modo la perfezione. Il suo problema quindi non è la malafede o lo scarso impegno. Il suo problema è che ignora di ignorare!
    Da quanto ho capito questa casa rappresenta la sua prima esperienza in fatto di coperture in legno e vi ha applicato idee sue preconcette e altre scaturite chissà dove.
    Mi è sembrato di capire che un progetto del tetto non sia mai stato realizzato se non nella sua testa.
    Infatti alla mia richiesta di poter avere documenti come il progetto del tetto, la stratigrafia o anche solo la lista dei materiali utilizzati ho avuto come risposta un elenco di materali a voce, raccontato con l’orgoglio di chi è convinto di aver utilizzato quanto di meglio disponibile sul mercato.
    Ecco l’elenco come fornitomi:
    - travi
    - perline
    - tessuto non tessuto
    - barriera al vapore
    - accoppiato isolante
    - tegole

    Immediatamente mi sono fatto l’opinione di avere a che fare con un incompetente in materia di legno: la parola “barriera” scatenava un giudizio inesorabile.
    Ho iniziato a nutrire poche speranze circa la messa in opera a regola d’arte per quanto riguarda la tanto critica tenuta all’aria, ma volevo essere ottimista, tanto ero aggrappato al sogno di vivere in quella casa.
    Quel che potevo fare era cercare di ottenere informazioni dettagliate circa la stratigrafia nella speranza che i fornitori lo avessero guidato verso l’adozione dei materiali adatti. In caso positivo avrei richiesto una consulenza professionale per la verifica puntuale dei materiali per la precisa zona climatica e un’indagine sulla corretta messa in opera (Lei era il canditato!).
    Ho quindi chiesto al costruttore di avere tutti i dettagli possibili sui materiali. Quel che sono riuscito ad avere è la stampa della scheda dell’”accoppiato isolante” e l’indirizzo del fornitore di materiali edili in cui è stato acquistata la “barriera al vapore”.
    Il cosiddetto “accoppiato isolante” risulta essere il “Vetropan EPS”, un prodotto in polistirene espanso preaccoppiato con una guaina bituminosa.
    Dalla scheda fornitami (non lo si evince dalla scheda sul sito web istituzionale) risulta che la guaina bituminosa si comporti come una barriera al vapore (?=20000).
    La cosiddetta “barriera al vapore” è invece il “Silvertek 15 Seal Lap”, un telo traspirante indicato come “sottotegola” (815<WDD<2000).
    (Da sottolineare come il fornitore, da me stuzzicato, non conoscesse la differenza tra barriera e freno al vapore, nè l'adeguatezza di un prodotto sotto-tegole usato come sopra-perline.)

    Questi materiali sembrano essere alla mia percezione di profano dei prodotti di soddisfacente qualità, ma mi sembra evidente che siano stati utilizzati a sproposito:
    - il Vetropan viene proposto come isolante adatto a coperture in cemento, e il suo utilizzo risulta in una sigillatura del tetto al passaggio del vapore; inoltre l'EPS non mi sembra possa essere considerato l'isolante preferibile per la mia zona climatica (Cagliari)
    - il Silvertek ha buone caratteristiche di freno al vapore, ma probabilmente non è l'ideale per raggiungere una tenuta all'aria ottimale; inoltre sembrerebbe reso inutile dalla sigillatura di cui sopra

    Con questi presupposti sono giunto alla conclusione che il tetto è stato realizzato in modo tutt'altro che a regola d'arte; i prodotti inadatti mi fanno sopettare fortemente anche riguardo alla qualità della messa in opera. Ragion per cui mi sono convinto di abbandonare l'idea di acquisto dell'immbile.

    Invito quindi chi si trovi in procinto di acquistare casa a informarsi quanto più possibile e a coltivare dei sani dubbi :-)

    GRAZIE

    PS:
    Il minimo che posso fare è una donazione a favore del suo sito!

  10. Ivan

    Buongiorno,
    per quanto riguarda la scelta del coibente concordo con lei con la superiorità tecnica della fibra di legno ed anche secondo i miei calcoli dovrei arrivare ad uno sfasamento attorno alle 10 ore usando una buona lana di roccia [durock energy] rispetto ad una prestazione completamente diversa di una “normale” fibra di legno.

    Però ero più in dubbio sull’eventuale rischio che il secondo assito in OSB possa essere qualcosa di non “propriamente sano” per quanto riguarda fenomeni di condensa ed umidità (con la guaina tradizionale “ardesiata” sopra – che si comporta da barriera vapore se ho capito bene), per questo vorrei far predisporre 6cm di ventilazione in modo che eventuali fenomeni di condensa possano essere adeguatamente “asciugati”.

    La ringrazio.

  11. Federico Sampaoli Post author

    considerando la stratigrafia tetto solamente fino allo strato di ventilazione, che secondo me è la valutazione più corretta delle prestazioni estive d invernali, posso dire che

    - la prestazione invernale sarà eccellente (valori di trasmittanza da casa passiva)
    - la prestazione estiva non sarà eccellente, pur prevedendo uno strato isolante in lana di roccia con elevata densità e spessore alquanto generoso.

    il fatto è che ( e può verificare anche lei) i pannelli previsti per la copertura offrono un valore di calore specifico scarso: la lana di roccia solitamente si ferma a 1030 J/kgK.

    questo valore corrisponde a meno della metà di qualsiasi pannello in fibra di legno, anche il più stupido: questo per la natura del materiale! l’asino non diventerà mai cavallo. (e dire che a me piacciono più gli asini…)

    con lo spessore che le hanno proposto, il suo tetto offrirà uno sfasamento estivo di circa 10ore.
    la lana di roccia non rappresenta una grande garanzia dal surriscaldamento estivo.
    la fibra di legno potrebbe garantire invece oltre 17 ore di sfasamento con lo stesso spessore.

    poi il discorso si allarga ulteriormente perchè c’è fibra e fibra, e anche qui i valori migliorano o peggiorano.

    ricordo ai lettori che la scelta dell’isolante non è solo fatta di passioni o preferenze: anche la normativa detta le sue regole sulla prestazione estiva.
    meglio chiedere sempre al proprio tecnico se è stata eseguita la verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,18 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

  12. Ivan

    Buongiorno,
    mi complimento per l’intero blog, interessantissimo.

