Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Nel precedente articolo “Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional” spiegavo che la scelta del materiale per isolare il tetto è molto importante per ottenere il duplice risultato di “protezione dal caldo” e “protezione dal freddo“.   Se ci propongono un materiale che garantisce di ottenere una data trasmittanza (magari anche inferiore ai nuovi valori limite per legge) non è detto che sia l’isolante più adatto alla zona in cui viviamo, dove per esempio d’estate fa un gran caldo e l’ultimo piano abitabile si trasforma in un forno.   In breve, avevamo capito che una coibentazione “leggera” funziona peggio di una “pesante” perchè la capacità massica, kg/metro cubo, di un materiale isolante sul tetto è importantissima.

errori-di-coibentazione

Ora voglio approfondire un altro aspetto che spesso non viene preso in debita considerazione e porta a grossi errori di progettazione.

Isolare il tetto da dentro o isolare il tetto da fuori?

(ricordo che è corretto dire “coibentare” e non “isolare”, ma mi esprimo così, altrimenti nessun motore di ricerca mi trova più….)

La scelta di coibentare il tetto dall’interno o dall’esterno è spesso lasciata al committente che magari non vuole mettere le mani sulla copertura che non presenta danni evidenti o che dispone di abbondante altezza all’interno e preferisce sfruttarla così.

Andiamo a scoprire perchè questa scelta gioca un ruolo importante quando il tetto dell’edificio si trova in un edificio in zona calda d’estate:

isolare-contro-il-freddo
D’ inverno ogni casa utilizza involontariamente, alcune di più, altre di meno, gli apporti gratuiti di energia, come il sole che entra dalle finestre, la lampadina lasciata accesa, le persone stesse che vi abitano, il forno acceso, la lavastoviglie, tutti gli elettrodomestici, le candele accese ecc. riducendo la richiesta di riscaldamento. La casa stessa, o meglio, il materiale con cui è costruita, diventa un accumulatore di energia: utile d’inverno come volano termico e quindi come regolatore di comfort (cioè temperature interne sempre molto costanti).

   Ora che iniziamo a percepire l’importanza dell’inerzia termica della casa nel periodo del riscaldamento, pensiamo all’estate! cioè al periodo di climatizzazione. Pensiamo alle vecchie case con muri molto spessi sempre fresche d’estate!

isolare-contro-il-caldo
Il pavimento, il soffitto, le pareti divisorie e i muri esterni hanno grandi capacità di accumulo di energia ed è lì che possiamo scaricare tanta energia che portiamo e produciamo in casa d’estate (e non vorremmo avere!). Il cemento, i mattoni, le pietre, sono materiali ad alta capacità termica, accumulano molta energia.

In estate il fattore di inerzia diventa veramente importantissimo!

Se non scarico l’energia che produco dentro casa, perchè poniamo ho una struttura

  • debole di massa
  • o troppo sottile
  • o magari coibentata dall’interno…

ecco che l’energia di troppo inizia a far salire la temperatura interna!

Ecco perchè ogni tanto si sente dire che le case per vacanza (per il week-end) vanno bene anche se isolate dall’interno: la temperataura sale in un attimo! Il nostro appartamento in montagna sarà già confortevole il venerdì sera stesso.

Poniamo di avere un vecchio tetto con struttura lignea e tavelle in cotto riprese esternamente con malta, spessore ipotetico 3+4-5 cm, e decidiamo di coibentarlo dall’interno:

Risultato? tutto questo spessore “grigio” verrà posto all’esterno e non svolgerà più nessuna funzione di inerzia termica. Tutto il tetto perde la sua capacità di accumulo di energia: proprio quella capacità che d’estate poteva essere molto utile per mantenere la temperatura interna più bassa!

E quando la temperatura interna d’estate è insopportabile significa che abbiamo progettato non tanto bene e l’unica soluzione sarà ricorrere ad altri impianti: questa volta per il raffrescamento.

Come sempre ripeto: pensiamo molto all’involucro e poco agli impianti!

Gli impianti di raffrescamento e di riscaldamento sono le stampelle di un involucro che zoppica!

isolare-il-tetto-da-dentro

Prgettiamo bene! scegliamo bene i materiali! E spieghiamo alla committenza il perchè delle buone scelte!

Se abbiamo cominciato a capire qualcosa della trasmittanza dell’involucro edilizio è venuto il momento di fare attenzione anche a questi altri aspetti, altrimenti: no comfort e no risparmio energetico in estate!

Non diamo solo importanza alla trasmittanza scegliendo il modo di coibentare la casa per arrivare esclusivamente ad un certo valore U! Il nostro edificio funzionerebbe bene d’estate a patto che non vi siano carichi interni (quindi solo se la casa è disabitata) e non vi sia radiazione solare (mai vista un’estate senza sole!).

Ricordo, che per qualche grado di temperatura, un ambiente resta confortevole oppure diventa insopportabile! Progettando con attenzione è possibile mantenere sopportabile la temperatura interna estiva e dunque non aver bisogno di ulteriori impianti per la climatizzazione estiva.

Dalle buone regole di un tempo poco lontano siamo passati alla assuefazione alla scelta del climatizzatore… Vi pare buona progettazione questa?

Una buona progettazione parte dalla conoscenza dei fattori che influiscono positivamente sul comportamento dell’edificio nella fase estiva e la massa termica che avvolge e contiene lo spazio interno, dove viviamo, dove vorremmo stare freschi, dove vorremmo dormire senza sudare, influisce molto sulla riduzione dei picchi dei carichi dovuti all’energia che noi stessi produciamo all’interno e della radiazione del sole. Questa è la capacità areica.

Volete approfondire?

 

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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213 pensieri su “Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    i materiali per impermeabilizzazione di solai piani sono molto affidabili, le lavorazioni invece possono essere frettolose o mal fatte.
    spesso si lavora sul vecchio bitume per risparmiare, ma non tutte le guaine sintetiche sono adatte.
    senza rimuovere il vecchio strato bituminoso si potrebbero utilizzare teli in EVA o in TPE progettando accuratamente le sigillature e i punti difficili da impermeabilizzare.
    per migliorare il comfort invernale sarebbe facile intervenire anche dall’interno con un isolamento minerale di pochi centimetri ottenendo finalmente temperature superficiali interne molto più elevate di oggi.
    per eliminare l’effetto forno d’estate (e contemporaneamente contenere le dispersioni invernali) bisogna invece fare un’accurato calcolo dello spessore del materiale isolante da posare possibilmente sul lato esterno per ottenere sufficiente sfasamento estivo: consiglio vivamente di superare le 12 ore di sfasamento e utilizzare materiali idonei alla protezione dal surriscaldamento.

  2. milos

    Buongiorno, dovrei isolare il lastrico solare sopra il mio ufficio, sono circa 120 mq non calpestabili (salvo che per straordinarie manutenzioni). Negli anni è stata rifatta la guaina più volte con risultati disastrosi, si solleva, si stacca dai fianchi si è spostata e i fori per le caditoie non erano più allineati con conseguente infiltazione. Esiste una soluzione definitiva e che dia anche una coibentazione decente (adesso è gelo d’inverno forno d’estate)
    Grazie comunque per la disponibilità.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    non sono preoccupato che si bagni l’xps ma che si bagni la struttura senza che ci si possa accorgere in tempo utile del danno.
    legno e umidità non possono andare d’accordo.
    migliorare il pacchetto isolamento interno del tetto aumentando anche l’isolante più interno senza più interruzioni delle travi permette di avere la possibilità di posare correttamente un freno al vapore con funzione di tenuta all’aria.
    resta il problema che una eventuale infiltrazione resta nascosta per lungo troppo tempo mettendo a rischio la struttura.

  4. IoM

    La ringrazio della risposta, ma rifare il tetto mi costerebbe troppo tra impalcatura e travetti permessi. Mi hanno consigliato xps poprio perchè non assorbe acqua in caso di infiltrazioni, magari faro mettere qualcosa per proteggere i pannelli in ogni caso faro fare un controllo delle tegole comunque prima di mettere l’isolante.
    Se contro soffitterei tutto comprese le travi andando a isolare anche sotto di queste sarebbe meglio? Cosi facendo però mi abbasserei pensavo quindi non più di 5 cm sotto trave. Secondo lei mi conviene farlo?

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    costruire una rifodera interna in laterizio riempiendo l’intercapedine con isolante sfuso è una buona idea se si ha molto spazio disponibile e se si pensa di rivedere completamente il foro finestra.
    isolare la copertura sul lato interno sfruttando lo spessore delle travi principali ma interrompendo la stratigrafia ad ogni trave non è una soluzione per ottenere facilmente la tenuta all’aria del volume riscaldato sottotetto.
    è anche da ricordare che una tegola rotta significherebbe bagnare il pacchetto isolante perchè manca il manto sottotegola.
    si dovrebbe scoperchiare il tetto e rivedere il progetto.

  6. IoM

    Buongiorno, dovrei isolare il mio tetto composto da una travatura principale in legno ,e travetti in legno su cui poggiano delle marsigliesi. Non ho soldi per rifarlo completamente quindi pensavo di isolare tra trave e trave usando del xps da 12 cm e un telo traspirante, che si interrompono sulla trave, lasciando travi a vista e nascondendo invece l’isolante con del cartongesso. Ho anche delle pareti perimetrali non isolate, farei fare un altro strato interno di muratura per isolare poi l’intercapedine con eps o altri isolanti.
    Secondo lei che problemi posso avere? Potrebbero esserci problemi di umidità?

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    visto che siamo in zona F e visto che si vuole spingere abbastanza sullo spessore dell’isolante interno e visto che a me la lana di roccia non piace vederla in cantiere perchè quando si taglia porta fibre volanti in ambiente di lavoro,
    visto tutto questo io
    sostituirei la lana di roccia con pannelli igroscopici, traspiranti e capillari come la fibra di legno
    prevederei di preparare un fondo (sulla vecchia muratura) igroscopico se già non lo è per la presenza di intonaci cementizi.

    per la copertura direi che se è in legno può benissimo essere progettata con isolamento all’estradosso.
    un dettaglio anche più importante dell’attenuazione del ponte termico diventa la progettazione della tenuta all’aria: questa deve essere fatta per tutti i dettagli esecutivi in fase progettuale e non in fase di cantierizzazione.

  8. Mirco

    Buonasera,
    complimenti innanzitutto per il sito, ricco di utili informazioni! Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo in modo più approfondito quindi chiedo perdonatemi inesattezze o strafalcioni tecnici!
    Veniamo al dunque… stiamo ristrutturando un edificio tutelato in zona climatica F, interveniamo al primo piano (in parte) e nel sottotetto, sopraelevando il necessario e rifacendo l’intera copertura.
    Non abbiamo la possibilità di coibentare esternamente quindi si pensava a cappotto interno 10cm in lana di roccia con relativo freno al vapore igrovariabile + cartongesso. So che non è tutto ma la stratigrafia così composta soddisfa diagramma di Glaser e non dovrebbe essere la soluzione più costosa… accetto comunque consigli!
    Per quanto riguarda la copertura (comunque ventilata), la necessità di coibentare le pareti verticali internamente implica per forza isolare in intradosso? Se si immagino sia difficile mantenere travi a vista giusto? Isolare in estradosso invece se non ho ben compreso comporta problema di continuità del materiale isolante e quindi ponte termico nel punto di congiunzione con la parete verticale: è corretto? E’ un aspetto da tenere seriamente in considerazione?

    Grazie mille
    Buona serata

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    per non mettere a rischio nessun investimento ancora da fare è bene capire se la recente risistemazione della copertura ha previsto anche una impermeabilizzazione e quale tipo di materiale è stato utilizzato.
    senza un’impermeabilizzazione, qualsiasi isolamento del tetto sul lato interno è a rischio infiltrazioni. infiltrazioni che si noterebbero con un pericoloso ritardo.

    la porzione sottotetto non agibile si presterebbe molto bene per un insufflaggio di cellulosa.
    l’altra zona dovrebbe prevedere un ribassamento e nuovamente insufflaggio di cellulosa.
    se non si intende prendere in considerazione altri materiali.

  10. milos

    Buongiorno, avrei bisogno di qualche consiglio. Sto per acquistare una vecchia villetta degli anni 70 senza alcun tipo di isolamento tetto in laterocemento, ha però una conformazione particolare, ovvero i piani sono sfalsati così che alcune camere situate sotto la falda ed est hanno la classica collocazione sotto un solaio in cui la soffitta non è agibile mentre le altre più in altro sono situate direttamente nel sottotetto. Siccome il tetto è stato sistemato da poco e le mie risorse sono limitate, leggendo i suoi consigli, sarei tentato di usare la cellulosa per il solaio sopra la zona “convenzionale”, anche se vista la notevole altezza delle stanze potrei optare per un ribasso in cartongesso da riempire poi con cellulosa?! Mentre per le stanze sotto la falda, un abbassamento in cartongesso con cellulosa fino a dove lo consente l’altezza e a seguire la pendenza per il resto, ma in questo caso cosa ci metto? vista la pendenza, la cellulosa non credo stia ferma in pendenza!

    La ringrazio anticipatamente per il suo interessamento.

    Ps: la casa si trova in Friuli pianura

  11. Giovanni

    Grazie dei consigli, diretti e indiretti, che da con il suo Blogg . Proporrò subito questa soluzione al termotecnica così che possa studiare i materiali e ricalcolare lo sfasamento estivo

  12. Federico Sampaoli Autore articolo

    con un pannello flessibile in fibra di legno rivestito da uno strato in fibrogesso si ottiene un po’ d’isolamento e un po’ di massa interna.
    consiglierei di posare un freno al vapore igrovariabile prima della finitura in fibrogesso.

  13. Giovanni

    Il tetto non verrebbe rifatto, troppo dispendioso, ma verrebbe applicato il pannello nella parte interna e poi rifinito con intonaco. Avendo la possibilità rifarei tutto il tetto, ma mi chiedo se fare solo questo intervento non sia “inutile” . Migliorereri leggermente l’isolamento termico per il freddo, ma perderei tutta la massa a disposizione

  14. Federico Sampaoli Autore articolo

    una copertura in laterocemento con 5cm di lana di roccia + 4cm di fibra di legno porterà ad un piccolo miglioramento.
    sicuramente il termotecnico le avrà prospettato i valori estivi ed invernali con l’aggiunta del nuovo isolamento.

    il fatto è che affrontare il rifacimento del tetto per aggiungere pochi cm di isolamento mi sembra economicamente svantaggioso.
    si dovrà anche prevedere un manto traspirante e impermeabile + uno strato di ventilazione prima di posare nuovamente le tegole.

  15. giovanni

    buona sera. le espongo il mio problema e la soluzione che mi è stata proposta.
    posseggo una mansarda al grezzo da finire che si trova in zona C, al momento la stratigrafia dei muri è, partendo dall’interno laterizio da 6 cm + lana di roccia da 4 cm + blocchetti in pomice forati da 30cm . il tetto non è ventilato ed è in pignatte da 20 cm e travetti con sopra 5 cm di cemento armato + 5 cm di isolamento in lana di roccia + carta catramata e naturalmente le tegole.
    per sistemare i ponti termici e migliorare l’isolamento il termo tecnico mi ha consigliato un cappotto da 6 cm in eps con grafite che vada a poggiare sulla lana di roccia del tetto, per migliorare l’isolamento di quest’ultimo consiglia di applicare un pannello in lana di legno da 4 cm (uno spessore maggiore non è possibile) che vada ad intercettare il tamponamento delle pareti perimetrali. purtroppo alcuni ponti termici sono impossibili da eliminare. ora le mie domande sono queste: la soluzione è buona? ha senso isolare solo di 4 cm il tetto e perdere la massa a disposizione?

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    vista l’ubicazione, urge sopralluogo nell’isola dentro l’isola… 🙂

    pietra di Brando, castagno, l’isola dei profumi… e 10cm di poliuretano?

    il problema principale dell’intervento, ancora prima della scelta del materiale e dei ragionamenti sulle condense interstiziali è l’assenza di garanzie sull’impermeabilizzazione.
    il tetto tradizionale funziona da centinaia di anni, ma non garantisce al 100% l’impermeabilità all’acqua: se qualcosa passava, nelle centinaia d’anni passate, poi s’asciugava e tutto scorreva nella normalità.
    oggi che penso ad un isolamento all’intradosso mi devo ben preoccupare per non mettere a rischio il pacchetto tetto che vorrei fare e la struttura lignea.

    c’è anche da dire che bisognerebbe conoscere se l’abitazione verrà vissuta solo d’estate oppure anche in periodo di riscaldamento: l’inverno complica le cose, almeno sull’argomento della migrazione del vapore.

    sono tutto orecchi

  17. paolo pieve

    Buon giorno.
    Sono alle prese con la coibentazione il sottotetto della della mia vecchia abitazione in Capo Corso, da destinare a camera da letto + wc.
    L’attuale struttura del tetto (molto rustica) è la seguente:
    – copertura: pietra di Brando, loghe in pietra grigia dello spessore di circa 2/ 3 cm ;
    – postate su tavole di castagno grezze;
    – posate su travotti di castagno grezzi;
    – poggianti su travi di castagno grezze, alle quali ho aggiunto un corrispondente numero di putrelle in ferro a doppia T per rinforzo/ sicurezza.

