Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Nel precedente articolo “Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional” spiegavo che la scelta del materiale per isolare il tetto è molto importante per ottenere il duplice risultato di “protezione dal caldo” e “protezione dal freddo“.   Se ci propongono un materiale che garantisce di ottenere una data trasmittanza (magari anche inferiore ai nuovi valori limite per legge) non è detto che sia l’isolante più adatto alla zona in cui viviamo, dove per esempio d’estate fa un gran caldo e l’ultimo piano abitabile si trasforma in un forno.   In breve, avevamo capito che una coibentazione “leggera” funziona peggio di una “pesante” perchè la capacità massica, kg/metro cubo, di un materiale isolante sul tetto è importantissima.

errori-di-coibentazione

Ora voglio approfondire un altro aspetto che spesso non viene preso in debita considerazione e porta a grossi errori di progettazione.

Isolare il tetto da dentro o isolare il tetto da fuori?

(ricordo che è corretto dire “coibentare” e non “isolare”, ma mi esprimo così, altrimenti nessun motore di ricerca mi trova più….)

La scelta di coibentare il tetto dall’interno o dall’esterno è spesso lasciata al committente che magari non vuole mettere le mani sulla copertura che non presenta danni evidenti o che dispone di abbondante altezza all’interno e preferisce sfruttarla così.

Andiamo a scoprire perchè questa scelta gioca un ruolo importante quando il tetto dell’edificio si trova in un edificio in zona calda d’estate:

isolare-contro-il-freddo
D’ inverno ogni casa utilizza involontariamente, alcune di più, altre di meno, gli apporti gratuiti di energia, come il sole che entra dalle finestre, la lampadina lasciata accesa, le persone stesse che vi abitano, il forno acceso, la lavastoviglie, tutti gli elettrodomestici, le candele accese ecc. riducendo la richiesta di riscaldamento. La casa stessa, o meglio, il materiale con cui è costruita, diventa un accumulatore di energia: utile d’inverno come volano termico e quindi come regolatore di comfort (cioè temperature interne sempre molto costanti).

   Ora che iniziamo a percepire l’importanza dell’inerzia termica della casa nel periodo del riscaldamento, pensiamo all’estate! cioè al periodo di climatizzazione. Pensiamo alle vecchie case con muri molto spessi sempre fresche d’estate!

isolare-contro-il-caldo
Il pavimento, il soffitto, le pareti divisorie e i muri esterni hanno grandi capacità di accumulo di energia ed è lì che possiamo scaricare tanta energia che portiamo e produciamo in casa d’estate (e non vorremmo avere!). Il cemento, i mattoni, le pietre, sono materiali ad alta capacità termica, accumulano molta energia.

In estate il fattore di inerzia diventa veramente importantissimo!

Se non scarico l’energia che produco dentro casa, perchè poniamo ho una struttura

  • debole di massa
  • o troppo sottile
  • o magari coibentata dall’interno…

ecco che l’energia di troppo inizia a far salire la temperatura interna!

Ecco perchè ogni tanto si sente dire che le case per vacanza (per il week-end) vanno bene anche se isolate dall’interno: la temperataura sale in un attimo! Il nostro appartamento in montagna sarà già confortevole il venerdì sera stesso.

Poniamo di avere un vecchio tetto con struttura lignea e tavelle in cotto riprese esternamente con malta, spessore ipotetico 3+4-5 cm, e decidiamo di coibentarlo dall’interno:

Risultato? tutto questo spessore “grigio” verrà posto all’esterno e non svolgerà più nessuna funzione di inerzia termica. Tutto il tetto perde la sua capacità di accumulo di energia: proprio quella capacità che d’estate poteva essere molto utile per mantenere la temperatura interna più bassa!

E quando la temperatura interna d’estate è insopportabile significa che abbiamo progettato non tanto bene e l’unica soluzione sarà ricorrere ad altri impianti: questa volta per il raffrescamento.

Come sempre ripeto: pensiamo molto all’involucro e poco agli impianti!

Gli impianti di raffrescamento e di riscaldamento sono le stampelle di un involucro che zoppica!

isolare-il-tetto-da-dentro

Prgettiamo bene! scegliamo bene i materiali! E spieghiamo alla committenza il perchè delle buone scelte!

Se abbiamo cominciato a capire qualcosa della trasmittanza dell’involucro edilizio è venuto il momento di fare attenzione anche a questi altri aspetti, altrimenti: no comfort e no risparmio energetico in estate!

Non diamo solo importanza alla trasmittanza scegliendo il modo di coibentare la casa per arrivare esclusivamente ad un certo valore U! Il nostro edificio funzionerebbe bene d’estate a patto che non vi siano carichi interni (quindi solo se la casa è disabitata) e non vi sia radiazione solare (mai vista un’estate senza sole!).

Ricordo, che per qualche grado di temperatura, un ambiente resta confortevole oppure diventa insopportabile! Progettando con attenzione è possibile mantenere sopportabile la temperatura interna estiva e dunque non aver bisogno di ulteriori impianti per la climatizzazione estiva.

Dalle buone regole di un tempo poco lontano siamo passati alla assuefazione alla scelta del climatizzatore… Vi pare buona progettazione questa?

Una buona progettazione parte dalla conoscenza dei fattori che influiscono positivamente sul comportamento dell’edificio nella fase estiva e la massa termica che avvolge e contiene lo spazio interno, dove viviamo, dove vorremmo stare freschi, dove vorremmo dormire senza sudare, influisce molto sulla riduzione dei picchi dei carichi dovuti all’energia che noi stessi produciamo all’interno e della radiazione del sole. Questa è la capacità areica.

Volete approfondire?

 

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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215 pensieri su “Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    una copertura in laterocemento con 5cm di lana di roccia + 4cm di fibra di legno porterà ad un piccolo miglioramento.
    sicuramente il termotecnico le avrà prospettato i valori estivi ed invernali con l’aggiunta del nuovo isolamento.

    il fatto è che affrontare il rifacimento del tetto per aggiungere pochi cm di isolamento mi sembra economicamente svantaggioso.
    si dovrà anche prevedere un manto traspirante e impermeabile + uno strato di ventilazione prima di posare nuovamente le tegole.

  2. giovanni

    buona sera. le espongo il mio problema e la soluzione che mi è stata proposta.
    posseggo una mansarda al grezzo da finire che si trova in zona C, al momento la stratigrafia dei muri è, partendo dall’interno laterizio da 6 cm + lana di roccia da 4 cm + blocchetti in pomice forati da 30cm . il tetto non è ventilato ed è in pignatte da 20 cm e travetti con sopra 5 cm di cemento armato + 5 cm di isolamento in lana di roccia + carta catramata e naturalmente le tegole.
    per sistemare i ponti termici e migliorare l’isolamento il termo tecnico mi ha consigliato un cappotto da 6 cm in eps con grafite che vada a poggiare sulla lana di roccia del tetto, per migliorare l’isolamento di quest’ultimo consiglia di applicare un pannello in lana di legno da 4 cm (uno spessore maggiore non è possibile) che vada ad intercettare il tamponamento delle pareti perimetrali. purtroppo alcuni ponti termici sono impossibili da eliminare. ora le mie domande sono queste: la soluzione è buona? ha senso isolare solo di 4 cm il tetto e perdere la massa a disposizione?

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    vista l’ubicazione, urge sopralluogo nell’isola dentro l’isola… 🙂

    pietra di Brando, castagno, l’isola dei profumi… e 10cm di poliuretano?

    il problema principale dell’intervento, ancora prima della scelta del materiale e dei ragionamenti sulle condense interstiziali è l’assenza di garanzie sull’impermeabilizzazione.
    il tetto tradizionale funziona da centinaia di anni, ma non garantisce al 100% l’impermeabilità all’acqua: se qualcosa passava, nelle centinaia d’anni passate, poi s’asciugava e tutto scorreva nella normalità.
    oggi che penso ad un isolamento all’intradosso mi devo ben preoccupare per non mettere a rischio il pacchetto tetto che vorrei fare e la struttura lignea.

    c’è anche da dire che bisognerebbe conoscere se l’abitazione verrà vissuta solo d’estate oppure anche in periodo di riscaldamento: l’inverno complica le cose, almeno sull’argomento della migrazione del vapore.

    sono tutto orecchi

  4. paolo pieve

    Buon giorno.
    Sono alle prese con la coibentazione il sottotetto della della mia vecchia abitazione in Capo Corso, da destinare a camera da letto + wc.
    L’attuale struttura del tetto (molto rustica) è la seguente:
    – copertura: pietra di Brando, loghe in pietra grigia dello spessore di circa 2/ 3 cm ;
    – postate su tavole di castagno grezze;
    – posate su travotti di castagno grezzi;
    – poggianti su travi di castagno grezze, alle quali ho aggiunto un corrispondente numero di putrelle in ferro a doppia T per rinforzo/ sicurezza.

