Condense superficiali dovute a ponti termici trascurati

 Cosa sono i ponti termici? Un ponte termico è una discontinuità di isolamento termico. Quasi sempre è in corrispondenza degli elementi strutturali. ( Dlgs 192/311  allegato A punto 20bis per approfondimenti )

ponte termico

Il decreto, Dlgs 192/311  allegato E, permette al progettista di non correggere il ponte termico consentendogli di ottener i valori di trasmittanza U prescritti cacolando la media tra il valore U della parete corrente e il valore U del tratto di parete in corrispondenza del ponte termico. Questa regola ovviamente si presta ad interpretazioni non corrette!

Io dico che i ponti termici vanno corretti sempre. Eviteremo rischi di condense ed eviteremo che i committenti ci odino: è interesse di ogni progettista avere committenti soddisfatti!

Per correggere un ponte termico basta che il Fattore Temperatura sia >0,7 dove FT è dato da:

            Tsi – Te
FT = —————
            Ti – Te

Tsi = temperatura superficiale della parete interna
Te = temperatura esterna
Ti = temperatura interna

In due parole, se si desidera minimizzare i rischi di formazione di condensa bisogna:

  • ridurre la trasmittanza U [W/mK] del ponte termico usando materiali isolanti con più spessore
  • aumentare la ventilazione, evitando il ristagno dell’aria in corrispondenza degli angoli e dietro agli armadi

 

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12 pensieri su “Condense superficiali dovute a ponti termici trascurati

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  4. Federico Sampaoli Autore articolo

    riempire le intercapedini che nei particolari non si conoscono credo sia sbagliato. il dubbio sull’isolamento dei pilastri mi pare fondato e importante. già che si è al grezzo si potrebbe rompere in qualche punto la rifodera interna per “controllare” lo stato di fatto che ora è inaccessibile. Con una termocamera si potrebbe fare una analisi generale più simile alla realtà piuttosto che ai ricordi del geometra. Comunque sia, proporre un isolamento a macchia di leopardo significa accentuare i ponti termici e di conseguenza le temperature superficiali interne. Forse è tempo di riflettere su un isolamento dall’interno.

  5. Riccardo

    Esatto la coibentazione è stata incollata al facciavista, qui da noi purtroppo è “tradizione” costruire dall’esterno (facciavista) all’interno..

  6. Riccardo

    No, scusa, forse non sono stato chiaro. La stratigrafia è questa:

    EST
    mattone facciavista 12cm
    isolante eps 3cm
    intercapedine d’aria 7-8cm
    mattone forato 8cm
    intonaco interno
    INT

  7. Riccardo

    Ciao, vorrei un parere.

    Il mio compito prevede di risanare energeticamente un appartamento di un edificio “nuovo” costruito nel 2001.
    In effetti l’edificio è stato costruito recentemente ma energeticamente è molto obsoleto.
    La struttura è in calcestruzzo armato e la stratigrafia della muratura che ho rilevato è (dall’esterno all’interno): mattone faccia vista 12cm, isolante in pannelli di eps 3cm, intercapedine d’aria 7-8cm, mattone forato 8cm, intonaco interno.
    Il geometra direttore dei lavori è convinto dell’ottimo comportamento energetico della parete ed è molto ostico nei miei confronti perchè naturalmente sono completamente in disaccordo con lui.. (8cm d’aria per lui sembrano oro colato).
    Mi trovo quindi a dover fare una consulenza un pò scomoda essendo il geometra molto amico del committente..
    Quindi essendo impossibilitato a prevedere un cappotto termico per disaccordo degli altri condomini, vorrei realizzare un intervento che non comporti un grande impatto edilizio, cioè non vorrei demolire tutte le pareti così tanto apprezzate dal geometra. Avrei così deciso di proporre il riempimento dell’intercapedine con schiuma poliuretanica o insufflaggio di cellulosa.
    Questo intervento dovrebbe migliorare la trasmittanza della parete ma ho dei dubbi: purtroppo i pilastri in cemento armato in alcuni casi attraversano completamente la stratigrafia della parete. Il pilastro da 30×40 cm è stato fatto sporgere di 10 cm verso l’interno. Il geometra mi rassicura che nel lato esterno del pilastro sia stato messo lo stesso pannello di 3cm di eps, ma non mi fido molto.
    Il mio timore è proprio quello di avere dopo l’intervento una differenza di temperatura elevata tra muratura e pilastro che potrebbe essere causa di muffe. Lo stesso discorso vale per le travi.
    In alcuni casi pensavo di risolvere costruendo una coibentazione interna ulteriore di spessore tale da inglobare la sporgenza del pilastro. Così da avere la muratura di spessore 30cm(muratura originale) +15cm (controparete coibentata interna). Potrei però applicarlo solo in casi localizzati dove potrei interrompere la differenza di spessore (15cm) con una parete divisorie interna perpendicolare che sono ancora da realizzare.
    Vorrei un tuo parere in merito, credi che sia sufficiente l’insufflaggio dell’intercapedine o diventa inutile se non si risolvono in ponti termici strutturali?
    Grazie per la disponibilità e scusa se mi sono dilungato troppo.
    Saluti
    Riccardo.

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  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    mi prendo volentieri tutti i complimenti per espertocasaclima.com , consolano del tempo speso!
    I ponti termini dovrebbero essere prima capiti, avete ragione!
    Chi ha pazienza e passione li capisce tutti (anche senza calcoli). Ancora più importante, nei restauri, è capire tutti i problemi che già esistevano: altrimenti inutile intervenire.
    Quel valore 0,7 me lo hanno insegnato, però tutte le Vostre indicazioni mi sembrano decisamente importanti!

    Il bello è che tutti i problemi sono conseguenza dell’umidità che abbiamo o aggiungiamo all’ambiente interno e tutt’ora in Italia non si vuole comprendere che la ventilazione degli ambienti è l’abc della corretta conduzione di una casa!
    Si dovrebbe fare una legge a proposito di vmc e non lasciare abitanti inconsapevoli a convivere con muffe o valori di Co2 stellari senza capirne i perchè! Invece la legge è attenta che il cavo del telefono non sia troppo vicino a quello della luce…

  10. Marco de Pinto

    Sono sempre attento a quanto scrive e trovo il suo sito un elemento fondametale da leggere con costanza. Un ottimo lavoro assolutamente invidiabile.
    In ogni caso sono d’accordo con lei che i ponti termici dovrebbero essere eliminati o attenuati ma se posso direi capiti prima di tutto.
    Imvece non concordo che basti verificare che il Fattore di Temperatura sia maggiore di 0,7, in quanto questo valore si intente paragonato ad una umidità relativa del 50%. Sappiamo bene che i nostri software e le normative richiedono il 60+5% se non erro. Quindi il valore 0.7 non è più valido, anche se è una stima da tenere ben saldamente in evidenza ma a cui fare attenzione.
    Credo però che sia più importante identificare e valutare bene i coefficienti liminari secondo la ISO 6946 e se possibile calcolare i ponti termici. I valori di resistenza superficiale , come dice lei dietro gli armadi aderenti alle murature aumenta ad un valore pari a 1 mentre i valor liminari nella parte bassa o alta si possono dare pari a 0.35, ben lontani dai valori utilizzati nei nostri calcoli. Mi domando perchè non riusciamo a trovare la via giusta di valutazione e la risposta che mi sono dato è che non viene comunque nè richiesto e nemmeno pagato. Le sarei grato se questa mia risposta è corretta o meno per meglio rendere visibile e limpido l’oscuro ponte termico e condensa superficiale.

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