Coibentare dall’ interno con Stiferite

 L’impresa propone coibentazione dall’interno con Stiferite GT cm.6 e tramezza da 8cm a protezione dell’isolante. Esternamente il vecchio intonaco sul mattone pieno da 26cm sarà sostituito da un intonaco termoisolante. La committenza è felice che fregi e cornici originali restino intatti in facciata.

Stiferite GT è un pannello sandwich costituito da schiuma polyiso (88%w di cui il 6%w di pentano) espansa con l’impiego di pentano (poliuretano espanso) con ottima conducibilità termica Dichiarata pari a 0,023 W/mK. Il rivestimento Doutwin® è impermeabile ai gas contenuti all’interno delle celle e le caratteristiche chimico fisiche del pentano del pannello rendono il gas permanentemente intrappolato nel pannello stesso fino a suo smaltimento (UNI EN 13165). PCR non disponibile. EPD in regime di pre-certificazione.

stiferite-pentano

I maufatti in EPS sono realizzti con polistirene espandibile contenente penatno: all’inizio del processo il pentano totale arriva al 6%, dopo 14 giorni arriva al 2% e dopo circa 1 anno arriva allo 0,3%.  

Mentre si apre il Pentan-dibattito io torno a lavorare alla mia stratigrafia ricordando che:

  • coibentando dall’interno tutta l’energia grigia delle strutture perimetrali resta fuori dall’involucro caldo e non gioca più un ruolo a favore dell’inerzia termica
  • coibentando dall’interno non riesco a neutralizzare o moderare molti ponti termici
  • coibentando dall’interno devo risolvere le basse temperature superficiali dell’incontro solaio-parete esterna e tramezza-parete esterna
  • coibentando dall’interno devo seguire con grande attenzione la migrazione del vapore attraverso la stratigrafia e quindi il percorso degli impianti che attraversano la stratigrafia dalla parte calda a quella fredda: la condensa interstiziale deve essere evitata scrupolosamente
  • coibentando dall’interno devo progettare il nodo serramento-involucro edilizio trovando la posizione più sicura per non creare ulteriori ponti termici

Ecco la nuova stratigrafia:

stratigrafia-6cm stiferite

 Premesso che per contenere il surriscaldamento estivo devo progettare strutture con caratteristiche ben precise:

  • bassi valori del fattore di decremento f (f=Udyn / U)
  • alti valori di capacità termica areica interna
  • tante ore di sfasamento

 analizzo i componenti edilizi della stratigrafia prevista dall’impresa (intonaco termoisolante + muratura + stiferite + tramezza) per capire come si comportano in estate a confronto con una diversa stratigrafia (intonaco termoisolante + muratura + argilla + fibra di legno + argilla) che è anche la mia preferita:

nessuna coibentazione interna Stiferite 6cm fibra di legno 6cm & argilla
trasmittanza U  1,03 0,26 0,40
trasmittanza dinamica Udyn  0,165  0,011  0,018
sfasamento ore  9,6  14,9  16,3
areica interna  39,7 32,4  42,1
fattore di decremento  0,16  0,043  0,044

 Cosa possiamo capire da questi numeri?

  • dal valore di trasmittanza si capisce che senza intervenire anche all’interno le dispersioni sono dal triplo al quadruplo: per l’inverno è bene intervenire.
  • le ore di sfasamento indicano che la fibra di legno + argilla è migliore della stiferite in estate
  • il fattore di attenuazione indica parità grazie al fatto che la fibra di legno non ha lambda basso come la stiferite.

Tutto il progetto non è che mi piaccia. Evito sempre in tutti i modi di coibentare dall’interno, tutto si può fare, ma un tavolo con 4 gambe sarà sempre più performante di uno con 3. Isolare esternamente resta il tavolo migliore.

Un’altra cosa che non mi soddisfa è riempire la casa di stiferite forati e intonaco civile. Se devo proprio, preferirei riempire la mia casa di fibra di legno e argilla stando certo che il materiale più antico del mondo, compostabile e riciclabile all’infinito, mi regolerà l’umidità in casa assorbendo e rilasciando, mi assorbirà odori e sostanze tossiche, e diventerà il mio futuro accumulo termico.

Senza sposare la bioedilizia, o l’antipatia verso il pentano, si deve decidere che stratigrafia realizzare.