    Dovrei realizzare una copertura inclinata con una falda al 40% verso NORD/NORD EST (tegole), una 15% verso SUD/SUD-OVEST (lamiera) in legno zona E (2359 gradi giorno) e mi permetto di sottoporle la stratigrafia che avevamo pensato da interno a esterno:

    1) travi portanti interne (non passanti)
    2) perline abete 2cm
    3) freno vapore igrovariabile (o classico) anche per tenuta aria (Sd 0,2 – 20 m) [usb micro 100 vario]
    4) 24cm di lana di roccia alta densita (150kg/mc)
    5) telo traspirante impermeabile / tenuta al vento (Sd 0,02m) [usb classic]
    6) listelli di ventilazione 6cm (con corrispettivo colmo ventilato)
    7) assito OSB 2cm con guaina impermbabilizzazione bituminosa
    8) tegole o lamiera (a seconda della disposizione), a sud verrà allogiato un fotovoltaico e questo è il motivo della lamiera grecata

    Le falde sono lunghe massimo 6,8m.
    L’assito OSB con la seconda impermeabilizzazione mi viene consigliato come ulteriore prudenza anche per eventuali future manutenzioni (fatte magari con non troppa attenzione) da chi si occuperà degli impianti sul tetto, i 6cm di ventilazione dovrebbe anche aiutare a dissipare il caldo estivo e eventuale formazione condensa.

    Mi piacerebbe avere la sua opinione su questo aspetto.
    La ringrazio
    Ivan

  13. Federico Sampaoli Post author

    con 10 cm disponibili la massima prestazione invernale è ottenibile con un bassissimo lambda, quindi la Stiferite offre Conducibilità termica Dichiarata: ?D= 0.023 W/mK di un terzo migliore rispetto all’eps.

  14. giovanni

    Grazie ancora per la cortese risposta. I morali li fisserei saldando delle cravatte sulle putrelle. Il mio problema, come avevo detto, non è il caldo, ma il freddo. Quindi, pensa che applicando polistirene da 10 +osb non otterrei un buon isolamento invernale? Grazie. Giovanni

  15. Federico Sampaoli Post author

    trattandosi di un tetto fatto con putrelle e tavelloni con una piccola gettatina sopra e la guaina incontriamo due problematiche:

    10cm di qualsiasi materiale isolante non credo possano soddisfare nè la normativa nè le esigenze personali, ma è corretto calcolare la stratigrafia e le prestazioni ottenibili (estive ed invernali)

    il fissaggio meccanico della nuova struttura in legno interposta nello strato di ventilazione

  16. giovanni

    Chiedo perdono, volevo precisare che l’uso dei morali da 10 mi servirebbero per uscire di ulteriori 50 cm dal tetto attuale per coprire meglio il balcone sottostante. Ancora grazie. Giovanni

  17. giovanni

    Grazie per la cortese risposta. Mi spiego meglio: la casa ha un tetto fatto con putrelle e tavelloni con una piccola gettatina sopra e la guaina. Le tegole le hanno tolte. Essendo una casa antica non volevo appesantire il tetto con le normali tegole e, siccome volevo isolarlo meglio avevo pensato di togliere la guaina, stendere dei morali da 10cm, mettere tra i morali del polistirene da 10, chiudere il tutto con osb, riguainare e mettere delle tegole leggere in acciaio rivestito, 7,6 kg al metro. Riesco, cosí facendo, ad ottenere un buon isolamento?

  18. Federico Sampaoli Post author

    forse io non ho capito bene la situazione. perchè non si sta ragionando per la coibentazione del sottotetto visto che non è abitabile?
    immagino che le pareti in pietra vadano coibentate dall’interno, dunque si potrebbe contestualmente attenuare anche il ponte termico del nodo parete-solaio sottotetto.

  19. Giovanni

    Salve,
    mi chiamo Giovanni ed abito a 1000 metri di altitudine. La casa, un cielo-terra in pietra di fine 800, composta da 3 livelli abitabili ed un sottotetto non abitabile (altezza max 150 cm.). è affiancata da altre abitazioni ed ha una sola facciata libera esposta a nord. La copertura ad unica falda è composta da putrelle da 12 (poste parallelamente alla gronda) e tavelloni con sopra 2 strati di guaina senza tegole. Nel sottotetto, sempre freddissimo, non ho mai notato condensa. Avrei il desiderio coibentarlo e di rimettere le tegole ma 50mq di quelle tradizionali mi comporterebbe un aggravio di peso enorme e, visto il metodo costruttivo dello stabile, non mi fido tanto. Pertanto, avrei pensato alla seguente soluzione: travetti in legno spessore 10 cm ortogonali alla gronda distanziati di 1 mt ed avvitati su supporti a “L” saldati sulla faccia superiore dei travi IPE; riempimento dello spazio tra i travetti con pannelli di polistirene da 10 cm; tavolato 2 cm a chiusura; guaina sopra il tavolato; finte tegole in acciaio rivestito con scaglie di pietra e acrilico (tipo metrotile) dal peso di 7,6 Kg /mq. E’ sbagliata questa soluzione? Conviene togliere completamente la copertura con putrelle e tavelloni? Per la traspirazione, visto che già così com’è non esiste, cosa posso fare? Sulla copertura c’è la predisposizione per una finestratura (mancano un paio di tavelloni), è consigliabile usare quel varco per mettere qualcosa per favorire l’uscita dell’umidità? Scusi la lungaggine ma questi dubbi mi attanagliano. Grazie. Zaccaria Giovanni

  20. Federico Sampaoli Post author

    Già i lucernai senza prestazione possono essere causa di condense in autunno inverno in zona climatica F. Pensare ad isolare le falde senza adeguato serramento sul tetto equivale a nuovi problemi da risolvere: meglio progettare tenuta all’aria+velux+isolamento tutto insieme.
    sì costa.

    per l’aspetto estivo si deve considerare di utilizzare materiale che sia adatto alla protezione contro il caldo, quindi niente pannelli sintetici o lane minerali + ombreggiatura velux se colpito dai raggi

  21. Vincenzo

    Buonasera e complimenti per la serietà delle discussioni, da profano provo a chiderle un prezioso consiglio: ho ristrutturato una seconda casa in zona clim F. Ho recuperato la soffitta che è ora abitabile, il pavimento ha uno strato di leca + pavimento con materassino isolante, il soffitto è con travetti in cemento e tavelloni sulle falde sono stati aperti dei semplici lucernai, esternamente carta catramata e coppi.
    Premesso che le mie risorse sono già state spremute e non prevedo di rifare il tetto: come posso agire dall’interno con una soluzione a bdg contenuto, dando priorità per vari motivi più all’isolamento estivo dal caldo e alla condensa di umidità nel periodo autunno inverno.
    Grazie in anticipo dei consigli.

