Tetto piano coibentato e impermeabilizzato correttamente

 Se un tetto con pendenza deve essere traspirante, il tetto piano, per forza di cose, non lo può essere. Un tetto piano dev’essere protetto dall’umidità sia da fuori che da dentro.

  • da dentro (all’interno) meglio prevedere una barriera al vapore contro l’umidità dell’ambiente interno:

Secondo DIN 4108-3 un tetto piano richiede un freno al vapore con valore sd >100m (se si pensa che la costruzione contenga ancora dell’umidità meglio usare un freno al vapore con valore sd variabile ( igrovariabile )).

(sd = valore µ * spessore espresso in metri)

In pratica la struttura del tetto piano dovrebbe essere protetta da un freno al vapore almeno 6 volte più forte del valore di permeabilità delle pareti verticali.

  • da fuori (all’esterno) serve un’impermeabilizzazione contro pioggia e neve

Guaine bituminose plastomeriche PYP funzionano bene anche sotto forte insolazione.

Guaine bituminose elastomeriche PYE sono più adatte alle basse temperature e devono essere protette dal sole.

guaina-bituminosa-a-fiamma

Un manto impermeabile sintetico composito a base di poliolefine ed armato con un tessuto di vetro è un’alternativa: per esempio

manto-sintetico-a-base-di-poliolefina-termoplastica-modificata-con-epr-nordstartpo-12286-3

manto sintetico a base di poliolefina termoplastica modificata con EPR.

tetto-piano-isolamento-esterno-xps-tetto-rovescio

E’ consuetudine limitarsi all’impermeabilizzazione all’estradosso della struttura sotto la coibentazione confidando che il vapore penetrato nella struttura non condenserà  al suo interno perchè la temperatura della massa in cls avrà temperatura sufficientemente alta grazie ai pannelli isolanti.

Se il tetto piano è in Sud Italia ha senso posare XPS con la speranza che ci protegga anche d’estate dal caldo cocente? Ovviamente bisognerebbe fare il calcolo degli spessori e vedere che prestazioni si raggiungono.

tetto-piano-doppio-isolamento-esterno-xps-tetto-rovescio

Quando l’XPS in spessori ragionevoli non offre adeguato sfasamento non ci resta che progettare un tetto piano con coibentazione in fibra di legno. Sì non si deve bagnare. Sì si deve fare più attenzione. Sì la realizzazione e la posa devono essere perfette:

  1. solaio in cls
  2. guaina barriera all’aria e freno al vapore a diffusione igrovariabile
  3. fibra di legno
  4. manto impermeabile in poliolefine
  5. eventuale strato ulteriore in XPS anche a protezione dell’impermeabilizzazione
  6. pavimentazione flottante

 Ponti termici dimenticati?

isolamento-ponte-termico-parapetto-tetto-piano-fibra-di-legno

Se il tetto piano ha dei parapetti perimetrali dobbiamo rivestirli risvoltando la coibentazione in verticale e sul “muretto” che verrà coperto dalla lattoneria.

elemento-per-copertura-piana-purenit-attikaelement-sezione

Se il tetto piano non offre parapetti dobbiamo prevdere la quota  dello spessore della coibentazione e anche l’arrivo del cappotto di facciata costruendo un elemento come questo:

 elemento-per-copertura-piana-in-battuta-al-sistema-cappotto-purenit-attikaelement

Potete anche leggere il mio vecchio articolo

Tetto piano rovescio

 


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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69 pensieri su “Tetto piano coibentato e impermeabilizzato correttamente

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    lei vorrebbe evitare di utilizzare pannelli in XPS per il controsoffitto ….
    lei deve evitare questo materiale, a maggior ragione perchè sul lato interno.
    e poi siamo in zona climatica D e bisogna fare più che attenzione alle ore di sfasamento della stratigrafia.
    si dovrebbe pensare ad una coibentazione naturale, canapa o fibra di legno per avere il materiale più prestazionale come protezione estiva.
    circa il problema della condensa c’è poco da dire: questo pacchetto non è traspirante verso l’esterno quindi può asciugare solamente durante la stagione estiva al cambio della direzione della migrazione del vapore. proprio per questo aspetto è indispensabile proteggere l’isolante con un freno al vapore igrovariabile che ben permette l’asciugatura estiva.
    la tenuta all’aria del pacchetto va progettata e messa in opera meticolosamente.

  2. Federica

    Salve Dott. Sampaoli. Mi rivolgo a lei per un consiglio riguardante la COIBENTAZIONE INTERNA sottostante un tetto piano in calcestruzzo di circa 20 cm impermeabilizzato di recente con guaina liquida bicomponente cementizia fibrorinforzata.
    Si tratta di una ristrutturazione di un locale di appena 30 mq di pianta rettangolare in zona climatica D in cui sto sperimentando l’utilizzo di materiali naturali quali paglia e argilla per la coibentazione delle mura in pietra e vorrei evitare di utilizzare pannelli in XPS per il controsoffitto .

    La maggiore preoccupazione é la formazione di condensa ovviamente ma vi é un particolare che non faciliterebbe la messa in posa di pannelli rigidi poiché vi é una leggera incurvatura del solaio (che pare, a detta di esperti, non essere pericoloso).

    In questo caso lei come mi consiglierebbe di agire?

    La ringrazio anticipatamente.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    avevo già fornito un’idea di costo per la fibra di legno (e non della più economica)
    l’impermeabilizzazione è un argomento vastissimo e complicatissimo.
    chieda un’offerta per fornitura e posa di strato impermeabile alternativo.

  4. giovanni

    la terrazza sarà praticabile, il rappresentante della fibra mi ha consigliato di mettere 12 cm di fibra di legno con resistenza alla compressione di 50 kpa e sopra 3.5 cm di fibra di legno più dira ,con resistenza alla compressione di 250 kpa, al prezzo di 35 euro al mq, però va aggiunta l’iva e il prezzo si alza. per l’evalon siamo sui 40 € al mq compreso di accessori per il fissaggio. Mi consiglia altro per impermeabilizzare? il prezzo della fibra è eccessivo?

