Isolare dall’interno con lana di roccia

 Sapete come la penso: isolare dall’interno dev’essere proprio l’ultima spiaggia!

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L’edificio resterà freddo, anche se il vostro nido sarà caldo (anzi si riscalderà molto in fretta: perfetto per una seconda casa oppure un locale non usato in modo continuativo).

Non potremo mai sfruttare i benefici dell’inerzia termica delle pareti perimetrali (che si ottiene con un sistema a cappotto esterno).

Non ignoriamo i ponti termici non risolti: le solette dei piani, ma anche le tramezze che sono legate alle “fredde” pareti esterne!

Allora? Solo svantaggi? noooo

  • si posa con rapidità l’isolante dall’interno!
  • non si paga il ponteggio
  • si posa anche se piove
  • costa meno

Questa volta abbiamo scelto lana di roccia come coibente:

  • migliora sensibilmente anche l’isolamento acustico.

Non dimentichiamo l’aspetto della migrazione del vapore acqueo:

  • l’ambiente sarà caldo e l’umidità contenuta sarà ben maggiore dell’umidità esterna
  • l’umidità tenderà a migrare verso l’esterno attraversando la parete
  • prima incontrerà il nuovo pacchetto isolante posto all’interno
  • poi sbatterà contro la parete fredda esterna (tendendo a condensare)

Non trascuriamo allora l’idea di posare un freno al vapore!

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  • lana di roccia nell’orditura metallica di supporto delle successive lastre + freno al vapore + cartongesso + tinteggiatura

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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125 pensieri su “Isolare dall’interno con lana di roccia

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    tra i pannelli minerali per isolamento interno sotto i 30mm di spessore si possono posare i formati speciali e ultra sottili solitamente dedicati al foro finestra o per attenuare i ponti termici

  2. Antonio

    Dottore grazie ancora per la sua disponibilità e pazienza. Qualora volesse consigliarmi in alternativa all idrato di silicato di calcio, quale prodotto potrebbe consigliarmi. Rimarrebbe sempre su prodotti minerali o vi sono in commercio altri prodotti con le medesime caratteristiche o quantomeno utili al mio problema con spessori minori dei 3 cm.
    Grazie infinitivamente
    Antonio M.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    non sono favorevole alle pitture termoisolanti.
    il fissativo di cui lei ha fatto il nome promette di diminuire l’umidità in casa e questo non è credibile: solo una ventilazione corretta può abbassare il livello di umidità interna.
    ho letto anche sul suo depliant “Isola in modo efficace prevenendo la formazione di umidità e muffe”: probabilmente chi ha descritto questo prodotto intendeva dire che previene la formazione di condensa e quindi di muffa. questo infatti avviene nel momento in cui si riesce ad innalzare la temperatura superficiale interna della parete evitando le temperature con rischio di formazione di muffa. l’umidità interna ovviamente rimane la stessa e quindi devo consigliare di fare una ventilazione più corretta o prevedere di installare una vmc.

    ricordo anche che questo fissativo isolante e traspirante è una Resina acrilica in emulsione, quindi non credo sia molto permeabile al vapore, anzi.
    non sono riuscito a trovare nè la scheda tecnica, nè la scheda di sicurezza, quindi ci si deve accontentare del numero di brevetto, che poco aiuta.

    leggi anche:
    http://espertocasaclima.com/2013/04/12/coibentazione-pennello-vernici-contengono-dispersioni-termiche-termoisolanti-nanotecnologia/
    http://espertocasaclima.com/2015/03/16/scegliere-pittura-termoisolante-interni/

  4. Antonio

    Grazie della tempestiva risposta Dottore.
    Mi scuso ancora ma ne approfitterei della sua gentilezza.
    Oltre ai consigli da Lei evidenziati, e relativamente al mio problema ( parete fredda con muffa) sono rimasto incuriosito dal prodotto Kalorfix fissativo e a seguire una pittura termica isolante e traspirante. Lei cosa ne pensa?
    Grazie ancora per la sua disponibilità

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    in realtà sarebbero due gli interventi da fare:
    isolamento interno
    ventilazione meccanica con recupero del calore (se è comparsa la muffa significa che la ventilazione è insufficiente)

    per la scelta dell’isolamento interno direi che per avere un materiale traspirante igroscopico attivo capillarmente esente da emissioni nocive non complicato da posare e che può ricevere una finitura salubre e naturale come l’argilla senza spendere un patrimonio si può valutare di posare pannelli in idrati di silicato di calcio a partire dai 30mm di spessore

  6. antonio

    Premetto che ho trovato molto interessate gli argomenti trattati e purtroppo devo dire che mi trovo veramente in difficolta su cosa dovrei fare nel mio caso di specie, e pertanto chiedo lumi.
    La mia camera si trova a nord-ovest con la parete praticamente fredda che crea i famosi moti convettivi nonche macchie di muffa nell angolo del soffitto in corrispondeza della citata parete.
    Sono mesi che penso e ripenso ma francamente non saprei se adoperarmi per un isolamento termico, o pannelli termoisolanti e traspirante o pannelli antimuffa!!
    Grazie antcipatamente.
    Antonio M.

