Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

 Decidere un intervento di isolamento è senz’altro difficile. Una casa che non ha un sistema di isolamento esterno sicuramente è anche bisognosa di tanti altri interventi: dai serramenti all’impianto di riscaldamento, alla ventilazione. Il proprietario di casa si trova davanti ad una spesa enorme da affrontare. Spesso è così alta che rinuncia a qualsiasi intervento o resta smarrito tra le diverse opzioni che gli vengono offerte.

Ma in questo articolo parliamo solo di isolamento esterno e lasciamo da parte tutti gli altri temi.

E’ comune fissarsi come obiettivo far realizzare il così detto cappotto esterno; si è ben compresa l’utilità dell’intervento e si è deciso per il “sì facciamolo!”.

cappotto in eps

Appena presa questa decisione subito altre scelte si presentano sul tavolo:

  • materiale isolante
  • spessore isolante
  • finitura esterna
  • correzione dei ponti termici
  • progettazione imbotte foro serramnto
  • sigillature
  • e tanti altri dettagli…

In questo articolo pensiamo solo allo spessore! Di quanti centimetri faremo il cappotto? I catastrofisti come me diranno da 24cm! altri diranno che va bene da 5cm.

Entrambi, il catastrofista e tutti gli altri, hanno ragione! Perchè?

 Prendiamo a titolo di esempio un sistema a cappotto in EPS, Polistirene espanso sinterizzato (il polistirolo):

Le dispersioni delle pareti già si dimezzano con soli 2/3cm di eps : sono infatti i primi centimetri di isolante che cambiano drasticamente il grado di isolamento (è il primo maglione che ci tiene caldi, non il ventiquattresimo uno sopra all’altro!).

Solitamente le vecchie pareti esterne sono costituite di forati o mattoni pieni forse con una intercapedine vuota: la loro trasmittanza termica U, ignorando tutti i ponti termici lineari e geometrici, è probabilmente pari a

2,05 W/(m2K)

questa è l’energia che attraversa la parete, cioè quanti Watt di energia vengono ceduti attraverso 1 metro quadro di parete per una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin tra dentro e fuori.

La trasmittanza termica delle pareti U = 2,05 W/(m2K) scende della metà con soli 30mm di eps: sembra un ottimo punto di arrivo! o no?

stratigrafia eps 3 cm di spessore

Legenda: 1 intonaco calce cemento, 2 mattone pieno, 3 intonaco calce cemento, 4 isolamento, 5 finitura

Adesso facciamo i catstrofisti e calcoliamo la trasmittanza che otteniamo con 20cm di eps (quasi 7 volte lo spessore di prima):

con eps spessore 20cm otteniamo una trasmittanza U pari a 0,18 W/(m2K)

stratigrafia eps 20 cm di spessore

 E’ un’ottima prestazione U = 0,18 W/(m2K), ma per capirci, una casa passiva ha normalmente un valore U pari alla metà !

Non andiamo fuori tema:

  • 3 cm di EPS ci cambiano la casa
  • 20 cm ci stravolgono la casa:

la trasmittanza dell’involucro è scesa del 90%.

Allora, che altre riflessioni possiamo fare?

La spesa per la realizzazione di un cappotto esterno non è data dalla quantità di spessore di polistirolo, ma è piuttosto la somma delle voci più rilevanti :

  • ponteggio,
  • preparazione del fondo,
  • incollaggio,
  • tassellatura,
  • rasatura e armatura,
  • finitura esterna.

Tutte queste lavorazioni sono da pagarsi sia che scegliamo lastre isolanti da 3cm che da 20cm.
In altri casi la valutazione si fà ben più complicata: commissionando un isolamento in fibra di legno, devo tener conto che ogni centimetro di spessore di fibra in più ha forte peso sul costo totale !

in conclusione? meglio far meglio!

      

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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162 pensieri su “Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    alla fantasia non c’è sicuramente un limite, gli strati potrebbero essere ancora più vari, ma se il senso dell’opera è migliorare la prestazione della parete esistente sarà bene prevedere un sistema a cappotto minerale in idrati di silicato di calcio che è anche un sistema certificato.

  2. mauro

    La ringrazio per la risposta la zona climatica è D optando per la realizzazione da me proposta cioè 3cm eps e 8cm Gasbeton secondo lei che trasmittanza riuscirei a ottenere? sarebbe un buon compromesso termico/economico?Grazie

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    il fatto che la muratura in sasso sia asciutta è già una bella notizia per valutare qualche intervento di coibentazione.
    non conosco ne la zona climatica ne il microclima del luogo ne la sensazione di comfort o discomfort del piano terra.

    se l’intonaco esterno è ammalorato e vorrebbe essere rifatto allora sarebbe intelligente valutare un intervento che prevede un termointonaco esterno.

    la proposta di stratigrafia con eps e cemento cellulare potrebbe essere sostituita con un sistema a cappotto minerale in idrati di silicato di calcio.

    se il comfort del piano terra fosse sempre scarso, si potrebbe valutare un intervento sul lato interno per godere di temperature superficiali interne più confortevoli

  4. mauro

    Salve e complimenti per il blog,mi trovo a fare una scelta difficile…ma qualunque suggerimento a grandi linee va bene.
    Villetta singola ante ’66 in sasso di 50cm di spessore al pt e circa 40 al p1 posizionata in collinetta esposta a parecchio sole (asciutta) volevo realizzare un cappotto termico ma siccome l’ intonaco esterno non è che sia dei migliori per una soluzione solo eps ,mi chiedevo se per contenere i costi di rimozione e ripristino dello stesso sarebbe conveniente termicamente eseguire una parete esterna in cemento cellulare (ytong,gasbeton) con 3cm eps all’interno.Grazie

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    sono inutili e controproducenti le intercapedini non ventilate, uno spazio perso e male progettato.
    per riempire intercapedini vuote con isolante è possibile progettare materiali sfusi però si dovrà risolvere il nodo finestra e altri ponti termici difficili da attenuare.

  6. Gennaro

    Buongiorno e complimenti per il blog sempre molto interessante. Mi è stato consigliato per un lavoro dichiusura perimetrale di una casa, la seguente stratigrafia (interno-esterno): intonaco a base calce, blocco di laterizio da 30, isolante Eps o fibra di legno sp. 6 cm, camera d’aria sp. 5 cm, laterizio da 10 cm, intonaco a base di calce. Pensa sia una buona soluzione in zona D?

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    io penso che se tale aspetto architettonico sia importante valga la pena il rischio delle tensioni dovute al calore.
    mal che vada si potrà intervenire nuovamente senza l’onere di ponteggi.
    vista la sfida io consiglio la doppia armatura nel rasante e l’uso dei giunti se le lunghezze sono importanti.

  8. luca

    Buongiorno. complimenti per il blog sicuramente uno dei piu’ autorevoli nel web sul campo dell’edilizia.
    Le vorrei chiedere un parere, visto che devo realizzare un cappotto termico eps grigio da 16 cm sistema caparol.
    La zoccolatura la vorrei realizzare per questione estetica con uno spessore di 12 cm, con il suo profilo a gocciolatoio e alta 20 cm da terra, sara probabilmente in xps.
    Il problema e’ che per contrasto con il colore chiaro della casa la vorrei realizzare con una colorazione molto scura, nera o blu scurissimo. Potrebbero crearsi dei problemi di tensioni dovute all’irraggiamento solare oppure vista la piccola superficie potrebbe anche non essere un problema?
    Grazie

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    non è così. come già scritto, l’inconveniente dei blocchi ad alte prestazioni è il fatto di somigliare termicamente ad un materiale isolante e quindi a offrire bassa capacità termica periodica sul lato interno: quella caratteristica importante che aiuta il comfort nei periodi caldi.

  10. Gennaro

    Grazie per la sua gentile risposta. Le vorrei chiedere ancora un chiarimento. I blocchi di calcestruzzo cellulare (tipo Ytong) li ritiene adatti solo in zona F a causa della loro bassa massa superficiale, causa di eventuale surriscaldamento interno estivo? Sulla scheda tecnica del blocco Ytong da 45 cm viene riportato un valore dello sfasamento di circa 18 ore è frutto di alchimie matematiche? Abito in zona D, a questo punto forse è meglio orientarsi verso un blocco porizzato rettificato di eguale spessore? Grazie in anticipo

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    se non necessario, l’isolamento in intercapedine è da evitare per la grande quantità di ponti termici di cui progettare l’attenuazione.
    è invece interessante la progettazione con blocchi ad alte prestazioni che possono anche rinunciare al sistema a cappotto esterno.
    l’inconveniente dei blocchi ad alte prestazioni che contengono isolante per offrire prestazioni ancora più elevate è il fatto di somigliare termicamente ad un materiale isolante e quindi a offrire bassa capacità termica periodica sul lato interno: quella caratteristica importante che aiuta il comfort nei periodi caldi.
    ecco l’importanza della qualità degli intonaci nel correggere e migliorare una stratigrafia in progetto.
    i blocchi in calcestruzzo cellulare non li ritengo adatti alle zone climatiche che non siano zona F.

    approfondisci l’argomento leggendo qui http://espertocasaclima.com/2016/03/costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015/

  12. Gennaro

    Buongiorno, le vorrei chiedere un consiglio costruttivo. per un tompagno esterno è meglio la classica stratigrafia intonaco+forato+isolante+blocco laterizio+intonaco o far ricorso a blocchi termici più performanti tipo Ytong, blocchi porizzati o blocchi con celle riempite di lana di roccia, fibra di legno o perlite di polistirolo.

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    la protezione invernale delle lane minerali non è affatto male, anzi.
    la densità potrebbe essere anche più elevata raggiungendo i 160kg/mc ma non è questo valore che trasforma un materiale adatto a contenere le dispersioni invernali in uno adatto a proteggere dal surriscaldamento.
    è invece il calore specifico elevatissimo a rendere un materiale più idoneo per ottenere la massima protezione dal surriscaldamento estivo.

  14. Yari

    Riferendomi al penultimo discorso, perché dice che la lana di roccia ha scarsa protezione estiva nonostante abbia una massa di circa 100 kg/m3?
    Anche come protezione invernale non mi sembra affatto male; il nuovo Rockwool FRONTROCK MAX PLUS ha un lambda di 0,035 ed in più è anche traspirante a differenza dell’eps.

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    in genere la struttura in pietra offre poco comfort invernale e dunque un isolamento aiuta molto a migliorare la situazione.
    il lato accostato è protetto perchè non è rivolto verso l’esterno, i due lati dove si potrebbe progettare un isolamento a cappotto sul lato esterno sono da sfruttare:
    fin qui si otterrebbero già 3 lati isolati e si godrebbe della massa della parete in pietra come accumulo invernale.
    se il 3° lato della casa insiste sulla veranda del vicino e si potrebbe solo rifare le malte è conveniente prevedere un termointonaco esterno per migliorare la situazione + in caso un eventuale isolamento sul lato interno.
    Tutto questo avendo cura di attenuare eventuali ponti termici derivanti dallo stato di fatto.
    Se possibile è consigliabile aumentare quanto possibile lo spessore dell’isolante sul lato interessato dai venti dominanti da nord-est o piantumare con sempreverde il lato ventoso.

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    rivestire il pilastro sui 3 lati è una correzione molto accurata del ponte termico pilastro e per di più in cantiere non è affatto un problema, basta deciderlo.
    coprire l’isolante con una tavella è un’abitudine comune in cantiere, ma non è proprio l’ideale sprecare 5cm di spessore con materiale poco coibente.
    più difficile è la soluzione del solaio che probabilmente ha solo 6cm in totale da dedicare ad una maggiore coibentazione.

  17. Elisabetta

    Buongiorno,
    vorrei un suo parere in quanto ho già richiesto due preventivi per fare un cappotto ma solo ora leggendo qua e là mi sto rendendo conto che forse è una spesa inutile.
    Le spiego stiamo ristrutturando una vecchia casa situata nel carso Triestino quindi in una zona molto umida e fredda d’inverno ma abbastanza fresca d’estate. La casa è accostata su di un lato ed un altro lato è situata in un’altra proprietà i quali hanno costruito una veranda in legno appoggiata al nostro lato (privo di finestre) e non possiamo quindi fare alcun cappotto. Quindi purtroppo possiamo fare il cappotto solo su due lati è sufficiente o è meglio rifare le malte e lasciare la casa così com’è. La casa è fatta di pietra ma rivestita con malta sia internamente che esternamente.