    Dopo aver ripulito e consolidato tutto il sistema, mi predispongo a chiudere le luci tra una tavola e l’altra con liste di legno (luci da pochi millimetri ad 2 cm). Fatto questo, posizionerò tra le putrelle a doppia T pannelli di polyiuretano da 10 cm (60x 120cm).

    La domanda principale, visti i pareri discordanti degli “esperti” locali:
    -l’intero sottotetto deve essere sigillato, sigillando tutte le luci/ fessure derivate dalla posa dei pannelli? Non si creeranno problemi di umidità/ condensa INTERNI? I nuovo locali avranno 2 e 1 finestra.

    Resterà un abbondante areazione tra copertura (pietre) è tavole di appoggio.
    Grazie.

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    idea corretta.
    certo che lo sfasamento ottenibile non è stato calcolato.
    per garantirsi protezione dal caldo e non rifare il lavoro un’altra volta meglio verificare!

  6. Federico Sampaoli Autore articolo

    la copertura non deve garantire la tenuta all’aria, lei resta com’è.
    il soffitto che diventa caldo e le pareti che restano fredde sono un buon argomento, ma le condense succederanno solo se l’umidità è troppo elevata

  7. Luigi

    Ringrazio Luca 83 e rilancio la questione. Il mio problema è l’isolamento su una soletta di una soffitta non riscaldata. La soletta – sono riuscito a ricostruire la stratigrafia – è costituita da uno strato di 1-2 cm circa di intonaco tradizionale + circa 18 cm di soletta in calcestruzzo alleggerito (con Leca, non è noto in che proporzioni). Verso l’alto c’è la soffitta, non abitata e non riscaldata, al grezzo. Il tetto è a due falde, travi in cemento con tavelloni e tegole, senza alcun isolamento termico. Il tutto in zona climatica E (provincia di Bologna).
    Avevo fatto alcuni conti approssimati e con il polistirene – però da 8 cm e non 4 cm! – si ottenevano buonissimi risultati in termini di transmittanza.
    Però poi ci sono i problemi segnalati, inoltre comunque devo dare un minimo di calpestabilità allo strato, anche se in soffitta ci si va occasionalmente.
    Così avrei pensato a fare sempre uno strato di 4 cm di polistirene in appoggio alla soletta grezza, mettendoci sopra però dei pannelli di 4 cm in fibra di legno. La transmittanza totale è uguale (conducibilità termica dei pannelli in fibra di legno sostanzialmente uguale a quella del polistirene).
    Il vantaggio è che i pannelli in fibra di legno hanno “massa” e quindi dovrebbero aiutare per il discorso estivo, quindi dare inerzia termica. Inoltre dovrebbero essere calpestabili (penso!) quindi risolvo il problema di camminarci occasionalmente sopra.
    Il costo è sostanzialmente equivalente a uno strato di polistirene da 8 cm + uno strato di laminato scadente (cioè non di particolare pregio) per poterci camminare sopra (costi presso i fornitori di cui posso avvalermi).
    Che ne pensate?
    Inutile la fibra di legno in combinazione con il polistirene?

  8. Lucio_Mo

    Grazie della precisazione. Avevo inteso che la tenuta all’aria dovesse essere garantita nel sottotetto, cosa quasi impossibile con la mia copertura tipo Varese e i finestrini.
    Il volume sottostante riscaldato non presenta punti di passaggio se non i punti luce dei lampadari dei soffitti. Sigillerò bene laddove i corrugati attraversano il solaio. Consiglio su che materiale utilizzare dovendo operare su fori in una soletta di cemento?

    In altri suoi post ho letto che talvolta alcuni interventi, migliorativi sulla carta, rischiano di essere peggiorativi una volta realizzati, specie se si parla di ponti termici.
    Attualmente l’appartamento, che non ha alcuna coibentazione né esterna né interna, non presenta problemi di muffa. D’inverno seguo i suoi consigli, con l’ausilio dei termoigrometri areo spesso per pochi minuti e riscaldo in modo costante per non far raffreddare i muri. Andando a isolare solamente il solaio rischio di accentuare il ponte termico con le pareti perimetrali, con rischio di maggiore condensa negli angoli tra pareti e soffitto dell’appartamento? Se sì ci sono accorgimenti per ridurre questo pericolo? Nel frattempo mi sono portato avanti col lavoro e ho acquistato il termometro laser!

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    isolare termicamente un solaio è sempre conveniente, ma il termotecnico dovrebbe farle notare che lo sfasamento è insufficiente (per lei e anche per la normativa):

    chieda la verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 che a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva vuole sfasamento > 12 ore.

    la tenuta all’aria potrebbe essere garantita dall’intonaco interno del volume sottostante riscaldato. se il termotecnico si è guardato lo stato di fatto e ritiene di posare un manto ben venga (nastrato e sigillato a dovere).

    i passaggi impiantistici li sigilli lei personalmente! così saprà subito con chi prendersela

  10. Lucio_Mo

    Aggiornamento sulla progettazione dell’isolamento estradosso solaio.

    In base ai calcoli del termotecnico mi sto orientando su queste due scelte
    sughero sfuso 12 cm: trasmittanza 0,29 W/m2K sfasamento 11,8 h
    cellulosa sfusa 12 cm: trasmittanza 0,26 W/m2K sfasamento 9,6 h

    Prestazioni assai simili in inverno, sughero migliore in estate, ma il triplo più caro della cellulosa.

    Al solaio si accede tramite una porta e un vano scala. I finestrini di aerazione sono semplici aperture nella muratura con una griglia di protezione. D’inverno li sigillo con un pannello di xps, d’estate li lascio liberi per areare. Inoltre ci sono i ponti termici delle pareti, gli interstizi tra i tavelloni del tetto…
    Non credo proprio quindi che si possa parlare di tenuta all’aria.
    Lei mi ha detto che basta il solaio a fare da freno al vapore, il termotecnico invece prevede un telo igrovariabile. Che fare? Vorrei scongiurare il pericolo di condense e deterioramento dell’isolante.
    I rischi che vedo io riguardano poi la posa, avendo tutti gli impianti che passano a vista sulla soletta: il telo dovrebbe necessariamente passarci sotto o si potrebbe stenderlo sopra i tubi? Ho paura che i posatori non riescano a sigillare perfettamente il telo andando di fatto a comprometterne la resa.

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    budget basso e aspettative alte?
    per coibentare l’estradosso solaio del sottotetto potete usare fiocchi di cellulosa con posa a mano libera eseguibile con il fai da te.
    beneficio invernale ed estivo garantito.
    se si vuole decidere consapevolmente lo spessore è indispensabile calcolare la stratigrafia del sottotetto.
    altrimenti non resta che fare a caso!

  12. Stefano

    Buongiorno,
    complimenti per il sito.
    Se possibile, vorrei chiederle un parere. Il mio problema è che vorrei coibentare il solaio di casa mia (abito nel ferrarese); il solaio è formato da pignatte con sopra una gettata grossolana e sotto intonaco (spessore di circa 14cm), il tetto è formato sempre da pignatte e da una copertura di onduline in materiale cementizio, non è presente nessuna presa d’aria nel solaio.
    Pensavo di coibentarlo con barriera vapore e poi con 4 cm di pannelli di fibra di legno e sopra 6 cm di eps 100. Naturalmente il solaio non viene utilizzato e non mi serve che sia calpestabile, lo scopo principale della coibentazione è un eventuale risparmio invernale. Purtroppo il mio budget è basso e temo di buttare via soldi e di non ottenere nessun risultato.
    Grazie millle per la sua attenzione.

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    per confrontare le 5 proposte di coibentazione estradosso solaio sottotetto e decidere con competenza è assolutamente necessario inserire gli strati completi dell’elemento solaio in stratigrafia.
    questo anche per confrontare prestazioni ed investimento.

  14. Lucio_Mo

    Grazie della risposta. Nel mio caso purtroppo il vincolo della poca altezza utile mi obbliga a ragionare al contrario: con soli 15 cm a disposizione, avere benefici tangibili anche per l’isolamento estivo è utopia? Ho letto il contributo di Luca83, che con 30 cm di fiocchi di cellulosa posati su un solaio simile al mio ha ottenuto uno sfasamento di 14,5 ore. Io con metà del materiale a disposizione sarei ben al di sotto delle 8/12 ore considerate necessarie per riscontrare benefici apprezzabili.
    Il gioco vale comunque la candela, visto che parto da una situazione di nessun isolamento, o è meglio concentrarsi sull’isolamento invernale? Date queste premesse, quale soluzione è la migliore dal punto di vista delle prestazioni?
    isolante per intercapedine spessore 15 cm:
    fibra di legno sfusa, cond. term. ?=0,045 W/mK, dens. 65 kg/m3, cap. term. 2.100 J/kgK
    fiocchi di cellulosa, cond. term. ?=0,045 W/mK, dens. 65 kg/m3, cap. term. 1.800 J/kgK
    sughero in granuli, cond. term. ?=0,050 W/mK, dens. 65-120 kg/m3, cap. term. 1.600 J/kgK
    perlite espansa, cond. term. ?=0,045 W/mK, dens. 85-120 kg/m3, cap. term. 1.000 J/kgK
    argilla espansa, cond. term. ?=0,090 W/mK, dens. 400 kg/m3, cap. term. 1.000 J/kgK
    piano di copertura:
    osb o fibrogesso? Uno o due strati incrociati?
    Grazie ancora per i preziosi suggerimenti!