    Dopo aver ripulito e consolidato tutto il sistema, mi predispongo a chiudere le luci tra una tavola e l’altra con liste di legno (luci da pochi millimetri ad 2 cm). Fatto questo, posizionerò tra le putrelle a doppia T pannelli di polyiuretano da 10 cm (60x 120cm).

    La domanda principale, visti i pareri discordanti degli “esperti” locali:
    -l’intero sottotetto deve essere sigillato, sigillando tutte le luci/ fessure derivate dalla posa dei pannelli? Non si creeranno problemi di umidità/ condensa INTERNI? I nuovo locali avranno 2 e 1 finestra.

    Resterà un abbondante areazione tra copertura (pietre) è tavole di appoggio.
    Grazie.

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    idea corretta.
    certo che lo sfasamento ottenibile non è stato calcolato.
    per garantirsi protezione dal caldo e non rifare il lavoro un’altra volta meglio verificare!

  19. Federico Sampaoli Autore articolo

    la copertura non deve garantire la tenuta all’aria, lei resta com’è.
    il soffitto che diventa caldo e le pareti che restano fredde sono un buon argomento, ma le condense succederanno solo se l’umidità è troppo elevata

  20. Luigi

    Ringrazio Luca 83 e rilancio la questione. Il mio problema è l’isolamento su una soletta di una soffitta non riscaldata. La soletta – sono riuscito a ricostruire la stratigrafia – è costituita da uno strato di 1-2 cm circa di intonaco tradizionale + circa 18 cm di soletta in calcestruzzo alleggerito (con Leca, non è noto in che proporzioni). Verso l’alto c’è la soffitta, non abitata e non riscaldata, al grezzo. Il tetto è a due falde, travi in cemento con tavelloni e tegole, senza alcun isolamento termico. Il tutto in zona climatica E (provincia di Bologna).
    Avevo fatto alcuni conti approssimati e con il polistirene – però da 8 cm e non 4 cm! – si ottenevano buonissimi risultati in termini di transmittanza.
    Però poi ci sono i problemi segnalati, inoltre comunque devo dare un minimo di calpestabilità allo strato, anche se in soffitta ci si va occasionalmente.
    Così avrei pensato a fare sempre uno strato di 4 cm di polistirene in appoggio alla soletta grezza, mettendoci sopra però dei pannelli di 4 cm in fibra di legno. La transmittanza totale è uguale (conducibilità termica dei pannelli in fibra di legno sostanzialmente uguale a quella del polistirene).
    Il vantaggio è che i pannelli in fibra di legno hanno “massa” e quindi dovrebbero aiutare per il discorso estivo, quindi dare inerzia termica. Inoltre dovrebbero essere calpestabili (penso!) quindi risolvo il problema di camminarci occasionalmente sopra.
    Il costo è sostanzialmente equivalente a uno strato di polistirene da 8 cm + uno strato di laminato scadente (cioè non di particolare pregio) per poterci camminare sopra (costi presso i fornitori di cui posso avvalermi).
    Che ne pensate?
    Inutile la fibra di legno in combinazione con il polistirene?

  21. Lucio_Mo

    Grazie della precisazione. Avevo inteso che la tenuta all’aria dovesse essere garantita nel sottotetto, cosa quasi impossibile con la mia copertura tipo Varese e i finestrini.
    Il volume sottostante riscaldato non presenta punti di passaggio se non i punti luce dei lampadari dei soffitti. Sigillerò bene laddove i corrugati attraversano il solaio. Consiglio su che materiale utilizzare dovendo operare su fori in una soletta di cemento?

    In altri suoi post ho letto che talvolta alcuni interventi, migliorativi sulla carta, rischiano di essere peggiorativi una volta realizzati, specie se si parla di ponti termici.
    Attualmente l’appartamento, che non ha alcuna coibentazione né esterna né interna, non presenta problemi di muffa. D’inverno seguo i suoi consigli, con l’ausilio dei termoigrometri areo spesso per pochi minuti e riscaldo in modo costante per non far raffreddare i muri. Andando a isolare solamente il solaio rischio di accentuare il ponte termico con le pareti perimetrali, con rischio di maggiore condensa negli angoli tra pareti e soffitto dell’appartamento? Se sì ci sono accorgimenti per ridurre questo pericolo? Nel frattempo mi sono portato avanti col lavoro e ho acquistato il termometro laser!

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    isolare termicamente un solaio è sempre conveniente, ma il termotecnico dovrebbe farle notare che lo sfasamento è insufficiente (per lei e anche per la normativa):

    chieda la verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 che a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva vuole sfasamento > 12 ore.

    la tenuta all’aria potrebbe essere garantita dall’intonaco interno del volume sottostante riscaldato. se il termotecnico si è guardato lo stato di fatto e ritiene di posare un manto ben venga (nastrato e sigillato a dovere).

    i passaggi impiantistici li sigilli lei personalmente! così saprà subito con chi prendersela

  23. Lucio_Mo

    Aggiornamento sulla progettazione dell’isolamento estradosso solaio.

    In base ai calcoli del termotecnico mi sto orientando su queste due scelte
    sughero sfuso 12 cm: trasmittanza 0,29 W/m2K sfasamento 11,8 h
    cellulosa sfusa 12 cm: trasmittanza 0,26 W/m2K sfasamento 9,6 h

    Prestazioni assai simili in inverno, sughero migliore in estate, ma il triplo più caro della cellulosa.

    Al solaio si accede tramite una porta e un vano scala. I finestrini di aerazione sono semplici aperture nella muratura con una griglia di protezione. D’inverno li sigillo con un pannello di xps, d’estate li lascio liberi per areare. Inoltre ci sono i ponti termici delle pareti, gli interstizi tra i tavelloni del tetto…
    Non credo proprio quindi che si possa parlare di tenuta all’aria.
    Lei mi ha detto che basta il solaio a fare da freno al vapore, il termotecnico invece prevede un telo igrovariabile. Che fare? Vorrei scongiurare il pericolo di condense e deterioramento dell’isolante.
    I rischi che vedo io riguardano poi la posa, avendo tutti gli impianti che passano a vista sulla soletta: il telo dovrebbe necessariamente passarci sotto o si potrebbe stenderlo sopra i tubi? Ho paura che i posatori non riescano a sigillare perfettamente il telo andando di fatto a comprometterne la resa.

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    budget basso e aspettative alte?
    per coibentare l’estradosso solaio del sottotetto potete usare fiocchi di cellulosa con posa a mano libera eseguibile con il fai da te.
    beneficio invernale ed estivo garantito.
    se si vuole decidere consapevolmente lo spessore è indispensabile calcolare la stratigrafia del sottotetto.
    altrimenti non resta che fare a caso!

  25. Stefano

    Buongiorno,
    complimenti per il sito.
    Se possibile, vorrei chiederle un parere. Il mio problema è che vorrei coibentare il solaio di casa mia (abito nel ferrarese); il solaio è formato da pignatte con sopra una gettata grossolana e sotto intonaco (spessore di circa 14cm), il tetto è formato sempre da pignatte e da una copertura di onduline in materiale cementizio, non è presente nessuna presa d’aria nel solaio.
    Pensavo di coibentarlo con barriera vapore e poi con 4 cm di pannelli di fibra di legno e sopra 6 cm di eps 100. Naturalmente il solaio non viene utilizzato e non mi serve che sia calpestabile, lo scopo principale della coibentazione è un eventuale risparmio invernale. Purtroppo il mio budget è basso e temo di buttare via soldi e di non ottenere nessun risultato.
    Grazie millle per la sua attenzione.

  26. Federico Sampaoli Autore articolo

    per confrontare le 5 proposte di coibentazione estradosso solaio sottotetto e decidere con competenza è assolutamente necessario inserire gli strati completi dell’elemento solaio in stratigrafia.
    questo anche per confrontare prestazioni ed investimento.

  27. Lucio_Mo

    Grazie della risposta. Nel mio caso purtroppo il vincolo della poca altezza utile mi obbliga a ragionare al contrario: con soli 15 cm a disposizione, avere benefici tangibili anche per l’isolamento estivo è utopia? Ho letto il contributo di Luca83, che con 30 cm di fiocchi di cellulosa posati su un solaio simile al mio ha ottenuto uno sfasamento di 14,5 ore. Io con metà del materiale a disposizione sarei ben al di sotto delle 8/12 ore considerate necessarie per riscontrare benefici apprezzabili.
    Il gioco vale comunque la candela, visto che parto da una situazione di nessun isolamento, o è meglio concentrarsi sull’isolamento invernale? Date queste premesse, quale soluzione è la migliore dal punto di vista delle prestazioni?
    isolante per intercapedine spessore 15 cm:
    fibra di legno sfusa, cond. term. ?=0,045 W/mK, dens. 65 kg/m3, cap. term. 2.100 J/kgK
    fiocchi di cellulosa, cond. term. ?=0,045 W/mK, dens. 65 kg/m3, cap. term. 1.800 J/kgK
    sughero in granuli, cond. term. ?=0,050 W/mK, dens. 65-120 kg/m3, cap. term. 1.600 J/kgK
    perlite espansa, cond. term. ?=0,045 W/mK, dens. 85-120 kg/m3, cap. term. 1.000 J/kgK
    argilla espansa, cond. term. ?=0,090 W/mK, dens. 400 kg/m3, cap. term. 1.000 J/kgK
    piano di copertura:
    osb o fibrogesso? Uno o due strati incrociati?
    Grazie ancora per i preziosi suggerimenti!

  28. Federico Sampaoli Autore articolo

    listelli in legno su cui realizzare un piano in osb, riempiendo le intercapedini insufflando fiocchi di cellulosa è corretto. ad un costo materiale doppio si può insufflare materiale minerale sfuso.

    il ruolo di freno al vapore è svolto già dal solaio e dall’intonaco dell’ambiente sottostante.
    eventuali fori o passaggi di impianti vanno sigillati con nastrature a garanzia della tenuta all’aria.

    in ogni caso, dopo aver deciso il materiale coibente, lo spessore va calcolato per verificare se sia sufficiente protezione dal surriscaldamento estivo.

    il problema delle finestrine si risolve creando delle spondine a forma di U davanti ad ogni finestrina. possibilmente posando un pannello in xps di 2-3cm al posto del pacchetto insufflaggio

  29. Lucio_Mo

    Salve a tutti e grazie Dott. Federico per le preziose informazioni del suo blog, attraverso il quale ho potuto farmi un minimo di cultura di base riguardo le tematiche del risparmio energetico. Il mio caso è simile a quello del Sig. Luigi. Casolare del ‘600 nella campagna modenese, zona E, muri in doppia testa di mattoni pieni e malta in terra, nessun cappotto. Il tetto, rifatto negli anni ’50, è del tipo Varese rasato, con travi in cemento armato, una sola fila di tavelloni su cui sono posate direttamente le tegole, senza guaina impermeabilizzante. Non ho il budget per isolare il tetto dall’esterno, ma vorrei intervenire almeno sul solaio di 140 mq: è un 16+4 in laterocemento lasciato grezzo, con tutti gli impianti e le catene di rinforzo poggiati a vista sulla soletta. Vorrei realizzare una pavimentazione per sfruttare il sottotetto come deposito o lavanderia, e con l’occasione migliorare per quanto possibile l’isolamento sia invernale che estivo del mio appartamento sottostante. Ho un problema di altezza: i finestrini di aerazione sono già adesso a filo della soletta e la parte più bassa del sottotetto è di solo 60 cm. Per inglobare gli impianti senza rubare troppo spazio ho a disposizione circa 15 cm.
    Leggendo gli altri interventi ho valutato queste ipotesi:
    1 Massetto alleggerito: NO per non appesantire ulteriormente la struttura, visto anche che la mia è zona sismica, ed evitare pericoli di infiltrazioni di acqua o umidità nell’appartamento sottostante.
    2 Contropavimento con trama in listelli in legno su cui realizzare un piano in tavole di fibrogesso o osb, riempiendo le intercapedini a mano o per insufflaggio con fibra di legno o cellulosa sfusa.
    3 Sottofondo a secco in granuli di perlite o argilla espansa su cui poggiare un pavimento flottante in lastre di fibrogesso o osb.
    Ho contattato una ditta esperta in bioedilizia, la quale mi ha sconsigliato l’opzione fibra di legno/cellulosa per via del rischio infiammabilità, annidamento insetti/roditori e clima umido della mia zona, consigliandomi invece l’opzione sottofondo a secco in granuli. Il mio dubbio riguarda non tanto l’isolamento invernale bensì quello estivo: se non ho capito male l’opzione fibra di legno/fiocchi di cellulosa mi garantirebbe un miglior sfasamento rispetto a quello perlite/argilla espansa, fatto salvo il limite dei 15 cm utili per l’intervento. Magari potrei valutare una variante con sottofondo a secco in granuli di sughero, anche se temo che dal punto di vista del budget incidano molto di più dei fiocchi di cellulosa.
    Lei quale soluzione mi consiglierebbe? Nel caso è necessario considerare un freno al vapore?

  30. Federico Sampaoli Autore articolo

    ottimo intervento. e si possono anche posare i fiocchi a mano libera ottenendo naturalmente una densità dello strato inferiore. fai da te e risparmi per tre!

  31. Luca83

    Per il Sig. Luigi:

    Buonasera, volevo aggiungere alcuni dati al mio messaggio inserito prima del suo commento.
    La mia abitazione é identica al suo caso. Insufflando 30 cm di fiocchi di cellulosa sul solaio esistente da 25 cm in laterocemento ho ottenuto (calcoli da me eseguiti in quanto tecnico):

    Periodo invernale: trasmittanza termica 0,12 W/m2K, valore da edificio Passivhaus.
    Periodo estivo: Sfasamento termico: 14,5 ore(calcolo eseguito tralasciando lo spessore della copertura che migliora ovviamente il valore).
    Ho realizzato anche dei camminamenti in legno,sostenuti da pannelli verticali in xps per il ponte termico, nel caso dovessi accedere al sottotetto(cavi antenna).
    Il costo totale compreso Iva per 60 m2 lordi circa é stato 1950 euro circa(detraibile al 65%). In una mezza giornata gli operai hanno completato il lavoro senza sporcare nulla.
    Mettere 4 cm di polistirene e un freno al vapore(non serve perché il solaio é già freno al vapore) é completamente inutile. Migliora qualcosa in inverno ma in estate é nullo.
    Anche il discorso della ventilazione non dona nessun apprezzabile beneficio.
    Non sprechi soldi in un lavoro inutile mi raccomando.
    Buon lavoro.

  32. Luigi

    Ha senso per la parte invernale, l’aspetto è duplice. Infatti, mi pareva di aver capito che anche il suo consiglio fosse “coibentare la soletta (il pavimento) del sottotetto”. Per rinfrescare durante l’estate appunto gli interventi sarebbero più complessi e al momento fuori budget. Del resto anche l’abitazione è quella che è, nata così e necessiterebbe di interventi e non solo nel solaio, per ottimizzare gli aspetti energetici.

  33. Federico Sampaoli Autore articolo

    per il surriscaldamento estivo c’è tanto da fare:
    decidere il materiale sfuso adatto all’intervento
    chiudere eventuali passaggi di aria dall’ambiente sottostante riscaldato
    verificare lo spessore del solaio
    inserire gli strati nella stratigrafia
    calcolare la prestazione invernale (utile ma anche inutile perchè qualsiasi materiale fa migliorare lo stato di fatto)
    calcolare la prestazione estiva per decidere lo spessore del coibente necessario alla protezione estiva.

    che senso ha comperare un freno al vapore e posare 4cm di polistirene e poi vedere cosa succede?
    i soldi non crescono sugli alberi, usiamoli bene.

  34. Luigi

    OK grazie. Ho sentito anche altri pareri ed effettivamente per un caso come il mio (soffitta al grezzo con tetto di travi in cemento + tavelloni + tegole, senza alcuna coibentazione) l’intervento consigliato è di agire sulla soletta e le pareti perimetrali della soffitta e lasciare stare le falde del tetto, potendo operare solo dall’interno. Per il surriscaldamento estivo c’è poco da fare, qualche aiuto può darlo la coibentazione della soletta ma per avere grossi vantaggi si dovrebbe ventilare la soffitta in modo intelligente e/o rivedere tutta la struttura delle falde col cappotto termico, lavori attualmente fuori budget. Pertanto provo a stendere uno strato di pannelli in polistirene da 40 mm sulla soletta (anzi interpongo dei teli per freno vapore, non si sa mai la condensa), poi vedrò se raddoppiare lo strato.