  18. Giovanni

    Purtroppo con bassa conducibilità aumentano i costi dei materiali.
    Con muratura U 0.225 e la seguente stratigrafia pilastro-trave: -intonaco calce cm 2, pilastro c.a. cm 30, isolante schiuma polyiso 0.026 cm 9, tavella cm 5, intonaco calce idraulica cm 2- da calcoli manuali arrivo ad una trasmittanza di 0.25-0.26 rientrando nei limiti del 15% di U della parete. Mettendo xps negli stessi spessori non rientro nei limiti. Secondo lei rivestendo il pilastro su tre lati e trave su due lati (esterno cm 9 e laterali con spessore minore 4-5 cm) si rientra nel limiti del 15 % ? E’ consigliabile l’uso dei pannelli con schiuma polyiso oppure utilizzare xps, neopor, pannelli tipo celenit o altro?
    Grazie e buon anno.

  19. Federico Sampaoli Autore articolo

    ad attenuazione del ponte termico pilastro è in genere più semplice posare xps di spessore pari al grezzo disponibile pareggiando il filo esterno tamponatura in laterizio porizzato.
    cosa penso dei materiali con conduttività ancora migliore ad attenuazione del ponte termico? che sono molto utili

  20. Giovanni

    Buonasera sig. Sampaoli, una domanda da porle: struttura in c.a. con tamponamento da effettuare con mattone alveolare porizzato cm 45 posto in verticale filo interno pilastro con malta termica U= 0.225, per la correzzione del ponte termico come da stratigrafia da interno – intonaco a calce, pilastro in c.a. 30 cm, isolante, mattone cm 6 o 8 ( oppure tavella cm. 4) – quale sarebbe la miglior soluzione di isolante (posizionamento e spessore) per arrivare ad U prossima a quella della muratura? Del pannello aerogel con ? 0.014 che ne pensa?
    Grazie.

  21. Federico Sampaoli Autore articolo

    grazie.
    eps e lana di roccia sono due ottimi materiali isolanti (il primo anche più economico ma meno valido come protezione acustica) ma contro il caldo sono poco performanti.
    per giudicare la prestazione estiva ottenibile dalla stratigrafia si deve calcolare completa di muratura e intonaco. poi prendere la decisione.
    chieda al suo tecnico il confronto e la verifica delle prestazione secondo il nuovo DM 26.6.2015 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,10 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento possibilmente > 12 ore)

  22. MARCO

    Buongiorno, complimenti per questo blog, volevo chiederle per un’ abitazione in zona climatica E con t di progetto -6 e dove d’estate comunque si raggiungono i 37 gradi lei consiglierebbe su poroton da 30 14 cm di eps o 14 di lana di roccia o addirittura converrebbe salire con gli spessori?

    grazie per la disponibilità.

    Marco

  23. Federico Sampaoli Autore articolo

    la lana di vetro è sicuramente materiale non a rischio incendio.
    per l’intervento con un sistema a cappotto è importante che le due offerte ricevute riguardino 2 sistemi certificati e non pannelli acquistati e posati con materiali diversi portati in cantiere.
    se si tratta di eps con grafite le sue prestazioni invernali sono sicuramente superiori
    la lana di vetro è invece acusticamente più prestazionale
    per quel che riguarda la protezione estiva bisognerebbe analizzare le stratigrafie e confrontarle: entrambi i materiali sono scarsi sotto l’aspetto protezione dal surriscaldamento estivo.

  24. Vincenzo

    Devo far mettere il cappotto termico esterno in zona E gradi giorno 2600 dove è presente già il poroton 600 da 30 cm, tra le varie proposte a parità di costo devo scegliere tra 20 cm di eps o 20 in lana di vetro, l’indecisione è massima dato che l’eps per varie ragioni non mi convince molto data la sensazione di “poco”, mentre la lana di vetro mi sembra più solida ed è anche antincendio ma nel contempo la lavorazione è più complicata e delicata per le fibre.
    Che ne pensa?

  25. Federico Sampaoli Autore articolo

    le superfici interne fredde e l’umidità un po’ troppo elevata in camera porta alla formazione di muffa (arieggiare d’inverno, magari un po’ troppo a lungo, raffredda ancora di più le superfici – aggiungiamo il fatto che magari il riscaldamento sia anche spento…).

    Poter isolare l’intercapedine è senz’altro una buona occasione di intervenire economicamente, purtroppo i contorni finestra, l’incontro con i solai interpiano e altre porzioni strutturali resteranno freddi: l’insufflaggio non attenua questi ponti termici.

    le palline di polistirolo sono senz’altro economiche ma non migliorano la prestazione estiva: meglio farsi preventivare un intervento con insufflaggio di fiocchi di cellulosa o meglio ancora, con perlite.

    non consiglio mai pitture termoisolanti che portano sicuramente emissioni di voc in ambiente e non migliorano la traspirabilità dell’intonaco interno. leggi anche: http://espertocasaclima.com/2015/03/scegliere-pittura-termoisolante/
    http://espertocasaclima.com/2013/04/coibentazione-pennello-vernici-contengono-dispersioni-termoisolanti-nanotecnologia/

  26. Angelo

    Buonasera,

    da un po di tempo, da quando in casa abbiamo messo gli infissi nuovi nella camera da letto esposta tutta a nord, le pareti sono tutte piene di muffa nonostante la stanza viene arieggiata più volte al giorno.

    Fra me mura interne ed esterne, c’ è un intercapedine e mi hanno consigliato di effettuare un insufflaggio con palline di polistirolo.

    Mi hanno anche detto però altre ditte che in questo modo, essendo il polistirolo un prodotto impermeabilizzante, potrebbe far aumentare il problema di condensa e muffe.

    E mi hanno consigliato un cappotto termico interno, con un rasante termico anti condensazione e successivamente con una pittura termica rifrettente.

    Mi può dare un consiglio ?

    In attesa

    Grazie

    Angelo

  27. Federico Sampaoli Autore articolo

    la barriera impedisce al vapore di migrare in entrambe le direzioni. sembra una soluzione a tutti i problemi, invece può essere una trappola, sia in periodo di riscaldamento che in periodo estivo.
    meglio un freno al vapore o, meglio ancora, un freno al vapore igrovariabile.

    NB: non è che il vapore entri nell’isolante dall’esterno.. piuttosto il vapore contenuto nell’isolante che inverte la direzione per il cambio stagionale si indirizza verso l’interno e lascia l’isolante asciugare completamente.

  28. roberto

    è corretto ? :
    La barriera al vapore ha il compito di proteggere l’isolante termico dal vapore che proviene dall’interno dell’edificio e come regola va posta sulla faccia “calda” dell’isolante.
    Ha quindi ragione di esistere in quei climi dove si alternano stagioni estive ed invernali con temperature inferiori agli 0°C e dove quindi viene usato il riscaldamento.
    Nei climi equatoriali non serve perché è l’ambiente interno ad essere più freddo dell’esterno, ed in questo caso il vapore tende ad entrare nell’isolante dall’esterno.
    Grazie!!!

  29. Federico Sampaoli Autore articolo

    negli edifici esistenti i compromessi di cantiere sono moltissimi quando si decidono tutti i particolari esecutivi di una coibentazione esterna.

    nel particolare della porzione che non può avere spessore si potrebbe ragionare su un termointonaco eliminando il vecchio intonaco.

  30. Sandra

    Ho letto con interesse i suoi articoli e gradirei un suo consiglio.
    La casa in cui vivo ha un lato strada (parete rivolta a nord) e 3 interni ed è stata costruita negli anni 50 i cui muri sono generalmente di mattone pieno per circa 40 cm anche perchè alcuni sono portanti.
    Siccome devo fare alcuni interventi su tetto e facciate esterne per rinfrescare e coprire segni di allargamento/chiusura di finestre dovute a due successive ristrutturazioni avvenute nel tempo, stavo valutando l’opportunità di coibentare l’esterno.
    I principali problemi sono dovuti da soglie,davanzali, inferriate e inbotte che richiederebbero, per applicare un cappotto di 8/10cm interventi molto pesanti (stiamo parlando di 20 tra soglie e davanzali in serizzo).
    Oltre al fatto che sul lato strada non posso fare interventi sino al piano stradale, la casa è alta circa 9 metri, perchè il comune non lo permette. Posso eventualmente, eliminando l’attuale intonaco plasticone e uno zoccolino, recuperare 2 cm.
    Cosa suggerirebbe di usare ?
    Grazie in anticipo

  31. Federico Sampaoli Autore articolo

    è normale che in un intervento di coibentazione si debbano fare dei compromessi. anche utilizzando diversi spessori sullo stesso edificio.
    conviene attenuare i ponti termici ove possibile consultandosi con un tecnico o un applicatore per risolvere ad uno ad uno i nodi complicati.

  32. Franco

    Buonasera, vorrei chiederLe un consiglio per la mia abitazione, una villa su tre piani, bifamiliare, ( ma con unica caldaia interna) posta a circa 600mt di altezza in zona ventosa. L’edificio, realizzato circa 14 anni orsono in cemento armato e forati è poco prestante energeticamente e determina notevolissimi consumi di gas per riscaldamento. Vorrei realizzare alcuni interventi tra cui la posa di un cappotto esterno ma purtroppo tutte le finestre, con soglie in marmo, hanno delle persiane esterne unite internamente ( stessi cardini) a degli infissi blindati ( anch’essi apribili a libro) ed il costo di smuratura e rifacimento sarebbe molto oneroso. Volevo, a tal proposito, chiedere se fosse possibile realizzare un cappotto senza smurare gli infissi blindati e magari “prolungare” le soglie in marmo senza sostituirle. Vorrei chiedere inoltre se fosse energeticamente sostenibile il concetto di posizionare vicino alle finestre un cappotto di minore spessore rispetto al cappotto usato per il resto della casa per consentire l’apertura completa delle persiane ( che vorrei non dover smurare).
    Grazie.

  33. Federico Sampaoli Autore articolo

    come tutti sanno non c’è sistema a cappotto più economico di quello in eps.
    l’eps con grafite è ben più prestazionale e garantisce una prestazione estiva migliorata.
    i pannelli con fori e superficie sbiancata come i pannelli con tagli anti tensione vogliono garantire dai difetti del surriscaldamento.
    io dico che se si rispetta un sistema a cappotto certificato, di qualunque azienda, utilizzando fedelmente tutti i suoi componenti si è al riparo da ogni brutta sorpresa

  34. giusva

    Buongiorno, le chiedo cortesemente consiglio sull’esecuzione del cappotto sulle pareti della mia casa composta da 20 cm di muratura in laterizio forato + 4 cm di polistirene estruso + 13 cm di laterizio forato esterno, oltre ai due intonaci. Vorrei eseguire cappotto sp. 8 cm in graphite; secondo lei è corretto utilizzare un eps tradizionale o meglio il pannello con microforature tipo Baumit. Attualmente ho solo pochi ponti termici in corrispondenza dei pilastri d’angolo, non sono presenti condense di vario genere. Infine meglio valutare alti prodotti? Grazie

  35. Federico Sampaoli Autore articolo

    penso che ci sia una struttura in cemento armato nei punti più interessati dalla formazione di muffa, ma non si comprende dalla descrizione se la copertura è un tetto in legno oppure una falda in altero cemento.
    la sensazione di presenza di spifferi mi fa pensare ad un tetto in legno che non riesce a garantire la tenuta all’aria.

  36. Diego Majolo

    Buongiorno e grazie per i suoi consigli. Abito da pochi mesi in una mansarda di nuova costruzione ad Orte e con il primo inverno sto avendo problemi di muffa in due angoli in alto su due pareri libere che affacciano a nord, probabilmente un ponte termico con il pilastro di cemento. Inoltre ed è ciò che mi preoccupa queste due stanze sono molto fredde e ho come l’impressione che la sola tamponatura in poroton da 38cm non sia sufficiente a garantire un adeguato isolamento termico. Alle volte sembra che la parete respiri come se avesse spifferi. Cosa posso fare secondo lei? Grazie

  37. vincenzo

    Grazie della risposta sull’isolamento di locale non riscaldato in questo caso il pannello d’isolamento deve essere uguale al cappotto esterno o si può fare meno spesso?

