Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

 Decidere un intervento di isolamento è senz’altro difficile. Una casa che non ha un sistema di isolamento esterno sicuramente è anche bisognosa di tanti altri interventi: dai serramenti all’impianto di riscaldamento, alla ventilazione. Il proprietario di casa si trova davanti ad una spesa enorme da affrontare. Spesso è così alta che rinuncia a qualsiasi intervento o resta smarrito tra le diverse opzioni che gli vengono offerte.

Ma in questo articolo parliamo solo di isolamento esterno e lasciamo da parte tutti gli altri temi.

E’ comune fissarsi come obiettivo far realizzare il così detto cappotto esterno; si è ben compresa l’utilità dell’intervento e si è deciso per il “sì facciamolo!”.

cappotto in eps

Appena presa questa decisione subito altre scelte si presentano sul tavolo:

  • materiale isolante
  • spessore isolante
  • finitura esterna
  • correzione dei ponti termici
  • progettazione imbotte foro serramnto
  • sigillature
  • e tanti altri dettagli…

In questo articolo pensiamo solo allo spessore! Di quanti centimetri faremo il cappotto? I catastrofisti come me diranno da 24cm! altri diranno che va bene da 5cm.

Entrambi, il catastrofista e tutti gli altri, hanno ragione! Perchè?

 Prendiamo a titolo di esempio un sistema a cappotto in EPS, Polistirene espanso sinterizzato (il polistirolo):

Le dispersioni delle pareti già si dimezzano con soli 2/3cm di eps : sono infatti i primi centimetri di isolante che cambiano drasticamente il grado di isolamento (è il primo maglione che ci tiene caldi, non il ventiquattresimo uno sopra all’altro!).

Solitamente le vecchie pareti esterne sono costituite di forati o mattoni pieni forse con una intercapedine vuota: la loro trasmittanza termica U, ignorando tutti i ponti termici lineari e geometrici, è probabilmente pari a

2,05 W/(m2K)

questa è l’energia che attraversa la parete, cioè quanti Watt di energia vengono ceduti attraverso 1 metro quadro di parete per una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin tra dentro e fuori.

La trasmittanza termica delle pareti U = 2,05 W/(m2K) scende della metà con soli 30mm di eps: sembra un ottimo punto di arrivo! o no?

stratigrafia eps 3 cm di spessore

Legenda: 1 intonaco calce cemento, 2 mattone pieno, 3 intonaco calce cemento, 4 isolamento, 5 finitura

Adesso facciamo i catstrofisti e calcoliamo la trasmittanza che otteniamo con 20cm di eps (quasi 7 volte lo spessore di prima):

con eps spessore 20cm otteniamo una trasmittanza U pari a 0,18 W/(m2K)

stratigrafia eps 20 cm di spessore

 E’ un’ottima prestazione U = 0,18 W/(m2K), ma per capirci, una casa passiva ha normalmente un valore U pari alla metà !

Non andiamo fuori tema:

  • 3 cm di EPS ci cambiano la casa
  • 20 cm ci stravolgono la casa:

la trasmittanza dell’involucro è scesa del 90%.

Allora, che altre riflessioni possiamo fare?

La spesa per la realizzazione di un cappotto esterno non è data dalla quantità di spessore di polistirolo, ma è piuttosto la somma delle voci più rilevanti :

  • ponteggio,
  • preparazione del fondo,
  • incollaggio,
  • tassellatura,
  • rasatura e armatura,
  • finitura esterna.

Tutte queste lavorazioni sono da pagarsi sia che scegliamo lastre isolanti da 3cm che da 20cm.
In altri casi la valutazione si fà ben più complicata: commissionando un isolamento in fibra di legno, devo tener conto che ogni centimetro di spessore di fibra in più ha forte peso sul costo totale !

in conclusione? meglio far meglio!

      

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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166 pensieri su “Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    ho capito la descrizione, ma ovviamente vorrei vedere.
    1800 GG significa che non siamo in zona fredda e l’edificio vorrà anche ottenere una protezione dal surriscaldamento.
    come si comporta attualmente la casa in estate?
    che pannelli sono stati decisi per la posa del cappotto?
    che spessore verrà applicato?

  2. Marco

    Buonasera signor Sampaoli, vivo in villetta di due piani degli anni 70 in zona 1800 gradi giorno fatta di mattoni pieni (25 cm) e caratterizzata dalla presenza di bozze di pietra forte (che sporgono dai 2 ai 4/5 cm rispetto all’intonaco) messe al posto dei mattoni sia sugli spigoli delle pareti (max 30 cm di lunghezza) sia a partire dal marciapiede per un altezza di 80 cm (di cui 20 in corrispondenza del vespaio, 20 del solaio ed i restanti 20 dell’inizio del piano terra). Vorrei coibentare ma le caratteristiche della casa mi portano ad un dilemma: accettare un compromesso di cui non riesco a valutare la bontà oppure non effettuare niente? Nel caso di intervento le due ipotesi che si prospettano sono: a)intervengo con cappotto solo sul lato nord tagliando le bozze della fascia bassa o smussandole e applicando uno spessore differenziato (12 cm sopra 8 in corrispondenza bozze) mantenendo le bozze degli spigoli senza coibentazione e applicando all’interno una forma di correzione del relativo ponte termico; b): Intervengo con cappotto su tutte le pareti lasciando le bozze degli spigoli e della fascia del piano terra intervenendo con correzioni sui due tipi di ponti termici. Nella sua esperienza ha trovato situazioni analoghe che hanno portato a sciogliere un tale dilemma? Grazie per l’attenzione e per questo interessante blog di approfondimento.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    la omogeneità di comportamento di tutti i componenti del volume riscaldato premia il comfort interno, quindi non è solo un fatto di numeri.