  22. Armando

    Mi perdoni, ma a questo punto (nel caso dei ponti termici tra cordolo in cls e tetto)non sarebbe meglio pensare direttamente a creare una tenuta alla aria (estradosso della falda ) con una guaina impermeabile non traspirante da rivoltare con qualche accorgimento sulla parete interna ed isolare completamente il pacchetto coibentate?
    Sicuramente trascuro qualche dettaglio…

  23. Federico Sampaoli Post author

    se la coibentazione della falda viene progettata all’esterno (estradosso falda) il telo sopra la perlina verrà risvoltato necessariamente sulla muratura esterna.
    la muratura esterna, in genere, riceverà anche un ‘isolamento esterno. a garantire continuità all’isolamento dell’involucro.

    è corretto preoccuparsi del forte ponte termico del cordolo nel caso l’isolamento delle pareti non sia previsto, ma la tenuta all’aria deve essere garantita per evitare fuoriuscite di aria calda e umida che tenderebbe a condensare uscendo dal nodo tetto-parete.

  24. Armando

    Buongiorno,
    Curiosamente volevo chiederle anche io un chiarimento sul dettaglio di cui ha discusso nell ultimo commento all’articolo dove dice ” farlo sbordare e farlo ridiscendere verticalmente ” riferendosi al freno al vapore. Sarebbe a dire? So che non è un blog strettamente indirizzato a questi particolari ma non capisco.
    Intende forse dire risvoltarlo sulla muratura esterna anziché quella interna?
    Non andrebbe così a crearsi una sorta di possibilità per il vapore di incunearsi tra le perline e il muro raffreddandosi li e quindi condensando pur avendo garantito l ermeticitá al tetto?
    Buongiorno e buon lavoro.

  25. Federico Sampaoli Post author

    il freno al vapore con funzione di tenuta all’aria meglio non “rimboccarlo”sotto l’assito, anche se potrebbe essere una soluzione fattibile con un giro di manto prima della posa del tavolato.
    sarà più facile farlo sbordare e farlo ridiscendere verticalmente appena sufficientemente per poter stendere un nastro adesivo con feltro intonacabile.

    i ringraziamenti devono andare al blog. sostenetelo!

  26. Alessio

    La ringrazio per la celerità della risposta.
    Avendo soddisfato i dubbi sulla prima domanda potrei chiederle una maggior chiarezza nella risposta alla seconda domanda.
    Ho ben chiaro come isolare il pacchetto isolante.
    Non mi è ben chiaro come garantire la tenuta all’aria.
    Non avendo fuoriuscita della copertura in legno oltre i muri perimetrali mi sarà sufficiente risvoltare il freno al vapore sotto l’assito affogandolo nell’intonaco?

    Ancora grazie,
    Saluti.

  27. Federico Sampaoli Post author

    un tetto il legno lamellare,non ventilato,con assito in vista.
    La stratigrafia:

    Travi
    Perline
    Freno al vapore
    Fibra di legno disposta in doppio strato sfalsato per eliminare ponti termici.
    Ultimo strato più sottile di fibra di legno ad alta densità.
    Guaina traspirante
    Tegole.

    Non è molto corretto rinunciare allo strato di ventilazione (che è proprio lo strato che si farà carico di smaltire il vapore che ha attraversato il pacchetto durante il periodo di riscaldamento.
    Se proprio, non so perchè motivi, si intende posare il manto di copertura direttamente sul telo impermeabile e traspirante bisogna scegliere con cautela questo materiale verificando che abbia caratteristiche di antiscivolo, elevata resistenza meccanica, ruvidità sufficiente all’applicazione delle tegole con malta o schiuma.

    Con i disegni esecutivi si deve esattamente stabilire come verrà posato il freno al vapore sul lato caldo affinchè possa garantire la tenuta all’aria.

  28. Alessio

    Buongiorno
    complimenti vivissimi per il blog, per fortuna mi sono imbattuto in esso e mi sento già salvo da molti errori che avrei commesso.

    Dovrei realizzare una casa in latero cemento con blocchi aventi un inserto interno di materiale isolante.
    La mia idea era di realizzare una solaio piano in cls sulla zona notte con successiva copertura in legname “grezzo” affinché in futuro possa ampliare di un piano l’abitazione e sulla zona giorno invece un tetto il legno lamellare,non ventilato,con assito in vista.
    La domanda sarebbe:
    1) sarebbe corretta come stratigrafia la seguente
    Travi
    Perline
    Freno al vapore
    Fibra di legno disposta in doppio strato sfalsato per eliminare ponti termici.
    Ultimo strato più sottile di fibra di legno ad alta densità.
    Guaina traspirante
    Tegole.

    Ecco il mio dubbio sta proprio qui.
    Non essendo un tetto ventilato dovrei posizionare le tegole subito sopra la guaina traspirante o dovrei usare qualche altro accorgimento?

    2) quale sarebbe il modo più corretto(ai fini di garantire la tenuta all’aria del tetto) per risvoltare la guaina freno al vapore sulla muratura?

    Sperando di non essere stato oltremodo prolisso la ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.

  29. Federico Sampaoli Post author

    non è descritta la zona climatica o dove si trova l’edificio.

    chiudere il pacchetto in fibra di legno con osb… meglio uno strato sempre in fibra di legno con densità maggiore e calpestabile senza cautele.

    dopo il manto traspirante e impermeabile si dovrebbe prevedere uno strato di ventilazione altrimenti il vapore che è riuscito a migrare condensa sulla copertura metallica

  30. Francesca

    Salve,

    intanto complimenti!

    volevo chiederle un consiglio per questa stratigrafia:

    - Travi in legno
    - 3 cm perline
    - freno al vapore igrovariabile
    - 28 cm di fibra di legno
    - 2,4 osb
    - telo traspirante impermeabile
    - tetto aggraffato in alluminio

  31. Federico Sampaoli Post author

    trattandosi di una tettoia aperta la barriera al vapore non ha alcun senso si essere progettata, come anche lo strato isolante.
    se si intende rendere il portico piacevole d’estate si potrebbe prevedere uno strato di pannelli isolanti adatti alla protezione dal surriscaldamento.
    la tegola in cemento andrebbe posata sui listelli portategola (che non avete previsto).
    si potrebbe anche prevedere la posa e la costruzione ad ottenere la vista della tegola da sotto evitando le perline

  32. oreste

    salve volevo un consiglio per proteggere il tetto di un portico esterno in legno non ventilato (il portico è aperto senza pareti ) io vorrei farlo con la seguente stratigrafia :
    dal sotto a sopra:
    1 travi primari
    2 travi secondari
    3 perlina di 30 mm
    4 bariera vapore
    5 pannello in polistirene da sp. 30 mm
    6 guaina bituminosa adesiva granigliata
    7 tegole in cemento

    accetto consigli grazie oreste

  33. Federico Sampaoli Post author

    dalla descrizione del problema del tetto in legno penso che il primo telo posato sopra le perline, quello che ha funzione di tenuta all’aria e freno al vapore, sia stato semplicemente posato sotto l’isolante senza prevedere la sigillatura sulla parete nel punto dove tetto e parete si incontrano.
    vedendo le foto si dovrebbe subito capire se è così.