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    per la decisione finale bisognerebbe anche conoscere la destinazione d’uso di questo tetto piano. ci salirà l’antennista ogni morte di papa o lo vivo come una grande terrazza ogni volta che posso?
    anche le spese per le finiture e il lavoro diventano una voce importante. la differenza di costo tra un pannello isolante e l’altro non è poi tanto elevata.

    l’impermeabilizzazione in eva è un bel costo, lo avrà notato dai preventivi.
    sostitutire la stratigrafia del tetto piano prevista con 16cm di fibra di legno e circa 16 ore di sfasamento (il costo materiale sarà circa 30€/mq) con una che prevede 8cm di xps e 10 ore di sfasamento è ovviamente un salto in molto peggio.
    si potrebbe almeno prevedere di usare comunque 16cm di xps (il costo materiale sarà circa 24€/mq)

  6. Paolo

    Grazie mille Dott. Sampaoli. , lei è sempre molto preciso e scrupoloso nelle risposte. Riferito al costruttore, sembrava convinto ma non troppo.Ultima questione il prezzo di tutto. E’ vero che la zona climatica è la C, però nell’attuale abitazione, accendiamo i climatizzatori due mesi l’anno, invece i riscaldamenti e 4/5 mesi l’anno( termosifoni e camino). La maggior parte dei costruttori mi hanno consigliato di mettere l’eps, forse perchè solo quello sanno mettere, ma le confesso che il prezzo di tutto il pacchetto è molto inferiore.
    Mi hanno preventivato , per barriera vapore, 8 cm di xps , massetto delle pendenze armato e impermeabilizzazione tipo mapelastic, 5500 euro per circa 100 mq. Con la soluzione che le ho citato prima con la fibra di legno e mettendo un telo in eva siamo sui 10000 euro per 100mq. Secondo lei , conviene spendere quasi il doppio per avere confort maggiore in estate? lo so che è una scelta personale ma mi farebbe tanto piacere conoscere la sua opinione in merito

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    grazie.
    il suo costruttore probabilmente intende proteggere lo strato di fibra di legno (resistenza a compressione almeno 70 kPa) con l’impermeabilizzazione e sulla impermeabilizzazione preparare il massetto delle pendenze.
    l’aspetto fastidioso di questa soluzione per tetto piano è il fatto che il massetto posato su un isolante deve per forza avere uno spessore minimo per garantire resistenza e assenza di crepe (basta leggere la scheda tecnica del massetto scelto per vedere lo spessore minimo in caso di posa su isolante o su strato non aderente o su solaio in aderenza ecc)
    quindi se lo spessore indicato sarà 6cm (massetto su strato elastico) allora il massetto nel punto più alto diventerà 6cm+1+1+1+1cm in base alla lunghezza della pendenza.

    la soluzione con zavorra e pavimento galleggiante evita la costruzione di un massetto sopra l’isolamento e deve solo fare buona scelta dei “piedini” per non danneggiare il manto impermeabile.

    si ricordi che anche il massetto può essere un premiscelato leggero e isolante che migliora ulteriormente la prestazione (per es con conducibilità 0,25 W/mK)

  8. Paolo

    Buonasera Dott. Sampaoli. Volevo complimentarmi con lei per il blog e per i suoi articoli , tutti molto interessanti e precisi. Volevo chiederle un parere. Vorrei isolare e impermeabilizzare e isolare il tetto piano della mia abitazione , ma mi trovo i contrasto con il costruttore riguardo alla posizione del massetto delle pendenze nella stratigrafia.
    Questa è quella che suggerisco io:

    – Solaio in laterocemento 30 cm
    – Massetto delle pendenze
    – freno vapore
    – 16 cm fibra di legno
    -impermeabilizzante in poliolefine
    – mattonelle galleggianti

    Invece il mio costruttore vuole porre il massetto sopra l’isolante:
    -solaio 30 cm laterocemente
    -freno vapore
    -16cm fibra di legno
    -massetto delle pendenze
    -impermeabilizzante in poliolefine
    -mattonelle galleggianti

    Come le sembra la stratigrafia? dov’è più giusto porre il massetto delle pendenze?

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    si considera come zona spruzzo per pioggia uno zoccolo di minimo 30cm dal piano.
    io non conosco il cantiere ma credo che in ragione di mascherare l’impermeabilizzazione il lattoniere dovrà prevedere di arrivare almeno a questa quota.

  10. Giovanni

    Potrei avere risposta? anche in privato se vuole.L’impermeabilizzazione deve essere alzata a metà parapetto con risvolto, o meglio alzarlo fino alla cima del parapetto?

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    lei sa che il parapetto rappresenta un forte ponte termico. andrebbe rivestito.
    l’alzata dell’impermeabilizzazione, non bella da vedere, si può mascherare solamente con una scossalina a misura.

  12. Giovanni

    Zona climaticaC , quindi grazie a lei ho optato a 14 cm di fibra di legno , resistente al calpestio.

  13. Giovanni

    Buona sera dottor Sampaoli. Leggere il suo blog è sempre molto interessante e mi ha dato una grande mano nello sceglier ela soluzione più appropriata per il mio tetto. Vorrei impermeabilizzare il mio tetto piano con un manto in poliolefine, il tetto è perimetrato da un parapetto in cemento di cerca 1.5 metri di altezza. La ditta mi ha proposto due sistemi per fissare il manto al parapetto:
    Il primo prevede il risvolto del manto a circa 50 cm dal solaio, fissarlo al marapetto, coprire con un battiscopa e mettere del silicone per sigillare
    Il secondo è portare il manto fino alla cima del parapetto e coprendolo poi con un profilo d’acciaio, avendo però un effetto visivo tipo “piscina”
    Quale metodo mi consiglia?

