Elettricità sporca

 Forse l’unica salvezza sono le candeline di Ikea.

Le lampade fluorescenti compatte (LFC), le lampade a basso consumo per capirsi, presentano 3 problemi:

  1. radiazioni elettromagnetiche fino a 1 metro di distanza
  2. mercurio (non toccate o inalate il contenuto: vapori di mercurio!) fino a 5 mg.
  3. radiazioni UV.

tag-lampadine-a-risparmio-energetico pericolosità

E l’illuminazione a LED? …è sana?

Cosa è la trasmittanza termica periodica?

 Quando si ragiona sulla dispersione del calore dell’involucro edilizio si considera la temperatura esterna e la temperatura interna come costanti nel tempo.

In realtà nelle 24h le temperature cambiano, specialmente d’estate: così, è opportuno fare delle valutazioni dinamiche!

Quindi la trasmittanza termica periodica, o trasmittanza termica dinamica (Udyn), è  la capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nell’arco delle 24h.

La norma tecnica di riferimento è la UNI EN ISO 13786/2008. Descrive come calcolare la trasmittanza termica periodica.

Andrea Ursini Casalena ha preparato un foglio di calcolo excel sulla base della suddetta norma, molto pratico e intuitivo, che può esserti utile nello studio dei componenti edilizi. Con tale software puoi analizzare e verificare sia proprietà termiche stazionarie (trasmittanza termica U, massa superficiale, ecc.), sia proprietà termiche dinamiche (trasmittanza termica periodica, capacità termica areica periodica, ammettenza termica, fattore di attenuazione, sfasamento, ecc.).

tag uni en iso 13786 calcolo proprieta termiche dinamiche 250x177 Cosa è la trasmittanza termica periodica?

Prestazione termica dei componenti per edilizia - Caratteristiche termiche dinamiche - Metodi di calcolo
La norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN ISO 13786 (edizione dicembre 2007). La norma definisce metodi per il calcolo del comportamento termico in regime dinamico di componenti edilizi completi. Inoltre essa specifica quali siano le informazioni sul componente edilizio necessarie per il calcolo. Nelle appendici sono forniti metodi semplificati per la stima delle capacità termiche, informazioni per informatizzare il metodo di calcolo, un esempio di calcolo per un componente edilizio.

Intonaco su pareti umide

 Ogni volta che si entra in una ristrutturazione ci sono dei muri con umidità e risalita capillare non risolte.

risanare

A nessuno interesserebbe un fico secco se l’intonaco stesse al suo posto! ma l’intonaco "si arrabbia" e i nodi vengono al pettine: il committente è preoccupato, il progettista lo sapeva, l’impresa attende indicazioni. Chi salverà il muro?

Per esempio a Venezia molti impresari dicono che il muro è, è stato, e sempre sarà, umido! Come contraddirli?

tag muro umido venezia 500x358 Intonaco su pareti umide

La prossima volta tenterei, in casi irrisolvibili, la via "guttabeta" (sembra un personaggio Disney vero?):

tag muro umido intonaco1 Intonaco su pareti umide tag-muro-umido-intonaco1tag-muro-umido-intonaco1

mi sembra logica, possibile, e intelligente. Dopodichè mi concentrerei sulla ventilazione del locale "inquisito".

Vi lascio a tutte le informazioni del sito originale Gutta Werke spa per trarre le Vostre conclusioni… Buona fortuna!

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tag posta a esperto casaclima 125x117 Intonaco su pareti umide

Capitolato tetto in legno, posa

Ne sono sempre più convinto: l’unico modo per ottenere un tetto alla regola dell’arte è stendere un ottimo capitolato!

Se alla firma del capitolato "non avrete messo tutti i puntini sulle i"

  • correrete il rischio di non ottenere quello che sarebbe giusto ottenere: un lavoro alla regola dell’arte!
  • oppure correrete il rischio di pagare delle lavorazioni come extra quando invece dovrebbero far parte della normale buona esecuzione!

Un tetto a regola d’arte oltre alle sue funzioni più ovvie deve

  • isolare, 
  • consentire la diffusione dell’umidità,
  • evitare l’insorgere di condensa,
  • garantire la tenuta all’aria, e
  • durare qualche decennio!

Qui di seguito Vi spiffero in un orecchio alcune voci che sarebbero da riportare nei capitolati!

Fatene buon uso, e poi raccontatemi se è servito ad ottenere qualcosa in più!

  • Opponetevi all’uso di guaine barriere al vapore: chiedete guaine che oltre ad una efficace impermeabilizzazione del pacchetto isolante offrono un elevato potere di diffusione del vapore.
  • Chiedete l’applicazione di guarnizioni per chiodi e viti sulla superficie di contatto del controlistello di ventilazione e del telo per garantire la tenuta all’acqua.
  • Controllate che sia descritto il metodo per garantire la chiusura ermetica dei teli e di tutti gli elementi passanti con nastri o adesivi adatti e per garantire la tenuta all’aria degli incontri del tetto con gli elementi strutturali
  • Chiedete la descrizione di come sarà risvoltato il telo interno sul muro interno e il telo esterno sul muro esterno sotto il sistema a cappotto

Il nodo tetto-parete (tra la muratura e tetto) deve garantire la tenuta all’aria.

tag tetto in legno con telo 499x814 Capitolato tetto in legno, posa

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Compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione di caldaie a condensazione

Sostituendo la vecchia caldaia con una a condensazione è necessario valutare la fattibilità dell’operazione altrimenti…

tag condensa canna fumaria1 Compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione di caldaie a condensazione

I sistemi fumari asserviti agli apparecchi a condensazione sono sistemi ad umido. Pertanto i condotti fumari possono operare in pressione o in depressione. Nella maggior parte dei casi, i condotti fumari delle caldaie a condensazione funzionano in pressione e ad umido.
Per adeguare l’impianto, si dovrà verificare, la compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione. Spesso i camini/canne fumarie esistenti non sono compatibili per il funzionamento ad umido. L’intubamento del sistema, nella maggior parte dei casi, è la soluzione. 

Per ottimizzare il rendimento di un impianto basato su caldaia a condensazione, occorre prevedere ampie ed efficienti superfici radianti, in modo da poter mantenere bassa la temperatura del fluido termovettore.  

Le temperature ideali di progetto per l’impianto, mandata e ritorno, sono pari a 40/30°C.

Nel caso invece di termosifoni tradizionali, la temperatura di progetto sarà più elevata, orientativamente pari a 75/60°C in case senza isolamento. In queste condizioni i fumi non riescono a cedere calore al fluido stesso. È per questo che il maggiore vantaggio in termini di risparmio è riscontrabile sugli impianti radianti, dove le temperature di lavoro sono basse ( 40/30°C).