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    tirando liscio il muro dove si sono tolte le piastrelle con intonaco di calce si ottiene un fondo perfetto per la posa di un isolamento interno naturale che però deve essere protetto da un freno al vapore igrovariabile e rivestito da legno e non da laminato.

    e abbandonare l’idea delle perline per avere un bagno intonacato, salubre e senza complicazioni??
    se si non si gioca a battaglia navale non si spruzzano molto le pareti. in questo caso si potrebbero usare pannelli in idrati di silicato di calcio da incollare e rasare o in perlite.

  8. Marco

    Buongiorno Federico,
    un’altra domanda. In caso di voler rivestire (sempre perline o listoni abete o laminato) e isolare dall’interno una parete di un molto umido bagno, questa volta priva di piastrelle – perché le avrei rimosse io – continueresti a consigliare l’XPS? O sarebbe più adatto un altro materiale?
    Varrebbe la pena stendere sulla parete un piccolo strato di intonaco a calce (di cui sto imparando i pregi) e pitturarla con una finitura omologa, come facesse sempre bene, oppure sarebbe inutile, visto che verrebbe a trovarsi dietro l’isolante?

    Grazie

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    senza ancorare il telaio ogni 60cm i montanti potrebbero fare una pancia, specialmente se parliamo di un 6×4.
    se i montanti si posano interposti nel xps si deve avere la cura di coprire i listelli (sormontando anche l’isolante a destra e sinistra) con nastro freno al vapore igrovariabile intonacabile.
    in questo modo il vapore che potrà raggiungere i montanti sarà contenuto e sarà libero di uscire verso l’interno per asciugare correttamente.

    la porzione intonacata in alto conviene lasciarla non rivestita e ripitturarla a calce (ph elevato) così come le perline grezze (calce e legno vanno d’accordo).

  10. Marco

    Ok, grazie mille.
    Da quel che dice, presumo che il telaio di legno non potrebbe poggiare direttamente sulle piastrelle (“riempiendo” poi con xps le parti tra i listelli). Immagino che così perderebbe efficacia nell’evitare la condensa.
    L’xps rigorosamente contiguo andrebbe quindi solo sulle piastrelle o anche sulla parte che ne è priva?
    Se così fosse, volendo io mettere le perline orizzontali, potrei fissare i listelli (verticali) del telaio alla parte superiore della parete, quella senza piastrelle e poi fissarli al pavimento. Così avrei un telaio esterno rispetto all’xps che copre le piastrelle. La parte di telaio superiore la fisserei al muro con degli spessori di legno e la riempirei di isolante. Resterebbero solo quegli spessori di appoggio superiori a diretto contatto con il muro.
    Potrebbe funzionare, quanto a muffe e condense?
    Ad ogni modo, grazie ancora.

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    di fatto un rivestimento interno in piastrelle rende la porzione verticale non traspirante.
    isolando dall’interno la superficie in piastrelle (già fredda perchè non isolata esternamente) diventerà ancora più fredda.
    il vapore che riuscirà ad attraversare le perline e lo strato isolante interposto probabilmente condenserà sulla piastrella.

    se il rivestimento interessasse una parete divisoria (quindi elemento tra due volumi riscaldati) il problema non si manifesterebbe.

    per non rinunciare si dovrebbe fare un cappotto interno incollato su tutta la superficie con xps goffrato e poi inventarsi un telaio in legno per la posa delle perline

  12. Marco

    Buongiorno, ho in progetto di mettere le perline (o laminati – comodi per gli incastri e di bei colori – o tavole) alle pareti di un bagno. Il rivestimento non verrebbe posto nella sola porzione del box doccia, che sta in un angolo. Perché mi sono stufato dell’aspetto e vorrei vedere un po’ di legno (o simil). Adesso ci sono piastrelle fino a due metri e poi intonaco. Il muro è di pietra e la casa nelle colline friulane. L’idea è quella di usare un’intelaiatura di listelli di abete. Ho letto molto e non mi sembra di trovare descritti casi simili. Potrei inserire tra parete e finitura la fibra di legno (ho imparato che la lana di roccia potrebbe non essere salubrissima e l’EPS poco traspirante e poco adatto agli interni).
    Il mio grande dubbio è la sensatezza dell’idea, ai fini della futura formazione di condensa e muffa. Perline nell’umido bagno dell’umido cividalese.
    Ha senso pensare a un simile isolamento interno in un bagno o si è destinati al fallimento?