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    listelli in legno su cui realizzare un piano in osb, riempiendo le intercapedini insufflando fiocchi di cellulosa è corretto. ad un costo materiale doppio si può insufflare materiale minerale sfuso.

    il ruolo di freno al vapore è svolto già dal solaio e dall’intonaco dell’ambiente sottostante.
    eventuali fori o passaggi di impianti vanno sigillati con nastrature a garanzia della tenuta all’aria.

    in ogni caso, dopo aver deciso il materiale coibente, lo spessore va calcolato per verificare se sia sufficiente protezione dal surriscaldamento estivo.

    il problema delle finestrine si risolve creando delle spondine a forma di U davanti ad ogni finestrina. possibilmente posando un pannello in xps di 2-3cm al posto del pacchetto insufflaggio

  16. Lucio_Mo

    Salve a tutti e grazie Dott. Federico per le preziose informazioni del suo blog, attraverso il quale ho potuto farmi un minimo di cultura di base riguardo le tematiche del risparmio energetico. Il mio caso è simile a quello del Sig. Luigi. Casolare del ‘600 nella campagna modenese, zona E, muri in doppia testa di mattoni pieni e malta in terra, nessun cappotto. Il tetto, rifatto negli anni ’50, è del tipo Varese rasato, con travi in cemento armato, una sola fila di tavelloni su cui sono posate direttamente le tegole, senza guaina impermeabilizzante. Non ho il budget per isolare il tetto dall’esterno, ma vorrei intervenire almeno sul solaio di 140 mq: è un 16+4 in laterocemento lasciato grezzo, con tutti gli impianti e le catene di rinforzo poggiati a vista sulla soletta. Vorrei realizzare una pavimentazione per sfruttare il sottotetto come deposito o lavanderia, e con l’occasione migliorare per quanto possibile l’isolamento sia invernale che estivo del mio appartamento sottostante. Ho un problema di altezza: i finestrini di aerazione sono già adesso a filo della soletta e la parte più bassa del sottotetto è di solo 60 cm. Per inglobare gli impianti senza rubare troppo spazio ho a disposizione circa 15 cm.
    Leggendo gli altri interventi ho valutato queste ipotesi:
    1 Massetto alleggerito: NO per non appesantire ulteriormente la struttura, visto anche che la mia è zona sismica, ed evitare pericoli di infiltrazioni di acqua o umidità nell’appartamento sottostante.
    2 Contropavimento con trama in listelli in legno su cui realizzare un piano in tavole di fibrogesso o osb, riempiendo le intercapedini a mano o per insufflaggio con fibra di legno o cellulosa sfusa.
    3 Sottofondo a secco in granuli di perlite o argilla espansa su cui poggiare un pavimento flottante in lastre di fibrogesso o osb.
    Ho contattato una ditta esperta in bioedilizia, la quale mi ha sconsigliato l’opzione fibra di legno/cellulosa per via del rischio infiammabilità, annidamento insetti/roditori e clima umido della mia zona, consigliandomi invece l’opzione sottofondo a secco in granuli. Il mio dubbio riguarda non tanto l’isolamento invernale bensì quello estivo: se non ho capito male l’opzione fibra di legno/fiocchi di cellulosa mi garantirebbe un miglior sfasamento rispetto a quello perlite/argilla espansa, fatto salvo il limite dei 15 cm utili per l’intervento. Magari potrei valutare una variante con sottofondo a secco in granuli di sughero, anche se temo che dal punto di vista del budget incidano molto di più dei fiocchi di cellulosa.
    Lei quale soluzione mi consiglierebbe? Nel caso è necessario considerare un freno al vapore?

  17. Federico Sampaoli Autore articolo

    ottimo intervento. e si possono anche posare i fiocchi a mano libera ottenendo naturalmente una densità dello strato inferiore. fai da te e risparmi per tre!

  18. Luca83

    Per il Sig. Luigi:

    Buonasera, volevo aggiungere alcuni dati al mio messaggio inserito prima del suo commento.
    La mia abitazione é identica al suo caso. Insufflando 30 cm di fiocchi di cellulosa sul solaio esistente da 25 cm in laterocemento ho ottenuto (calcoli da me eseguiti in quanto tecnico):

    Periodo invernale: trasmittanza termica 0,12 W/m2K, valore da edificio Passivhaus.
    Periodo estivo: Sfasamento termico: 14,5 ore(calcolo eseguito tralasciando lo spessore della copertura che migliora ovviamente il valore).
    Ho realizzato anche dei camminamenti in legno,sostenuti da pannelli verticali in xps per il ponte termico, nel caso dovessi accedere al sottotetto(cavi antenna).
    Il costo totale compreso Iva per 60 m2 lordi circa é stato 1950 euro circa(detraibile al 65%). In una mezza giornata gli operai hanno completato il lavoro senza sporcare nulla.
    Mettere 4 cm di polistirene e un freno al vapore(non serve perché il solaio é già freno al vapore) é completamente inutile. Migliora qualcosa in inverno ma in estate é nullo.
    Anche il discorso della ventilazione non dona nessun apprezzabile beneficio.
    Non sprechi soldi in un lavoro inutile mi raccomando.
    Buon lavoro.

  19. Luigi

    Ha senso per la parte invernale, l’aspetto è duplice. Infatti, mi pareva di aver capito che anche il suo consiglio fosse “coibentare la soletta (il pavimento) del sottotetto”. Per rinfrescare durante l’estate appunto gli interventi sarebbero più complessi e al momento fuori budget. Del resto anche l’abitazione è quella che è, nata così e necessiterebbe di interventi e non solo nel solaio, per ottimizzare gli aspetti energetici.

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    per il surriscaldamento estivo c’è tanto da fare:
    decidere il materiale sfuso adatto all’intervento
    chiudere eventuali passaggi di aria dall’ambiente sottostante riscaldato
    verificare lo spessore del solaio
    inserire gli strati nella stratigrafia
    calcolare la prestazione invernale (utile ma anche inutile perchè qualsiasi materiale fa migliorare lo stato di fatto)
    calcolare la prestazione estiva per decidere lo spessore del coibente necessario alla protezione estiva.

    che senso ha comperare un freno al vapore e posare 4cm di polistirene e poi vedere cosa succede?
    i soldi non crescono sugli alberi, usiamoli bene.

  21. Luigi

    OK grazie. Ho sentito anche altri pareri ed effettivamente per un caso come il mio (soffitta al grezzo con tetto di travi in cemento + tavelloni + tegole, senza alcuna coibentazione) l’intervento consigliato è di agire sulla soletta e le pareti perimetrali della soffitta e lasciare stare le falde del tetto, potendo operare solo dall’interno. Per il surriscaldamento estivo c’è poco da fare, qualche aiuto può darlo la coibentazione della soletta ma per avere grossi vantaggi si dovrebbe ventilare la soffitta in modo intelligente e/o rivedere tutta la struttura delle falde col cappotto termico, lavori attualmente fuori budget. Pertanto provo a stendere uno strato di pannelli in polistirene da 40 mm sulla soletta (anzi interpongo dei teli per freno vapore, non si sa mai la condensa), poi vedrò se raddoppiare lo strato.

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    polistirene e surriscaldamento estivo vanno molto in accordo.
    l’imperfezione della soletta sottotetto non è mai un problema per i materiali sfusi e anzi, sono molto adatti al fai da te.

  23. Luigi

    Grazie per il consiglio. Il problema della soletta è che purtroppo è molto grezza, ci sono scatole di derivazione dell’impianto elettrico (lampadari delle stanze sottostanti) e preferirei lasciarla libera. Viceversa mi verrebbe naturale fare un controsoffitto ai due spioventi del tetto. Certo la struttura non è semplice, innazitutto non voglio forare nè tavelle nè tantomeno i travi. Pensavo di mettere dei ganci da travi in cemento in vari punti e crearmi una struttura con aste per supportare i pannelli. Così facendo mi svincolo dalla geometria dei travi in cemento e lascio uno spazio per l’aria tra le tavelle e i pannelli. Una volta creata la struttura è semplice montare sopra i pannelli, senza neppure tagliarli a misura (cosa che dovrei fare se li incollassi alle tavelle tra un trave e l’altro. Il POLISTIRENE l’ho pensato perchè molto leggero e soprattutto facilissimo da montare. Purtroppo però è infiammabile e non lo si dovrebbe usare per queste applicazioni. D’altra parte la lana di roccia a pannelli ha costi tutto sommato allineati al polistierene a parità di spessore, tuttavia mi risulta complicata da gestire per le polveri e le irritazioni varie…. E poi si dovrebbe coprirla per non lasciarla in vista. Qunidi sono in una serie di dubbi…. Lei che materiale di facile reperibilità consiglierebbe? Grazie.