  34. Claudio

    Buon giorno, ho la seguente problematica: copiosa condensa nelle perline vicino al colmo del tetto.
    Questa problematica è nata dopo aver rifatto il tetto e installato un cappotto esterno. Ho effettuato un immagine termica ed ho riscontrato una temperatura differenziale di circa 10°C. (temp esterna -2°C, zona colmo 8°C). Escludendo un problema di ventilazione del tetto, potrebbe essere un errata posa del cappotto? Il cappotto non perfettamente aderente(colla 1-2cm) lascia passare il calore fino alle falde del tetto, accumulandosi sul colmo.
    La problematica si riscontra nel periodo invernale.
    Grazie
    Cordiali saluti

  35. Federico Sampaoli Post author

    sì, la copertura ventilata presenta due passaggi da proteggere dagli uccelli:
    lo strato di ventilazione tra i morali di ventilazione che sono fissati sopra al manto traspirante impermeabile va protetto con le reti a rotolo antipassero o antiuccelli (consiglio in rame).
    sopra al listello portategola ogni sagoma della tegola crea un’ulteriore apertura di ventilazione che va protetta con gli elementi sagomati parapassero solitamente proposti dal fornitore della tegola: ammetto che non sono facili perchè la tegola non siede sempre bene e disturba non poco l’allineamento.

    non c’è dubbio che la ventilazione si riduce, ma lo scopo dello strato dedicato alla ventilazione è smaltire quel poco vapore che una volta attraversato il pacchetto isolante esce dal manto traspirante.

  36. marco

    Buongiorno, vorrei chiederle cosa ne pensa di alcuni elementi secondari ma comunque importanti dei tetti in legno ventilati come le reti antipassero e le reti antinsetti.
    Riwega nel loro sito parla di inserirle abbinandole insieme sia all’inizio della camera di ventilazione sia nella micro ventilazione sotto tegola ma la mia paura e’ che trattengano troppo il passaggio dell’aria.
    Grazie

  37. Federico Sampaoli Post author

    mi domando spesso perchè la committenza non incarichi un consulente per tutto il tempo dei lavori.
    spesso non sarebbe una spesa in più. ma una spesa in meno!

  38. Luca83

    Parole sante Federico.
    Come si fa a consigliare ad un cliente un tetto in legno con questa stratigrafia??
    Già che vengono spesi soldi spendiamoli bene.
    Mettere 4 o 24 cm di isolante significa avere un tetto con zero prestazioni nel primo caso e un tetto perfetto che dura tutta la vita e offre comfort in inverno e in estate nel secondo caso.
    Purtroppo tantissimi tecnici oggi non conoscono ancora le basi per progettare e consigliano in qualche modo.
    Basterebbe spendere qualche soldo in più per un consulente energetico e stare tranquilli durante i lavori.
    Purtroppo non succede sempre cosi…

  39. Federico Sampaoli Post author

    è il mio lavoro.
    qualsiasi sia la stratigrafia, 4cm oppure 24 cm di fibra di legno, la cosa che viene prima delle altre è la progettazione del dettaglio esecutivo per ottenere la tenuta all’aria dell’involucro riscaldato.
    quindi si deve progettare la struttura del tetto in modo tale da ottenere la sigillatura dei teli freno al vapore sul lato caldo.

  40. Federico Sampaoli Post author

    perchè mai posare la lana di roccia che poco aiuta contro il surriscaldamento estivo?
    e cosa faccio con un massetto alleggerito di 4cm?

    intanto progettiamo la tenuta all’aria di questo tetto, che se sporge dal perimetro è già un bel grattacapo, poi decidiamo il pacchetto isolante più prestazionale e facile da posare.

    se il sottotetto si surriscalda velocemente è un tetto inutile. e costoso.

  41. ermes

    Ciao complimenti per il sito!
    chiedo un parere sulla stratigrafia di un -tetto in legno a vista di nuova costruzione -su di un edificio in granito risalente agli anni ’40 che sto ristrutturando. Zona climatica D, GG1610
    struttura portante in legno: Travi principali 20×20 cm
    travetti secondari 10×10 cm

    incannicciato a vista: spessore 2 cm

    Freno a vapore sd 2
    isolante lana di roccia 6cm
    massetto alleggerito con polistirolo cm 4
    telo traspirante/impermeabilizzante
    tegole .
    grazie!

  42. Federico Sampaoli Post author

    spesso si sopravvaluta l’effetto rinfrescante della copertura ventilata: in realtà la migliore delle sue qualità è assicurare al pacchetto tetto, e quindi all’isolante, di smaltire correttamente il passaggio del vapore.

    circa la prospettiva di diventare un ambiente chiuso in futuro, devo ricordare che sarà importante che la copertura e le nuove chiusure verticali garantiscano la tenuta all’aria: quindi progettare fin da subito gli aspetti esecutivi anzichè trovarsi in seguito a compromessi inadeguati.

    circa lo spessore: 1 decidere il materiale per isolamento, 2 calcolare o far calcolare gli strati insieme per conoscere prestazione estiva e prestazione invernale.

  43. Federico Sacchetti

    Salve
    complimenti per il sito e gli argomenti trattati con approfondimento, attenzione e preparazione.
    Domanda, voglio realizzare, zona Brescia, 300 slm, un piccolo portico, a L, sullo spigolo della casa, falde inclinate che si incontrano sul cantonale angolare, di dimensioni per i due rettangoli che lo compongono di circa 1,5×5,5 + 3,0×3,0, esposto a sud-ovest, che magari tra qualche anno riuscirò a chiudere ottenendo una specie di giardino d’inverno, con tetto il legno…
    Ha comunque senso, anche con falde così piccole, pensare al tetto ventilato, o non riuscirei ad ottenere effetti rilevanti? Anche perchè il “colmo ventilato” sarebbero in realtà i due lati della L che andrebbero a formare un Terrazzo chiudendo il balcone soprastante…. (spero di essermi spiegato…)
    Se dovessi fare tetto non ventilato meglio comunque prevedere tegole su listelli, o potrei pensare a una tipologia tipo”canadesi”?
    Per un buon compromesso estate inverno, che spessori di fibra di legno devo mettere in preventivo?
    Grazie

  44. Federico Sampaoli Post author

    naturalmente l’intervento più economico in assoluto è coibentare il pavimento del sottotetto non riscaldato e impermeabilizzare le falde.
    - per avere il massimo isolamento con la minima spesa ci si deve orientare su fiocchi di cellulosa con posa a mano libera
    - per evitare guaine bituminose con effetto barriera al vapore si può posare una membrana impermeabile ad alta traspirazione a tre strati stabile ai raggi UV per 4 mesi 230 g/m²

    poi posare sui controlistelli i coppi con il gancetto per mantenere i coppi in posizione.

    aumentare lo sporto fa sempre bene alle facciate della casa.