  13. Andrea

    Grazie ancora,
    ma pensando per assurdo ad un intervento da sopra… le schiume per l’incollaggio dei freni vapore tipo Riwega USB Glue, o comunque schiume in generale possono essere d’aiuto per sigillare la tenuta all’aria ?
    Buona giornata

  14. Federico Sampaoli Autore articolo

    quindi passerà l’aria ovunque. e acusticamente idem.
    prima di intervenire in qualsiasi modo si deve prevedere di progettare la tenuta all’aria tra abitazione e sottotetto.
    dal sottotetto sarà ben difficile realizzare una tenuta all’aria perchè ci troviamo all’estradosso quindi ci sono 2 strade percorribili:
    1 – togliere i controsoffitti interni per lavorare da sotto
    2 – creare un 2° controsoffitto per lavorare senza toccare il controsoffitto esistente (dpende dall’altezza disponibile)

    in qualsiasi caso si dovrà proteggere il futuro pacchetto isolante d’intradosso con un freno al vapore igrovariabile perfettamente sigillato con gli appositi nastri.

    l’intervento mi sembra NON procrastinabile vista la situazione: le vecchie fibre della lana di roccia sono libere di volare ovunque.

  15. Andrea

    Grazie per la rapidissima risposta.
    Mi perdoni per la mia maldestra spiegazione dello stato di fatto. Ma in verità il solaio non è intonacato, per pavimento ha solo le perline rette da alcuni listelli (peraltro anche abbastanza sconnesse) senza nient’altro ne sopra ne sotto (nè isolanti nè cartongessi… niente) e per soffitto la falda del tetto anch’essa in perline all’esterno della quale c’è la lana di roccia e le tegole).
    Grazie ancora

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    se ho inteso bene tra sottotetto e controsoffitto c’è un solaio intonacato di piccolo spessore.
    se così, la tenuta all’aria del volume sottostante abitabile e riscaldato è garantita dall’intonaco interno.
    sul pavimento del sottotetto si potrebbe posare dell’isolante leggero come la stiferite che porterebbe grossi benefici invernali contenendo bene le dispersioni.
    in estate il beneficio sarà scarso.
    la vecchia lana di roccia solitamente è un po’ decomposta e filacciosa e costosa da smaltire (non intervenire senza protezioni) ma se si lascia dov’è non permette una posa stabile per i pannelli rigidi.
    se il solaio è poco uniforme si potrebbe pensare di posare materiali isolante sfuso ed ottenere magari una corretta protezione anche estiva.

  17. Andrea

    Buongiorno, la mia casa attualmente possiede un controsoffitto non portante (in semplici perline di legno da 18mm) che si frappone come unica separazione tra le camere da letto al piano superiore ed un solaietto, a sua volta chiuso da tetto in legno anni 70, attualmente composto da un altro strato di perline identiche + un paio di cm di lana di roccia + tegole.
    Volendo isolare il solaietto, potrebbe essere utilizzabile utilizzare un freno al vapore + uno strato di 7cm di stiferite da posare dall’alto ? O il freno in questo caso potrebbe non servire ? Pensavo ad un isolante leggero in quanto il controsoffito non sembra costruito per portare grandi carichi…
    Grazie mille

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    pannelli preaccoppiati in cartongesso e isolante certamente isolano ma come lei ha già compreso, nascondono il problema.
    sarebbe più corretto un rivestimento interno con pannelli in idrati di silicato di calcio, in calcio silicato o in perlite.
    questo per la salubrità dell’ambiente e del comfort ottenibile.
    la vicinanza dell’armadio è un ulteriore problema. se ancora sano e non attaccato dalle muffe potete allontanarlo di almeno 5 cm dalla parete.

  19. Lorenzo

    Non so se durante la ristrutturazione (20 anni fa) sia stato messo qualche isolante o se i mattoni siano semplicemente stati intonacati (con che intonaco poi?).

    Non MATTONI ma SASSI.