  35. Federico Sampaoli Autore articolo

    polistirene e surriscaldamento estivo vanno molto in accordo.
    l’imperfezione della soletta sottotetto non è mai un problema per i materiali sfusi e anzi, sono molto adatti al fai da te.

  36. Luigi

    Grazie per il consiglio. Il problema della soletta è che purtroppo è molto grezza, ci sono scatole di derivazione dell’impianto elettrico (lampadari delle stanze sottostanti) e preferirei lasciarla libera. Viceversa mi verrebbe naturale fare un controsoffitto ai due spioventi del tetto. Certo la struttura non è semplice, innazitutto non voglio forare nè tavelle nè tantomeno i travi. Pensavo di mettere dei ganci da travi in cemento in vari punti e crearmi una struttura con aste per supportare i pannelli. Così facendo mi svincolo dalla geometria dei travi in cemento e lascio uno spazio per l’aria tra le tavelle e i pannelli. Una volta creata la struttura è semplice montare sopra i pannelli, senza neppure tagliarli a misura (cosa che dovrei fare se li incollassi alle tavelle tra un trave e l’altro. Il POLISTIRENE l’ho pensato perchè molto leggero e soprattutto facilissimo da montare. Purtroppo però è infiammabile e non lo si dovrebbe usare per queste applicazioni. D’altra parte la lana di roccia a pannelli ha costi tutto sommato allineati al polistierene a parità di spessore, tuttavia mi risulta complicata da gestire per le polveri e le irritazioni varie…. E poi si dovrebbe coprirla per non lasciarla in vista. Qunidi sono in una serie di dubbi…. Lei che materiale di facile reperibilità consiglierebbe? Grazie.

  37. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’intervento più intelligente e facile ed economico è coibentare la soletta (il pavimento) del sottotetto!
    con materiali più efficaci del polistirene si può ottenere anche una ottima protezione dal surriscaldamento estivo.

  38. Luigi

    Buongiorno, ho una casa indipendente costruita alla fine degli anni ’70, composta da due appartamenti uno al piano terra e l’altro al primo piano, esattamente l’uno sopra all’altro. Il tetto, sopra l’appartamento del primo piano, sta sopra un sottotetto che non è coibentato, costituito da travi in cemento + tavelloni sopra i quali ci sono uno strato di cemento (o malta cementizia nn so) + tegole. Vorrei coibentare questo sottotetto con pannelli in polistirene spessore 40mm posti internamente al sottotetto e disposti parallelamente alle due falde del tetto (dall’interno). Lascerei uno spazio adeguato tra le tavelle e i pannelli di polistirene in modo che possa girare aria e non si formi condensa. Tenuto conto che la casa si trova in provincia di Bologna (zona climatica E), è un intervento che ha un senso (per tipologia, spessori, materiali) oppure no? Se aiuta a coibentare, una cosa del genere favorisce il trattenimento del caldo nel periodo invernale oppure il rinfrescamento dell’abitazione al secondo piano nel periodo estivo?
    Grazie!

  39. Federico Sampaoli Autore articolo

    Sì, la maggior parte delle persone conosce poco i materiali e le aziende sono tirchie d’informazioni.
    La soluzione è ottima se si può sfruttare il sottotetto.
    Non si deve dimenticare di migliorare il ponte termico perimetrale dall’interno.

  40. luca83

    Aggiungo, a quanto detto da Giorgio, anche la mia esperienza in merito. Lo scorso anno ho coibentato il mio sottotetto con 30 cm di fiocchi di cellulosa.
    Inverno con camere caldissime ed estate fresca senza necessità di aria condizionata.Io sono in zona E ad Arcore.
    E ora ai miei clienti consiglio sempre questo materiale per questa tipologia di interventi.
    Purtroppo la maggior parte delle persone conosce solo il polistirene……
    Ciao

  41. Giorgio

    Io mi sono fatto rifare il tetto da una ditta che utilizza principalmente isolanti termici naturali in fibra di cellulosa e mi sono trovato da dio!
    Da quanto mi hanno certificato la fibra di cellulosa oltre che essere ecologica e compensare l’umidità e assorbire i suoni è anche resistente al fuoco all’acqua e agli insetti.
    Io vi consiglio di valutarla come alternativa!
    Fatemi sapere!
    Ciao Giorgio

  42. Giorgio

    Io credo che il miglior materiale in commercio ora è la cellulosa.
    Io mi sono fatto rifare il tetto da una ditta che si chiama Isolare (www.isolare.it), che utilizza principalmente isolanti termici naturali in fibra di cellulosa e mi sono trovato da dio!
    Da quanto mi hanno certificato la fibra di cellulosa oltre che essere ecologica e compensare l’umidità e assorbire i suoni è anche resistente al fuoco all’acqua e agli insetti.
    Io vi consiglio di valutarla come alternativa.
    Fatemi sapere che ne pensate!
    Ciao Giorgio

  43. Federico Sampaoli Autore articolo

    incollare un nuovo pannello isolante sulla rasatura di un precedente pannello è una cosa da valutare sul posto.

    coibentare di più significa anche che le strutture al di là dell’isolamento diventeranno ancora più fredde e gli eventuali ponti termici non curati saranno ancora più forti.

  44. Andrea

    Considerato quanto suggerisce, in alternativa alla pittura cosiddetta termoisolante, potrei optare per la posa di pannelli in silicato di calcio soltanto nelle zone più basse del tetto, tipo nelle nicchie aperte con altezza non superiore ad 1 mt che non sono calpestabili (e forse nelle porzioni di tetto sopra gli armadi dove ci sia più spazio tra rivestimento superiore dell’armadio stesso e soffitto); non credo che posare tale pannelli sopra quelli esistenti di sughero possa avere effetti collaterali, o no?
    E come finitura pensavo ad una pittura a base di calce su tutto il soffitto. Potrebbe apportare qualche miglioramento alla tempertatura superficiale del sottotetto e alla riduzione di condensa e quindi muffa? (arieggiando in modo migliore e continuando a tenere accesa la vmc h24 d’inverno). Grazie

  45. Federico Sampaoli Autore articolo

    senza affrontare un lavoro radicale di coibentazione interna, forse non fattibile senza perdere i mobili su misura, io consiglierei di migliorare le abitudini per quel che riguarda l’arieggiare l’ambiente.
    sicuramente eviterei quei tipi di pitture che anche se qualcosa possono fare, portano in ambiente indoor nuove sostanze e probabilmente VOC.
    meglio preferire pitture naturali con pH elevato >11-12.
    gli armadi probabilmente confinano con superfici fredde senza mantenere corretta distanza.

  46. Andrea

    Ho un sottotetto/mansarda (tetto a falde in cemento) abitabile, che per circa 12 anni dalla costruzione della casa (zona clim. E, 2400 gr/giorno), non era mai stato abitato e pertanto mai riscaldato. Due anni fa volendo utilizzarlo come zona notte e non potendo intervenire dall’esterno l’ ho fatto coibentare dall’interno (su suggerimento di un professionista) posando pannelli di sughero compresso di 3 cm sulle pareti e di 1 solo cm (per non perdere troppa altezza) sul soffitto. Dopo il primo anno di utilizzo (con riscaldamenti accesi ovviamente nella stagione invernale) ho riscontrato tracce di muffa nella zona di ancoraggio delle finestre e nel bordino di muro tra le finestre e il soffitto (ponti termici!). Ho poi montato una piccola vmc decentralizzata (due spot nelle uniche due stanze in cui era tecnicamente installabile). Nonostante ciò mi si è formata annerimento e muffa anche sul soffitto nelle parti di falda del tetto più basse, e sempre sul soffitto interno agli armadi che avevo fatto fare su misura, probabilmente perchè sono le zone meno areate e meno raggiunte dal calore dei termosifoni. Vorrei intervenire sul soffitto, dopo aver pulito le parti interessate dalla muffa, passando un paio di mani di un prodotto termoisolante (tipo guaina in forma di pittura o rasante termoriflettente) e poi una mano di pittura termoisolante. Potrebbe migliorare la situazione?? Grazie dei consigli e delle indicazioni preziose che riesce sempre a fornire.

  47. Federico Sampaoli Autore articolo

    le vecchie tavelle sono un bel peso per la copertura in legno quindi non discuto se il tecnico ha fatto una valutazione sismica.

    se però non ci fossero motivi a me dispiacerebbe eliminare tutte le tavelle e affrontare questa grossa spesa per ritrovarmi con un tetto in osb (Oriented Strand Board).

    Le lastre in osb non sono impermeabili al vapore, intendo dire che hanno un valore di sd variabile tra 0,9 e 1,5 m. Non è una “barriera al vapore” ma è un freno al vapore.

    A differenza di una guaina bituminosa, le lastre lamellari multistrato creano con le onde una ventilazione sotto i coppi: l’aria calda sale dalla gronda ed esce dal colmo riducendo un pochino la trasmissione di calore all’interno del sottotetto ed eliminando umidità tra coppo e impermeabilizzazione.
    In alternativa si deve posare una membrana impermeabile ad alta traspirazione stabile all’esposizione ai raggi UV per il tempo necessario alla posa
    della copertura definitiva con elevata resistenza meccanica (433 N/5 cm) ed estremamente resistente alla pioggia battente per poter camminare sul tetto senza il rischio di creare rotture o lacerazioni applicando coppi o tegole con malta o schiuma.

    Termicamente parlando io non conosco come è fatto l’ultimo solaio (pavimento sottotetto): è proprio lui che si deve inserire in una stratigrafia per valutare l’effetto positivo dei 15cm di fiocchi di cellulosa. Consiglio di leggere con attenzione i valori che si ottengono specialmente per comprendere se offrono sufficiente sfasamento estivo. Sarebbe un peccato aver risparmiato qualche ulteriore cm di spessore e non avere una buona protezione dal caldo.

  48. paola

    Salve,
    gradirei avere la sua opinione in merito alle lastre bitumate lamellari per impermeabilizzazione di tetto in travi di legno, tavelle e marsigliesi danneggiato, con sottotetto non praticabile con aperture per ingresso aria, zona sismica e zona climatica E. Il tecnico ci ha consigliato di sostituire le tavelle con lastre in obs da 3 cm per una maggiore risposta sismica e di mettere guaina bituminosa e poi nuova copertura in marsigliesi. Mi domandavo se le lastre bitumate lamellari potrebbero garantire una migliore ventilazione rispetto alla guaina bituminosa, garantendo una maggiore vita alla copertura, e un maggiore sfasamento termico nella stagione calda, avendo sostituito le tavelle che garantivano traspirazione e inerzia termica con l’obs che è anche impermeabile al vapore. Per completezza dico anche che vorremmo mettere 15 cm di cellulosa da insufflaggio sul sottotetto non praticabile come isolamento. Gradirei tanto una sua opinione in merito al recupero del tetto che garantisca anche la migliore risposta nel tempo. grazie anticipatamente
    Paola

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    la sua non è una copertura ventilata nel senso che il vapore che passa la stratigrafia se ne va attraverso lo strato di ventilazione.
    il nuovo pacchetto di coibentazione sarà traspirante solo verso l’interno (asciugherà d’estate).

  50. sergio

    grazie per la risposta, il mio dubbio era, isolare il tetto dall’interno avendo già un isolamento esterno di polistirene spessore 8 cm con lana di roccia o fibra di legno da mettere tra le travi in legno, mettendo un freno al vapore igrovariabile la ventilazione della fibra o lana avendo sopra il polistirene viene compromessa o non ci sono problemi
    grazie ancora

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente io vi proporrei materiali naturali per un isolamento sul lato interno della copertura.
    a proposito della migrazione del vapore, va progettato un freno al vapore igrovariabile sul lato caldo: questo ha lo scopo di frenare il vapore d’inverno e di permettere l’asciugatura dell’eventuale umidità migrata nel pacchetto durante la stagione invernale.
    la sigillatura del telo è importantissima.
    con 10-15cm disponibili avrete grandi soddisfazioni.

  52. sergio

    sto pensando di isolare il tetto dall’interno per recuperare la mansarda da utilizzare come gioco bimbi, attualmente ho tetto in legno con sopra pannelli stirodach (polistirene con sopra strato di alluminio) spessore cm 8, pensavo di rivestire le travi in legno con lastre di cartongesso e infilare tra i pannelli di polistirene e il cartongesso della lana di roccia o vetro. Possono andar bene i due materiali abbinati, consideriamo che lo spessore della lana di vetro potrebbe essere di 10/15 cm, volevo utilizzare rotoli con carta Kraft come barriera vapore, è sufficiente secondo voi. La casa si trova in zona E al confine con Zona F quindi il problema maggiore è il freddo anche se per due mesi estivi una protezione dal caldo non è male.
    considerate che un domani vorrei fare un cappotto esterno che materiali suggerite attuali muri cassavuota senza isolante casa anni 60
    saluti e grazie per le risposte

  53. Federico Sampaoli Autore articolo

    i suoi tecnici avranno anche fatto qualche calcolo per lei informandola sulle prestazioni ottenibili.
    ha ricevuto queste informazioni?
    forse il sistema a cappotto di 8cm di spessore soddisfa il valore minimo di legge, ma ho qualche dubbio.
    per la copertura ho anch’io dei dubbi, ma non conosco la struttura.
    certo che il materiale previsto per la copertura è un XPS, materiale insensibile all’acqua solitamente usato per le coibentazione contro terra oppure nella zoccolatura di un sistema a cappotto in zona spruzzi. l’xps non è certo adatto alla protezione estiva o acustica.

    per sicurezza chieda almeno la verifica delle prestazioni della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

  54. Donatella Bruni

    Buongiorno, sto ristrutturando e per la quale avevo previsto il rifacimento e coibentazione del tetto ed il cappotto esterno. L’immobile è una villetta unifamiliare che si trova a Tavarnelle in Toscana (zona climatica E). I tecnici hanno previsto per il tetto una coibentazione con polistirene espanso tipo styrodur C 40 kg/m3, spessore medio 10 mm da porre sopra la copertura; il sottotetto non è calpestabile. Leggendo i vari articoli del blog ed un opuscolo edito dall’Enea di qualche anno fa, mi è venuto il dubbio che possa non essere la soluzione ideale, sia per il materiale che per il posizionamento esterno.
    Per quanto riguarda il cappotto era previsto un cappotto esterno in polistirolo espanso sinterizzato additivato con il 50% di grafite Neopor, spessore 8 cm.
    La casa è circa 130 mq ed ha un piano seminterrato (garage/rimessa) di analoga grandezza.
    Cosa ne pensa di queste due soluzioni?
    Cordiali Saluti
    Donatella

  55. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente un intervento sul lato esterno porta maggiori benefici, specialmente in estate.
    se si è costretti a ragionare solo su un intervento dall’interno non resta che decidere quanto spazio si è disposti a perdere e vedere con tale spessore che benefici si possono ottenere.
    ovviamente anche solo un paio di cm portano un beneficio invernale in termini di bolletta, mentre per ottenere comfort estivo si deve avere sfasamento idoneo (oltre le 12ore almeno) e anche capacità areica interna ottimale.

  56. Giorgio

    Buongiorno,
    ho una mansarda abitabile tanto fredda d’inverno quanto calda d’estate, vorrei isolarla ma non riesco a capacitarmi sul lavoro da fare visto che ho intgerpellato alcuni artigiano e uno mi dice l’incontrario dell’altro.

  57. Angelo

    La ringrazio per le preziose indicazioni.
    Ormai la vmc è in fase di installazione dato che ho fatto fare la botola nel sottotetto proprio ieri pomeriggio e la settimana prossima verranno ad installare l’impianto che, dal punto di vista logistico, non prevederà grossi “disastri” dal punto di vista edilizio in quanto l’appartamento è costituito da 6 stanze di buone dimensioni tutte confinanti con l’atrio (stanza centrale sopra il soffitto della quale verrà posta la macchina della vmc). Per quanto concerne le due camere e la sala farò applicare le bocchette “esterne” ai cassonetti delle tapparelle e per quanto riguarda cucina, lavanderia e bagno farò applicare le bocchette di aspirazione (da collegarsi alla macchina della vmc) sul soffitto immediatamente adiacente il soffitto dell’atrio.
    Per quanto riguarda il sottotetto, seguirò il suo consiglio procedendo con l’insufflaggio. L’unico mio dubbio resta legato al fatto che il sottotetto è pieno di muricci (anche ciechi verso la fine) e temo non si riesca a fare un lavoro omogeneo e senza discontinuità. Grazie ancora

  58. Federico Sampaoli Autore articolo

    la mancanza degli spifferi dei vecchi serramenti si è tradotta in un elevato tasso di umidità interna.
    complice l’anno piovoso 2014.

    l’edificio si comporta come gli altri anni, ma ora con umidità più elevata si trova più a rischio muffa di prima nei punti più freddi.