  45. lorenzo

    Buongiorno, devo rifare un tetto di due falde di circa 70 mq totali sull’appennino vicino a Firenze a 300 m di altitudine, per una casa che ha solo il pianterreno e il solaio. Attualmente ci sono solo travi, tavelle e due strati di coppi. Volevo aggiungere uno strato isolante per l’acqua e una coibentazione per il calore. Considerando che il solaio non è abitabile e lo userei solo come ripostiglio, qual è secondo te la stratigrafia minima consigliata che dovrei adottare, per avere un’ isolamento termico accettabile e perché non ristagni troppa umidità? Dall’interno della casa, sul soffitto ho il perlinato che credo sia incollato al solaio di cemento adiacente. Un muratore a cui mi sono rivolto mi ha proposto di stendere l’isolante sotto la guaina ardesiata e sotto a due file di coppi e di fare due fori con griglie di areazione sulle facciate sopra al solaio . Un altro muratore di mettere solo uno strato di coppi sopra l’ondulina portacoppo (che ho paura che sia poco resistente nel tempo), in modo da avere meno carico per potere anche eventualmente aumentare lo sporto. Chi ha ragione? Grazie anticipatamente!

  46. Federico Sampaoli Post author

    credo che a catania la più importante delle prestazioni di un tetto ventilato sia la protezione dal surriscaldamento, perciò consiglierei di utilizzare il materiale più performante di tutti contro il caldo: la fibra di legno

  47. Sebastiano

    Salve,
    sto progettando un tetto a due falde simmetriche che il mio Cliente vorrebbe realizzare con pannelli monolitici (termocoperture). Vorrei sapere la stratigrafia del tetto assicurando una corretta ventilazione e isolamento acustico (mediante pannelli in poliuretano o sughero?). Siamo in provincia di Catania, a circa 350 m dal livello del mare.
    Grazie mille e complimenti!

  48. Federico Sampaoli Post author

    premesso che
    sarebbe meglio progettare una stratigrafia a secco sopra il solaio esistente (telo traspirante + isolante termico anticalpestio acustico + fibrogesso )
    se si intende gettare un massetto tradizionale è meglio usare la tecnica del “pavimento galleggiante”, posando sotto al massetto di finitura un materassino acustico con risvolti sigillati.
    Il massetto dovrà avere spessori 6 – 8 cm visto che è su uno strato elastico.
    I materassini elastici in polietilene espanso reticolato chimicamente a cellule chiuse esistono anche con un lato alluminato e goffrato .

    La migrazione tra ambienti riscaldati non deve preoccupare.

  49. Alberto

    Mi servirebbe sapere che tipo di telo sarebbe opportuno mettere tra un interpiano con vecchio tavolato e il masseto in cemento armato che devo gettare sopra di esso. Se il cemento armato è una barriera molto alta al vapore non rischio di far ammalorare il tavolato?
    Ringrazio per il sito che cerca di rispondere su questioni veramente intricate.
    Saluti

  50. marco

    Grazie per la risposta e le chiedo scusa ma nel mio post del 11/9 ho sbagliato l’ordine degli elementi nella stratigrafia prescrittami dal termotecnico mettendo il telo sopra la listellatura invece che sotto a protezione diretta della fibra di legno; la stratigrafia e’ questa.

    -Assito in perlinato d’ABETE di sp. 35 mm
    -Tavolato d’irrigidimento sp. 25 mm nominale
    Telo a tre strati KLOBER Sepa forte 145 gr/mq, freno al
    vapore, con giunte nastrate mediante FLECTO nastro adesivo acrilico;
    – Isolante in fibra di legno dello sp. di 20 cm per coibentare tutta la copertura fino a filo
    esterno cappotto (escluso cornicione);
    -Telo a tre strati, KLOBER Permo light 145 g/mq per guaina impermeabile, con giunte nastrate mediante
    FLECTO nastro adesivo acrilico;
    -listellatura 4×6 per la camera di ventilazione
    -Tavolato d’irrigidimento sp. 25 mm nominale
    – tegole
    Vivendo in zona climatica D con gradi giorno 2080 quindi con clima mite, per ridurre il differenziale di permeabilita’ al vapore tra i due teli come ha evidenziato lei, mi consiglia di diminuire l’sd del primo telo o di aumentare l’sd del secondo telo?
    Grazie mille a lei ed al suo incredibile blog

  51. Federico Sampaoli Post author

    il tetto ventilato, pur avendo questo aggettivo che porta con sè l’idea di una leggera brezza rinfrescante, è di fatto una copertura che all’ultimo strato comprende uno strato di ventilazione che ha il ruolo di smaltire il vapore che, frenato dai manti, attraversa ed esce dal pacchetto tetto!

    realizzare una barriera al vapore nello strato caldo per non affrontare una stratigrafia traspirante porta con se i rischi dell’impossibilità di smaltire il vapore del materiale coibente: nè verso l’interno e nè verso l’esterno.

    sul tavolo di progettazione una stratigrafia con passaggio di vapore zero può anche esistere: nella pratica è un rischio. ed è un rischio inutile.

  52. Luca

    Buongiorno
    Sto decidendo la stratigrafia di una nuova copertura in legno con travi a vista.
    Il tetto non sarà ventilato vista la zona, ma sono indeciso se usare il freno a vapore come primo strato e un telo trapirante/impermeabilizzante come ultimo sotto le tegole, oppure utilizzare una barriera al vapore come primo strato e una guaina impermeabilizzante come ultimo…
    In poche parole non so se sia meglio far passare il vapore all’interno dello strato isolante (lana di roccia) oppure fermare il tutto (vapore) già alle perline

  53. Federico Sampaoli Post author

    la guaina attualmente già posata a fiamma è sicuramente una barriera al vapore.
    non conosco la posa dell’assito in legno ma probabilmente è passante da dentro a fuori sugli sporti del tetto.
    probabilmente il sottotetto attualmente deposito non ha garanzie di tenuta all’aria.

    i problemi nascerebbero solo nel momento in cui questo deposito volesse diventare un ambiente riscaldato e vissuto: a quel punto l’aria calda e umida del periodo di riscaldamento evidenzierebbe tutti i difetti della copertura.

    prima di decidere come progettare le nuove falde del tetto da rifare è bene decidere la vera destinazione d’uso di questo ambiente sottotetto.

  54. Sebastiano

    Grazie per i tuoi articoli perchè sono molto utili e ci aiutano a capire.