  14. Federico Sampaoli Autore articolo

    la protezione dal caldo è un po’ più complicata dell’isolamento termico progettato per il contenimento delle dispersioni invernali.
    facciamo un esempio:
    un solaio in latero cemento (o un solaio in calcestruzzo, poco cambia) da 28cm di spessore con soli 10cm di xps all’estradosso ottiene già un valore di trasmittanza termica intorno ai 0,32 W/mqK, quindi il beneficio invernale è fuori di dubbio.
    se ci concentriamo sulla prestazione estiva, invece, scopriamo che i 10cm di xps aumentano lo sfasamento del solaio di solo un paio d’ore arrivando ad offrire circa 10 ore di sfasamento e, nel caso di un solaio in latero cemento, un valore di attenuazione insufficiente.

    se aumentiamo lo spessore dell’XPS e lo portiamo per esempio a 20cm guadagneremo altre 2 ore. poca cosa purtroppo! l’xps funziona bene contro il freddo ma non così bene contro il caldo.

    in paragone, 10cm di fibra di legno offrono già quasi 14 ore di sfasamento estivo

  15. Emiliano

    Non le nascondo che sono abbastanza confuso….
    Utilizzare xps significa non proteggersi dal caldo estivo?…ovviamente non è nelle mie intenzioni….e nel caso di suo utilizzo l’impermeabilizzazione da lei prospettata sul massetto può essere una guaina bituminosa plastomerica?
    In caso di un piccolo strato di ghiaia l’eventuale telo impermeabile (quale ad esempio?) dove deve essere inserito?…sotto alla ghiaia….sotto al geotessile o sotto all’isolante?

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    se non è importante migliorare il valore di sfasamento con un materiale coibente adatto alla protezione dal caldo consiglio di utilizzare un materiale come l’xps che è molto adatto a contenere le dispersioni invernali ed è quasi insensibile all’acqua.
    naturalmente dovrà essere zavorrato con ghiaia o quadrotti per evitare il galleggiamento.
    tra isolante e zavorra meglio stendere un tessuto geotessile e sul massetto delle pendenze l’impermeabilizzazione vera e propria con le sue bocchette di scarico.

    lo spessore di ghiaia va determinato in base allo spessore dello strato isolante e può essere ridotto se si posa un eventuale telo impermeabile, traspirante e non putrescibile.

  17. Emiliano

    Salve, sto progettando una nuova costruzione monopiano con copertura in laterocemento piana nel Comune di Roseto degli Abruzzi; tale copertura non è accessibile e verrà coperta in parte con pannelli fotovoltaici.
    Sinceramente, informandomi un po, Lei mi sembra l’unico che sa veramente quello di cui si sta parlando…io mi occupo di strutture e ammetto di saperne veramente poco.
    Mi è stato prospettata la seguente impermeabilizzazione:
    – intonaco interno;
    – solaio in laterocemento 20+5;
    – massetto delle pendenze;
    – barriera al vapore;
    – elemento isolante (doppio pannello di lana di roccia 6+6 cm.);
    – membrana bituminosa (singola o doppia incrociata?);
    – alluminio liquido o ghiaia se necessario.
    Mi chiedevo, oltre al fatto se sia corretta una tale stratigrafia, se sia necessario questo doppio pannello di lana di roccia e quindi eliminarne uno e quale sia lo spessore dello strato di ghiaia necessario.
    Vorrei ottimizzare i costi e quindi se possibile non utilizzare la fibra di legno.
    Grazie e complimenti per il suo sito.
    Emiliano

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    il freno al vapore intesana evo ha un Valore Sd a diffusione igrovariabile inferiore rispetto al manto intesana quindi frena meno il vapore (ha una traspirabilità maggiore).
    in zone climatiche non fredde potrebbe funzionare benissimo per un pacchetto di isolamento che è di fatto traspirante solamente verso l’interno.
    la fibra di legno prevista nell’ultimo strato è di fatto il pannello dove si poserà il pavimento quindi meglio che sia il più robusto possibile.

  19. Nello

    Salve Dott. Sampaoli. Ho fatto un preventivo per la seguente stratigrafia:

    massetto delle pendenze

    intesana 120 ( che diff. c’è con intesana evo?)

    pavatherm da 12 cm

    isolair calpestabile da 3.5 cm (o era preferibile da 2?)

    manto in poliolefine

    pavimento galleggiante

    Le sembra una buona stratigrafia? intesana 120 o evo?
    La ringrazio anticipatamente della risposta

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    per semplicità ed economicità conviene eseguire un tetto rovescio che prevede poco lavoro e poco materiale sopra al solaio in calcestruzzo:
    – impermeabilizzazione
    – xps
    – ghiaia o zavorra o quadrotti di pavimentazione

    il fatto è che pensare di posare 5cm di isolante significa certamente avere un buon contenimento delle dispersioni invernali ma insufficiente sfasamento estivo.
    l’xps è un buon materiale da maltrattare ma non è prestante in estate.
    per una minima protezione estiva si dovrebbe prevedere uno spessore di 20cm.

    un materiale perfetto per la protezione estiva è la fibra di legno con alta densità ed elevato calore specifico. in questo caso, sopra al solaio in calcestruzzo:
    – freno al vapore
    – fibra di legno
    – manto in poliolefine
    – ghiaia o zavorra o quadrotti di pavimentazione
    in questo caso, una minima protezione estiva si ottiene con uno spessore di 8cm.

    in questo caso il poco spessore aggiunto permette anche di continuare ad utilizzare il parapetto esistente

  21. Nello

    Salve dr. federico sampaoli, devo isolare e impermeabilizzare il tetto piano per la mia abitazione, una villetta a schiera con tetto piano in zona climatica c (Provincia di Napoli).Il tetto è circoscritto da un muretto di 1.2 metri di altezza. Ho fatto diversi preventivi e ho letto diverse discussioni su internet ma mi hanno confuso ancora di più. Ho notato che lei ha idee molto chiare quindi chiedo un suo parere.
    Scartata l’idea del tetto rovescio, sconsigliata da parecchi, vorrei optare per un tetto freddo o , per risparmiare, un tetto caldo. Per tetto freddo intendo sopra il solaio di calcestruzzo l’isolante termico, xps di 5 cm o sughero se mi fanno un buon prezzo, cls per le pendenze, impermeabilizzante ( liquido o bituminoso?) igloo per la camera d’aria con caminetti e sopra cemento. Che ne pensa? non è troppo pesante? impermeabilizzante va li oppure in cima al pacchetto?
    L’altra idea è il tetto caldo, sicuramente meno costoso, con un freno vapore, isolante in sughero o xps 5 cm, massetto per pendenze e impermeabilizzante.
    Lei cosa mi consiglia ? grazie anticipatamente della risposta