    è vero che l’isolamento esterno aiuta ad innalzare considerevolmente le temperature superficiali interne delle strutture, ma è anche vero che non si può condurre un ambiente con elevata umidità interna per molti giorni.

    la vmc è tanto più miracolosa (parlo di livello di umidità e non di altri aspetti) quanto più è bassa la temperatura esterna.

    per non trasformare la casa in un cantiere si potrebbe progettare qualche macchina vmc puntuale senza canalizzazioni, ma ciò dipende dalla forma e dalla disposizione degli ambienti.

    la coibentazione del sottotetto è solitamente l’investimento migliore e più basso, sempre che si progetti la correzione dei ponti termici più forti.
    meglio materiali per insufflaggio (ben più salubri) che materassini di altre sostanze.

  59. Angelo

    Buongiorno,
    abito nella provincia di Brescia in un appartamento di 110 mq circa al primo piano di una villa singola di 2 piani (piano terra e primo piano) edificata negli anni 60-70. Un anno fa ho cominciato ad avere forti problemi di muffa sui tutti i muri interni a nord (problemi mai registrati prima dello scorso anno) e su porzioni di soffitto in prossimità degli angoli e dei predetti muri, problemi che si sono accentuati notevolmente con l’installazione di nuovi serramenti esterni a doppio vetro.
    Premetto che i muri perimetrali sono costituiti dal doppio forato 12 cm per un totale di 25 cm, il tetto è stato rifatto 4 anni fa (coppi su tavelloni con guaina impermeabile purtroppo senza isolamento). Infine l’umidità interna relativa ha sempre registrato valori intorno al 70 %.
    Per risolvere il problema, dopo una perizia accurata, mi è stato consigliato di fare il cappotto esterno (possibilmente in lana di roccia per una migliore traspirazione delle pareti) per aumentare la temperatura interna delle pareti gelide e un impianto di vmc igroregolabile (quella a doppio flusso con recupero di calore, mi è stato detto, non era necessaria) per regolare il ricambio d’aria e ridurre l’elevata umidità registrata nel mio appartamento.
    Ora, in conclusione, considerando che la superifice della mia soffitta è elevata (circa 110 mq), sono a chiedere cortesemente un parere su quali potrebbero essere gli interventi utili per migliorare la situazione a livello di isolamento (per proteggere dal freddo invernale e dal caldo estivo) e soprattutto a livello di riduzione dell’umidità dell’appartamento (maggiore ricambio di aria nel sottotetto che, al momento, è completamente chiuso). Pensavo a qualcosa come l’installazione di qualche coppo “aerato” per far circolare l’aria o a qualcosa come insufflaggio o applicazione di rotoli di lana di roccia sopra il soffitto. Un dettaglio tecnico credo molto rilevante: il sottotetto è a muricci e tavelloni distanziati di un metro l’uno dall’altro e sono comunicanti nel centro dell’appartamento, metre diventano “ciechi” man mano che ci si avvicina al perimetro. Il colmo del tetto è di circa 1.50 metri. grazie anticipatamente per la preziosa collaborazione

  60. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente questa coibentazione all’estradosso solaio sottotetto porterà un grande beneficio invernale. la prossima estate scoprirete le lo sfasamento ottenuto sarà sufficiente.
    ricordate che i ponti termici perimetrali non sono corretti e ricordate di controllare che l’accesso al sottotetto sia una apertura a tenuta d’aria.

  61. luca

    Buon giorno sono nuovo su questo sito: ho un sottotetto non abitabile, ho isolato il solaio con lana di roccia da 10mm e ho due finestre 40X30, una a ovest e una a sud, e sufficiente come isolamento e areazione? Abitazione a Vicenza. Grazie.

  62. Federico Sampaoli Autore articolo

    nella propria proprietà anche un drenaggio parziale aiuta la zona interessata a non dover sopportare spinta d’acqua.
    il resto dell’intervento deve concentrarsi sulla scelta e sugli spessori degli intonaci, sia esterni che interni, con qualità risananti e deumidificanti, da un lato, e termoisolanti dall’altro.
    tutte queste operazioni con l’attenzione ai fori serramenti per non aggravare alcuni ponti termici spesso cause di condense e muffe.

  63. Lucia

    grazie mille per il suggerimento: non conoscevo questo tipo di intervento.
    Nel mio caso si pongono alcuni ostacoli: la casa è in realtà una porzione di casa colonica e dunque i muri almeno 1 è in completa condivione – quello che divide le due abitazioni a ovest – su due lati la casa si affaccia su strada asfaltata (est) e dunque suolo pubbico così come sul retro a sud (qui è una stradina di passaggio pubblica e comunale larga poco più di un metro).
    Il solo lato ovvero a nord su cui poter intervenire è però verdandato e pur volendo intervenire so per certo che non il mio vicino non affronterebbe tale risanamento e forse ne perderei i benefici se fatto a metà.

    in tal caso, quali soluzioni posso adottare?

    grazie mille

    Lucia Toffoli

  64. Federico Sampaoli Autore articolo

    la muratura in sasso calce e mattone scenderà allargandosi nel terreno a fungere da fondamenta. purtroppo spesso causano umidità di risalita.
    è anche naturale, il piede della muratura si trova a diretto contatto con il terreno e durante le piogge avviene sicuramente anche una certa spinta d’acqua.
    se i tempi previsti lo permettono io progetterei sicuramente un drenaggio perimetrale che porta alle murature a ritrovarsi in una nuova situazione di equilibrio di umidità ben più sopportabile.
    se il terreno circostante è in pendenza, il drenaggio può essere progettato senza l’ausilio di pompe elettriche e funzionerà per secoli.

    dicevo, che se non si ha molta fretta si può facilmente monitorare l’umidità del piede della muratura e decidere meglio la finitura successiva.

    la paglia in copertura deve prevedere uno spessore probabilmente troppo importante, ma c’è sempre il sughero, o la fibra di legno.
    la progettazione della copertura deve comprendere la tenuta all’aria del tetto e la migrazione del vapore.

    vi auguro una bella avventura nella vostra casa del 900

  65. Lucia

    Gentilissimo,
    ho ereditato una abitazione in sasso e mattone risalente ai primi del 900 e sita nel nord est.
    Si tratta di una tipica casa colonica con corte e struttura a ‘L’: muri di circa 40 cm, però priva di fondamenta con conseguente problematica dell’umidità da risalita. Tetto non isolato con struttura a capriate, travetti in gelso, tavelle e copertura in coppi tradizionale
    Circa il problema dell’umidità ho letto moltissimo nel web e le soluzioni sono le più disparate: creare sistemi si areazione, taglio dei muri, utilizzo di materiali traspiaranti (che potrebbero aumentare però l’effetto della capillarità con peggioramento del problema), sistemi elettronici che invertoni la risalita…
    Vorrei un suggerimento per attivare la soluzione migliore possibile e greeen, ove possibile.
    Così anche per il teto: ,ho probbevuto a una prima bonifica della copertura che presentava infiltrazioni installando un lucernaio d’ispezione…. pensavo a pannelli di sughero, alla paglia, materiali simili…
    Volentieri attendo sua indicazione per le miglioi scelte da attuare…

    Un cordiale saluto

    Lucia Toffoli

  66. Teo

    Grazie ingegnere.
    Dalla sua risposta desumo che, salvo calcoli, la stratigrafia proposta possa indicativamente ben rispondere alle domande che avevo formulato nel primo intervento.

    Buona serata

  67. Federico Sampaoli Autore articolo

    coibentare all’estradosso solaio del sottotetto è sempre ottima soluzione economica, sempre che al piano inferiore si abbia la cura di non ignorare i ponti termici risultanti dall’interruzione della continuità della coibentazione delle pareti.
    circa al materiale alternativo, gusci di nocciole, pellet di castagno nazionale, tronchetti di legno pressato non saprei che dire. a parte il valore di coibentazione non ben definito, mi appare assai faticoso stivare tutto questo materiale lassù. e le bestioline che vivranno dei gusci?

  68. cristina carraro

    Buon giorno, gentile Architetto,
    cosa ne pensa di isolare il tetto (sopra il solaio paino) in muricci e tavelloni, anziché con cellulosa
    con biocombustibili rinnovabili (130 euro a tonnellata) tipo:
    – gusci di nocciole
    – pellet di castagno nazionale
    – tronchetti di legno pressato
    quali contro?
    Grazie per l’attenzione
    Crisitna Carraro

  69. Federico Sampaoli Autore articolo

    Quando si sceglie di posare i coppi sulla membrana impermeabile traspirante (sD = 0,2m) senza perdere ulteriore spazio c’è bisogno di resistenza meccanica e spessore evitando il rischio di lacerazioni.
    L’ applicazione di coppi o tegole con malta o schiuma richiede una buona ruvidità della sua superficie che sarà la base per l‘adesione di malte o schiume poliuretaniche.

  70. Teo

    Collegandomi all’intervento precedente, pensavo ad una stratigrafia del genere (ovviamente andrà verificata con i calcoli):

    Tetto laterocemetneo 16+4
    Prima listellatura 6 cm con lana di pecora
    Seconda listellatura ortogonale alla prima con lana di pecora (altri 6 cm)
    Assito (2-3 cm)
    Membrana impermeabile traspirante (cosa consiglierebbe?)
    Coppi

    Grazie ancora

    Teo

  71. Teo

    Gentile Dott. Sampaoli,

    abito in una mansarda realizzata in un edificio di antica costruzione una trentina di anni fa; il tetto, rifatto all’epoca della ristrutturazione, è in laterocemento 16+4, zona climatica E. Sto valutando di intervenire dall’esterno per l’isolamento del tetto. Leggendo il blog ho appreso che se la cappa è in buono stato è possibile non stendere un freno al vapore sotto l’isolante. Non volendo caricare troppo il tetto, cosa mi consiglierebbe per ottenere anche un accettabile comportamento del pacchetto in condizioni estive? Inoltre ritiene sia preferibile il tetto ventilato?
    Essendo in centro storico, l’inserimento dell’isolante ed eventualmente che dello strato di ventilazione mi comporterebbe il raggiungere una quota del tetto superiore a quella della casa adiacente, questo può, a sua esperienza, creare problemi in termini di autorizzazioni?

    La ringrazio anticipatamente e le faccio i complimenti per il blog.

    Teo

  72. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’isolamento sulle falde è corretto.
    qualsiasi materiale si posi la situazione non può peggiorare,
    ma non tutti i materiali e spessori offrono la stessa protezione dal caldo… quindi va calcolata la stratigrafia e poi deciso

  73. Matteo

    La ringrazio Dr. Sampaoli per la gentilissima e solerte risposta. Devo dire che il tutto mi sta mettendo in difficoltà, perché a fronte di due preventivi e sopralluoghi di due ditte diverse quotate nel settore, sentire che non sono lavori che risolvono il problema ma anzi potrebbero peggiorare la situazione beh fa pensare. Vedrò di reperire altre soluzioni anche se al momento sia per praticità che per costi sostenibili l’isolamentoa falda sembra l’unica via percorribile. Ancora i miei più cordiali saluti

  74. Federico Sampaoli Autore articolo

    il blu mi suggerisce che si tratti di xps e non di eps… ma tanto vale.

    l’eps è il materiale meno indicato per la protezione estiva perchè le sue caratteristiche non danno sfasamento adeguato, se non con elevati spessori.
    per ottenere molte ore di sfasamento devo posare materiali con alta densità e alto calore specifico.
    fare una corrente d’aria d’estate equivale a lasciare entrare aria calda anche a 36° o più… non è una strategia valida: normalmente si fa ventilazione naturale la notte e nelle prime ore del mattino.

    appena lei riceve l’offerta per la stratigrafia definitiva, richieda anche la verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore):
    in questo modo scoprirà subito se lo spessore sarà sufficiente e se il materiale sarà adatto.

  75. Matteo

    Un cordiale saluto e complimenti per l’articolo molto dettagliato. Vorrei fare una domanda se posso: io ho una soffitta di circa 150mq che non usiamo, alta nella sua parte centrale circa 2.5m, con sopra tetto a falde in travi cemento e tavelloni. Tegole in cemento sul tetto. Ora ho fatto fare due sopralluoghi per fare un isolamento termico soprattutto per il periodo estivo in quanto abitando al primo piano da quella soffita la sera scende un caldo inenarrabile. La proposta comune è stata: pannelli di EPS ( di colore blu) da 15 cm per le falde e poi ulteriore pannello per isolare le travi. Fori di ventilazione da 30, con griglia in alluminio , chiudibili durante il periodo invernale. Ora sono un po’ confuso dopo aver letto questi articoli. Il lavoro propostomi può essere valido oppure ci sono errori diciamo di fondo nel concepire l’isolamento=Ringrazio in caso di risposta. Un cordiale saluto Matteo da Verona

  76. Federico Sampaoli Autore articolo

    la tenuta all’aria della copertura così descritta è migliorabile ma difficilmente ottenibile: specialmente sulla linea dove l’assito è perpendicolare e passante.

  77. Lucio

    Buonasera Dr. Sampaoli,
    intanto la ringrazio per aver subitamente risposto.
    Cerco di spiegarmi meglio; l’abitazione non è ancora stata consegnata e ancora non presenta alcun segno di degrado. Il sistema travatura secondaria – assito poggia sul sovracordolo come il coperchio di una scatola, entrambi gli elementi sono passanti… In questa configurazione è ovvio non poter dare continuità al cappotto esterno , che tampona le facciate essendo ritagliato in sommità intorno ai travetti passanti, e alla coibentazione del tetto. Forse ho sbagliato topic ma, più che dal problema del ponte termico, nutro forti preoccupazioni per la tenuta all’aria e vorrei porvi rimedio ora che non sono complete le rifiniture interne ed esterne. Mi chiedevo se è possibile (e se è utile) in questa fase togliere parte di intonaco tutto intorno al perimetro del nodo assito+travetti / muratura di cordolo e, visto che ormai è impossibile mettere il nastro autoespandente, provare con qualche prodotto schiumogeno. Oppure togliere esternamente parte del cappotto e rimetterlo adottando qualche sistema di sigillatura.
    Insomma chiedo alla sua esperienza il consiglio su come procedere e SE procedere o scommettere che non avrò questi problemi, come dice il costruttore.
    La ringrazio vivamente.

  78. Federico Sampaoli Autore articolo

    non ho capito se è comparsa muffa internamente oppure sul legno all’esterno.
    le travi in legno annegate nel cordolo possono essere sigillate con un po’ di pazienza.
    l’assito o il perlinato, se passante da dentro a fuori, è difficilmente sigillabile.

  79. Lucio

    Buongiorno a tutti,
    la mia casa isolata ha un tetto travi e travetti in lamellare sormontati da barriera h2o e cappoto isolante 10cm. I travetti sono passanti verso l’esterno: si appoggiano sul cordolo in CA e annegano nella muratura sopra al cordolo. Le pareti sono in poroton con cappotto esterno 5cm.
    Non ci sono guarnizioni nè alcuna protezione all’aria tra travetti e cappotto esterno.
    Come posso agire per rendere il nodo più funzionale ed evitare la formazione di muffe senza necessariamente rifare il tutto? E’ possibile scarificare la muratura intorno ai travetti per isolare con autoespandenti? Oppure basta sigillare bene il cappotto esterno al legno?
    Grazie a tutti per la cortesia.

  80. Federico Sampaoli Autore articolo

    se la copertura non ha nessuna impermeabilizzazione sul lato esterno si deve fare i conti con eventuali infiltrazioni future.
    infiltrazioni, anche momentanee, possono causare danni ad una coibentazione interna.
    sarebbe economicamente sbagliato e rischioso.
    bisognerebbe ripensare ad un intervento dall’esterno.

  81. Davide

    le rispondo ai quesiti
    l’intenzione è quella di renderlo più gradevole anche se utilizzato come grande deposito
    non è presente alcuna cappa armata
    non è presente alcuna guaina all’esterno
    sul lato interno non sono intonacati
    si va da un’altezza massima di circa 220 cm ad una minima sul perimetro di circa 30 cm
    grazie

  82. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente è possibile un intervento dall’interno, anche se non è la via migliore.
    l’intenzione sarà di abitare questo sottotetto?
    i tavelloni hanno una cappa armata sul lato esterno? c’è una guaina all’esterno? sono intonacati sul lato interno?
    che altezze abbiamo a disposizione?