    Io ho un tetto in legno a padiglione, dove il sottotetto non è abitabile ma uso per tenere oggetti a deposito. Abito a Pavia, villetta singola e mi hanno rifatto una falda 8 anni fa così: assito in legno spess. 20 mm sui travetti in legno, guaina 4 mm fiammata per incollaggio all’assito, isolante polistirene 50 mm con interposti listelli stessa altezza, altri listelli ferma tegola, tegola esistente in cemento e pettine parapasseri. Mi chiedo: la guaina posta direttamente sull’assito può andare bene? Non diverta una barriera completa al vapore che può causare qualche problema? Cosa mi consigli dovendo adesso rifare le altre 3 falde ? Che stratigrafia usare?

  55. Federico Sampaoli Post author

    trovandoci in zona climatica B con 707 gradi giorno di Messina direi che l’attenzione più grande si deve porre alla capacità di sfasamento del materiale isolante da posare all’estradosso della copertura in CA.
    di conseguenza anche le dispersioni invernali saranno molto contenute.
    per scegliere il materiale, inutile perdere tempo, la fibra di legno è il materiale che offre più calore specifico e più densità per metro cubo a seconda del pannello che si va a ordinare.
    inutile lamentarsi del prezzo perchè in definitiva il costo della realizzazione di un tetto isolato e ventilato è da attribuire a tutte le lavorazioni e non al costo del pannello in se.
    per definire esattamente lo spessore del coibente è indispensabile calcolare la stratigrafia: giusto per capire lo spessore minimo.
    poi al meglio non c’è limite, come in tutte le cose della vita

    è o non è questa un’ottima soluzione?

  56. marisa

    buonasera federico complimenti per il sito
    vorrei un tuo consiglio. Ho costruito una villetta su due elevazioni fuori terra il primo piano ha una copertura di circa 100 mq a falde inclinate tutto in cemento armato (senza pignatte) di cm 20 da premettere che la casa si trova in provincia di messina a circa 400 mt sul livello del mare , potresti darmi n una ” ottima soluzione ” per poter coimbentare il tetto
    grazie
    una buona serata

  57. Federico Sampaoli Post author

    più corretto sarebbe questa stratigrafia tetto:

    -Assito in perlinato d’ABETE di sp. 35 mm
    -Tavolato d’irrigidimento sp. 25 mm nominale
    Telo a tre strati KLOBER Sepa forte 145 gr/mq con Sd=25m, freno al
    vapore, con giunte nastrate mediante FLECTO nastro adesivo acrilico;
    - Isolante in fibra di legno dello sp. di 20 cm per coibentare tutta la copertura fino a filo
    esterno cappotto (escluso cornicione);
    - KLOBER Permo light SK2 con Sd=0,03m
    - listellatura 4×6 per la camera di ventilazione
    - controlistellatura 5×4 portategola
    - tegole

    il primo freno al vapore è un fortissimo freno al vapore: va bene, ma dipende dalla zona climatica. più è mite e meno marcata dev’essere la differenza di permeabilità al vapore tra il primo e secondo telo.

    è stata progettata la tenuta all’aria sotto il coibente? sono stati disegnati i particolari esecutivi?
    una copertura che non garantisce la tenuta all’aria è un danno quasi irreversibile.

  58. marco

    gentile federico potrei chiedere se questa stratigrafia deve essere integrata da una guaina ardesiata impermeabilizzante sotto tegola?
    -Assito in perlinato d’ABETE di sp. 35 mm
    -Tavolato d’irrigidimento sp. 25 mm nominale
    Telo a tre strati KLOBER Sepa forte 145 gr/mq, freno al
    vapore, con giunte nastrate mediante FLECTO nastro adesivo acrilico;
    - Isolante in fibra di legno dello sp. di 20 cm per coibentare tutta la copertura fino a filo
    esterno cappotto (escluso cornicione);
    -listellatura 4×6 per la camera di ventilazione
    -Telo a tre strati, KLOBER Permo light 145 g/mq per guaina impermeabile, con giunte nastrate mediante
    FLECTO nastro adesivo acrilico;
    -Tavolato d’irrigidimento sp. 25 mm nominale
    - tegole
    mancando la guaina sotto tegola non si rischia di bagnare l’isolante?
    grazie

  59. Federico Sampaoli Post author

    direi di sì se la copertura non è in legno.
    questa stratigrafia per tetto piano con l’ultimo strato in Stiferite B mi sembra corretta.
    sullo strato di ghiaia è poi sempre possibile posare direttamente alcuni quadrotti dove è necessario che il tetto sia pedonabile senza rischiare di stressare lo strato impermeabilizzante.

  60. Michele

    Salve Federico
    Su un tetto piano di una casa nuova, per una buona coibentazione potrebbe essere corretta una stratigrafia che prevede barriera igrovariabile fibra di legno di adeguato spess., un pannello di stiferite classB sul quale saldare a caldo la guiana impermeabilizzante. A protezione avrei previsto poi ghiaino. La ringrazio in anticipo x l’attenzione.

  61. Renato Girelli

    Gentile Federico, complimenti per il sito.
    Devo realizzare un terrazzo sovrastante un locale abitabile parzialmente interrato a Rapallo (GE).
    E’ corretto (dall estradosso della soletta in laterocenmento – 30cm) un freno al vapore igrovariabile, un isolante (tipo stiferite classe B 140 mm) , un impremeabilizzazione (Mapelastic AcquaDefense o guaina bituminosa) e massetto 50 mm per posa finitura in pietra.
    Grazie per l attenzione. Renato

  62. Giuseppe

    Buona sera, ho un tetto con travi e travetti il Cls armato., pignatte in EPS e soletta di 5 cm il cls. armata con rete.
    Che stratigrafia devo eseguire?
    l sottotetto è stato coibentato con eps da 5 cm con rete e poi è stato intonacato.

    Saluti, e complimenti!

  63. Federico Sampaoli Post author

    calcestruzzo per la fondazione additivato con idrofugo non ha necessità di una guaina impermeabile a protezione dall’umidità.

    la struttura in legno del tetto deve avere una corretta progettazione della tenuta all’aria.
    la stratigrafia tetto deve verificare la protezione dal caldo ottenibile e la corretta scelta dei manti freno al vapore e impermeabilizzante traspirante.

  64. Pietro

    Salve Federico,
    sto per costrire un’abitazione in cemento armato con tetto in legno sulla pianura padana.
    La platea si comporrà di 20 cm di stabilizzato e 30 cm di cemento armato. Tenendo conto che i muri perimetrali saranno gettati insieme alla platea, per evitare il problema della risalita di umidità ho deciso di far aggiungere un additivo idrofugo: ritiene sarà sufficiente e funzionale allo scopo?
    Il tetto invece verrà realizzato con struttura portante in legno a cui si aggiungeranno tavolato da 20 mm, freno vapore, strato isolante da 150 mm in EPS, fibra legno mineralizzata da 50 mm, guaina impermeabilizzante e tegole. Posso stare tranquillo circa la scelta dei materiali?