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’intervento più intelligente e facile ed economico è coibentare la soletta (il pavimento) del sottotetto!
    con materiali più efficaci del polistirene si può ottenere anche una ottima protezione dal surriscaldamento estivo.

  25. Luigi

    Buongiorno, ho una casa indipendente costruita alla fine degli anni ’70, composta da due appartamenti uno al piano terra e l’altro al primo piano, esattamente l’uno sopra all’altro. Il tetto, sopra l’appartamento del primo piano, sta sopra un sottotetto che non è coibentato, costituito da travi in cemento + tavelloni sopra i quali ci sono uno strato di cemento (o malta cementizia nn so) + tegole. Vorrei coibentare questo sottotetto con pannelli in polistirene spessore 40mm posti internamente al sottotetto e disposti parallelamente alle due falde del tetto (dall’interno). Lascerei uno spazio adeguato tra le tavelle e i pannelli di polistirene in modo che possa girare aria e non si formi condensa. Tenuto conto che la casa si trova in provincia di Bologna (zona climatica E), è un intervento che ha un senso (per tipologia, spessori, materiali) oppure no? Se aiuta a coibentare, una cosa del genere favorisce il trattenimento del caldo nel periodo invernale oppure il rinfrescamento dell’abitazione al secondo piano nel periodo estivo?
    Grazie!

  26. Federico Sampaoli Autore articolo

    Sì, la maggior parte delle persone conosce poco i materiali e le aziende sono tirchie d’informazioni.
    La soluzione è ottima se si può sfruttare il sottotetto.
    Non si deve dimenticare di migliorare il ponte termico perimetrale dall’interno.

  27. luca83

    Aggiungo, a quanto detto da Giorgio, anche la mia esperienza in merito. Lo scorso anno ho coibentato il mio sottotetto con 30 cm di fiocchi di cellulosa.
    Inverno con camere caldissime ed estate fresca senza necessità di aria condizionata.Io sono in zona E ad Arcore.
    E ora ai miei clienti consiglio sempre questo materiale per questa tipologia di interventi.
    Purtroppo la maggior parte delle persone conosce solo il polistirene……
    Ciao

  28. Giorgio

    Io mi sono fatto rifare il tetto da una ditta che utilizza principalmente isolanti termici naturali in fibra di cellulosa e mi sono trovato da dio!
    Da quanto mi hanno certificato la fibra di cellulosa oltre che essere ecologica e compensare l’umidità e assorbire i suoni è anche resistente al fuoco all’acqua e agli insetti.
    Io vi consiglio di valutarla come alternativa!
    Fatemi sapere!
    Ciao Giorgio

  29. Giorgio

    Io credo che il miglior materiale in commercio ora è la cellulosa.
    Io mi sono fatto rifare il tetto da una ditta che si chiama Isolare (www.isolare.it), che utilizza principalmente isolanti termici naturali in fibra di cellulosa e mi sono trovato da dio!
    Da quanto mi hanno certificato la fibra di cellulosa oltre che essere ecologica e compensare l’umidità e assorbire i suoni è anche resistente al fuoco all’acqua e agli insetti.
    Io vi consiglio di valutarla come alternativa.
    Fatemi sapere che ne pensate!
    Ciao Giorgio

  30. Federico Sampaoli Autore articolo

    incollare un nuovo pannello isolante sulla rasatura di un precedente pannello è una cosa da valutare sul posto.

    coibentare di più significa anche che le strutture al di là dell’isolamento diventeranno ancora più fredde e gli eventuali ponti termici non curati saranno ancora più forti.

  31. Andrea

    Considerato quanto suggerisce, in alternativa alla pittura cosiddetta termoisolante, potrei optare per la posa di pannelli in silicato di calcio soltanto nelle zone più basse del tetto, tipo nelle nicchie aperte con altezza non superiore ad 1 mt che non sono calpestabili (e forse nelle porzioni di tetto sopra gli armadi dove ci sia più spazio tra rivestimento superiore dell’armadio stesso e soffitto); non credo che posare tale pannelli sopra quelli esistenti di sughero possa avere effetti collaterali, o no?
    E come finitura pensavo ad una pittura a base di calce su tutto il soffitto. Potrebbe apportare qualche miglioramento alla tempertatura superficiale del sottotetto e alla riduzione di condensa e quindi muffa? (arieggiando in modo migliore e continuando a tenere accesa la vmc h24 d’inverno). Grazie

  32. Federico Sampaoli Autore articolo

    senza affrontare un lavoro radicale di coibentazione interna, forse non fattibile senza perdere i mobili su misura, io consiglierei di migliorare le abitudini per quel che riguarda l’arieggiare l’ambiente.
    sicuramente eviterei quei tipi di pitture che anche se qualcosa possono fare, portano in ambiente indoor nuove sostanze e probabilmente VOC.
    meglio preferire pitture naturali con pH elevato >11-12.
    gli armadi probabilmente confinano con superfici fredde senza mantenere corretta distanza.

  33. Andrea

    Ho un sottotetto/mansarda (tetto a falde in cemento) abitabile, che per circa 12 anni dalla costruzione della casa (zona clim. E, 2400 gr/giorno), non era mai stato abitato e pertanto mai riscaldato. Due anni fa volendo utilizzarlo come zona notte e non potendo intervenire dall’esterno l’ ho fatto coibentare dall’interno (su suggerimento di un professionista) posando pannelli di sughero compresso di 3 cm sulle pareti e di 1 solo cm (per non perdere troppa altezza) sul soffitto. Dopo il primo anno di utilizzo (con riscaldamenti accesi ovviamente nella stagione invernale) ho riscontrato tracce di muffa nella zona di ancoraggio delle finestre e nel bordino di muro tra le finestre e il soffitto (ponti termici!). Ho poi montato una piccola vmc decentralizzata (due spot nelle uniche due stanze in cui era tecnicamente installabile). Nonostante ciò mi si è formata annerimento e muffa anche sul soffitto nelle parti di falda del tetto più basse, e sempre sul soffitto interno agli armadi che avevo fatto fare su misura, probabilmente perchè sono le zone meno areate e meno raggiunte dal calore dei termosifoni. Vorrei intervenire sul soffitto, dopo aver pulito le parti interessate dalla muffa, passando un paio di mani di un prodotto termoisolante (tipo guaina in forma di pittura o rasante termoriflettente) e poi una mano di pittura termoisolante. Potrebbe migliorare la situazione?? Grazie dei consigli e delle indicazioni preziose che riesce sempre a fornire.

  34. Federico Sampaoli Autore articolo

    le vecchie tavelle sono un bel peso per la copertura in legno quindi non discuto se il tecnico ha fatto una valutazione sismica.

    se però non ci fossero motivi a me dispiacerebbe eliminare tutte le tavelle e affrontare questa grossa spesa per ritrovarmi con un tetto in osb (Oriented Strand Board).

    Le lastre in osb non sono impermeabili al vapore, intendo dire che hanno un valore di sd variabile tra 0,9 e 1,5 m. Non è una “barriera al vapore” ma è un freno al vapore.

    A differenza di una guaina bituminosa, le lastre lamellari multistrato creano con le onde una ventilazione sotto i coppi: l’aria calda sale dalla gronda ed esce dal colmo riducendo un pochino la trasmissione di calore all’interno del sottotetto ed eliminando umidità tra coppo e impermeabilizzazione.
    In alternativa si deve posare una membrana impermeabile ad alta traspirazione stabile all’esposizione ai raggi UV per il tempo necessario alla posa
    della copertura definitiva con elevata resistenza meccanica (433 N/5 cm) ed estremamente resistente alla pioggia battente per poter camminare sul tetto senza il rischio di creare rotture o lacerazioni applicando coppi o tegole con malta o schiuma.

    Termicamente parlando io non conosco come è fatto l’ultimo solaio (pavimento sottotetto): è proprio lui che si deve inserire in una stratigrafia per valutare l’effetto positivo dei 15cm di fiocchi di cellulosa. Consiglio di leggere con attenzione i valori che si ottengono specialmente per comprendere se offrono sufficiente sfasamento estivo. Sarebbe un peccato aver risparmiato qualche ulteriore cm di spessore e non avere una buona protezione dal caldo.