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    si potrebbe pensare di cambiare materiale isolante come l’xps

    nel caso dell’intradosso di una soletta e travi a sbalzo sempre da rivestire con fibra di legno?
    magari pannelli flessibili interposti in struttura in legno.
    meglio inserire solaio e coibente in stratigrafia per conoscere le prestazioni ottenibili

  23. Salvatore

    Ricollegandomi all’articolo in cui si dice che “Se il tetto piano ha dei parapetti perimetrali dobbiamo rivestirli risvoltando la coibentazione in verticale e sul “muretto” che verrà coperto dalla lattoneria”
    Ipotizzando un cappotto in fibra di legno ed un muretto d’attico di circa 1m, essendo un struttura esterna ai vani abitabili della casa, si potrebbe pensare di cambiare materiale isolante come l’xps che viene consigliato per la zoccolatura?
    E nel caso dell’intradosso di una soletta e travi a sbalzo sempre da rivestire con fibra di legno?

    Sempre grazie per i suoi lumi, la seguo con ammirazione e attenzione

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    trovare la soluzione ottimale facendo meno lavoro…..
    ecco la botte piena e la moglie ubriaca: un isolamento sul lato interno.

    per essere convinto di quello che sta facendo raccolga due preventivi: uno per l’intervento che le hanno suggerito e uno per l’intervento che le ho suggerito inizialmente quando pensavo che lei non volesse toccare le chianche.
    di ognuno
    -si faccia fare il calcolo delle prestazioni estive d invernali,
    -chieda se rispetta la normativa attuale in vigore dal 1 ottobre scorso per le riqualificazioni energetiche
    e poi decida con tranquillità (il termine serenità non si può più utilizzare dopo il tweet di Renzi)

  25. Amerigo

    Buongiorno Dott. Sampaoli, alcuni ripuliscono il solaio dalle chianche e dal massetto di tufo per la pendenza e quindi rifare il tutto con nuovi materiali, quì per la maggiore va per l’XPS anche perchè non vi è una cultura più rincca in merito all’efficienza energetica, infatti basta recarsi dai rivenditori di materiale edile per notare che non hanno altro da offrire poichè non vi sono richieste di consumo diverso, al massimo hanno lana di vetro e lana di roccia di piccoli spessori per usi di impiantistica o lavori interni. Ritorando alla mia situazione cercavo di trovare la soluzione ottimale facendo meno lavoro, efficienza energetica migliorata almeno del 70-80 percento rispetto all’esistente, con una spesa minore. Dunque capisco che forse le mie pretese sono un po troppe, ma è il motivo che mi sono cimentato su internet per cercare apunto un esperto che mi aiutasse a trovare tale soluzione. Gent.mo Dott. Sampaoli, perdoni la mia ignoranza e nel RingraziarLa ancora, Cordiali Saluti.
    Amerigo.

  26. Federico Sampaoli Autore articolo

    intervenire dall’esterno è sempre la cosa migliore, termicamente parlando.
    ho suggerito l’intervento interno pensando che intervenire sulle chianche fosse la cosa da evitare.

    ricordo che l’xps, come tutti i materiali sintetici e le lane minerali (anche ad alta densità) offrono scarse prestazioni per la protezione dal caldo.

  27. Amerigo

    Grazie Dott. Sampaoli per la veloce risposta ed il prezioso suggerimento!
    A me tecnici locali, non specialisti del settore, avevano suggerito, per non creare cantiere in casa, di pulire per bene le chianche ed estendere XPS da 100mm e quindi impermeabilizzare con guaina. Premetto che il solaio non necessita calpestabile.
    Vorrei sapere il suo parere a quest’altra soluzione, a me sinceramente mi andrebbe meglio il lavoro fatto esternamente ma se vi sono dati tecnici importanti, che Lei sicuramente avrà valutato, chiaramente opterei coibentare dall’interno.
    Ringrazio di cuore.
    Amerigo

  28. Federico Sampaoli Autore articolo

    se la pendenza delle chianche garantisce un veloce allontanamento delle acque e non vi sono problemi di infiltrazioni approfitterei dell’altezza interna molto generosa per una coibentazione all’intradosso quindi un isolamento sul lato interno.
    tra i materiali più adatti all’uso interno per una grande protezione estiva devo suggerire fiocchi di cellulosa o fibra di legno da proteggere con un freno al vapore

  29. Amerigo

    Buongiorno, a breve vorrei coibentare (cappotto) un tetto piano già esistente dal 1974, costruito in questo modo: Dall’interno intonacato con i diversi strati di malta; Dall’esterno quindi solaio con travette e mattoni forati H20 e gettata in cemento con armatura; Sopra il cemento carta bituminos;. Massetto in tufo di circa 15cm. di media per la pendenza; Chianche classiche di pietra leccese con fughe in cemento.
    Vorrei gentilmente indicazioni per una coibentazione al meglio, magari senza rimuovere quanto già esistente.
    Faccio presente che l’abitazione interessata, in cui vivo, è nella provincia di Brindisi, piano rialzato di circa 1 metro dal piano stradale, altezza interna di 3 metri, abitazione isolata su tre lati, esposizione su due strade tra nord e sud.
    Ringrazio vivamente l’Esperto che mi risponderà.
    Amerigo