  38. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente porterei a nudo le superfici ammalorate per avere tutto lo spessore dell’intonaco disponibile ad uno strato nuovo di qualità e termoisolante.
    cercherei una squadra che conosce l’arte di preservare e rispettare e lavorare intonaci a mano con tutte le irregolarità e gli spessori diversi che si incontreranno.
    progetterei molto bene il foro finestra per avere un contorno meno freddo e a basso rischio condensa con serramenti nuovi.
    le parti confinanti con altre proprietà le considererei come pareti verso ambienti non riscaldati.
    se ho capito bene esiste un sottotetto: questo potrebbe essere isolato con materiale sfuso.
    tutti i ponti termici più forti vanno valutati uno per uno perchè non accada alla fine del restauro di trovare parti troppo fredde e a rischio condensa.
    l’importante è riuscire ad intervenire un po’ ovunque per ottenere un ambiente con temperature superficiali più confortevoli e meno dipendenza dal riscaldamento.

  39. Francesco

    Salve,
    innanzitutto complimenti per la professionalità ed il blog.
    Vorrei chiederle un consiglio.
    Sto ristrutturando una antica casa (parte di un complesso più ampio) vincolata, in zona D, con pareti in pietra, cordolo antisismico e solaio in cemento-laterizio (lavori post-’80).
    la casa ha una disposizione che definirei ad S con le pareti perimetrali più lunghe che danno sui campi, ed i “bracci” corti della S confinanti con una casa disabitata ed una chiesa.
    considerando che le facciate non sono tutte vincolate, ma che all’interno ci sono alcune decorazioni dei primi del ‘900(anche se non vincolate non mi sognerei mai di coprire…anzi) , che tra tetto e solaio ci sono solo 40 cm. e che vorrei rispettare il più possibile la “naturalità” dei materiali e dei luoghi. lei cosa mi consiglia?
    ha senso isolare solo alcune alcune facciate e non tutta la casa? ha senso posare l’isolante tra tetto e solaio? ha senso isolare dall’interno solo “spicchi” di muro? e se si come lo farebbe? mi scuso per la confusione della domanda ma è un rompicapo che non riesco a risolvere.
    Grazie mille, buna giornata e buon lavoro

  40. Federico Sampaoli Autore articolo

    è corretto prevedere un isolamento dei divisori verso l’ambiente non riscaldato.
    in caso non si facesse, le dispersioni termiche di tali superfici andranno a riscaldare il garage e poi a disperdersi attraverso l’apertura.

  41. vincenzo

    Stiamo progettando una unifamiliare zona E in telaio, mattoni poroton 30 e cappotto eps 20 cm, abbiamo il garage inglobato nel piano terra dell’edificio e confinante con camere, le pareti esterne del garage avranno il cappotto come il resto delle murature esterne della casa.
    Il dubbio è se si deve predisporre un ulteriore isolamento per le pareti interne di confine con le camere essendo il garage non riscaldato.
    Grazie.

  42. Federico Sampaoli Autore articolo

    le dispersioni sono certamente elevate e il davanzale passante peggiora la situazione.
    la possibilità di isolare esternamente nel vano delle persiane scorrevoli è allettante, ma in definitiva non si ottiene comunque un’omogenea continuità di coibentazione d’intercapedine.
    l’attuale coibentazione in intercapedine probabilmente già soffrirà un po’ di momenti di condensa nei giorni più rigidi.

    credo che la scelta migliore sia un sottile isolamento interno in calcio silicato, massimo 25mm, risvoltato su divisori e soffitti.
    con xps goffrato.

    va ben progettato il dettaglio davanzale freddo e contorno finestra per completare l’intervento.

  43. daniele

    Ho letto i suoi articoli con molto interesse e sono alla ricerca di un consiglio.

    Vivo con famiglia in un appartamento di una casa su due piani ristrutturata negli anni 80 con un muro perimetrale in mattoni svizzeri con intercapedine in lana di roccia.
    Le finestre hanno persiane in alluminio di 50 cm che si aprono infilandosi nel muro dove entrano in scanalature di circa 15 cm per 55cm di profondità.
    Le scanalature sono realizzate con due muretti di forati e internamente sono a finitura grezza a grana piuttosto grossa.

    Dall’esterno l’effetto estetico è bello anche perché le finestre hanno anche cornici esterne in stile ‘800, ma ho consumi di gas molto alti e credo che questa soluzione architettonica sia una delle cause anche perché di una parete di 10 metri le due finestre con relativi sfondamenti se ne prendono 4.

    Le finestra hanno anche un davanzale in granito molto spesso che arrivando dall’esterno fin sopra il calorifero interno è un secondo punto di ingresso del freddo esterno.

    Volevo intervenire incollando dei pannelli sul lato esterno del muretto interno di contenimento delle persiane. C’è spazio per 4/5 cm.
    Che materiare mi consiglia e come eventualmente incollarlo.
    Per il davanzale volevo provare a rivestirlo in qualche materiale isolante e mettere un pannello dietro il calorifero sottostante. Leggo in alcuni siti di materiali isolanti multistrato a bolle d’aria accoppiato a sandwich con due fogli di alluminio. Possono essere utili ?
    Volevo anche provare a misurare le differenze di temperature sul muro prima e dopo un eventuale prova. Come posso misurare un eventuale miglioramento ? E’ utile misurare la temperatura sul muro ?

    Grazie dell’attenzione.

  44. Federico Sampaoli Autore articolo

    un intonaco termoisolante è l’ideale se non si vuole applicare un sistema a cappotto, ma se si desiderano certe prestazioni (ad esempio per usufruire il 65%) e la parete è molto disperdente purtroppo serviranno molti strati di termointonaco e la spesa diventerà molto alta.

    il rifacimento del tetto lo consiglierei anch’io, ma se ha una buona impermeabilizzazione e non necessiterebbe di rifacimento, si potrebbe coibentare dall’interno con una cifra più contenuta.
    trattandosi di coibentazione sul lato interno è doveroso fare attenzione nella scelta e nella salubrità dei materiali.
    in qualsiasi caso analizzare bene la stratigrafia che verrà proposta per capire se offre o meno garanzie contro il surriscaldamento estivo.

  45. Giorgio

    Buongiorno,
    ho un’abitazione dell’90 e farò un intonaco termico all’esterno per risolvere i problemi dovuti all’intonaco che si sta staccando sul lato + esposto e per coibentare i muri perimetrali (3).
    potete consigliarmi sul lavoro che andrò a fare?

    ho la mansarda tanto fredda d’inverno tanto calca d’estate, mi hanno consigliato di rifare il tetto con uno ventilato…. è possibile isolare in qualche atro modo? la spesa per il tetto ventilato mi sembra enorme.

    Grazie

    Giorgio

  46. Dora

    Buona sera ..ho un problema da risolvere avendo costruito su una superficie gia’ esistente di pilastri di cemento armato e dopo isolato pavimenti e tetto si forma la condensa vicino ai pilastri in interno se io volessi fare un cappottino solo in quei punti risolverei il problema? Grazi

  47. Federico Sampaoli Autore articolo

    la parete verso il vicino andrà progettata sul lato interno.
    il resto andrebbe progettato sul lato esterno evitando di isolare un’intercapedine che non c’è ancora.

  48. Alma

    Buonasera la ringrazio per la pronta risposta, in realtà nella mansarda in ristrutturazione un lato è confinante con la soffitta della casa vicina, non riscaldata e aperta, un’altra lato confina con una grande tettoia di mia proprietà nella quale tra qualche anno vorrei edificare, quindi il cappotto esterno potrei farlo solo a nord e a sud. Vale ancora la pena fare il cappotto esterno in due lati su quattro? almeno a nord vorrei farlo visto che è il lato più freddo completamente esposto.
    Nei lati in cui non posso fare il cappotto esterno la stratigrafia con intercapedine (nel mio caso muro esterno, 12 cm lana roccia, o qualche cm in meno di fibra di legno, più 8 cm mattoni più intonaco internamente) è sempre migliore di un’isolamento a cappotto interno senza mattoni?

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    è sempre da preferire un cappotto esterno.
    a parte la cubatura interna persa per sempre e la mia ostilità alle lane di roccia, l’isolamento in intercapedine deve poi risolvere il nodo dei fori per i serramenti e altri ponti termici importanti.
    il problema delle eventuali condense interne dipende da vari fattori, ma in effetti è un problema.

  50. Alma

    Buonasera,
    complimenti per gli articoli ricchi di informazioni che mi obbligano a veglie notturne 🙂
    Vorrei porle un quesito, siamo in fase di ristrutturazione una mansarda, per l’isolamento delle mura perimetrali (25 cm circa in mattoni forati e intonaco interno ed esterno) la soluzione proposta da castruttore è isolare dall’interno con 12 cm di lana di roccia contro il muro esistente più un muro di mattoni forati di 8 cm all’interno e successivo intonaco.
    Da quel che capisco si viene a creare un isolamento a intercapedine. Rispetto a questa soluzione è sempre da preferire il cappotto esterno?
    Le mie perplessità riguardano lo spazio interno rubato: 20 cm e la difficoltà a capire come sarà la reazione all’umidità di una simile stratigrafia.

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    visto che si tratta di una struttura in cemento armato e tamponamenti in laterizio non credo che sia stato possibile mettere in opera una vera continuità dello strato isolante (che ha anche spessori diversi).
    penso che il pilastro in cemento armato abbia il lato esterno protetto con la stiferite spessore 60mm mentre i due lati nascosti dallo spessore del tamponamento in diretto contatto con il laterizio freddo.
    sarebbe interessante vedere qualche foto.

  52. paolo

    Ciao Federico,
    ho un problema sulle pareti esterne di una casa costruita di recente.
    Premetto che è un’abitazione costruita con scheletro di cemento armato e pareti di tamponamento in poroton
    In quest’ultime è stato fatto un isolamento interno la muratura di 10 cm di stiferite mentre in corrispondenza di pilastri e solai un isolamento sull’esterno di 6 cm di stiferite naturalmente creando continuità degli stessi isolamenti.
    Purtroppo mi trovo CONDENSA sulle pareti ESTERNE in corrispondenza delle strutture in cemento armato che genera muffa sull’intonaco esterno e anche quando asciutto segna a scacchi di nero tutta la casa oltre a generare cavillature più o meno evidenti…….
    Quali rimedi?????
    Grazie
    Paolo

  53. Federico Sampaoli Autore articolo

    penso molto bene di un cappotto minerale, specialmente se i pannelli vengono posati con la stesura del collante su tutta la superficie.
    si ottiene così uno strato isolante che diventerà tutt’uno con le pareti esterne diminuendo quella sensazione di cappotto vuoto se si bussa sulla parete.
    rispetto all’eps il cappotto minerale richiede una compensazione con qualche cm in più di spessore (la conduttività non è ottima come quella dell’eps), ma in compenso offre molte più ore di sfasamento.
    nel suo caso deve calcolare la stratigrafia intera con il pannello isolante che intenderà posare e scoprire lo spessore necessario per rispettare i limiti di trasmittanza U in riferimento alla zona climatica di appartenenza.
    In zona climatica E 0,27. Da questo dato potrete ancora scendere aumentando lo spessore e purtroppo di conseguenza il costo del materiale…

  54. vincenzo

    Salve, per una casa in costruzione, zona E gg 2600, con telaio e mattone poroton da 30 + cappotto mi hanno proposto al posto dell’eps, che non amo,il multipor in silicato di calcio però molto più costoso, cosa ne pensa? Quanti cm servirebbero per avere una casa con un basso U?

  55. Federico Sampaoli Autore articolo

    premesso che i mobili troppo aderenti alle pareti fredde creano i presupposti di zone più a rischio condensa e quindi muffa, l’intervento di coibentazione interna dovrebbe prevedere
    1) la scelta del materiale isolante
    2) la scelta della nuova finitura

    eps accoppiato a cartongesso: molto diffuso, ma non lo consiglio
    sughero: meno diffuso, ma non lo consiglio

    preferisco consigliare materiali isolanti ma anche igroscopici come i pannelli in calcio silicato finiti con prodotti a base calce.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/category/isolamento/coibentazione-interno/

  56. roberto

    ciao Federico volevo un consiglio devo fare un cappotto interno su due pareti fredde e muffa sui pilastri in camera da letto dietro l’armadio, premetto che la casa e di nuova costruzione con infissi legno-alluminio e muri con intercapetine . sono indeciso perche il rivenditore diceva ke era la stessa cosa usare pannelli in cartongesso accoppiati di 2+1cm o pannelli di sughero sp.2 cm.Grazie in anticipo spero di essere stato chiaro e di avere una risposta da potermi chiarire le idee definitavemte

  57. Federico Sampaoli Autore articolo

    più che sapere che l’edificio si trova sull’isola di Ustica bisognerebbe conoscere spessore e qualità delle pareti esterne e spessore e qualità dell’ultimo solaio se si tratta di un tetto piano per ragionare sull’intervento.
    immagino che si tratti di una residenza per tutto l’anno e non una residenza estiva.