  35. paola

    Salve,
    gradirei avere la sua opinione in merito alle lastre bitumate lamellari per impermeabilizzazione di tetto in travi di legno, tavelle e marsigliesi danneggiato, con sottotetto non praticabile con aperture per ingresso aria, zona sismica e zona climatica E. Il tecnico ci ha consigliato di sostituire le tavelle con lastre in obs da 3 cm per una maggiore risposta sismica e di mettere guaina bituminosa e poi nuova copertura in marsigliesi. Mi domandavo se le lastre bitumate lamellari potrebbero garantire una migliore ventilazione rispetto alla guaina bituminosa, garantendo una maggiore vita alla copertura, e un maggiore sfasamento termico nella stagione calda, avendo sostituito le tavelle che garantivano traspirazione e inerzia termica con l’obs che è anche impermeabile al vapore. Per completezza dico anche che vorremmo mettere 15 cm di cellulosa da insufflaggio sul sottotetto non praticabile come isolamento. Gradirei tanto una sua opinione in merito al recupero del tetto che garantisca anche la migliore risposta nel tempo. grazie anticipatamente
    Paola

  36. Federico Sampaoli Autore articolo

    la sua non è una copertura ventilata nel senso che il vapore che passa la stratigrafia se ne va attraverso lo strato di ventilazione.
    il nuovo pacchetto di coibentazione sarà traspirante solo verso l’interno (asciugherà d’estate).

  37. sergio

    grazie per la risposta, il mio dubbio era, isolare il tetto dall’interno avendo già un isolamento esterno di polistirene spessore 8 cm con lana di roccia o fibra di legno da mettere tra le travi in legno, mettendo un freno al vapore igrovariabile la ventilazione della fibra o lana avendo sopra il polistirene viene compromessa o non ci sono problemi
    grazie ancora

  38. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente io vi proporrei materiali naturali per un isolamento sul lato interno della copertura.
    a proposito della migrazione del vapore, va progettato un freno al vapore igrovariabile sul lato caldo: questo ha lo scopo di frenare il vapore d’inverno e di permettere l’asciugatura dell’eventuale umidità migrata nel pacchetto durante la stagione invernale.
    la sigillatura del telo è importantissima.
    con 10-15cm disponibili avrete grandi soddisfazioni.

  39. sergio

    sto pensando di isolare il tetto dall’interno per recuperare la mansarda da utilizzare come gioco bimbi, attualmente ho tetto in legno con sopra pannelli stirodach (polistirene con sopra strato di alluminio) spessore cm 8, pensavo di rivestire le travi in legno con lastre di cartongesso e infilare tra i pannelli di polistirene e il cartongesso della lana di roccia o vetro. Possono andar bene i due materiali abbinati, consideriamo che lo spessore della lana di vetro potrebbe essere di 10/15 cm, volevo utilizzare rotoli con carta Kraft come barriera vapore, è sufficiente secondo voi. La casa si trova in zona E al confine con Zona F quindi il problema maggiore è il freddo anche se per due mesi estivi una protezione dal caldo non è male.
    considerate che un domani vorrei fare un cappotto esterno che materiali suggerite attuali muri cassavuota senza isolante casa anni 60
    saluti e grazie per le risposte

  40. Federico Sampaoli Autore articolo

    i suoi tecnici avranno anche fatto qualche calcolo per lei informandola sulle prestazioni ottenibili.
    ha ricevuto queste informazioni?
    forse il sistema a cappotto di 8cm di spessore soddisfa il valore minimo di legge, ma ho qualche dubbio.
    per la copertura ho anch’io dei dubbi, ma non conosco la struttura.
    certo che il materiale previsto per la copertura è un XPS, materiale insensibile all’acqua solitamente usato per le coibentazione contro terra oppure nella zoccolatura di un sistema a cappotto in zona spruzzi. l’xps non è certo adatto alla protezione estiva o acustica.

    per sicurezza chieda almeno la verifica delle prestazioni della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

  41. Donatella Bruni

    Buongiorno, sto ristrutturando e per la quale avevo previsto il rifacimento e coibentazione del tetto ed il cappotto esterno. L’immobile è una villetta unifamiliare che si trova a Tavarnelle in Toscana (zona climatica E). I tecnici hanno previsto per il tetto una coibentazione con polistirene espanso tipo styrodur C 40 kg/m3, spessore medio 10 mm da porre sopra la copertura; il sottotetto non è calpestabile. Leggendo i vari articoli del blog ed un opuscolo edito dall’Enea di qualche anno fa, mi è venuto il dubbio che possa non essere la soluzione ideale, sia per il materiale che per il posizionamento esterno.
    Per quanto riguarda il cappotto era previsto un cappotto esterno in polistirolo espanso sinterizzato additivato con il 50% di grafite Neopor, spessore 8 cm.
    La casa è circa 130 mq ed ha un piano seminterrato (garage/rimessa) di analoga grandezza.
    Cosa ne pensa di queste due soluzioni?
    Cordiali Saluti
    Donatella

  42. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente un intervento sul lato esterno porta maggiori benefici, specialmente in estate.
    se si è costretti a ragionare solo su un intervento dall’interno non resta che decidere quanto spazio si è disposti a perdere e vedere con tale spessore che benefici si possono ottenere.
    ovviamente anche solo un paio di cm portano un beneficio invernale in termini di bolletta, mentre per ottenere comfort estivo si deve avere sfasamento idoneo (oltre le 12ore almeno) e anche capacità areica interna ottimale.

  43. Giorgio

    Buongiorno,
    ho una mansarda abitabile tanto fredda d’inverno quanto calda d’estate, vorrei isolarla ma non riesco a capacitarmi sul lavoro da fare visto che ho intgerpellato alcuni artigiano e uno mi dice l’incontrario dell’altro.

  44. Angelo

    La ringrazio per le preziose indicazioni.
    Ormai la vmc è in fase di installazione dato che ho fatto fare la botola nel sottotetto proprio ieri pomeriggio e la settimana prossima verranno ad installare l’impianto che, dal punto di vista logistico, non prevederà grossi “disastri” dal punto di vista edilizio in quanto l’appartamento è costituito da 6 stanze di buone dimensioni tutte confinanti con l’atrio (stanza centrale sopra il soffitto della quale verrà posta la macchina della vmc). Per quanto concerne le due camere e la sala farò applicare le bocchette “esterne” ai cassonetti delle tapparelle e per quanto riguarda cucina, lavanderia e bagno farò applicare le bocchette di aspirazione (da collegarsi alla macchina della vmc) sul soffitto immediatamente adiacente il soffitto dell’atrio.
    Per quanto riguarda il sottotetto, seguirò il suo consiglio procedendo con l’insufflaggio. L’unico mio dubbio resta legato al fatto che il sottotetto è pieno di muricci (anche ciechi verso la fine) e temo non si riesca a fare un lavoro omogeneo e senza discontinuità. Grazie ancora

  45. Federico Sampaoli Autore articolo

    la mancanza degli spifferi dei vecchi serramenti si è tradotta in un elevato tasso di umidità interna.
    complice l’anno piovoso 2014.

    l’edificio si comporta come gli altri anni, ma ora con umidità più elevata si trova più a rischio muffa di prima nei punti più freddi.

    è vero che l’isolamento esterno aiuta ad innalzare considerevolmente le temperature superficiali interne delle strutture, ma è anche vero che non si può condurre un ambiente con elevata umidità interna per molti giorni.

    la vmc è tanto più miracolosa (parlo di livello di umidità e non di altri aspetti) quanto più è bassa la temperatura esterna.

    per non trasformare la casa in un cantiere si potrebbe progettare qualche macchina vmc puntuale senza canalizzazioni, ma ciò dipende dalla forma e dalla disposizione degli ambienti.

    la coibentazione del sottotetto è solitamente l’investimento migliore e più basso, sempre che si progetti la correzione dei ponti termici più forti.
    meglio materiali per insufflaggio (ben più salubri) che materassini di altre sostanze.