  30. mirko taglietti

    suggerirei di utilizzare nella stratigrafia di copertura il medesimo materiale coibente per evitare possibili differenze nelle deformazioni elastiche a lungo termine (il sughero rimane un’ottima scelta ,avendo altresi le medesime prestazioni dell’XPS ma rimanendo indubbiamente più stabile,oltre alla massa decisamente più favorevole per il suo clima)
    Pur avendo sulla carta la certezza che il getto cementizio sul lato esterno rappresenti la tenuta all’aria ed anche il substrato per la successiva impermeabilizzazione , consiglio altresi , per la durata a lungo termine (almeno vent’anni prima di una manutenzione ordinaria) l’utilizzo di una guaina cementizia impermeabilizzante elastica bicomponente con un valore SD < 10 che garantisca la migrazione del vapore ma prevenga il formarsi di cavillature e crepe superficiali inevitabili per qualunque superficie esposta alle intemperie , incluse le chianche ed i loro giunti bituminosi

  31. Francesco Fumarola

    Gentile dott. Sampaoli,
    è consuetudine dalle mie parti (Puglia, Brindisi) considerare il tetto piano in laterocemento come freno al vapore e tenuta all’aria evitando altre soluzioni.
    Per la protezione pioggia invece è consuetudine posare le chianche chiare di corigliano con sigillatura cementizia e bituminosa liquida delle giunzioni .

    il tetto della mia nuova abitazione in costruzione è stato progettato in questo modo prevedendo dall’interno verso l’esterno i seguenti strati

    1 Malta a base di calce
    2 solaio in laterocemento 30 cm
    3 coibentazione in sughero 8 cm (4cm +4 cm )
    4 ulteriore strato di xps 4 cm o eps alta densità
    5 massetto di pendenza
    6) chianche di corigliano con sigillatura giunzioni cemento + successivo bitume
    Liquido
    Le domande che mi pongo sono le seguenti

    Devo necessariamente usare freno al vapore igrovariabile subito dopo lo strato solaio?
    Devo necessariamente usare telo PYP subito dopo lo strato di sughero?

    Grazie anticipatamente è un caro saluto
    Francesco Fumarola

  32. Federico Sampaoli Autore articolo

    premessa: il solaio in laterocemento è lo strato di tenuta all’aria e freno al vapore sul lato caldo del pacchetto tetto.
    quindi dev’essere sano senza crepe nè fori.

    la scelta del telo ultimo sotto la lamiera dovrà permettere la traspirazione ed essere impermeabile: si sceglie in base alla pendenza più o meno di 15° e, quando propongo io, in base al clima.
    nel clima caldo del sud italia propongo di avvicinare il valore sD del primo al secondo strato in quanto la migrazione del vapore è per diversi mesi in senso contrario e cioè verso l’interno.
    io poserei un telo impermeabile e traspirante con spessore equivalente d ?aria per la trasmissione al vapore Sd pari a 0,95.

    per fissare i listelli ci vuole una guarnizione per chiodi e viti sulla superficie di contatto tra listello di ventilazione e telo permeabile al vapore per garantire l’impermeabilità all’acqua di tutti i buchi che si vanno a creare fissando le viti.

    il suo tetto in lamiera non deve volare via:
    si dovranno posare morali in legno interposti nel primo strato di ventilazione, con relativo fissaggio meccanico (travi in legno su cemento)
    poi ci sarà il fissaggio del morale di ventilazione (orditura primaria) attraverso il pacchetto isolante al morale sottostante.

  33. vincenzo

    Grazie. Ho altri 2 dubbi. Precisando che siamo al sud Italia e che la stratigrafia della copertura è la seguente:
    1 solaio in laterocemento
    2 fibra di legno 20 cm
    3 fibra di legno 2 cm (alta densità)
    4 strato di ventilazione
    5 lamiera grecata

    Va bene un telo poliacrilato sD 0,09 (tipo Stamisol DW) prima dello strato di ventilazione?
    Come faccio a fissare i listelli dello strato di ventilazione senza bucare il telo e contemporaneamente garantendo la perfetta tenuta al vento della lamiera grecata? Molti parlano di colla per i listelli ma il problema è che il telo è semplicemente appoggiato sulla fibra di legno quindi per quanto la colla possa essere eccezionale non sarebbe sufficiente allo scopo. Considera inoltre che dalle mie parti l’intera copertura in lamiera grecata di un capannone (con solaio in laterocemento) ha spiccato letteralmente il volo.

  34. Federico Sampaoli Autore articolo

    con tetto a pendenza ridotta si deve prevedere il corretto manto traspirante e impermeabile che sarà sul lato freddo (prima dello strato di ventilazione)

  35. Vincenzo

    Vorrei recuperare un sottotetto con una soprelevazione destinandolo a zona notte. Il nuovo tetto avrà una pendenza del 12% (con una pendenza standard del 35% avrei dei grandi volumi da riscaldare inutilmente) con manto di copertura in alluminio.
    2 domande:
    1. Vista la bassa pendenza, ha senso prevedere un’intercapedine di areazione? O mi comporto come se il tetto fosse piano?
    2. Posso usare la fibra di legno come coibente o potrei avere problemi? Devo fare attenzione a qualcosa in particolare?

  36. Federico Sampaoli Autore articolo

    poroton per tamponamento vuol dire ancora poco. ogni blocco offre le sue prestazioni.

    la parete in mattoni facciavista deve assolutamente prevdere un’idoneo spessore da dedicare all’isolamento termico: facciavista al freddo, porotn, intonaco interno salubre, pittura murale per interni salubre al caldo.

    la coibentazione deve essere progettata per rispettare la normativa della zona climatica A e offrire grande protezione dal caldo.

    la coibentazione della struttura in cemento armato va progettata in dettaglio e a seconda dello spazio disponibile

  37. Vincenzo

    Salve, sto per costruire una villetta su due elevazioni con struttura in c.a. e poroton per tamponanamento, con tetto piano, inoltre ho intenzione di ricoprirla esternamente con mattoni faccia a vista del tipo standard (Santanselmo e similari). Desideravo sapere se era possibile posare i mattoni esterni direttamente poggiati sui poroton o se dovrei interporre intonaco o pannelli isolanti. Ho anche dubbi su come coibentate i pilastri per il problema dei ponti termici e come isolare il tetto. La struttura verrà edificata in Sicilia (tp).
    Grazie anticipatamente e complimenti per il sito.

