Tetti bianchi in California

 …con un provvedimento del 2005, lo Stato della California ha stabilito che tutte le coperture piatte delle strutture commerciali debbano essere di colore bianco e che a partire dall’anno dopo i tetti di tutti gli edifici, sia residenziali che commerciali, sia piatti che spioventi, debbano essere realizzati con materiali riflettenti. tetti-bianchi Efficace provvedimento su scala locale per tagliare i costi energetici legati al condizionamento delle abitazioni e ridurre il cosiddetto effetto “isola di calore”, ovvero il fenomeno che porta le temperature dei centri abitati a essere stabilmente superiori di qualche grado a quelle registrate fuori dai centri abitati. La superficie terrestre ha un valore medio di riflessione della radiazione solare nel campo del visibile dell’8%. Se si riuscisse ad aumentare l’albedo terrestre, così si definisce la parte della radiazione riflessa verso l’atmosfera, fino al 10% si potrebbe ridurre la temperatura media della terra di 0,8°C pari all’incremento della temperatura globale del pianeta negli ultimi 50 anni dovuto all’immissione di CO2 per un ammontare complessivo di 469 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente. Bianco Riflettente Amico dell’Ambiente.

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…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

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8 pensieri su “Tetti bianchi in California

  1. andrea

    Salve Giorgio,
    più che sull’eventuale tossicità (di cui,non me ne si voglia, a parte le basse emissioni di composti organici volatili, non so), il mio commento voleva contrastare l’idea che un impregnante all’acqua sia naturale…
    la pittura acrilica resta un derivato, di origine petrolio derivata (http://www.prakriti.it/articoli.php).
    Quando acquisto qualcosa, cerco sempre di farlo nella maniera più responsabile possibile, personalmente preferisco materiali rinnovabili e salubri (ove possibile).
    Mi sembra un po come quando acquistiamo uova di galline allevate a terra, pensando che siano allevate in tutta naturalità… troppo storia a parte, penso che il legno resti comunque un materiale organico “vivo”, suppongo sia preferibile utilizzare protettivi al naturale evitando di isolarli dall’ambiente (per facilitare l’assorbimento e la restituzione di umidità dall’aria).
    E, non ultimo, ho più piacere di dare i miei deneuri a chi vende prodotti davvero naturali, soprattutto se “piccole” realtà – e risparmiando, con un po di olio di gomito 🙂

  2. Giorgio

    Scusa Andrea, ma i colori acrilici sono tossici? Li ho sempre usati in ambito modellistico a scapito degli smalti proprio perché è luogo comune che sono atossici.

    Grazie

  3. andrea

    Mi introduco, se posso… anche a noi volevano vendere lamellare già impregnato all’ acqua, ovviamente alla richiesta di scheda tecnica dell’impregnante (si, ho imparato ad essere pignolissimo ed esigente), il venditore (ahimè, addirittura sorpreso!) ha scoperto che il suo incredibile impregnante all’acqua è a base acrilica… io, che me lo aspettavo, ho acquistato i miei solas bianco calce, e posso confermarne (anche se non ce n’è bisogno alcuno) l’ottima qualità, e addirittura il risparmio rispetto alla lavorazione bell’e pronto.
    cordialità

  4. Giorgio

    Salve Federico anzitutto grazie per la celerissima risposta.

    Quello che sappiamo sulla colorazione (come da bozza di contratto) è:
    – trattamento delle travi lamellari e del perlinato con due mani di impregnante all’acqua ed una finitura data in airless.

    E’ sufficiente questa citazione per avere certezza della salubrità?

    ps. finora tutte le ditte ci hanno comunque sempre proposto una finitura colorata di impregnante all’acqua.

    Grazie mille

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    più che preoccuparmi dell’aspetto estetico mi vorrei rassicurare sulla salubrità di questo colore bianco avorio e perciò richiederei scheda tecnica e scheda di sicurezza del materiale.
    non dobbiamo sottovalutare questo aspetto perchè l’ambiente non sarà più delimitato dal legno ma dallo strato di colore sul lato interno.
    in quanto alla durata della finitura posso dire che una zona non colpita dalla luce esterna non subisce variazioni negli anni, a meno che il tetto in legno non nasca con il difetto della scarsa tenuta all’aria: in questo caso, alcune parti perimetrali del legno interno soffriranno di passaggi d’aria calda e umida che porteranno ammaloramenti visibili sugli sporti esterni.
    sull’argomento leggi qui: http://espertocasaclima.com/category/tetto-tenuta-all-aria/

  6. Giorgio

    Buongiorno Federico,

    per la mia casa che sto per realizzare con tetto in legno a vista, ho proposto alla ditta se potesse farmelo di colore bianco avorio (ovviamente intendo per la vista interna e non esterna come fanno questi californiani!!!!). Loro mi hanno proposto un colore codice “MIL007”, che ci starebbe bene.
    Le cacciate esterne, invece, le ridipingerebbero (sul bianco avorio) a mano di color teak.

    Per quanto riguarda la parte interna in color bianco avorio, ti chiederei un parere su:
    – quanto ingiallisce o si sporca più facilmente rispetto ad un colore scuro?
    – quanto deve essere manutenuto di più rispetto ad un colore più scuro?

    Ogni giorno è una discussione con mia moglie perchè si è fissata con questo colore bianco avorio, ed essendo restìo a non vorrei passare le giornate a farmi dire “avevi ragione”, vorrei avere qualche rassicurazione!! 🙂

    Grazie mille,
    cordialità.
    Giorgio.

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