  20. Lorenzo

    Buongiorno, ho un problema di muffa da condensazione sulla parete della camera da letto che è coperta per la maggior parte dall’armadio. La parete è perimetrale in sasso.
    Non so se durante la ristrutturazione (20 anni fa) sia stato messo qualche isolante o se i mattoni siano semplicemente stati intonacati (con che intonaco poi?).
    Il primo muratore interpellato ha proposto di lasciare una piccola camera d’aria, polistirolo e cartongesso ma temo così nascondere il problema e non risolverlo.
    La ringrazio per l’aiuto che ci dà

  21. Sergio

    Blog molto interessante, pongo una domanda, sto concordando la costruzione di una villetta in Xlam a Vicenza. Mi hanno proposto questa struttura:
    – esterno cappotto lana di roccia 12 cm
    – Xlam 13 cm
    – fibrogesso 1,5 cm direttamente su Xlam senza vano tecnico.
    Che ne dice ? Mi da qualche consiglio ?

    Grazie in anticipo

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    vista la descrizione, credo che mi costruirei un telaio in legno sopra al pavimento impermeabilizzato e il vuoto lo riempirei di perlite sfusa (materiale molto salubre).
    la fibra di legno fissata al soffitto va bene.

    ciò che in tutto questo non va bene è

    l’eventuale utilizzo invernale: se in qualche modo si riscalda l’ambiente interno si crea aria calda e umida che inzierebbe a migrare verso la struttura fredda del garage: rischio di condensa interstiziale.
    ecco l’importanza di posare dei freni al vapore per proteggere il materiale isolante ed evitare i rischi di condensa interstiziale.

    forse l’utilizzo discontinuo non metterà le basi per un problema di condense, ma è anche vero che l’ambiente discontinuamente utilizzato sarà veramente freddo (almeno nelle strutture in muratura)

    l’utilizzo dell’ambiente con accesso chiuso per non fare uscire il rumore: dopo qualche minuto il livello di Co2 interno inizierà a salire pericolosamente. non si muore ma non si sta bene.
    ecco che una vmc potrebbe aiutare ad un aria interna più salubre.

    come riscaldamento forse sarebbe indicato l’infrarosso.

  23. francesco

    Buondì Federico,
    è un piacere poter leggere consigli da una persona così competente.
    le sottopongo il mio caso benchè sono sicuro queste domande non le saranno per niente nuove.
    Sono un musicista (batterista) padovano e sto costruendo una piccola sala in un garage indipendente (un singolo “box” in mezzo ad un giardino, quindi non affiancato da altri edifici). Per isolare almeno un po’ acusticamente ho rivestito tutte le pareti di lana di roccia (poggiata direttamente sul muro) e rivestita in cartongesso.
    Il mio problema però riguarda il pavimento e il soffitto.. C’è una leggera umidità di risalita (come sempre)dal pavimento in cemento grezzo che per ora credo di aver risolto con 3 mani di elastik impermeabilizzante. Vorrei poi procedere così: pannelli xps di 2-3 cm e sopra userei del parquet in legno massello che sono riuscito a riciclare.
    Il cantiere è ancora aperto, e sopra la guaina ho poggiato per diverso tempo un semplice telo di plastica per proteggere la guaina dai lavori. Alzando il telo solo in alcuni piccoli punti riscontro della condensa, che spererei di eliminare con un ulteriore mano di elastik. Per il resto il pavimento pare asciutto.
    Ora, so bene che tutto questo è parecchio distante da un lavoro fatto con i fiocchi. Ne sono cosciente.
    Ciò nondimeno Le chiedo: i pannelli xps sono necessari? non mi converrebbe piuttosto mettere un sottopavimento traspirante che faccia evaporare quel poco di umidità che (suppongo) non viene bloccata dalla guaina impermeabilizzante? oppure mi consiglia entrami (xps e sottopavimento).
    Cercherò poi di installare un condizionatore/deumidificatore per ridurre al meno possibile l’umidità nella stanza, la cui vita non deve essere eterna, ma almeno 5 anni senza troppi problemi li vorrei avere…
    Da ultimo il soffitto. Pensavo di ricoprilo con dei pannelli da 2 cm di fibra di legno fissati direttamente sul soffitto con dei tasselli da cappotto, per poi ricoprirli con anche un semplice tessuto non tessuto graffettato, giusto per evitare che qualche fibra possa staccarsi. La fibra di legno mi aiuterebbe non poco dal punto di vista acustico, ma mi chiedo (e le chiedo) se ci siano controindicazioni da altri punti di vista…
    Ripeto, so che tutto il lavoro è ben lungi da essere fatto bene, ma è stato fatto in base alle mia massime possibilità economiche e di tempo, per cui la ringrazio in anticipo per la gentilezza di una sua eventuale risposta..

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