  58. Adolfo patricolo

    Buongiorno Dott. Sanpaoli abito ad Ustica piccola isola provincia Palermo sto ristrutturando un fabbricato isolato (piano terra e primo piano totale mq 50) riguardo l’isolamento interno ed esterno cosa mi consiglia ? Quale impianto riscaldamento/raffreddamento e areazione mi consiglia? Grazie di tutto

  59. Federico Sampaoli Autore articolo

    maglione di cachemere o maglione in acrilico?
    fibra di legno o eps?

    se dovessi proporre io la coibentazione a questo edificio a La Salle, pur non sapendo se si trova a 1000 o 3000m. di quota, ma tenendo conto che si tratta di una Zona Climatica F con 3734 Gradi Giorno le farei una domanda diversa:

    sistema a cappotto certificato in fibra di legno svizzera spessore 12cm oppure sistema a cappotto certificato in eps grigio spessore 22cm?
    questo mi pare un buon ragionamento.
    spingo sulle prestazioni al massimo cercando di arrivare a trasmittanze da casa passiva oppure faccio lo spessore minimo richiesto dalla normativa in riferimento alla zona climatica e punto solo sulla qualità dei materiali naturali?

    circa il dubbio sulla prestazionalità dell’eps: non esiste materiale più prestazionale (contro il freddo).
    Tuut’altro discorso varrebbe se la casa fosse in Sardegna.

  60. Valeria

    Buongiorno,
    Sto costruendo casetta individuale di 36 mq sedime Piano Terreno + soppalco 22 mq nei pressi di La Salle in Valle d’Aosta.
    La casa è costruita in muri di Poroton argilla spessi 25 cm + cordoli cemento armato per antisismico (eh sì, la regione Vda è passata in zona 3…)
    il tetto è fatto così 1.Orditura in travi Douglasia – 2.Tavolato in Douglasia – 3.Freno a vapore stamisol pack 500 – 4.Pavatherm 60 mm sp. x 3 stratti incrocciati – 5.Freno a Vapore DA-DA connect ISOLAIR – 6.Radice 2 cm per spazio ventilazione 7.Tavolato 8.Lamiera.
    c’è ancora fare il rivestimento finale con tavolato e tegole o lose.
    Ora dovrei decidere quale cappotto esterno mettere che in certe parti dovrà essere rivestito con pietra da incollare spessa 2,5 cm (stile geopietra) poiché sono obbligata dal piano regolatore. Il cappottista mi ha spiegato la speciale preparazione nelle zone che dovranno essere ricoperte di pietra ( tassellature e griglie particolari per non avere strappi). comunque per il cappotto le 2 soluzione proposte sono, cappotto finito predisposto per posa pietra :
    > Fibra di legno pavawall 12 cm >€ 110,00/m2
    > EPS 12 cm a € 55,00/m2.
    queste 2 soluzioni sono simili in termini di prestazione di trasmittanza termica, igrometria e comfort termico interno ?
    All’interno, il riscaldamento sarà assicurato da una semplice stufa a pellet dimensionata in kw (la casa è piccola) e l’acqua calda con boiler a pompa di calore. E’ previsto mettere pannelli fotovoltaici sul tetto.
    Non so cosa fare in quanto il costo è dal semplice al doppio ?
    Vale la pena spendere tutti i soldi in cappotto in fibra di legno ? Se invece scelgo il cappotto in EPS, non è che poi devo ripotenziare l’impianto di riscaldamento ?
    La ringrazio molto se potesse darmi un suo parere non so veramente cosa fare…

  61. Federico Sampaoli Autore articolo

    lei ha detto bene:
    evitare la noia del cappotto sarebbe una bellissima cosa.
    i vari ponti termici si possono curare con attenzioni mirate.

    il fatto è che se i blocchi sono del tipo con isolante interposto…. iniziano ad assomigliare al calcestruzzo cellulare! e torniamo al punto di partenza.

    insomma qual’è la cosa ideale? un trullo col cappotto

  62. vincenzo

    Grazie della risposta,
    per il calcestruzzo cellulare ci stavo arrivano ma mi serviva una conferma, l’unico dubbio che rimane è se conviene usare murature tipo mattoni porotherm con isolanti interni che danno anche U=0,16 W/mqK e non creare un cappotto che devo dire non piace molto per diversi motivi, anche se poi bisogna fare molta attenzione nel bloccare i vari ponti termici.

    Saluti.

  63. Federico Sampaoli Autore articolo

    vivere nel gasbeton significa vivere nel calcestruzzo cellulare (materiale edile e allo stesso tempo materiale coibente).
    vivere nel poroton significa vivere nell’argilla cotta (materiale edile e , dipende dal blocco, allo stesso tempo materiale coibente).

    meglio impasti di argille naturali e farina di legno senza additivi chimici che calcestruzzo cellulare…

    ripeto sempre che è giusto farsi tante domande, sull’isolamento, sul comfort, sul comfort estivo ecc. ma senza buttar giù diverse stratigrafie è impossibile fare i debiti confronti.
    i numeri, se ben torturati, dicono sempre la verità!

  64. vincenzo

    Salve, e complimenti per la semplicità delle spiegazioni per argomenti non certo facili,
    sto progettando insieme al geometra e ingegnere la costruzione di un villino in Abruzzo come
    seconda casa zc E irradianza 266/wmq 800 m slm z. sismica 1, la casa verrà fatta in cls e tamponature in gasbeton (tipo) la mia indecisione riguarda le tamponature se farle di 25 + cappotto o usare direttamente un gasbeton da 48 cm che da una trasmittanza totale di 0,202 W/mqK, resistenza termica totale mqk/w 4,956 e massa di 450 kgmq che forse potrebbe anche bastare come isolamento di una casa, so bene che maggiore isolamento col cappotto rende la casa ancora più confortevole quanto può aumentare la trasmittanza totale usando un cappotto e che materiale e spessore converebbe mettere?
    Il poroton o il gasbeton che differenze qualitative hanno?
    Grazie.

  65. Federico Sampaoli Autore articolo

    una trasmittanza U parete pari a 0,50 W/mqK è già dignitosa e il comfort dovrebbe essere già elevato.
    in realtà probabilmente questa situazione si verifica solo idealmente nelle pareti più omogenee e continue dove l’influenza dei ponti termici è scarsa.
    pensiamo ai fori finestra, agli angoli della casa oppure a zone con struttura armata ben più disperdenti.

    se il nuovo sistema a cappotto giova a risolvere o correggere tutte queste problematiche direi anch’io di intervenire con fiducia.
    se il miraggio è solo scendere di trasmittanza (cioè migliorare il valore) forse non affronterei tutto questo investimento di danaro, tempo e “nervi”.

    magari investirei in un impianto di ventilazione che manca o altri miglioramenti.

    per il calcolo della convenienza economica si dovrebbe incaricare un termotecnico e scoprire il risultato.

  66. Davide

    Buongiorno Ing. Sampaoli,
    in questo periodo si sta concretizzando l’idea di effettuare un intervento di isolamento tramite cappotto esterno della mia abitazione (Zona climatica E).
    Attualmente la trasmittanza termica dei muri perimetrali è di 0,50. Con il cappotto esterno e sulla base di simulazioni elaborate con software disponibili in rete, potrei raggiungere una trasmittanza di circa 0,25.
    E’ ragionevole, sulla base di questi dati, ipotizzare che la spesa per il riscaldamento invernale, dopo l’intervento possa dimezzarsi? E’ per me importante capire questo per verificare l’effettiva convenienza del cappotto.
    Ringrazio e la saluto cordialmente

  67. Federico Sampaoli Autore articolo

    quando si viene informati sul valore di trasmittanza U ottenibile in sostanza si viene a conoscere quanto brava è la stratigrafia a contenere le dispersioni.
    contenere le dispersioni significa riscaldare la casa senza gettare il calore in giardino!

    la capacità di contenere le dispersioni non è ancora garanzia di protezione dal caldo!

    ecco perché in una zona climatica quale quella di Catania (Gradi Giorno 833, Zona Climatica B, Accensione Impianti Termici con limite massimo consentito di 8 ore giornaliere dal 1 dicembre al 31 marzo ) è opportuno tenere d’occhio altri valori oltre alla trasmittanza U: come lo sfasamento, l’attenuazione ecc.

  68. Antonino

    Salve
    Sempre io. Una domanda:
    Un valore di trasmittanza U di 0,33 ed un valore di trasmittanza U di 0,47…
    Questi valori, per noi mortali così vicini, in termini di coibentazione, risparmio energtico, benessere, fanno la differenza? Secondo la “vostra lingua” sono due valori così distanti tali da inseguire fortemente il primo valore a discapito del secondo?

    Grazie
    P.s. Lo 0,33 lo otterrei con EPS, lo 0,47 con temointonaco, entrambi spessore 8 cm

  69. Antonino

    …comunque il valore di trasmittanza con 8 cm di eps. è di 0,33. Con il termointonaco (6 cm) ottengo un valore di circa 0,5.
    Secondo Lei ( e non la stresso più. promesso) questa differenza ( per me sono solo dei numeri molto vicini tra loro) giustifica l’utilizzo dell’eps?o si puo ritenere così esigua da optare per il termointonaco?
    Grazie infinite

  70. Federico Sampaoli Autore articolo

    la stratigrafia:
    inserendo in un calcolo tutti gli strati (esistenti e previsti) dei materiali si può analizzare la prestazione estiva e invernale di una parete, un tetto, un solaio…

    diciamo che è un termometro per decidere spessori e materiali a seconda di come si comporterebbero.

    se anche l’interno è pronto per un nuovo intonaco, consiglio vivamente di
    – prevedere termointonaco per la fascia più bassa allo scopo di migliorare il pontetermico del nodo parete-solaio freddo.
    – prevedere un intonaco non miscelato con cemento per tutto il resto.

  71. Antonino

    Salve.
    Scusi l’ignoranza ma a che serve la stratigrafia? Incide sulla coibentazione o sulla scelta del coibentante?
    Ad ogni modo le pareti, sia interne che in facciata, sono state completamente picchettate. In pratica sono rimasti solo i mattoni (lato interno 8 cm, intercapedine da 16 e lato esterno 12 cm) nudi e crudi.
    Comunque come le dicevo si tratta di una casa fine anni 70.
    Anzi, a dirla tutta, la parte che sto ristrutturando è il garage….

  72. Federico Sampaoli Autore articolo

    termointonaco eccellente.
    le hanno calcolato la stratigrafia completa oppure no? io le consiglio di richiedere il calcolo prima di decidere:

    “i numeri, se ben torturati, dicono sempre la verità!”

    isolare verso il basso è corretto, anche qui si dovrebbe calcolare lo spessore idoneo.

    se lei usufruirà delle agevolazioni dovrebbe rispettare i limiti di trasmittanza imposti dalla zona climatica.

    elezioni: non sopporto la corruzione.

  73. Antonino

    Il termointonaco che mi hanno proposto è il Rofix Calceclima.
    La parete di casa (casa di fine anni 70) è composta da uno strato interno di forati da 8, una intercapedine da 16 ed uno strato esterno di forati da 12.
    La casa si trova a piano terra.
    (tra l’altro sto isolando il pavimento con dei pannelli di xps prima del massetto finale ( c’è un primo massetto sotto il quale ci sono gli igloo. Faccio bene si?)

    Vado col termointonaco?

    Grazie 1000!

    P.S. La Sua competenza è stupefacente. Mi faccia sapere se si presenterà alle prossime elezioni 😉

  74. Federico Sampaoli Autore articolo

    leggendo il suo commento stavo appunto per risponderle che capisco il grande dubbio!
    poi leggo che l’edificio è a Catania.

    date le poche informazioni che ho sarei tentato di dirle che dubbi non ne ho più: termointonaco sia!

    in verità, da professionista, sono costretto a risponderle che progettare con la pancia è bello ma non corretto fino in fondo!

    il fatto è che sappiamo bene che con l’EPS le prestazioni invernali sono alle stelle, ma qui a Catania val bene la pena di ragionare sui mesi più miti ed estivi molto approfonditamente: e questo si può fare analizzando la stratigrafia parete dallo strato più interno allo strato più esterno.
    in questo caso sarà necessario conoscere la scheda tecnica del materiale previsto per il termointonaco! quello supercertificato (perdoni l’ironia, ma prima vorrei leggere la scheda).

    dopo un’analisi completa potrete prendere la decisione in piena conoscenza!