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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25 pensieri su “Coibentare dall’ interno con Stiferite

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    escludere la ventilazione significa non conoscerla. purtroppo una casa di oggi è veramente chiusa (a parte difetti di costruzione) e sarebbe intelligente prevedere di installare una vmc. ovviamente dipende anche dallo stile di vita e altri particolari. ci ripenserei.

    spendere un patrimonio per il tetto penso che sia quello che nessuno vorrebbe, ma molti si ritrovano a rifare il tetto, perchè inefficiente, poco efficace, sbagliato, mal progettato, mal eseguito.
    fare il tetto una sola volta nella vita mi sembra un gran bel risparmio.

    cosa decidere? intanto bisogna analizzare attentamente il progetto attualmente previsto per la copertura in modo da sviscerare bene materiali e prestazioni ottenibili. definire bene la gestione del vapore attraverso la stratigrafia perchè un tetto in legno non può permettersi i rischi connessi alle condense interstiziali.
    quindi, la verifica delle prestazioni è essenziale.
    è inutile e perditempo farsi proporre tante soluzioni diverse che in definitiva non si possono nemmeno confrontare. meglio decidere una stratigrafia e farsela quotare da 2-3 artigiani affidabili.

    inutile parlare di pareti fin che non è definito il blocco da costruzione! è lui che decide un po’ le sorti.

    ed è inutile stabilire che impianto di riscaldamento e raffrescamento fino a che non è definito l’involucro.
    se l’involucro è spinto (disperde poco) sarà poco gestibile un radiante a pavimento tradizionale che ha un’inerzia enorme: ci vorrebbe un impianto molto dinamico.

    il tema è enorme…. meglio fermarsi un attimo

  2. Alessandro

    Buongiorno.
    Stiamo costruendo una nuova Villa a Cremona.
    Siamo arrivati al momento di scegliere i materiali Isolanti per tetto e pareti.
    Premetto che il tetto sarà di legno e ventilato. Non volevamo spendere un patrimonio, e cercavamo materiali e spessori, per avere con la minima spesa, una casa vivibile. Sia d’estate che d’inverno.
    La casa sarà dotata di riscaldamento a pavimento ed aria condizionata. Ma per il momento abbiamo escluso la ventilazione meccanica forzata per i costi.
    Cosa ci consiglia per tetto e pareti?
    Non vogliamo una casa in Classe A. Ci basta risparmiare sulle bollette, avere una buona vivibilità e non incappare in fastidiose muffe.
    Grazie anticipatamente per la sua risposta.
    Saluti.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    per pura pigrizia, e non sono pigro! anzi!, non mi diletterò ad inserire in stratigrafia 2cm di stiferite e 4 cm di fibra di legno per vedere i risultati di trasmittanza sfasamento attenuazione e capacità areica lato interno.
    ma perchè mai dovrei andare da due fornitori diversi ad acquistare due materiali diversi e fare due bonifici diversi e accoppiare un materiale più salubre con uno un po’ meno salubre e posarli sul lato interno?
    forse per avere una migliore trasmittanza termica e risparmiare 1cm di spazio?

  4. Giovanna

    Buon giorno architetto, leggendo quest’articolo mi pongo una domanda, come la vedrebbe la stessa stratigrafia sostituiendo i 6 cm di stiferite con 2 di stiferite verso la parete esterna e 4 di fibra di legno verso l’interno? Grazie

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    io non potrei mai condannare nessuno a vivere in un ambiente di polistirolo. senz’altro le dispersioni termiche sarebbero più contenute, ma come si vivrebbe d’estate?
    penserei a progettare una stratigrafia con intonaci isolanti naturali e di alta qualità.

  6. amedeo.bertolino

    Salve,
    avendo le mura di casa in tufo (arenaria) che nè pensa se facessi ricoprire dall’interno ( essendo condominio) le mura con 3 cm di polistirolo? avrei dei benefici da un punto di vista termico?
    GRAZIE

  7. Gianludovico

    che differenze ci sono tra calce naturale ed argilla in termini di pro e contro?
    quando preferire una o l’altra?
    Grazie

  8. Federico Sampaoli Autore articolo

    giusto. non si può stare tutto il giorno con le finestre aperte.
    è normale che dopo aver fatto un completo ricambio d’aria e abbassato bene l’umidità relativa interna dopo qualche tempo si rialzi.

    l’umidità risale per stabilizzarsi ad un nuovo livello più basso di prima.

    se in breve tempo raggiunge lo stesso livello ante arieggiamento o si sta producendo nuovo vapore (cucinando, più persone insieme nello stesso ambiente, lavando) o le strutture sono al momento sature (cioè si sono caricate molto di acqua – che devono lentamente smaltire ricedendola).

    ricordate anche che temperature esterne poco rigide (come quelle di quest’inverno) non aiutano a seccare l’aria interna!

