Isolare dall’ interno: attenzione al caldo estivo

Più di qualche lettore non riesce a convincere i propri còndomini a coibentare l’edificio anche se economicamente sarebbe un’operazione necessaria e lungimirante. Perciò, per non rinunciare al sogno, si butta nella progettazione dell’isolamento da dentro.

Niente ponteggi, niente richieste, niente discussioni: piena libertà di decisione.

Michele per esempio, che possiede un bell’appartamento vicino alla ferrovia in zona climatica E, si è indirizzato verso la più classica controparete con doppia lastra in cartongesso, barriera vapore e 10 cm di lana di roccia densità 70 kg. La lana di roccia è stata scelta per la sua economicità, le sue proprietà termiche ma soprattutto le sue proprietà acustiche per avere il famoso effetto massa molla massa. L’impianto termico a radiatori sarà totalmente rifatto anche per ovviare alle dispersioni termiche delle vecchie tubazioni non isolate. Gli infissi ugualmente saranno completamente rifatti ed il cassettone delle tapparelle ora non sarà messo come sempre all’interno ma all’esterno. Quest’ultima, una soluzione praticamente nuova e mai usata dalle sue parti.

Perchè io non sono favorevole a questo progetto?

C’è un errore di fondo. E non parlo della temibile barriera al vapore che se non è perfetta mi causerà dei passaggi di vapore acqueo tanto imprevedibili quanto di conseguenze terribili, nè parlo del materiale di coibentazione non proprio figlio della natura e forse non il mio coinquilino ideale, nè dubito dell’effetto rumor-smorzante del treno.

L’errore sta nel dis-comfort estivo di questa stratigrafia che, se offre un risparmio nel periodo di riscaldamento, ci impone una spesa per il raffrescamento estivo. Se il caldo entra, se ne esce a settembre!

Dobbiamo comprendere che stiamo isolando dall’interno, dunque ci stiamo isolando dalle pareti esterne: tutta la massa che prima era a contatto con l’ambiente interno

  • che d’inverno è causa di tanta dispersione termica
  • ma che d’estate mi faceva comodo per scaricare la troppa energia interna

dopo l’intervento sarà "confinata" all’esterno.

Dove scaricherò l’energia che produco nell’ambiente domestico durante i mesi estivi?

  • nella lana di roccia?
  • nel cartongesso?
riscaldamento globale 2011 anno record temperature Isolare dall interno: attenzione al caldo estivo

Devo usare un materiale isolante che abbia sì un buon lambda perchè voglio diminuire le dispersioni invernali, ma una buona capacità di accumulare calore. In più, voglio anche che lo spessore di materiale isolante che vado a posare sia non troppo grosso

  • un po’ per non portare via troppo spazio
  • un po’ per permettere un veloce smaltimento di normale umidità accumulata d’inverno
  • un po’ per riuscire a conservare una migliore capacità termica interna

Devo scegliere il materiale coibente e la finitura che assorbono più energia possibile, altrimenti le prossime estati mi pentirò di essere intervenuto. Dopo di che devo prendere in grande considerazione una ventilazione meccanica controllata decentralizzata, ma di questo possiamo leggere in altri articoli dedicati.

Quale stratigrafia è in grado di assorbire meglio l’energia che produco all’interno?

Andiamo a scoprirlo confrontando:

  • 30 cm. mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 19°C)
  • 30 cm. mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 17,9°C)

 

Mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (trasmittanza U=0,32 W/m²K):

  • se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.015 kWh/m²K

Mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (trasmittanza U=0,65 W/m²K)

  • se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.030 kWh/m²K

Quindi l’involucro coibentato con fibra di legno + argilla può assorbire il doppio di energia: questo è un aspetto da non sottovalutare d’estate!

Com’era lo stato di fatto?  30cm. di mattone pieno (1,5+1,5cm di intonaco) 

stratigrafia 30cm mattone pieno Isolare dall interno: attenzione al caldo estivo

  • temperatura superficiale interna con -5° esterna, 13,2°C
  • trasmittanza U=2,08 W/m²K)
  • quando d’estate alzavo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riusciva ad assorbire? 0.060 kWh/m²K

Isolando dall’interno so di dover fare i conti con l’umidità che si accumula d’inverno nella stratigrafia: non devo intrappolarla, ma piuttosto usare materiali con grande assorbenza capillare. Così l’umidità si distribuisce bene su tutta la superficie e tende a diffondersi nell’aria ambiente per asciugare la struttura, specialmente durante l’estate. Argilla e fibra di legno sono materiali perfetti per questo continuo "assorbi" e "cedi", "assorbi" e "cedi".