  46. Angelo

    Buongiorno,
    abito nella provincia di Brescia in un appartamento di 110 mq circa al primo piano di una villa singola di 2 piani (piano terra e primo piano) edificata negli anni 60-70. Un anno fa ho cominciato ad avere forti problemi di muffa sui tutti i muri interni a nord (problemi mai registrati prima dello scorso anno) e su porzioni di soffitto in prossimità degli angoli e dei predetti muri, problemi che si sono accentuati notevolmente con l’installazione di nuovi serramenti esterni a doppio vetro.
    Premetto che i muri perimetrali sono costituiti dal doppio forato 12 cm per un totale di 25 cm, il tetto è stato rifatto 4 anni fa (coppi su tavelloni con guaina impermeabile purtroppo senza isolamento). Infine l’umidità interna relativa ha sempre registrato valori intorno al 70 %.
    Per risolvere il problema, dopo una perizia accurata, mi è stato consigliato di fare il cappotto esterno (possibilmente in lana di roccia per una migliore traspirazione delle pareti) per aumentare la temperatura interna delle pareti gelide e un impianto di vmc igroregolabile (quella a doppio flusso con recupero di calore, mi è stato detto, non era necessaria) per regolare il ricambio d’aria e ridurre l’elevata umidità registrata nel mio appartamento.
    Ora, in conclusione, considerando che la superifice della mia soffitta è elevata (circa 110 mq), sono a chiedere cortesemente un parere su quali potrebbero essere gli interventi utili per migliorare la situazione a livello di isolamento (per proteggere dal freddo invernale e dal caldo estivo) e soprattutto a livello di riduzione dell’umidità dell’appartamento (maggiore ricambio di aria nel sottotetto che, al momento, è completamente chiuso). Pensavo a qualcosa come l’installazione di qualche coppo “aerato” per far circolare l’aria o a qualcosa come insufflaggio o applicazione di rotoli di lana di roccia sopra il soffitto. Un dettaglio tecnico credo molto rilevante: il sottotetto è a muricci e tavelloni distanziati di un metro l’uno dall’altro e sono comunicanti nel centro dell’appartamento, metre diventano “ciechi” man mano che ci si avvicina al perimetro. Il colmo del tetto è di circa 1.50 metri. grazie anticipatamente per la preziosa collaborazione

  47. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente questa coibentazione all’estradosso solaio sottotetto porterà un grande beneficio invernale. la prossima estate scoprirete le lo sfasamento ottenuto sarà sufficiente.
    ricordate che i ponti termici perimetrali non sono corretti e ricordate di controllare che l’accesso al sottotetto sia una apertura a tenuta d’aria.

  48. luca

    Buon giorno sono nuovo su questo sito: ho un sottotetto non abitabile, ho isolato il solaio con lana di roccia da 10mm e ho due finestre 40X30, una a ovest e una a sud, e sufficiente come isolamento e areazione? Abitazione a Vicenza. Grazie.

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    nella propria proprietà anche un drenaggio parziale aiuta la zona interessata a non dover sopportare spinta d’acqua.
    il resto dell’intervento deve concentrarsi sulla scelta e sugli spessori degli intonaci, sia esterni che interni, con qualità risananti e deumidificanti, da un lato, e termoisolanti dall’altro.
    tutte queste operazioni con l’attenzione ai fori serramenti per non aggravare alcuni ponti termici spesso cause di condense e muffe.

  50. Lucia

    grazie mille per il suggerimento: non conoscevo questo tipo di intervento.
    Nel mio caso si pongono alcuni ostacoli: la casa è in realtà una porzione di casa colonica e dunque i muri almeno 1 è in completa condivione – quello che divide le due abitazioni a ovest – su due lati la casa si affaccia su strada asfaltata (est) e dunque suolo pubbico così come sul retro a sud (qui è una stradina di passaggio pubblica e comunale larga poco più di un metro).
    Il solo lato ovvero a nord su cui poter intervenire è però verdandato e pur volendo intervenire so per certo che non il mio vicino non affronterebbe tale risanamento e forse ne perderei i benefici se fatto a metà.

    in tal caso, quali soluzioni posso adottare?

    grazie mille

    Lucia Toffoli

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    la muratura in sasso calce e mattone scenderà allargandosi nel terreno a fungere da fondamenta. purtroppo spesso causano umidità di risalita.
    è anche naturale, il piede della muratura si trova a diretto contatto con il terreno e durante le piogge avviene sicuramente anche una certa spinta d’acqua.
    se i tempi previsti lo permettono io progetterei sicuramente un drenaggio perimetrale che porta alle murature a ritrovarsi in una nuova situazione di equilibrio di umidità ben più sopportabile.
    se il terreno circostante è in pendenza, il drenaggio può essere progettato senza l’ausilio di pompe elettriche e funzionerà per secoli.

    dicevo, che se non si ha molta fretta si può facilmente monitorare l’umidità del piede della muratura e decidere meglio la finitura successiva.

    la paglia in copertura deve prevedere uno spessore probabilmente troppo importante, ma c’è sempre il sughero, o la fibra di legno.
    la progettazione della copertura deve comprendere la tenuta all’aria del tetto e la migrazione del vapore.

    vi auguro una bella avventura nella vostra casa del 900

  52. Lucia

    Gentilissimo,
    ho ereditato una abitazione in sasso e mattone risalente ai primi del 900 e sita nel nord est.
    Si tratta di una tipica casa colonica con corte e struttura a ‘L’: muri di circa 40 cm, però priva di fondamenta con conseguente problematica dell’umidità da risalita. Tetto non isolato con struttura a capriate, travetti in gelso, tavelle e copertura in coppi tradizionale
    Circa il problema dell’umidità ho letto moltissimo nel web e le soluzioni sono le più disparate: creare sistemi si areazione, taglio dei muri, utilizzo di materiali traspiaranti (che potrebbero aumentare però l’effetto della capillarità con peggioramento del problema), sistemi elettronici che invertoni la risalita…
    Vorrei un suggerimento per attivare la soluzione migliore possibile e greeen, ove possibile.
    Così anche per il teto: ,ho probbevuto a una prima bonifica della copertura che presentava infiltrazioni installando un lucernaio d’ispezione…. pensavo a pannelli di sughero, alla paglia, materiali simili…
    Volentieri attendo sua indicazione per le miglioi scelte da attuare…

    Un cordiale saluto

    Lucia Toffoli

  53. Teo

    Grazie ingegnere.
    Dalla sua risposta desumo che, salvo calcoli, la stratigrafia proposta possa indicativamente ben rispondere alle domande che avevo formulato nel primo intervento.

    Buona serata

  54. Federico Sampaoli Autore articolo

    coibentare all’estradosso solaio del sottotetto è sempre ottima soluzione economica, sempre che al piano inferiore si abbia la cura di non ignorare i ponti termici risultanti dall’interruzione della continuità della coibentazione delle pareti.
    circa al materiale alternativo, gusci di nocciole, pellet di castagno nazionale, tronchetti di legno pressato non saprei che dire. a parte il valore di coibentazione non ben definito, mi appare assai faticoso stivare tutto questo materiale lassù. e le bestioline che vivranno dei gusci?

  55. cristina carraro

    Buon giorno, gentile Architetto,
    cosa ne pensa di isolare il tetto (sopra il solaio paino) in muricci e tavelloni, anziché con cellulosa
    con biocombustibili rinnovabili (130 euro a tonnellata) tipo:
    – gusci di nocciole
    – pellet di castagno nazionale
    – tronchetti di legno pressato
    quali contro?
    Grazie per l’attenzione
    Crisitna Carraro

  56. Federico Sampaoli Autore articolo

    Quando si sceglie di posare i coppi sulla membrana impermeabile traspirante (sD = 0,2m) senza perdere ulteriore spazio c’è bisogno di resistenza meccanica e spessore evitando il rischio di lacerazioni.
    L’ applicazione di coppi o tegole con malta o schiuma richiede una buona ruvidità della sua superficie che sarà la base per l‘adesione di malte o schiume poliuretaniche.

  57. Teo

    Collegandomi all’intervento precedente, pensavo ad una stratigrafia del genere (ovviamente andrà verificata con i calcoli):

    Tetto laterocemetneo 16+4
    Prima listellatura 6 cm con lana di pecora
    Seconda listellatura ortogonale alla prima con lana di pecora (altri 6 cm)
    Assito (2-3 cm)
    Membrana impermeabile traspirante (cosa consiglierebbe?)
    Coppi

    Grazie ancora

    Teo

  58. Teo

    Gentile Dott. Sampaoli,

    abito in una mansarda realizzata in un edificio di antica costruzione una trentina di anni fa; il tetto, rifatto all’epoca della ristrutturazione, è in laterocemento 16+4, zona climatica E. Sto valutando di intervenire dall’esterno per l’isolamento del tetto. Leggendo il blog ho appreso che se la cappa è in buono stato è possibile non stendere un freno al vapore sotto l’isolante. Non volendo caricare troppo il tetto, cosa mi consiglierebbe per ottenere anche un accettabile comportamento del pacchetto in condizioni estive? Inoltre ritiene sia preferibile il tetto ventilato?
    Essendo in centro storico, l’inserimento dell’isolante ed eventualmente che dello strato di ventilazione mi comporterebbe il raggiungere una quota del tetto superiore a quella della casa adiacente, questo può, a sua esperienza, creare problemi in termini di autorizzazioni?

    La ringrazio anticipatamente e le faccio i complimenti per il blog.