  83. Davide

    salve, le scrivo da Pisa (zona climatica D) e vorrei isolare dall’interno un sottotetto di una villetta bifamiliare del 1970. Nello specifico il tetto (a quattro falde) è realizzato con paretine di forati a nido d’ape su cui poggiano dei tavelloni in laterizio da 6 cm e su cui a loro volta poggiano delle tegole marsigliesi. Volendo evitare interventi importanti sul tetto sarebbe possibile a suo avviso una coibentazione efficace dall’interno? anche con prodotti naturali? o viste le modalità costruttive del tetto un isolamento dall’interno rischierebbe di creare più danni che benefici? la ringrazio per la disponibilità. cordiali saluti. Davide

  84. Federico Sampaoli Autore articolo

    ho scritto diversi articoli nella categoria sull’isolamento termico dall’interno http://espertocasaclima.com/category/coibentazione-dall-interno/

    se le facessi il progetto via blog i miei clienti mi frusterebbero… e non lo potrei fare senza conoscere lo stato di fatto dell’edificio.
    inutile ricordare che i ponti termici sono aspetti da curare con attenzione, e il sottotetto è da valutare nello spessore per ottenere sfasamento adeguato .
    il freno al vapore è indispensabile solo per materiali come la fibra di legno che è molto aperto alla diffusione e contiene molto bene le dispersioni termiche (raffreddando molto l’elemento edile esterno).

    tornando alle scelte: esse si devono anche fare in base a chi farà il lavoro, alla squadra o al fai da te. non tutte le lavorazioni sono fattibili per chiunque.

  85. gian paolo

    Salve, grazie per la risposta.
    Pultrobbo esternamente ho la facciata a faccia vista e non posso fare il capotto.
    L’ unica soluzione e isolare dall’ interno e non ho capito come fare.
    Lei gentilmente mi puo aiutare.
    Grazie

  86. Federico Sampaoli Autore articolo

    nell’indecisione la decisione dovrebbe sempre cadere su coibentazione esterna e qualità interna: sistema a cappotto esterno, strato di argilla interno.

  87. gian paolo

    Salve.
    Sono indeciso 1) cacio silicato + pannello di argilla senza freno vapore si per le pareti che per il soffitto.
    2) fibra di legno + pannello di argilla senza freno vapore si per le pareti che il soffitto.
    Lei gentilmente cosa mi consiglierebbe? considerando anche un eventuale capotto esterno?
    Anticipatamente grazie

  88. Federico Sampaoli Autore articolo

    ne penso male per l’xps.
    lei desidererebbe un ambiente rivestito di xps?
    l’xps è perfetto per le zoccolature esterne perchè non teme l’acqua

  89. Federico Sampaoli Autore articolo

    per la coibentazione dall’interno di una parete in sasso leggi http://espertocasaclima.com/2012/02/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/

    per la coibentazione del tetto sarà insufficiente lo spessore tra i travetti, migliorerà di certo le dispersioni, ma si deve calcolare la protezione dal caldo
    leggi http://espertocasaclima.com/2012/01/migliorare-linerzia-di-un-tetto-coibentato-dallinterno/

  90. franco

    Salve e grazie per il suo tempo.
    Ho un casale in pietra ( spessore 45 cm ) in zona climatica E che non posso coimbentare dall’ esterno.
    Quali materiali mi consiglia per i muri interni e per il soffitto tra un travetto e l ‘altro.
    Grazie

  91. Federico Sampaoli Autore articolo

    il foglio di alluminio rappresenta una barriera al vapore, impedirebbe (ove intatta) la naturale e normale migrazione del vapore nei due sensi.

    il cartongesso è il materiale più povero e meno adatto al lato interno.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2013/08/finiture-interne-in-cartongesso-e-clima-interno-confortevole/

    l’eps in casa non è proprio il materiale più salubre di tutti, nè il materiale più adatto al lato interno. si compromette anche il comfort estivo.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2012/02/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/

    esternamente 3cm di intonaco tradizionale sono uno spreco di spessore: coibentano poco nulla. meglio sostituire questo strato con termointonaco.

  92. gian paolo

    Grazie per la risposta.
    La mia intenzione era di fare questa stratigrafia: cartongesso 1mm con foglio di alluminio, 5 cm eps, 3 cm di intonaco. 45 cm di muro in sassi, 3 cm di intonaco, 6 cm di eps con grafite , rete rasante.
    Tutto questo perché sulla facciata ho dei vecchi stipidi di peperino che non vorrei coprire facendo solo il cappotto esterno di 11 cm.
    La mia paura è che facendo questo sandwich si possa creare condensa interna?
    Grazie

  93. gian paolo

    Salve e complimenti.
    Volevo farse una domanda, se si può isolare internamente che esternamente una casa?
    Zona climatica E , moro in sassi da 45 cm
    Anticipatamente grazie

  94. Federico Sampaoli Autore articolo

    per esempio un materiale salubre e flessibile come la canapa.

    per assicurarsi un’adeguata protezione estiva è necessario un Calcolo delle Proprietà Termiche della stratigrafia e tenere in considerazione:
    Fattore di decremento (attenuazione)
    Ritardo fattore di decremento (sfasamento)
    Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] U/dyn secondo UNI EN ISO 13786

    curando la stratigrafia sul lato interno si potrebbe migliorare la Capacità termica periodica lato int. (capacità areica interna, la capacità di assorbire calore internamente)

  95. Dario

    Salve,
    Zona climatica E, gradi giorno2368,irradianza 247, altitudine 18,latit. 45°23′ longit. 11°39
    Edificio piano unico con mansarda. Tempo fa sono stati effettuati interventi quali cappotto esterno in EPS da 10 cm su una muratura da 30 cm e sostituiti serramenti con infissi in PVC.
    Vorrei sfruttare la mansarda: il tetto presenta la seguente stratigrafia: Tegole in cemento-Guaina bituminosa-assitto.
    Il tutto appoggia su travi spesse 20 cm. Mi trovo quindi quest’ultimo spazio per inserire un isolamento che garantisca uno sfasamento il più vicino alle 12 ore. Cosa mi consiglia?

    Grazie e complimenti

    Dario

  96. Federico Sampaoli Autore articolo

    il lastrico solare non ha protezione e quindi offre poche ore di sfasamento, idem per la parete ovest (la più provata dal surriscaldamento nel periodo estivo).
    coibentazioni interne offrono miglioramenti, ma rubano anche spazio.
    per il soffitto meglio controllare che le altezze non siano già al limite di legge.

  97. Marta

    Buongiorno,
    non mi intendo per nulla di tale argomento, e quindi pongo questo quesito:
    sto per acquistare un appartamento sito in un condominio al terzo e ultimo piano. I lati liberi sono a sud e a ovest, mentre il lato nord dell’appartamento confina con il corridoio condominiale e il lato est con un altro appartamento.
    Un mio ex collega abita nella palazzina in parte, facente parte dello stesso complesso condominiale, sempre al terzo piano e sempre esposta a sud. Mi ha riferito che d’estate stare in casa è insopportabile anche con il climatizzatore acceso, in quanto il calore che il tetto ha accumulato durante il giorno viene poi “trasferito” all’appartamento.
    Come posso risolvere questo problema? Avevo pensato ad un cappotto interno, considerato che essendo un condominio non si può agire sul perimetro e/o tetto esterno.
    Ma leggendo questo articolo mi pare di capire che un cappotto interno sul soffitto in estate faccia l’effetto contrario.

  98. Marco Redaelli

    Buongiorno Federico,
    Mi chiedevo se potevo utilizzare l’avanzo del telo igrovariabile come “freno” appoggiato sull’assito di perline di abete prima di appoggiarci sopra un sottofondo a secco costituito da lastre preaccoppiata di 1cm di fibra di legno più 1+1cm di fibrogesso…
    Grazie!

  99. Federico Sampaoli Autore articolo

    si potrebbe migliorare l’ombreggiatura per le prime ore di sole
    si potrebbe fare ventilazione notturna per scaricare l’energia accumulata durante il giorno

    sostituire vetri e telai credo sia un investimento troppo elevato e comunque non elimina le prime due soluziuoni.

  100. maura

    Ho una veranda rivolta ad est( sole fino alle 12) che d’estate si scalda parecchio, ho messo una tenda esterna ma, diventa sempre “bollente”.
    I vetri sono doppi, non c’è nessuna soluzione?

  101. Federico Sampaoli Autore articolo

    in assenza di una barriera al vapore, anche materiali isolanti come l’eps lasciano passare una certa quantità di vapore.

    per il rischio muffa si intende che la temperatura superficiale interna è così bassa che è possibile che succeda condensa. Per calcolare la temperatura superficiale interna si deve calcolare la stratigrafia intera e dettagliata: tipo di copertura + isolante termico

  102. valentina

    La ringrazio per la tempestività nella risposta.
    Tuttavia non essendo un’esperta del settore fatico a capire per cui le riassumo quello che ho percepito e le chiedo ulteriore conferma…
    Per l’inverno è ok mentre per l’estate bisogna pensare a qualcosa di diverso come materiale di copertura, giusto? Il tetto ventilato ha senso solo se uso una copertura traspirante…vuol dire che il polisterene non lascia traspirare? per cui sarebbe inutile farlo ventilato senza utilizzare l’apposito materiale?
    Un’ultima cosa: con una semplice copertura in polisterene (non ventilato) si migliora comunque la situazione (soprattutto in inverno) con relativi problemi di umidità, o rischio di effettuare un lavoro, comunque costoso, per nulla? Ancora grazie e perdoni la mia ignoranza!

  103. Federico Sampaoli Autore articolo

    con 8 o 10 cm di coibentaziuone artificiale leggera posso migliorare considerevolmente la situazione invernale, invece in regime estivo devo progettare una coibentazione che mi offra
    adeguata attenuazione (la quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione). Meglio bassi valori del fattore di decremento f (ottimo < 0,15) adeguato sfasamento (la quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione), e giunge all'interno con un ritardo di alcune ore (sfasamento). Meglio durante le ore notturne, quando la temperatura esterna è già scesa (meglio > 12 ore)

    il tetto ventilato ha senso quando progetto una copertura traspirante che elimina all’esterno il vapore che d’inverno attraversa il pacchetto isolante.

    non conosco la qualità dello stato di fatto della copertura.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/tetto/coibentazione-del-tetto-contro-il-caldo-e-optional/

  104. valentina

    Salve, necessito di un consiglio.
    Vorrei coibentare il tetto (12° d’inverno e 31 d’estate!! e presenza di muffa e umidità) e ho ricevuto 2 proposte da 2 differenti ditte.
    1)normale isolamento del tetto con polisterene di 8 cm + guaina senza alzare le gronde
    2)tetto ventilato con isotec di 10cm con relativo innalzamento delle gronde
    Ovviamente anche l’importo delle due proposte è differente….
    Cosa mi consigliate? Mi basterebbe isolare normalmente il tetto o necessito visti i problemi di umidità di farlo ventilato?
    Altra cosa: isolando il tetto quanti gradi guadagno in estate e in inverno? è vero che si abbasserebbe fino a 7/8 gradi la temperatura in estate? (perchè a me sembrano veramente troppi…non ci credo molto).
    Vi ringrazio e attendo i vostro consigli
    Valentina

  105. maura

    per “respirare” intendo se nella soffitta ci sarà bisogno di aerare settimanalmente oppure se potrò comportarmi come faccio da 30 anni, cioè apro la botola sulle tegole 5- 6 volte l’anno quando si controllano i coppi, l’antenna ecc.

    Grazie

  106. maura

    Ho isolato il tetto esternamente ai coppi, ora le travi interne potranno “respirare” come prima?
    Grazie

  107. Federico Sampaoli Autore articolo

    ho indicato il materiale perchè era la richiesta.
    la progettazione completa richiede
    il calcolo dello spessore
    i componenti del sistema: freno al vapore e sigillature idonee,
    finitura interna finale da vlutare…per migliorare il comfort estivo

  108. Giuliano

    Grazie della sollecita risposta. La fibra di canapa poi devo richiuderla con ulteriore perlinato o
    Lasciarla a vista in quanto il sottotetto è abitato. Deve inoltre essere a contatto oppure va lasciata un intercapedine. Il pannello deve avere lo spessore del travetto (8 cm)? Mi scusi se la riempio di domande ma è l’unica persona competente che ho incontrato. Grazie ancora

  109. Giuliano

    Buongiorno abito zona piacenza ho una casa con tetto travetti a vista altezza penso 8cm con perlinato.sopra polistirene spessore penso poco e tegole,mi hanno detto, portoghesi.d estate molto caldo mentre in inverno si gela. So che nn e’ corretto ma sono costretto ad agire dsll’interno. Come mi consiglia di procedere. Grazie in anticipo della risposta

  110. nino

    Buongiorno.
    Casa di 2 piani con relativi appartamenti, più soffitta “alta”.

    Per accedere al 65% mi è stato detto che devo isolare le pareti, il pavimento della soffitta e mettere pannelli per l’ h2o.
    Io invece pensavo di isolare il tetto esternamente ai coppi, perché la soffitta è alta e, un domani, potrei metterla a posto.

    Possibile che facendo il tetto mi debba “accontentare” del 50% ?

    Grazie per la risposta

  111. Federico Sampaoli Autore articolo

    con l’ insufflaggio si raggiunge maggior densità dello strato in fiocchi di cellulosa. ma nessuno vieta la posa a mano fai da te.
    naturalmente vi ho consigliato un materiale che offre le migliori prestazioni estive.
    quando un materiale è ottimo d’estate è anche sempre quasi ottimo d’inverno per contenere le dispersioni.

  112. Nicola

    la ringrazio molto per la celere risposta.
    il prodotto che Lei mi ha consigliato (e di cui nessuno mi aveva parlato) credo debba essere insufflato (almeno così ho capito cercando in internet), mentre noi pensavamo ad un intervento più semplice e meno costoso, come la posa sul pavimento del sottotetto di qualche materiale isolante.
    cattiva idea?
    nella mia prima richiesta ho dimenticato di specificare che ovviamente l’isolamento dovrebbe funzionare anche in inverno per evitare la dispersione di calore.
    grazie ancora

  113. Federico Sampaoli Autore articolo

    avete bisogno di ottenere molte ore di sfasamento per evitare il surriscaldamento estivo: i fiocchi di cellulosa offrono con poco peso un’invidiabile conduttività termica (0,039?W/(mK)) ed enorme capacità termica massica 2110? J/(kgK)

  114. Nicola

    Buongiorno,
    abito a Piacenza all’ultimo piano di un condominio costruito negli anni ’60 con mansarda non praticabile.
    In estate si muore di caldo, così vorremmo mettere un isolante sul pavimento del nostro sottotetto.
    Che cosa ci consiglia? ci hanno proposto di tutto, lana di roccia in rotoli, pannelli di grafite, ecc. ecc.
    grazie

  115. Marco Redaelli

    Grazie!
    In realtà i pannelli di argilla da 22mm che avrei individuato sembrano abbastanza “gestibili” da montare sul soffitto, sono rinforzati con fibra..
    Il dubbio atroce è che non mi convince ciò che mi ha detto chi me li ha proposti, cioè che usando questi non serve un freno vapore/telo igrovariabile… anche se dopo ho 10cm di fibra di legno ?!?!?
    Il mio ragionamento invece è che è vero che sono molto igroscopici, ma la resistenza alla diffusione del vapore è comunque bassissima, e quindi un sacco d’aria li attraverserebbe per condensare sul lato freddo della fibra di legno…
    Marco Redaelli

  116. Marco Redaelli

    Fantastico….
    … ma appena mi convinco di una soluzione ne salta fuori un’altra… affascinante ma sfibrante!!!
    …. pannelli di argilla da 22mm by terracruda… considerando la grande capacità dell’argilla di assorbire l’umidità, forse potrei evitare di mettere il telo igrovariabile… i 10 cm di fibra di legno che metterei dopo il pannello dovrebbero restare comunque all’asciutto…
    …. anche se secondo i miei calcoli, considerando il basso valore di capacità di resistenza alla diffusione del vapore mi si formerebbe condensa interstiziale fra la fibra e il perlinato esistente…
    .. ecco il mio dubbio amletico..
    Grazie!
    Marco

  117. Federico Sampaoli Autore articolo

    il telo ce lo possiamo anche tenere a vista 🙂 per farlo vedere agli amici e farli ingelosire, ma dev’essere ben sigillato ai sormonti e ai lati per non rendere il lavoro vano.