  9. amedeo.bertolino

    Salve,
    ho comprato un igrometro digitale uguale a quello da lei suggerito, l’ho messo in camera da letto ed ho notato che l’umidità dell’aria arriva a valori tra 80 e 85% , cosicchè apro le finestre per arieggiare più volte al giorno e infatti l’umidità scende a valori tra il 65 e 70% .
    Il problema è che il valore di umidità dopo circa 10 minuti è intorno all’80% , a cosa è dovuto al materiale delle pareti (tufo-calcestruzzo) ? non posso stare tutto il girno con le finestre aperte!………. 🙂
    Grazie

  10. Federico Sampaoli Autore articolo

    la protezione dal caldo è ben più complicata della coibentazione per contenere le dispersioni invernali.
    se coibento con 1 solo cm di eps, poca cosa, già d’inverno si nota un certo contenimento delle dispersioni termiche.
    se così senza calcoli faccio lo stesso per la protezione dal caldo… non la ottengo.
    la protezione dal caldo la si ottiene con materiali adatti (NON uno vale l’altro) e spessori adatti per ottenere almeno 12 ore di sfasamento.

    ecco perchè si deve calcolare precisamente la stratigrafia esistente e poi aggiungere lo strato di coibentazione fino a raggiungere i valori desiderati.

    altre soluzioni non ci sono.

  11. Vito

    Buon giorno Architetto,
    Abito a Roma in un appartamento al 5° ed ultimo piano,esposto a Nord-Ovest, sopra c’è terrazzo condominiale scoperto. Il mio problema è d’estate quando sul terrazzo sovrastante il sole vi batte per tutto il giorno fino alle 21.oo e di conseguenza il mio soffitto si surriscalda come un forno. Ho comperato questa casa da tre anni tinteggiandola completamente, per cui vorrei trovare una soluzione, la più pratica possibile, senza dover di nuovo ritinteggiare l’appartamento, ma limitarmi solo al soffitto evitando possibilmente controsoffittature. Vorrei il suo parere su eventuali pannelli adesivi di poliuterano o Depron o altro limitando quindi i disagi dei lavori in casa, visto che abbiamo due bambini piccoli e non possiamo trasferirci neanche temporaneamente. Quale potrebbe essere la soluzione più pratica e con maggiori benefici dal punto di vista TERMICO? La ringrazio anticipatamente. V.Merlicco

  12. Federico Sampaoli Autore articolo

    in base a queste necessità io proporrei polistirene espanso grigio contenente riflettori di infrarossi, con tagli superficiali anti-tensioni. Conducibilità termica ?d= 0,031 W/mK, permeabilità al vapore ?=. 45.

    se è previsto lo spessore 10cm chiedete contestualmente offerta B per spessore 18cm.
    se è prevista la facciata nord coibentata, agli angoli con le facciate est e ovest ci saranno forti ponti termici, meglio rigirare per almeno 60cm.

  13. Valter

    In zona climatica E vogliono coibentare con sistema a cappotto la parete NORD della casa.
    Chiedono che faccia da protezione anche dal caldo anche se qua ci saranno 20 giorni all’anno dove è parecchio caldo (Provincia di Udine).
    10 cm. di Stiferite a differenza di 10 di EPS so che fanno la differenza anche a livello estivo.
    …So che lei potrebbe dirmi Fibra di legno…
    Ma per motivi di costi, credo che opteranno per questo tipo di materiali.
    In questa zona cosa consiglierebbe?
    Grazie.

  14. Federico Sampaoli Autore articolo

    più che dubbi sul materiale coibente avrei dubbi sul modo di smaltire l’umidità proveniente dai pesciolini, ci vorrebbe una VMC decentralizzata in garage per mantenere un certo equilibrio

  15. NICOLA

    Salve, prima di tutto complimenti per il sito,ricco di molte imformazioni e chiarimenti.
    Volevo chiedere se possibile un consiglio prima di iniziare un’avventura.
    Possiedo un garage dove vorrei ricavare una stanza per metterci all’interno degli acquari.Lo spazio che devo coibentare dall’interno per poi scaldare ha la dimensione di mt.4x mt3x h mt.2.4 .La minima temperatura registrata in inverno e’ di 5°c. Sopra il soffitto c’e’ un lastrico solare, a fianco (per la lunghezza di 4 mt)confino con degli altri garage dove la temepratura e’ la stessa del mio (il muro e circa 10-12 cm.di spessore).Io mi accontenterei, scaldando con una pompa di calore, dopo aver coibentato di arrivare a 20°c senza dover spendere molto.Per lei ci sono possibilita’ di riuscita o e’ una follia pensare di coibentare e poi scaldare senza spendere ,appunto, una follia?Se la cosa puo’ essere fattibile con cosa mi consiglia di coibentare?
    Io possiedo gia’ della lana di roccia di spessore 4cm.
    Grazie in anticipo per la risposta e ancora complimenti per il sito.

