Isolare dall’ interno: attenzione al caldo estivo
Più di qualche lettore non riesce a convincere i propri còndomini a coibentare l’edificio anche se economicamente sarebbe un’operazione necessaria e lungimirante. Perciò, per non rinunciare al sogno, si butta nella progettazione dell’isolamento da dentro.
Niente ponteggi, niente richieste, niente discussioni: piena libertà di decisione.
Michele per esempio, che possiede un bell’appartamento vicino alla ferrovia in zona climatica E, si è indirizzato verso la più classica controparete con doppia lastra in cartongesso, barriera vapore e 10 cm di lana di roccia densità 70 kg. La lana di roccia è stata scelta per la sua economicità, le sue proprietà termiche ma soprattutto le sue proprietà acustiche per avere il famoso effetto massa molla massa. L’impianto termico a radiatori sarà totalmente rifatto anche per ovviare alle dispersioni termiche delle vecchie tubazioni non isolate. Gli infissi ugualmente saranno completamente rifatti ed il cassettone delle tapparelle ora non sarà messo come sempre all’interno ma all’esterno. Quest’ultima, una soluzione praticamente nuova e mai usata dalle sue parti.
Perchè io non sono favorevole a questo progetto?
C’è un errore di fondo. E non parlo della temibile barriera al vapore che se non è perfetta mi causerà dei passaggi di vapore acqueo tanto imprevedibili quanto di conseguenze terribili, nè parlo del materiale di coibentazione non proprio figlio della natura e forse non il mio coinquilino ideale, nè dubito dell’effetto rumor-smorzante del treno.
L’errore sta nel dis-comfort estivo di questa stratigrafia che, se offre un risparmio nel periodo di riscaldamento, ci impone una spesa per il raffrescamento estivo. Se il caldo entra, se ne esce a settembre!
Dobbiamo comprendere che stiamo isolando dall’interno, dunque ci stiamo isolando dalle pareti esterne: tutta la massa che prima era a contatto con l’ambiente interno
- che d’inverno è causa di tanta dispersione termica
- ma che d’estate mi faceva comodo per scaricare la troppa energia interna
dopo l’intervento sarà "confinata" all’esterno.
Dove scaricherò l’energia che produco nell’ambiente domestico durante i mesi estivi?
- nella lana di roccia?
- nel cartongesso?
Devo usare un materiale isolante che abbia sì un buon lambda perchè voglio diminuire le dispersioni invernali, ma una buona capacità di accumulare calore. In più, voglio anche che lo spessore di materiale isolante che vado a posare sia non troppo grosso
- un po’ per non portare via troppo spazio
- un po’ per permettere un veloce smaltimento di normale umidità accumulata d’inverno
- un po’ per riuscire a conservare una migliore capacità termica interna
Devo scegliere il materiale coibente e la finitura che assorbono più energia possibile, altrimenti le prossime estati mi pentirò di essere intervenuto. Dopo di che devo prendere in grande considerazione una ventilazione meccanica controllata decentralizzata, ma di questo possiamo leggere in altri articoli dedicati.
Quale stratigrafia è in grado di assorbire meglio l’energia che produco all’interno?
Andiamo a scoprirlo confrontando:
- 30 cm. mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 19°C)
- 30 cm. mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 17,9°C)
Mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (trasmittanza U=0,32 W/m²K):
- se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.015 kWh/m²K
Mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (trasmittanza U=0,65 W/m²K)
- se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.030 kWh/m²K
Quindi l’involucro coibentato con fibra di legno + argilla può assorbire il doppio di energia: questo è un aspetto da non sottovalutare d’estate!
Com’era lo stato di fatto? 30cm. di mattone pieno (1,5+1,5cm di intonaco)
- temperatura superficiale interna con -5° esterna, 13,2°C
- trasmittanza U=2,08 W/m²K)
- quando d’estate alzavo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riusciva ad assorbire? 0.060 kWh/m²K
Isolando dall’interno so di dover fare i conti con l’umidità che si accumula d’inverno nella stratigrafia: non devo intrappolarla, ma piuttosto usare materiali con grande assorbenza capillare. Così l’umidità si distribuisce bene su tutta la superficie e tende a diffondersi nell’aria ambiente per asciugare la struttura, specialmente durante l’estate. Argilla e fibra di legno sono materiali perfetti per questo continuo "assorbi" e "cedi", "assorbi" e "cedi".
Se crediamo che la nostra seconda pelle sia la struttura della nostra casa, allora dobbiamo convenire che argilla, fibra di legno e cotto sono da preferire a una barriera al vapore e lana di roccia.
Chi ama il fai da te scoprirà sulla propria pelle che lavorare con fibra di legno e argilla è molto più amichevole che maneggiare lana di roccia e cartongesso! Buon lavoro allora!
Una volta deciso l’intervento, il passo più corretto è comunicare
- esposizione,
- dimensioni,
- valori di trasmittanza U delle pareti isolate,
- valori di trasmittanza U dei serramenti ordinati,
- tipo di VMC installata
ad un termotecnico per farsi dimensionare correttamente i nuovi corpi scaldanti!





































