Il cappotto esterno per edifici nuovi é il miglior compromesso?

riporto da una “discussion” in LinkedIn il commento dell’architetto Simone Agostini:

Il cappotto, sì, a grandi linee è il miglior compromesso, ma ce ne sono altri.

Riporto come esempio (ma ce ne sarebbero molto altri) un veloce confronto economico tra parete monolitica di laterizio con blocchi rettificati dello spessore di 36.5 cm intonacata a civile con intonaco di calce naturale su ambi i lati (U= 0,26 w/mqk) si hanno costi di circa 120,00 euro/mq contro i circa 102,00 euro/mq per una parete in blocchi modulari di laterizio sp. 25 +cappotto esterno in EPS sp. 10 cm intonacato (U= 0,24 w/mqK). C’è una differenza economica (18 euro/mq) ma anche di qualità!

E’ vero che con la struttura monolitica si fa fatica ad arrivare a trasmittanze basse come quelle con il cappotto senza spendere molto, ma secondo me nel clima dell’Italia (escluse le province dell’estremo nord che hanno poca unidità) da molti vantaggi in tutte e quattro le stagioni, oltre ad avere un parete molto traspirante ed ecologica. Anche il cappotto può essere traspirante ed ecologico, ma allora salgono anche i costi che ho riportato!

Secondo me è bene valutare la classe energetica, ma ancora di più le cetificazioni “ambientali” che tengono conto anche del fattore benessere, sostenibilità, …. La sola classe energetica da un numero sinonimo di bassi consumi, senza sapare quali soluzioni si sono adottate per ottenerli.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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16 pensieri su “Il cappotto esterno per edifici nuovi é il miglior compromesso?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    per la regione Piemonte lo spessore delle murature esterne, tamponature o muri portanti, superiore ai 30 cm nelle nuove costruzioni, il maggior spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari all’esclusivo miglioramento dei livelli di isolamento termico ed acustico o di inerzia termica non sono considerati nei computi per la determinazione dei volumi, delle superfici, e nei rapporti di copertura, per la parte eccedente i 30 cm e fino ad un massimo di ulteriori 25 cm per gli elementi verticali e di copertura e di 15 cm per quelli orizzontali intermedi. Tali disposizioni valgono anche per le altezze massime, per le distanze dai confini, tra gli edifici, ferme restando le prescrizioni minime dettate dalla legislazione statale.

    quindi lei ha buona ragione nell’evitare la stratigrafia blocco+cappotto in favore di un laterizio per tamponamento ad altissime prestazioni.
    quello che bisogna fare nel suo caso è un analisi della posizione della struttura in cemento armato rispetto alla posizione del blocco di tamponamento: la sfida è tutta qui, e cioè individuare una stratigrafia idonea ad attenuare il ponte termico strutturale ogni volta che il tamponamento si interromperà a causa di un pilastro, un setto, un solaio.
    io non conosco il disegno strutturale nè conosco gli impedimenti a spostare la futura muratura in laterizio verso l’esterno in caso di necessità.
    comunque è questo il giusto approccio: valutare gli spessori disponibili e le modalità esecutive per attenuare i ponti termici.
    alla fine di questo lavoro si ritroverà con un involucro edilizio di massima qualità e ad alte prestazioni anche in periodo estivo.

  2. Pierluigi

    Salve sig Sampaoli
    Avito a Collegno , Torino , in classe E e sto completando il grezzo in cemento armato e sono al momento della scelta tra “cappotto” e “laterizio ad alte prestazioni” . Il progettista ha previsto dei muri esterni di 45 cm totali (comprensivi di intonaci).
    Al momento lui ha previsto un 30+12 epm ma l’idea del cappotto esterno proprio non mi piace.
    Ho visto diversi mattoni da 42,5 cm con ottimi valori termici , ma il progettista è preoccupato per i ponti termici attorno alle finestre o attorno ai davanzali o nelle zone dei pilastri.
    Lei con uno spessore da 45cm se fosse casa sua su cosa si orienterebbe ?
    A parte il costo del cappotto mi preoccupano le muffe , l’effetto condensa con relativa muffa ed il caldo in estate….
    Grazie per un cortese riscontro

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    esattamente questo sto dicendo: nella sua zona climatica C vale la pena scegliere un blocco rettificato per tamponamento (tanta protezione estiva) che garantisca i valori di trasmittanza di progetto concentrando la spesa sulla muratura e sui dettagli costruttivi per attenuare i ponti termici strutturali invece che affrontare tamponamenti + cappotto in eps (nessuna protezione estiva).