    visto che è la parete nord a presentare uno stato di fatto diverso dalla porzione est ed ovest sarà sufficiente indicare uno spessore diverso per il pannello isolante scelto per l’intervento di posa del cappotto senza preoccuparsi troppo delle ore di sfasamento probabilmente insufficienti.

    consiglio però sempre di fare l’ analisi delle prestazioni invernali e anche della protezione estiva per conoscere secondo il Metodo dei parametri qualitativi in che situazione ci troviamo post operam!

    secondo il nuovo DM 26.6.2015 a proposito di protezione estiva è sufficiente che la Trasmittanza termica periodica sia < 0,10 W/m2K) ma questo non garantisce ancora dal veloce surriscaldamento estivo. infatti qualsiasi isolante si posi la U/dyn è sempre soddisfatta...

  4. Christian

    Salve dott.Sampaoli, le volevo chiedere un’informazione, ho un edificio con parete esposta a Nord con seri problemi di condensa e sviluppo muffe, la parete ha una trasmittanza inferiore ai requisiti di legge attuali ed é di stratigrafia diversa dalle due pareti Est ed Ovest, pensando di fare un cappotto esterno secondo lei vige il principio di uniformare la trasmittanza sulle 3 pareti oppure posso pensare di creare un cappotto su parete nord cercando di non creare troppa diversità di trasmittanza con pareti est ed ovest. La ringrazio

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    alla fantasia non c’è sicuramente un limite, gli strati potrebbero essere ancora più vari, ma se il senso dell’opera è migliorare la prestazione della parete esistente sarà bene prevedere un sistema a cappotto minerale in idrati di silicato di calcio che è anche un sistema certificato.

  6. mauro

    La ringrazio per la risposta la zona climatica è D optando per la realizzazione da me proposta cioè 3cm eps e 8cm Gasbeton secondo lei che trasmittanza riuscirei a ottenere? sarebbe un buon compromesso termico/economico?Grazie

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    il fatto che la muratura in sasso sia asciutta è già una bella notizia per valutare qualche intervento di coibentazione.
    non conosco ne la zona climatica ne il microclima del luogo ne la sensazione di comfort o discomfort del piano terra.

    se l’intonaco esterno è ammalorato e vorrebbe essere rifatto allora sarebbe intelligente valutare un intervento che prevede un termointonaco esterno.

    la proposta di stratigrafia con eps e cemento cellulare potrebbe essere sostituita con un sistema a cappotto minerale in idrati di silicato di calcio.

    se il comfort del piano terra fosse sempre scarso, si potrebbe valutare un intervento sul lato interno per godere di temperature superficiali interne più confortevoli

  8. mauro

    Salve e complimenti per il blog,mi trovo a fare una scelta difficile…ma qualunque suggerimento a grandi linee va bene.
    Villetta singola ante ’66 in sasso di 50cm di spessore al pt e circa 40 al p1 posizionata in collinetta esposta a parecchio sole (asciutta) volevo realizzare un cappotto termico ma siccome l’ intonaco esterno non è che sia dei migliori per una soluzione solo eps ,mi chiedevo se per contenere i costi di rimozione e ripristino dello stesso sarebbe conveniente termicamente eseguire una parete esterna in cemento cellulare (ytong,gasbeton) con 3cm eps all’interno.Grazie

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    sono inutili e controproducenti le intercapedini non ventilate, uno spazio perso e male progettato.
    per riempire intercapedini vuote con isolante è possibile progettare materiali sfusi però si dovrà risolvere il nodo finestra e altri ponti termici difficili da attenuare.

  10. Gennaro

    Buongiorno e complimenti per il blog sempre molto interessante. Mi è stato consigliato per un lavoro dichiusura perimetrale di una casa, la seguente stratigrafia (interno-esterno): intonaco a base calce, blocco di laterizio da 30, isolante Eps o fibra di legno sp. 6 cm, camera d’aria sp. 5 cm, laterizio da 10 cm, intonaco a base di calce. Pensa sia una buona soluzione in zona D?

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    io penso che se tale aspetto architettonico sia importante valga la pena il rischio delle tensioni dovute al calore.
    mal che vada si potrà intervenire nuovamente senza l’onere di ponteggi.
    vista la sfida io consiglio la doppia armatura nel rasante e l’uso dei giunti se le lunghezze sono importanti.

  12. luca

    Buongiorno. complimenti per il blog sicuramente uno dei piu’ autorevoli nel web sul campo dell’edilizia.
    Le vorrei chiedere un parere, visto che devo realizzare un cappotto termico eps grigio da 16 cm sistema caparol.
    La zoccolatura la vorrei realizzare per questione estetica con uno spessore di 12 cm, con il suo profilo a gocciolatoio e alta 20 cm da terra, sara probabilmente in xps.
    Il problema e’ che per contrasto con il colore chiaro della casa la vorrei realizzare con una colorazione molto scura, nera o blu scurissimo. Potrebbero crearsi dei problemi di tensioni dovute all’irraggiamento solare oppure vista la piccola superficie potrebbe anche non essere un problema?
    Grazie

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    non è così. come già scritto, l’inconveniente dei blocchi ad alte prestazioni è il fatto di somigliare termicamente ad un materiale isolante e quindi a offrire bassa capacità termica periodica sul lato interno: quella caratteristica importante che aiuta il comfort nei periodi caldi.