Se crediamo che la nostra seconda pelle sia la struttura della nostra casa, allora dobbiamo convenire che argilla, fibra di legno e cotto sono da preferire a una barriera al vapore e lana di roccia.

Chi ama il fai da te scoprirà sulla propria pelle che lavorare con fibra di legno e argilla è molto più amichevole che maneggiare lana di roccia e cartongesso! Buon lavoro allora!

 Una volta deciso l’intervento, il passo più corretto è comunicare

  • esposizione,
  • dimensioni,
  • valori di trasmittanza U delle pareti isolate,
  • valori di trasmittanza U dei serramenti ordinati,
  • tipo di VMC installata

ad un termotecnico per farsi dimensionare correttamente i nuovi corpi scaldanti!

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

VMC ad acqua?

 Se seguite questo sito, oramai avrete capito quanto io tenga alla Ventilazione Meccanica Controllata: e non tanto per il recupero del calore quanto per la più buona qualità dell’aria interna.

Secondo me, l’aspetto più vicino al tema dell’efficienza energetica di una casa è proprio il recupero del calore, quello che si può ottenere dall’aria viziata in uscita e che può essere ceduto all’aria fresca entrante.

Ma nessuno ha mai pensato di recuperare il calore dell’acqua sporca in uscita che potrebbe essere ceduto all’acqua fresca entrante?

powerpipe VMC ad acqua?

Qualcuno ci ha pensato: è una società canadese. Si sfrutta l’acqua (calda) di scarico per preriscaldare l’acqua fredda in arrivo!

 Io sono fanatico delle soluzioni di risparmio ancor prima di pensare alle fonti energetiche alternative (sole, vento ecc) perchè la mia coscienza non è in pace fino a chè non ho fatto tutto il possibile per ridurre il bisogno di energia.

[Coscienza dall' ant., lett. conscienza, conscienzia: la consapevolezza che mi permette di avvertire quanto avviene in me e nei miei rapporti con il mondo esterno]

Quando si è compiuto ogni sforzo verso il risparmio, allora è il momento di chiedere aiuto al sole, al vento ecc. e non prima! Se posso ottenere energia gratis dal sole è una cosa bellissima, un dono della tecnologia attuale, ma è una cosa simile al farsi pagare la bolletta dalla nonna… Prima devo contenere i miei consumi, poi posso chiedere un aiuto finanziario a mia nonna! La penso così.

RenewABILITYEnergy Inc., società canadese che offre soluzioni di risparmio energetico, propone Power-Pipe: uno scambiatore di calore che utilizza l’acqua calda di scarico per riscaldare l’acqua fredda in arrivo.

Più le case diverranno edifici coibentati più alti (in relazione) saranno i consumi energetici familiari per il riscaldamento dell’acqua. Ridurre, quindi, questa componente diventerà una nuova priorità.

Grazie all’avvolgimento del tubo di scarico del sanitario con strati di bobine di rame altamente conduttive il calore può essere "catturato" con facilità. Power-Pipe è venduto anche in un kit per l’installazione "fai-da te".

"Il calore recuperatelo da te"

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

Migliorare l’ inerzia di un tetto coibentato dall’ interno

Se siete qui a leggere conoscerete i miei precedenti articoli:

Tengo il comfort come stella polare nella progettazione dell’isolamento.

Ora affrontiamo questa situazione:

Devo intervenire dall’interno. Ignoriamo per il momento i problemi relativi alla gestione dell’umidità e alla correzione dei ponti termici per ragionare piuttosto su come potrei ancora migliorare l’inerzia termica.

Questa è la stratigrafia del tetto con lo spessore della coibentazione posato dall’interno (intervento da dentro):

tetto in tavelle isolato dall interno 249x255 Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno

Sì, sto ragionando sui tamponamenti interni!

abbiamo  coibentato con fibra di canapa (più leggera, flessibile e manovrabile per lavorare da sotto):

coibentazione in fibra di canapa piu leggera e manovrabile per lavorare da sotto Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno

ma ho compreso di aver molta meno inerzia termica interna di prima: come possiamo migliorare l’inerzia ?

Se non facessi attenzione a quest’aspetto, il mio progetto potrebbe concludersi con un tamponamento in cartongesso, ma non potevo fare altro per cercare di ottenere più massa interna e più inerzia?  Certo che sì:

  • la capacità termica areica del cartongesso è pari a 13 (kJ/mqK)
  • la capacità termica areica del fibrogesso è pari a 20 (kJ/mqK), quasi il doppio!
  • la capacità termica areica di un pannello di argilla è 51 (kJ/mqK), quasi 5 volte!

argilla per migliorare inerzia termica Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno 

Allora non fermiamoci alla progettazione così così. Teniamo ogni dettaglio utile in grande considerazione e scartiamo i materiali che non ci aiutano!