  4. Pasquale

    In effetti no saltato parecchi passaggi , mi deve scusare. Esatto,tamponamenti di spessore 30 cm. Gia calcolammo la superfice vetrata abbinata a termoblocchi classici e cappotto da 8 cm e le porzioni di queste rispettano la legislazione vigente in materia di coibenza e di consumo energetico.
    Io il cappotto esterno lo vorrei fare. la mia domanda è:
    meglio i classici termoblocchi tipo questo
    http://www.gruppomocciaedile.com/prodotto/art-f300prp/
    oppure qualcuno della wienerberger

    oppure uno rettificato sempre della wienerberger o altra marca abbinato al cappotto?
    rettificato + cappotto è superfluo?

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    perbacco che complimento. grazie.
    immagino che la sua costruzione al grezzo sia a telaio in cemento armato e i tamponamenti (ancora da realizzare) saranno di spessore X in laterizio + isolamento esterno a cappotto spessore 80mm.
    le ricordo che i pannelli in xps sono perfetti per zoccolature di cappotti esterni, correzioni di ponti termici, isolamento del solaio verso terreno, isolamento di fondazioni. certamente poco adatti ad un isolamento esterno a cappotto.

    detto questo, le suggerisco di analizzare lo spessore totale disponibile per gli elementi verticali opachi:
    A seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 192/2005, in merito al risparmio energetico degli edifici e dell’acuirsi delle emergenze energetiche ed ambientali, sono state introdotte in diversi provvedimenti comunali e regionali misure per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.
    Tra le disposizioni introdotte, inerenti a parametri e indici edilizi, sono spesso previsti scomputi dei maggiori spessori delle pareti perimetrali e misure legate al risparmio energetico, che risulta essere garantito dalla messa in opera di involucri edilizi più performanti dal punto di vista dell’isolamento e dell’inerzia termica.

    Quindi per prima cosa si informi sui regolamenti edilizi e le leggi regionali che riconoscono lo scomputo di parti dell’edificio dai calcoli di edificabilità (calcolo delle volumetrie urbanistiche, delle superfici coperte, della superficie utile, ecc.) per la specifica finalità del risparmio energetico.

    Chiarito questo aspetto importante potrebbe dirottare il suo progetto verso una muratura (forse anche senza cappotto) in laterizio porizzato rettificato che le permetterà di realizzare un involucro edilizio di elevata qualità e salubrità con enorme capacità di sfasamento estivo!
    Conoscendo lo spessore disponibile sarà relativamente facile fare il calcolo del blocco giusto per il suo caso nel rispetto della normativa e delle sue aspettative!

  6. Pasquale

    Buongiorno, ormai quando accendo il pc è di routine leggere i suoi articoli.Complimenti vivissimi per il suo blog e per la sua passione.
    Devo tompagnare la mia casa, in zona climatica C, Caserta con precisione. Purtroppo per motivi economici e di spazio, sono costretto a isolare con 8 cm di xps esterno.Come termoblocco quale mi consiglia? che valore termico dovrebbe avere? sa consigliarmi qualche marca? rettificati o nomali?

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    anch’io sono favorevole al laterizio interno e al cappotto esterno.
    so che le prestazioni di molti blocchi sono eccezionali, ma so anche che ottengo molto più comfort se evito di vivere nell’isolante.
    la massa interna è veramente importante perchè migliora un dato molto importante, la capacità areica del lato interno.
    inoltre è più facile risolvere il nodo serramento-parete in modo ottimale.

    se a lei infastidisce l’idea di avere un isolante appiccicato esternamente opti per un sistema a cappotto certificato a base di idrati di silicato di calcio, salubre e con i vantaggi di un isolante massiccio, completamente minerale.

  8. Daniele

    Buongiorno Sig. Sampaoli

    Sto progettando una abitazione unifamiliare in provincia di Cuneo, ed esistono pareri discordanti in merito all’utilizzo o meno del cappotto. Il progettista propende per quest’ultimo, mentre io vorrei utilizzare laterizi isolanti che abbiano prestazioni simili, in quanto trovo il cappotto un prodotto nato per isolare costruzioni esistenti

    L’unica riserva sono le tracce per gli impianti, in quanto non so quanto queste possano incidere negativamente sulle performances del mattone rispetto al mattone integro

    Inoltre sono preferibili, sempre a parità di prestazioni, mattoni completamente riempiti di isolante oppure quelli che hanno il blocco isolante concentrato solo nella parte centrale?