  118. Marco Redaelli

    Già!
    E per di più in questo modo posso stendere il telo igrovariabile fra fermacell e perline, invece che fra fermacell e fibra di legno, dove avrei dovuto fare una lavoro da certosino per isolare bene tutti i travetti e le irregolarità create dall’infilare la fibra fra travi e travi dall’interno… il fermacell invece sarà tutto piatto!
    Inoltre il telo viene anche bucato meno, visto che le perline richiedono meno viti del fermacell.. speriamo di fare un bel lavoro…
    Grazie!
    Marco

  119. Marco Redaelli

    Gentilissimo Federico,
    ho trovato una soluzione per accontentare sia l’occhio di mia moglie sia la mia esigenza più pratica di aumentare la capacità aerica interna… applicare una nuova perlinatura sul fibrogesso!!!
    Marco Redaelli

  120. Federico Sampaoli Autore articolo

    dipende dalla qualità del solaio. se ci possono essere passaggi di aria calda e umida dall’ambiente sottostante è bene posare e nastrare un telo freno al vapore

  121. Gabriele

    grazie, allora interverrò sul solaio con la cellulosa: devo mettere per terra, prima di posare la cellulosa, un qualche tipo di telo o va bene così?
    buona giornata
    Gabriele

  122. Federico Sampaoli Autore articolo

    se possibile NON vanno usate barriere al vapore.
    se siete disposto ad un maggiore investimento si interviene in copertura (NON con la sua stratigrafia)
    se la disponibilità economica è contenuta si deve intervenire efficacemente all’estradosso dell’ultimo solaio (come ha scritto lei, anche con il fai da te)

  123. Gabriele

    buongiorno
    dopo aver letto credo quasi tutto del suo blog torno alle domande per isolare il mio tetto dal caldo e dal freddo. Ricordo che sono nella cintura di Torino, in zona climatica E, casa singola con solo piano terra, sottotetto non abitato e da non utilizzare in futuro, con soletta di circa 20 cm; il tetto è “leggero”, cioè, guardandolo dal sottotetto vedo le tegole semplicemente appoggiate su un’armatura di legno.
    Se ho ben “digerito” ciò che ho letto finora:
    1) è meglio isolare sotto le tegole piuttosto che il pavimento del solaio per “lasciare il ladro fuori invece di combatterlo dopo che è entrato”.
    2) è salutare usare materiali naturali come la fibra di legno.
    3) vanno usate barriere al vapore per impedire che il materiale isolante si bagni e perda le sue caratteristiche.

    Quindi la mia stratigrafia potrebbe essere la seguente: tegola-telo igrovariabile-tavolato OSB leggero-fibra di legno da 20 cm-tavolato OSB leggero-freno al vapore?

    O tutto sommato, lavorando molto meno, potrei accontentarmi di mettere 20 cm di cellulosa sulla soletta del sottotetto coperta con un tavolato leggero in OSB?

    Oppure alla fine non ho capito niente e piuttosto che spendere soldi per fare danni è meglio che mi cerchi un professionista che mi dia fiducia?
    Grazie
    Gabriele

  124. Federico Sampaoli Autore articolo

    che la stratigrafia dovrebbe essere calcolata non v’è dubbio. ma lei non mi ha incaricato di calcolare la stratigrafia.

    come ho già risposto CI VUOLE UN TELO IGROVARIABILE: un valore di resistenza a diffusione igrovariabile: valore sd maggiore 10 m nel clima invernale e 0,25 m con retrodiffusione estiva.

  125. Marco Redaelli

    Ma con 8 cm di fibra di legno con conduttività 0.048 non rischio di avere condensa interstiziale fra questa e la successiva perlinatura esistente se non freno sostanzialmente il vapore, soprattutto sopra il bagno? Al di sopra poi ho solo 5 cm di polistirene…
    Grazie ancora!
    Marco Redaelli

  126. Federico Sampaoli Autore articolo

    la posa di una lastra fermacell vapor anzichè un telo igrovariabile è un errore perchè un valore di sd > 3 o 4m è un freno al vapore troppo forte e impedirebbe l’asciugatura estiva del vapore passato nello strato coibente nella fase invernale o di cantiere.

  127. Marco Redaelli

    Oppure firbogesso con freno al vapore incorporato…

    Stratigrafia definitiva

    – Fibrogesso Fermacell Vapor da 18mm
    – 3cm di intercapedine d’aria… mi serve per fare delle mensoline per sorreggere il successivo strato
    – fibra di legno 8cm da 260kg/m3 e conduttività 0.048… SACE PROTECT 265 o simile.. non sarà facilissima da lavorare come la canapa che è flessibile, ma spero di farcela… ha molto più massa della canapa!
    – Perlinato esistente da 2cm
    – Polistirene esistente da 5cm
    – Telo traspirante impermeabile da mettere
    – Coppi con fermaccoppi o tegole coppo da sostituire

    Dopo un mese e oltre di riflessioni forse sono arrivato alla quadra!
    Dovrei raggiungere uno sfasamento 9h30′, con fattore di attenuazione 0.3 e capacità termica aerica di 28… non credo sia male considerando che tocco solo l’interno del tetto! Come le sembra? Spero che basti per non mettere il condizionatore!!!.. per ventilazione notturna metto 2 belle velux da 98*119 una su una falda e una sull’altra!

    Ci vuole senz’altro un sostegno a questo blog, sono d’accordo! 😉

    Marco

  128. Gabriele

    grazie
    ma per proteggere la cellulosa cosa potrei metterci sopra? mi viene in mente per esempio un tavolato leggero in compensato fenolico o similare, o cos’altro?
    Per il cappotto esterno data la conformazione della casa lo ritengo una soluzione non praticabile

    grazie ancora e buona giornata
    Gabriele

  129. Marco Redaelli

    Dimenticavo… anche la fibra di canapa non sembra male, invece della fibra di legno.. forse anche più facile da mettere e dovrebbe evitare ancora di più un’eventuale condensa interstiziale!
    Grazie ancora!
    Marco Redaelli

  130. Marco Redaelli

    Grazie mille della risposta velocissima!!!
    L’ho fatta lavorare il primo maggio!

    Per le infiltrazioni pensavo comunque, pur non toccando il polistirene esterno, di rimuovere tutti i coppi, mettere un telo traspirante impermeabile e rimettere coppi nuovi con fermacoppo o, maglio ancora, le tegole-coppo (esteticamente devono sembrare coppi, ‘che sono in centro storico!)… certo, sarebbe meglio agire fra perlinato e polistirene, ma dovrei rimuovere tutto… così pensavo di essere comunque sufficientemente al riparo dalle infiltrazioni, no?

    Per l’isolamento dall’interno stavo anche pensando di chiudere l’aggiunta della fibra di legno con dei pannelli in gessofibra invece di una nuova perlinatura, che dovrebbero permettere una sufficiente capacità aerica per l’estate… devo convincere mia moglie ad abbondare l’idea del perlinato a vista 🙂
    Ho dato un’occhiata anche a pannelli in argilla ma mi sembrano più fragili da avvitare direttamente a travi distante 47cm!… il tetto in legno cmq si muove…
    Mi chiedevo se essendo materiali molto igroscopici, sarà comunque necessario stendere un telo freno a vapore… fra i pannelli e la fibra di legno..
    Grazie mille!
    Marco Redaelli

  131. Federico Sampaoli Autore articolo

    la cellulosa è ottimo materiale e si può anche proteggere invece che lasciarla esposta.
    l’insufflaggio in intercapedine soffre di troppi ponti termici, se si può, meglio un sistema a cappotto esterno.

  132. Gabriele

    Grazie della cortese e veloce risposta.
    Aggiornamento: questa mattina mi è stato proposto, in alternativa al cemento e polistirolo la posa di “sughero granulare tostato” con l’aggiunta di un non meglio identificato “vetrificante” per fermare il tutto; avevo anche pensato ai fiocchi di cellulosa, ma il mio timore è dato dal fatto che sotto le tegole non vi è nessuna protezione, e quindi possono entrare insetti vari e polvere e foglie e aria e smuovere il tutto.
    Se per “ponte termico perimetrale” intende l’isolamento delle pareti verticali del sottotetto nel mio caso non ce ne sono.
    Mi è stato anche proposto di migliorare la coibentazione delle pareti esterne della parte abitabile (spessore circa 32 cm, in mattoni, esterno intonacato, intercapedine di circa 8 cm con pannelli di 4 cm di lana di roccia) mediante l’insufflaggio di sughero granulare tostato, ma anche per questo intervento avevo già grossi dubbi per l’esiguo spessore disponibile e poi, dopo aver letto il Blog, per la possibilità della comparsa di muffe dovute ai ponti termici. Lei mi può dare dei suggerimenti?
    Grazie

  133. Federico Sampaoli Autore articolo

    Vi hanno proposto un getto “alleggerito” e un isolamento in eps.
    A mio parere una soluzione inutile, pesante, bagnata nella lavorazione (e per qualche tempo), di scarsa qualità e con materiali non naturali.
    Se fossi io il suo progettista della coibentazione non le proporrei mai una soluzione simile.
    Io però non ho fatto il sopralluogo del sottotetto.
    Penserei in ogni caso a materiali naturali che possano garantirmi molto sfasamento.
    Naturalmente la coibentazione dell’estradosso dell’ultimo solaio (il sottotetto) non risolve il ponte termico perimetrale.

  134. Gabriele

    Buongiorno, mi chiamo Gabriele, abito da poche settimane in una casetta singola di circa 30 anni vicino a Torino, composta da piano terra e sottotetto non abitabile e non isolato(accessibile solo dal tetto tramite un lucernaio); il tetto è in travi di legno a vista ed appare in buone condizioni; ho contattato un’azienda per isolare il sottotetto e mi è stata proposta una gettata di 5-6 cm di cemento e polistirolo per mettere in piano la soletta (ci sono le canalizzazioni dell’impianto elettrico) e poi sopra dell’EPS.
    Ero già un po’ perplesso, poi leggendo questo Blog mi sono convinto che non sia la soluzione ottimale. Come posso intervenire per proteggermi sia dal freddo invernale che dal caldo estivo? E’ indispensabile mettere mano alla copertura o posso comunque intervenire sulla soletta con risultati apprezzabili?
    Grazie

  135. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’intuizione è buona, lei ha imparato bene. se è merito del mio blog, ne posso andare fiero.

    naturalmente ci sono alcuni aspetti che lei sta sottovalutando:
    le potenziali future infiltrazioni occasionali devasterebbero la sua nuova opera fai da te
    la migrazione del vapore attraverso il coibente naturale (perfetto contro il caldo estivo) non è progettata
    è indispensabile frenare il vapore dall’interno
    un nuovo perlinato forse è esteticamente per lei un piacere ma d’estate non è il materiale che le consiglierei (legga http://espertocasaclima.com/tetto/migliorare-linerzia-di-un-tetto-coibentato-dallinterno/)
    per essere sicuri di raggiungere le ore di sfasamento che lei vorrebbe, bisognerebbe calcolare la stratigrafia possibile e realizzabile prima del fai da te

  136. Marco Redaelli

    Ciao Federico, sono Marco Redaelli di Arcore (MB) e sto leggendo da un po’ di giorni con molta attenzione il tuo forum!
    Mi accingo a mettere mano al tetto di casa mia che chiude un sottotetto che diventerà abitato. Qui realizzerò una camera e un bagno e aprirò due lucernari tipo velux.
    Attualmente il tetto è così strutturato:
    struttura in legno, perline da 2cm, polistirene spanso di 5 cm, onduline catramate e coppi.
    In inverno la coibentazione attuale non è certo il massimo ma il resto della casa ha muri antichi di pietra e mattoni da 50 cm e tutto sommato non posso lamentarmi della spesa per il riscaldamento, anche se c’è sicuramente di meglio… il problema vero sarà piuttosto l’estate!!!
    All’esterno dovrò comunque sistemare i coppi e l’ondulina a causa di saltuarie infiltrazioni (ogni tanto mi tocca usicre sul tetto a sistemare i coppi spostati) ma eviterei di eliminare il polistirene, anche se ormai ha quasi 20 anni. Inizialmente pensavo a prodotti tipo stirodach in sostituzione dell’attuale polistirene ma il “problema” estivo non si risolverebbe, essendo un materiale leggero… la pellicola riflettente e la microventilazione non credo facciano poi molto…. Una ditta mi ha proposto di sostituire il polistirene con della lana di roccia, ma, a a parte i costi di posa e del materiale, non mi convince molto come materiale.. preferirei qualcosa di meno potenzialmente “irritante”. In ogni caso non posso “alzarmi” perchè è una parte di tetto che senza soluzione di continuità si collega a quella dei vicini…
    Pensavo a questo punto di non toccare l’isolante presente all’esterno e agire dall’interno, dove ho 11cm a disposizione fra trave e trave da riempire con del materiale isolante che faccia un po’ di massa per la calura estiva per poi chiudere il tutto con una nuova perlinatura. Pensavo ad un fai da te con 10 cm di fibra di legno da 260kg/m3 fissati contro l’attuale perlinatura, lasciare 1cm di intercapedine d’aria e chiudere il tutto verso l’interno con una nuova perlinatura da 1cm. Così raggiungerei un buono sfasamento e un buon isolamento sia invernale che estivo.
    Non sono però convinto del tutto di questa soluzione per 2 motivi:
    – la capacità aerica periodica interna resterebbe comunque abbastanza bassa… per il comfort estivo non è il massimo, vero?…
    – probabile formazione di condensa interstiziale, soprattuto nella zona sopra il bagno (anche se questo avrà il suo sfiato sul tetto, essendo cieco), fra fibra di legno e perlinato esistente…
    Come fare? Hai qualche suggerimento? Si trova, con così pochi cm a disposizione e solo all’interno una soluzione che mi permetta di non dover pensare ad un condizionamento?
    Grazie mille della tua risposta!
    Marco Redaelli

  137. Federico Sampaoli Autore articolo

    se mi trovassi davanti una copertura appena finita non la butto via e faccio il compromesso di coibentare solo all’estradosso del solaio del sottotetto (ponti termici irrisolti).
    se lei è pronto a rifare la copertura è la volta buona di progettare una copertura coibentata, traspirante, ventilata con un buon sfasamento e bassi valori di trasmittanza

  138. Carlo

    grazie per la risposta.

    mi hanno proposto le fibre di abete mineralizzate.

    quindi ipotizzando di lasciare libero il sottotetto (comunque non e’ abitabile) quale potrebbe essere la soluzione per rendere piu’ efficace la coibentazione del tetto sia in inverno che in estate?

    eviterei volentieri anch’io di mettere mano al sottotetto, ma la mia unica preoccupazione e’ di agire in modo da avere anche una buona coibentazione d’estate visto che la casa e’ esposta al sole sole tutto il giorno.
    non agendo sul sottotetto pero’ non si rischia d’inverno dispersioni di calore nel sottotetto e un minor sfasamento d’estate?

    grazie ancora.

  139. Federico Sampaoli Autore articolo

    Siete in un blog che parla di case e come io penso dovrebbero essere fatte. A volte prende le sembianze di un forum…

    Perchè progettare un po’ di coibentazione esterna e un po’ di coibentazione nel sottotetto?
    Non si ha abbastanza fiducia nella coibentazione del tetto? Miglioriamola!

    Perchè impiegare ben 4 materiali diversi, oltre ai pezzi necessari a creare una ventilazione forzata?
    Isolante legno o lana di legno mineralizzata? Meglio definire!

    Una buona stratigrafia contro il caldo estivo è già una garanzia di buone prestazioni invernali. Posare un po’ di tutto e affermare che è un buon compromesso può funzionare, ma non sarebbe meglio una soffitta libera e un buon tetto coibentato?

  140. Carlo

    Buongiorno a tutti,

    sono nuovo del forum e vorrei chiedere le vs. valutazioni in merito al seguento progetto di coibentazione/rifacimento tetto che sto valutando per casa mia.
    Alcune informazioni sullo stato di fatto:
    – provincia di Pavia, zona climatica E, villetta a schiera su due piani costruzione anni 70, sottotetto non abitabile con sottostanti camere da letto.
    Il tecnico che mi segue mi propone la seguente coibentazione, elenco la stratigrafia partendo dall’esterno verso l’interno:
    TETTO
    – tegole cementizie
    – isolante EPS (tipo isotec) cm 12
    – isolante legno (celenit o similari) cm 7,5
    – pastina cm 6
    – tavellone cm 6
    SOTTOTETTO
    – Rockwool Feltro 121 bassa densità cm 8
    – Rockwool Pannello 220 media densità cm 7
    Inoltre il progetto prevede:
    – due corsi di tegole aeratrici (uno ogni tre) in basso vicino alla gronda e sotto il colmo;
    – aspirazione dell’aria esterna tramite: due areatori elettrici da posizionare vicino al colmo + un paio tubi in pvc diametro 50 sotto tegola ( da posizionare in falda non soleggiata).

    Quanto sopra mi è stato proposto come un ottimo compromesso per una buona coibentazione sia invernale che estiva: vorrei avere le vs. opinioni e se e come ritente il progetto sia migliorabile.

    Grazie in anticipo.

  141. LUISA

    Grazie innanzitutto per avermi risposto. Per stato di fatto si intende la stratigrafia? E’ una documentazione che il venditore possiede e che è tenuto a darmi se da me richiesta?
    Grazie

  142. Federico Sampaoli Autore articolo

    GEMATHERM e LAMBDAPOR sono entrambi coibenti leggeri, ma Lambdapor offre il beneficio della grafite che migliora le prestazioni di protezione dal caldo, pur essendo non specifico.
    Per una progettazione della coibentazione ancora realizzabile prima delle finiture interne bisognerebbe vedere disegni e foto dello stato di fatto.

