Isolare dall’interno con lastre di silicato di calcio

Insomma è deciso – l’isolamento all’esterno non è possibile e non ci resta altro che agire dall’interno.

isolare-dall-interno

I muri della casa staranno al freddo, ma pazienza, non abbiamo alternative. Abbiamo scelto dei pannelli a base di silicato di calcio.

calcio-silicato

Si producono con sabbia quarzosa e calce e poi armati con cellulosa per renderli stabili. La struttura aperta con pori fini (90% di pori fini) offre

  • elevata assorbenza capillare (enorme capacità di assorbimento di acqua)
  • proprietà termoisolanti.

La presenza di una minima parte di cellulosa conferisce al pannello

  • stabilità degli spigoli
  • buona flessibilità.

Il materiale è leggero, presenta una certa stabilità di forma e può essere montato in maniera auto portante.

Il silicato di calcio

  • ha un pH=10, quindi è leggermente alcalino
  • ha un µ=6, cioè è molto aperto alla diffusione del vapore e si applica senza barriera vapore
  • ha un’elevata porosità che determina una grande capacità di accumulo dell’acqua e di trasporto capillare
  • ha una conduttività termica, valore Lambda, ?=0,05-0,07 W/mK.
  • ha classe di infiammabilità 1

I pannelli a base di silicato di calcio garantiscono un clima dell’ambiente confortevole grazie alla regolazione attiva dell’umidità dell’aria e allo stesso tempo delle pareti più calde. Il loro valore pH 10 funge da barriera contro le muffe, quindi un ottimo materiale per il risanamento di zone umide.

I pannelli a base di silicato di calcio vengono incollati con dei collanti che garantiscono il collegamento capillare tra parete e pannello.
Le cavità di dimensioni maggiori, per esempio in pareti non piane, vengono tamponate con granulato di silicato di calcio.

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109 thoughts on “Isolare dall’interno con lastre di silicato di calcio

  1. Federico Sampaoli Post author

    grazie del contributo.

    vorrei conoscere la stratigrafia esatta del precedente intervento:
    dall’interno:

    cartongesso
    fibra di legno
    intonaco esistente
    forato

    Nessun telo nella stratigrafia?

  2. alberto

    buonasera.
    vorrei portare la mia esperienza al riguardo di un cappotto interno eseguito con lastre in calcio silicato.
    Per risolvere problemi di presenza di muffa in una camera ed un bagno (esposti a nord-est) avevo cercato notizie in vari modi riscontrando una generale ignoranza, anche tra i rivenditori di materiali edili (almeno quelli non specializzati) che conoscono molto poco questo materiale; nel vagabondare su internet finalmente sono capitato su questo sito, dove le cose vengono spiegate in maniera precisa e, nell’aprile del 2013, ho anche postato una domanda sulle lastre di silicato di calcio.
    Nel mio caso specifico in bagno ero costretto a continui interventi con prodotti antimuffa ed a ritinteggiare ogni anno, ma con presenza quasi costante di aloni o macchie; gli interventi erano efficaci per qualche mese ma poi, ad eccezione della stagione estiva, il problema si ripresentava.
    Avevo già provato in precedenza a risolvere in camera il problema con una controparete in cartongesso con pannelli in fibra di legno nell’intercapedine ma erano comparse anche qui macchie sugli angoli e puntinamento diffuso accompagnato da cattivi odori .
    Come molti altri che scrivono vivo in un edificio non recente (condominio fine anni 70) con pareti in mattoni di basso spessore (cm 25+intonaci) e nel quale manca la volontà di intervenire con cappotto esterno.
    Fugati tutti i dubbi nella primavera del 2013 mi decido ed do il via ai lavori, smonto i mobili e demolisco la controparete in cartongesso; quando vi dicono degli effetti della condensa sul lato freddo .. credeteci, i pannelli ed il muro erano infestati di muffa.
    Per il mio intervento ho usato lastre di 2,5 e 4 cm roefix Renopor con finitura di pittura ai silicati di calcio.
    Ora, a distanza di quasi un anno e mezzo, devo dire che l’intervento ha funzionato davvero bene, specialmente in bagno la parete è rimasta perfettamente pulita, anche dopo una primavera ed un’estate molto umide.
    Quindi a chi è nella mia situazione posso testimoniare la validità del sistema.
    Saluti

  3. Federico Sampaoli Post author

    una vmc puntuale favorisce un buon equilibrio di umidità interna nel periodo di riscaldamento.
    tutte le zone più fredde delle strutture soffrono del rischio di condensa superficiale, ma evitate le pitture termoisolanti sul lato interno.
    piuttosto fate attenzione che nel tinteggiare si usi esclusivamente pittura a base calce e che il nuovo intonaco non sia a base cementizia o miscelato con cemento.

    …tutto in attesa della coibentazione esterna!

  4. Andrea

    Salve, innanzitutto complimenti per il blog e la divulgazione che ne scaturisce, davvero utile.
    Sono in procinto di ampliare una parte del piano terra di un villino unifamiliare (struttura in cemento armato fine anni 90) in provincia di Roma (zona climatica E, 2399 gradi giorno) realizzando la chiusura del piccolo portico contiguo. L’attuale parete esterna del piano terra che andrò a demolire ha presentato problemi di condensa e muffa negli angoli in corrispondenza di ponti termici strutturali (eccessiva umidità interna); il portico verrà chiuso realizzando la tamponatura delle parti attualmente aperte tra pilastro e pilastro (cls) e tra “muretto” perimetrale e trave superiore (cls); per tale tamponatura l’impresa mi propone doppia fila di poroton con in mezzo intercapedine d’aria o di isolante (ma che materiale potrei usare dati i problemi di umidità riscontrati? ). Vorrei poi posare (in attesa di realizzare un cappotto esterno definitivo appena possibile) un cappottino interno nella porzione di parete perimetrale che andrei a costruire (lo so non è una buona soluzione!) con pannelli di calcio silicato 25 mm spessore (muffaway della naturalia bau o simili lastre di calcio silicato della Isolstyle: sono equivalenti che lei sappia?) da far girare fin dentro i fori finestra, per attenuare il rischio di muffa, che ne dice? dovrei posarli anche sul soffitto? Il tutto finito con pittura termoisolante anticondensa e implementato con una vmc decentrata.
    Grazie.

  5. Federico Sampaoli Post author

    è una situazione da risolvere. affronatre una nuova stagione respirando spore di muffa è pericoloso.

    l’armadio in aderenza non aiuta la situazione, anzi la peggiora. e lui non si può spostare nemmeno di un millimetro!

    l’unica cosa che si potrebbe fare in questo momento (ed è la stagione ideale) sarebbe

    rimuovere le spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni bloccando il nuovo insorgere di muffa
    rifare la finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

    dove c’è margine di spazio e i muri sono sani si può progettare una coibentazione interna e finitura interna con materiali salubri, naturali, igroscopici, capillari e traspiranti

    poi si dovrebbe pensare alla ventilazione meccanica (anche solo puntuale)

    un progetto a tutto tondo. e cambiare vita

  6. Mauro

    Salve. Ho letto qui dei pannelli in silicato di calcio.
    Casa mia è vecchia (anni ’50, con rimaneggiamenti negli anni ‘60), vicino a Milano e con grossi problemi di umidità in cantina. I muri sono in mattoni; avevano una intercapedine in paglia (!) all’esterno di strato interno in tavellette, ma ora è polverizzata. A circa 1 m dal pavimento della cantina c’è la falda, che presumo impregni le fondazioni in cls. Le murature esterne sono rivestite da odiosissimo materiale plastico che purtroppo resiste molto bene. Dulcis in fundo, mi ritrovo tutto intorno alla casa una pavimentazione in micascisto affogata in piattaforma di cls con rete elettrosaldata, cosa che preclude possibilità di staccare la terra dai muri (non impermeabilizzati , ma forse è meglio). Abito a pian terreno. L’acqua Iliquida o gassosa) è di casa in casa, ovviamente.