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    fino ad oggi tutta la struttura è stata disperdente e conservava una certa temperatura decrescente a strati verso l’esterno.
    dopo l’intervento le zone coibentate in intercapedine abbasseranno considerevolmente la struttura “lasciata fuori” e abbasseranno anche un po’ la temperatura delle zone rimaste non coibentate.
    ma non è neanche questo il vero problema
    il problema sta nelle uniche zone che rimarranno fredde dove si concentrerà il rischio di bassa temperatura superficiale – eventuale condensa superficiale – eventuale formazione di muffa nel tempo

    il riposo migliore non esige una temperatura inferiore, ma aria rinnovata costantemente.

    un materiale che favorisce la traspirazione e consiglierei è un isolante a base di roccia vulcanica silicatica perlite.

  17. arianna

    grazie mille per la sua attenzione innanzitutto. Comunque,la presenza di ponti termici irrisolvibile,crede possa favorire condensa sebbene la presenza sicura anche attualmente di ponti termici non ne abbia generata anche perchè ho privilegiato un riscaldamento con delta t 30 e per tempi prolungati in modo da raggiungere mai temperature al di sopra dei 20,5°c e per tempi più o meno costanti(chiuso solo a notte fonda dalle 2 alle 7 circa perchè credo che il riposo migliore esiga una temperatura inferiore).
    La mia domanda quindi è questa: se provvedo a insufflare, il ponte termico con differenziale di temperatura che si creerebbe, sicuramente maggiore di quelli attuali,crede possa favorire la muffa da condensa? e quale materiale consiglierebbe che sia quanto meno derivato del petrolio:-)cioè più vicino alla natura e che favorisca la traspirazione?Grazie mille per la sua estrema cortesia. Arianna

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    sarebbe un’ottima soluzione, per tantissime case italiane tra l’altro, ma purtroppo c’è un problema: inevitabilmente esistono alcuni punti dove la struttura con intercapedine si interrompe (vicino ai serramenti, dove si è accumulato del materiale edile durante la fase costruttiva di allora, agli angoli dell’edificio ecc ecc).
    in tutti questi punti, che sono dei ponti termici, l’isolamento in intercapedine non arriva e perciò, a tratti resteranno delle zone molto fredde e irrisolte.

  19. arianna

    salve federico
    vorrei sapere cosa ne pensa della possibilità di 8 coibentare un edificio costruito secondo vecchi criteri( con mattoni da 8 e camera d’aria con uno spessore complessivo di circa 30 cm)con vermiculite o altro materiale da insufflare nell’intercapedine. Io abito in un condominio a nuoro dove l’inverno è rigido e l’esate rovente. L’appartamento è esposto su 4 lati ma prevalentemente a est-sud-ovest. due camere da letto hanno due lati a nord-ovest. La ringrazio anticipatamente per la sua cortese attenzione e competenza. Arianna

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    certamente.
    meglio un intonaco a calce prodotto secondo criteri ecologici a base di calce idraulica naturale NHL 5, minerale silicatico a cellule chiuse e privo di cemento Portland ed altri additivi permeabile al vapore.
    seguite i consigli del produttore per l’adesione alla parete esistente!

  21. mauro

    Se uso intonaco termo-isolante al’interno della stanza più fredda della casa (ha 2 pareti non protette da altre stanze)potrei attenuare il problema?
    Potrei isolare ma la stanza è già piccola…

    Saluti e grazie

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    Per inseguire un peso contenuto nel tetto farei come avete pensato. Lo spessore della canapa dev’essere protetto da un telo igrovariabile sul lato caldo (verso l’interno) ben nastrato e ben giuntato. L’accuratezza della posa può garantire la corretta gestione dell’umidità interna.
    Tornando a parlare di peso: si deve comunque prendere in considerazione il peso del fibrogesso interno ( se è troppo…. allora un cartongesso).

  23. mauro

    L’ing. dice che la struttura del tetto è vecchia e quindi non può sopportare che pochi cm. di fibra di legno.
    C’è qualche altro materiale che possa emulare il legno?
    La fibra di canapa (http://www.casaenergetica.it/info/tecnologia/materiali.html CAPAC.TERMICA=2000) oppure(http://www.eliconasas.com/images/stories/prodotti_servizi/isolamento_termico_acustico/tetto/schede_prodotti/THERMOHANF.pdf Cap.term= 1600) ?
    La stiferite è leggera e messa sul tetto esternamente che ne dice?

    Sa che farei:
    Stiferite all’esterno ventilata e canapa all’interno della soffitta (messa da me per risparmiare).

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