  75. Antonino

    Grazie sig. Federico!
    Non pensavo mi rispondesse.
    Allora ne approfitto.
    Il termointonaco che mi hanno proposto è supercertificato. Il prezzo di 6 cm mi starebbe bene.
    Ma poi, pensando che 6 cm di termointonaco danno le prestazioni di soli 3 cm di eps, e pensando che con prezzo di 6 cm di termointonaco posso fare circa 10 cm di eps mi chiedo e Le chiedo:
    dovrei scegliere il termointonaco ed avere prestazioni inferiori (quindi cambiare la casa come dice lei)
    o mettere 10 cm di eps e stravolgere la casa (come dice sempre lei).
    Io prediligerei il termointonaco ma ho paura che dopo tanti soldi spesi non otterrei una adeguata coibentazione.
    Preciso che vivo in provincia di catania, zona climatica C, casa esposta a Nord (vista Etna) ed Ovest, impianto di riscaldamento a soffitto con pompa di calore e infissi in Alluminio-PVC-Alluminio
    Grazie infinite

  76. Federico Sampaoli Autore articolo

    altrettanto valida…. epa e termointonaco non si possono confrontare facilmente perché le prestazioni invernali dell’epa sono imbattibili.
    certo che il termointonaco di qualità secondo me offre molto più valore alla casa, più piacere al bussare perché è un tutt’uno con la muratura sottostante, più salubrità e prestazioni estive migliori.
    ovviamente se non parliamo di quei termointonaci mescolati a palline di eps.

    la complicazione del termointonaco è la posa degli strati: non si può posare lo spessore scelto in progetto tutto in una volta: si devono rispettare i tempi.

    la decisione dovrebbe anche essere presa in base all’aspetto dell’edificio che magari richiede fortemente rispetto e dunque termointonaco.
    anche una possibile umidità di risalita dal basso sarebbe un motivo per il termointonaco.

    i prezzi naturalmente non sono paragonabili.

  77. Antonino

    Salve
    Dovendo ristrutturare casa, sto pensando alla coibentazione esterna.
    So che il materiale che meglio si presta, in considerazione anche del prezzo, è l’eps. Sinceramente questo materiale mi lascia un po perplesso, anche per quel rumore di vuoto che da quandi ci si “bussa”. In alternativa mi hanno proposto 6 cm di termointonaco. Pensa che sia una soluzione altrettanto valida?
    Grazie

  78. Lucia

    ciao io invece sono indecisa se ristrutturare casa con cappotto interno o esterno….sono stata informata che è decisamente migliore l’esterno ,ma abito accanto una campagna che non è mia…non hanno grandi interessi di curarla fabbricare o vendere ma se io volessi farlo esternamente devo chiedere comunque autorizzazione al vicino e magari usufruire tranquillamente dei mie centimetri di cappotto vero??in che modo? e se poi un giorno volesse fabbricarmi accanto?cosa succede?

  79. Luigi Ciani

    Salve, abito a Ravenna in un’abitazione singola di 25 anni realizzata su platea coibentata con pareti esterne di poroton, infissi di PVC Finstral con vetri a doppia camera e scuri in legno di mogano. Per migliorare la coibentazione vorrei fare installare un cappotto ma ho dubbi riguardo gli scuri. Infatti i pannelli di polistirolo che avessero spessori oltre i 3 cm non permetterebbero l’apertura degli scuri.
    Per questo le chiedo un parere su cosa si potrebbe fare in questa situazione senza intervenire su scuri, banchine e cardini. Ha senso fare un cappotto che abbia uno spesso intorno ai 2,5/3 cm. ? se si che materiale consiglia nel mio caso specifico considerando che Ravenna è una zona molto umida?
    Grazie
    Luigi Ravenna

  80. Federico Sampaoli Autore articolo

    naturalmente una parete fredda è a rischio condensa sul lato interno perchè la temperatura superficiale interna è bassa, ma tutto dipende dal livello di umidità interna.
    come in ogni intervento di coibentazione esterna che non può proprio essere continuo e presenta delle interruzioni io propongo di correggere il ponte termico con un intervento interno di pochi centimetri. ovviamente impiegherò solo materiali salubri, vista la posizione in ambiente.

    ricordo che se si affrontano tali interventi è il momento più opportuno per progettare la posa e la posizione più ideale di qualche macchina per la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, vmc decentralizzata.

  81. Claudio

    L’abiatazione in cui vivo si sviluppa con asse Est – Ovest, dove condivide ad Ovest la parete con l’abitazione di mio suocero. Disposta su due piani con cantina abitabile, il lato sud presenta 3 aperture ( finetre, ingresso) al piano terra e 3 aperture ( finestra e 2 porta finestre ) al piano superiore. Al piano terra sui lati Est e Nord esiste una veranda il cui cielo funge da pavimento per le stanze poste al piano superiore ( cameretta + bagno+ vano armadio). Voglio eseguire un intervento di contenimento energetico tramite l’applicazione di un cappotto esterno sui lati EST – NORD, sul CIELO della veranda e sul SOLAIO del controssoffitto al piano superiore. Quindi su 2 lati di 3, CIELO veranda lato esterno e SOFFITTO sottotetto. Ho sentito pareri discordanti sull’eseguire un cappotto parziale, del tipo che non serve a niente dal punto di vista del costo x il riscaldamento e che potrei peggiorare il benessere abitativo a causa della parete SUD che rimenendo fredda tenderà a raccogliere condensa e a produrre muffe. Gli infissi sono in legno di rovere con vetro camera 4-9-4 basso emissivo. Grazie

  82. Federico Sampaoli Autore articolo

    se mi trovassi nella sua situazione approfitterei per una attenta scelta dell’intonaco interno che ha diversi ruoli oltre quello di finitura.
    volendo spingere ancora un po’ sull’isolamento delle pareti perimetrali penserei ad un termointonaco e un ulteriore strato finale interno per portare un po’ di massa mancante, questo per avere un comfort anche estivo molto elevato.
    del tetto mi preoccuperei seriamente della tenuta all’aria: se non avesse doti di tenuta all’aria è il momento migliore per intervenire con successo.
    anche il tetto, essendo una struttura leggera, migliorerebbe la prestazione estiva con un rivestimento sul lato interno.

    il triplo vetro per il serramento è una scelta intelligente: occasione per progettare bene la sua posizione e le sigillature migliori. se si interviene con un ulteriore isolamento sul lato interno anche la posizione a filo interno è efficace.

    non dimenticate di valutare la posa di qualche vmc decentralizzata. al grezzo l’installazione è molto più facile!

  83. Luca

    Buon pomeriggio,
    sto acquistando una casa trifamiliare, 3 piani, indipendente su tre lati, zona climatica E (appennino Parmese).
    La casa è ancora internamente al grezzo, progettata 10 anni fa, e mi trovo già installato un cappotto esterno in EPS di soli 4 cm. I serramenti devono ancora essere installati e sarei orientato ad un tripla camera.
    Il tetto in legno è coibentato con un pacco di isolante di circa 16 cm.
    Volendo migliorare l’isolamento dei muri perimetrali cosa potrei fare ?
    Non potendo rifare il cappotto mi hanno proposto di aggiungere un isolamento interno di 2/3 cm (non so di quale materiale).
    Pensa possa essere una soluzione (seppur parziale) valida ?
    Grazie e complimenti !

  84. Federico Sampaoli Autore articolo

    lo spessore minimo della coibentazione per godere delle agevolazioni fiscali deve soddisfare la trasmittanza termica della zona climatica di appartenenza.
    se il sistema a cappotto è l’unico intervento significa che le dispersioni attraverso le superfici delle pareti diminuiranno in base allo spessore deciso e al tipo di materiale. tutto il resto dell’edificio disperderà come prima.
    l’analisi economica è di solito svolta dal termotecnico.
    prima di conoscere il miglioramento si dovrebbe avere deciso in linea di massima quale intervento si andrà a fare.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2014/08/i-primi-passi-verso-lisolamento-termico-della-propria-casa/

  85. Giovanni

    Buongiorno

    abito in zona Mantova, vorrei installare un cappotto alla mia abitazione di 5cm circa.
    Qual’è la figura di riferimento per capire quanto andrei a risparmiare sul riscaldamento, cosa mi conviene fare e se il lavoro è detraibile al 65% in 10 anni?

  86. Federico Sampaoli Autore articolo

    nel caso di un’intercapedine da riempire con materiale coibente non sceglierei fiocchi di cellulosa pur essendo economici e di alta qualità e di alte prestazioni.
    se dovessi progettare per lei io proporrei un materiale minerale, sempre da insufflare nell’intercapedine (roccia vulcanica silicata perlite) che, tra le altre proprietà, è insensibile all’umidità e perciò non risentirà mai di situazioni di condensa temporanea.
    Questo tipo di materiale sfuso ha le caratteristiche di un isolante minerale granulare con conducibilità ?D=0,052 W/mK (densità 110 kg/m3).
    Non conosco la zona climatica, ma in qualsiasi caso, prima di decidere lo spessore, calcolerei la stratigrafia per sapere che prestazioni ottengo, sia estive che invernali.
    Per quanto riguarda i fori finestra è da progettare l’imbotte sui 4 lati per correggere il ponte termico, altrimenti i molti metri lineari dei ponti termici dei serramenti rovineranno il buon intervento esterno.

  87. Giorgio

    Salve dovrei “isolare” una casa prefabbricata con muri in c.a. di circa 25cm. All’interno dei muri c’è un foglio (presumibilmente) di circa 2cm di polistirolo. La casa risale a circa 30 anni fa, e’ indipendente, di forma quadrata e le dimensioni sono circa 10×10. Gli infissi sono tutti di nuova generazione in alluminio con doppio vetro. Per ragioni varie verrà comunque realizzato tutto intorno alle pareti della casa un rivestimento con forati da 8cm, si verrà cosi a creare un’intercapedine. Vorrei sapere quale materiale utilizzare per coibentare casa all’interno dell’intercapedine. Sono lavori che effettuero in economia (molta) con amici muratori, niente sgravi fiscali o cose simili. Grazie mille per l’attenzione

  88. Federico Sampaoli Autore articolo

    tanto più uniforme è la consistenza della muratura, tanto più funziona una barriera chimica che “vetrifica” la zona dove avvengono le iniezioni.

  89. federico

    Buongiorno, secondo lei quali soluzioni si possono adottare per la parte umida?? Le barriere chimiche funzionano?

  90. Federico Sampaoli Autore articolo

    un cappotto esterno alza sensibilmente le temperature superficiali interne, quindi non è causa di condense o muffe.
    l’eps con grafite è delicato se durante la posa è esposto a grande insolazione, ha comunque dei tagli nel pannello proprio anti-tensione.
    appena rasato, il pannello in eps grigio è da considerarsi protetto.
    il grafitato è meglio dell’eps bianco.

    quanti hanni resistono questi cappotti? un sistema di isolamento termico a cappotto certificato (tutti i componenti del sistema sono testati e certificati) garantisce lunga durata. in germania sono garantiti 30anni. da noi 10 per legge. ma il sistema è lo stesso.

    se le facciate sono esposte o poco protette dallo sporto del tetto, sono ovviamente messe non in condizioni ottimali.

  91. Balzarini gianfranco

    Buongiorno,se possibile gradirei un suo giudizio sulla questione che le sottopongo.
    Abito in una casa a due piani zona climatica E in maattoni forato svizzero 28cm, serramenti in PVC internorm
    con doppio vetro ,non ho mai avuto problemi di muffa interna , ho due lati della casa sempre freddi.
    Le pareti esterne sono in terranova granulare grossa e sono un pò malmesse, dovendo rifare la verniciatura mi si consiglia di eliminare la ruvidità, rasare con rete ecc o fare il cappotto. Quantificati i costi e gli incentivi statali ho visto che mi converrebbe fare un cappotto esterno in eps grafitato F-031 della Rofix da 10 cm
    Leggendo molti articoli sull’argomento cappotto mi sorgono però dei dubbi:
    -potrei avere in futuro un problema di muffe vista la bassa permeabilità al vapore dell’eps, se si non è meglio cautelarsi isolando solo le due pareti fredde ?
    -è vero che l’eps grafitato nella stagione estiva può dare problemi causati da tensionamenti
    interni all’eps?
    -come barriera al caldo estivo il grafitato è meglio dell’eps bianco?
    -per l’esperienza attuale quanti hanni resistono questi cappotti, a fine vita devono essere rimossi e con quali problemi ?