    Prescindendo da quasi tutto quanto sopra, al momento circoscrivo il problema alla presenza di muffa soprattutto in una camera che occupa il vertice SW della casa; curiosamente, la muffa compare soprattutto lungo una parete a SSE, la quale non confina direttamente con l’esterno ma con una scala chiusa che conduce al piano di sopra.
    Quasi tutto il lato interno della parete a SSE è occupato da un armadio, pure attaccato da muffa (la camera è piccola: ci stanno solo letto e armadio ed ho già dovuto accorciare il letto di un cm per poter aprire l’armadio).

    Per problemi di tipo “condominiale” (villetta bifamiliare non interamente di mia proprietà) non posso agire sui muri esterni né sulla scala.
    Ovviamente l’umidità interna si è vistosamente innalzata con la sostituzione dei vecchi serramenti.
    Ovviamente comincio ad essere stanco di spargere candeggina sui muri; in particolare lo scorso inverno il problema si è acuito.
    A partire da quella parete ma poi, a seguire, in altri punti della casa vorrei fare qualcosa; abbandonata proprio leggendo questo blog l’ipotesi iniziale del polistirolo (che pure mi ha dato buoni risultati sulle spallette delle finestre in cucina), sto esaminando la possibilità di utilizzo dei pannelli in silicato di calcio.
    Cosa ne dice?

    Nell’area dietro l’armadio posso evitare di rasare i pannelli e lasciare l’armadio stesso (debitamente ripulito dalla muffa con aceto o candeggina e quindi trattato con impregnante antifungino) a contatto dei pannelli stessi?

    Grazie

  7. Federico Sampaoli Post author

    questa struttura interrata non è traspirante (per forza di cose).
    l’isolamento interno in pannelli di calcestruzzo cellulare è molto traspirante e accoglierà volentieri una certa quantità di vapore in inverno per poi ricederla d’estate all’ambiente. se i pannelli saranno posati con la prescritta malta leggera con grande attenzione a coprire tutta la superficie senza lasciare o dimenticare zone vuote o sacche d’aria, allora l’umidità si distribuirà uniformemente senza creare punti di condensa.
    attenzione alle sigillature intorno alle finestrelle.
    la vmc aiuterà a tenere in equilibrio il livello di umidità in periodo di riscaldamento, in estate dovrebbe essere esclusa se fuori è molto caldo per non accumulare nuova umidità negli ambienti.
    A proposito della verifica di Glaser puoi leggere qui .

  8. Luca Magro

    Ho fatto fare la verifica di glaser da un tecnico per la progettazione della rifodera interna delle pareti della taverna con finalità di miglioramento delle condizioni igro-termiche. Allora, condizioni di partenza: locale interrato con due finestrelle a bocca di lupo e vmc, pareti 30 cm. cemento armato con guaina esterna controterra. Bene, con il multipor 5 cm. a dire del tecnico formazione di abbondante condensa nei mesi estivi che non verrebbe più riassorbita, con xps e barriera vapore invece tutto ok. Ho poi sentito un rappresentante della Ytong e questo, dopo aver fatto sul posto le sue verifiche sentenzia: qui si può mettere quello che si vuole, è consigliatissimo il multipor per le sue caratteristiche dinamiche per le quali non bisogna tenere in conto la verifica di glaser basata solo su condizioni statiche. Chi credere? Sono confuso e non vorrei sbagliare. Chiedo lumi disperatamente….

  9. Federico Sampaoli Post author

    la fibra di legno ha bisogno della progettazione dello strato di fondo e del rivestimento.
    penso che di meglio non esista perchè si ottiene anche comfort estivo

  10. Luca Magro

    Cosa ne pensa dei pannelli pavadentro in fibra di legno al posto del calcio silicato?

  11. Luca Magro

    Posso limitare i tamponamenti alle sole superfici più fredde? Cemento armato e solaio sotto garage o tutte le pareti?

  12. Federico Sampaoli Post author

    essendoci una immissione di aria nuova preriscaldata dalla vmc centralizzata, se si cucina, il profumo salirebbe verso gli altri ambienti.
    circa l’isolamento dall’interno: sarebbe da fare per eliminare la sensazione grotta estiva e il freddo invernale.
    non ci si dovrà preoccupare molto della migrazione del vapore essendo in funzione una vmc centralizzata (che d’estate comunque può poco).
    Credo che il pannello minerale isolante MULTIPOR in silicati di calcio idrato autoclavato, resistente al fuoco e privo di fibre si una buona idea se i 5-6cm di ingombro non sono un problema. E per ottenere più comfort estivo finito con 8mm di argilla sul lato interno.
    In alternativa si può pensare al pannello in calcio silicato da 15 25 35mm

  13. Luca Magro

    Buon giorno a tutti, approfitto di questo autorevole blog per chiedere lumi sulle possibilità di intervento per la mia esigenza. Abito in una villetta a schiera centrale in provincia di Venezia. Ho una taverna completamente interrata di 60mq. circa con spessi muri in cemento armato lato sud e nord, a dire del costruttore isolati esternamente con cappotto interrato, e muri in forate nei lati comuni con le abitazioni laterali. Un vano è sotto il garage non riscaldato. L’unica fonte di riscaldamento è una stufa a pellet. L’intera abitazione ed anche la taverna è dotata di vmc con recupero. Ho usato raramente la taverna, che è ancora un magazzino, ma vorrei renderla abitabile in modo perenne con installazione di una cucina. Attualmente le condizioni sono le seguenti. D’inverno senza riscaldamento la temperatura oscilla tra i 14 ed i 16 gradi, umidità relativa circa 60%, non ho segni di muffa sui muri (ma non ci ho mai cucinato). D’estate effetto grotta, temperatura intorno ai 20 gradi ed umidità relativa 70/80% regolata con deumidificatore (poco confort). Data la fonte di riscaldamento discontinuo in inverno (carica, spegni, raffreddala, pulisci, ecc.) e le condizioni estive vorrei intervenire per creare condizioni termiche ed igrometriche più performanti. Avevo pensato di tamponare le pareti di cemento armato ed il tetto del vano sotto garage, freddine, con materiale isolante, magari da ricoprire in qualche superficie con pietre ornamentali. Qui chiedo consiglio. Ha senso l’intervento? Devo tampinare tutte le pareti o solo quelle più freddine? Che materiali usare? Fibra di legno, pannelli in silicato di calcio o pannelli in idrati di silicato di calcio (tipo multipor Ytong)? Basterebbero pannelli di pochi centimetri? Avrei miglioramenti sensibili o poca cosa? Grazie.

  14. Federico Sampaoli Post author

    certamente vi sono tante zone con temperature superficiali interne così basse che l’umidità interna (troppo elevata) condensa per tempo prolungato.
    la scarsa ventilazione, o forse non corretta è la prima causa da analizzare.
    certamente un sistema a cappotto esterno porterebbe molti aspetti positivi e risolverebbe il problema delle temperature basse delle strutture.
    Non conosco la situazione estiva, ma se esiste surriscaldamento progetterei una coibentazione esterna che offra adatto sfasaemnto.
    Per stabilire lo spessore e conoscere le prestazioni raggiungibili si deve calcolare

  15. Giovanni

    Nel 2004 ho realizzato una casa in zona climatica B con muratura portante in blocchi di legno cemento della c&p isotex DII 25/14 con trasmittanza teorica dichiarata 0,67, dal primo anno che vi ho abitato è comparsa la muffa sulle camere della zona notte riscaldata con pompe di calore e sul bagno sprovvisto di riscaldamento. I problemi maggiori sono presenti sulla parete esposta a nord-est, il tetto è costituito da solaio in piano realizzato in laterizio con soprastante tetto a nido d’ape non isolato, gli infissi sono in legno massello sp. 7 cm con vetrocamera 4-15-4.
    Con l’ausilio di un igrometro ho notato che nelle giornate con scarsa ventilazione il tasso di umidità interno sale al 70-75% per tenerlo al di sotto del 60% devo far funzione il climatizzatore di continuo.
    La muffa sono riuscito ad eliminarla solo parzialmente con l’utilizzo della pittura termica “thermovital”, oggi vorrei isolare dall’esterno almeno la parete esposta a nord-est, che tipo d’intervento mi consiglierebbe?
    Grazie per l’attenzione

  16. Federico Sampaoli Post author

    il multipor è proprio un materiale coibente, anche di spessori elevati.
    si deve ricordare che più spingo sullo spessore della coibentazione interna e più la struttura esistente diventerà gelida: si rischiano le condense sulla superficie fredda.
    vista la situazione descritta, umidità e qualche presenza di muffa, penserei di utilizzare lastre di calcio silicato.
    se l’umidità è presente anche in qualche zona bassa delle pareti userei sicuramente il pannello apposito Renopor S, che è anche antisale, oppure un termointonaco minerale naturale traspirante deumidificante.

    non si dimentichi di sostituire il serramento, se non già fatto, e nastrare bene prima che l’isolamento interno vada in battuta.