Coibentando da dentro

  • ho ridotto di ben 6 volte la capacità termica areica interna del mio tetto
  • ho perso gran parte della capacità di assorbire energia, proprio quella capacità utilissima d’estate per mantenere temperature più basse!

Quindi cerchiamo in tutti i modi di progettare come recuperarne in parte!

Repetita iuvant: più involucro e meno impianti!

Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.
  Buone riflessioni!

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

 

 

Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Voglio dare grande risalto al tema "progettazione dell’isolamento del tetto", come già nei precedenti articoli:

Progettare il comfort è possibile solo se ben si conoscono gli aspetti che influiscono sul buon comportamento della copertura, in inverno e in estate.

 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Proviamo ad applicare quello che ho scritto nei precedenti articoli per vedere come cambiano le prestazioni di un tetto se si interviene dall’interno oppure dall’esterno: siamo in zona climatica E, 2383 gradi giorno, 6 mesi di riscaldamento 14 ore per giorno.

 risanamento tetto zona e Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Prendiamo questa bella casa anni ‘40 con tetto in travi portanti e travetti con tavelle in laterizio cotto riprese in malta che ha bisogno di un valido intervento per contenere le dispersioni energetiche.

 risanamento tetto in travi portanti e travetti con tavelle in laterizio cotto riprese in malta Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Il sottotetto allo stato di fatto, in assi di legno ricoperte da rotoli in lana di roccia, non avrà più ragione di essere.

Teniamo in grande considerazione la zona climatica in cui ci troviamo (fredda d’inverno e calda d’estate) e iniziamo la progettazione: i committenti meritano un tetto con bassissime dispersioni termiche in inverno e con ottime prestazioni estive. In una parola:

progettiamo il comfort!

Penso subito ad una coibentazione con pannelli in fibra di legno da posare sopra allo stato di fatto, se la caldana in malta è in ordine non sarà necessario un telo prima dell’isolamento. Ho scartato subito eps, polistirene e altri materiali visto che so bene che una coibentazione leggera funziona peggio di una pesante, a noi serve:

La fibra di legno ha doppia capacità termica massica rispetto alla lana minerale, per capirci!

Ovviamente rispetterò (e migliorerò abbondantemente) i valori di trasmittanza secondo i limiti di legge (quale guidatore sano di mente acquisterebbe pneumatici con 2mm di battistrada?), offrendo anche uno sfasamento adeguato e quindi una protezione dal caldo proveniente dall’esterno più che sufficiente.
Sono sicuro che 20 cm di spessore in più non rovineranno l’aspetto esterno dell’edificio: la linea di gronda sarà ben più corposa rispetto all’aspetto attuale.

Già istintivamente, intervenire dall’interno (magari per non dover affrontare l’aspetto del nuovo spessore) sarebbe, specialmente in fase di cantiere, ben più complicato e rischioso sotto vari aspetti: gestione dell’umidità e correzione dei ponti termici per esempio.

Per capire facilmente la differenza tra i 2 progetti disegnamo la stratigrafia:

Ecco la stratigrafia del tetto con coibentazione in fibra di legno posata all’esterno (intervento da fuori):

 tetto in tavelle isolato dall esterno1 249x255 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

ed ecco la stratigrafia del tetto con lo stesso spessore di coibentazione però posato dall’interno (intervento da dentro):

tetto in tavelle isolato dall interno 249x255 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Allora,

abbiamo usato in entrambe le proposte il migliore (e un po’ più costoso anche) materiale in commercio, lasciando semplicemente via tutti gli altri coibenti senza valide prestazioni estive.

In realtà, quando si interviene da dentro, al posto della fibra di legno

coibentazione in fibra di legno posata allesterno Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

utilizzerò fibra di canapa (più leggera e manovrabile per lavorare da sotto:

coibentazione in fibra di canapa piu leggera e manovrabile per lavorare da sotto Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Torniamo al nostro confronto: in entrambe le proposte ho inserito 20 cm di materiale coibente:

  • ottengo la medesima trasmittanza termica, che tra l’altro avrei anche con la canapa (densità di 1/3): il pacchetto tetto ha U = 0,18 [W/mq·K]

A giudicare dal valore di trasmittanza, coibentare il tetto dall’esterno o dall’interno non fa nessuna differenza, ma allora è la stessa cosa?