  14. Gennaro

    Grazie per la sua gentile risposta. Le vorrei chiedere ancora un chiarimento. I blocchi di calcestruzzo cellulare (tipo Ytong) li ritiene adatti solo in zona F a causa della loro bassa massa superficiale, causa di eventuale surriscaldamento interno estivo? Sulla scheda tecnica del blocco Ytong da 45 cm viene riportato un valore dello sfasamento di circa 18 ore è frutto di alchimie matematiche? Abito in zona D, a questo punto forse è meglio orientarsi verso un blocco porizzato rettificato di eguale spessore? Grazie in anticipo

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    se non necessario, l’isolamento in intercapedine è da evitare per la grande quantità di ponti termici di cui progettare l’attenuazione.
    è invece interessante la progettazione con blocchi ad alte prestazioni che possono anche rinunciare al sistema a cappotto esterno.
    l’inconveniente dei blocchi ad alte prestazioni che contengono isolante per offrire prestazioni ancora più elevate è il fatto di somigliare termicamente ad un materiale isolante e quindi a offrire bassa capacità termica periodica sul lato interno: quella caratteristica importante che aiuta il comfort nei periodi caldi.
    ecco l’importanza della qualità degli intonaci nel correggere e migliorare una stratigrafia in progetto.
    i blocchi in calcestruzzo cellulare non li ritengo adatti alle zone climatiche che non siano zona F.

    approfondisci l’argomento leggendo qui http://espertocasaclima.com/2016/03/costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015/

  16. Gennaro

    Buongiorno, le vorrei chiedere un consiglio costruttivo. per un tompagno esterno è meglio la classica stratigrafia intonaco+forato+isolante+blocco laterizio+intonaco o far ricorso a blocchi termici più performanti tipo Ytong, blocchi porizzati o blocchi con celle riempite di lana di roccia, fibra di legno o perlite di polistirolo.

  17. Federico Sampaoli Autore articolo

    la protezione invernale delle lane minerali non è affatto male, anzi.
    la densità potrebbe essere anche più elevata raggiungendo i 160kg/mc ma non è questo valore che trasforma un materiale adatto a contenere le dispersioni invernali in uno adatto a proteggere dal surriscaldamento.
    è invece il calore specifico elevatissimo a rendere un materiale più idoneo per ottenere la massima protezione dal surriscaldamento estivo.

  18. Yari

    Riferendomi al penultimo discorso, perché dice che la lana di roccia ha scarsa protezione estiva nonostante abbia una massa di circa 100 kg/m3?
    Anche come protezione invernale non mi sembra affatto male; il nuovo Rockwool FRONTROCK MAX PLUS ha un lambda di 0,035 ed in più è anche traspirante a differenza dell’eps.

  19. Federico Sampaoli Autore articolo

    in genere la struttura in pietra offre poco comfort invernale e dunque un isolamento aiuta molto a migliorare la situazione.
    il lato accostato è protetto perchè non è rivolto verso l’esterno, i due lati dove si potrebbe progettare un isolamento a cappotto sul lato esterno sono da sfruttare:
    fin qui si otterrebbero già 3 lati isolati e si godrebbe della massa della parete in pietra come accumulo invernale.
    se il 3° lato della casa insiste sulla veranda del vicino e si potrebbe solo rifare le malte è conveniente prevedere un termointonaco esterno per migliorare la situazione + in caso un eventuale isolamento sul lato interno.
    Tutto questo avendo cura di attenuare eventuali ponti termici derivanti dallo stato di fatto.
    Se possibile è consigliabile aumentare quanto possibile lo spessore dell’isolante sul lato interessato dai venti dominanti da nord-est o piantumare con sempreverde il lato ventoso.

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    rivestire il pilastro sui 3 lati è una correzione molto accurata del ponte termico pilastro e per di più in cantiere non è affatto un problema, basta deciderlo.
    coprire l’isolante con una tavella è un’abitudine comune in cantiere, ma non è proprio l’ideale sprecare 5cm di spessore con materiale poco coibente.
    più difficile è la soluzione del solaio che probabilmente ha solo 6cm in totale da dedicare ad una maggiore coibentazione.

  21. Elisabetta

    Buongiorno,
    vorrei un suo parere in quanto ho già richiesto due preventivi per fare un cappotto ma solo ora leggendo qua e là mi sto rendendo conto che forse è una spesa inutile.
    Le spiego stiamo ristrutturando una vecchia casa situata nel carso Triestino quindi in una zona molto umida e fredda d’inverno ma abbastanza fresca d’estate. La casa è accostata su di un lato ed un altro lato è situata in un’altra proprietà i quali hanno costruito una veranda in legno appoggiata al nostro lato (privo di finestre) e non possiamo quindi fare alcun cappotto. Quindi purtroppo possiamo fare il cappotto solo su due lati è sufficiente o è meglio rifare le malte e lasciare la casa così com’è. La casa è fatta di pietra ma rivestita con malta sia internamente che esternamente.

  22. Giovanni

    Purtroppo con bassa conducibilità aumentano i costi dei materiali.
    Con muratura U 0.225 e la seguente stratigrafia pilastro-trave: -intonaco calce cm 2, pilastro c.a. cm 30, isolante schiuma polyiso 0.026 cm 9, tavella cm 5, intonaco calce idraulica cm 2- da calcoli manuali arrivo ad una trasmittanza di 0.25-0.26 rientrando nei limiti del 15% di U della parete. Mettendo xps negli stessi spessori non rientro nei limiti. Secondo lei rivestendo il pilastro su tre lati e trave su due lati (esterno cm 9 e laterali con spessore minore 4-5 cm) si rientra nel limiti del 15 % ? E’ consigliabile l’uso dei pannelli con schiuma polyiso oppure utilizzare xps, neopor, pannelli tipo celenit o altro?
    Grazie e buon anno.