  143. LUISA

    Buonasera Federico,
    sto leggendo con molto interesse i suoi interventi in cui mi sono imbattuta nel cercare informazioni su coibentazione etc. Questo perchè sono interessata all’acquisto di una casa ancora allo stato di rustico, e vorrei capire se i lavori fatti dal venditore vanno bene o mi portano ad intervenire di nuovo. L’ appartamento è a Milano all’ultimo piano di 5 di un edificio d’epoca. Chi lo vende ha reso abitabile un sottotetto, ricavando un appartamento di circa 80mq con altezza al colmo di 3,4 m. L’appartamento è un grande rettangolo, che misura 6m x 14 m esposto a nord, sud ed est (lati lunghi con finestre nord-sud). Il tutto è ancora sotto forma di rustico, con mattoni a vista alle pareti, tetto rifatto e travi in legno da cantiere a vista. Ho chiesto all’agenzia che cura la vendita informazioni sul tipo di coibentazione utilizzata, e mi hanno detto che i materiali utilizzati sono il GEMATHERM e LAMBDAPOR, anche se non so quale è stato utlilizzato per il tetto e quale per il cappotto alle pareti. Dalla lettura del suo blog ho capito che questi materiali per ripararsi dal caldo non sono funzionali, e non credo si possa intervenire dall’interno per il tetto se voglio mantenere l’effetto travi a vista. Mi può suggerire qualche cosa in merito?
    Vorrei inoltre sapere come posso capire se il tetto è ventilato oppure no.
    Per quanto riguarda le pareti, è necessario aggiungere coibentazione interna e se sì, come (tavolati, argilla..)?
    La ringrazio in anticipo per i chiarimenti che vorrà darmi.

  144. Federico Sampaoli Autore articolo

    avete già ricevuto 3 consigli. e ancora non siete soddisfatto?

    progettiamo il comfort!
    Scartato subito eps, polistirene e altri materiali visto che so bene che una coibentazione leggera funziona peggio di una pesante, a noi serve:
    capacità massica!
    un buon ? lambda per non trasmettere calore!
    e un buon accumulatore di calore (cosa può mai accumulare il polistirene???)!
    La fibra di legno ha doppia capacità termica massica rispetto alla lana minerale, per capirci!

  145. paolo

    dovrei coibentare il soffitto mi e stato consigliato di mettere la lana roccia di 5 cm altri mi consigliano il polistirene da 3 cm altri il polistirolo da 4 cm poi chiudere con il cartongesso quale la cosa migliore ?

  146. davide

    salve come posso coibentare il sopra tetto per non incappare nelle macchie di condensa dentro casa? tanti dicono di poggiare della lana di roccia sopra il tetto e coprirla con della plastica e dei tubi per ventilare

  147. Federico Sampaoli Autore articolo

    se in copertura la cappa armata si presenta sana, allora essa svolge il lavoro del freno al vapore e della tenuta all’aria. altrimenti meglio affidarsi ad un manto steso sotto la coibentazione

  148. sabrina antonia

    fra le travi IPE c’è il doppio tavellone con camera d’aria e sopra una cappa armata. E’ comunque necessaria la barriera al vapore? mi può indicare la giusta stratigrafia fino ai coppi? E’ necessario un tetto ventilato? grazie mille

  149. antonia

    sopra ai tavelloni c’è una cappa armata.E’ comunque necessario secondo te mettere una barriera al vapore? Se puoi mi indichi la stratigrafia fino all’esterno e se conviene realizzare un tetto ventilato visto che ho comunque un solaio di sottotetto.thank

  150. Federico Sampaoli Autore articolo

    per coibentare una copertura con struttura di ferro e tavelloni con buona protezione estiva userei sicuramente pannelli in fibra di legno.
    Se non c’è una cappa armata sopra i tavelloni mi preoccuperei di posare anche un manto con caratteristiche di freno al vapore.

  151. sabrina

    per coibentare una copertura con struttura di ferro e tavelloni di un fabbricato in pietra che pacchetto montare sopra alla struttura per ottenere un confort invernale ma anche estivo? il fabbricato si trova in Campania

  152. Paolo

    Buongiorno dott. Federico,

    sono in fase costruttiva, muri perimetrali pronti in pietra e calce naturale spessore 0,75 m larghezza interna 5,80 profondità interna 7 m altezza 3 m, di una casa nell’entroterra ligure a 400 m altitudine esposizione Nord-Sud.

    Quale scelta per il tetto solaio che risulterà essere un terrazzo, portata extra peso proprio tra 800-1.000 Kg/mq, con leggere pendenze esterne ?

    Classico travetto in laterizio tavelloni forati rete massetto calcestruzzo impermeabilizzazione coinbentazione massetto pendenze impermeabilizzione pavimentazione pedonabile di copertura finale ….?

    Proposta Rivenditore per sostituzione dei travetti e tavelloni in laterizio con casseri in polistirene per formazione con getto calcestruzzo e ferri travetti in opera (praticità nel trasporto e posa ma forti dubbi per mancanza inerzia termica e problemi condensa futuri) …?

    Il Suo consiglio ?

    Grazie per la risposta e vivi complimenti per la Sua competenza e professionalità !

    Cordiali saluti.

    Paolo Gazzola

  153. Federico Sampaoli Autore articolo

    Visto che si tratta di un tetto non traspirante e si è deciso per il non rifacimento l’unica via corretta credo sia proprio
    l’intervento dall’interno con il coibente più leggero e flessibile: coibente in fibra di canapa e fibre di mais.
    Sul lato caldo della coibentazione, cioè quello verso l’interno deve essere posata una Guaina traspirante, barriera all‘aria e freno al vapore a diffusione igrovariabile (vedi video).
    Senza questa guaina, debitamente nastrata, la gestione del vapore interno non è possibile e i danni comparirebbero entro breve tempo.

    Avrete un miglioramento del comfort sia invernale che estivo. Per l’estate, più che a un aspiratore, si dovrebbe pensare a come ottenere una ventilazione trasversale o una ventilazione tipo effetto camino guardando le aperture che sono disponibili. In modo da non essere schiavi del climatizzatore

  154. Francesco

    buongiorno e complimenti per il suo blog,vorrei chiederle un parere su quello che sto per fare ,cioè coimbentare un tetto in legno ventilato di 80 mq da dentro,costruito 10 anni fa,senza problemi apparenti di muffa e umidità.
    Abito a 30 km da padova in provincia di venezia e il mio tetto è cosi composto;
    copertura in coppo
    guaina bitumosa
    tavola di abete da 3 cm
    intercapedine sp. 4cm ascendente
    barriera al vapore
    perline da 2.5 cm
    il mio tetto finisce così,ora vorrei continuare mettendo tra le travi un pannello in fibra di legno densità 50 kg/mc(per non appesantire il manto )spessore 14 cm e chiudere con delle perline che sarebbero in vista
    Potrei arrivare ad un isolante fino a 20 cm (altezza delle travi) magari canapa?
    Ho installato il condizionatore da un po’di anni e d’ estate lo uso parecchio!
    Pensavo inoltre di installare un aspiratore che di notte mi smaltisse un pò di aria calda.
    Cosa ne pensa?
    cordiali saluti Francesco

  155. Federico Sampaoli Autore articolo

    Coibentando “a pezzi” sicuramente non si riescono ad evitare ponti termici, bisognerebbe vedere la situazione o i disegni, ma comunque se dovessi intervenire in questo sottotetto, lasciando il tetto del 70 così com’è perchè ancora in buono stato, allora deciderei di “arginare” la mia porzione di sottotetto (dove si andrà poi solo per necessità) con dell’xps tagliato a strisce larghe 20cm. e costipare la superficie di isolante a base di roccia vulcanica silicatica perlite, materiale che, sfruttando la presenza residua di acqua all’interno della propria struttura minerale, una volta sottoposto a temperature comprese tra 850 e 1000° C ha la capacità di espandere il proprio volume fino a 20 volte rispetto a quello originale. La vaporizzazione dell’acqua contenuta nella roccia genera infatti un processo di espansione che determina la formazione di microcavità all’interno dei granuli, le quali conferiscono alla perlite eccellenti proprietà termoisolanti e un’eccezionale leggerezza.
    Con questo materiale potete anche lavorare con il fai da te.

  156. Gian Maria

    Buona sera, sono capitato sul suo sito cercando lumi in internet in merito alla coibentazione del sottotetto. Abito in un appartamento al terzo e ultimo piano di un condominio degli anni 70 il cui tetto non ha nessun isolamento: ciò significa caldo in estate e freddo in inverno. Abbiamo deciso di isolare l’appartamento, cominciando dall’alto. Ci hanno proposto un isolamento del sottotetto (che è ad alveare e non praticabile) con lana di vetro dello spessore di 8 cm. Le chiedo se può gentilmente dirmi cosa ne pensa. Mi rendo conto che non è la soluzione ottimale, ma in un condominio bisogna scendere a compromessi. Purtroppo abito in provincia di Udine, altrimenti le chiederei di venire a dare un’occhiata. La ringrazio per il suo aiuto.

  157. Emanuele

    Ciao Federico, sono l’Emanuele che ti scriveva qualche tempo fa per il tetto isolato dall’interno che macchiava il controsoffitto. Purtroppo la stagione scorsa l’ultima soluzione che ha risolto (ma peggiorato di molto altri aspetti) il problmea è stata quella di creare dei fori sul controsoffitto sul lato interno in modo da “riscaldare” la tavella. In questo modo ci siamo giocati il potere coibente della struttura ma abbiamo evitato il continuo formarsi di condensa sulle tavelle. Siamo tutti consapevoli però che prima o poi (meglio prima) si dovrà rifare la copertura isolandola dall’esterno. Vedremo come andrà nella prossima stagione invernale che arriva a breve. Ciao

  158. Federico

    buongiorno, grazie della risposta.
    quindi non esistono sistemi per ventilarlo dall’interno? perchè lo spessore del trave è tutto spazio che potrebbe essere sfruttato per far passare aria sulla superficie del soffitto tra trave e trave, con opportuni fori sulle pareti per l’ingresso dell’aria e sul tetto per far uscire l’aria.
    è fantascienza???

  159. Federico Sampaoli Autore articolo

    il tetto rifatto da pochi anni non si tocca.
    credo sarà impossibile convincere i còndomini a ripensare al tetto dopo che lo hanno pagato da poco tempo.
    tra l’altro il beneficio vero lo otterrebbe solo l’ultimo appartamento in alto.
    ci si deve arrendere e procedere con l’isolamento dall’interno, ahimè perdendo la massa.
    la stessa cosa vale per le pareti perimetrali.
    ecco ottenuta la continuità dell’intervento!

  160. Federico

    Salve Gentile Sig. Sampaoli,
    io ho adocchiato un appartamento a Collecchio (PR) all’ultimo piano di una palazzina di tre piani con tetto in laterocemento a vista.
    il tetto è stato rifatto da pochi anni e NON è ventilato.
    Esiste un sistema per ventilarlo internamente? ha senso?
    andrebbo poi anche isolato nuovamente, giusto?
    il fatto che siano a vista i travi di cemento (perfettamente intonacati, ad onor del vero) impedisce la continuità dell’intervento. è un problema?
    grazie della risposta!

  161. Federico Sampaoli Autore articolo

    forse potreste pensare a un isolante a base di roccia vulcanica silicatica perlite, materiale che, sfruttando la presenza residua di acqua all’interno della propria struttura minerale, una volta sottoposto a temperature comprese tra 850 e 1000° C ha la capacità di espandere il proprio volume fino a 20 volte rispetto a quello originale. La vaporizzazione dell’acqua contenuta nella roccia genera infatti un processo di espansione che determina la formazione di microcavità all’interno dei granuli, le quali conferiscono alla perlite eccellenti proprietà termoisolanti e un’eccezionale leggerezza.

    così Vi comprate un materiale più sano.

    oppure un isolamento insufflabile in fiocchi di cellulosa.

    entrambi magari riutilizzabili in futuro.

    non dimenticate di leggere http://espertocasaclima.com/lo-sapevate-che/

  162. Elisa

    Buongiorno, ho una villetta su un piano in provincia di Como con soffitto verso un sottotetto non accessibile con copertura (areata) fatta di tegole in laterizio su listelli in legno. Sul solaio è già presente un rotolo di lana minerale sp. 5 cm posata 20 anni fa. Visto che l’abitazione (purtroppo) non è orientata molto bene non soffro di caldo d’estate, mentre d’inverno ho una notevole dispersione di calore, volevo isolare il solaio con 20 cm di lana di roccia (doppio strato incrociato). Crede sia un buon intervento?non vorrei spendere molto visto che potrei sopralzare tra qualche anno?c’è qualche aspetto o dettaglio da tenere in considerazione?Grazie

  163. marco

    Federico,
    Grazie per la cortese risposta.
    Di questi tempi mi trovo spesso ad affrontare tematiche che alla fine, per lo stato dell’arte della conoscenza, girano in tondo…nonostante la buona preparazione e la gentilezza delle persone che contatto…
    Questo è un tipico esempio (ne potrei aggiungere altri, in altri settori quali la presunta ma non certa, (almeno in termini quantitativi) pericolosità delle onde wifi, uso dei cellulari, metodi per la riduzione del radon ecc…)
    Sintetizzando…il boro potrebbe (forse) fare male..ma la perlite può contenere una certa radioattività naturale e se si è sfortunati avere delle fibre di asbesto. E quindi cosa si deve scegliere…?
    Se nessuno riesce a dare un giudizio esente da punti interrogativi..mi sa che sarà necessario andare a “sensazione” sperando di fare la scelta migliore…Grazie ancora di tutto. A presto .Marco

  164. Federico Sampaoli Autore articolo

    Chi vi sta preparando la documentazione per ottenere il 55% proporrà lo spessore per ottenere la trasmittanza di legge.

    Accentuare i ponti termici significa che le zone impossibili da raggiungere con il materiale insufflato diventano punti critici per la condensa superficiale interna (ombre e rischio muffa).

    Se non avete fiducia della cellulosa trattata con sali di boro potete sostituire il materiale da insufflare con un isolante a base di roccia vulcanica silicatica perlite, materiale che, sfruttando la presenza residua di acqua all’interno della propria struttura minerale, una volta sottoposto a temperature comprese tra 850 e 1000° C ha la capacità di espandere il proprio volume fino a 20 volte rispetto a quello originale. La vaporizzazione dell’acqua contenuta nella roccia genera infatti un processo di espansione che determina la formazione di microcavità all’interno dei granuli, le quali conferiscono alla perlite eccellenti proprietà termoisolanti e un’eccezionale leggerezza.

  165. marco

    grazie per risposte.
    per fissare le idee:
    cappotto interno: ho visto che la fibra di canapa suggerita nel link è molto spessa. Aimhè non ho assolutamente quello spazio.
    strati di canapa di 3 cm esistono per poi accoppiarli ai pannelli di argilla (1,5 cm) citati? o non servirebbe a nulla? Tutto non si riesce purtroppo ad avere…
    In 4, max 5 cm di spessore sarebbe quella la soluzione “meno peggio” ? (sono obbligato a fare qualcosa per raggiungere il minimo di trasmittanza di legge, post ristrutturazione)
    insufflaggio: il cappotto esterno non lo posso fare, interno non lo vorrei fare (per non mangiare altro spazio a camere già piccole). Rimarrebbe l’insugglaggio…Quali sono i fastidiosi problemi? in ottica pro\contro non è quindi consigliabile? Ho visto in qualche articolo che il materiale isofloc era consigliato da casaclima. l’informazione che mi premeva di più era un parere sulla potenziale tossicità del fioccato di cellulosa (–> sali di boro). i sali di boro, con la traspirazione del muro potrebbero rendere le camere da letto pericolose? Qualche utente del forum per caso sa qualcosa?)
    Consigli su coibentazione acustica ? grazie per la pazienza….

  166. Federico Sampaoli Autore articolo

    migliorare un tetto pesante con poca coibentazione esterna progettando una coibentazione interna è ovviamente una cosa da non suggerire, ma se sul tetto non ci vogliamo mettere le mani io all’interno vorrei usare fibra di canapa.
    leggi http://espertocasaclima.com/tetto/migliorare-linerzia-di-un-tetto-coibentato-dallinterno/

    insufflare l’intercapedine delle pareti perimetrali sembra LA soluzione, ma in realtà si accentuano i ponti termici che inevitabilmente non riusciamo a correggere con l’intervento di riempimento. e da questa operazione possono insorgere altri fastidiosi problemi.

    se siamo costretti ad aumentare luminosità ed areazione anch’io preferirei finestrature verticali “senza pensieri”, se a nord con triplo vetro sicuramente.

    per i giusti livelli di areazione meglio una piccola VMC decentralizzata.
    leggi http://espertocasaclima.com/ventilazione/vmc-centralizzata-o-decentralizzata-sporco-o-pulito/

  167. marco

    Gentile Federico , aggiungo ancora un’informazione alla mia mail precedente.
    Per la coibentazione del tetto (da interno) ho un vincolo sullo spessore del materiale, poichè la parte bassa della mansarda è alta solamente 1,65…purtroppo so che non ci sarà una grande miglioria..ma almeno vorrei scegliere il materiale più adatto per caldo e freddo (zona E. gradi gg=2952)
    PS: per i giusti livelli di areazione (essendo un ampliamento)dovrò aggiungere un velux. Personalmente non simpatizzo troppo per questa soluzione (ne ho già uno)
    Preferirei inserire delle finestre lunghe e strette (50 cm x 1 metro) nel lato nord della mansarda alta, appunto 1,65) per creare più ricircolo dell’aria. Cosa ne pensa? grazie in anticipo per le cortesi risposte. Saluti. Marco

  168. marco

    Gentile Federico, ho letto con interesse alcuni articoli del suo bel sito…e vorrei cortesemente chiederle un consiglio per coibentare (per il freddo ma anche per il caldo.. che quest’anno ci sta facendo penare) una villetta nei dintorni di Torino (bassa Val susa)costruita nel 2003.