NO, coibentare dall’interno non è la stessa cosa:

  • lo sfasamento, il tempo che impiega il calore ad entrare, è quasi identico. (per la canapa sarebbe peggiorato, essendo più leggera)
  • la trasmittanza termica periodica, la Udyn, la capacità di sfasare il flusso termico, 0,04 [W/mq·K], è identica. (per la canapa sarebbe peggiorata: o,10 [W/mq·K]
  • la CAPACITÀ TERMICA AREICA INTERNA è pari a 78 [kJ/mq·K] se ho isolato dall’esterno, ma crolla a 12 coibentando da dentro. (per la canapa la capacità termica areica sarebbe scesa solo a 24, forse perchè è più facile da "penetrare")

Coibentando da dentro ho ridotto di 6 volte la capacità termica areica interna del mio tetto: ho perso gran parte della capacità di assorbire energia, proprio quella capacità utilissima d’estate per mantenere temperature più basse!

Ho isolato da dentro e mi sono anche isolato dalla materia che avrei potuto utilizzare per scaricare energia di troppo! Ho sbagliato progettazione!

Non è che il buon tetto ci raffresca la casa che si è surriscaldata, questo è chiaro, ma impedisce al caldo di entrare in casa e assorbe l’energia di troppo che produco in casa! Barba e capelli!

Allora ripetiamolo ancora una volta, visto che repetita iuvant:

più involucro e meno impianti!

Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.

Posso anche prendermi il lusso di evitare l’impianto di raffrescamento perchè ho costruito bene. Naturalmente la committenza deve avere una certa sensibilità e una certa propensione al basso consumo senza esigere dalla propria casa 20° in inverno e 20° in estate, altrimenti l’unica via rimane l’impiantistica e il consumo di energia.

  Buone riflessioni!

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

 

Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Nel precedente articolo "Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional" spiegavo che la scelta del materiale per isolare il tetto è molto importante per ottenere il duplice risultato di "protezione dal caldo" e "protezione dal freddo".   Se ci propongono un materiale che garantisce di ottenere una data trasmittanza (magari anche inferiore ai nuovi valori limite per legge) non è detto che sia l’isolante più adatto alla zona in cui viviamo, dove per esempio d’estate fa un gran caldo e l’ultimo piano abitabile si trasforma in un forno.   In breve, avevamo capito che una coibentazione "leggera" funziona peggio di una "pesante" perchè la capacità massica, kg/metro cubo, di un materiale isolante sul tetto è importantissima.

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Ora voglio approfondire un altro aspetto che spesso non viene preso in debita considerazione e porta a grossi errori di progettazione.

Isolare il tetto da dentro o isolare il tetto da fuori?

(ricordo che è corretto dire "coibentare" e non "isolare", ma mi esprimo così, altrimenti nessun motore di ricerca mi trova più….)

La scelta di coibentare il tetto dall’interno o dall’esterno è spesso lasciata al committente che magari non vuole mettere le mani sulla copertura che non presenta danni evidenti o che dispone di abbondante altezza all’interno e preferisce sfruttarla così.

Andiamo a scoprire perchè questa scelta gioca un ruolo importante quando il tetto dell’edificio si trova in un edificio in zona calda d’estate:

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?
   D’ inverno ogni casa utilizza involontariamente, alcune di più, altre di meno, gli apporti gratuiti di energia, come il sole che entra dalle finestre, la lampadina lasciata accesa, le persone stesse che vi abitano, il forno acceso, la lavastoviglie, tutti gli elettrodomestici, le candele accese ecc. riducendo la richiesta di riscaldamento. La casa stessa, o meglio, il materiale con cui è costruita, diventa un accumulatore di energia: utile d’inverno come volano termico e quindi come regolatore di comfort (cioè temperature interne sempre molto costanti).

   Ora che iniziamo a percepire l’importanza dell’inerzia termica della casa nel periodo del riscaldamento, pensiamo all’estate! cioè al periodo di climatizzazione. Pensiamo alle vecchie case con muri molto spessi sempre fresche d’estate!

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?
Il pavimento, il soffitto, le pareti divisorie e i muri esterni hanno grandi capacità di accumulo di energia ed è lì che possiamo scaricare tanta energia che portiamo e produciamo in casa d’estate (e non vorremmo avere!). Il cemento, i mattoni, le pietre, sono materiali ad alta capacità termica, accumulano molta energia.

In estate il fattore di inerzia diventa veramente importantissimo!