  23. Federico Sampaoli Autore articolo

    ad attenuazione del ponte termico pilastro è in genere più semplice posare xps di spessore pari al grezzo disponibile pareggiando il filo esterno tamponatura in laterizio porizzato.
    cosa penso dei materiali con conduttività ancora migliore ad attenuazione del ponte termico? che sono molto utili

  24. Giovanni

    Buonasera sig. Sampaoli, una domanda da porle: struttura in c.a. con tamponamento da effettuare con mattone alveolare porizzato cm 45 posto in verticale filo interno pilastro con malta termica U= 0.225, per la correzzione del ponte termico come da stratigrafia da interno – intonaco a calce, pilastro in c.a. 30 cm, isolante, mattone cm 6 o 8 ( oppure tavella cm. 4) – quale sarebbe la miglior soluzione di isolante (posizionamento e spessore) per arrivare ad U prossima a quella della muratura? Del pannello aerogel con ? 0.014 che ne pensa?
    Grazie.

  25. Federico Sampaoli Autore articolo

    grazie.
    eps e lana di roccia sono due ottimi materiali isolanti (il primo anche più economico ma meno valido come protezione acustica) ma contro il caldo sono poco performanti.
    per giudicare la prestazione estiva ottenibile dalla stratigrafia si deve calcolare completa di muratura e intonaco. poi prendere la decisione.
    chieda al suo tecnico il confronto e la verifica delle prestazione secondo il nuovo DM 26.6.2015 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,10 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento possibilmente > 12 ore)

  26. MARCO

    Buongiorno, complimenti per questo blog, volevo chiederle per un’ abitazione in zona climatica E con t di progetto -6 e dove d’estate comunque si raggiungono i 37 gradi lei consiglierebbe su poroton da 30 14 cm di eps o 14 di lana di roccia o addirittura converrebbe salire con gli spessori?

    grazie per la disponibilità.

    Marco

  27. Federico Sampaoli Autore articolo

    la lana di vetro è sicuramente materiale non a rischio incendio.
    per l’intervento con un sistema a cappotto è importante che le due offerte ricevute riguardino 2 sistemi certificati e non pannelli acquistati e posati con materiali diversi portati in cantiere.
    se si tratta di eps con grafite le sue prestazioni invernali sono sicuramente superiori
    la lana di vetro è invece acusticamente più prestazionale
    per quel che riguarda la protezione estiva bisognerebbe analizzare le stratigrafie e confrontarle: entrambi i materiali sono scarsi sotto l’aspetto protezione dal surriscaldamento estivo.

  28. Vincenzo

    Devo far mettere il cappotto termico esterno in zona E gradi giorno 2600 dove è presente già il poroton 600 da 30 cm, tra le varie proposte a parità di costo devo scegliere tra 20 cm di eps o 20 in lana di vetro, l’indecisione è massima dato che l’eps per varie ragioni non mi convince molto data la sensazione di “poco”, mentre la lana di vetro mi sembra più solida ed è anche antincendio ma nel contempo la lavorazione è più complicata e delicata per le fibre.
    Che ne pensa?

  29. Federico Sampaoli Autore articolo

    le superfici interne fredde e l’umidità un po’ troppo elevata in camera porta alla formazione di muffa (arieggiare d’inverno, magari un po’ troppo a lungo, raffredda ancora di più le superfici – aggiungiamo il fatto che magari il riscaldamento sia anche spento…).

    Poter isolare l’intercapedine è senz’altro una buona occasione di intervenire economicamente, purtroppo i contorni finestra, l’incontro con i solai interpiano e altre porzioni strutturali resteranno freddi: l’insufflaggio non attenua questi ponti termici.

    le palline di polistirolo sono senz’altro economiche ma non migliorano la prestazione estiva: meglio farsi preventivare un intervento con insufflaggio di fiocchi di cellulosa o meglio ancora, con perlite.

    non consiglio mai pitture termoisolanti che portano sicuramente emissioni di voc in ambiente e non migliorano la traspirabilità dell’intonaco interno. leggi anche: http://espertocasaclima.com/2015/03/scegliere-pittura-termoisolante/
    http://espertocasaclima.com/2013/04/coibentazione-pennello-vernici-contengono-dispersioni-termoisolanti-nanotecnologia/

  30. Angelo

    Buonasera,

    da un po di tempo, da quando in casa abbiamo messo gli infissi nuovi nella camera da letto esposta tutta a nord, le pareti sono tutte piene di muffa nonostante la stanza viene arieggiata più volte al giorno.

    Fra me mura interne ed esterne, c’ è un intercapedine e mi hanno consigliato di effettuare un insufflaggio con palline di polistirolo.

    Mi hanno anche detto però altre ditte che in questo modo, essendo il polistirolo un prodotto impermeabilizzante, potrebbe far aumentare il problema di condensa e muffe.

    E mi hanno consigliato un cappotto termico interno, con un rasante termico anti condensazione e successivamente con una pittura termica rifrettente.

    Mi può dare un consiglio ?

    In attesa

    Grazie

    Angelo

  31. Federico Sampaoli Autore articolo

    la barriera impedisce al vapore di migrare in entrambe le direzioni. sembra una soluzione a tutti i problemi, invece può essere una trappola, sia in periodo di riscaldamento che in periodo estivo.
    meglio un freno al vapore o, meglio ancora, un freno al vapore igrovariabile.

    NB: non è che il vapore entri nell’isolante dall’esterno.. piuttosto il vapore contenuto nell’isolante che inverte la direzione per il cambio stagionale si indirizza verso l’interno e lascia l’isolante asciugare completamente.