    LA ringrazio anticipatamente se mi vorrà dare un suo parere
    Distinti saluti G.Balzarini

  92. Federico Sampaoli Autore articolo

    se state valutando un sistemna a cappotto in eps, spero eps grigio con grafite almeno, io consiglierei uno spessore di 18cm pensando ai prossimi 30anni.
    la zona climatica C richiede una trasmittanza inferiore a 0,34 W/mqK e questo valore lo rispettate già con soli 8cm di spessore.
    sicuramente stabilirei che la partenza del cappotto sia sopra alla linea della guaina taglia muro in modo che il sistema sia garantibile e abbia lunga vita.
    sotto all’angolare di partenza si possono progettare diverse soluzioni in base allo stato delle cose.

  93. federico

    Salve, sto valutando la posa di un cappotto esterno su una casa costruita circa 20 anni fa, si tratta di una costruzione in muratura, con muri esterni realizzati in mattoni di cemento dallo spessore di 30cm, vivendo in una zona climatica c secondo lei che spessore e che materiale dovrei util7zzare??
    Altro quesito, siccome la casa non è a livello strada ma bensi rialzata, la guaina tagliamuro e posta ad un’altezza di 40cm, quindi mi ritrovo con i primi 40cm di muro con umidita di risalita, visibile ovviamente solo dall’esterno, questo comporta problemi con la posa del cappotto?? Grazie

  94. Federico Sampaoli Autore articolo

    riscaldare moderatamente penalizza le temperature superficiali interne tenendo le medie a rischio muffa.
    bene per la decisione di isolare dall’esterno: aumenterà sensibilmente la temperatura delle superfici interne.
    se potete aumentare lo spessore, fatelo.
    non deve essere una scusa per fare scarsa o non corretta ventilazione degli ambienti!
    l’umidità interna deve sempre essere sotto controllo!
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2011/09/troppa-umidita-in-casa/

  95. enrico

    buongirno sto effettuando un cappotto esterno su casa bifamiliare sita in arezzo costrutita nel 2001. ho effettuato tale intervento poiché non mi salvavo più dalla muffa che si creava dentro casa.
    non ho avuto mai problemi termici in casa avendo spese sempre modiche per scaldarla, quindi non ho pensato tanto di fare un cappotto come risparmio energetico ma solo per la muffa, quindi ho optato per un eps con grafite di 5 cm e attorno agli infissi per non spostarli ho messo eps da 3 cm.
    al di là dell’aspetto estetetico che a me personalmente piace vorrei avere un suo prezioso giudizio.
    grazie infinite

  96. Federico Sampaoli Autore articolo

    il tema “materiali per isolamento termico” è ancora più vasto di eps o aerogel: si potrebbe dire che il l’eps è il più performante e meno costoso, l’aerogel ha prestazioni incredibili ma è figlio di nano tecnologie e ne ho già parlato qui: http://espertocasaclima.com/2013/04/la-coibentazione-a-portata-di-pennello-vernici-che-contengono-le-dispersioni/
    come lei già saprà esistono anche materiali più nobili per ottenere un isolamento termico: un cappotto minerale o un cappotto in fibra di legno offrono anche migliore protezione dal caldo e sono investimento per 12 mesi l’anno. inoltre non hanno emissioni VOC.
    il vostro problema è legato all’intercapedine isolata ma mal progettata nel dettaglio dei fori serramenti e probabilmente in altri punti di discontinuità dell’isolante.
    ecco perchè sostituire i serramenti non porterà a nulla se non si progetterà bene il foro serramento di posa o la nuova posizione (se possibile) in continuità con il nuovo sistema a cappotto.

  97. Italo interino

    Buongiorno,
    nel mio appartamento in provincia di Milano (Buccinasco) sono presenti ponti termici in prossimità dei serramenti e formazione di muffe in modesta entità in alcune camere.
    Mi è stato proposto di realizzare un cappotto esterno, ma tra tutte le imprese specializzate che ho consultato nessuna mi ha convinto pienamente sul materiale da utilizzare.
    Le proposte più ricorrenti sono state EPS con grafite (10cm) oppure Aerogel (1cm).
    Preciso che la muratura è composta da intonaco (2cm)+poroton(30cm) con intercapedine in lana di vetro+intonaco(2cm) e che verranno sostituiti i serramenti con dei nuovi a taglio termico.
    La ringrazio se vorrà indicarmi quale dei materiali sopra riportati sarebbe il più indicato per la soluzione delle problematiche presenti.
    Cordialmente.
    Italo Interino

  98. Federico Sampaoli Autore articolo

    I blocchi POROTON 800 per muratura armata sono laterizi caratterizzati da una massa volumica lorda di circa 800-860 kg/m3, idonei all’impiego per la realizzazione di muratura portante armata e offrono conducibilità 0,23 W/mK.
    Ci vuole un sistema di isolamento termico esterno per ottenere un ottimo involucro e ci vuole un taglio termico al piede della muratura se la platea non è già coibentata da sotto.
    Prevedere un sistema a cappotto in eps con grafite è la soluzione più economica e prestazionale. Limitarsi a 10cm di eps non lascerà libera scelta impiantistica, dunque consiglio vivamente di passare a 16cm.

    Naturalmente un cappotto minerale con pannelli a base di idrati di silicato di calcio ha caratteristiche più ecologiche e i vantaggi di un isolante massiccio, con un costo più elevato del 55%, anche a causa dello spessore maggiore. Lo stesso discorso vale per la fibra di legno, anche lei ha bisogno di un po’ più di spessore.
    Tutte soluzioni migliori del polistirolo certo, e senza basse emissioni di sostanze VOC.

  99. daniele

    Buongiorno
    Inizio da zero una casa indipendente in zona E , zona sismica , 174 s.m. , 2579 gradi giorno , est/ovest, e vorrei realizzare un involucro con un sistema in grado di fornire prestazioni eccellenti.
    Il mio architetto mi consiglia di usare il blocco poroton MA (muratura armata) brite 38 + cappotto esterno in pannelli da 10 cm di spessore Neopor con grafite (BASF).
    MI sembra di aver capito leggendo qua e la’ che un tale involucro con EPS risulterebbe troppo “impermeabile” all’umidita con il rischio che alla lunga si possano creare zone umide all’interno?
    Le chiedo un consiglio se non sia meglio optare per un materiale isolante piu’ traspirante come fibre di roccia o legno?
    grazie

  100. Federico Sampaoli Autore articolo

    se progettassi per lei migliorerei il ponte termico strutturale dei pilastri prevedendo 4-5cm di isolamento termico aggiuntivo in zona calcestruzzo (quindi anche architravi e solai). la tavellina che copre il pilastro fa qualcosa poverina, ma mai quello che potrebbe un pannello isolante.
    un poroton per tamponamento da 35cm con struttura da 30cm andrebbe benissimo e si esegue una sola lavorazione.

  101. Michele Zanatta

    Buongiorno,
    Sto costruendo casa a Vittorio Veneto. Il geometra ha predisposto 14 cm di cappotto EPS, 25 cm poroton, 5 cm intercapedine d’aria (i pilastri sono da 30cm), 8 cm tavella. A suo parere l’intercapedine avrebbe la funzione di far passare gli impianti senza dover “intaccarre” il poroton e quindi peggiorare le prestsxioni del muro. Molti però ritengono sia superflua consigliandomi di fare direttamente 35cm di poroton (mettendo 5cm di tavella sui pilastri);con questo dicono che migliorerebbero molto le prestazioni del muro. Quale è il suo parere? è una soluzione valida anche per l’estate?

  102. Peter

    Salve.
    Volendo realizzare un cappotto, su una superficie con finitura “graffiato” è necessario rimuovere tale finitura (molto irregolare ed appuntita) prima dell’intervento..?
    Grazie.

  103. Federico Sampaoli Autore articolo

    eps con grafite è certamente più valido dell’eps bianco sia in inverno che in estate.
    i 4 lati del foro serramento non possono restare freddi, vanno isolate spallette, in alto e in basso.

  104. Somasca69

    Buongiorno
    Riprendo dalla sua risposta precedente: si provvederà alla sostituzione dei serramenti e l’intercapedine non verrà riempita. Ora le scrivo in merito alla tipologia di cappotto. Le ricordo che imuri perimetrali costituiti da costituite di forati con una intercapedine vuota, dove è presente un rivestimento plastico tipico della fine anni 70.
    Il termotecnico è orientato per non rinuovere il rivestimento plastico (troppo costoso) e per applicare un cappotto di tipo EPS con grafite di 8-10 cm
    Cosa ne pensa?
    Cordiali saluti

  105. Federico Sampaoli Autore articolo

    capisco il disagio e la confusione.
    la soluzione con i 6mm interni di espanso di polistirolo estruso conterrà anche un po’ le dispersioni perchè ha un’ottima conducibilità termica (veramente bassa) ma lei si ritrova a vivere in una scatola di polistirolo estruso che non dico sia una barriera al vapore ma certamente è un forte freno al vapore.
    una scatola di plastica non è certo la soluzione da consigliare.
    non mi dilungo nell’argomento discomfort estivo perchè sarebbe troppo lungo ma ho scritto diversi articoli che potete leggere nella categoria isolamento interno.

    un sistema a cappotto certificato in eps non è certo la soluzione migliore del mondo ma è la più prestazionale ed economica. non è cachemere, ma lo sappiamo! certo con grafite aiuta nel periodo estivo.

  106. FABIO G.

    Buona sera sig. Sampaoli,
    ho un grossissimo dubbio (casino)…. cappotto esterno in eps o grafite di circa 12 cm oppure in Depron dello spessore di 6 mm in interno. La casa e degli anni 30 sita a Carpi (Mo) completamente ristrutturata all’interno e all’esterno intonaco a fatto a macchina alla fine dell’anno 1996 mi manca solo di pitturare (premetto che dall’esterno c’e qualche alone di unidita che pero’ all’interno non vediamo traccia). Un tecnico del settore mi dice che con Depron dello spessore di 6 mm fatto all’interno faccio la cosa migliore e abbatto in maniera radicale tutti i ponti termici verso l’esterno e non mi devo interessare delleventuale unidita’ che ci possa essere all’esterno, un’altro invece mi dice di fare il cappotto esterno e attorno alle finestre lo rasa solo perche mettendo almeno 2 cm di cappotto + i suoi materiali riduco molto la luce delle finestre e per quello che risparmierei a riscaldare non vale la pena, un’altro ancora mi consiglia di mettere Depron attorno alle finestre e 10 cm di eps all’esterno. Alla domanda degli aloni di umidita’…. la risposta e’ stata: se non e’ mai comparsa all’interno non comparira’ mai piu’!!!
    Aiuto non so piu’ qual’e’ la cosa piu’ giusta da fare in merito.

    grazie 1000.

  107. Federico Sampaoli Autore articolo

    non è descritto precisamente il blocco Poroton: la muratura senza sistema a cappotto offre già trasmittanza U 0,29W/mqK ?
    per avere la migliore protezione dal caldo senza utilizzare fibra di legno si può prendere in considerazione anche un cappotto minerale che ha buona resa estiva.

    si deve tenere a mente che se il blocco della muratura presenta già di per se ottima conducibilità, la Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) [kJ/m2K] sarà scarsa. e questo sfavorisce il comfort nel periodo estivo: per evitare il surriscaldamento estivo meglio alti valori di capacità termica areica interna (la capacità di assorbire calore internamente)

  108. Stefano

    inizio tra poco la costruzione di casa in zona climatica C, GradiGiorno: 1183 e avrà cappotto termico da 12cm.
    incontrato il responsabile della ditta per il cappotto lui come materiale mi suggerisce eps.
    dopo alcune ricerche mi sono orientato per la lana di roccia in quanto avendo una massa maggiore e un calore specifico maggiore avrebbe un maggior isolamento dal caldo estivo e isolamento dal freddo invernale come eps.
    la muratura sarà realizzata in poroton termico da 30cm con u= 0,29 e sfasamento 16 ore
    il suo parere sulla mia soluzione?
    lo spessore è adeguato per la mia zona climatica che nel periodo estivo raggiunge 40°?

