Guida per riconoscere il buon impianto VMC

 Se state diventando proprietari di casa nuova e siete ad un passo dalla decisione per l’acquisto della Vostra prima classe A sapete già che la Vostra futura casa sarà dotata della ventilazione meccanica controllata con recupero del calore.

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Infatti la VMC è quell’ "aggeggio", perdonatemi il termine, che permette ad un edificio di fare l’ultimo salto di classe energetica. Quando l’involucro è ben fatto e le dispersioni per trasmissione sono contenute (tipico di una classe A), le perdite per ventilazione appaiono, in relazione, veramente alte e l’unico modo per contenerle (abbassarle) è proprio installare un impianto di ventilazione.  

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La VMC infatti recupera gran parte del calore dell’aria che viene espulsa consumando una modestissima quantità di energia elettrica: in proporzione consuma 1 e recupera 10! Dipende dal modello e da altri aspetti.

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Allora, felici di diventare futuri proprietari di casa e anche di questo nuovo e ancora poco conosciuto impianto? Lo sarete! Ve lo garantisco io. Una vita con meno CO2 in casa è sempre una bella cosa.

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Se non avete ancora deciso, firmato, pagato potreste mettervi al riparo da qualche spiacevole sorpresa chiedendo alcuni chiarimenti sull’impianto di VMC che è stato installato in casa Vostra, anzi, nella forse futura casa Vostra!

Ecco per Voi una sintetica ma ricca checklist per la VMC, una guida che aiuta anche a riconoscere il buon impianto dall’impianto installato solo perchè si doveva vendere:

  • è stata fatta la coibentazione acustica di tutte le canalizzazioni e della macchina stessa? (spesso è richiesto un calcolo acustico per avere la certezza che dove è stata installata la macchina di VMC non si superino i 35 dB e nell’ambiente non si superino i 25 dB)
  • dove è installata la macchina VMC date un’occhiata alla coibentazione delle due tubazioni verso l’esterno, hanno un aspetto curato o frettoloso?
  • dove sono installati i silenziatori? (il silenziatore ha il compito di evitare la trasmissione sonora trasportata dall’aria attraverso le condotte di ventilazione)
  • dove sono installati i dispositivi antincendio? (evitano la propagazione di fuoco e fumo)
  • è stata lasciata l’accessibilità alle aperture per la manutenzione?
  • c’è il bypass estivo?
  • il test di pressione dell’edificio secondo UNI EN ISO 13829 è stato superato?
  • le canalizzazioni sono perfettamente pulite da sporcizie di cantiere?
  • i filtri sono puliti? e di che classe sono? (meglio se di classe F7 in sù) dove si trovano i ricambi? sono filtri in conformità alla EN 779?
  • i pre-filtri sono stati inseriti nelle bocchette di estrazione dell’aria? (le bocchette che portano via l’aria viziata senza pre-filtri sporcano le tubazioni inevitabilmente)
  • è stata fatta la regolazione delle portate d’aria? c’è la documentazione di tutti i settaggi? immissione ed estrazione sono bilanciati?
  • è nell’abitazione il manuale d’uso completo?
  • se l’aria esterna passa nel terreno (scambiatore di calore ad aria nel terreno) lo scarico condensa è del tipo a doppio sifone o c’è una pompa ad immersione? dove si trova il pozzetto?
  • dove si trova la presa dell’aria esterna? in un luogo dove ci piacerebbe respirare per gli anni a venire o vicino ai garges o alla spazzatura?

buone decisioni a tutti i lettori!