  32. roberto

    è corretto ? :
    La barriera al vapore ha il compito di proteggere l’isolante termico dal vapore che proviene dall’interno dell’edificio e come regola va posta sulla faccia “calda” dell’isolante.
    Ha quindi ragione di esistere in quei climi dove si alternano stagioni estive ed invernali con temperature inferiori agli 0°C e dove quindi viene usato il riscaldamento.
    Nei climi equatoriali non serve perché è l’ambiente interno ad essere più freddo dell’esterno, ed in questo caso il vapore tende ad entrare nell’isolante dall’esterno.
    Grazie!!!

  33. Federico Sampaoli Autore articolo

    negli edifici esistenti i compromessi di cantiere sono moltissimi quando si decidono tutti i particolari esecutivi di una coibentazione esterna.

    nel particolare della porzione che non può avere spessore si potrebbe ragionare su un termointonaco eliminando il vecchio intonaco.

  34. Sandra

    Ho letto con interesse i suoi articoli e gradirei un suo consiglio.
    La casa in cui vivo ha un lato strada (parete rivolta a nord) e 3 interni ed è stata costruita negli anni 50 i cui muri sono generalmente di mattone pieno per circa 40 cm anche perchè alcuni sono portanti.
    Siccome devo fare alcuni interventi su tetto e facciate esterne per rinfrescare e coprire segni di allargamento/chiusura di finestre dovute a due successive ristrutturazioni avvenute nel tempo, stavo valutando l’opportunità di coibentare l’esterno.
    I principali problemi sono dovuti da soglie,davanzali, inferriate e inbotte che richiederebbero, per applicare un cappotto di 8/10cm interventi molto pesanti (stiamo parlando di 20 tra soglie e davanzali in serizzo).
    Oltre al fatto che sul lato strada non posso fare interventi sino al piano stradale, la casa è alta circa 9 metri, perchè il comune non lo permette. Posso eventualmente, eliminando l’attuale intonaco plasticone e uno zoccolino, recuperare 2 cm.
    Cosa suggerirebbe di usare ?
    Grazie in anticipo

  35. Federico Sampaoli Autore articolo

    è normale che in un intervento di coibentazione si debbano fare dei compromessi. anche utilizzando diversi spessori sullo stesso edificio.
    conviene attenuare i ponti termici ove possibile consultandosi con un tecnico o un applicatore per risolvere ad uno ad uno i nodi complicati.

  36. Franco

    Buonasera, vorrei chiederLe un consiglio per la mia abitazione, una villa su tre piani, bifamiliare, ( ma con unica caldaia interna) posta a circa 600mt di altezza in zona ventosa. L’edificio, realizzato circa 14 anni orsono in cemento armato e forati è poco prestante energeticamente e determina notevolissimi consumi di gas per riscaldamento. Vorrei realizzare alcuni interventi tra cui la posa di un cappotto esterno ma purtroppo tutte le finestre, con soglie in marmo, hanno delle persiane esterne unite internamente ( stessi cardini) a degli infissi blindati ( anch’essi apribili a libro) ed il costo di smuratura e rifacimento sarebbe molto oneroso. Volevo, a tal proposito, chiedere se fosse possibile realizzare un cappotto senza smurare gli infissi blindati e magari “prolungare” le soglie in marmo senza sostituirle. Vorrei chiedere inoltre se fosse energeticamente sostenibile il concetto di posizionare vicino alle finestre un cappotto di minore spessore rispetto al cappotto usato per il resto della casa per consentire l’apertura completa delle persiane ( che vorrei non dover smurare).
    Grazie.

  37. Federico Sampaoli Autore articolo

    come tutti sanno non c’è sistema a cappotto più economico di quello in eps.
    l’eps con grafite è ben più prestazionale e garantisce una prestazione estiva migliorata.
    i pannelli con fori e superficie sbiancata come i pannelli con tagli anti tensione vogliono garantire dai difetti del surriscaldamento.
    io dico che se si rispetta un sistema a cappotto certificato, di qualunque azienda, utilizzando fedelmente tutti i suoi componenti si è al riparo da ogni brutta sorpresa

  38. giusva

    Buongiorno, le chiedo cortesemente consiglio sull’esecuzione del cappotto sulle pareti della mia casa composta da 20 cm di muratura in laterizio forato + 4 cm di polistirene estruso + 13 cm di laterizio forato esterno, oltre ai due intonaci. Vorrei eseguire cappotto sp. 8 cm in graphite; secondo lei è corretto utilizzare un eps tradizionale o meglio il pannello con microforature tipo Baumit. Attualmente ho solo pochi ponti termici in corrispondenza dei pilastri d’angolo, non sono presenti condense di vario genere. Infine meglio valutare alti prodotti? Grazie

  39. Federico Sampaoli Autore articolo

    penso che ci sia una struttura in cemento armato nei punti più interessati dalla formazione di muffa, ma non si comprende dalla descrizione se la copertura è un tetto in legno oppure una falda in altero cemento.
    la sensazione di presenza di spifferi mi fa pensare ad un tetto in legno che non riesce a garantire la tenuta all’aria.

  40. Diego Majolo

    Buongiorno e grazie per i suoi consigli. Abito da pochi mesi in una mansarda di nuova costruzione ad Orte e con il primo inverno sto avendo problemi di muffa in due angoli in alto su due pareri libere che affacciano a nord, probabilmente un ponte termico con il pilastro di cemento. Inoltre ed è ciò che mi preoccupa queste due stanze sono molto fredde e ho come l’impressione che la sola tamponatura in poroton da 38cm non sia sufficiente a garantire un adeguato isolamento termico. Alle volte sembra che la parete respiri come se avesse spifferi. Cosa posso fare secondo lei? Grazie

  41. vincenzo

    Grazie della risposta sull’isolamento di locale non riscaldato in questo caso il pannello d’isolamento deve essere uguale al cappotto esterno o si può fare meno spesso?