Se non scarico l’energia che produco dentro casa, perchè poniamo ho una struttura

  • debole di massa
  • o troppo sottile
  • o magari coibentata dall’interno…

ecco che l’energia di troppo inizia a far salire la temperatura interna!

Ecco perchè ogni tanto si sente dire che le case per vacanza (per il week-end) vanno bene anche se isolate dall’interno: la temperataura sale in un attimo! Il nostro appartamento in montagna sarà già confortevole il venerdì sera stesso.

Poniamo di avere un vecchio tetto con struttura lignea e tavelle in cotto riprese esternamente con malta, spessore ipotetico 3+4-5 cm, e decidiamo di coibentarlo dall’interno:

Risultato? tutto questo spessore "grigio" verrà posto all’esterno e non svolgerà più nessuna funzione di inerzia termica. Tutto il tetto perde la sua capacità di accumulo di energia: proprio quella capacità che d’estate poteva essere molto utile per mantenere la temperatura interna più bassa!

E quando la temperatura interna d’estate è insopportabile significa che abbiamo progettato non tanto bene e l’unica soluzione sarà ricorrere ad altri impianti: questa volta per il raffrescamento.

Come sempre ripeto: pensiamo molto all’involucro e poco agli impianti!

Gli impianti di raffrescamento e di riscaldamento sono le stampelle di un involucro che zoppica!

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Prgettiamo bene! scegliamo bene i materiali! E spieghiamo alla committenza il perchè delle buone scelte!

Se abbiamo cominciato a capire qualcosa della trasmittanza dell’involucro edilizio è venuto il momento di fare attenzione anche a questi altri aspetti, altrimenti: no comfort e no risparmio energetico in estate!

Non diamo solo importanza alla trasmittanza scegliendo il modo di coibentare la casa per arrivare esclusivamente ad un certo valore U! Il nostro edificio funzionerebbe bene d’estate a patto che non vi siano carichi interni (quindi solo se la casa è disabitata) e non vi sia radiazione solare (mai vista un’estate senza sole!).

Ricordo, che per qualche grado di temperatura, un ambiente resta confortevole oppure diventa insopportabile! Progettando con attenzione è possibile mantenere sopportabile la temperatura interna estiva e dunque non aver bisogno di ulteriori impianti per la climatizzazione estiva.

Dalle buone regole di un tempo poco lontano siamo passati alla assuefazione alla scelta del climatizzatore… Vi pare buona progettazione questa?

Una buona progettazione parte dalla conoscenza dei fattori che influiscono positivamente sul comportamento dell’edificio nella fase estiva e la massa termica che avvolge e contiene lo spazio interno, dove viviamo, dove vorremmo stare freschi, dove vorremmo dormire senza sudare, influisce molto sulla riduzione dei picchi dei carichi dovuti all’energia che noi stessi produciamo all’interno e della radiazione del sole. Questa è la capacità areica.

Volete approfondire?

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

Inerzia termica e capacità areica

 Il fattore di utilizzazione degli apporti gratuiti di energia ci dice quanto è bravo un edificio a utilizzare gli apporti solari ed interni per diminuire la richiesta di riscaldamento
Ogni casa utilizza gli apporti gratuiti di energia riducendo la richiesta di riscaldamento.

inerzia termica capacita areica Inerzia termica e capacità areica

Perchè non tutte le case riescono a sfruttare questi apporti gratuiti allo stesso modo?

Il fattore di utilizzazione dipende dall’inerzia termica della casa. Quindi il fattore di utilizzazione degli apporti gratuiti è funzione del rapporto apporti/perdite e dell’inerzia termica dell’edificio.

Naturalmente l’inerzia termica della casa è importante nel periodo del riscaldamento (volano termico, temperature interne costanti, comfort), ma lo è forse di più nel periodo di climatizzazione, cioè in estate. 

Perchè l’inerzia termica è importante d’estate?

Gli elementi interni orizzontali e verticali che sono in diretto contatto con l’aria interna (quindi con l’ambiente interno) in base ai materiali con cui sono stati costruiti e coibentati hanno tutti una struttura fatta di vari strati.

Ogni materiale ha una sua capacità termica:

la sua capacità termica ci dice quanto calore deve ricevere un materiale perchè la sua temperatura si innalzi di 1°K. Più denso è un materiale e più ha capacità termica!

Legno: densità 600 Kg/mc, capacità termica 726 KJ/mc °K

Mattone: densità 1.700 Kg/mc, capacità termica 1.360 KJ/mc °K

Cemento: densità 2.100 Kg/mc, capacità termica 1.760 KJ/mc °K
 

Conoscere la stratigrafia permette il calcolo della capacità termica areica della struttura.