  17. Renato Dal Maistro

    buongiorno
    ho un locale interrato di circa 50 mq che vorrei rendere abitabile saltuariamente, ha due pareti in calcestruzzo contro terra e un’unica finestra con bocca da lupo più un foro collegato ad un tubo da 10 cm circa con applicato una ventola per areazione forzata
    ovviamente c’è una buona dose d’umidità e qualche presenza di muffa
    pensavo ad un cappotto interno con calcio silicato
    mi hanno proposto il multipor della ytong che da quello che ho letto è invece idrato di calcio silicato
    nel suo blog è ben spiegata la differenza fra calcio silicato e idrato di calcio silicato
    in una sua risposta del 5 aprile 2011 riferendosi al multipor dice “Credo che sia uno dei materiali migliori”
    vorrei capire se posso usare il multipor o se è meglio preferire il calcio silicato per esempio il renopor della roefix?
    grazie

  18. Federico Sampaoli Post author

    mi sembra una buona idea anche se meglio coibentare dall’esterno. perchè non intervenire dall’esterno con del termointonaco che può migliorare anche la protezione estiva?
    Se l’edificio è basso i costi sono contenuti.

    Intervenendo dall’interno con calcio silicato si sarà molto soddisfatti in inverno, ma in estate si perde un po’ di possibilità di scaricare energia nella muratura.
    non conosco lo spessore attuale e forse lo spessore attuale non offre già di per se sfasamento sufficiente. dunque ben venga anche la coibentazione interna.

    i pannelli vanno posati seguendo rigorosamente la scheda tecnica

  19. Fabio

    Ogni anno mi ripropongo di coibentare la camera da letto, e poi arrivo alla stagione fredda con la camera più fredda di tutta la casa !
    Vivo in una villetta isolata in provincia di Palermo a circa un chilometro dal mare.
    Le pareti (due, la camera fa angolo nella costruzione) sono realizzate in blocchetti forati di pomice-cemento, e le pareti esterne sono rifinite con prodotti della linea biocalce in silicato.
    Contenendo gli spessori in 3 cm, avevo intenzione di realizzare una cappotto interno in pannelli di silicato di calcio, mi chiedo se il materiale sia consono alle aspettative e ai materiali in loco.
    Grazie per i suggerimenti.

  20. Gigi Lazzaretto

    Salve,
    vorrei capire se nelle costruzioni a secco fosse possibile sostituire le doppie lastre di cartongesso con un pannello in silicato di calcio da 25 mm. Così da avere un pannello più performante rispetto lo scarso cartongesso

  21. Federico Sampaoli Post author

    Si tratta di un malinteso. La proposta che vi è stata fatta è corretta:

    I pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio sono una cosa.
    I pannelli termoisolanti in silicato di calcio per pareti interne (a rischio di muffa) sono un’altra cosa.
    I pannelli in idrati di silicato di calcio sono pannelli isolanti minerali che appartengono al gruppo dei calcestruzzi leggeri porizzati, induriti in autoclave a vapore:

    solitamente conducibilità termica = 0,045 W/ (m*K)
    grande permeabilità al vapore ( 3 )
    I pannelli in silicato di calcio sono pannelli per isolamento termico a cappotto interno, isolanti ed igroregolatori:

    un elevato PH 10,5 ca.
    conduttività termica 0,060 W/(mK)
    alta permeabilità al vapore acqueo ( 6 )
    e sono solitamente a base di

    calce, o calce aerea
    cellulosa e sabbia di quarzo, o polvere di marmo, o silicato
    privo di cemento
    densità ca. 240 kg/m³.
    I pannelli in idrati di silicato di calcio contengono invece:

    farina di quarzo
    idrato di calce
    cemento
    Sabbia: La sabbia impiegata è una materia prima naturale che contiene, oltre al minerale principale quarzo (SiO2), minerali secondari e in traccia naturali. Essa rappresenta una sostanza base fondamentale per la reazione idrotermica durante la fase di indurimento in autoclave al vapore.
    Cemento: Secondo la norma DIN EN 197; il cemento funge da legante e viene prodotto prevalentemente da marna calcarea o da una miscela di calcare e argilla. Le materie prime naturali vengono cotte e quindi macinate. Calce viva: Sec. DIN EN 459; la calce viva (CaO) funge da legante e viene prodotta dalla cottura di pietra calcarea naturale.
    Anidrite: Sec. DIN 1168; il materiale a base di solfato ha la funzione di condizionare il tempo di indurimento della massa grezza. L’anidrite (CaSO4) viene estratta come materia prima naturale dal sottosuolo oppure prodotta dalla cottura di gesso naturale o artificiale.
    Inerte minerale: Polvere da macinazione di frammenti di pannelli / polvere di calcestruzzo porizzato e/o calcare macinato come componente minerale aggiuntivo.
    Alluminio: La pasta di alluminio funge da prodotto porizzante. L’alluminio metallico reagisce in ambiente alcalino liberando idrogeno gassoso, che forma i pori e poi si libera in atmosfera.
    Acqua: L’acqua è basilare per la reazione idraulica dei leganti. L’acqua è inoltre necessaria per produrre una sospensione omogenea.
    Olio disarmante: L’olio disarmante trova impiego come distaccante tra lo stampo e la massa del pannello. Vengono impiegati oli minerali privi di idrocarburi policiclici aromatici con l’aggiunta di additivi a catena lunga per aumentare la viscosità. In tal modo si evita lo spandimento nello stampo e si risparmia olio.
    Idrofobizzante: Il prodotto idrofobizzante riduce l’assorbimento di acqua del pannello isolante minerale. Vengono impiegati siliconi liquidi (atomi di silicio legati a catena tramite atomi di ossigeno).

    http://espertocasaclima.com/2012/07/i-pannelli-in-silicato-di-calcio-non-sono-i-pannelli-in-idrati-di-silicato-di-calcio/

  22. Nicola

    Salve, mi son stati proposti pannelli in idrati di silicato di calcio per eseguire cappotto esterno da applicare su una casa anni ’70 in provincia di Pd. Vedo da quanto presente su questo sito che il materiale viene utilizzato prevalentemente per uso interno. Posso considerare una valida soluzione anche l’uso del materiale per esterno sia per protezione dal caldo che dal freddo ? Grazie

  23. Federico Sampaoli Post author

    è valida la regola della permeabilità al vapore che deve crescere nella stratigrafia andando verso l’esterno. meglio dire che il valore Sd deve decrescere.
    ma torniamo al pannello in calcio silicato. il calcio silicato ha delle particolarità che lo rendono adatto alla situazione “difficile”:

    l’ igroscopicità: un materiale igroscopico assorbe con velocità la condensa, migliora il clima interno.

    la traspirabilità: un materiale traspirante permette il naturale passaggio dell’umidità: in inverno verso l’esterno, in estate verso l’interno (è proprio in questo modo che d’estate possiamo smaltire l’eventuale umidità che si accumulerà nella stagione fredda).

    la capillarità: la capillarità permette alla condensa di distribuirsi velocemente e non accumularsi in una sola zona, bagnando.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/2012/02/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/

  24. Luca

    Cercando informazioni sui pannelli in silicato di calcio per cappotti interni mi sono imbattuto in un forum (http://cercaenergia.forumcommunity.net/?t=48052246) nel quale un esperto, seguito a ruota da altri, sostiene non siano adatti allo scopo in quanto la permeabilità al vapore deve essere maggiore andando dall’interno verso l’esterno del muro.
    In pratica, poiché il silicato di calcio ha un’elevata permeabilità al vapore (traspirazione), è quasi impossibile ottenere una permeabilità maggiore nel resto del muro e questo causerebbe un ristagno d’acqua nel muro stesso (una sorta di condensazione interstiziale anche se il collante dovrebbe azzerare l’intercapedine tra pannello e muro).
    Il discorso non mi sembra valido perché il rilascio dell’umidità accumulata credo possa avvenire anche dalla parte interna, in un momento successivo, e non solo da quella esterna attraversando tutto il muro. Però non essendo esperto mi rimetto alla sua preziosa opinione.

  25. Nicola

    La ringrazio per la risposta.
    Leggendo altre risposte precedenti ho letto che questi pannelli riducono la capacità areica, di cosa si tratta? (Non sono del settore).

    Grazie

  26. Federico Sampaoli Post author

    i pannelli in calcio silicato sono un’ottima scelta per eseguire una coibentazione interna salubre.
    facilmente le dispersioni termiche scenderanno anche della metà.
    attenzione ai ponti termici che rimangono e agli spifferi delle finestre.
    meglio isolare tutte le pareti, e non alcune.

  27. Nicola

    Buongiorno
    Sto ristrutturando una casa di 3 piani in sassi.
    Muri da 50 cm. Sassi a vista all’esterno.
    La casa si trova in provincia di Pordenone.
    Volevo isolarla con un cappotto interno nelle pareti a nord e sud.
    Ho pensato ai pannelli in silicato di calcio con spessore di 3 cm. Possono essere una buona scelta?
    Il riscaldamento sarà tramite radiatori con un termocamino.
    Grazie mille
    Saluti

  28. Federico Sampaoli Post author

    la colpa è di tutteddue le cose probabilmente: poca ventilazione manuale e bassa temperatura superficiale interna sono mix perfetto per le muffe.
    magari anche il riscaldamento intermittente o assente ha peggiorato la situazione.
    anche le tinteggiature possono essere scadenti e controproducenti. dovrebbero essere a calce.

    una coibentazione interna, anche di pochissimi centimetri cambierebbe molto la situazione.

    I nuovi valori di trasmittanza ottenibili sono da calcolare conoscendo spessore e qualità delle murature esistenti.

  29. Anna

    Alassio riv.ponente primissima collina fronte mare casa anni 70 unico proprietario 1piano +piano terra. piano terra rivestito di sassi tenuti insieme col cemento almeno così si vede esternamente. Secondo piano da noi utilizz un mese in est nessun problema di muffa/umidità. Piano terra nella camera una parete non esposta al sole ed estrrnamente rivestita di sasso e’tutta nera stassa cosa la cucina preciso che la muffa non parte dal pavimento(che potrebbe essere stato costruito non coibentato)ma è sempre in alto e in centro. Una camera che confina con altro appartamento non presenta muffa.L’appartamento e’affittato da febb conriscaldam metano utilizzato nei mesi invern.da circa 3mesi abbiamo messo deumidificatore ma le cose non migliorano. Preciso che l app non è mai aerato tapparelle semi chiusee finestre aperte. In bagno che la finestra in alto e’sempre aperta, c’è pochissima muffa dunque posso pensare che il problema e’la mancata aerazione.l’inqulino che è cuoco quando torna dorme e non alza nessuna tapparella per creare un po’ di corrente perché teme che entrino in casa gatti che girano liberi. L’anno scorso l appartam e’stato affittato da dic a luglio ed era spesso aperto. Dunque non capisco se il problema principale e’la mancata aerazione. Adesso dobbiamo risanare queste due stanze, come intervenire ovviamente dall interno? Posso considerare anche risanamento senza cappotto? Grazie Anna

  30. Anna

    Questi sono i forum che funzionano e aiutano perche si ha a che fare con persona preparata e professionale

  31. Federico Sampaoli Post author

    beh, lei vuole fare proprio un intervento completo!
    se dovessi progettare io l’intervento guarderei con attenzione tutti quei punti dove, per forza di cose, non si riuscirà ad intervenire e rimmarranno forti ponti termici: sono quei punti dove inevitabilmente il materiale isolante viene interrotto per poi riprendere poco più in là.
    in tutti quei punti le temperature superficiali resteranno sensibilmente più basse e quindi a rischio muffa.

  32. Danilo

    Buongiorno,

    abito in una palazzina bifamiliare di due piani a Piacenza. Nell’appartamento situato al piano rialzato, in inverno ho dei problemi di condensa sul pavimento in legno delle camere da letto negli angoli perimetrali esposti a nord-est e nord-ovest. I muri hanno una controparete interna con dell’isolante all’interno (poliuretano), ma non vi è un isolante nel sottofondo del soffitto tra cantina ed appartamento (forse è stata messa una guaina di foglio catramato). Il problema della condensa, pur stendendo la biancheria e facendo la doccia solo nella lavanderia in cantina, causa naturalmente la formazione di muffe sul muro perimetrale esposto a nord e coperto da un armadio.
    Da profano pensavo di rendere meno freddo il pavimento posando dell’isolante nel soffitto della cantina (quale materiale?), di installare due macchine per la ventilazione meccanica controllata (una in camera ed una in sala) ed eventualmente di mettere un cappotto sulla parete esposta a nord.
    Qualche suggerimento? Grazie mille.

  33. Federico Sampaoli Post author

    Schiumato e perlinato.
    Le schiume non sono il materiale più salubre che esista.
    Le perline, se verniciate con disattenzione, possono anche loro offrire una vista legno senza essere salubri come il legno.
    Se economicamente possibile eliminerei questa coibentazione del vecchio proprietario.
    Fare un’ulteriore strato coibente dall’interno è certamente possibile, ma la copertura non offre nessuna garanzia a lungo termine contro le infiltrazioni dall’esterno.
    Sotto i listelli portategole manca un telo traspirante, ermetico, resistente alla pioggia.

    Scrivete e leggete questi articoli: http://espertocasaclima.com/temi/tetto/

  34. alessandro

    Buongiorno
    Abito in provincia di varese, vorrei coibentare il tetto della mia abitazione singola.
    Attualmente il sottotetto e’ abitabile e vorrei ridurre al minimo la perdita di spazio.
    Il tetto e composto da tegole a vista, poggiate su listelli. Il precedente proprietario aveva in parte schiumato e perlinato.
    Il tetto mi sembra in bhuono stato, e vorrei evitare di scoperchiare la casa. Cosa mi consiglia di fare?
    Grazie

  35. Federico Sampaoli Post author

    per ridurre la spesa per riscaldamento è un lavoro utile.
    per il peggioramento estivo, io credo che quella parete non sia tutta la massa che avete a disposizione… starei tranquillo

  36. angelo

    Sono in classe D con 96 (mi sembra di ricordare), mi piacerebbe arrivare in C (un po’ di orgoglio).
    Grazie per la disponibilità.

  37. angelo

    si può sempre migliorare… ma per l’estate mi accontento di come sto.
    Il calcio silicato (3cm) lo farei per ridurre, un pò, i costi di riscaldamento.
    Nella differenza tra dimezzamento delle dispersioni e peggioramento della capacità areica, dovrei guadagnarci, o no ?
    Potrei escludere la cucina/sala unico ambiente molto frequentato, dove c’è anche una stufa a legna.

  38. Federico Sampaoli Post author

    la vostra muratura esterna in pietra da 60cm offre già sfasamento di circa 19ore, quindi ottimo.

    certo contro le dispersioni non è un gran chè. si potrebbe affermare che il muro sia simile ad un buon serramento di oggi come trasmittanza, ma senza lasciare entrare il sole quando c’è!

    posando all’interno 3cm di calcio silicato le dispersioni calano di quasi la metà, lo sfasamento migliora ancora di un paio d’ore, l’attenuazione migliora ancora di più (La quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione).
    l’unico peggioramento è nella capacità areica interna (la capacità di assorbire calore internamente)!

    Questo peggioramento, per capirlo bene, interessa le zone dove dall’interno produciamo calore: per esempio in cucina, e tutte le zone molte ore frequentate.

  39. angelo

    ho delle pareti in pietra da 60cm, vorrei isolare le due pareti esterne con dei pannelli in calcio silicato, (pochi centimetri).
    1) ho letto spesso (non sono un esperto) che isolare dall’interno può creare problemi, il mio caso è a rischio ?
    2) ho un fantastico clima estivo, la casa è sempre alla giusta temperatura, questi pannelli potrebbero peggiorarmi il rendimento estivo ?
    Zona E – 600mt
    Grazie e buona giornata.

  40. Federico Sampaoli Post author

    il problema della muffa si combatte da un lato con l’innalzamento delle temperature superficiali (per evitare condense) e da un lato cercando di contenere la produzione di umidità all’interno degli ambienti.
    senza che l’umidità relativa interna scenda, i ponti termici porteranno sempre a condense.

  41. vio Davide

    Io ho risolto i problemi di muffa alle pareti nord-ovest causa ponte termico con l’applicazione di un cappotto interno in styrodur e cartongesso ma il mio problema rimane a pavimento della mansarda nella zona sopra loggia dove in inverno si forma acqua per condensa e non so proprio cosa fare!! AIUTO!!

  42. Federico Sampaoli Post author

    una parete non a rischio muffa può tranquillamente ricevere un isolamento interno con pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio.

    una parete a rischio muffa preferisce un pannello in silicato di calcio microporoso: più igroscopico, più capace di assorbire umidità (quasi 3 volte il suo peso). Un pannello in silicato di calcio accumula e distribuisce meglio il carico di umidità togliendo alle muffe il terreno per la loro diffusione.

    sì la calce offre le stesse proprietà sfavorevoli alle muffe.

  43. alberto

    buonasera
    Anch’io sono alle prese con una stanza, disposta a nord-est, che presenta macchie di muffa da condensazione agli angoli; mi sono orientato alla soluzione del problema con la realizzazione di una controparete in pannelli di silicato di calcio di spessore pari a 5 cm. Ho preventivato l’uso di pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio che hanno prestazioni (dichiarate) di traspirabilità e conduttività (rispettivamente pari a 3 e 0,045) migliori dei pannelli in calcio silicato da lei citati(rispettivamente pari a 6 e 0,060). Rifacendomi al titolo della discussione le chiedo perchè secondo lei sono preferibili i pannelli in calcio silicato? l’uso di un rasante e una pittura a base di calce non dovrebbero già garantire un Ph poco gradito alle muffe?.
    la ringrazio per l’attenzionee le porgo i più cordiali saluti.

  44. Federico Sampaoli Post author

    Quando si usano pochi cm di spessore per la coibentazione ci si può consolare così: sono i primi centimetri che fanno la differenza, non gli ultimi!
    La dispersione termica risulta dimezzata con 3cm, con 30cm diminuisce ulteriormente…
    Tre maglioni mi fanno star bene anche se nevica, 30 maglioni non è che mi servono proprio…

    Dubito allegramente che un consulente Naturalia Bau parli di pannelli di Aeropan della aktarus: io temo le nanotecnologie e i loro possibili effetti sulla salute.

    I ponti termici vanno curati uno per uno in fase progettuale (da soli non spariscono quando si tratta di coibentazione dall’interno), l’isolamento termico non è dei più performanti, ma le dispersioni sono ridotte alla metà… Non è poco.

  45. gianfranco del tredici

    Buongiorno, faccio seguito alla mia precedente e-mail ,mi stò già informando dove trovare e quanto mi costerebbe isolare con i pannelli in silicato di calcio della naturalia bau, purtroppo però, visto lo spazio ridotto posso applicare solo i pannelli da 2,5 cm e il rappresentante della N. Bau mi dice che con questo spessore non uscirà più la muffa, migliorerò il problema condensa ma non risolverò il problema ponte termico e isolamento termico.
    Per risolvere il problema del ponte termico e isolare meglio termicamente mi viene anche consigliato di incollare direttamente a muro dei pannelli di Aeropan della aktarus che con soli due cm avrei un eccezzionale isolamento termico, Le vorrei chiedere se a suo parere è vero e se pensa che anche con questo isolante non avrò le muffe/condense
    Grazie

  46. Federico Sampaoli Post author

    avete deciso bene!
    mi spaventa il lavoraccio di tirar via la coibentazione già in intercapedine…
    su questa strada bisognerebbe buttar via i giocattoli, i materiali di pulizia, tutto quello che è verniciato, scappare in campagna, anzi in montagna… non ci sarebbe mai fine.

    il calcio silicato è poi rivestito con intonaco di calce di qualità proprio. per le lastre credo sui 25€/mq

  47. Maurizio

    Ho deciso di togliere il polistirolo perchè emana un forte odore che non mi piace, e dopo aver letto su internet di alcuni studi sul polistirolo di rilascio di stirene e altro, non me la sento di tenerlo nella camera delle mie bambine.
    Rompendo una trentina di centrimeti di muro credo di riuscire a tirare fuori la lana di vetro e sostituirlo.
    Avrei una domanda da farle sul silicato di calcio:è atossico e sicuro per le mie bambine? all’incirca quanto costa? circa 20 mq.E per la rasatura che materiale bisogna usare?. Grazie della sua disponibilità.

  48. Federico Sampaoli Post author

    lei non è solo. ma chi è che dispensa questi consigli mi chiedo?
    Mi faccio 1000 scrupoli io che ne capisco qualcosa.. e poi gli altri consigliano a man bassa. Mah!

    perchè avete deciso di toglierlo? per colpa mia?

    non ho ben compreso come fareste a sostituire il coibente in intercapedine.

    Più che il sughero, nobilissimo, utilizzerei all’interno pannelli in calcio silicato e calce.

  49. Maurizio

    Salve,ho un problema di muffa in una stanza e per malconsiglio ho realizzato un cappotto interno di 4 cm in polistirene,non ancora rasato,per fortuna,perchè ho deciso di toglierlo. Avrei pensato di togliere la lana di vetro che è nell’intercapedine e sostituirlo con del sugheri in grana fine. Poi sostituire il polistirene con dei pannelli di sughero incollati e rasati con prodotti a base di biocalce. Secondo lei risolverò il mio problema? Grazie.

  50. Federico Sampaoli Post author

    ogni materiale coibente, negli angoli, ha bisogno di un angolare con rete, anche perchè c’è l’incontro tra due pannelli di piani diversi.

    i pannelli in calcio silicato offrono buon isolamento termico, infatti hanno conduttività 0,06 W/mK

  51. gianfranco del tredici

    buongiorno ,ho problemi di muffe ,condense e ponti termici in corrispondenza delle strutture in cemento armato.
    Pensavo di utilizzare dei pannelli in silicato di calcio ma mi dicono che sono molto friabili e facilmente rovinabili negli angoli,è ver?
    Vorrei anche sapere se con questi pannelli ho qualche beneficio anche come isolamento termico? i muri sono costituiti da due foratoni da 12 cm con polistirene da 3 cm nella zona mediana.
    Grazie, distinti saluti

  52. Federico Sampaoli Post author

    sono i prodotti migliori.

    per non rovinare i pannelli già posati potete indagare dalle prese elettriche eventualmente presenti o in basso in zona battiscopa

  53. Ireneo

    Posso chiederti ancora qualche informazione?
    I prodotti Naturalia (calciumsilikat) possono andare bene per le mie esigenze?

    Per quanto riguarda la muffa nascosta dietro i pannelli, da cosa potrei accorgermene? Per ora le pareti mi sembrano perfettamente asciutte. Grazie ancora.

  54. Federico Sampaoli Post author

    i cunei sono perfetti per innalzare la temperatura superficiale proprio in prossimità del ponte termico.
    se avete installato pannelli in polistirene preaccoppiati al cartongesso potrebbe esserci muffa anche nascosta lì dietro in punti di non aderenza.

  55. Ireneo

    Ho un problema di ponti termici con condensa e muffa agli angoli del soffitto nelle camere da letto esposte a nord-est (sopra c’è il lastrico solare di proprietà privata. Alle pareti ci sono già i pannelli in polistirene; può essere adeguata la soluzione dei cunei coibenti in silicato di calcio per rivestire il soffitto perimetralmente? Grazie

  56. Federico Sampaoli Post author

    Come è possibile finire BLOCCHI CASSERO IN LEGNO CEMENTO con guaina esterna? Siete sicuri?
    E la finitura interna di che qualità è?
    Bisognerebbe vedere la situazione e misurare l’umidità della struttura, misurare la temperatura superficiale interna, misurare l’umidità relativa interna in situazione di normale conduzione dell’appartamento e trarre delle conclusioni.
    Il calcio silicato, anche con spessori minimi può aiutare la situazione solo nel senso che la superficie diventa di pH elevato e quindi molto sfavorevole alle muffe.
    La condensa che succede attualmente dovrebbe essere risolta.

  57. renzo

    Buongiorno,
    abito a Vicenza in un appartamento costruito con blocchi isotex.. sembra che il costruttore abbia impiegato per l’esterno una guaina di materiale plastico. Già da subito abbiamo avuto serissimi problemi di muffa che a distanza di 5 anni non si sono risolti. La muffa non siforma solamente sugli angoli ma anche sulle pareti. Non stendo in casa, ho la cappa aspirante esterna, arieggio, ma non serve a molto. Possono essere una soluzione i pannelli di silicato di calcio anche avendo i blocchi Isotex? Grazie per un suo prezioso consiglio. Saluti. Renzo

  58. Federico Sampaoli Post author

    sicuramente non è da inventarsi il collante o la rasatura interna sopra la lastra di calcio silicato, meglio attenersi alle indicazioni del fornitore seguendo la scheda tecnica dalla a alla z.
    il senso di applicare la lastra su una parete come quella che avete descritto è aumentare la temperatura superficiale che fino ad oggi troppo bassa portava problemi di condensa superficiale e quindi muffa.
    una sorta di coibentazione interna.

  59. Maurilio

    Ciao, e grazie dei consigli, sto ristrutturando un appartamento, una parete perimetrale a Nord presenta delle evidenti macchie pregresse di muffe,mi chiedo: ha senso applicagli una lastra di calcio silicato sull’esistente e poi rasare il tutto come il resto dell’appartamento oppure ci vuole una finitura particolare per mantenere le caratteristiche delle lastre. Grazie ancora

  60. Federico Sampaoli Post author

    il vostro intervento non ha innalzato sufficiemtemente la temperatura superficiale, nè la ventilazione forzata aiuta a mantenere alta la temperatura interna.
    per decidere senza confusione bisognerebbe analizzare tutto l’insieme: serramenti, esposizione, utilizzo, abitudini di chi abita, temperature, caldaia, corpi scaldanti, posizione, spifferi ecc

  61. giorgio

    ciao, ho in provincia di ascoli piceno sul mare un piccolo appartamento seminterrato di 65mq con tre finestre piccole collocate in alto. l’appartamento è umido e con poca ventilazione. ho installato la ventilazione forzata senza recupero di calore della aldes ed, insieme a mio padre e senza consigli, applicato delle lastre di cartongesso con dietro dei trucioli di legno sulle pareti. la situazione è migliorata ma in corrispondenza delle mura esterne si formano le classiche macchie di muffa da condensa (pallini) che si presentano anche su tutto quello che si trova nelle vicinanze (vestiti, scarpe e mobili).
    i pannelli calcio silicato potrebbero essere una soluzione? da ci mi potrei far aiutare per un sopralluogo e rilevamenti?
    grazie

  62. Roberto

    Finito di coibentare una taverna controterra con pannelli in silicato di calcio……….. risultato straordinario!!! in questi giorni con grande caldo non c’è la minima presenza di umidità e l’aria è molto salubre!!! consiglio a tutti!!!

  63. Federico Sampaoli Post author

    I pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio NON sono calcio silicato!
    sono dei pannelli isolanti minerali che appartengono al gruppo dei calcestruzzi leggeri porizzati, induriti in autoclave a vapore.
    Sono quei pannelli in calcestruzzo porizzato per isolamento esterno ed interno con grande permeabilità al vapore ? = 3, e solitamente conducibilità ?R = 0,045 W/ (m*K).

    Le sostanze contenute sono:
    Sabbia: La sabbia impiegata è una materia prima naturale che contiene, oltre al minerale principale quarzo (SiO2), minerali secondari e in traccia naturali. Essa rappresenta una sostanza base fondamentale per la reazione idrotermica durante la fase di indurimento in autoclave al vapore.
    Cemento: Secondo la norma DIN EN 197; il cemento funge da legante e viene prodotto prevalentemente da marna calcarea o da una miscela di calcare e argilla. Le materie prime naturali vengono cotte e quindi macinate. Calce viva: Sec. DIN EN 459; la calce viva (CaO) funge da legante e viene prodotta dalla cottura di pietra calcarea naturale.
    Anidrite: Sec. DIN 1168; il materiale a base di solfato ha la funzione di condizionare il tempo di indurimento della massa grezza. L’anidrite (CaSO4) viene estratta come materia prima naturale dal sottosuolo oppure prodotta dalla cottura di gesso naturale o artificiale.
    Inerte minerale: Polvere da macinazione di frammenti di pannelli / polvere di calcestruzzo porizzato e/o calcare macinato come componente minerale aggiuntivo. Alluminio: La pasta di alluminio funge da prodotto porizzante. L’alluminio metallico reagisce in ambiente alcalino liberando idrogeno gassoso, che forma i pori e poi si libera in atmosfera.
    Acqua: L’acqua è basilare per la reazione idraulica dei leganti. L’acqua è inoltre necessaria per produrre una sospensione omogenea. Olio disarmante: L’olio disarmante trova impiego come distaccante tra lo stampo e la massa del pannello Multipor. Vengono impiegati oli minerali privi di idrocarburi policiclici aromatici con l’aggiunta di additivi a catena lunga per aumentare la viscosità. In tal modo si evita lo spandimento nello stampo e si risparmia olio.
    Idrofobizzante: Il prodotto idrofobizzante riduce l’assorbimento di acqua del pannello isolante minerale. Vengono impiegati siliconi liquidi (atomi di silicio legati a catena tramite atomi di ossigeno).

    Leggi anche http://espertocasaclima.com/isolamento/i-pannelli-in-silicato-di-calcio-non-sono-i-pannelli-in-idrati-di-silicato-di-calcio/

  64. Roberto

    Leggendo il vostro blog mi sono convinto di utilizzare in un interrato con elevata presenza di umidità da condesazione dei pannelli di silicato di calcio. Ho notato pero che molte aziende vendono pannelli idrati di silicato di calcio, esiste una differenza tra i due prodotti?quale?grazie

  65. alessandro

    grazie federico ti manderò sicuramente uno foto appena avrò demolito la parete attuale … in modo da decire sul da farsi grazie per la tua disponibilità.

  66. Federico Sampaoli Post author

    se vuoi mandarmi una foto della situazione espertocasaclima chiocciola gmail.com
    se il muro soffre di infiltrazioni o risalita capillare deve essere prima sanato.
    ci sono prodotti per la “riparazione” dall’interno, ma se possibile meglio intervenire dall’esterno (guaina bugnata e drenaggio).
    Poi puoi coibentare dall’interno.
    Se crei l’intercapedine con un secondo muro staccato puoi costruirlo su uno strato di xps alta densità, ma non saprai più cosa succede dietro….

  67. alessandro

    ciao volevo un consiglio sto ristrutturando la mia sala hobbie che si trova su due lati sotto terra separata da una parete in cemento armato da cui filtra un po’di acqua /umidità coe posso secondo te rivestirla dall’interno? basta secondo te staccarsi e creare una piccola intercapedine o mi conviene mettere anche qualche isolante? grazie..

  68. Federico Sampaoli Post author

    la lana di roccia solitamente è protetta da una barriera e se la barriera non funziona al 100% il coibente accumula umidità che non riuscirà a smaltire (imperfezioni, passaggi di impianti ecc). La fibra di legno e il calcio silicato sono traspiranti igroscopici e capillari: se accumulano un po’ d’inverno asciugano d’estate. Somigliano alla nostra pelle http://espertocasaclima.com/isolamento/la-fibra-di-legno-teme-lumidita/. http://espertocasaclima.com/tag/materiali-isolanti/

  69. gerardo

    partendo dall’analisi delle condizioni da lei suggeritemi,Le vorrei riformulare la domanda.
    ho considerato tre materiali : fibra di legno, silicato di calcio e lana di roccia, come mai nei pannelli in silicato può non essere inserito il freno vapore essendo loro capaci di acculo e successivo rilascio di umidità? nel caso di accumulo di eccessiva eccessiva condensa non si deteriorano le capacità coibenti?

  70. Federico Sampaoli Post author

    una mansarda che è già abitata? da quante persone? vani? mq? altezze? finestrature?
    tipo di riscaldamento in mansarda?
    la condensa e le muffe: che temperatura c’è, %umidità?
    laterocemento isolato esternamente: che tipo di isolamento? che spessore?
    che clima avete in estate?

  71. gerardo

    buon giorno,vorrei isolare dall’interno una mansarda con pareti in mattoni forati e copertura in laterocemento isolata esternamente, sono a salerno, nella parte bassa delle pareti ho problemi di umidità con formazione di muffe, al piano di sotto è abitata, nel caso specifico, cosa mi consiglia pannelli al silicato, o fibra di legno?? mi scusi l’ignoranza, superficialmente come vengono rivestiti/rifiniti ambedue i tipi di pannello??Finitura con rete portaintonaco?? grazie

  72. Federico Sampaoli Post author

    @Peppe: Ho fatto una veloce ricerca in lingua tedesca, pensando di trovare ben più informazioni riguardanti il calcio silicato. Assolutamente non ho trovato nessuna info su eventuali controindicazioni.
    In ogni caso potete tranquillamente chiedere al costruttore l’esatta stratigrafia per avere una lista completa dei materiali utilizzati. Non si arrabbierà per una tale richiesta. Poi si potranno fare anche altre valutazioni interessanti.

  73. Nicola

    Hmmmm ottimo prodotto. Ma dimmi mi consigli di metterlo solo al piano terra oppure anche al primo e secondo piano.
    Ovviamente al soffitto lo metto sia dal piano terra che dal primo al secondo…

  74. Nicola

    Esatto proprio lui.
    Ho solo un paio di info da capire e poi si parte.

    Mi ha consigliato di coibentare con del Pavatherm mettendo l’isolante nella parete e per una 30ina di cm nel soffitto e nel pavimento formando una sorta di ” [ ”

    La domanda è, visto che dopo l’isolante io farò un muretto di ca 8cm, dove lo appoggio il muretto? Si insomma NON posso appoggialo nel Pavatherm…

  75. Peppe

    Forse sono fuori tema affrontandolo molto in generale, ma avrei bisogno di chiarirmi dei dubbi che mi assillano circa l’acquisto di una nuova costruzione nella quale sono stati utilizzati lastre di silicato di calcio come materiale principale -se non unico-…
    Sono sicure? Nel senso: nel tempo non c’è il rischio che rilascino polveri dannose per la salute? L’asbesto è pur sempre della stessa “famiglia” dei silicati…
    Scusate l’ignoranza, ma se potete darmi qualche consiglio ve ne sarò grato…

  76. Federico Sampaoli Post author

    Se parliamo di Daniele Poli, è un pezzo d’oro.
    Il consiglio del termotecnico invece non lo seguirei: piuttosto gli comunicherei le decisioni una volta prese perchè si occupi del dimensionamento degli impianti.
    E’ vero, tanto mi resta da vivere, tanto mi resta da imparare!

  77. Nicola

    Certo posso immaginare.
    Tu hai tanto da dire ed il tanto da imparare :)

    Il geometra che mi segue non segue anche la parte dell’isolamento ed il termotecnico mi ha proposto una soluzione (lana di roccia) che non mi ha convito e mi sono messo alla ricerca di qualcosa di più specifico.

    Mi è piaciuta la NaturaliaBau per i suoi prodotti; l’agente di zona (SUPER PREPARATO e DISPONIBILE) mi ha dato dei consigli che speravo approfondire da solo.

  78. Federico Sampaoli Post author

    Non siamo lontanissimi!
    Progettare una coibentazione via blog è interessante per i lettori più curiosi e affezionati, ma per me è come correre tra gli alberi bendato.
    Non andrò lontano…
    Adesso intanto sappiamo di essere in zona climatica E, “E” come freddo d’inverno E caldo d’estate!
    Ovviamente avrei tanto da dire sulla coibentazione interna come su che aspetti tenere in grossa considerazione per non incorrere in problemi futuri.
    Il cantiere sarebbe il luogo più idoneo.
    Ma il progettista cura anche il progetto dell’isolamento e dei nodi costruttivi oppure il progettista siete Voi? Oppure non Vi fidate dei suoi consigli?

  79. Nicola

    Hai anche ragione… la casa è a Malo (VI).

    Cappotto interno non certo per un discorso estetico ma sono in centro storico e non mi posso espandere all’esterno, ho delle quote da tenere :_(
    Pavadentro… hmmm ma il muro di 8cm che andrà a ridosso può dare problemi?

    Grazie, molto gentile.

  80. Federico Sampaoli Post author

    Peccato non conoscere la zona climatica, o la città.
    Immagino che la scelta della coibentazione sia dovuta a voler mantenere le facciate in pietra. Esatto?
    Il consiglio di Naturalia Bau è corretto: meglio Pavadentro in questo caso specifico. I pannelli hanno una superficie interna di sali igroscopici e il sale è il sapore della vita! Scherzo… i sali rallentano il passaggio del vapore e lo distribuiscono meglio prima che esso arrivi nel punto più freddo.
    Anche il calcio silicato è un bel materiale, ma dipende.
    Ottima scelta il serramento a triplo vetro (lungimirante).
    Ottime foto fate, ho visto (scusate il gioco di parole, e la curiosità).
    a presto

  81. Nicola

    Buongiorno, sto ristrutturando casa (3 piani) e mi serve un cappotto interno. La casa è rimasta disabitata per ca 20anni ed ora demolisco solai e tetto tenendo i muri esterni.

    Ho muri in pietra di 45cm con un po’ di umidità proveniente dall’esterno e NaturaliaBau mi ha consigliato una superficie di Osmosana e poi il loro Pavadentro, anche se personalmente preferirei il Pavatherm…

    Si pensava con il NaturaliaBau ad una cosa del genenre:
    -parete in sasso;
    -rinzaffo;
    -osmosana;
    -pavatherm (8cm)
    -muretto interno (8cm) per applicare eventuali mobili/cucina.

    Mi sto ora informando per il silicato di calcio che devo dire niente male, ma non vorrei esagerare con l’isolamento e trovarmi una casa (scusate il giuoco di parole) chiusa.

    Serramenti in legno a triplo vetro…

    Grazie.

  82. Pingback: La muffa ama gli angoli. Gli angoli sono detti ponti termici geometrici, zone di concentrazione del flusso termico. Gli spigoli e i vertici costituiscono una via privilegiata per gli scambi di calore da e verso l'esterno proprio perchè la porzione di supe

  83. Federico Sampaoli Post author

    grazie del commento! a parte il conto salato è molto bello sentire qualcuno che ha ricevuto benefici! la parete con l’intervento di coibentazione interna ha ora anche doti di volano igrometrico:
    raccoglie vapore e lo ricede in un secondo momento all’ambiente:
    Non è bene approfittare di questa dote per creare maggiore umidità in casa!
    grazie ancora

  84. Davide

    ho utilizzato i pannelli in calcio silicato in casa mia, per isolare una porzione che è a confine con una terrzza e che mi dava problemi di umidità da condensa, ahimè il conto è salato ma l’ambiente ora è salubre e rispsrmio pure di riscaldamento.

  85. Pingback: non voglio riflettere su come diminuire il passaggio di vapore acqueo nella stratigrafia o su che materiali mi possono aiutare a ottenere un involucro interno con elevata igroscopicità o come moderare la produzione di umidità interna, voglio ragionare su

  86. Federico Sampaoli Post author

    la “vetrificazione” dei muri potrebbe risolvere sicuramente il problema perchè trasforma la loro natura assorbente in una cosa artificiale. chiedere preventivi ametro lineare! sistemi a cappotto e resine non possono sanare i muri. Se è il terreno intorno alla casa che si satura spesso di acqua piovana e spinge nei muri allora forse è tempo di pensare a un piccolo drenaggio intorno alla casa per liberare i muri dalla continua pressione. Se è invece la finitura esterna che non traspira si potrebbe pensare di rimuoverla per vedere il muro sotto come si comporta e in che stato è.

  87. miky

    Cia a tutti, complimenti per il forum…cercavo isolanti da mettere in casa, contro freddo, condensa, e soprattutto umidità da risalita.
    Abito in campagna, in quelle tipiche case emiliane senza cantina,e cercavo un metodo per combattere l’umidità da risalita che sta rovinando tutto e accentua muffa e dispersione di calore.
    Mi hanno proposto cappoti di polistirolo, resine, taglio dei muri…..ma nessuno si fa carico dei risultati. E’tutto un fidarsi sulla parola…avete notizie?
    Grazie dell’attenzione…aspetto buone nuove!!

  88. Federico Sampaoli Post author

    Credo che sia uno dei migliori materiali. Non conosco la qualità delle murature dello stato di fatto… ma mi sembra sempre giusto usare una striscia di disaccoppiamento come una guaina o un materassino elastico della azienda fornitrice per “staccarsi” dai problemi possibili dell’esistente. Il vetrocellulare che vi è stato consigliato potrebbe essere un’idea buona per il sotto: ma inutilmente dispendiosa (il vetrocellulare, un vero lusso, è isolante ed insensibile all’umidità: fantastico). In alto invece (sopra) è un’assurdità: non può esserci umidità ed invece è il pontetermico a dover essere curato: perciò negli isolamenti dall’interno è importante l’uso dei “cunei” che mitigano il ponte termico fino a neutralizzarlo. Ciò vale per l’incontro con il soffitto come per l’incontro con le tramezze delle pareti divisorie in contatto con i muri perimetrali (freddi). Poi ogni caso, ogni casa, ha le sue particolarità. Si dovrebbe gaurdare in pianta la situazione reale: dove sono i fori serramenti, dove i radiatori, dove glia angoli ecc ecc

  89. gigi

    Ci siamo decisi per i pannelli Multipor della Ytong, sembrano davvero ottimi sotto tutti i punti di vista… A livello di montaggio però ho qualche incertezza sull’attacco a terra e a solaio; dalle brochure sembra che ci voglia uno stacco disaccoppiante a terra e un pezzo sagomato sopra dello stesso materiale, il rivenditore invece sostiene che basta una strisciolina di foamglas o simile sopra e sotto… Che ne pensa? Grazie mille

  90. Federico Sampaoli Post author

    con i pannelli sarebbe solo il conto ad essere più pesante. in un cantiere avevamo scelto SANAWARME (un intonaco per esterni ed interni dalla capacità termoisolante, traspirante, deumidificante, anticondensa, certificato e ad elevata capacità termo-acustica. SANAWARME riunisce in un unico prodotto le caratteristiche di un intonaco termoisolante ( ? = W/mK 0,056 ), di un intonaco deumidificante ( µ = 9 ) e di un regolatore termo-igrometrico) che però poi non venne applicato e dunque non ho goduto dell’esperienza.

  91. gigi

    Ok grazie. Cos’è che in un cappotto interno fa scegliere tra pannelli (ad esempio in calcio silicato) e intonaco termoisolante? Istintivamente sarei portato a quest’ultimo nel nostro caso, ma è solo per paura che con i pannelli la cura sia più “pesante” della malattia…

  92. gigi

    grazie Federico, no verrà usato tutto l’anno ma saltuariamente, così ogni tanto, e con frequenza suppongo abbastanza casuale…
    Non conoscevo il riscaldamento a pavimento che mi segnala, in Italia si trova, è usato? Sarebbe molto interessante.
    In sostanza quindi lei mi suggerisce di lasciar perdere l’idea del “cappotto” interno, sia esso a pannelli o a intonaco termoisolante?
    grazie ancora
    gigi

  93. Federico Sampaoli Post author

    non ho ben compreso se verrà usato solo d’estate per godersi la frescura.
    credo che se l’isolamento viene posato all’interno perchè in estate si prova quel tipico malessere da cantina è bene che sia un isolamento naturale per preservare la salubrità delle murature: non miscele con palline di polistirolo direi; calcio silicato se non troppo oneroso; o altri termointonaci.
    se si volesse sfruttare il locale anche d’inverno e le linee degli impianti non sono disponibili allora farei l’esperimento del radiante elettrico a pavimento a basso voltaggio privo di campi magnetici che occupa pochissimo spessore, non fa rumore, non muove l’aria (http://www.renovieren.de/media/pdf/sfs-laminatfussboden.pdf).
    per l’aerazione insufficiente, ma con investimento di circa mille euro, potreste provare una ventilazione confortevole compatta con recupero di calore (servono due carotaggi).

  94. gigi

    ciao, anch’io dovrei isolare dall’interno un piccolo ambiente seminterrato… Prima ci tenevo varie cose come deposito (sugo, salsicce, formaggio :-) ) ora siccome ho bisogno di spazio lo vorrei usare per studiarci e dormirci in estate. Ho notato che i muri (tre controterra e uno verso l’interno) sono in ottime condizioni (l’ex proprietario mi disse che furono costruiti molto bene e con serietà), insomma non c’è umidità o tracce di muffe. L’aerazione che posso fare naturalmente non è molta, ho tre piccole finestrelle nella parte alta della parete, però a parte un pò di aria stagnante e di freddo in inverno si sta bene. Insomma: secondo lei basterebbe un ventilconvettore oppure vale la pena di fare un “cappotto” interno? Io pensavo ad usare solo intonaco isolante, magari in doppio strato. Che ne dice?
    grazie mille
    gigi

  95. Clay Moretti

    Ho utilizzato i pannelli in calcio silicato anche io per controparetare la camera di mio figlio creando una micro camera d’aria riempita con della lana di pecora trattata con sali di boro e devo dire che nonostante non abbia montato ancora il riscaldamento (a battiscopa) all’interno vi sono 17 gradi di media….con temperature ext di -1 ….-3 e sono fiero di aver fatto tutto io…..ma indirettamente devo ringraziare casaclima…

  96. Federico Sampaoli Post author

    Purtroppo non si può evitare di sanare un muro umido. Se c’è umidità di risalita il muro non può essere lasciato così: le proprietà del calcio silicato sono perfette per ambienti umidi perchè fanno una regolazione attiva dell’umidità dell’aria, un po’ come il legno l’argilla o il gesso, ma non possono prendersi l’incarico di asciugare i muri che sono umidi. I pannelli hanno un’enorem capacità di assorbimento d’acqua, ma non possono “bersi il muro” perchè poi diverrebbero saturi e perderebbero le proprietà isolanti e di regoltori igrometrici… Ditte superaffidabili? n.1 Naturalia-Bau

  97. Gilberto Scarpa

    Condivido la vostra scelta per pareti interne anche in sostituzione del carton gesso.

    Che ne pensate in zone tipo Venezia Città dove spessso e principalmente in pareti interne lato canale punti cardinali Nord fino a sud est .

    Quale è lo spessore minimo ? avete una lista di ditte affidabili

    Ing Gilberto Scarpa

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