  42. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente porterei a nudo le superfici ammalorate per avere tutto lo spessore dell’intonaco disponibile ad uno strato nuovo di qualità e termoisolante.
    cercherei una squadra che conosce l’arte di preservare e rispettare e lavorare intonaci a mano con tutte le irregolarità e gli spessori diversi che si incontreranno.
    progetterei molto bene il foro finestra per avere un contorno meno freddo e a basso rischio condensa con serramenti nuovi.
    le parti confinanti con altre proprietà le considererei come pareti verso ambienti non riscaldati.
    se ho capito bene esiste un sottotetto: questo potrebbe essere isolato con materiale sfuso.
    tutti i ponti termici più forti vanno valutati uno per uno perchè non accada alla fine del restauro di trovare parti troppo fredde e a rischio condensa.
    l’importante è riuscire ad intervenire un po’ ovunque per ottenere un ambiente con temperature superficiali più confortevoli e meno dipendenza dal riscaldamento.

  43. Francesco

    Salve,
    innanzitutto complimenti per la professionalità ed il blog.
    Vorrei chiederle un consiglio.
    Sto ristrutturando una antica casa (parte di un complesso più ampio) vincolata, in zona D, con pareti in pietra, cordolo antisismico e solaio in cemento-laterizio (lavori post-’80).
    la casa ha una disposizione che definirei ad S con le pareti perimetrali più lunghe che danno sui campi, ed i “bracci” corti della S confinanti con una casa disabitata ed una chiesa.
    considerando che le facciate non sono tutte vincolate, ma che all’interno ci sono alcune decorazioni dei primi del ‘900(anche se non vincolate non mi sognerei mai di coprire…anzi) , che tra tetto e solaio ci sono solo 40 cm. e che vorrei rispettare il più possibile la “naturalità” dei materiali e dei luoghi. lei cosa mi consiglia?
    ha senso isolare solo alcune alcune facciate e non tutta la casa? ha senso posare l’isolante tra tetto e solaio? ha senso isolare dall’interno solo “spicchi” di muro? e se si come lo farebbe? mi scuso per la confusione della domanda ma è un rompicapo che non riesco a risolvere.
    Grazie mille, buna giornata e buon lavoro

  44. Federico Sampaoli Autore articolo

    è corretto prevedere un isolamento dei divisori verso l’ambiente non riscaldato.
    in caso non si facesse, le dispersioni termiche di tali superfici andranno a riscaldare il garage e poi a disperdersi attraverso l’apertura.

  45. vincenzo

    Stiamo progettando una unifamiliare zona E in telaio, mattoni poroton 30 e cappotto eps 20 cm, abbiamo il garage inglobato nel piano terra dell’edificio e confinante con camere, le pareti esterne del garage avranno il cappotto come il resto delle murature esterne della casa.
    Il dubbio è se si deve predisporre un ulteriore isolamento per le pareti interne di confine con le camere essendo il garage non riscaldato.
    Grazie.

  46. Federico Sampaoli Autore articolo

    le dispersioni sono certamente elevate e il davanzale passante peggiora la situazione.
    la possibilità di isolare esternamente nel vano delle persiane scorrevoli è allettante, ma in definitiva non si ottiene comunque un’omogenea continuità di coibentazione d’intercapedine.
    l’attuale coibentazione in intercapedine probabilmente già soffrirà un po’ di momenti di condensa nei giorni più rigidi.

    credo che la scelta migliore sia un sottile isolamento interno in calcio silicato, massimo 25mm, risvoltato su divisori e soffitti.
    con xps goffrato.

    va ben progettato il dettaglio davanzale freddo e contorno finestra per completare l’intervento.

  47. daniele

    Ho letto i suoi articoli con molto interesse e sono alla ricerca di un consiglio.

    Vivo con famiglia in un appartamento di una casa su due piani ristrutturata negli anni 80 con un muro perimetrale in mattoni svizzeri con intercapedine in lana di roccia.
    Le finestre hanno persiane in alluminio di 50 cm che si aprono infilandosi nel muro dove entrano in scanalature di circa 15 cm per 55cm di profondità.
    Le scanalature sono realizzate con due muretti di forati e internamente sono a finitura grezza a grana piuttosto grossa.

    Dall’esterno l’effetto estetico è bello anche perché le finestre hanno anche cornici esterne in stile ‘800, ma ho consumi di gas molto alti e credo che questa soluzione architettonica sia una delle cause anche perché di una parete di 10 metri le due finestre con relativi sfondamenti se ne prendono 4.

    Le finestra hanno anche un davanzale in granito molto spesso che arrivando dall’esterno fin sopra il calorifero interno è un secondo punto di ingresso del freddo esterno.

    Volevo intervenire incollando dei pannelli sul lato esterno del muretto interno di contenimento delle persiane. C’è spazio per 4/5 cm.
    Che materiare mi consiglia e come eventualmente incollarlo.
    Per il davanzale volevo provare a rivestirlo in qualche materiale isolante e mettere un pannello dietro il calorifero sottostante. Leggo in alcuni siti di materiali isolanti multistrato a bolle d’aria accoppiato a sandwich con due fogli di alluminio. Possono essere utili ?
    Volevo anche provare a misurare le differenze di temperature sul muro prima e dopo un eventuale prova. Come posso misurare un eventuale miglioramento ? E’ utile misurare la temperatura sul muro ?

    Grazie dell’attenzione.