    Teo

  59. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’isolamento sulle falde è corretto.
    qualsiasi materiale si posi la situazione non può peggiorare,
    ma non tutti i materiali e spessori offrono la stessa protezione dal caldo… quindi va calcolata la stratigrafia e poi deciso

  60. Matteo

    La ringrazio Dr. Sampaoli per la gentilissima e solerte risposta. Devo dire che il tutto mi sta mettendo in difficoltà, perché a fronte di due preventivi e sopralluoghi di due ditte diverse quotate nel settore, sentire che non sono lavori che risolvono il problema ma anzi potrebbero peggiorare la situazione beh fa pensare. Vedrò di reperire altre soluzioni anche se al momento sia per praticità che per costi sostenibili l’isolamentoa falda sembra l’unica via percorribile. Ancora i miei più cordiali saluti

  61. Federico Sampaoli Autore articolo

    il blu mi suggerisce che si tratti di xps e non di eps… ma tanto vale.

    l’eps è il materiale meno indicato per la protezione estiva perchè le sue caratteristiche non danno sfasamento adeguato, se non con elevati spessori.
    per ottenere molte ore di sfasamento devo posare materiali con alta densità e alto calore specifico.
    fare una corrente d’aria d’estate equivale a lasciare entrare aria calda anche a 36° o più… non è una strategia valida: normalmente si fa ventilazione naturale la notte e nelle prime ore del mattino.

    appena lei riceve l’offerta per la stratigrafia definitiva, richieda anche la verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore):
    in questo modo scoprirà subito se lo spessore sarà sufficiente e se il materiale sarà adatto.

  62. Matteo

    Un cordiale saluto e complimenti per l’articolo molto dettagliato. Vorrei fare una domanda se posso: io ho una soffitta di circa 150mq che non usiamo, alta nella sua parte centrale circa 2.5m, con sopra tetto a falde in travi cemento e tavelloni. Tegole in cemento sul tetto. Ora ho fatto fare due sopralluoghi per fare un isolamento termico soprattutto per il periodo estivo in quanto abitando al primo piano da quella soffita la sera scende un caldo inenarrabile. La proposta comune è stata: pannelli di EPS ( di colore blu) da 15 cm per le falde e poi ulteriore pannello per isolare le travi. Fori di ventilazione da 30, con griglia in alluminio , chiudibili durante il periodo invernale. Ora sono un po’ confuso dopo aver letto questi articoli. Il lavoro propostomi può essere valido oppure ci sono errori diciamo di fondo nel concepire l’isolamento=Ringrazio in caso di risposta. Un cordiale saluto Matteo da Verona

  63. Federico Sampaoli Autore articolo

    la tenuta all’aria della copertura così descritta è migliorabile ma difficilmente ottenibile: specialmente sulla linea dove l’assito è perpendicolare e passante.

  64. Lucio

    Buonasera Dr. Sampaoli,
    intanto la ringrazio per aver subitamente risposto.
    Cerco di spiegarmi meglio; l’abitazione non è ancora stata consegnata e ancora non presenta alcun segno di degrado. Il sistema travatura secondaria – assito poggia sul sovracordolo come il coperchio di una scatola, entrambi gli elementi sono passanti… In questa configurazione è ovvio non poter dare continuità al cappotto esterno , che tampona le facciate essendo ritagliato in sommità intorno ai travetti passanti, e alla coibentazione del tetto. Forse ho sbagliato topic ma, più che dal problema del ponte termico, nutro forti preoccupazioni per la tenuta all’aria e vorrei porvi rimedio ora che non sono complete le rifiniture interne ed esterne. Mi chiedevo se è possibile (e se è utile) in questa fase togliere parte di intonaco tutto intorno al perimetro del nodo assito+travetti / muratura di cordolo e, visto che ormai è impossibile mettere il nastro autoespandente, provare con qualche prodotto schiumogeno. Oppure togliere esternamente parte del cappotto e rimetterlo adottando qualche sistema di sigillatura.
    Insomma chiedo alla sua esperienza il consiglio su come procedere e SE procedere o scommettere che non avrò questi problemi, come dice il costruttore.
    La ringrazio vivamente.

  65. Federico Sampaoli Autore articolo

    non ho capito se è comparsa muffa internamente oppure sul legno all’esterno.
    le travi in legno annegate nel cordolo possono essere sigillate con un po’ di pazienza.
    l’assito o il perlinato, se passante da dentro a fuori, è difficilmente sigillabile.

  66. Lucio

    Buongiorno a tutti,
    la mia casa isolata ha un tetto travi e travetti in lamellare sormontati da barriera h2o e cappoto isolante 10cm. I travetti sono passanti verso l’esterno: si appoggiano sul cordolo in CA e annegano nella muratura sopra al cordolo. Le pareti sono in poroton con cappotto esterno 5cm.
    Non ci sono guarnizioni nè alcuna protezione all’aria tra travetti e cappotto esterno.
    Come posso agire per rendere il nodo più funzionale ed evitare la formazione di muffe senza necessariamente rifare il tutto? E’ possibile scarificare la muratura intorno ai travetti per isolare con autoespandenti? Oppure basta sigillare bene il cappotto esterno al legno?
    Grazie a tutti per la cortesia.

  67. Federico Sampaoli Autore articolo

    se la copertura non ha nessuna impermeabilizzazione sul lato esterno si deve fare i conti con eventuali infiltrazioni future.
    infiltrazioni, anche momentanee, possono causare danni ad una coibentazione interna.
    sarebbe economicamente sbagliato e rischioso.
    bisognerebbe ripensare ad un intervento dall’esterno.

  68. Davide

    le rispondo ai quesiti
    l’intenzione è quella di renderlo più gradevole anche se utilizzato come grande deposito
    non è presente alcuna cappa armata
    non è presente alcuna guaina all’esterno
    sul lato interno non sono intonacati
    si va da un’altezza massima di circa 220 cm ad una minima sul perimetro di circa 30 cm
    grazie

  69. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente è possibile un intervento dall’interno, anche se non è la via migliore.
    l’intenzione sarà di abitare questo sottotetto?
    i tavelloni hanno una cappa armata sul lato esterno? c’è una guaina all’esterno? sono intonacati sul lato interno?
    che altezze abbiamo a disposizione?

  70. Davide

    salve, le scrivo da Pisa (zona climatica D) e vorrei isolare dall’interno un sottotetto di una villetta bifamiliare del 1970. Nello specifico il tetto (a quattro falde) è realizzato con paretine di forati a nido d’ape su cui poggiano dei tavelloni in laterizio da 6 cm e su cui a loro volta poggiano delle tegole marsigliesi. Volendo evitare interventi importanti sul tetto sarebbe possibile a suo avviso una coibentazione efficace dall’interno? anche con prodotti naturali? o viste le modalità costruttive del tetto un isolamento dall’interno rischierebbe di creare più danni che benefici? la ringrazio per la disponibilità. cordiali saluti. Davide

  71. Federico Sampaoli Autore articolo

    ho scritto diversi articoli nella categoria sull’isolamento termico dall’interno http://espertocasaclima.com/category/coibentazione-dall-interno/

    se le facessi il progetto via blog i miei clienti mi frusterebbero… e non lo potrei fare senza conoscere lo stato di fatto dell’edificio.
    inutile ricordare che i ponti termici sono aspetti da curare con attenzione, e il sottotetto è da valutare nello spessore per ottenere sfasamento adeguato .
    il freno al vapore è indispensabile solo per materiali come la fibra di legno che è molto aperto alla diffusione e contiene molto bene le dispersioni termiche (raffreddando molto l’elemento edile esterno).

    tornando alle scelte: esse si devono anche fare in base a chi farà il lavoro, alla squadra o al fai da te. non tutte le lavorazioni sono fattibili per chiunque.

  72. gian paolo

    Salve, grazie per la risposta.
    Pultrobbo esternamente ho la facciata a faccia vista e non posso fare il capotto.
    L’ unica soluzione e isolare dall’ interno e non ho capito come fare.
    Lei gentilmente mi puo aiutare.
    Grazie

  73. Federico Sampaoli Autore articolo

    nell’indecisione la decisione dovrebbe sempre cadere su coibentazione esterna e qualità interna: sistema a cappotto esterno, strato di argilla interno.