Le qualità della struttura edile che migliorano la capacità termica areica sono:

  • la densità dei materiali (kg/mc)
  • lo spessore dei materiali
  • la capacità termica spcifica del materiale che trovate in ogni scheda tecnica del produttore: quella espressa in J/(kg K)

Quanto influisce lo spessore?

Lo spessore dei materiali da costruzione ha un ruolo importante fino ai 12 cm. se deve ricevere il calore da un solo lato. Pareti e solai con spessori pieni superiori a 8-16 cm. sono inutili da questo punto di vista, però una parete ovest investita dal sole e scaldata dall’interno perchè l’ambiente è abitato e vissuto necessita di almeno il doppio dello spessore per poter accumulare!

Questa capacità dell’edificio non ci fa solo risparmiare un po’ sul riscaldamento e ci aiuta a mantenere temperature più costanti, ci regala un buon comfort ambientale in estate.   In Italia, dove non fa solo freddo, è un aspetto direi di primaria importanza, anche se moltissimi progetti non ne tengono conto! Dobbiamo preoccuparci di avere un buon sfasamento, per non lasciare entrare il calore esterno nell’edificio ma non basta!

Se ho bassa capacità termica interna perchè le mie strutture hanno bassa capacità termica areica, non ho buone capacità di accumulo di energia ed è solo lì, nelle strutture, che potevo scaricare l’energia che portiamo e produciamo in casa d’estate (e non vorremmo avere!), allora soffriremo il caldo.

 Inerzia termica e capacità areica

Come influire positivamente sul comportamento dell’edificio nella fase estiva?

La massa termica che avvolge e contiene lo spazio interno, aiuta molto a ridurre i picchi dei carichi dovuti all’energia che noi stessi produciamo all’interno e della radiazione del sole. Questa è la capacità areica di una struttura.

Non diamo attenzione solo alla trasmittanza, ad un certo valore U! Il nostro edificio funzionerebbe bene d’estate a patto che non vi siano carichi interni (quindi solo se la casa è disabitata) e non vi sia radiazione solare (mai vista un’estate senza sole!).

Alti valori di capacità termica areica = :-) d’estate! e d’inverno!

Dunque, la capacità termica interna di una casa è importante, migliora o peggiora in base al tipo di struttura e per capirla bisogna conoscere il tipo di composizione della struttura edile.

κ (capacità termica areica interna) = kJ/(m2·K)

La capacità dell’involucro di una casa  a smorzare e ritardare l’arrivo del caldo dall’esterno dipende dalla capacità areica delle strutture.

 

 

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

 

I ponti termici del serramento

Quando si parla di ponti termici si pensa sempre ai pilastri, ma il foro del serramento è un concentrato di ponti termici e dobbiamo assolutamente progettare in modo da ridurli.

Ormai sappiamo che

ma gli architravi in calcestruzzo?

 Se nel foro del serramento è presente un architrave in calcestruzzo non è sufficiente passarci sopra durante la realizzazione del cappotto esterno di facciata. 

Architrave in calcestruzzo = presenza di eterogeneità di struttura

ponte termico architrave serramento I ponti termici del serramento

 quindi l’architrave provoca una perturbazione del flusso termico e una conseguente disomogeneità delle temperature superficiali interne con rischio di formazione di macchie dovute alla condensazione e anche causa di fessurazioni.

In fase progettuale, o all’ultimo momento in cantiere, ricordiamo questi aspetti e teniamoci un po’ arretrati in facciata in modo da avere lo spazio necessario per intervenire isolando maggiormente quei punti (vedi foto precedente)!

Fino a poco tempo fa si costruiva in questo modo:

ponte termico a vista I ponti termici del serramento

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

La posizione più corretta del serramento

 Tempo fa avevo scritto un articolo intitolato " Scegliere la migliore posizione del serramento ". Parlavo della posizione corretta della finestra.

Ricordavo che la tendenza di una volta, per svariati motivi, era mettere la linea del serramento più all’interno possibile, anche per proteggerlo dalle intemperie!

Il serramento, svolgendo il ruolo di chiusura trasparente, dovrebbe invece essere posato nello spessore dell’isolante!

serramento posizione corretta La posizione più corretta del serramento

Dunque la posizione più corretta sarebbe quella il più possibile all’esterno: proprio nell’isolante! E’ proprio il serramento ad avere il compito, una volta coibentata la casa esternamente, di chiudere i fori.