  48. Federico Sampaoli Autore articolo

    un intonaco termoisolante è l’ideale se non si vuole applicare un sistema a cappotto, ma se si desiderano certe prestazioni (ad esempio per usufruire il 65%) e la parete è molto disperdente purtroppo serviranno molti strati di termointonaco e la spesa diventerà molto alta.

    il rifacimento del tetto lo consiglierei anch’io, ma se ha una buona impermeabilizzazione e non necessiterebbe di rifacimento, si potrebbe coibentare dall’interno con una cifra più contenuta.
    trattandosi di coibentazione sul lato interno è doveroso fare attenzione nella scelta e nella salubrità dei materiali.
    in qualsiasi caso analizzare bene la stratigrafia che verrà proposta per capire se offre o meno garanzie contro il surriscaldamento estivo.

  49. Giorgio

    Buongiorno,
    ho un’abitazione dell’90 e farò un intonaco termico all’esterno per risolvere i problemi dovuti all’intonaco che si sta staccando sul lato + esposto e per coibentare i muri perimetrali (3).
    potete consigliarmi sul lavoro che andrò a fare?

    ho la mansarda tanto fredda d’inverno tanto calca d’estate, mi hanno consigliato di rifare il tetto con uno ventilato…. è possibile isolare in qualche atro modo? la spesa per il tetto ventilato mi sembra enorme.

    Grazie

    Giorgio

  50. Dora

    Buona sera ..ho un problema da risolvere avendo costruito su una superficie gia’ esistente di pilastri di cemento armato e dopo isolato pavimenti e tetto si forma la condensa vicino ai pilastri in interno se io volessi fare un cappottino solo in quei punti risolverei il problema? Grazi

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    la parete verso il vicino andrà progettata sul lato interno.
    il resto andrebbe progettato sul lato esterno evitando di isolare un’intercapedine che non c’è ancora.

  52. Alma

    Buonasera la ringrazio per la pronta risposta, in realtà nella mansarda in ristrutturazione un lato è confinante con la soffitta della casa vicina, non riscaldata e aperta, un’altra lato confina con una grande tettoia di mia proprietà nella quale tra qualche anno vorrei edificare, quindi il cappotto esterno potrei farlo solo a nord e a sud. Vale ancora la pena fare il cappotto esterno in due lati su quattro? almeno a nord vorrei farlo visto che è il lato più freddo completamente esposto.
    Nei lati in cui non posso fare il cappotto esterno la stratigrafia con intercapedine (nel mio caso muro esterno, 12 cm lana roccia, o qualche cm in meno di fibra di legno, più 8 cm mattoni più intonaco internamente) è sempre migliore di un’isolamento a cappotto interno senza mattoni?

  53. Federico Sampaoli Autore articolo

    è sempre da preferire un cappotto esterno.
    a parte la cubatura interna persa per sempre e la mia ostilità alle lane di roccia, l’isolamento in intercapedine deve poi risolvere il nodo dei fori per i serramenti e altri ponti termici importanti.
    il problema delle eventuali condense interne dipende da vari fattori, ma in effetti è un problema.

  54. Alma

    Buonasera,
    complimenti per gli articoli ricchi di informazioni che mi obbligano a veglie notturne 🙂
    Vorrei porle un quesito, siamo in fase di ristrutturazione una mansarda, per l’isolamento delle mura perimetrali (25 cm circa in mattoni forati e intonaco interno ed esterno) la soluzione proposta da castruttore è isolare dall’interno con 12 cm di lana di roccia contro il muro esistente più un muro di mattoni forati di 8 cm all’interno e successivo intonaco.
    Da quel che capisco si viene a creare un isolamento a intercapedine. Rispetto a questa soluzione è sempre da preferire il cappotto esterno?
    Le mie perplessità riguardano lo spazio interno rubato: 20 cm e la difficoltà a capire come sarà la reazione all’umidità di una simile stratigrafia.

  55. Federico Sampaoli Autore articolo

    visto che si tratta di una struttura in cemento armato e tamponamenti in laterizio non credo che sia stato possibile mettere in opera una vera continuità dello strato isolante (che ha anche spessori diversi).
    penso che il pilastro in cemento armato abbia il lato esterno protetto con la stiferite spessore 60mm mentre i due lati nascosti dallo spessore del tamponamento in diretto contatto con il laterizio freddo.
    sarebbe interessante vedere qualche foto.

  56. paolo

    Ciao Federico,
    ho un problema sulle pareti esterne di una casa costruita di recente.
    Premetto che è un’abitazione costruita con scheletro di cemento armato e pareti di tamponamento in poroton
    In quest’ultime è stato fatto un isolamento interno la muratura di 10 cm di stiferite mentre in corrispondenza di pilastri e solai un isolamento sull’esterno di 6 cm di stiferite naturalmente creando continuità degli stessi isolamenti.
    Purtroppo mi trovo CONDENSA sulle pareti ESTERNE in corrispondenza delle strutture in cemento armato che genera muffa sull’intonaco esterno e anche quando asciutto segna a scacchi di nero tutta la casa oltre a generare cavillature più o meno evidenti…….
    Quali rimedi?????
    Grazie
    Paolo

  57. Federico Sampaoli Autore articolo

    penso molto bene di un cappotto minerale, specialmente se i pannelli vengono posati con la stesura del collante su tutta la superficie.
    si ottiene così uno strato isolante che diventerà tutt’uno con le pareti esterne diminuendo quella sensazione di cappotto vuoto se si bussa sulla parete.
    rispetto all’eps il cappotto minerale richiede una compensazione con qualche cm in più di spessore (la conduttività non è ottima come quella dell’eps), ma in compenso offre molte più ore di sfasamento.
    nel suo caso deve calcolare la stratigrafia intera con il pannello isolante che intenderà posare e scoprire lo spessore necessario per rispettare i limiti di trasmittanza U in riferimento alla zona climatica di appartenenza.
    In zona climatica E 0,27. Da questo dato potrete ancora scendere aumentando lo spessore e purtroppo di conseguenza il costo del materiale…

  58. vincenzo

    Salve, per una casa in costruzione, zona E gg 2600, con telaio e mattone poroton da 30 + cappotto mi hanno proposto al posto dell’eps, che non amo,il multipor in silicato di calcio però molto più costoso, cosa ne pensa? Quanti cm servirebbero per avere una casa con un basso U?