  38. Federico Sampaoli Autore articolo

    isolare non è mai sbagliato.
    ma quando il progetto è la protezione dal caldo il calcolo della stratigrafia è ancora più importante.
    10cm di xps danno molte soddisfazioni in regime invernale, non altrettante in regime estivo.

  39. MARCO

    Salve,innanzitutto complimenti per il sito,che per quanto mi riguarda sta diventando una specie di enciclopedia,sto cercando di leggere il più possibile ma vedo che la materia è molto vasta.Vorrei isolare il tetto piano che copre il mio attico nella zona del litorale romano per proteggermi dal caldo.Il tetto è composto da guaina,massetto e pavimento.Quest’inveno abbiamo avuto della formazione di muffa internamente in corrispondenza dell’imbocco del pluviale del tetto in una stanza.Volevo quindi isolare con xps da almeno 10 cm e poggiare un pavimento gallegiante.Pensa che questa soluzione possa costituire un buon inizio per un discreto sfasamento termico?So’ di essere stato un po generico,ma vorrei avere una indicazione su quale strada percorrere.La ringrazio.Saluti

  40. Raffaele

    Salve, avrei bisogno di un consiglio. Dovrei coibentare/impermeabilizzare a giorni il solaio di copertura di casa mia. Il solaio è in latero-cemento da 22 cm. Come stratigrafia avevo pensato ad uno strato di lana di roccia da 6 cm, poliuretano in in situ 4 cm (densità 50 kg/mc), massetto delle pendenze 10 cm ed infine strato di impermeabilizzazione. Il dubbio era legato al posizionamento della barriera al vapore. In oltre vedevo da alcuni calcoli con termus che anche solo 6 cm di poliuretano in situ garantivano uno sfasamento superiore alle 9 ore ed una trasmittanza 0.348 W/mqK.
    La zona Climatica è C in provincia GG 1333

  41. Raffaele

    Salve, dovrei realizzare a giorni la coibentazione impermeabilizzazione del tetto piano in laterocemento di casa mia. Campania, zona climatica C.
    Partendo dall’interno:
    Intonaco 2 cm
    Solaio laterocemento 22 cm
    Lana di roccia 6 cm
    Poliuretano in situ 4 cm
    Massetto 8 cm
    Impermeabilizzante.
    Dubbio sull utilizzo della barriera al vapore in quanto il solaio in laterocemento già frena il vapore e sul fatto di realizzare il massetto sopra gli isolanti per proteggerli a vita.

  42. Federico Sampaoli Autore articolo

    sotto le chianche non è più garantita l’impermeabilizzazione. si può tentare con prodotti idrorepellenti e vedere.
    sanare le crepe nell’intonaco del parapetto.

  43. francesco

    Ho infiltrazione abbondante da pioggia dal terrazzo piano con chianche leccesi in buono stato che non intendo rimuovere. Il parapetto perimetrale ha delle venature orizzontali dell’intonaco ad un’altezza di 20 cm da terra e sembra essere da li provenire il problema. Vorrei intervenire su tutto il terrazzo senza rimuovere l’esistente. All’interno dell’appartamento in una stanza si è staccato una parte di intonaco del soffitto . Mi può consigliare il tipo di intervento da fare? L’appartamento è in provincia di Bari. Grazie

  44. Federico Sampaoli Autore articolo

    se è importante la protezione estiva e si realizzerà una nuova cappa per creare la pendenza dovrei consigliare fibra di legno con resistenza alla compressione > 70 kPa protetta sul lato freddo da Membrane impermeabilizzanti a base di poliolefine flessibili con spessori da 1.2 mm fino a 2.0 mm.
    Hanno ottima resistenza all’invecchiamento e all’esposizione UV, all’impatto ed al punzonamento e alla trazione.
    Si posa con saldatura per termo rinvenimento ad aria calda o a cuneo caldo anche con attrezzature per saldature automatiche.
    La guaina può anche stare senza zavorra.

    Sul lato caldo consiglio un manto traspirante freno al vapore e altamente resistente a livello meccanico con Valore S D = 0,9 m

    I bocchettoni di scarico vanno valutati caso per caso.

  45. Renato Martinetti

    Buongiorno, volevo approfittare della Vostra competenza per porre alcune domande. Devo costruire ex novo un tetto piano calpestabile con pavimento galleggiante su una soletta esistente (circa 100 mq) in Liguria (forte insolazione estiva, clima mite invernale e forti precipitazioni occasionali).
    – Che isolante consigliereste? XPS, sughero, pannelli in fibra di legno?
    – Per ricavare le pendenze per lo scolo, conviene utilizzare pannelli isolanti inclinati o realizzare un massetto in cemento alleggerito? Nel caso di uso di pannelli inclinati, converrebbe gettare sopra questi una piccola solettina per pareggiare su cui porre la guaina impermeabilizzante?
    – infine le canalizzazioni di scolo laterali, ricavate nello spessore soletta e ricoperte dalla guaina impermeabilizzante, possono essere lasciate scoperte (guaina esposta ad agenti atmosferici) o conviene ricoprirle con qualcosa per la protezione della guaina?
    Grazie

  46. Federico Sampaoli Autore articolo

    credo che la descrizione sia un po’ confusa:

    l’xps è un materiale utilizzato per la zoccolatura di un sistema a cappotto e non per tutta la superficie delle pareti esterne.
    ricordo che isolamento termico esterno a cappotto deve indicare quale sistema intende seguire: sicuramente un sistema certificato.

    l’eps posato in copertura, ad esempio su un tetto a falde in laterocemento è certamente significativo per quanto riguarda il periodo invernale (contenimento delle dispersioni termiche), ma poco adatto alla protezione dal caldo.

    se è necessario un intonaco nterno deumidificante significa che le murature hanno qualche problema di risalita di umidità: in questo caso è altamente sconsigliabile posare sul lato esterno un sistema a cappotto.