    Grazie in anticipo per la risposta.
    Buone vacanze.
    Pietro

  65. Federico Sampaoli Post author

    ogni materiale si comporta come un freno al vapore (quale più quale meno), ma il senso del freno al vapore, oltre quello di proteggere il coibente, è spesso garantire la tenuta all’aria.
    tutto dipende dalla struttura e dal progetto

  66. Federico Sampaoli Post author

    bisognerebbe capire come sono impermeabilizzate le falde, se il sottotetto garantisce la tenuta all’aria e vedere lo stato del solaio (pavimento sottotetto).
    in ogni caso si può posare un materiale sfuso come fiocchi di cellulosa invece che costosa fibra di legno.

  67. Giovanna

    Buona sera, devo isolare la soletta in legno del mio appartamento (zona climatica E) posta in un sottotetto senza aperture.
    La copertura e’ realizzata in lamiera grecata isolata di 4 cm posta sopra delle predalle.
    Tra la copertura e la soletta e’ presente uno spazio che varia dai 20 ai 100 cm.
    Dopo aver letto i suoi consigli pensavo di far mettere il telo igrovariabile intello sopra le perline e poi 8 cm di fibra di legno pavatherm .
    Ritiene che la membrana igrovariabile sia meglio di una barriera vapore anche nel caso di un sottotetto con copertura non molto traspirante come la mia? Glielo chiedo perché un mio amico che fa coperture in legno mi ha detto di mettere un freno vapore! sopra la fibra di legno non metto nulla?
    Grazie

  68. Federico Sampaoli Post author

    penso che la manodopera rientri in una voce unica per tutte le lavorazioni previste in copertura, mentre per il solo materiale sintetico freno al vapore impermeabile (Sd = 5,5 equivale ad un forte freno al vapore) lei deve prevedere circa un costo di 2€ per mq.

  69. Leone

    Buongiorno
    Mi sapreste dire un prezzo indicativo al metro quadro per un freno vapore (comprensivo di posa in opera) Silcartex BAR 140 S Sd 5,5?

    Grazie
    Saluti

  70. Federico Sampaoli Post author

    il pacchetto tetto è delicato non tanto per i materiali, ma per la corretta posa e per la progettazione della tenuta all’aria.
    entrambi gli aspetti devono essere curati in ogni particolare specialmente nel caso di una struttura in legno, assai più delicata dal punto di vista delle condense interstiziali.
    quando tra qualche mese inizierete a raccogliere materiale e offerte potrete farmele verificare.

  71. Carlo

    Salve,
    Ho intezione nel prossimo anno di sostiuire completamente il tetto di casa mia con un tetto in legno ventilato usando travi lamellari pannelli in fibra di legno e usando i giusti teli al vapore. Leggendo questo forum ho notato che comunque è un discorso abbastanza delicato. Io abito in una zona di montagna in provincia di VB classe F. Lei considerando la zona sa darmi qualche consiglio sugli spessori di isolante magari anche un marchio e dei teli al vapore.

  72. Federico Sampaoli Post author

    trattandosi di lastrico solare, questo chiancatu dovrebbe garantire una certa impermeabilità.
    questo pregio rende la copertura piana traspirante solamente verso l’interno (quindi nel solo periodo estivo si verifica l’asciugatura del vapore eventualmente accumulato nel solaio.
    il migliore intervento non credo che sia quello che costa meno.
    se il problema fosse solo quello economico sarebbe preferibile il fai da te più possibile, senza cedere a materiali scadenti e poco salubri.
    le consiglierei sicuramente una fibra di legno tra montanti in legno protetti da un freno al vapore igrovariabile coperto da uno strato in gessofibra.
    fino alla gessofibra il fai da te è più che fattibile

  73. ligabue82

    Mi scusi se sono stato poco preciso: il solaio divide l’ambiente interno dall’esterno. Trattasi quindi di lastrico solare piano (chianche di maglia leccese tipiche della nostra zona – Puglia).

    Grazie

  74. ligabue82

    Buonasera.
    Chiedo un consiglio.
    Ho intenzione di isolare solaio dall’interno (circa 150mq – tutta la casa).
    Ho chiesto alcuni preventivi.
    EPS (polistirene): mi hanno consigliato 5/6 cm oppure 8 cm (2 pannelli da 4 cm incrociati), incollati al solaio + tasselli agli angoli. Poi rasatura e rete, mentre mi dicono che non è necessario il cartongesso (mentre io reputo di si per accogliere la parte elettrica per l’illuminazione, corretto?). Prezzo fornitura circa 10€/mq; fornito e posato siamo attorno ai 15/18 €/mq. Che ne pensate?
    Non mi consigliano barriera al vapore perchè lo spessore non è elevato: è vero?
    sughero e lana di roccia costerebbero di più e quindi non me l’anno consigliato.
    Infine mi hanno proposto questo prodotto: OVER-FOIL 311 – Isolamento termoacustico di pareti esterne ed interne con nastro adesivo per giunzione in alluminio puro
    Lo conoscete? Che ne pensate?

    Consigli e chiarimenti sono sempre ben accetti, soprattutto su questa benedetta barriera al vapore (ognuno dice la sua…).
    Zona climatica D, classe edificio G che con ristrutturazioni sarà C.

    saluti

  75. Federico Sampaoli Post author

    sotto la linea di gronda del vecchio edificio, dove la copertura in rifacimento dovrebbe ricevere il colmo ventilato, si deve progettare una sorta di linea ventilata per permettere l’uscita dell’aria calda e del vapore contenuto

  76. Massimo

    Buongiorno ho camera e bagno con tetto in legno . Gli elementi del tetto sono travi lamellari e perline , sopra le perline sono stati posati pannelli gialli tipo lana di vetro con strato di guaina incorporato (il lato giallo lanoso poggia sulle perline e la guaina e rivolta verso l’alto) sopra di essi è stato messa guaina ardesiata e tegole.
    Questo tetto è un prolungamento di quello di casa (una sorta di pergolato poi chiuso in muratura). Voglio assolutamente modificarlo inquanto vecchio e fatto in maniera errata ; tolgo tutto fino alle perline e inserisco i materiali più adeguati ; ma poichè il “tetto” non arriva al colmo del tetto principale inquanto addossato ad una parete come posso effettuare una sorta di ventilazione ? Potrei in teoria utilizzare solo i lati laterali e il lato gronda ? Non so se sono stato chiaro , Grazie e buona giornata.