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13 pensieri su “Guida per riconoscere il buon impianto VMC

  1. Marco Bernardi

    Spett. Le Sig. Federico,

    io ho avuto come installazione nella mia casa classe A3 un sistema VMC puntuale con 6 macchine del tipo “Assolo 91 2.0” vendute dalla ditta Tecnogas.
    3 macchine al piano terra in soggiorno, cucina e 1 camera, altre 3 macchine al piano superiore nelle 3 stanze da letto, niente nei bagni.
    A suo avviso, per una metratura di circa 90mq per piano, può essere adeguata una disposizione del genere per un sufficiente ricambio d’aria in ambito civile?
    Cmq ho notato che un gran difetto della versione puntuale é la rumorosità dei ventilatori che si sente molto nelle stanze dove sono installati.
    Ringraziandola anticipatamente per la disponibilità, le porgo cordiali saluti.

    Marco Bernardi

  2. mattia

    Per l’acqua calda sanitaria si è prevista una pdc con accumulatore, che aiuterà la vmc con uno scambiatore di calore sia per raffrescamento che riscaldamento. Si, l’involucro è stato studiato per una casa passiva con lambda di 0.10 e sfasamento sulle 20 ore, volevo solo capire se un’involucro da classe A con lambda sugli 0,18 e sfasamento sulle 15/16 ore si riesca comunque a riscaldare e raffrescare con la sola vmc

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    non conosco lo stato di fatto, ma certamente le mura perimetrali non coibentate, e i serramenti di 30anni fa, non limitano le dispersioni per trasmissione; i relativi spifferi non limitano le dispersioni per ventilazione.

  4. Roberto

    Ma per un riscaldamento ad aria è quindi fondamentale che tutto l’edificio sia a tenuta?io ho una casa anni 80 riscaldata con stufa ad aria a pellet e mi accorgo che nonostante abbi coibentato il tetto d’inverno appena spengo la stufa ci vuole poco tempo per far scendere la temperatura interna. Questo è dovuto al riscaldamento ad aria, a perchè ci sono spifferi o alla scarsa coibentazione di tutto l’involucro?

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    Chi le ha proposto la vmc come unico impianto avrà di certo calcolato il fabbisogno termico della casa con le caratteristiche di involucro termico previsto.
    avrà di certo anche calcolato, in base alla vmc proposta, la quantità di calore che può fornire l’aria della vmc.
    la vmc non può funzionare come un asciugacapelli, l’incremento massimo della temperatura dell’aria può essere circa 30°Kelvin e non di più.
    Chiedete che impianto hanno previsto per l’acqua calda sanitaria…
    La tenuta all’aria è importante per contenere al massimo le dispersioni, nel caso della costruzione in legno è importante anche per la longevità dell’edificio.

    il foro cappa cucina, se non si frigge dalla mattina alla sera è inutile, costa, non recupera il calore, mette in depressione l’ambiente.

  6. mattia

    Buongiorno Federico, mi accingo a costruire una nuova abitazione in legno con struttura a telaio.
    Mi è stata proposta la vmc come unico impianto di riscaldamento/raffrescamento.
    -Per poter utilizzare questo impianto la coimentazione deve essere a livelli di casa passiva o è sufficiente una classe A?
    -L’involucro deve essere quasi a “tenuta stagna”, per il foro della cappa aspirante della cucina come si fa?

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    forse io mi sono espresso male in articoli riguardanti la VMC.
    La ventilazione meccanica controllata non è uno strumento per combattere la muffa, piuttosto è uno strumento che alza la qualità dell’aria interna, recupera il calore che altrimenti si farebbe uscire dalla finestra ogni volta che si arieggia un locale e (conseguenza invernale) abbassa l’umidità relativa interna dell’ambiente.
    L’aria fredda esterna che passa per lo scambiatore di calore viene riscaldata e immessa nell’ambiente: l’aria fredda esterna contiene un certo livello di umidità ed ha una certa umidità relativa, e se la riscaldiamo otteniamo un’umidità relativa molto più bassa (aria molto secca).
    Questa è la magia invernale della VMC. Se un mc di aria di temperatura -5 °C contiene solo 3grammi di acqua perchè ha umidità relativa del 90%, una volta che questo metro cubo d’aria raggiunge in casa i 20 °C conterrà sempre quei 3g di acqua ma corrisponderanno ad una umidità relativa del 17%.
    Prendere l’aria di fuori e sostituirla all’aria di dentro equivale a seccare l’aria: non abbiamo deumidificato l’aria vecchia! abbiamo preso l’aria esterna, l’abbiamo riscaldata quanto il recuperatore di calore ci ha permesso (in base alle sue prestazioni) e l’abbiamo immessa nell’ambiente.