  59. Federico Sampaoli Autore articolo

    premesso che i mobili troppo aderenti alle pareti fredde creano i presupposti di zone più a rischio condensa e quindi muffa, l’intervento di coibentazione interna dovrebbe prevedere
    1) la scelta del materiale isolante
    2) la scelta della nuova finitura

    eps accoppiato a cartongesso: molto diffuso, ma non lo consiglio
    sughero: meno diffuso, ma non lo consiglio

    preferisco consigliare materiali isolanti ma anche igroscopici come i pannelli in calcio silicato finiti con prodotti a base calce.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/category/isolamento/coibentazione-interno/

  60. roberto

    ciao Federico volevo un consiglio devo fare un cappotto interno su due pareti fredde e muffa sui pilastri in camera da letto dietro l’armadio, premetto che la casa e di nuova costruzione con infissi legno-alluminio e muri con intercapetine . sono indeciso perche il rivenditore diceva ke era la stessa cosa usare pannelli in cartongesso accoppiati di 2+1cm o pannelli di sughero sp.2 cm.Grazie in anticipo spero di essere stato chiaro e di avere una risposta da potermi chiarire le idee definitavemte

  61. Federico Sampaoli Autore articolo

    più che sapere che l’edificio si trova sull’isola di Ustica bisognerebbe conoscere spessore e qualità delle pareti esterne e spessore e qualità dell’ultimo solaio se si tratta di un tetto piano per ragionare sull’intervento.
    immagino che si tratti di una residenza per tutto l’anno e non una residenza estiva.

  62. Adolfo patricolo

    Buongiorno Dott. Sanpaoli abito ad Ustica piccola isola provincia Palermo sto ristrutturando un fabbricato isolato (piano terra e primo piano totale mq 50) riguardo l’isolamento interno ed esterno cosa mi consiglia ? Quale impianto riscaldamento/raffreddamento e areazione mi consiglia? Grazie di tutto

  63. Federico Sampaoli Autore articolo

    maglione di cachemere o maglione in acrilico?
    fibra di legno o eps?

    se dovessi proporre io la coibentazione a questo edificio a La Salle, pur non sapendo se si trova a 1000 o 3000m. di quota, ma tenendo conto che si tratta di una Zona Climatica F con 3734 Gradi Giorno le farei una domanda diversa:

    sistema a cappotto certificato in fibra di legno svizzera spessore 12cm oppure sistema a cappotto certificato in eps grigio spessore 22cm?
    questo mi pare un buon ragionamento.
    spingo sulle prestazioni al massimo cercando di arrivare a trasmittanze da casa passiva oppure faccio lo spessore minimo richiesto dalla normativa in riferimento alla zona climatica e punto solo sulla qualità dei materiali naturali?

    circa il dubbio sulla prestazionalità dell’eps: non esiste materiale più prestazionale (contro il freddo).
    Tuut’altro discorso varrebbe se la casa fosse in Sardegna.

  64. Valeria

    Buongiorno,
    Sto costruendo casetta individuale di 36 mq sedime Piano Terreno + soppalco 22 mq nei pressi di La Salle in Valle d’Aosta.
    La casa è costruita in muri di Poroton argilla spessi 25 cm + cordoli cemento armato per antisismico (eh sì, la regione Vda è passata in zona 3…)
    il tetto è fatto così 1.Orditura in travi Douglasia – 2.Tavolato in Douglasia – 3.Freno a vapore stamisol pack 500 – 4.Pavatherm 60 mm sp. x 3 stratti incrocciati – 5.Freno a Vapore DA-DA connect ISOLAIR – 6.Radice 2 cm per spazio ventilazione 7.Tavolato 8.Lamiera.
    c’è ancora fare il rivestimento finale con tavolato e tegole o lose.
    Ora dovrei decidere quale cappotto esterno mettere che in certe parti dovrà essere rivestito con pietra da incollare spessa 2,5 cm (stile geopietra) poiché sono obbligata dal piano regolatore. Il cappottista mi ha spiegato la speciale preparazione nelle zone che dovranno essere ricoperte di pietra ( tassellature e griglie particolari per non avere strappi). comunque per il cappotto le 2 soluzione proposte sono, cappotto finito predisposto per posa pietra :
    > Fibra di legno pavawall 12 cm >€ 110,00/m2
    > EPS 12 cm a € 55,00/m2.
    queste 2 soluzioni sono simili in termini di prestazione di trasmittanza termica, igrometria e comfort termico interno ?
    All’interno, il riscaldamento sarà assicurato da una semplice stufa a pellet dimensionata in kw (la casa è piccola) e l’acqua calda con boiler a pompa di calore. E’ previsto mettere pannelli fotovoltaici sul tetto.
    Non so cosa fare in quanto il costo è dal semplice al doppio ?
    Vale la pena spendere tutti i soldi in cappotto in fibra di legno ? Se invece scelgo il cappotto in EPS, non è che poi devo ripotenziare l’impianto di riscaldamento ?
    La ringrazio molto se potesse darmi un suo parere non so veramente cosa fare…

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