    Chiedevo gentilmente una sua opinione ed approfondimento in merito

    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione

    Cordialità

    Daniele

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    la posa del cappotto non richiede un muro intonacato.
    per migliorare la tenuta all’aria lo strato di collante lo stenderei sul pannello intero con spatola dentata

  10. Luca83

    Buongiorno Federico.
    Si può applicare un cappotto in EPS direttamente su una muratura rettificata in laterizio oppure è sempre necessario eseguire prima una rasatura sulla parete?
    Senza rasatura non possono esserci dei problemi legati all’incollaggio dell’isolante sulla muratura con conseguente distacco dell’isolante stesso?
    Come sempre grazie del consiglio.Luca

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    mai isolare dall’interno se non si deve.
    i ponti termici non esistono se si è progettato per non averne. in ogni caso meglio risolverli all’esterno.
    se si sogna maggior isolamento, meglio insistere con lo spessore esterno.
    all’interno meglio investire le risorse economiche in intonaci salubri e pitture all’altezza.

  12. Federico Antognazzi

    Buongiorno Sig. Sampaoli,

    le chiedo un consiglio per quanto riguarda la coibentazione per una nuova costruzione monofamiliare in provincia di Verona.

    L’attuale progetto prevede un cappotto esterno del tipo greypor gx 800 di 15 centimetri + 30 cm di normale laterizio, mi chiedevo cosa ne pensasse se dovessi inserire una coibentazione in più anche dall’interno,
    costituita da 4 cm di pannelli di fibra di legno e doppia lastra di cartongesso, tipica delle case di legno per un ambiente più sano. In questo modo riuscirei a eliminare gran parte dei ponti termici, e non romperei il mattone per i tracciati elettrici, naturalmente il mattone in laterizio lo ridurrei a 25 cm. Il tetto a vista in legno lamellare su zona notte, prevede uno strato di 20 cm di fibra di legno.

    Cordiali saluti
    Federico

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    personalmente non progetterei una muratura con blocchi riempiti con materiale isolante oppure con blocchi in calcestruzzo cellulare per una ragione fondamentale: ottengo sì una parete con prestazioni eccezionali, ma nel nostro paese, nel nostro clima, preferisco laterizio all’interno con intonaci di qualità e poi coibentazione esterna (a cappotto).

    Massa interna + coibentazione esterna. Isolamento fuori + “trullo” interno.

    Ma la ricerca del laterizio rettificato ha portato a prodotti validissimi:
    Quindi posso solo consigliare l’uso dei blocchi porizzati posati con adesivo (nessun ponte termico dovuto alla malta di allettamento).
    Oggi si può raggiungere conducibilità termica 0,09 W/mK pur mantenendo un involucro veramente salubre: aria + impasti di argille.
    Così con 42cm ottengo già trasmittanza 0,20

  14. milena

    Buongiorno Sig. Sampaoli,
    per la ristrutturazione e l’ampliamento della nostra casa sta prendendo sempre più piede l’idea della parete portante monolitica, per evitare il cappotto e avere comunque una buona coibentazione. Sul mercato sono molteplici i prodotti che ci assicurano standard piuttosto alti, tra questi ne ho individuati alcuni (evito i marchi):
    1) Blocchi rettificati a setti sottili, con polistirene additivato di grafite in ogni interstizio: spessore 40 cm trasmitt. 0.20
    2) Blocchi rettificati come sopra ma tipo sandwich, con due strati di laterizio forato e uno strato interno di sughero oppure di polistirene espanso oppure sughero, spessore 40 cm, trasmittanza 0.21-0.22 sfasamento 20-22 ore
    3)Blocchi in calcestruzzo aerato autoclavato, sp. 40 cm U 0,30 sfasamento 14 ore.

    Chiaramente abbiamo la necessità di risparmiare sulla posa in opera. Non conosco i prezzi, ma forse Lei si: per casa sua cosa sceglierebbe per avere il massimo risultato con il massimo risparmio tra queste soluzioni?

  15. matteo

    Ma un pannello traspirante può garantire la stessa resistenza e conducibilità di un pannello non traspirante?

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