  47. Giuseppe

    Buongiorno sto ristrutturando una casa in zona D provincia di Roma di 100 mq, di questi 70 mq con muratura portante di mattoni in tufo da 30 cm e i restanti 30 mq in laterizio, solaio in cemento armato. Mi hanno proposto come cappotto temico esterno in xps uno spessore di 4 cm e come tetto eps da 8 cm. Sono sufficienti come spessori o è necessario aumentarli o cambiare completamente materiali? Come intonaco interno uno traspirante anti umidità e anti muffa. Il tutto sarà completato con infissi triplo vetro 7 camere in pvc e pannello radiante a pavimento con pompa di calore aria/acqua per riscaldamento raffreddamento con pannelli solari e fotovoltaico.
    grazie anticipatamente per il consiglio
    Giuseppe

  48. Federico Sampaoli Autore articolo

    forse la ditta ha progettato questa stratigrafia come un tetto piano ventilato.
    ventilato nel senso che può smaltire il vapore in uno o più lati senza intrappolarlo.
    se così non fosse, e il pacchetto fosse chiuso, è corretto prevedere l’ultimo strato di fibra di legno come ad alta resistenza meccanica e manto in poliolefine sul lato freddo.
    in questo caso sarà necessario cambiare il primo freno al vapore usb micro strong (Valore sd >2 m) con un freno al vapore igrovariabile: molto più chiuso al vapore in periodo di riscaldamento e molto più aperto in fase di asciugatura estiva.

  49. andrea

    Buongiorno Federico,
    nella realizzazione di un ampliamento con tetto piano in legno, la ditta propone la seguente stratigrafia:
    assito/tavolato, usb micro strong, coibentazione, membrana traspirante usb vita weld, guarniziono punto chiodo, controlistello di ventilazione, secondo tavolato o pannello OSB e membrana impermeabile.
    cosa ne pensa del pacchetto propostomi?
    personalmente, sono un po perplesso sulla ventilazione del tetto piano, e poserei direttamente su USB vita weld una membrana impermeabile in poliolefine tpo (o direttamente quest’ultima sulla coibentazione, quindi senza usb vita weld), temendo che la ventilazione non sia adeguata e che il secondo tavolato possa in futuro marcire, e/o accumulare vapore con conseguente gocciolamento di questo sulla vita weld… suggerimenti?

  50. Enrico

    Buongiorno,
    ho realizzato un isolamento interno in mansarda ( esterno mi era impossibile mi trovo al 4° piano di una palazzina ) con pannelli XPS incollati su pereti e soffitto.
    Premetto che ho cercato di migliorate la situazione in previsione di un vero cappotto esterno in un futuro..
    Il pacchetto muro e’ costituito dall’esterno verso l’interno da mattone semi portante sp 12cm fori verticali, intonacato esternamente e internamente con intonaco tradizionale di sabbia e calce, camera d’aria da 25cm, mattoni 4 fori, da me poi rasati con rofix 510.
    Il solaio di copertura e’ realizzato in latero cemento, conce altezza circa 20cm e caldana portante 5 cm, dove poi sono annegati rigoni nel senso della pendenza delle falde del tetto, sopra incrociati rigoni x aggancio tegole, e x finire copertura in tegole in cls con graniglia. Anche le conce ovviamente all’interno sono poi state rasate con rofix 510.
    Una volta incollati i pannelli di xps styrodur da 2/3cm su pareti e 4cm su soffitto li ho rasati con colla e rete. La mia idea era di andare poi a imbiancare il tutto con pittura lavabile o simile in modo da creare un freno al vapore x evitare condensa ( soprattutto nel piccolo bagno ) tra isolante e muro/solaio.
    Diversamente ho isolato il soffitto del locale mansarda principale diciamo. Li ho rasato le conce, messo rigoni spessi 4cm e pannelli da 4cm di XPS dow ( quello azzurro x intenderci, diversamente dallo styrodur verde ). Dovrei finire con perline di sp 2cm ma ho pensato di interporre tra isolante e perline una barriera al vapore.
    Ho fatto tanto male a pensare cosi? Che materiali mi consiglia x finire il tutto? ( “pittura” x fermare vapore e guaina prima della posa delle perline )

    Grazie

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    Un ponte termico puntuale è meno grave di altri ponti termici. Comunque il dettaglio dell’attacco va progettato e disegnato.
    L’installazione del sistema anticaduta dev’essere quanto più possibile non invasiva, anche perchè di solito nel restauro si tratta di travi in legno, spesso gli unici elementi portanti idonei al fissaggio dei paletti o dei punti di rinvio.
    Altro particolare interessante è la conduttività dell’acciaio inox, 6 volte inferiore all’acciaio normale e 20 volte inferiore all’alluminio.

    Prima del ponte termico preoccupiamoci delle sigillature.

  52. Andrea

    Salve Federico,
    in un tetto piano ben coibentato ed impermeabilizzato che accorgimenti dovrebbero essere presi per montare in sicurezza pannelli solari o semplicemente la linea vita? Si deve per forza bucare l’isolante creando un ponte termico?

    Grazie

  53. Federico Sampaoli Autore articolo

    la stratigrafia progettata dalla ditta è perfetta per un tetto traspirante: il vapore, frenato, migra lentamente verso l’esterno, passa attraverso l’ultimo manto traspirante e se ne esce nello strato di ventilazione…
    in questo caso però, tutto il vapore che migra verso l’esterno sarà bloccato dal pannello OSB coperto di bitume.

    il “confezionamento” corretto di entrambi i teli (il primo del lato caldo e l’ultimo sul lato freddo) è verso il basso, da sigillare alla muratura con nastri o collanti.

  54. giorgio

    io ho ricevuto, dalla ditta, dei documenti sugli spessori dei livelli del tetto che è così composto:
    – (travi + tavolato abete spessore 20 mm) (oppure solaio xlam)
    – freno al vapore 1 mm
    – lana di roccia 160 mm rockwool 150 kg/mc
    – telo traspirante 1 mm a 3 strati(però non è specificato igrovariabile)
    – osb 12 mm
    – guaina bituminosa 4 mm

    volevo chiedere un paio di chiarimenti anche dopo aver visto l’articolo sul “confezionamento” del bordo del suo tetto di casa.