  109. Federico Sampaoli Autore articolo

    Senza intervenire nella sostituzione dei serramenti bisognerebbe togliere cornici e coprifili per controllare l’attacco finestra muratura e sigillarlo con accurate nastrature esterne ed interne.
    Poi procedere con la progettazione del cappotto esterno che richiede una soluzione per ogni dettaglio (risvolto nell’imbotte finestra, ecc).
    Evitare di riempire l’intercapedine, non è una efficace alternativa ad un sistema di coibentazione esterno perchè non risolve molti ponti termici.

  110. somasca69

    Bongiorno dott. Sampaoli
    Sto in procinto di ristrutturare una casa caratterizzata:
    – da muri perimetrali con intercapedine;
    – due terrazzi;
    – finestre di legno con doppi vetri e soletta di marmo
    Oltre alla realizzazione di un cappotto come si potrebbe intervenire sulle finestre senza sostituirle?
    Inoltre consiglierebbe il riempimento dell’intercapedine?
    Cordiali saluti

  111. Federico Sampaoli Autore articolo

    la coibentazione di tutte le facciate aiuta a risolvere i ponti termici ed aumenta l’efficacia.
    non ho mai sentito che l’eps perde il suo potere isolante negli anni.
    qualsiasi sia il materiale che si sceglie per il cappotto esterno, l’importante è che si scelga un sistema certificato in tutti i sui componenti.
    qualsiasi sia il serramento che si sceglie, l’importante è che sia installato nel migliore e nel più favorevole dei modi: la trasmittanza Uw è spesso ottimistica rispetto alla trasmittanza Uwi (i = installato)

  112. peppe

    salve vorrei fare un cappotto est su una casa 2 piani anno 74 con muri da 30 al primo piano non abitato in pietra e secondo piano in mattoni. è un abbinata attaccata a 2 case con un lato esposto a sud e un lato a nord.allora sul lato nord mi hanno proposto 10cm eps solo x il secondo piano…ora vorrei sapere se meglio isolare tutta la facciata? e cosa sapete dirmi dei pannelli stiferite sk in plouteriano espanso?ho visto sono molto performanti ma x la diffusione vapore?avevo pensato a 8cm stiferite sk….controindicazioni?un altra cosa è vero che dopo 10 anni eps perde molto del suo potere isolante? un materiale che dura nel tempo? lana di roccia?inoltre vorrei isolare il sottotetto non abitabile mi hanno proposto lana di roccia 12cm con freno a vapore…è sufficente? zona climatica e infissi li cambio adesso e metto triplo vetro con isolamento uw 0,84wm2k

  113. Federico Sampaoli Autore articolo

    è un ragionamento che capita di fare. qualche soldo risparmiato è comunque apprezzato.
    resta la complicazione della cantierizzazione della fornitura di materiali collanti e rasanti e tasselli e finitura tutti diversi. forse anche squadre di posa diverse…

  114. michele pilolli

    Buonasera dott. Sampaoli volevo chiederle, parlando di una casa con muri da 30cm di blocchi porizzati zona climatica D (1550 gradi giorno), se nella scelta del materiale,ai fini dell’isolamento estrno delle pareti dell’edificio, nell’ottica sia dei pochi cm a disposizione e sia dell’investimento iniziale, si possa optare per la fibra di legno sul lato direttamente esposto ai raggi solari e Eps o Eps con grafite sui lati esposti per poche ore alla luce diretta.Grazie.

  115. Federico Sampaoli Autore articolo

    qualunque sia la coibentazione, ogni volta che viene interrotta genera un forte ponte termico. se l’umidità interna è elevata per scarsa ventilazione manuale la muffa potrà comparire anche in seguito.

  116. fede74

    inoltre ho problemi di muffa lungo il soffitto…vorrei isolare il solaio visto che non mi serve..ho meglio isolare iltetto???

  117. fede74

    salve dovrei eseguire un cappotto est e mi hanno proposto la resina nanosulate spessore 20 mm ma vorrei applicarla nella parte esposta al sole nelle ore piu calde facciata ovest..mentre nella facciata piu esposta a nord visto quello che ho letto meglio un plouterano espanso da 8 cm????xe nelle stanze adiacenti in inverno fa piu freddo..la casa e anni 70 e a muri da 30 cm,e se invece metto un pannello spacecork da 34 mmm?? ricordo che sono in zona climatica e

  118. paolo

    Federico grazie per la celere risposta,il cappotto è principalmente rivolto a contenere le dispersioni di calore,ma non ero a conoscenza circa la salubrità,dove potrei trovare maggiori informazioni,visto che nella ristrutturazione dovrò fare una bonifica dall’amianto non vorrei poi portami in casa un altro problema?

  119. Federico Sampaoli Autore articolo

    quasi certamente parliamo di materiale figlio delle nanotecnologie.
    capisco la praticità per il minispessore.
    se l’isolamento termico è volto solamente a contenere le dispersioni è senz’altro valido. per ottenere grande sfasamento estivo forse è meno valido.
    circa la salubrità esistono pareri discordanti

  120. paolo

    Buongiorno,

    sto ristrutturando casa sto valutando anche la ralizzazione di un cappotto.Mi hanno consigliato dei pannelli da 2,5cm che però avrebbero una resa equivalente ad un pannello di 10cm,ovviamente il prezzo cambia,così non dovrei mettere mano alle finestre.
    Gentilmente im sapreste dare il vostro punto di vista ?
    Grazie
    Paolo

  121. Federico Sampaoli Autore articolo

    un maglione d’inverno ci può salvare la vita.
    così anche per la coibentazione esterna di un edificio: sono i primi centimetri a fare la grande differenza dallo stato di fatto.
    le dispersioni termiche per trasmissione scendono anche della metà con solo qualche centimetro!

  122. Paolo

    Buongiorno,
    abito a Trento in una casa dei primi anni del 1900 con muri in pietra di 50-60cm. Vorrei fare un cappotto esterno però ho molte finestre (abbastanza strette) dove non vorrei sostituire i marmi che sporgono di pochi cm e un lungo balcone ma purtroppo abbastanza stretto a cui non vorrei rubare troppo spazio.
    La casa in inverno ha le pareti sempre fredde e umide, soprattutto al piano terra dove compare periodicamente delle muffa in alcuni punti.
    Un cappotto esterno di 5cm darebbe un beneficio apprezzabile oppure è troppo sottile? Che materiale mi consiglia di usare?
    Visto lo spessore ridotto sicuramente non rientro nei parametri del 55% (in questi giorni portato al 65%), ma dovrebbe rientrare nei contributi per ristrutturazione del 50% (ex 36%), giusto?

    Grazie e complimenti per il portale!

  123. Luca Del Grande

    Il diagramma di Glaser è un metodo grafico che permette lo studio del fenomeno della condensa all’interno di una parete costituita da uno o più strati, normalmente utilizzato nell’ingegneria civile.
    Il diagramma in oggetto viene costruito nelle seguenti fasi:
    si identificano le superfici di separazione tra i vari strati della struttura;
    definizione degli spessori dei vari strati della struttura e delle proprietà dei materiali di cui sono composti, quali la conducibilità e la permeabilità;
    in corrispondenza di ognuna di esse si determinano le temperature, le pressioni di saturazione del vapore d’acqua e le pressioni parziali del vapore, che sono funzione delle caratteristiche termoigrometriche dell’aria in contatto con la parete nonché della permeabilità dei materiali che la costituiscono;
    si confronta il valore di pressione parziale del vapore con quello di saturazione. La formazione della condensa in uno strato può essere quindi facilmente dedotta grazie al diagramma di Glaser quando il valore di pressione parziale risulta maggiore di quello della pressione di saturazione. In questo caso per risolvere il problema è possibile introdurre nella parte calda dell’isolante una barriera al vapore (cioè un materiale caratterizzato da un valore di permeabilità molto basso).
    Si tenga presente che lo spessore degli strati nel diagramma non sono proporzionali a quelli reali, infatti il diagramma viene rappresentato con lo spessore equivalente, risultato della moltiplicazione dello spessore di ogni strato per la corrispondente resistenza al vapore (?), inverso della permeabilità al vapore.

  124. Federico Sampaoli Autore articolo

    mio modestissimo parere:

    eps come isolamento interno: non ha nessun senso un isolamento interno se costruiamo con un isolamento esterno.

    perchè costruire una cucina, una camera da letto, una zona di soggiorno o una stanza da bagno in cemento armato?
    il peggior materiale per un’abitazione.
    usiamolo per i piloni autostradali fin che lo riterremo conveniente, ma non per la nostra casa e per la nostra famiglia.

    VMC, ottima idea

    triplo vetro: dipende dall’esposizione e dalla zona climatica

    contoindicazioni…se abbiamo l’enorme fortuna di poter costruire la nostra casa da zero, facciamolo con i materiali migliori!

  125. luca

    Buongiorno, sto decidendo di costruire con questa soluzione:
    10 cm. di eps
    20 cm. di cemento armato
    40 cm. di cappotto in eps
    V.M.C.
    triplo vetro
    controindicazioni????

  126. Federico Sampaoli Autore articolo

    se qualcuno consiglia polistirene eps o xps per avere buone prestazioni di isolamento acustico non sa che il peggioramento del 6% circa è garantito. e lei l’ha scoperto già.
    visto che l’isolamento acustico è importante scartiamo a priori l’eps.
    non ci rimane che scegliere 4cm di fibra di legno, un sistema certificato naturalmente! in modo che durata e qualità siano veramente buone.

  127. Manuela

    Il polistirene.
    A dire la verità non so se ha esperienze differenti da questo materiale.
    Avendo fatto tempo fa un piccolo cappotto di 5 cm su due soli lati (perchè presentavano una sezione del muro più piccola rispetto agli altri due lati), ho notato una amplificazione del rumore del traffico. Ma mi hanno sempre risposto che questo non era possibile.
    La mia preoccupazione principale, è quella di
    fare un cappotto che si crepi causa vibrazioni e che mi amplifichi il rumore.
    La mia situazione è la seguente:
    avevo presentato domanda al comune inizialmente per 10cm, ma mi avevano risposto vietando il cappotto esterno lato strada. Però, su un piano ho un bagno nuovo, e non volevo romperlo per fare un cappotto interno. Allora avevo pensato di fare il cappotto esterno per la parte superiore della casa (sempre lato strada) e interna per la parte inferiore. Ma molti mi dicevano che avrei perso molto causa ponti termici. Allora, insistendo e ripresentando la domanda, mi hanno concesso i famosi 5 cm lato strada. Siccome è già abbastanza costoso questo lavoro, volevo evitare di fare il cappotto anche internamente (per quanto riguarda il lato strada). Quindi la situazione finale ipotizzata sarebbe: 10 cm di polistirene su 3 lati e 5 cm di non so che materiale su un lato. Ma la cosa più importante per me è evitare assolutamente che si crepi con le vibrazioni della strada e l’amplificazione del rumore.
    Che consigli mi può dare?

    Grazie.

  128. Federico Sampaoli Autore articolo

    bella domanda.
    se parliamo solo di contenimento delle dispersioni con pochi centimetri l’unica via è posare il materiale fibroso figlio delle nanotecnologie.
    se la fiducia per questi materiali non è alta, dobbiamo restare sui materiali conosciuti.
    visto che l’isolamento acustico è importante scartiamo a priori l’eps.
    ora non ci rimane che scegliere tra 4cm fibra di legno e un isolamento dall’interno: l’isolamento dall’interno sempre di 4cm è un 20% peggiore in fatto di trasmittanza, però è valido per il comfort acustico e per lo sfasamento. naturalmente l’isolamento dall’interno peggiora la capacità areica interna, la capacità della struttura di accumulare calore internamente.
    Cosa vi ha proposto il vostro progettista?

  129. Manuela

    P.S.: la casa si trova nella pianura friulana e la parete incriminata è a nord-est.