    La vostra Aeroplus non è certo la VMC con un recuperatore di calore da record (leggo max50%) e perciò se fori è 0 °C l’aria entra (forse) con temperatura 10° C e in continuo potrebbe anche raffreddare troppo il locale dove è installata. Il locale che subisce questo ricambio magari eccessivo non mantiene una temperatura di comfort e anche le temperature superficiali scendono: se scendono troppo offrono sostentamento alle muffe perchè il rischio di condensa è molto probabile.
    Anche la regolazione della portata d’aria può peggiorare la prestazione del recuperatore di calore: più l’aria passa velocemente… meno scambia!

    In questo articolo ho scritto di un buon apparecchio VMC decentralizzato:
    http://espertocasaclima.com/ventilazione/ventilazione-meccanica-controllata-o-vmc-e-apertura-finestre/

  8. Marco de Pinto

    Sarebbe carino chiedersi cosa significa la classe A e cosa desidera il cliente dalla propria casa. La progettazione, come dice Federico Sampaoli, è fondamentale, e deve contenere tutti gli elementi calcolati, dai ponti termici (ed il cliente deve vederli…non solo a voce) agli elementi finiti, deve possedere una ottima tenuta all’aria, deve essere scelta bene la VMC, l’involucro deve funzionare in maniera ottimale in funzione al luogo e all’esposizione. Quando questi elementi combinati tra di loro e quando è tutto scritto e definito affinchè tutte le maestranze abbiano compreso… si parte già con il piede giusto. Rimane utopico affidarsi al fai da te. Leggere questo sito aiuta moltissimo…

  9. Andrea

    Salve, è moltissimo che seguo il suo blog, poichè ho problemi di muffe sui muri della casa dove abito. Quindi mi sono deciso a installare una vmc della siegenia modello aeroplus nel ripostiglio (zone molto infestata) per capire il funzionamento, ma senza grandi soddisfazioni.
    Ora mi piacerebbe sapere se conosce prodotti che possano funzionare egregiamente per togliere il problema del ricircolo dell’aria e quali funzionalità sono basilari.
    Nel ringraziarla anticipatamente porgo distinti saluti.

  10. Federico Sampaoli Autore articolo

    Il futuro delle abitazioni funzionerà circa così. La risposta è sì – se:
    il termotecnico che vi sta progettando l’impianto riconosce nell’involcro tutte le doti e le attenzioni tipiche da casa passiva potrà dimensionare gli impianti in modo che tutta l’energia di cui avrete ancora bisogno provenga dal termocamino.
    Tenete presente che ad alti livelli di coibentazione termica il problema non è più riscaldare l’abitazione, ma piuttosto avere la potenza necessaria per produrre acqua calda sanitaria.
    Gli accorgimenti da tenere sono tantiiiiiiiiiiissimi, ma a questo stadio progettuale è ancora il momento per spingersi a migliorare l’involucro:
    coibentazione
    niente ponti termici
    serramenti

  11. Andrea Gavagnin

    Salve, sono un privato che intende costruire prossimamente e vorrei costruire con tecnologia xlam, sono nel comune di Venezia, località Mestre, zona climatica E, la casa e una villetta di 150 mq calpestabili, involucro classe A, vorrei sapere sexscaldare l abitazione potrei servirei di una vmc integrata ad un termocamino ad aria ESE si che accorgimenti dovrei tenere? Grazie AG

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