  74. gian paolo

    Salve.
    Sono indeciso 1) cacio silicato + pannello di argilla senza freno vapore si per le pareti che per il soffitto.
    2) fibra di legno + pannello di argilla senza freno vapore si per le pareti che il soffitto.
    Lei gentilmente cosa mi consiglierebbe? considerando anche un eventuale capotto esterno?
    Anticipatamente grazie

  75. Federico Sampaoli Autore articolo

    ne penso male per l’xps.
    lei desidererebbe un ambiente rivestito di xps?
    l’xps è perfetto per le zoccolature esterne perchè non teme l’acqua

  76. Federico Sampaoli Autore articolo

    per la coibentazione dall’interno di una parete in sasso leggi http://espertocasaclima.com/2012/02/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/

    per la coibentazione del tetto sarà insufficiente lo spessore tra i travetti, migliorerà di certo le dispersioni, ma si deve calcolare la protezione dal caldo
    leggi http://espertocasaclima.com/2012/01/migliorare-linerzia-di-un-tetto-coibentato-dallinterno/

  77. franco

    Salve e grazie per il suo tempo.
    Ho un casale in pietra ( spessore 45 cm ) in zona climatica E che non posso coimbentare dall’ esterno.
    Quali materiali mi consiglia per i muri interni e per il soffitto tra un travetto e l ‘altro.
    Grazie

  78. Federico Sampaoli Autore articolo

    il foglio di alluminio rappresenta una barriera al vapore, impedirebbe (ove intatta) la naturale e normale migrazione del vapore nei due sensi.

    il cartongesso è il materiale più povero e meno adatto al lato interno.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2013/08/finiture-interne-in-cartongesso-e-clima-interno-confortevole/

    l’eps in casa non è proprio il materiale più salubre di tutti, nè il materiale più adatto al lato interno. si compromette anche il comfort estivo.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2012/02/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/

    esternamente 3cm di intonaco tradizionale sono uno spreco di spessore: coibentano poco nulla. meglio sostituire questo strato con termointonaco.

  79. gian paolo

    Grazie per la risposta.
    La mia intenzione era di fare questa stratigrafia: cartongesso 1mm con foglio di alluminio, 5 cm eps, 3 cm di intonaco. 45 cm di muro in sassi, 3 cm di intonaco, 6 cm di eps con grafite , rete rasante.
    Tutto questo perché sulla facciata ho dei vecchi stipidi di peperino che non vorrei coprire facendo solo il cappotto esterno di 11 cm.
    La mia paura è che facendo questo sandwich si possa creare condensa interna?
    Grazie

  80. gian paolo

    Salve e complimenti.
    Volevo farse una domanda, se si può isolare internamente che esternamente una casa?
    Zona climatica E , moro in sassi da 45 cm
    Anticipatamente grazie

  81. Federico Sampaoli Autore articolo

    per esempio un materiale salubre e flessibile come la canapa.

    per assicurarsi un’adeguata protezione estiva è necessario un Calcolo delle Proprietà Termiche della stratigrafia e tenere in considerazione:
    Fattore di decremento (attenuazione)
    Ritardo fattore di decremento (sfasamento)
    Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] U/dyn secondo UNI EN ISO 13786

    curando la stratigrafia sul lato interno si potrebbe migliorare la Capacità termica periodica lato int. (capacità areica interna, la capacità di assorbire calore internamente)

  82. Dario

    Salve,
    Zona climatica E, gradi giorno2368,irradianza 247, altitudine 18,latit. 45°23′ longit. 11°39
    Edificio piano unico con mansarda. Tempo fa sono stati effettuati interventi quali cappotto esterno in EPS da 10 cm su una muratura da 30 cm e sostituiti serramenti con infissi in PVC.
    Vorrei sfruttare la mansarda: il tetto presenta la seguente stratigrafia: Tegole in cemento-Guaina bituminosa-assitto.
    Il tutto appoggia su travi spesse 20 cm. Mi trovo quindi quest’ultimo spazio per inserire un isolamento che garantisca uno sfasamento il più vicino alle 12 ore. Cosa mi consiglia?

    Grazie e complimenti

    Dario

  83. Federico Sampaoli Autore articolo

    il lastrico solare non ha protezione e quindi offre poche ore di sfasamento, idem per la parete ovest (la più provata dal surriscaldamento nel periodo estivo).
    coibentazioni interne offrono miglioramenti, ma rubano anche spazio.
    per il soffitto meglio controllare che le altezze non siano già al limite di legge.

  84. Marta

    Buongiorno,
    non mi intendo per nulla di tale argomento, e quindi pongo questo quesito:
    sto per acquistare un appartamento sito in un condominio al terzo e ultimo piano. I lati liberi sono a sud e a ovest, mentre il lato nord dell’appartamento confina con il corridoio condominiale e il lato est con un altro appartamento.
    Un mio ex collega abita nella palazzina in parte, facente parte dello stesso complesso condominiale, sempre al terzo piano e sempre esposta a sud. Mi ha riferito che d’estate stare in casa è insopportabile anche con il climatizzatore acceso, in quanto il calore che il tetto ha accumulato durante il giorno viene poi “trasferito” all’appartamento.
    Come posso risolvere questo problema? Avevo pensato ad un cappotto interno, considerato che essendo un condominio non si può agire sul perimetro e/o tetto esterno.
    Ma leggendo questo articolo mi pare di capire che un cappotto interno sul soffitto in estate faccia l’effetto contrario.

  85. Marco Redaelli

    Buongiorno Federico,
    Mi chiedevo se potevo utilizzare l’avanzo del telo igrovariabile come “freno” appoggiato sull’assito di perline di abete prima di appoggiarci sopra un sottofondo a secco costituito da lastre preaccoppiata di 1cm di fibra di legno più 1+1cm di fibrogesso…
    Grazie!

  86. Federico Sampaoli Autore articolo

    si potrebbe migliorare l’ombreggiatura per le prime ore di sole
    si potrebbe fare ventilazione notturna per scaricare l’energia accumulata durante il giorno

    sostituire vetri e telai credo sia un investimento troppo elevato e comunque non elimina le prime due soluziuoni.

  87. maura

    Ho una veranda rivolta ad est( sole fino alle 12) che d’estate si scalda parecchio, ho messo una tenda esterna ma, diventa sempre “bollente”.
    I vetri sono doppi, non c’è nessuna soluzione?

  88. Federico Sampaoli Autore articolo

    in assenza di una barriera al vapore, anche materiali isolanti come l’eps lasciano passare una certa quantità di vapore.

    per il rischio muffa si intende che la temperatura superficiale interna è così bassa che è possibile che succeda condensa. Per calcolare la temperatura superficiale interna si deve calcolare la stratigrafia intera e dettagliata: tipo di copertura + isolante termico

  89. valentina

    La ringrazio per la tempestività nella risposta.
    Tuttavia non essendo un’esperta del settore fatico a capire per cui le riassumo quello che ho percepito e le chiedo ulteriore conferma…
    Per l’inverno è ok mentre per l’estate bisogna pensare a qualcosa di diverso come materiale di copertura, giusto? Il tetto ventilato ha senso solo se uso una copertura traspirante…vuol dire che il polisterene non lascia traspirare? per cui sarebbe inutile farlo ventilato senza utilizzare l’apposito materiale?
    Un’ultima cosa: con una semplice copertura in polisterene (non ventilato) si migliora comunque la situazione (soprattutto in inverno) con relativi problemi di umidità, o rischio di effettuare un lavoro, comunque costoso, per nulla? Ancora grazie e perdoni la mia ignoranza!

  90. Federico Sampaoli Autore articolo

    con 8 o 10 cm di coibentaziuone artificiale leggera posso migliorare considerevolmente la situazione invernale, invece in regime estivo devo progettare una coibentazione che mi offra
    adeguata attenuazione (la quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione). Meglio bassi valori del fattore di decremento f (ottimo < 0,15) adeguato sfasamento (la quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione), e giunge all'interno con un ritardo di alcune ore (sfasamento). Meglio durante le ore notturne, quando la temperatura esterna è già scesa (meglio > 12 ore)

    il tetto ventilato ha senso quando progetto una copertura traspirante che elimina all’esterno il vapore che d’inverno attraversa il pacchetto isolante.

    non conosco la qualità dello stato di fatto della copertura.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/tetto/coibentazione-del-tetto-contro-il-caldo-e-optional/

  91. valentina

    Salve, necessito di un consiglio.
    Vorrei coibentare il tetto (12° d’inverno e 31 d’estate!! e presenza di muffa e umidità) e ho ricevuto 2 proposte da 2 differenti ditte.
    1)normale isolamento del tetto con polisterene di 8 cm + guaina senza alzare le gronde
    2)tetto ventilato con isotec di 10cm con relativo innalzamento delle gronde
    Ovviamente anche l’importo delle due proposte è differente….
    Cosa mi consigliate? Mi basterebbe isolare normalmente il tetto o necessito visti i problemi di umidità di farlo ventilato?
    Altra cosa: isolando il tetto quanti gradi guadagno in estate e in inverno? è vero che si abbasserebbe fino a 7/8 gradi la temperatura in estate? (perchè a me sembrano veramente troppi…non ci credo molto).
    Vi ringrazio e attendo i vostro consigli
    Valentina

  92. maura

    per “respirare” intendo se nella soffitta ci sarà bisogno di aerare settimanalmente oppure se potrò comportarmi come faccio da 30 anni, cioè apro la botola sulle tegole 5- 6 volte l’anno quando si controllano i coppi, l’antenna ecc.

    Grazie

  93. maura

    Ho isolato il tetto esternamente ai coppi, ora le travi interne potranno “respirare” come prima?
    Grazie

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