  130. Manuela

    Buongiorno,

    devo far fare il cappotto alla mia abitazione. Si tratta di una casa di più di 60-70 anni. Si trova a ridosso di una strada. C’è solo un marciapiede di circa 90 cm. Il Comune mi permette di fare un cappotto di soli 5 cm su quel lato. Non so che materiale scegliere. La strada è molto trafficata con frequente passaggio di mezzi pesanti. Il manto stradale è rovinato e quindi la casa è soggetta a continue vibrazioni.
    Mi servirebbe un materiale non rigido, per evitare crepe causate da vibrazioni, che con 5 cm di spessore isoli magari come un polistirene da 10 cm e che isoli acusticamente la casa.
    Oltretutto devo comunque “allungare” le soglie, perché poco profonde (i serramenti hanno 5 anni di vita).
    Avrei bisogno di un consiglio sul materiale da usare.

    Grazie.

  131. Federico Sampaoli Autore articolo

    peccato non sapere dove sia questa casa.

    le pareti hanno trasmittanza 1,00 W/m2K
    le finestre hanno trasmittanza 4,00 W/m2K
    probabilmente.

    le finestre attuali hanno anche un apporto solare superiore a quello delle nuove future ipotetiche finestre ad alte prestazioni, ma anche una buona dose di spifferi (di perdite per spifferi).

    non conosco l’esposizione delle finestre quindi è difficile quantificare gli apporti del sole
    non conosco la metratura dei serramenti

    è pacifico che accedere alle agevolazioni fiscali per i serramenti è un gioco da ragazzi (vedi http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/tecno/serramenti.pdf),
    ben più complicata la richiesta di agevolazioni fiscali per l’investimento di un sistema a cappotto.

    comunque il tempo stringe: meglio buttarsi!

  132. Giorgio B

    Slave a tutti

    ho una casa di 20 anni fa con partei di forati dello spessore di 30 cm e finestre in legno con doppio vetro, intercapedine dello spessore minore di 1 cm e vetri normali. La classica finestra che veniva installata sulle case dell’epoca.
    Sono di fronte ad un dubbio amletico:

    – sostituire le finestre e lasciare il cappotto ad un prossimo futuro oppure fare il contrario pur sapendo che con il cappotto il risparmio annuo in termini di riscaldamento è mendiamente superiore?;

    Il dubbio è amletico perchè la cifra che ho a disposizione permette solo uno di questi interventi e vorrei concludere entro la fine di giugno per sfruttare l’incentivo statale.

    Grazie e buona serata.

  133. Federico Sampaoli Autore articolo

    è sempre più efficace coibentare dall’esterno.
    anche il generale Caster cercava di tenere gli indiani fuori dal fortino!

    già seguire i commenti e cercare di dare una risposta ad ognuno è impegno enorme.

  134. nino

    Grazie.

    Ho un altro dubbio:
    ho la soffitta abitabile, ora, isolo meglio se lo faccio sul pavimento oppure se isolo all’ esterno sotto i coppi?
    Perché non inserisce anche un forum?
    Grazie

  135. Federico Sampaoli Autore articolo

    se ho 120mq molto disperdenti e dopo la coibentazione dei lati più sfavoriti come esposizione e come venti freddi mi ritrovo con soli 60mq disperdenti il beneficio è tangibile.

  136. nino

    Ho 2 pareti molto fredde( son proprio ad angolo contro la zona ventosa a Nord) su cui posso mettere un cappotto
    ed altre 2 ( che non han problemi) su cui non riescirei a mettere isolamento esterno per problemi estetici.

    Se isolo queste 2 pareti dovrei risolvere o no ?

    Grazie

  137. Federico Sampaoli Autore articolo

    esagerare con gli spessori di coibentazione non è mai sbagliato se l’obiettivo è il comfort. Solo con pareti poco disperdenti ottengo grande comfort interno senza sbalzi dovuti alle condizioni esterne sia estive che invernali. Elevato spessore di coibentazione è garanzia contro l’aumento dei prezzi dell’energia.

  138. marco

    altra cosa da soppesare sono le nostre temperature medie, molto molto miti, per cui forse basterebbe un ottimo isolamento solaio, in effetti anche ora il riscaldamento è necessario solo da dicembre a marzo
    dimenticavo gli infissi sono doppi vetri U=1.0 finstral appena cambiati

    cagliari
    temperature minima media anno – 11,8 C°
    temperatura media anno – 16,4 C°

  139. marco

    Salve e complimenti per il blog,mi trovo a fare una scelta difficile…ma qualunque suggerimento a grandi linee va bene.
    vorrei aumentare l isolamento di una casa costruita fine anni 60 con muri 30cm in blocchetti semipieni, abbiamo gia messo 17kw di fotovoltaico pensando di scaldare tutto con pompe di calore sovradimensionate ma poi ci siamo resi conto che tutto il calore se ne va via in qualche ora appena spento

    il mio pensiero era stendere nel sottotetto eps da 18,4cm (u=0.182) che stenderemo noi (solo la spesa del materiale che è veramente irrisoria), mentre le pareti potremo isolarle con spacetherm 1.5cm (u=0.86)perche non abbiamo la possibilita di aumentare gli spessori e le pareti a nord che non hanno finestre sempre con eps 18.4cm

    ha senso questo mix di materiali?sto esagerando con gli spessori (sardegna sud)?
    a noi basterebbe scaldare di giorno con fotovoltaico e mantenere la temperatura dal calare del sole al giorno successivo)e visto l esiguo costo dell eps starei sullo spessore massimo dove possibile

    grazie

  140. Pingback: la posizione più corretta del serramento sarebbe quella il più possibile all’esterno: proprio nell’isolante! E’ proprio il serramento ad avere il compito, una volta coibentata la casa esternamente, di chiudere i fori. | esperto Casa Clima

  141. Federico Sampaoli Autore articolo

    per risponderLe ho letto l’articolo http://www.lavorincasa.it/articoli/in/fai-da-te/il-depron-per-isolare/

    l’architetto Francesco Oliva forse conosce poco il tema isolamento termico:
    è buffo leggere quanto scrive: cito:
    “Se dopo aver fatto eseguire un costoso rivestimento in legno, dello spessore di cm 24 all’interno di una parete di tamponamento, con l’intento di renderla meno fredda, si scopre che con uno strato di depron di 6 mm, si ottiene lo stesso effetto, con un decimo della spesa”

    Non credo esista sul nostro pianeta architetto, geometra, proprietario di casa o pirata dei mari che per rendere meno fredda una parete di tamponamento abbia eseguito un rivestimento di legno di 24 centimetri (all’interno di una parete di tamponamento poi???).
    Forse l’articolo scritto il 6 agosto anno 2011 era frutto di gran confusione…
    Sarebbe comunque molto interessante scoprire il prezzo pagato per questo costoso rivestimento in legno, dello spessore di cm 24 all’interno di una parete di tamponamento… 🙂

    Questo tanto decantato eccellente economico Depron non è altro che polistirolo con conducibilità termica: 0,030 W/mK (valori semplicemente nella media…)
    il Depron ha alta resistenza al passaggio del vapore (dunque sconsogliabile)
    il Depron è B2 (normalmente infiammabile)

    Per esaltare le sue prestazioni, a titolo informativo per chi sa poco sull’argomento, la scheda tecnica ricorda che 6mm. di Depron equivalgono a:
    2,4 cm. di legno di pino
    10 cm. di mattoni pieni
    36 cm. di calcestruzzo

    caro giorgio, Lei ha ragione, c’è di che rimanere disorientati.
    però se si leggono blog farciti di pubblicità per clik è logico che si può inciampare in letture “così così”

  142. Federico Sampaoli Autore articolo

    se a confine non potete fare un sistema a cappotto sul lato esterno, allora sul lato interno farei certamente un isolamento termico in fibra di legno e intonaco in argilla.

  143. Federico Sampaoli Autore articolo

    se i serramenti restano si può isolare termicamente l’imbotte solo con spessori “possibili”: e nella zona davanzale si può crescere solo fino appena sotto i gocciolatoi.
    il sughero è molto bio a confronto di eps o nanotecnologie, mai avuto il piacere di utilizzarlo.
    per calcolare la trasmittanza bisogna conoscere qualità del muro e del coibente e relativi spessori, non si può dire a caso.
    per il tetto potete leggere http://espertocasaclima.com/tetto/coibentazione-del-tetto-contro-il-caldo-e-optional/

  144. giorgio

    ott. la ringrazio,
    volevo essere breve, dunque ho messo le doppie finestre e doppi vetri anni fa ed ora ho pensato alle pareti.
    E’ in questo suo art.
    http://espertocasaclima.com/isolamento/un-cappotto-di-grosso-spessore-o-1-cm-di-aerogel/#comments

    che ho scoperto l’aerogel e in rete sono arrivato ad ecofine.
    A causa dei marmi delle finestre non potrei mettere Eps superiore a 2-3 cm.
    Che ne dice dello Spacecork?
    Nel suo art.fa un es. da U=2(Trasmittanza) a 0,83 con aerogel: mi chiedo che spessore di Eps dovrei usare per avere un valore cosi’.

    Per le finestre ho sbagliato a mettere le “doppie”: avrei dovuto farlo dopo il cappotto.

    Per la parete confinante sono in attesa di risposta del vicino ma è questo che ho pensato che 1,5 cm. potrebbe
    concedermeli!

    Per il tetto ha centrato i miei dubbi: come fare per proteggere dal caldo l’appartamento sottostante?
    Come tutti vorrei poter isolare senza gettare soldi, quidi bilanciare il risparmio di rifare i marmi con il costo del materiale.

    La saluto, resto in attesa di un suo consiglio

  145. Federico Sampaoli Autore articolo

    è vero, il cappotto esterno è il migliore e i marmi sono una gran noia nel momento della coibentazione in fase restauro.

    materiali sottili ad alte prestazioni come spaceloft possono aiutare a risolvere molti punti difficili che non offrono spazio sufficiente ad intervenire ma non possono essere usati come scorciatoia: l’imbotte della finestra deve essere isolato, davanzale compreso.
    dunque il marmo eventualmente dovrebbe essere “seduto al freddo” sopra l’isolante per non fare da ponte termico.
    in ogni caso i materiali super sottili sono anche super costosi.
    Non ho capito dalla domanda se i serramenti sono già stati sostituiti o se verranno sostituiti in occasione del capootto esterno.
    Il cappotto sul muro di confine si fa in accordo col vicino.
    EPS posato sotto i coppi è in posizione corretta ma protegge poco dai rumori e dal caldo.

  146. giorgio

    Buongiorno,
    ho deciso di isolare la casa(2 piani del ’64 con pilasri e pareti sottili): ho capito che il “migliore” è un “CAPPOTTO ESTERNO” ma ho molte finestre e non volendo cambiare marmi causa il costo dice:
    1^parete = 8 finestre+ 2 portefinestre = Spaceloft (rotolo meno costoso dei pannelli) e salvo marmi finestre ?

    2^parete = 4finestre + 2 verande = Spaceloft ?

    3^ parete = NO finestre ma “appoggiata” al muro di confine = Spaceloft ?

    Tetto = Eps sotto i coppi(per risparmiare)?

    Per me è impossibile saper scegliere tra i tanti prodotti.
    Qui(Pavia) mi han saputo proporre Eps con sostituzione dei marmi alle finestre ma niente nella parete confinante.
    Solo navigando ho trovato il Suo sito che presentava anche prodotti “sottili” ( ma chi costa meno Spaceloft, Spacecork,Nansulate ?) La saluto e La ringrazio anticipatamente per una Sua gradita risposta

    P.S.

  147. matteo

    La ringrazio per la traduzione.

    Sicuramente il budget è fondamentale per capire cosa si può fare e cosa si può adottare.

    Leggendo gli altri suoi articoli sull’argomento mi verrebbe da farle anche questa domanda.

    Secondo lei è preseribile un isolamento a capposto, con pannelli direttamente incollati a muro, oppure è da preferire un sistema di montaggio attraverso profilati che in questo caso, permetterebbero anche la creazione di un intercapedine?

    O anche questa volta dipende dai casi?
    Ha ragione è più di una domanda. 😀

  148. Federico Sampaoli Autore articolo

    Legenda: 1 intonaco calce cemento, 2 mattone pieno, 3 intonaco calce cemento, 4 isolamento, 5 finitura

    Spesso non si tratta di inseguire una data trasmittanza, ma piuttosto una cifra massima da investire in isolamento.
    20cm. sono tanti! meglio 24!

  149. matteo

    Si potrebbe avere la traduzione dei nomi presenti nella stratigrafia che lei ha allegato?

    Certo 20 cm sono tanti. A quel punto è altrettanto importante sceglie il materiale che con vincolo di spessore garantisca la trasmittanza cercata. O sbaglio?

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