Avete ancora dei dubbi? Guardate con attenzione questa termografia in sezione orizzontale!

serramento posizione posa termografia La posizione più corretta del serramento

Vedete come il blu delle basse temperature non riesce ad invadere la stratigrafia? Vedete che buon risultato si può ottenere?

Ricordate che più attenzione diamo all’ involucro edilizio e meno attenzione (e soldi!!!) dobbiamo dare agli impianti! 

Quando al tavolo progettuale o in fase di cantiere propongo una posizione così "spinta" dei serramenti, o mi guardano strano o mi prendono per matto, ma invece è fattibilissima! Basta volerlo! E ancora prima dobbiamo crederci!

serramento posizione corretta 1 La posizione più corretta del serramento

serramento posizione corretta 2 La posizione più corretta del serramento

serramento posizione corretta 3 La posizione più corretta del serramento

Anche per serramenti di grande superficie è possibile senza problemi:

 serramento posizione corretta 4 La posizione più corretta del serramento

serramento posizione corretta 5 La posizione più corretta del serramento

serramento posizione corretta 6 La posizione più corretta del serramento

Certamente il serramento in pvc è molto più leggero da gestire, posizionare ed ancorare. Quindi nel caso di serramenti di altro tipo, serramenti in alluminio o legno sarà meglio costruire un vero telaio esterno, come supporto di posa e di peso:

serramento posizione corretta 7 La posizione più corretta del serramento

 

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

Edifici ad energia zero? dipende

I super edifici ad energia zero possono anche essere una farsa!

casa energia zero 500x355 Edifici ad energia zero? dipende

Chiunque potrebbe dire <<la mia casa è una Zero Energy>>

Se prendo una casa in classe G (una come quasi tutte in Italia) e metto tanto fotovoltaico tanta energia mi serve…

fotovoltaico costi 500x375 Edifici ad energia zero? dipende

E non guardiamo solo al fabbisogno termico!

…cosa ci interessa se spendiamo 150€ per riscaldamento quando magari ne spediamo 1.000 per illuminazione e tutto il resto? …direi che abbiamo sbagliato qualcosa! O no?

E’ vero che una pompa di calore è prestante, ma attenzione al costo rispetto ad una caldaia!

Per curiosità simuliamo un edificio in Classe G con caldaia e pompa di calore e vedrete che è molto performante mentre confrontando un edificio da soli 20 kWh/mq anno la differenza di risparmio è poca: calcolate il costo della pompa di calore + accumuli etc. … ne vale la pena?

pompa di calore costi Edifici ad energia zero? dipende
I committenti sono in gran confusione, ma anche noi professionisti non scherziamo ;-) ed è il nostro lavoro! e ci chiamano professionisti per questo! lo siamo davvero! facciamo autocritica sempre!

Supponiamo di avere una casa di 100 mq con un fabbisogno di soli 15 kWh/mq anno:

  • il consumo di riscaldamento con sole resistenze elettriche sarebbe pari a 1.500 kWh/mq anno
  • costo di investimento fornito e posato? 1.600 €
  • manutenzione? nessuna!
  • veloce da posare? un lampo!
  • nessun camino
  • niente gas
  • bolletta? circa 300 € + ACS integrata da solare
  • installare un impianto fotovoltaioco per consumi tanto bassi? spendere 12.000€ per avere 3 kWh di energia elettrica?

Torniamo sulla terra! Da dove siamo partiti? …ah sì, dalla nostra futura casa…! Costruite bene la casa e risparmierete denaro!

  • Tutta l’attenzione deve andare all’involucro! alla coibentazione!
  • Meglio coibento e sigillo la casa e meno importanti diventano gli impianti !
  • Il riscaldamento e il raffrescamento non sono altro che la conseguenza prima della scarsa progettazione. 

Comprendete cosa intendo ?

Ambite a costruire case efficienti quanto una Passivhaus ad un costo uguale al tradizionale? Allora esagerate col fotovoltaico, col solare! Che però costano anche loro!

Lasciate stare gli incentivi… costruite meglio che potete!


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto:

studio termico marco de pinto logo500 Edifici ad energia zero? dipende

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?

Il 2012 sarà l’ultimo anno con le generose agevolazioni del 55%.

Anni fa, durante un corso, un Relatore di cui non ricordo il nome si interruppe e disse: << un giorno la casa passiva sarà un’imposizione, o costruisci così o non costruisci nulla! oggi, nell’era dei balocchi, ci sono le agevolazioni. Fate capire questo concetto ai vostri committenti! Illuminateli! Informateli! Spingeteli nella giusta direzione! Almeno approfittatene tutti!!!>>

casa passiva esempio Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?
Ma cos’è una Casa Passiva?

casa passiva esempio3 500x375 Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?
Una Casa Passiva è una costruzione dove si vive a una temperatura confortevole sia nel periodo invernale che estivo senza ausilio si impianti di riscaldamento e di raffrescamento tradizionali.