    Mansarda: attualmente tetto in cemento armato con leggero strato tra cemento e tegola di polistirene (3-4 cm..non sufficiente). Non volendo rifare la coibentazione esterna (vedi smontaggio del tetto..so che sarebbe meglio ma costa troppo..essendo il tetto relativamente nuovo) vorrei incollare un semplice cappotto interno. Che materiale ecologico non tossico mi consiglierebbe? Il sughero potrebbe andare bene? Di che spessore? (altezza minima mansarda=1,65, max=4,20 m) Altrimenti cos’altro?
    Seconda domanda, non relativa al tetto ma alle pareti perimetrali: avendo una cassa vuota di 10-12 cm vorrei insufflare nei muri di tutta la casa (mansarda compresa) un materiale coibentante ma ho paura della possibile tossicità..il fioccato di cellulosa (isofloc)è certificato come prodotto salubre ma contiene sali di boro (potenzialmente tossici)..lei cosa ne dice..avendo in casa un bimbo appena nato? ci sono dei pericoli o lo ritiene un buon prodotto?
    In alternativa cosa ne pensa della vermiculite (leggo che potrebbe essere potenzialmente radioattiva e potenzialmente con asbesto)…e allora che cosa dovrei insufflare (vorrei evitare cappotto esterno)? .

    Sempre tramite insufflaggio (sulle pareti del vicino-bifamigliare) mi consiglia per cortesia un materiale adatto alla COIBENTAZIONE ACUSTICA? (abbiamo fatto un tentativo, su una piccola parete confinante, col doppio cappotto (io e il vicino) composto da lastre di legno di abete + cemento portland + cartongesso) ma il rumore riesce a passare trovando altre vie presumo…
    Potrebbe darmi un suo cortese parere?
    la ringrazio anticipatamente per le risposte che vorrà fornirmi (se le servono altri dettagli sarà mia cura fornirglieli prontamente)
    Cordiali saluti. Marco

  169. roberto

    Per quanto riguarda le finestre le ho appena messe sono di nuova generazione con movimento vasistad ho gli avvolgibili, naturalmente durante il giorno le tengo chiuse per far si che non entri il caldo anche perche sono rivolte al sole tutto il giorno.
    Per quanto riguarda il tetto è leggero in legno,oltre alla fibra di legno dovrei mettere anche una barriera al vapore ? e di che spessore devono essere le lastre di fibra di legno ? e dove le devo mettere?
    grazie per la pazienza Roberto

  170. Federico Sampaoli Autore articolo

    Non si comprende se il tetto sia un tetto leggero in legno oppure in laterocemento. Certo vale sempre la regola che un materiale coibente leggero come l’eps è ottimo solo in inverno. La fibra di legno è perfetta per tutti i 12 mesi.
    I 31 °C forse sono dovuti all’esposizione o alla gestione delle finestre o all’impossibilità di fare ventilazione notturna più che alla copertura.

  171. roberto

    Buona sera sono Roberto e vivo a Novara le scrivo perche dovrei coibentare il tetto sia per l’estate che per l’inverno, le dico che in estate nelle camere la temperatura arriva anche a 31° il mio tetto ha le tegole ed il legname dove appoggiano le stesse, noi il sottotetto lo utiliziamo come ripostiglio e non da mansarda . la ringrazio se mi potrà consigliare un coibentazione adeguata . grazie e buon lavoro Roberto

  172. giorgio

    Allora, per proteggersi dal caldo, avrà + senso isolare esternamente o isolare il pavimento della soffitta?

    Naturalmente con fibra di legno.
    Grazie

  173. Federico Sampaoli Autore articolo

    Cioè io dovrei progettarlo da zero così per allenamento? Leggerò con attenzione la stratigrafia del Vostro progettista. Località?

  174. mario

    Ciao Federico, devo realizzare un sottotetto completamente in Legno con h da 2mt e colmo 2,50 in zona climatica B, per 70/80 mq il tetto avrà una pendenza tra il 5 e 7 % Sono alle prese con la scelta dei materiali ed i relativi spessori del tetto vorrei che mi indicassi come lo realizzeresti. Grazie

  175. Federico Sampaoli Autore articolo

    Bravo! sono in completo accordo con te: il miglior progetto è quello che si può fare!
    Copertoni d’auto riempiti di terra del giardino- bottiglie di plastica piene d’acqua- tubi di cartone insufflati di cellulosa.. le idee sono infinite.
    E sono anche un grande fan della teoria che in zona E, col caldo che fa d’estate, è intelligente usare il pavimento contro terra per scaricare la troppa energia che in questa stagione accumuliamo e creiamo all’interno! A costo di pagare un po’ di riscaldamento in più d’inverno.
    potresti prendere 3 piccioni con una fava e aprirmi le porte del tuo cantiere! il tuo termotecnico non si offenderà mica se aggiungi un cuoco in cucina… Forse preparerebbe un dessert squisito.
    La mia maestra diceva che non è mai troppo tardi!

  176. denis

    cono in alto padovano,basso trevigiano…a pochi km da te ma mannaggia a te ti ho scoperto tardi!!!! 🙂 la casa è esposta a sud/ovest/nord e non potrei isolare da esterno poichè le falde del tetto (nord/sud) sono un tutt’uno con le altre case a schiera..la stufa sarà in muratura e posizionata al centro abitazione, la struttura è portante in cemento armato ecco perchè pensavo di prendere 2 piccioni con una fava utilizzando il massetto del solaio al primo piano come inerzia termica per cedere calore al piano primo ed immagazzinarlo il più possibile (per quel mese e mezzo che verrà accesa.sto pensando di usare il gasbeton nei giunti perimetrali per togliere il ponte termico tra cappotto ed isolamenti interni del tetto e parete divisoria,ed usare il solaio al piano terra per raffrescare d’estate come nella casa di chierasco!! insomma non sarà una passiva certificata perchè alcuni ponti termici della struttura portante non li tolgo ma i valori sono quelli!!!

  177. Federico Sampaoli Autore articolo

    hai ragione:
    isolare dall’interno non risolve alcuni nodi costruttivi (congiunzione tetto parete per es.), dunque alcuni ponti termici restano difficili da curare.
    un freno al vapore (come una barriera) svolge il suo compito solo se posato a regola d’arte senza interruzioni o errori: nel punto di fine o viene nastrato o viene “fermato” sotto intonaco.
    se la stufa avrà un compito così importante a maggior ragione si dovrebbe isolare dall’esterno e lasciare la massa “libera” di raccogliere ed accumulare calore”.
    In che zona climtica siamo non lo so. Se si tratta di una vmc centralizzata non lo so. Se la porzione è favorevolmente esposta non lo so.
    So che raggiungere valori di trasmittanza “da casa passiva” isolando dall’interno…. sarà impossibile.
    a presto

  178. denis

    leggendo il problema di emanuele da profano del mestiere mi sorge una domanda spontanea: quando isolare la copertura dall’interno diventa una necessità,qualunque sia il motivo, il freno al vapore DEVE essere continuo su tutta la superficie del tetto giusto???
    ma per fare un lavoro ad hoc non bisognerebbe sostituire l’ultimo corso di laterizio con materiale isolante per dare continuità all’isolamento con un’ipotetico cappotto??
    il freno (o barriera?) al vapore non dovrebbe essere posato fino all’esterno del laterizio per evitare condensa nei giuti perimetrali tra muro e tetto??
    altra domanda per te federico.
    io sto per l’appunto pensando e progettando assieme al mio termotecnico la ristrutturazione di una trifamiliare su piano terra e primo di testa puntando a valori di casa passiva. mi chiedevo.
    dal momento che sarà “riscaldata” da una sola stufa in muratura al piano terra il fatto di dover isolare dall’interno non mi aiuta a mantenere la temperatura più omogenea col piano terra??? naturalmente il tutto abbinato alla vmc,ed al miglior sfasamento estivo raggiungibile con gli spessori disponibili.

  179. Emanuele

    Ciao Federico, il pacchetto isolante non dava l’impressione di essere bagnato quindi è probabilmente salvabile. Grazie comunque per la piacevole chiaccherata

  180. Federico Sampaoli Autore articolo

    bene, ora la stratigrafia comincia con
    guaina ardesiata bucherellata.
    Scherzi a parte, io sono convinto che tutto il guaio stia nei punti dove il vapore può passare con troppa facilità. Quindi dove ci sono le interruzione dei pannelli in lana di vetro con la carta freno al vapore avviene un passaggio incontrollato. Il fatto che sopra le tavelle ci sia la guaina, cioè che il pacchetto tetto sia verso l’esterno chiuso al passaggio del vapore è un grave problema, ma ancor più grave attualmente è che il vapore interno (troppo e incontrollato, senza freno) sbatte sulle tavelle fredde e condensa.
    Se dovessi intervenire poserei all’interno un freno al vapore igrovariabile e coprirei nuovamente con fibrogesso. Questa soluzione permette al pacchetto di caricarsi di pochissima umidità durante l’inverno per poi farla asciugare facilmente verso l’interno d’estate (igrovariabilità!).
    Purtroppo il pacchetto sarà zuppo e non so se sia salvabile: certamente non lo possiamo chiudere senza averlo asciugato.
    Che fare? Forse è l’occasione per sostituire la lana di vetro con un altro materiale? magari migliore?
    E’ possibile aspettare l’estate?

  181. Emanuele

    Si abbiamo sollevato le tegole e fatto dei fori sulla guaina e sulle tavelle per arieggiare l’intercapedine. Pensavamo anche noi che una grossa componente del problema sia dovuta all’umidità assorbita dalle strutture durante la (troppo) veloce ristrutturazione. Grazie ancora

  182. Federico Sampaoli Autore articolo

    quindi avete sollevato le tegole per fare dei fori sulla guaina fino a passare nell’intercapedine?
    l’alta umidità interna in una situazione climatica così secca mi fa pensare che la troppa umidità appartenga non a chi vive la casa ma alle fasi di cantiere: intonaci, massetti, tinteggiature ecc. E’ possibile?

  183. Emanuele

    Dimenticavo… Il cartongesso è accoppiato con del XPS con un mu penso sui 100/150 e quindi un sd di 2/3 m… Ciao

  184. Emanuele

    Grazie per la pronta risposta Federico. La casa è abitata praticamente dal 20 di dicembre e le prime macchie si sono presentate attorno al 10 di gennaio. La stratigrafia è corretta ma penso non ci sia la cappa che hai indicato sotto la guaina. Gli abitanti stanno ventilando molto e con dei data logger abbiamo misurato umiditá variabili dal 40% circa fino al 50% con tendenza all’aumento verso sera quando vengono chiuse le finestre. Le misure sono state eseguite con un clima esterno decisamente secco con umidità penso attorno al 30% e temperatura attorno allo zero. Altro dato: il femomeno si presenta solo sulla falda a nord. Niente vmc purtroppo. Per tentare di risolvere il problema sono stati anche fatti dei fori sulla copertura in modo da far circolare aria all’interno dell’intercapedine e in parte le macchie si sono asciugate ma abbiamo paura che tali fori possano portarci ad aumentare l’umidità all’interno con condizioni esterne più umide. Il problema adesso è capire come intervenire se levando la guaina e mettendo un telo o se provare a bloccare il passaggio dell’umidità inserendo una barriera “totale” al vapore. Grazie per i consigli.

  185. Federico Sampaoli Autore articolo

    se ho capito esattamente la stratigarfia, è fatta come segue: dall’esterno verso l’interno:
    guaina ardesiata
    cappa in malta
    tavelle in cotto su travi
    intercapedine 5cm
    lana di vetro 20cm
    freno al vapore a base carta Sd=2 (forte freno)
    eps 2cm
    cartongesso 1,3cm

    Il grosso guaio qui sta nel fatto che l’umidità mette in pericolo anche la struttura in legno, oltre che le finiture interne e le prestazioni isolanti del pacchetto.
    Sicuramente le strutture in legno avranno umidità intorno al 20%, doppia rispetto alla soglia massima di 12% di umidità massima strutturale.

    La progettazione del pacchetto tetto non ha previsto la continuità nel freno al vapore, nè ha previsto la posa di un freno al vapore igrovariabile visto che il pacchetto può traspirare solo verso l’interno (per asciugare d’estate).
    La carta, che sia Sd=2 oppure 8 sempre freno è. Ma è interrotta e nemmeno sigillata tra i pannelli. Probabilmente si è delegato tutto il lavoro di tenuta all’aria e freno al vapore al cartongesso che di per sè è solo un freno al vapore Sd=0,1 (debole).
    In ogni caso sappiamo che il vapore passa nel pacchetto e condensa nella zona fredda.
    Forse anche durante i lavori è stata racchiusa umidità strutturale troppo elevata: in questo caso succede che ai primi caldi il vapore condensa sul lato interno più freddo!
    Ma visto che si nota il bagnato in linea travi, è proprio la condensa in zona tavelle che gocciola lungo le travi e bagna la finitura in cartongesso.

    Visto che anche il legno del pavimento soffre è certo che chi abita sta producendo troppa umidità interna senza fare corretta ventilazione o mal uso dei serramenti nuovi.

    Bisognerebbe anche capire in che mese sono terminati i lavori, in che mese è stato fatto il trasloco, se esiste una vmc ecc
    Bisognerebbe anche monitorare l’umidità interna.

    Colpevoli o non colpevoli da cercare, il problema dev’essere risolto entro non troppi mesi.

  186. Emanuele

    Buongiorno, volevo se possibile confrontarmi con Lei in merito ad un problema che mi si presenta su un tetto in un’abitazione in cui da termotecnico ho fatto legge 10 e progetto impianto. L’abitazione si trova in provincia di Venezia in zona climatica E. Nell’intervento è stato fatto un cappotto da 12 cm sulle murature, sono stati sostituiti gli infissi e fatto un impianto radiante a pavimento. Viste le presunte buone condizioni del tetto (rifatta l’impermeabilizzazione 5 anni fa circa secondo quanto riferito dal vecchio proprietario) si è pensato di isolarlo dall’interno visto che oltretutto il tetto era comune ad altre due abitazioni. La copertura era composta da travi, tavelle in cotto e guaina granigliata, da me considerata erroneamente non essendo salito sul tetto e senza dati certi, come telo. Sopra di chiusura ci sono delle tegole in cemento.
    Il pacchetto da me pensato era composto da un cartongesso accoppiato con estruso (sp. tot 33 mm) di chiusura; tra trave e trave erano stati scelti due pannelli della Isover da 10 cm cadauno rivestiti con un lato con carta kraft con funzione di barriera al vapore (sd= 8.5 m), più la struttura esistente del tetto (con il telo). Rimaneva una piccola intercapedine di 5 cm tra la lana di vetro e la tavella. L’impresario in realtà ha montato pannelli di lana di vetro dell’Ursa sempre rivesti con carta ma con sd pari a 2 m. L’impresario affermando di non essere stato informato da me della cosa, ha pensato bene di non riportare il freno al vapore anche nella zona delle travi e così ci ritroviamo con un tetto senza un freno al vapore continuo e senza una minima sigillatura tra pannello e pannello. Risultato: la ristrutturazione è stata finita in pochi mesi e dopo 15 giorni che i proprietari sono andati ad abitare hanno cominciato a formarsi delle macchie d’acqua sul cartongesso nella zona delle travi dovute alla condensazione del vapore sulle tavelle (viste da una foto fatta tramite un foro in copertura). Da delle misurazioni gli ambienti sono tenuti a 21°C circa con il l’umidità interna variabile da 35 a 50% nel corso della giornata. Le strutture sembrano “ricche” di umidità al loro interno visto anche che il parquet tende a “spingere e rialzarsi”. Volevo capire se la condotta dell’impresario si può considerare a regola d’arte e se ci sono delle modalità di soluzione del problema. Noi avevamo pensato di far mettere un telo in luogo della guaina o di ventilare l’intercapedine presente sul tetto. Vorrei quindi una sua valutazione se possibile. Buona giornata e complimenti per il blog.

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