    – quello che va risvoltato lateralmente è il telo traspirante oppure il freno al vapore?

    – sulle specifiche allegate ai documenti, nella sezione rockwoll si legge: non idrofoli e non igroscopici.
    volevo sapere se tutte le lane di roccia sono così oppure è una versione speciale idrofoba, simile a quella di altre marche.

    L’unica cosa che mi frena sulla posa di fibra di legno è il fatto che se ci sono delle micro crepe nell’intonaco il tetto e le pareti potrebbero permettere l’infiltrazione di acqua.
    se montassi della fibra di legno idrofoba (non ho sotto mano la marca che la produce) sarei tranquillo come se montassi polistirolo o sughero (il mio preferito, budget permettendo)?
    grazie in anticipo e mi scuso per la lunghezza del post…

  55. Federico Sampaoli Autore articolo

    il costruttore dell’edificio vi avrà già presentato la stratigrafia corretta, immagino.
    il senso di un freno al vapore igrovariabile è quello di permettere la migrazione del vapore, eventualmente accumulato nel coibente in regime invernale, verso l’ambiente interno senza intrappolarlo.

    la guaina impermeabile esterna è sempre necessaria.

    classe A significa buona coibentazione, quindi alti spessori di coibente.

  56. giorgio

    salve,
    anche io sto per realizzare un tetto piano in zona SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ap); ZONA D se non sbaglio.
    il tetto verrà montato sopra una sopraelevazione in xlam.
    volevo sapere che materiale e che sistema è meglio utilizzare per favorire la posa dei vari strati di isolante; travi e perline oppure xlam.
    io avevo pensato (pesi permettendo) di utilizzare sempre xlam rivestito internamente di cartongesso ed esternamente fibra di legno con guaina bituminosa a vista o ricoperta di ghiaia.
    potrebbe consigliarmi una stratigrafia con manti igrovariaibili? in questo caso come ultimo strato dovrei evitare la guaina?
    ci sono delle foto di stratigrafie in classe A di tetti piani?
    grazie.

  57. Federico Sampaoli Autore articolo

    Un tetto piano dev’essere protetto dall’umidità sia da fuori che da dentro perchè una struttura non deve caricarsi di umidità prodotta all’interno e rischiare condense interstiziali per insufficiente coibentazione.

    Sempre meglio un manto igrovariabile (visto che esiste :-))

    Teoricamente all’intradosso del solaio. Sarebbe comunque strana tutta questa attenzione nella progettazione e poi un isolamento termico scarso all’esterno!

  58. Luca83

    Salve,volevo chiederle un chiarimento:in un tetto piano in cls è necessario utilizzare una barriera al vapore o un freno al vapore?perché ho notato che lei all’inizio ha detto che dall’interno è necessario utilizzare una barriera al vapore,mentre poi nel descrivere la stratigrafia ha utilizzato un freno al vapore.volevo capire un attimo meglio.un’ultima cosa:ma quindi la barriera al vapore quando va usata,in che situazione?grazie mille e complimenti per il sito.Luca

  59. Luca

    Salve,volevo capire meglio una cosa:in un tetto piano in latero-cemento è meglio usare una barriera al vapore oppure un freno al vapore igrovariabile?
    inoltre volevo capire cosa intende con la frase “dall’interno,(da dentro)”:intende tra solaio in cls e isolante o proprio all’interno sotto il solaio?
    grazie per il chiarimento e complimenti per il sito.Luca

  60. Federico Sampaoli Autore articolo

    perdonate il ritardo nel rispondere.

    più indicato sarebbe un isolamento termoacustico con pannelli traspiranti in fibra di canapa ThermoHANF, densità 38 kg/m³, conducibilità termica di calcolo ?=0,038 W/mK, permeabilità al vapore ?=2
    potete partire già con 120mm di spessore.
    sul lato interno dovete posare un manto igrovariabile piuttosto che un semplice freno al vapore (vedi

    la particolarità del telo permette un’ottima asciugatura estiva ed un forte freno invernale: l’ideale!
    poi fibrogesso per ottenere nuovamente un po’ di massa e migliorare la capacità areica interna.

  61. mauro

    Abito all’ultimo piano di un condominio in zona climatica C con sovrastante terrazzo non praticabile (vecchia guaina anni 70). Il solaio è del tipo “Varese” quindi a camera d’aria e nel rifare l’intonaco all’intradosso l’impresa ha rotto almeno il 30% delle tavelline da 3 cm. Per ripristinare i vuoti determinatisi ho inserito polistirolo incollato e tassellato con successiva rasatura di collante per cappotto con rete in fibra di vetro. Dovrei ora fare un controsoffitto in tutto l’appartamento e volevo coibentare dall’interno con fibra di legno 6+6 cm (pavatherm). E’ il caso di utilizzare una barriera al vapore (alluminio preaccoppiato al cartongesso ?) o un freno al vapore (che tipo e poi ma lo sapranno mai mettere?) oppure non pensare proprio alla fibra di legno anche a causa della guaina sul terrazzo? Ho pochi dubbi vero???

  62. Federico Sampaoli Autore articolo

    non conosco la costruzione e dunque do una linea guida:
    solaio in cls
    guaina barriera all’aria e freno al vapore a diffusione igrovariabile
    fibra di legno
    manto impermeabile in poliolefine
    eventuale strato ulteriore in XPS anche a protezione dell’impermeabilizzazione
    massetto armato
    rasatura impermeabilizzante
    piastrelle

  63. franco

    devo isolare il tetto di casa abito a napoli in collina esposizione nord sud tetto piano come posso intervenire.E che materiale posso usare, dopo di che lo devo pavimentare. grazie e congratulazione per la vostra rubrica .

  64. Sergio Zanetti

    Sono disponibili anche soluzioni alternative, cool-roof (tetto freddo) che permette di abbattere notevolmente le temperature della copertura, e con tecnologia liquida per una posa anche su materiali infiammabili o con forme complesse.

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