  77. Alessandro

    …e in questo modo permettere l’entrata all’interno dell’edificio di vecchio vapore (già presente nel pacchetto) più nuovo vapore presente nell’aria proveniente dall’esterno?

  78. Alessandro

    C’è ancora un punto che non mi è chiaro…come è possibile far asciugare del vapore precedentemente accumulato (nel periodo invernale) permettendo il flusso dall’esterno verso l’interno? Il vapore presente nell’aria esterna umida estiva non potrebbe infiltrarsi continuando ad alimentare il mio pacchetto con nuovo vapore?
    Grazie ancora

  79. Federico Sampaoli Post author

    privilegiare il passaggio di vapore verso l’interno in regime estivo (tipico dei manti a diffusione igrovariabile) è importante per l’asciugatura del vapore eventualmente accumulatosi nel pacchetto in periodo di riscaldamento.
    se questo fosse impedito succederebbe condensa estiva sul lato più interno del pacchetto e mancato smaltimento dei grammi d’acqua accumulati.
    in due parole: cerco di agevolare il passaggio del vapore contenuto nella stratigrafia e non l’umidità ambientale esterna della stagione estiva.

  80. Alessandro

    Salve,
    sono un laureando in ingegneria civile e ambintale, documentandomi su internet sto cercando di capire meglio tutte le problematiche relative all’umidità e formazione della condensa.
    La mia domanda, in conseguenza a tutto quello letto fino ad ora, è:
    se di inverno ho interesse a limitare il passagio vi vapore dall’interno verso l’esterno proprio per limitare l’effetto di saturazone (condensa), perchè invece d’estate, quando il flusso si inverte, voglio invece che il vapore possa passare liberamente dall’esterno verso l’interno? non avrei comunque problema di condensa in prossimità della coibentazione? e se si, quale superficie presumibilmente sarebbe colpita?
    La ringrazio in anticipo, saluti.

  81. Federico Sampaoli Post author

    l’ideale sarebbe intervenire dall’esterno, ma forse non è possibile esteticamente ed economicamente.
    internamente, direi che con 3 centimetri, compresa la finitura interna si potrebbe fare un discreto lavoro.
    in base alle temperature medie più fredde si potrebbe controllare il rischio di condensa interstiziale
    bisognerebbe sapere quante persone abiteranno e con che frequenza, conoscere la serramentistica e l’impianto di riscaldamento…
    non è semplicissimo

  82. Guido Farina

    no, ho solo una parete di 4 cm. Non volevo mettere all’interno una nuova parete per non rimpicciolire le stanze. Quindi pensavo se ‘era un materiale tipo di stoffa o cartaceo o altro da utilizzare come coibentazione.

  83. Federico Sampaoli Post author

    isolare maggiormente? cioò significa che le pareti in legno di abete hanno già una vecchia coibentazione?
    bisognerebbe conoscere la stratigrafia esatta per partire e progettare una nuova e migliore stratigrafia.

  84. Guido Farina

    Ho una casetta in legno in montagna a 800mt nell’appennino parmense, di 60 mq. Volevo isolare maggiormente le pareti, ho visto i teli traspiranti, ma non soo sicuro che vadano bene.
    Qualcuno mi può dare un consiglio su cosa incollare alle apreti dilegno di abete???

  85. Federico Sampaoli Post author

    molte coperture, come nella tradizione di secoli, non prevedono l’impermeabilizzazione sotto tegola.
    i coppi, o le tegole, svolgono il ruolo dell’impermeabilizzazione.
    naturalmente bisognerebbe fare manutenzione regolare per il corretto funzionamento. cosa che nessuno o quasi fa.

    la necessità di intervenire per il riposizionamento dei coppi o per la sostituzione di quelli rotti, potrebbe essere l’occasione per pensare alla coibentazione.

  86. elena

    Salve,
    io ho acquistato nel 2012 una casa costruita nel 2008, con tetto in legno e coppi a vista.
    con i temporali estivi, mi sono accorta che la pioggia si è infiltrata sotto i coppi e invitabilmente ha gocciolato nel sottotetto. credo che a questo tetto manchi qualcosa. posso chiedere dove è stato commesso l’errore, a chi devo chiedere i danni (per ora pochi) e eventualmente come procedere a correggere l’impermeabilizzazione del tetto!

  87. Federico Sampaoli Post author

    Chi vi ha progettato il pacchetto ha pensato, se poso una barriera al vapore elimino il problema dell’aria cada e umida interna che migra d’inverno verso l’esterno. Il tetto non traspira e perciò attraverso la coibentazione in fibra di legno non c’è passaggio di vapore.
    Se la barriera in qualche punto avesse dei difetti (di posa di solito) allora ci saranno dei forti passaggi di vapore in quei punti.
    Comunque, l’eventuale imprevisto passaggio di vapore oppure l’eventuale carico di umidità del materiale all’origine non sono intrappolati nello strato coibente perchè è stata creata un’intercapedine d’aria di 4cm.
    Non si comprende dalla descrizione se questo tavolato distanziato dal coibente (e sormontato dall’ultima guaina impermeabile) abbia in cima una ventilazione. Esisterà un colmo ventilato oppure è un “cappello impermeabile” che respira solo sulle linee di gronda? In questo caso potrebbe formarsi condensa lì sotto, bagnando anche il tavolato della ventilazione.
    Solitamente la ventilazione di un tetto traspirante avviene sopra l’ultima guaina impermeabile ma traspirante nello spessore di listellatura e contro listellatura.

  88. Marco

    Salve,
    in merito a questo articolo le chiedo cosa comporti, costruire un tetto con la startigrafia seguente, in termini di problematiche all’isolante usato. Io ho usato in ordine di montaggio:
    - Travature in legno
    - perlina
    - barriera al Vapore
    - 16 cm di fibra di legno steico Therm
    - camera d’aria 4 cm
    - tavolato grezzo
    - altro telo impermeabile all’acqua molto simile alla barriera al vapore
    - listellatura verticale + listellatura orrizzontale a passo costante per appoggiare le tegole
    - Tegole

    Il mio dubbio è relativo alla protezione dell’isolante in fibra di legno che a suo tempo (6 mesi fa) mi è stato suggerito di non proteggere (in quanto la camera della ventilazione avrebbe assolto agevolmente il compito di togliere il vapore dall’isolamento vista la continua aerazione)con nessun tipo ti barriera traspirante in quanto poteva “intrappolare” vapore e creare problemi all’isolamento. Oggi leggendo su quest’articolo mi sembra di capire che ho commesso un errore ma vorrei con voi capire quale impatto può avere in termini di durata dell’isolante Stesso e in termini di prestazioni dell’isolante in merito all’invecchiamento che può avere con questa soluzione.

    Grazie
    Buon Natale

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