Le Passivhäuser sono così ben coibentate e ben sigillate che quasi il riscaldamento sarebbe superfluo: il fabbisogno è così basso che un impianto di riscaldamento tradizionale sarebbe veramente inutile. Così basso che nei giorni più freddi dell’inverno è sufficiente un piccolo apporto di calore extra! Per capire meglio: bastano 10 Watt per metro quadro, l’energia di 10 candeline di Ikea per 30 metri quadri. 

10 Watt per metro quadro
Lo standard Passivhaus è riconosciuto a livello mondiale ed è sinonimo di massimo confort indoor.

Quali sono i due principi fondamentali?

  1. Ottimizzazione delle dispersioni termiche
  2. Ottimizzazione degli apporti solari e interni (del tutto gratuiti).
	la-prima-casa-passiva-foto-w-feist

Oggi non si realizza una casa passiva con la pancia, con il buon senso e con l’esperienza sul campo, come faceva il Dr. Feist in Germania agli albori di questa tecnica.   Oggi la chiave per ottenere una casa passiva  è un attento calcolo di progetto.

phpp version 61 2012 500x390 Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?

La progettazione di case passive è una collaborazione dall’inizio alla fine tra Architetto, Strutturista e Termotecnico: un meraviglioso e semplice percorso.

coibentazione spessore1 Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?

L’ottimo concetto di un involucro coibentato tra i 25 e i 40 cm con finestre triplo vetro permette di intrappolare il caldo in casa. L’ermeticità della casa garantisce che non ci siano passaggi d’aria non voluti.  E respirare? All’aria fresca ci pensa una ventilazione meccanica controllata che funziona in modo continuo e permette di recuperare il 90% del calore dell’aria viziata cedendolo all’aria fresca immessa negli ambienti.
Pensate che anche prelevando aria esterna a 0 °C, l’aria immessa negli ambienti avrà una temperatura superiore ai 16 °C e questo senza ausilio di riscaldamento.

Recupero energetico a parte, nessun ambiente contiene aria viziata e stagna! Quindi inutile preoccuparsi delle finestre chiuse!

Il sole riscalda gratis in inverno, lo standard di Casa Passiva vince la dispersione di energia: questo è l’obiettivo del progetto Passivhaus. Dove troviamo il resto dell’energia che serve alla casa? Nel calore sviluppato dalle persone, nell’illuminazione interna, nelle apparecchiature presenti negli ambienti, o cucinando o facendo le docce etc.

In estate, al sole (più alto nel cielo) non viene permesso di entrare nell’involucro grazie alle schermature ben progettate davanti ai serramenti o al verde del giardino.

Come costruire l’edificio passivo? E’ indispensabile:

Progettare e realizzare un edificio di qualità è una cosa possibile anche in Italia, lo standard Passivhaus è un’opportunità da prendere al volo! Non lasciamocela scappare! 

Costruire in questo modo quanto costa di più? Circa l’8% in più.

Casa passiva = comfort = benessere abitativo = consumi quasi nulli

Comfort e benssere la virtù, il non consumo la conseguenza! 

 


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto:

studio termico marco de pinto logo500 Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

Glossary of sustainable building and construction terms

 glossario costruire sostenibile

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

Dal 55% al 36%

 La Manovra Monti ha stabilito che a partire dal 2013 l’ incentivo sarà sostituito dalla detrazione del 36% già in vigore per le ristrutturazioni edilizie.

55%

Ancora per un anno, quindi, sarà possibile usufruire del bonus del 55% alle attuali condizioni; successivamente gli interventi di riqualificazione energetica potranno avvalersi del 36% già in essere per le ristrutturazioni edilizie, che diventerà strutturale, ossia a tempo indeterminato….per sempre! senza rinnovo!

Io non capisco niente di finanza, ma mi domando perchè non si tolga l’iva da tutti i prodotti che riguardano l’efficienza energetica: è o non è la fondamenta per il futuro dell’edilizia sostenibile (sostenibile in senso economico….!) del nostro paese?  E allora basta con queste detrazioni complicate e difficili! Se acquisti 8cm di fibra di legno non paghi iva… Troppo semplice? 

Chi ha idee migliori o più fattibili, si butti…! Scriva un commento!

sostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn