Isolare dall’interno con lastre di silicato di calcio

La casa soffre di condense superficiali interne e diverse zone sono interessate dalle muffe? L’isolamento esterno non è possibile? non ci resta che intervenire dall’interno.

isolamento interno pannelli calcio silicato-03

I muri della casa staranno al freddo, ma non abbiamo alternative. Non c’è miglior materiale dei pannelli a base di silicato di calcio. Salubri, sottili e capillarmente molto attivi:

isolamento interno pannelli calcio silicato-04

Si producono con sabbia quarzosa e calce, poi armati con cellulosa per renderli stabili. La struttura aperta con pori fini (90% di pori fini) offre:

  • elevata assorbenza capillare (enorme capacità di assorbimento di acqua)
  • proprietà termoisolanti discrete.

La presenza di una minima parte di cellulosa conferisce al pannello:

  • stabilità degli spigoli
  • buona flessibilità.

isolamento interno pannelli calcio silicato-02

Il materiale è leggero, presenta una certa stabilità di forma e può essere montato in maniera auto portante (quindi niente tasselli e niente struttura).

Il silicato di calcio ha:

  • un pH circa 10, quindi è leggermente alcalino
  • un µ = 6, cioè è molto aperto alla diffusione del vapore e si applica sempre e solo senza barriera vapore
  • un’elevata porosità che determina una grande capacità di accumulo dell’acqua e di trasporto capillare
  • una conduttività termica, valore Lambda, pari a 0,050 – 0,070 W/mK.
  • classe di infiammabilità 1

I pannelli a base di silicato di calcio garantiscono un clima dell’ambiente confortevole grazie alla regolazione attiva dell’umidità dell’aria e allo stesso tempo superfici interne più calde. Il loro valore pH 10 funge da anti muffa, quindi un ottimo materiale per il risanamento di zone umide.

isolamento interno pannelli calcio silicato-05

Il pannello può anche essere considerato come un intonaco molto traspirante con funzione risanante di pareti che devono asciugare.

I pannelli a base di silicato di calcio vengono incollati con dei collanti che garantiscono il collegamento capillare tra parete e pannello (attenzione a non lasciare vuoti o sacche d’aria).

Naturalmente anche la pittura murale definitiva deve essere di qualità simile perchè è proprio una pittura sbagliata che rovina l’intervento e la elevata qualità del materiale appena posato! Informatevi con giusta determinazione sulla rasatura e finitura finale che sono gli strati che permettono al pannello di lavorare correttamente.

isolamento interno pannelli calcio silicato-01

Con un prezzo di circa 1 euro per millimetro di spessore, questi pannelli in calcio silicato non battono la concorrenza sul costo materiale, ma offrono qualità e salubrità quasi ineguagliabili.

Le cavità di dimensioni maggiori, per esempio in pareti non piane, vengono tamponate con granulato di silicato di calcio.

 

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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167 pensieri su “Isolare dall’interno con lastre di silicato di calcio

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    per il nodo parete (isolata internamente) solaio di pavimento si potrebbe realizzare una fascia di qualche centimetro con xps di egual spessore per evitare accidentali assorbimenti di acqua rovesciata sul pavimento.
    altrimenti, sia in basso e sia nel nodo parete soffitto, e parete tramezza, è corretto posare una banda termica per il disaccoppiamento (separazione) della sottostruttura: non è altro che un nastro di schiuma espansa PE autoadesivo su un lato che costa circa 1€/ml.
    non dimentichiamo che il pannello isolante va risvoltato sul soffitto e sulle tramezze per attenuare il ponte termico.

    se l’intenzione è isolare l’intero appartamento potete anche valutare i più economici pannelli in idrati di silicato di calcio o in perlite, sempre con le stesse attenzioni.

    l’intervento darà grandi soddisfazioni, ma non dimenticate che solo una corretta ventilazione permette di mantenere bassi livelli di umidità in ambiente. riflettete prima dei lavori sulla posa di un impianto vmc, anche solo puntuale o brevemente canalizzato.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2015/01/28/vmc-puntuale-doppio-flusso-costosa/

  2. Valerio D.

    Buongiorno Sig. Sampaoli,
    Le riassumo lo stato attuale dell’appartamento da ristrutturare.

    Palazzina degli anni 90. Appartamento posto al piano terra. A distanza di 10 anni dall’uso dei proprietari sono sorti problemi di umidità negli ambienti (l’appartamento è molto umido e si percepisce parecchio la sensazione di freddo).
    In particolare si notano ampie formazioni di macchie causate dall’ umidità e muffe su gran parte delle pareti interne perimetrali (sia portanti in cemento armato che tramezzi).
    Il mio intento sarebbe quello di asportare la finitura dalle pareti arrivando all’intonaco nudo per poi applicare i pannelli in Silicato di Calcio.

    Le domande: durante la posa dei pannelli, partendo dal basso, è necessario far poggiare il pannello a terra sul pavimento o necessita di una determinata distanza dal pavimento da rispettare? Dalle immagini ho visto che l’operatore in foto arriva fino al soffitto senza lasciare alcuno spazio tra parete e soffitto.
    Ed infine, è possibile applicare i pannelli su un muro portante in cemento armato anche? Necessita sempre delle stesse modalità di posa?
    La ringrazio anticipatamente le Vostre preziose risposte.

    Cordiali Saluti,

    Valerio D.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    il calcio silicato è purtroppo costosissimo e bisogna prevedere una spesa di circa 1€/mm di spessore

    i pannelli in perlite costano invece circa la metà 0,50€/mm

    e i pannelli in idrati di silicato di calcio costano anche circa 0,50€/mm

  4. Gianluca

    Scusate, mi saprete dire il costo al mq di questi pannelli? Non ho trovato info a riguardo.

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’impianto radiante a pavimento dovrà essere su tutte le superfici orizzontali e possibilmente con passo più stretto in tutte le zone vicine alle pareti verso l’esterno e davanti alle portefinestre e passo più diradato sulle superfici interne (già calde e meno disperdenti).
    attenzione ai bagni, dove si tende a lasciare i piatti doccia freddi (cosa assurda anche per la sensazione di poco comfort): la superficie radiante già scarsa diventa troppo scarsa.

    consiglio vivamente di isolare tutto l’appartamento e se il calcio silicato risultasse troppo costoso potete valutare un isolamento interno in idrati di silicato di calcio.

    l’armadio può tornare nella stessa posizione avendo cura di lasciarlo più distante possibile dalla parete e non in aderenza.

    attenzione alla scelta della pittura murale interna. principale causa di problemi e insalubrità.

  6. Gaia F.

    Buonasera Ing.,
    ho da poco acquistato un’appartamento degli anni 70 e lo sto completamente ristrutturando. Il problema della muffa si presenta nella parte nord-est esterna della camera dove ci è sempre stato un armadio a muro in nicchia 2,70×3,00 (quindi completamente incassato). Poiché finiti i lavori vorrei risistemare l’armadio al suo posto (unico punto possibile della stanza) si potrebbe risolvere il problema applicando i pannelli in silicato di calcio? Inoltre siccome metterò il riscaldamento a pavimento, pensavo di metterlo anche in questa nicchia (sotto l’armadio). Potrà aiutare a risolvere il problema?
    Grazie in anticipo.

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    un pannello in calcio silicato è un ottimo materiale. forse potrebbe risparmiare qualche soldino con un pannello meno pregiato in idrati di silicato di calcio con spessore 20mm solitamente usato per l’imbotte finestra che si finisce con lo stesso collante usato come rasante

  8. Andrea

    Salve

    vorrei coibentare una parete di un ripostiglio (dimensioni 2mt larghezza per 2,80 circa di altezza) per via della condensa che si forma nei mesi invernali! la parete di questo ripostiglio è in cemento armato (gabbia ascensore) e al tatto è molto fredda! nel tempo si è accumulata della condensa con ovvia formazione di cerchietti di muffa. avevo pensato ad installare opportunamente incollato dei pannelli di calcio silicato da 25mm e lasciarlo senza intonaco (vista l’utilizzo della stanza senza retese estetiche). mi consiglia questo tipo di pannello? grazie

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    in Gradi Giorno 931 e Zona Climatica C la normativa attuale (26.6.2015) prevede come limite di trasmittanza U 0,38 W/mqK per le pareti e o,36 per la copertura.
    io non andrei a creare una stratigrafia complessa e laboriosa, soprattutto perchè con un blocco in calcestruzzo cellulare da 24cm con Conduttività termica a secco ?10, dry W/(m K) 0,078 riesce già a ottenere una discreta coibentazione: Trasmittanza termica U: W/(m2 K) 0.31

  10. Riccardo

    Buongiorno devo realizzare un ampliamento di una unità immobiliare costruita in Isotex consistente nella realizzazione di n. 2 bagni a discapito di due esistenti loggiati con copertura in legno. Mi trovo a Quartu S.E. (CA) e vorrei realizzare una parete con due strati di calcestruzzo cellulare ed una coibentazione centrale tipo fibra di legno o sughero per raggiungere i parametri previsti dalla 192/2005 con uno spessore massimo di cm 25 ed utilizzando all’interno il Multipor. E’ una soluzione corretta o cosa mi consiglia considerando che trattasi di bagni? Grazie.

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    un isolamento con calcio silicato prevede di incollare i pannelli alla parete fredda con collante rasante a base calce – non prevede la posa di lana di roccia.

    una soluzione con lana di roccia e cartongesso per finitura offre basso comfort estivo e poco accumulo invernale oltre a rischiare condense interstiziali sulla parete fredda esterna (per approfondire leggi anche http://espertocasaclima.com/2016/02/ditta-peggiora-stratigrafia-parete/)
    un freno al vapore protegge dal rischio di condense.

  12. Iacopo

    salve

    mi espongo:
    Ho capito dalle sue delucidazioni che usando lastre in silicato di calcio e poi ad esempio lana di roccia (come isolante vero e proprio) per evitare condensa interstiziale è quasi obbligo inserire un freno vapore per proteggere la lana di roccia che altrimenti perderebbe parzialmente il suo potere isolante.
    Essendoci ora meno differenza di temperatura tra la parete originale (perché attenuata dal potere isolante della lana di roccia) e l’ambiente interno in cui si vive ,quella parte comunque di condensa ancora presente nell’ambiente sarebbe assorbita dal silicato di calcio che fungendo da polmone poi restituirebbe
    l’umidità in eccesso quando migliorerebbero le condizioni ambientali ,cioè umidità relativa bassa e temperatura gradevole.
    Questa tecnica è valida anche se si usasse cartongesso (quello verde per l’umidità) al posto del silicato di calcio? fermo restando l’obbligo di freno vapore per proteggere la lana di roccia/vetro?
    In alternativa una soluzione più economica con cartongesso verde preaccoppiato con lana di roccia/vetro quindi senza possibilità di freno vapore sarebbe accettabile? Mi scusi se mi sono dilungato troppo GRAZIE

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    lo strato in calcio silicato deve essere applicato perchè si faccia carico dell’umidità in eccesso e perchè riesce ad innalzare le temperature superficiali troppo basse di quella parete.
    questi pannelli, che non vengono tassellati, si incollano (a tutta superficie) con collante a base calce e rasati con lo stesso prodotto a base calce: per non compromettere la loro funzione e la qualità del sistema si deve utilizzare solo una pittura murale a base calce.
    applicare solo un intonaco a base calce significherebbe usare un buon prodotto, ma non innalzare la temperatura di quella superficie.
    Sigma offre tanti prodotti per interni. Se le hanno consigliato di utilizzare SIGMAFAÇADE TEXTOSIL le hanno dato un cattivo consiglio perchè si tratta di una pittura riempitiva per facciate a base di resina acril-silossanica:
    questo prodotto contiene un COV massimo di 40 g/l. quindi non mi pare adatto alla camera di un bimbo.

    Meglio una pittura murale alla calce! evitando nuove emissioni di voc in ambiente.

  14. Rosalba

    Salve Ing. Sampaoli,
    intanto mille grazie per la tempestiva risposta. Faccio molti acquisti su Amazon e d’ora in poi lo faro’ accedendo da qui.
    Purtroppo non riesco a lasciare piu’ spazio, solo nel caso della parete dell’armadio riuscirei a lasciarne 5 cm, ma quella del letto e del fianco dell’armadio no.
    Visto questo limite, le chiedo se non sia meglio un buon intonaco in calce invece dei pannelli (quale soluzione tra le 2 e’ quella piu’ duratura considerato il mio limite?)
    Rispetto all’altezza crede sia meglio arrivare a 2 metri visto l’armadio o va bene il metro che mi hanno consigliato?
    Rispetto alla pittura mi hanno consigliato Textosil di Sigma, cosa ne pensa? Puo’ consigliarmi una marca/prodotto di piu’ efficace?
    Grazie, grazie ancora!

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    lasciare tra i mobili e il rivestimento in calcio silicato solo 2cm è poco.
    è importantissimo che la pittura murale sia alla calce evitando nuove emissioni di voc in ambiente.

  16. Rosalba

    Un ulteriore approfondimento…: ci hanno consigliato di usare i pannelli in silicato di calcio fino a solo 1 metro di altezza, e di usare sopra una buona pittura traspirante. Ma abbiamo sempre il problema dell’armadio da appoggiare….
    Viviamo nell’entroterra riminese.
    La casa e’ di sasso, mentre la cameretta e’ un corpo successivo realizzato con mattoni.
    Grazie mille in anticipo per la disponibilita’.

  17. Rosalba

    Salve, volevo chiederle una consulenza per un intervento nella camera della mia piccolina esposta a nord ovest:
    Abbiamo problemi di umidita’ di risalita, 2 pareti sono interrate di circa 50/70cm. Abbiamo fatto il cappotto esterno, ora dobbiamo intervenire all’ interno e ci hanno consigliato i pannelli di silicato di calcio. Dobbiamo tuttavia appoggiare lungo tutta la parete un armadio ed un pannello su cui appoggiera’ il letto. La mia domanda e’: questo annulla la prestazione dei pannelli in silicato di calcio? E’ sufficiente spostarli di soli 2 cm?

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    non rubate al blog, sostenetelo!

    esattamente perlite in granuli.
    durante il lavoro sarebbe stato relativamente facile rovesciare manualmente a riempimento (tranne che all’ultimo corso, dove sarebbe stato più agevole terminare di riempire con canapa in fiocco lanoso).
    l’intervento di insufflaggio purtroppo costa di operatore + noleggio macchina

  19. lucio

    Di nuovo lucio
    La ringrazio della sua rapidissima risposta.
    Rubo ancora qualche attimo del suo tempo
    Mi consiglia di riempire la parete di perlite, ma quale intende (essendo un profano) quella diciamo secca a granuli (contenuta in sacchetti) da rovesciare nell’intercapedine dopo aver creato delle aperture o qualcosa da comprimere con macchinari specifici tipo insufflaggio ?
    Di nuovo grazie

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    diciamo che questi blocchi in calcestruzzo cellulare sono simili ai blocchi ytong e non sono esattamente i pannelli in idrati di silicato di calcio i pannelli in calcio silicato.
    infatti i blocchi che lei ha posato hanno conduttività circa doppia 0,11 W/mK invece che 0,060 W/mK (si può dire che disperdono il doppio rispetto ad un pannello in calcio silicato).

    anzichè buttare giù la parete le consiglio di riempire l’intercapedine con perlite.

  21. lucio

    Salve sig Federico
    Mi espongo :
    In una stanza esposta completamente a nord est (direi più nord che est) ho realizzato di mia iniziativa una parete perimetrale usando dei “mattoni” SIPOREX da 5cm di spessore lasciando e non so se ho fatto bene 5cm di spazio (aria) tra il siporex e la parete originale.
    Avendo letto molto sul suo blog di pannelli/lastre in silicato di calcio ( che non sono gli idrati di silicato di calcio) chiedevo se detti siporex fanno parte della famiglia dei silicati di calcio.
    Consapevole che sarei rimasto con problemi di ponti termici mi sono accontentato riuscendo ad attenuare solo una piccolissima percentuale di sensazione di freddo/umido sull’organismo.
    Pensavo di abbattere la parete ed incollarli direttamente su muro, ma non so se i siporex sono assimilabili alle ottime lastre di silicati di calcio di cui Lei parla
    La ringrazio.

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    le lastre in vetro cellulare incollate e poi rasate sono una barriera al vapore dove la migrazione è completamente impedita.
    a protezione del pannello in fibra di legno, sotto al nuovo pavimento in legno si può stendere una carta rivestita in polietilene, ma non è proprio necessario.
    teniamo sempre presente che il rischio di condense è dovuto al livello di umidità interna. dotiamoci di un termoigrometro sempre presente in ambiente per non gestire male gli ambienti

  23. Toni

    Intanto grazie per la risposta.
    Vorrei lasciare le piastrelle sulle pareti ma ho timore che rivestendole in modo scorretto l’umidità potrebbe condensare proprio sulle piastrelle fredde dietro il rivestimento. Questo con il rivestimento in vetrocellulare non dovrebbe accadere?
    Inoltre vorrei lasciare anche le piastrelle sul pavimento e creare un gradino con una finitura di pavimento in legno sopra. In questo caso, come dici, un pannello in fibra di legno di almeno 2cm di spessore potrebbe essere posato fra piastrelle esistenti e nuovo pavimento in legno? Il timore è sempre che l’umidità nella stanza possa condensare sulle piastrelle sottostanti…
    grazie di nuovo se riceverò risposta!
    Toni

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    andando a demolire il rivestimento in piastrelle si potrebbe anche ripristinare la superficie che diventa “verso l’interno” con un termointonaco di qualità di qualche cm di spessore. altrimenti con lastre in calcio silicato.
    lasciando le piastrelle senza demolire mi viene in mente solamente un rivestimento in vetrocellulare che non ha emissioni in ambiente ma che trasforma l’intera superficie rivestita in, appunto, vetro, e dunque non traspirante (come un ulteriore serramento).

    anche sotto al rivestimento previsto per il pavimento si potrebbe posare un pannello in fibra di legno di almeno 2cm di spessore, ma qui dipende dal rimanente pavimento e dalla sua quota.

    prima di ordinare il serramento con le sue misure definitive è indispensabile decidere tutte questi aspetti. soffitto incluso. in modo da poter posare la portafinestra nel modo più termicamente favorevole.

  25. toni

    Salve,
    chiederei un consiglio all’esperto.
    Intendo chiudere una loggia aperta su un solo lato (quello frontale) im modo da ampliare una stanza verso la loggia, spostando l’infisso verso l’esterno (una specie di veranda con un lato solo vetrato).
    Il problema é che le pareti da esterne diventano interne ed hanno una finitura come la facciata e cioé in piastrelle da esterno. Anche il pavimento dell’ex loggia é in piastrelle e il solaio sotto é all’esterno.
    Come isolo dall’interno poi le pareti ed il pavimento? devo togliere le piastrelle e poi calcio silicato?
    Grazie se mi risponde.

  26. Federico Sampaoli Autore articolo

    uno spessore di isolamento andrà applicato picchettando la parete esistente per migliorare l’adesione.
    la pittura può coprire la vecchia se permette assorbenza.

  27. Antonio

    La ringrazio per il consiglio, quindi se ho capito bene potrei provare prima con una pittura a base di calce senza intaccare l’intonaco esistente e poi come secondo step la sostituzione dello stesso? Se fosse così dovrei procedere alla rimozione della vecchia pittura carteggiando le pareti?
    Grazie

  28. Federico Sampaoli Autore articolo

    si può intervenire dall’interno per evitare le condense superficiali delle zone più fredde con pannelli in calcio silicato o con termointonaco di qualità.
    naturalmente la pittura murale finale deve essere anch’essa di elevata qualità e ph elevato come la pittura a base calce.
    per tentare di non avere macchie e proliferazione di spore senza coibentare si può provare ad usare solo la pittura.

  29. Antonio

    Buongiorno, ormai sono giorni che giro in lungo e in largo il suo sito per farmi un’idea del mio problema e della soluzione da applicare. Il mio è un appartamento posto al piano rialzato di un palazzo del 1960 circa costruito con mura portanti di almeno 40cm e su cui nel tempo sono stati aggiunti due piani con pilastri esterni. Le pareti di camera da letto e cameretta confinano con un piano terra disabitato e senza riscaldamento e da qualche tempo appena sopra il battiscopa compaiono macchie di umidità che fino ad oggi ho lavato con candeggina, inoltre in altre zone della casa (in particolare in prossimità di finestre e porta d’ingresso) sono comparse delle macchie a puntini scuri. Credo di aver individuato in questi segni problemi di condensa (anche se in casa abbiamo molto spesso le finestre aperte) e di umidità da risalita. Amici mi avevano consigliato un’intercapedine areata sulle due pareti ma io sarei propenso all’uso di pannelli in silicato di calcio oppure l’utilizzo di prodotti per risanamento da usare sui muri fino ad 1 metro dal pavimento. Secondo lei quale potrebbe essere il metodo migliore, potrebbe consigliarmi qualche prodotto? Sarebbe mia intenzione installare anche un impianto di climatizzazione canalizzato.
    Grazie in anticipo

    P.S. l’appartamento è a Bari; l’umidità dell’aria esterna potrebbe essere un problema? se ha bisogno posso inviarle delle foto.

  30. Federico Sampaoli Autore articolo

    lo immaginavo.
    infatti l’intervento deve interessare tutte le parti più disperdenti.
    pareti esterne, nicchie, contorno finestre, davanzali e soglie, cassonetti avvolgibili ecc.
    il progetto dev essere completo e mirato sullo stato di fatto.

  31. Gabriele

    Gent.mo Architetto,

    Grazie per la risposta, quindi XPS goffrato per tutte le nicchie, presumo incollato in perfetta aderenza alla parete esistente, ma sui 3 lati della nicchia ??? oppure è sufficiente solo su quello (frontale) verso l’esterno ?
    ….Dulcis in fundo mi piacerebbe eliminare e cambiare anche i davanzali passanti in diorite con qualcosa che “tagli” termicamente il tutto
    GRazie ancora
    Cordiamente
    Gabriele

  32. Federico Sampaoli Autore articolo

    pannelli in calcio silicato nelle nicchie termosifone o sotto uno strato di piastrelle sarebbero sprecati. e per un rivestimento in piastrella NON indicati.
    un pannello in xps goffrato per migliorare l’aderenza è molto più indicato come fondo per ricevere le piastrelle e non ci si deve preoccupare per eventuali condense nelle fughe perché le temperature superficiali dopo l’intervento saranno molto più elevate di prima.

  33. Gabriele

    Buongiorno,

    Nel complimentarmi per le informazioni chiare ed efficaci riportate nel Suo blog, vorrei chiederLe gentilmente un parere circa l’isolamento delle nicchie sottofinestre, dove la parete è decisamente più sottile e, essendoci i termosifoni il Delta T è elevato, anche oltre i 40°C!!!!!!….
    Purtroppo mi è possibile intervenire solo dall’interno.
    Avrei intenzione di rivestirle (o meglio farle rivestire) con le famose lastre di silicato di calcio, poi apporre un pannello isolante riflettente (per i termosifoni), quindi allungare le zanche che sorreggono il termosifone in modo che lo stesso sia distanziato almeno 3-4 cm dal pannello…..
    Mi chiedo se tale lavoro avrebbe senso farloo anche nel bagno in quanto il sottofinestra sarebbe ri-piastrellato nuovamente e quindi, se non erro, le piastrelle fungono da barriera al vapore……forse potrebbe valere la pena quindi utilizzare un altro isolante con caratteristiche termiche isolanti milgiori del silicato di calcio (quale però???, l’XPS forse ???)….mi sorge però il dubbio delle fughe: assorbono l’umidità e quindi rischio condensa e muffa……(probabimente anche nel bagno penso di lasciare comunque il termosifone sottofinestra….)
    La ringrazio per l’attenzione
    Cordialmente
    Gabriele

  34. Federico Sampaoli Autore articolo

    naturalmente la posa di pannelli in calcio silicato fa sì che la temperatura superficiale dei punti più freddi sia più elevata e non più a rischio condensa come prima.
    avrete notato che un deumidificatore mangia un bel po’ di corrente elettrica ed è rumoroso: certo è meglio utilizzarlo piuttosto che avere danni provocati dalle muffe.

    Sia nel caso lei rivestisse la parete e i ponti termici più forti con pannelli in calcio silicato, sia nel caso volesse solo ritinteggiare l’ambiente, le consiglio di utilizzare solo pittura murale naturale costituita da grassello di calce.
    Questa scelta la proteggerà anche dal punto di vista delle emissioni VOC contenute in quasi ormai la totalità delle pitture in commercio.

  35. fabio

    Salve,
    nel mio appartamento sito “nella bassa” a Rio Saliceto (RE), zona climatica E, in camera da letto il muro a Nord e relativi angoli ho avuto il problema Muffa (3 muri danno all’esterno, Nord, est e Ovest).

    Premetto che tale muro era coperto da un armadio a 6 ante (circa 3,5 m per 2,2 m di altezza).
    Naturalmente l’essere coperto ha favorito di molto l’insorgere della muffa…
    L’appartamento è di nuova costruzione (2008) classe D, secondo ed ultimo piano, altro fattore negativo è che a Nord il sottotetto ha l’attaccatura falda (lato basso del tetto, sopra il mio appartamento c’è il sottotetto, non praticabile).

    Come temporanea ho:
    – eliminato la muffa con candeggina pura sia da muro che da retro armadio;
    – spostato in avanti l’armadio (purtroppo non posso spostarlo contro altra parete), ora tra retro armadio e muro ci sono 20 cm;
    – nello spazio tra il muro e l’armadio ho posizionato in terra 5 vaschette con sali assorbiumidità, ogni mese le svuoto;
    – arieggio la stanza alla mattina, anche se specialmente in inverno anche fuori l’umidità è intorno al 75%…;
    – in inverno posiziono in camera un deumidificatore, per cercare di far scendere l’umidità relativa (alla sera raccolgo circa 1 L di liquido al giorno);

    Con tutti questi accorgimenti la muffa non è più tornata (in camera in inverno l’umidità e circa del 65%, la temperatura circa 20°C).

    Ora con la bella stagione dato che dovremmo ritinteggiare la camera vorrei cogliere l’occasione per migliorare l’abitabilità della camera.

    Cosa mi consigliate?
    Dato che non posso far nulla dall’esterno, avevo pensato di ricoprire il muro a Nord di pannelli in silicato di calcio (NO silicato di Calcio IDRATO).
    – che spessori mi suggerite di utilizzare?

    Pensate possa essere sufficiente la soluzione soft, e limitarmi alla sola tinteggiatura con PITTURA ANTIMUFFA (idrossito di calcio) o è consigliabile comunque mettere i pannelli?

    Grazie in anticipo per il Vostro cortese feedback, se vi occorrono altri dettagli posso mandarvi piante e/o certificati.

    Fabio

  36. Federico Sampaoli Autore articolo

    prima si parlava di 2-3cm.
    so che l’appetito viene mangiando…
    la fibra di legno per interni richiede un fondo e una finitura, quindi andranno più di 5-6cm e se anche progettassimo a secco si andrebbe a finire a questi spessori.
    certamente con isolamento maggiore e anche prestazioni estive migliori

  37. Claudia

    Ed in alternativa al pannello Elicona Silikat come vede la fibra di legno da cm. 4? Grazie

  38. Federico Sampaoli Autore articolo

    I pannelli a base di calce aerea naturale, diossido di silicio, legante idraulico e porizzanti derivati da proteine Poratec SILIKAT hanno, come i pannelli Muffaway PH elevato (10,5) quindi buoni a contrastare la formazione di muffe.
    La Conduttività termica è migliore: 0,047 rispetto ai 0,060 W/(mK) dei pannelli Muffaway
    La Densità è più bassa: 140 rispetto ai 240 kg/m³ dei pannelli Muffaway
    La Capacità Termica Massica non compare nella scheda tecnica purtroppo ( c 710 J/kgK per i pannelli Muffaway)

  39. Claudia

    Buongiorno Dott. Sampaoli sto ristrutturando il mio appartamento e leggo sempre con grande interesse i suoi interventi. Nella mia mansarda destinata a zona notte ho problemi di muffe da condensa e non è possibile realizzare un cappotto esterno. Sono costretta a puntare su di un cappotto interno a basso spessore (2-3 cm.). Leggendo i suoi interventi mi ero concentrata sul calcio silicato (muffaway, isolstyle, renopor) ma chiedendo in giro ho stabilito che costa tanto e i tempi di consegna sono alti. Vorrei ripiegare su qualche altro materiale più economico ma che comunque risolva definitivamente il problema muffa (il problema del miglioramento termico è relativo perchè la mansarda non è calda d’estate e non è fredda d’inverno). Mi trovo in Sardegna e mi hanno proposto pannelli da 2-3 cm. di sughero. Come lo vede? Cos’altro potrei cercare di alternativo? Grazie Claudia.

  40. Federico Sampaoli Autore articolo

    ricordo sempre che l’umidità ambiente va abbassata cambiando le cattive abitudini.
    per le superfici valuterei pannelli in calcio silicato o termointonaco deumidificante e risanante: la sensazione di malessere si trasformerà in nuovo benessere.
    attenzione alla tinteggiatura finale, niente tinte scadenti.

  41. Marco

    Salve,ho una taverna di circa 80mq che usiamo per dormire. Vorrei qualche consiglio per isolarla dal freddo e umidità. In alcuni punti delle pareti parte bassa vi e presenza di umidità e sgretolamento della parete ,ho due finestre grandi però non posso intervenire dal di fuori perché sarebbe un lavoro enorme e costoso… volevo un consiglio se usando i pannelli in calcio silicato potevo avere qualche beneficio?? Grazie.

  42. Riccardo

    Guardando bene la differenza è nella densità (silikat ha densità pari alla metà di muffaway o isolstyle) e nell’assorbimento d’acqua molto inferiore nel silikat………

  43. Federico Sampaoli Autore articolo

    a proposito dei pannelli in calcio silicato lei ha menzionato anche pannelli sandwich. in genere per scoprire le loro doti si devono mettere a confronto i dati che sono riportati in scheda tecnica: conduttanza e kg/mc per almeno paragonarli meglio. poi assorbimento d’acqua, poi il pH.
    altro aspetto è il pacchetto di posa che prevede sempre un collante e un rasante, a volte anche un fondo.
    lì è bene verificare che le miscele non prevedano cemento come legante.

    non dimentichiamo che una pittura sbagliata sulla migliore lastra in calcio silicato distrugge l’opera.

  44. Riccardo

    Salve devo fare un cappotto interno (il cappotto esterno è impossibile da realizzare) e volevo chiederle se vi fossero differenze tra il pannello muffaway ed i pannelli della isolstyle o il pannello silikat di elicona o il pannello di unistara. Posso scegliere quello che costa meno a parità di spessore (mm 25) oppure ci sono differenze? Grazie.

  45. Federico Sampaoli Autore articolo

    dipende sempre dal materiale isolante se protegge dal freddo e anche dal caldo.

    il comfort interno in caso di isolamento dall’interno ne risente nel momento in cui si produce troppa energia all’interno: quella che non può più essere scaricata nella massa delle strutture.

    dobbiamo proteggerci dall’energia che vuole entrare dall’esterno, ma anche fare attenzione a quanta energia produciamo all’interno: entrambe concorrono al surriscaldamento dell’ambiente interno.

  46. matteo

    Ho letto sopra:”i pannelli in calcio silicato sono ottimi, quanto di meglio esista. il progetto di questa soluzione deve tenere conto che il comfort estivo ne può risentire: vivere nell’isolante è bello a natale ma non così bello a ferragosto!”
    Che problemi potrebbe dare al confort estivo l’aver isolato dall’interno con i pannelli in calcio silicato?
    L’isolante solitamente protegge dal freddo ma anche dal caldo…..
    grazie

  47. Federico Sampaoli Autore articolo

    avete mai pensato all’idea di ricevere una mia consulenza?

    non è una battuta. in questo caso è un po’ tutto il filo logico del progetto da definire bene. se non nei dettagli, almeno nella direzione giusta da seguire da qui in poi!
    la sua descrizione è certo stata ben scritta, ma le foto dello stato di fatto sono indispensabili per ragionare sul da farsi.

    alla fine del suo commento ho inteso che c’è la previsione di un sistema a cappotto sul lato esterno. bene. in questo caso lei potrà ragionare sul lato interno esclusivamente per quel che concerne la salubrità dei materiali. che so… intonaco a base calce o intonaco a base argilla, sicuramente non pannelli in calcio silicato per coibentazioni interne.

  48. Giuseppe

    Buongiorno caro Federico, dopo tanto leggere ecco il mio primo post.
    Mi trovo a dover adeguare una struttura di metà anni 80, mai completata , ma con tamponatura esterna e tetto completati.
    L’attuale tamponatura esterna è composta dall’esterno verso l’interno, da intonaco, forato da 15 cm , camera d’aria da 6-7 cm , all’interno della quale è posizionato verso l’esterno un pannello , sembrerebbe polistirene da circa 3 cm e infine forato da 8 cm, massetti non ancora fatti e tetto a falda per una parte e in piano per l’altra.
    Mi stavo indirizzando sull’utilizzo interno dei pannelli in silicato di calcio o pannelli in argilla, ma forse vista la composizione mi devo orientare su qualcosa dalle migliori prestazioni a parità di spessore.
    Sul tetto in piano interverrei dall’esterno con isolamento e magari pavimento flottante a protezione, mentre sulla parte a falda internamente come per le pareti, magari andando a sovrapporre per una buona parte isolamento interno ed esterno per ridurre il ponte termico.
    Anche i pilastri sono a filo esterno, così magari in fase di realizzazione dei massetti potrei richiedere un isolante che venga rigirato sulla parete esterna sovrapponendosi al pannello verticale che si userà per il cappotto esterno.
    Mi illumini su quanto sono distante da una soluzione per lo meno credibile e su differenze principali fra i pannelli di silicato di calcio e quelli di argilla, oltre il costo.
    Grazie mille per l’interessantissimo blog.

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    eviterei le pitture isolanti e i pannelli di polistirolo.
    certamente gli inquilini hanno tassi elevati di umidità interna, ma anche certamente ci saranno dei ponti termici non curati che presentano superfici troppo fredde. concausa anche le pitture traspiranti o lavabili che poco contrastano la proliferazione della muffa

  50. Elio

    Buonasera
    Ho realizzato sopra la mia abitazione una mansarda suddivisa in due miniappartamenti da circa 60 mq.
    I muri perimetrali sono isolati con pannelli di polistirene espanso estruso denso 35 kg m cubo nell’intercapedine, il soffitto è isolato con rotoli di polistirene abbinato a guaina ardesiata sotto tegola di uguali caratteristiche, il pavimento è isolato con strato di isocal da 10 cm. più guaina fonoassorbente (isolmant plus).
    Finestre in alluminio con doppi vetri,climatizzato con pompe di calore.
    Zona geografica: Sardegna sud occidentale.
    Dato il verificarsi di problemi di condensa e muffa riscontrato soprattutto nei soffitti delle camere da letto oltre che in bagno,vorrei sapere se le cause possono attribuirsi ad un isolamento troppo elevato oppure insufficiente oltre alla scarsa propensione da parte degli inquilini ad arieggiare sufficientemente i locali e come si potrebbe ovviare al problema.
    Avrei pensato di isolare il soffitto dall’interno con pannelli decorativi di polistirolo da 8 mm. e tinteggiare le pareti con pittura isolante con micro sfere di vetro.
    Potrebbe essere una soluzione?
    Grazie.

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    se l’esterno vincolato è degradato o bisognoso di intervento esterno varrebbe sicuramente la pena di ragionare su intonaci per risanamento con doti di termoisolamento perchè la massa che si lascia fredda all’esterno è tutta persa, sia nel periodo di riscaldamento che in periodo estivo.

    sorvolo sulla sparata di schiuma nel sottotetto (soluzione irreversibile).

    c’è da fare attenta valutazione dell’intervento al piede delle murature, e per la salubrità dell’edificio e per la cura del ponte termico molto importante.

    farei sicuramente un saggio sulle intercapedini descritte come riempite di lana di vetro per conoscere cosa è successo lì dentro e decidere il da farsi: è un aspetto molto importante perchè va a braccetto con la progettazione della posa dei nuovi serramenti.

    decisi gli ingredienti del restauro, si potrà con fiducia sedersi al tavolo del termotecnico per chiudere il cerchio.

  52. Pietro

    Buongiorno,
    posso chiedere qualche delucidazione/consiglio su come (e se vale la pena) coibentare una casa vecchia (1800) in modo da ridurre ragionevolmente le spese per riscaldamento ? Premessa: non si può toccare l’esterno perchè vincolata.
    La casa è in provincia di Varese, Lago Maggiore. Attualmente classe G 270.
    E’ libera su 3 lati ed è disposta su due piani più sottotetto. Ogni piano circa 125m2 altezza soffitti circa 4m. Sostanzialmente, quasi un parallelepipedo con una piccola appendice a L costuita posticcia verso il 1950 e rivista (malino) nel 2000. La casa è stata abitata fino al 2011 e riscaldata a gas metano con spesa annua di circa 5k euro.

    Mi chiedevo se è possibile sfruttare l’ampiezza dei locali per una coibentazione interna (di spazio ce n’è in abbondanza) e se sì cosa conviene fare in termini di materiali (e se vale la pena ovviamente….). Silicato di calcio ? pannelli fibra di legno ? altro ?
    Quello che più mi preme è un ragionamento sulla possibilità di fare una coibentazione interna evitando problemi di condensa interstiziale o danni strutturali importanti alla muratura. Inoltre…Posso appendere quadri ? O i muri diventano “intoccabili” ? Non è una questione da poco….con due bambini piccoli!
    Senz’altro farò una sparata di schiuma sulla soletta del sottotetto (non abitato) oppure poserò pannelli.

    Purtroppo non so come è fatta la soletta al piano terra. So solo che c’è un vespaio. E’ pensabile poter lavorare anche su quella senza smontare il pavimento ? (tenere presente che le porte sono a filo e alte il giusto…quindi alzare il pavimento sarebbe piuttosto problematico.

    Sono riuscito a trovare i vecchi piani di ristrutturazione-analisi energetica della casa (targati 1977), in cui è possibile ricostruire la stratigrafia dei muri perimetrali, delle solette, etc etc. che qui riporto. GRAZIE per i suggerimenti stimolanti!
    Allora…
    Muri perimetrali:
    Intonaco esterno 2 cm
    Pietrame 50 cm
    Pannello vibra di vetro 3 cm
    Forato 4.5 cm
    Intonaco interno 1.5 cm
    K= 0.64 Kcal/h m2°C

    Sotto finestra:
    Intonaco esterno 2 cm
    Forato 12 cm
    Pannelli fibra di vetro 3 cm
    Forato 6 cm
    Intonaco interno 2 cm
    K = 0.67 Kcal/h m2°C

    Primo solaio (da sotto a sopra):
    Cappa 18 cm
    Solaio 3 cm
    Pannello isolbar 2 cm
    Sottofondo 3 cm
    Ceramica 1 cm
    K = 0.71 Kcal/h m2°C

    Secondo solaio (sempre da sotto a sopra):
    Intonaco (stanze da letto)
    Solaio 18 cm
    Cappa 3 cm
    Materassino: 6 cm
    K = 0.45 Kcal/h m2°C

    Vetri: Doppi (K = 3 Kcal/h m2°C).

  53. Paola

    Grazie mille per la sua attenta analisi.
    So che quegli appartamenti hanno bisogno di una ristrutturazione totale, ma al momento non posso permettermela e quindi devo procedere per passi. Inoltre, qui non trovo esperti che conoscano le lastre in calcio silicato o le VMC, nel senso che nessuno le ha mai proposte o utilizzate.
    Da dove mi conviene quindi partire come primi interventi?

  54. Federico Sampaoli Autore articolo

    le situazioni descritte sono comuni a molto edifici e a molte famiglie.

    partendo dal presupposto che quasi tutti gli edifici in italia non sono isolati, potrei dire che le cause dei problemi che lei ha descritto benissimo sono da imputare a

    ventilazione manuale eseguita non correttamente
    finiture interne di qualità scarsa (pitture comprese)
    stili di vita di chi abita poco attenti alla buona conduzione di un’abitazione
    impianti di riscaldamento mal regolati e mal gestiti.

    da dove partire?

    da una progettazione dell’isolamento interno? direi di sì. ma le cattive abitudini cambieranno o proseguiranno contando sulla sopportazione degli stress da parte della coibentazione interna?

    e i corpi scaldanti esistenti… sono posizionati correttamente oppure scaldano pareti già calde ed interne anzichè quelle fredde perimetrali esterne?

    le caldaie sono ben regolate / gestite oppure mal condotte?

    sono tanti i temi.

    e la ventilazione meccanica con recupero di calore? è la soluzione? spesso è la soluzione ed è anche una scoperta di comfort mai avuto prima.
    ma anche la VMC va progettata, posizionata nei punti migliori, dimensionata ai volumi e alle persone e all’arredamento!

    dunque, tutto ha una soluzione, ma sempre si tratta di un abito su misura. non è una ristrutturazione, ma è una revisione totale per un nuovo comfort, una nuova salubrità e forse alla fine un risparmio economico!

    dico sempre: perchè progettare male e gestire male un’abitazione fino al punto in cui l’edificio non è più salubre e diventa invivibile? il risanamento non è forse un’enorme spesa imprevista?

    no, la stufa alimentata col pellet non risolve la muffa, l’umidità e il comfort. la stufa surriscalda un certo volume (a seconda della sua potenza) e perciò il volume dell’edificio surriscaldato è più idoneo a contenere maggiori livelli di umidità interna senza che accada condensa superficiale sulle pareti.
    Ma appena si spegne, il castello di carte cade! la temperatura si abbassa, l’umidità relativa sale, le superfici esterne si raffreddano, e riaccade la condensa.

    ecco! l’ingegnere ha detto bene: è un problema di condensa.

    ma isolare per non condensare non è tutto.
    la soluzione è un’orchestra di interventi, a partire dall’insegnare agli inquilini come si abita in un’abitazione.

    anche ai bambini si insegna come stare a tavola!

    i pannelli in calcio silicato sono ottimi, quanto di meglio esista. il progetto di questa soluzione deve tenere conto che il comfort estivo ne può risentire: vivere nell’isolante è bello a natale ma non così bello a ferragosto!

    a disposizione

  55. Paola

    Salve,
    quest’anno ho ereditato da mia madre tre appartamenti su tre piani in un condominio di 6 appartamenti costruito all’inizio degli anni ’70. Gli appartamenti sono di 90mq ciascuno.
    Gli appartamenti hanno sempre avuto piccoli problemi di umidità sulle pareti a nord (dove ci sono le camere) che sono sempre stati imputati al fatto che l’edificio è stato costruito in prossimità di una collina (a circa 7-8m) che sovrasta l’edificio per due piani e alla finitura a gesso delle pareti che non farebbe traspirare l’umidità all’esterno. Questi problemi sono stati risolti in alcuni casi con pareti in cartongesso.
    Quest’anno, con l’aumento esponenziale dell’umidità nella zona dovuto alle continue e ininterrotte piogge (a partire dalla primavera scorsa non si sono mai avuti più di 3-4 giorni senza pioggia neanche in estate), anche i problemi interni di umidità sono diventati molto più accentuati, in particolar modo a piano terra dove si sono formate numerose muffe ed in parte anche al primo piano, dove si sono formate muffe nelle zone dietro ai mobili, mentre al secondo piano l’inquilino riesce a gestire l’umidità con un solo deumidificatore.
    Ho fatto visitare l’appartamento ad un ingegnere della zona che mi ha detto che è un problema di condensa e che la cosa migliore è fare un isolamento interno alle pareti esposte a nord (quelle umide e con muffa).
    Secondo me però gli appartamenti hanno anche problemi di aerazione in quanto nelle cucine (a sud) non ci sono cappe aspiranti o con condotti esterni e l’unica piccola aerazione è dovuta ai vecchi infissi in legno e al foro per la cucina. Inoltre, i termosifoni sono sottodimensionati almeno di un terzo.
    Ho chiesto pareri anche ad altri tecnici e adesso ho un po’ le idee confuse. Premetto che al momento non ho a disposizione grandi somme per intervenire su tutto l’edificio, anche perché devo anche rifare completamente l’impianto elettrico.
    Mi sono state fatte le seguenti proposte:
    pannelli in sughero di 3 cm sulle pareti delle camere, rimuovendo lo strato di gesso e rifinendo a calce;
    in alternativa, pannelli aeropan di 10mm, sempre sulle pareti delle camere;
    utilizzo di recuperatori di calore per VMC puntuale, per le sole camere e/o per tutte le stanze;
    aspiratore per il bagno;
    cappa aspirante con scarico fuori per la cucina;
    stufa a pellet a piano terreno con tubi di condotta del calore nel disimpegno che divide la parte giorno dalla parte notte. In questo caso devo anche costruire la canna fumaria l’unico posto disponibile dove passare mi permette di costruirne una sola per cui la stufa andrebbe al piano terreno dove il problema è maggiore.
    Ho pero visto che molti hanno avuto grandi benefici con le lastre di calcio silicato e quindi sarei molto interessata. Le mie domande sono:
    Per applicarle devo rimuovere anche lo strato di gesso dalle pareti?
    Mi basterebbe questo come intervento, oltre ad aumentare il volume dei radiatori, o devo anche aumentare la circolazione di aria (soprattutto considerando che prima o poi rifarò anche gli infissi)?
    cosa ne pensa dei recuperatori di calore per rimuovere l’umidità?
    e la stufa a pellet è utile per asciugare l’ambiente?
    Vi ringrazio per l’aiuto che mi darete.

  56. Federico Sampaoli Autore articolo

    grazie del contributo.

    vorrei conoscere la stratigrafia esatta del precedente intervento:
    dall’interno:

    cartongesso
    fibra di legno
    intonaco esistente
    forato

    Nessun telo nella stratigrafia?

  57. alberto

    buonasera.
    vorrei portare la mia esperienza al riguardo di un cappotto interno eseguito con lastre in calcio silicato.
    Per risolvere problemi di presenza di muffa in una camera ed un bagno (esposti a nord-est) avevo cercato notizie in vari modi riscontrando una generale ignoranza, anche tra i rivenditori di materiali edili (almeno quelli non specializzati) che conoscono molto poco questo materiale; nel vagabondare su internet finalmente sono capitato su questo sito, dove le cose vengono spiegate in maniera precisa e, nell’aprile del 2013, ho anche postato una domanda sulle lastre di silicato di calcio.
    Nel mio caso specifico in bagno ero costretto a continui interventi con prodotti antimuffa ed a ritinteggiare ogni anno, ma con presenza quasi costante di aloni o macchie; gli interventi erano efficaci per qualche mese ma poi, ad eccezione della stagione estiva, il problema si ripresentava.
    Avevo già provato in precedenza a risolvere in camera il problema con una controparete in cartongesso con pannelli in fibra di legno nell’intercapedine ma erano comparse anche qui macchie sugli angoli e puntinamento diffuso accompagnato da cattivi odori .
    Come molti altri che scrivono vivo in un edificio non recente (condominio fine anni 70) con pareti in mattoni di basso spessore (cm 25+intonaci) e nel quale manca la volontà di intervenire con cappotto esterno.
    Fugati tutti i dubbi nella primavera del 2013 mi decido ed do il via ai lavori, smonto i mobili e demolisco la controparete in cartongesso; quando vi dicono degli effetti della condensa sul lato freddo .. credeteci, i pannelli ed il muro erano infestati di muffa.
    Per il mio intervento ho usato lastre di 2,5 e 4 cm roefix Renopor con finitura di pittura ai silicati di calcio.
    Ora, a distanza di quasi un anno e mezzo, devo dire che l’intervento ha funzionato davvero bene, specialmente in bagno la parete è rimasta perfettamente pulita, anche dopo una primavera ed un’estate molto umide.
    Quindi a chi è nella mia situazione posso testimoniare la validità del sistema.
    Saluti

  58. Federico Sampaoli Autore articolo

    una vmc puntuale favorisce un buon equilibrio di umidità interna nel periodo di riscaldamento.
    tutte le zone più fredde delle strutture soffrono del rischio di condensa superficiale, ma evitate le pitture termoisolanti sul lato interno.
    piuttosto fate attenzione che nel tinteggiare si usi esclusivamente pittura a base calce e che il nuovo intonaco non sia a base cementizia o miscelato con cemento.

    …tutto in attesa della coibentazione esterna!

  59. Andrea

    Salve, innanzitutto complimenti per il blog e la divulgazione che ne scaturisce, davvero utile.
    Sono in procinto di ampliare una parte del piano terra di un villino unifamiliare (struttura in cemento armato fine anni 90) in provincia di Roma (zona climatica E, 2399 gradi giorno) realizzando la chiusura del piccolo portico contiguo. L’attuale parete esterna del piano terra che andrò a demolire ha presentato problemi di condensa e muffa negli angoli in corrispondenza di ponti termici strutturali (eccessiva umidità interna); il portico verrà chiuso realizzando la tamponatura delle parti attualmente aperte tra pilastro e pilastro (cls) e tra “muretto” perimetrale e trave superiore (cls); per tale tamponatura l’impresa mi propone doppia fila di poroton con in mezzo intercapedine d’aria o di isolante (ma che materiale potrei usare dati i problemi di umidità riscontrati? ). Vorrei poi posare (in attesa di realizzare un cappotto esterno definitivo appena possibile) un cappottino interno nella porzione di parete perimetrale che andrei a costruire (lo so non è una buona soluzione!) con pannelli di calcio silicato 25 mm spessore (muffaway della naturalia bau o simili lastre di calcio silicato della Isolstyle: sono equivalenti che lei sappia?) da far girare fin dentro i fori finestra, per attenuare il rischio di muffa, che ne dice? dovrei posarli anche sul soffitto? Il tutto finito con pittura termoisolante anticondensa e implementato con una vmc decentrata.
    Grazie.

  60. Federico Sampaoli Autore articolo

    è una situazione da risolvere. affronatre una nuova stagione respirando spore di muffa è pericoloso.

    l’armadio in aderenza non aiuta la situazione, anzi la peggiora. e lui non si può spostare nemmeno di un millimetro!

    l’unica cosa che si potrebbe fare in questo momento (ed è la stagione ideale) sarebbe

    rimuovere le spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni bloccando il nuovo insorgere di muffa
    rifare la finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

    dove c’è margine di spazio e i muri sono sani si può progettare una coibentazione interna e finitura interna con materiali salubri, naturali, igroscopici, capillari e traspiranti

    poi si dovrebbe pensare alla ventilazione meccanica (anche solo puntuale)

    un progetto a tutto tondo. e cambiare vita

  61. Mauro

    Salve. Ho letto qui dei pannelli in silicato di calcio.
    Casa mia è vecchia (anni ’50, con rimaneggiamenti negli anni ‘60), vicino a Milano e con grossi problemi di umidità in cantina. I muri sono in mattoni; avevano una intercapedine in paglia (!) all’esterno di strato interno in tavellette, ma ora è polverizzata. A circa 1 m dal pavimento della cantina c’è la falda, che presumo impregni le fondazioni in cls. Le murature esterne sono rivestite da odiosissimo materiale plastico che purtroppo resiste molto bene. Dulcis in fundo, mi ritrovo tutto intorno alla casa una pavimentazione in micascisto affogata in piattaforma di cls con rete elettrosaldata, cosa che preclude possibilità di staccare la terra dai muri (non impermeabilizzati , ma forse è meglio). Abito a pian terreno. L’acqua Iliquida o gassosa) è di casa in casa, ovviamente.

    Prescindendo da quasi tutto quanto sopra, al momento circoscrivo il problema alla presenza di muffa soprattutto in una camera che occupa il vertice SW della casa; curiosamente, la muffa compare soprattutto lungo una parete a SSE, la quale non confina direttamente con l’esterno ma con una scala chiusa che conduce al piano di sopra.
    Quasi tutto il lato interno della parete a SSE è occupato da un armadio, pure attaccato da muffa (la camera è piccola: ci stanno solo letto e armadio ed ho già dovuto accorciare il letto di un cm per poter aprire l’armadio).

    Per problemi di tipo “condominiale” (villetta bifamiliare non interamente di mia proprietà) non posso agire sui muri esterni né sulla scala.
    Ovviamente l’umidità interna si è vistosamente innalzata con la sostituzione dei vecchi serramenti.
    Ovviamente comincio ad essere stanco di spargere candeggina sui muri; in particolare lo scorso inverno il problema si è acuito.
    A partire da quella parete ma poi, a seguire, in altri punti della casa vorrei fare qualcosa; abbandonata proprio leggendo questo blog l’ipotesi iniziale del polistirolo (che pure mi ha dato buoni risultati sulle spallette delle finestre in cucina), sto esaminando la possibilità di utilizzo dei pannelli in silicato di calcio.
    Cosa ne dice?

    Nell’area dietro l’armadio posso evitare di rasare i pannelli e lasciare l’armadio stesso (debitamente ripulito dalla muffa con aceto o candeggina e quindi trattato con impregnante antifungino) a contatto dei pannelli stessi?

    Grazie

  62. Federico Sampaoli Autore articolo

    questa struttura interrata non è traspirante (per forza di cose).
    l’isolamento interno in pannelli di calcestruzzo cellulare è molto traspirante e accoglierà volentieri una certa quantità di vapore in inverno per poi ricederla d’estate all’ambiente. se i pannelli saranno posati con la prescritta malta leggera con grande attenzione a coprire tutta la superficie senza lasciare o dimenticare zone vuote o sacche d’aria, allora l’umidità si distribuirà uniformemente senza creare punti di condensa.
    attenzione alle sigillature intorno alle finestrelle.
    la vmc aiuterà a tenere in equilibrio il livello di umidità in periodo di riscaldamento, in estate dovrebbe essere esclusa se fuori è molto caldo per non accumulare nuova umidità negli ambienti.
    A proposito della verifica di Glaser puoi leggere qui .

  63. Luca Magro

    Ho fatto fare la verifica di glaser da un tecnico per la progettazione della rifodera interna delle pareti della taverna con finalità di miglioramento delle condizioni igro-termiche. Allora, condizioni di partenza: locale interrato con due finestrelle a bocca di lupo e vmc, pareti 30 cm. cemento armato con guaina esterna controterra. Bene, con il multipor 5 cm. a dire del tecnico formazione di abbondante condensa nei mesi estivi che non verrebbe più riassorbita, con xps e barriera vapore invece tutto ok. Ho poi sentito un rappresentante della Ytong e questo, dopo aver fatto sul posto le sue verifiche sentenzia: qui si può mettere quello che si vuole, è consigliatissimo il multipor per le sue caratteristiche dinamiche per le quali non bisogna tenere in conto la verifica di glaser basata solo su condizioni statiche. Chi credere? Sono confuso e non vorrei sbagliare. Chiedo lumi disperatamente….

  64. Federico Sampaoli Autore articolo

    la fibra di legno ha bisogno della progettazione dello strato di fondo e del rivestimento.
    penso che di meglio non esista perchè si ottiene anche comfort estivo

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